NOTHING IS AS IT SEEMS

Di Miki
16/02/2021


Capitolo 1

La guerra con i fantasmi neri si era finalmente conclusa da un pezzo ed i cyborgs, nei mesi  successivi, stavano cercando pian piano di ritornare ad una parvenza di normalità.
Si, è vero, poteva capitare di affrontare certi tipi di missioni, come protezione figure politiche o di rilevanza economica, azioni sotto copertura, mediare tra fazioni opposte onde evitare il protrarsi di guerre ma, dopo mesi, era avanzata l´idea che, tutto sommato, il mondo potesse essere finalmente  
in pace. 
Trascorsero comunque ancora del tempo alla base, per stare ancora un po´ di tempo tutti assieme. Poi, piano piano, le loro strade si divisero, non definitivamente, s´intende, l´amicizia sarebbe restata... Forse per sempre.
Jeronimo era tornato in Nevada alla fattoria di Pop, Albert a Berlino ad occuparsi della sua azienda di trasporti precedentemente lasciata in gestione ad un suo delegato; Chang era tornato in Cina a gestire la sua catena di ristoranti; Bretagna a Londra ad occuparsi di giovani talenti dello spettacolo teatrale; Punma era tornato in Kenya per ricominciare la costruzione di ospedali e scuole, Jet e Joe avevano firmato un nuovo contratto rispettivamente  con la Lotus  in Gran Bretagna e con la Ferrari  in Italia. Françoise stava per tornare a Parigi per ricominciare il suo amato balletto.
Ivan era rimasto con dottor Gilmour alla base, il dottore sperava che il piccolo presto avrebbe trovato anch´egli una famiglia adottiva disposta ad accettare le sue capacità.
Joe e Françoise, che da mesi avevano finalmente messo alla luce del sole la loro relazione , si erano offerti di tenerlo con loro ma Gilmour era stato categorico, non lo avrebbe lasciato fino a quando 001 avesse avuto bisogno di lui. E comunque al dottore un po’ di compagnia non  dispiaceva.
Le gare di Formula 1 sarebbero iniziate a Marzo. Joe e Françoise avevano deciso di vivere da lei a Parigi, poi Joe avrebbe fatto la spola tra Parigi ed il suo appartamento che la scuderia gli aveva messo a disposizione nei pressi di Monza. In realtà lui ne aveva uno suo a Montecarlo dove sperava un giorno di ritornarci poiché, essendo un attico con la vista sul mare, gli era sempre sembrata la sua casa dei sogni.
Aveva nutrito forti dubbi sull´andare ad abitare con lei a Parigi, sentiva che avrebbero dovuto prendersi un po’ di tempo per loro, soprattutto lei che, a causa di questa guerra, aveva sofferto più di tutti la lontananza da casa. 
Del resto, lui, al contrario di lei, non aveva una famiglia che aspettava con ansia il suo ritorno a casa. Lui le fece presente questo pensiero ma lei non volle sentir ragioni.
Joe pensava che tornare alla città natale, con i genitori, fratello, amici, balletto e, soprattutto senza lui tra i piedi, sarebbe stata una ventata di aria fresca per Francoise.
[mai ci fu premonizione più azzeccata di quella]
C´era da dire che in  realtà Joe avrebbe dovuto girare l´Europa per la firma di alcuni contratti con sponsor prestigiosi, due di questi proprio con sede a Parigi, motivo per il quale lei si dimostrò ancora più insistente. 
Da quando i giornali avevano dato la notizia che, il due volte ex campione del mondo di Formula 1 per due anni consecutivi, Joe Shimamura, aveva deciso di riprendere le corse la stagione successiva con la Ferrari, gli sponsor stavano facendo a pugni per accaparrarsi il diritto di usare il suo nome: Nike, Adidas, Dunlop, Bridgestone, Ryban, Lacoste, oltre a linee maschili di prodotti per l´igiene e profumi.
Questo, se da un lato gli garantiva fama e soldi, molti soldi, buona parte dei quali usava per la sua fondazione che aveva aperto a nome di sua madre per aiutare i bambini orfani, dall´altra non lo rendeva felicissimo perché il prezzo da pagare era un´eccessiva esposizione ai media, cosa che non  lo rendeva particolarmente entusiasta. Era sempre schivo con i giornali e tv, ma in tutto il Mondo aveva più Fans club lui di tutti gli altri piloti messi assieme.
Se poi aggiungiamo che aveva un enorme successo con le donne il quadro era al completo.
Questo aveva sempre dato molto fastidio a Françoise, quante ne aveva viste di scene in cui quelle facevano le smorfiose con lui chiedendogli, anche in maniera plateale, di fare una foto o addirittura abbandonarsi in atteggiamenti non proprio professionali in pubblico.
E una sera avvenne la famosa discussione. 
-Ma perché non ti sembra una buona idea? Mica sarà per il tuo francese? Ti assicuro che lo parli perfettamente.-
-Ma no, non è per questo. -
-E allora cosa ti prende? -
-Niente, è solo che...-
-Mi pare che avevamo già deciso, no? -
-Beh, è più giusto dire che TU avevi deciso, Io mica ero così convinto! -
-Quindi, ci hai ripensato…-
-Ma tu pensi davvero che sia una buona idea? -
-Ecco, lo sapevo, mi sembrava troppo bello... Sempre la stessa storia con te. -
-Temo che tu mi abbia frainteso. -
-Sentiamo, cosa avrei frainteso? a me sembra tutto chiaro, ne avevamo già parlato... Ricordi? -
-Ricordo bene, certo, ma non ti sto dicendo queste cose per interesse personale... Lo dico per te! -
-Ho capito Joe, hai ripensamenti su di noi, è fin troppo chiaro, siamo sempre punto e a capo. -
-Sei proprio fissata. -
-E allora spiegati, perché ti comunico che sto per perdere la pazienza! -
-Io non ho mai detto che non voglio venire a stare con te a Parigi, a me piace molto, lo sai anche te. Solo, credevo che, almeno per i primi tempi tu volessi stare un po’ da sola, vedere la tua famiglia, i tuoi amici, amiche, uscire, tornare alla normalità insomma... Temo che l’avermi tra i piedi ti possa condizionare un po´, tutto qui.-
-Ma cosa stai dicendo Joe? Sono IO che ti voglio tra i piedi, è quello che desidero più di ogni altra cosa al mondo, stare con te, il resto viene dopo. -
-Ok, va bene, ma non dirmi che non ti avevo avvertito. -

Aeroporto di Tokio 2 Ottobre 1971

-Ci siamo Joe, sei pronto per questa nuova avventura?-
-Io sono nato pronto.-
-Dalla faccia non si direbbe.-
-E invece si, basta non litigare.-
-L´amore non è bello se non è litigherello, recita un vecchio proverbio.-
-Si, ma se ci scanniamo, avvoglia ad essere bello!-
-Ma come siamo suscettibili... Andrà tutto bene. Ti fidi di me?-
-Ciecamente, e tu?-
-Sai già la risposta, e so che non sarà facile ma ce la metteremo tutta.-
-Sono assolutamente d´accordo con te.-
Il viaggio fu lunghissimo, come sempre ma allo stesso tempo fu piacevole perché respiravano entrambi un atmosfera di festa, di libertà, di eccitazione e questo li rendeva estremamente felici e complici.
Arrivarono a Parigi che erano le 16:00 ora locale, nessuna valigia fu disfatta, una doccia, una telefonata di lei di cortesia ai suoi per avvertirli del suo arrivo nella quale specificò che aveva già un impegno, un bel ristorante e, per finire, una notte di pura e semplice passione.
Joe comunque aveva deciso di stare un po’ per i fatti suoi i primi tempi, aveva già un appuntamento di lavoro con lo sponsor Lacoste, il problema era che, non avendo un agente fisso, si dimenticava spesso i suoi stessi impegni.
La firma del contratto fu una pura formalità, sarebbe stato successivamente contattato per girare dei video con indosso l´outfit del coccodrillo per la prossima linea nel parco di Versailles.
Françoise aveva ripreso le prove del balletto, da qui a giugno avrebbe lottato per avere la tanto sospirata parte di prima ballerina di "Gisèlle", la rappresentazione regina e più ambita per una ballerina di danza classica. Sarebbe stata dura, ma non aveva mai smesso di danzare nei ritagli di tempo alla base e decise  di metterci subito anima e corpo.
Rimaneva la presentazione di lui ai suoi genitori, cosa non facile perché non si trovavano particolarmente d´accordo sul quando fare questa conoscenza.
Lei, con loro, aveva  parlato molto di Joe, del loro "tira e molla" che era andato avanti per molto tempo e desiderava presentarlo fin da subito. Joe, invece, avrebbe preferito aspettare qualche settimana, ma l´eminente debutto di lei  alla prima della rappresentazione de "La  Sylphide"     sconvolse i suoi piani. In effetti era brutto trovarsi assieme a Teatro senza essersi prima conosciuti, quindi Anne e Maxence invitarono i due giovani una sera a cena per sciogliere ogni imbarazzo.
Con molta sorpresa di Françoise, Joe fu subito molto in sintonia con i suoi, specialmente con la madre, mentre riguardo a suo padre, sapeva già che era un osso molto più duro da scalfire.  
Mancava suo fratello Jean e la sua ragazza, che quella sera avevano già un altro impegno.
Tutto sommato la serata procedette bene. Françoise cercò in tutti i modi di interrogare lo sguardo della madre la quale, secondo lei, era molto più obiettiva nel giudicare di suo padre. Non fece nemmeno in tempo a parlare un po´ con lei mentre era in cucina perché Joe le fece capire che non voleva restare da solo in salotto col futuro suocero, si  sentiva troppo sotto esame ed era sempre più nervoso.
Quella sera vi era il tutto esaurito all´Opéra, Joe era entusiasta di lei, non gli staccò gli occhi di dosso.
Danzò praticamente tutta la rappresentazione in quarta fila, ma il suo stile ed il suo talento innato non passarono certo inosservati ad occhi esperti. Fu acclamata a gran voce quando nel finale furono chiamati uno per uno i nomi delle ballerine. Joe le fece recapitare un enorme mazzo di rose  mentre si stava cambiando e tutte le altre ballerine presenti le fecero un bell´applauso. Françoise arrossì vistosamente.
Restò di stucco quando qualche giorno dopo fu chiamata individualmente dal direttore tecnico artistico dell´Opéra il quale, vedendo già da subito che la passione e la grazia di lei erano di gran lunga più grandi di tutte le altre, le fece capire che, se avesse continuato così, avrebbe ottenuto tranquillamente la parte, non solo di  Gisèlle, ma di tutte le rappresentazioni in programma all´Opéra de Paris.
"L´étoile dell´Opéra, prima ballerina... Gisèlle, la parte  sarà mia, finalmente... In fondo , dopo tutto quello che mi è stato tolto contro la mia volontà, posso dire di meritarmelo.... Finalmente un po’ di giustizia divina"


Capitolo 2

29 Novembre, davanti all´uscita del teatro.

-Ce l´ho fattaaaaa.-  Urlava saltando....
-Bravissima Fran, te lo meriti, sono contentissima per te.-
-Grazie Cath, sei troppo buona. Ma sei sicura che le altre non ci sono rimaste male? Sai com´è, l´ultima arrivata alla quale viene assegnata la parte del personaggio principale...-
-No, tranquilla, anche loro hanno dovuto ammettere che la migliore sei stata  tu.-
-Dobbiamo festeggiare, organizziamo per domani sera? Tanto è venerdì, che ne dici?-
-Certamente, ti aiuterò io a contattare tutti, tu pensa a dirlo a Joe e a tuo fratello.-
-Anche a Joe?-
-Perché, non vuoi che venga?-
-Mah, ci devo pensare, non so se lui... Magari non con tutti assieme, la prima volta, in fondo lo conosci appena anche tu!-
-Beh, vedi te, magari può essere un´occasione.-
-Ci penserò... A domani amica mia.-
Era al settimo cielo quel giorno... Non capita tanto spesso vedersi assegnare un ruolo di tale importanza dopo nemmeno due mesi dall´inizio delle prove di danza.
 Per la  sera  dopo decise di chiedere a Joe la "libera uscita" e lui non fece una piega anzi, quando lei gli aveva telefonato per dargli la notizia, lui le aveva comprato uno splendido mazzo  di fiori e lei apprezzò molto.
Tra lei e Cathrine si divisero le telefonate: chiamarono amici e amiche anche di vecchia data con cui Françoise saltuariamente e, soprattutto, quando non era in missione, si era sempre tenuta in contatto. Poi fu il turno di suo fratello Jean e dei suoi amici, qualcuno anche in comune tra cui una vecchia conoscenza di Françoise, Alain, amico fraterno di Jean nonché il suo primo ragazzo prima del suo rapimento e della trasformazione.
-Joe, ti prego, non voglio andare senza di te... Ci ho pensato, vorrei ci fossi anche tu stasera. -
-Ma Françoise, è meglio se vai a divertirti senza di me, saresti più libera senza l´assillo del tuo ragazzo geloso, no? -
-No, insisto, tu vieni, anzi, stasera ti farò anche ballare. -
-AH NO, questo è da vedere carina-
-Vedrai che ti convincerò-
Joe aveva come un pensiero fisso... Non sarebbe stata una buona idea. Aveva il sentore che le cose potessero andare fuori controllo, la vedeva troppo euforica, anche se capiva cosa provava, aveva capito che lei aveva esaudito il sogno di diventare prima ballerina dell´Opéra de Paris, sentiva che questo eccesso di eccitazione l´avrebbe portata a commettere qualche sciocchezza. Non era tanto il fatto di voler festeggiare, giustamente, una sua vittoria che lo lasciava perplesso, bensì il modo in cui stava affrontando tutta questa situazione. Vero, ora lei  era a casa sua, è stata lontana molto tempo contro la sua volontà, tornarci è stata una liberazione ma, secondo Joe, proprio questa nuova Françoise che si sentiva così  euforica e felice, avrebbe potuto facilmente perdere il controllo. Come quando non puoi uscire di casa per un mese, e la volta che puoi farlo, vorresti fare mille cose tutte assieme.
Stentava a riconoscerla. Ma, alla fine, cedette.
-Ok, d´accordo-
-Quindi ballerai???-
-No, ho detto che vengo con voi ma non ballerò mai, piuttosto mi taglio un braccio! -
-Staremo a vedere bello mio. -
Si ritrovarono tutti davanti ad un ristorante, molto carino e raffinato. Françoise presentò Joe ai suoi amici, compreso il suo ex Alain.
-Piacere Joe, io mi chiamo Janètte.-
-Ed io sono Justine... Finalmente sappiamo chi ha rubato il cuore alla nostra Françoise.-
-EHM...  Piacere, io sono Alain. -  La sua stretta di mano fu molto meno calorosa delle due donne.
-Finalmente sei dei nostri, caro il mio futuro cognato! -
Esclamò Jean, che strinse la mano a Joe, Il quale avvertì uno strano disagio ma trasalì.
Joe comunque fu molto gentile e disponibile con tutti e questo rallegrò non poco la sua ragazza la quale, conoscendolo, non era proprio il massimo della socialità.
-Ehi, bel biondino, badiamo di stare attento a questa donzella, intesi? - Esclamò Cathrine, la migliore amica di Françoise.
-Accidenti quanto è bello, ma lo hai visto? - Sussurrò Justine a Cathrine.
-Ma che ti salta in mente? -
-Niente, facevo per dire. L´avevo visto solo in foto o sui giornali ma dal vivo è ancora meglio... E brava la nostra Fran.-
-Se lo merita, sapessi quanto ha penato per lui. -
-Ma non è gelosa? Gli girano attorno certe modelle, attrici, come fa a stare tranquilla? -
-Si fida di lui, molto semplice. -
Dopo le presentazioni entrarono nel ristorante.
Durante la cena bevvero anche del vino. Joe, più di una volta fece cenno a Françoise di non esagerare, sapeva che lei aveva una soglia di resistenza all´alcool molto bassa e, vista l´occasione, fu anche tollerante ma capì che le cose gli avrebbero potuto sfuggirli di mano.
Mentre andavano alle auto le sussurrò all´orecchio:
-Non ti sembra di avere esagerato col vino? Visto che ora andiamo a ballare presumo ci sarà altro alcool, cerca di non esagerare ancora di più o dopo starai male. -
-EHHH, ma quanto sei palloso!!! Stasera è la mia serata ed io voglio spassarmela... Ma tranquillo amore mio, il dessert sarà tutto per te! -
Joe era incredulo, "ma è lei quella che sta parlando?? accidenti all´alcool e a me che non l´ho fermata, ma come facevo, avrebbe fatto brutta figura"

30 Novembre ore 22:40 in  una  discoteca del centro.

Françoise si buttò con gli altri in mezzo alla pista, rideva... Rideva e ballava ... Dopo un’ora e mezza la musica stile latino la fece ballare anche in maniera molto sensuale e non solo lei, anche Cathrine, Janètte e Justine, gli amici di Jean, tutti assieme. Dopo circa due ore, e altre bevute, non smetteva di ballare, anzi, si atteggiava anche in modo ancora più provocante.
Joe se ne stava in disparte, quasi dimenticato dal gruppo ma a lui stava bene così, desiderava solo che lei non esagerasse troppo, ma in pista la situazione stava "degenerando" sempre di più.
"Meglio che non guardi, è molto meglio"... Pensò.
Stanco di stare seduto da solo, si avvicinò al bancone per ordinare da bere... Gli si avvicinò la barista, una mora bellissima dai capelli lunghi e una fragranza tipo acqua di colonia, dall´aspetto molto curato, quasi delicata e Joe si fece scappare un piccolo sorriso.
-Allora, che ti porto? -
-Ehm, un gin-lemon, grazie-
-Mmm, tu non hai proprio l´accento francese, mi sa-
-No, infatti, sono mezzo americano e mezzo giapponese-
-Mezzo Giapponese? non ci credo, non sei un po’ troppo alto? -
-Infatti, ho detto mezzo... L´altezza l´ho presa da mio padre che era americano.-
-Però, sai il fatto tuo eh? -
Joe, nonostante le luci non fossero proprio limpide le concesse uno sguardo e un sorrisetto dei suoi,  lei lo guardò con insistenza... Per un attimo fantasticò qualcosa nella sua testa, poi si riprese, anche perché la stavano chiamando.
Pose il bicchiere a Joe e si allontanò. Françoise in quel momento lo guardò per un attimo,  poi gli si avvicino.
-Dai, vieni a ballare. -
-No, anzi, sarà meglio se ti calmi un poco o quell´idiota che ti balla davanti potrebbe saltarti addosso. -
-Ma che cavolo dici? Sei geloso? -
-No, solo preoccupato. -
-No, il problema  è che non ti fidi! -
-Non è questo, secondo me stai esagerando! -
-Ma piantala!! Io torno là,  e con te -
-Ti ho appena detto di no. Primo, non so ballare, secondo faresti meglio a darti una calmata, sei ubriaca.-
-Senti, non ho voglia di prediche. Io torno in pista, tu fai come vuoi.-
Intanto..... poco distante....
-Arrivo subito!- 
Preparò da bere al alcuni ragazzi, si girò e vide che Joe era rimasto lì al suo posto e gli si avvicino.
-Posso chiederti una cosa? - 
-Certo. -
-Non sei qui da solo... Chi era quella ragazza che ti si è avvicinata? Il suo viso non mi è nuovo. -
-E´ la mia ragazza, e quelli sono i suoi amici. -
-Bella, complimenti, ma sembrava un po´ contrariata, o sbaglio?-
-Mah, non saprei. So solo che balla da due ore in mezzo alla pista e quel ragazzo che le sbava dietro è il suo ex...buffo vero? -
-Io non ci trovo niente di buffo, casomai un po´ strano, quello sì.  E poi, se fossi in lei ballerei solo col proprio ragazzo.-
-Non so ballare. -
-E allora? che male c’è. -
-Ah, per me nessuno, sono sopravvissuto anni senza il ballo! -
-Comunque complimenti, è davvero una bella ragazza, però mi sembra un po’ alticcia, dovresti andare da lei e cercare di frenarla un po’.-
-Perché dovrei? Lei si sta divertendo. E´ la sua serata, se poi ci aggiungi che il ballo non solo le piace ma è anche il suo mestiere...-
La barista la guardò meglio ed ebbe un sussulto...
-Eccooo, chi è la tua ragazza, è la nuova étoile dell´Opéra... Che stupida, non l´avevo riconosciuta. Era su tutti i giornali. -
-Appunto, ha faticato molto per arrivare a questo traguardo, sta festeggiando e non voglio rovinarle la serata. -
-Mah, se lo dici tu. A me sembra che quel damerino stia allungando un po’ troppo le mani e che tu sia preso di mira da molte donne, caro mio. -
- E poi non capisco perché siete qui, questo è un posto dove ci vengono i singles, non i fidanzati. -
-Hanno scelto tutto loro, e, secondo loro, per festeggiare, questo era il posto più adatto. -
-Casomai il posto giusto per rimorchiare. -
-Per ora stiamo festeggiando, niente di più. -
-Mah, ti ripeto, fossi lei mi preoccuperei più di cosa fa il suo ragazzo-
-Si fida di me, oramai, te l´ho già detto. -
-Perché? Prima non lo faceva? -
-Beh, non sono stato proprio un santo fino a un anno fa-
-Perché?  Eri infedele? O cosa? -
-Diciamo che, all´inizio, la nostra non era una vera e propria relazione, almeno non da parte mia. Lo è diventata nell´ultimo anno. E da allora le sono sempre stato fedele.-
-E se ti dicessi che molte donne non sarebbero contente che tu sia diventato un bravo ragazzo, tu che mi dici? -
-Che vuoi che ti dica, non ho fatto niente di male, mi sembra. -
-Tu no ma, ma loro un po’ ne farebbero! Del resto sei un bel ragazzo, famoso, è normale che possa accadere, specie in discoteca.-
-Allora , sai che facevo il pilota.-
-Si, sono un´appassionata di corse, ti ho riconosciuto subito, anche con queste luci. E poi... Non sei certo il tipo che passa inosservato.-
-Grazie, troppo gentile, ma non credo di...-
-Vedi quella mora che ragiona con quei due tipi? -
-Si, e allora? -
-Prima le ho dato da bere e mi ha chiesto se ti conoscevo. -
-E tu che le hai risposto? -
-La verità, che non ti avevo mai visto. -
-E quindi? -
- Niente, visto che quelli la stavano annoiando mi ha detto di..."non provarci con lui o ti uccido, quello deve essere mio"-
-E´ una mia amica, la conosco dai tempi del liceo, è fatta così... Mi invidia perché secondo lei una bar-girl è avvantaggiata per fare nuove conoscenze. -
-Ma dai, tu non ci puoi provare con i clienti, è poco professionale, giusto? -
-Si, fino a che sono di turno sì, ma dopo...-
-Dopo? -
-Si, vabbè... Certo che anche te sei proprio ingenuo... Forse è anche per la tua aria da innocente e tenebroso allo stesso tempo che attiri le donne. -
-Non vuol dire niente. -
-Ah sì? Vedi quelle due bionde al tavolo di fronte un po’ appariscenti? -
-Si, e allora? -
-Beh, farebbero volentieri una cosa a tre, scommetti? -
-Non mi interessa.-
-Comunque la tua ragazza mi sembra sempre più su di giri, non credi sia meglio far intervenire quel suo  ragazzo deciso e sicuro di se?-
-E per cosa? per mostrare la mia gelosia? per fare la figura del coglione? o per farmi mandare a quel paese di fronte a tutti? NO, GRAZIE! -
-Le due biondine si stanno avvicinando... Ora sei in trappola...-
-Peggio per loro. Io me ne vado... Da solo! -
-Sei davvero un bel tipo, casomai ci ripensassi questo è il mio numero, mi chiamo Monique... Non te lo scordare! -
-Ma sei sempre così intraprendente?-
-No, solo con chi, guardandolo negli occhi, mi trasmette delle sensazioni positive.  E tu sei uno di quelli.-
-Lo prendo come un complimento.-
-E´ un complimento!-
-Troppo gentile, grazie ma non credo che ti chiamerò. -
-Mai dire mai tesoro! -
Françoise intanto continuava a ballare senza sosta. Alain le porse un altro cocktail e lei lo bevve quasi tutto d´un fiato.
-Ma è un pò dolciastro!-  Disse Françoise con aria quasi divertita.... -Cos’è? -
-Niente, è solo un cocktail, su balliamo...- Le disse Alain.
Joe si alzò dallo sgabello dove era seduto al bancone, dette uno sguardo verso le due ragazze e si voltò senza fare una piega.  Ora aveva deciso di intervenire, doveva raggiungere la sua donna.
Andò al centro della pista e dette uno sguardo feroce ad Alain che le ballava davanti il quale si scostò all´istante.
-Ti sei fatta almeno altre tre bevute, non credi che possa bastare? -
-Ma nemmeno per sogno- Esclamò lei a voce alta.
-Dai, vieni, andiamo a casa...  E´ tardi. -
-A casa? Ma vacci tu, io resto qui. Stasera è la mia festa ed io non voglio che finisca.....Ma, se vuoi, vattene tu. -
-Te l´ho detto già prima, sei ubriaca! -
-E allora? Sono vivaaaaa, e ho ancora voglia di divertirmi. -
-Si, e magari, se me ne vado, finisci anche a letto col tuo ex, dato che non ci sei più con la testa. -
Non si mosse, restò davanti a lei a guardarla, quando Françoise gli mollò uno schiaffo.... 
-Vai al diavolo! -
Joe la guardò con occhi infuocati ma, data la situazione, decise di calmarsi.....
-No, vado a prendere una boccata d´aria, e quando ritorno tu vieni via con me, con le buone o con le cattive! -
-Ma chi ti credi di essere? Io non vengo da nessuna parte. -
-Fran, ora stai esagerando. -
-No, hai esagerato tu... Da quando siamo entrati non hai fatto altro che fare il serio, il musone, come al tuo solito... Non sei stato di compagnia per me, per i miei amici, mi hai messo in imbarazzo. -
-Sai benissimo che non sopporto i posti affollati. -
-Ma te lo avevo chiesto per me, e per una volta avresti dovuto accontentarmi. -
-Ma sono qui, con voi e poi, a dirtela tutta, non è che i tuoi amici abbiano tutta questa voglia di conoscermi. -
-Certo, hanno ragione, sei una noia mortale. -
-Ne riparliamo domani, ora esci da questa pista. -
-Ma neanche per sogno. -
-Non farmi arrabbiare, sei ubriaca, vieni via. - La prese per una mano...
-Lasciami subito, lasciami ho detto! -
-Françoise, smettila, stai dando spettacolo. -
-No, smettila tu. -
-Fran, va a finire male. -
-Va a finire male se non mi lasci in pace. -
-Vieni via, ho detto.- La afferrò ancora, stavolta per un braccio e lei ci mancò poco che perdesse l´equilibrio...
-Lasciami subito! -  Lo sguardo di Joe era tra l´incredulo e il severo ma si riprese e la guardò malissimo... Lei non batté ciglio.
-Ehi, non senti cosa ha detto Fran? Lasciala, ci pensiamo noi a riportarla a casa, disse Jean. -
-Tu non ti intromettere idiota. Non vedi che è assuefatta dall´alcool? -
Gli disse Joe con uno sguardo che non prometteva niente di buono. Quello che Joe non sapeva è che Alain, d´accordo con Jean, le aveva sciolto nel drink mezza pasticchina di ecstasy che aveva sballato Françoise ancora di più.
Probabilmente, essendo un cyborg, quella sostanza estranea le alterava le sue cellule celebrali in modo molto più accentuato rispetto ad un normale essere umano.
Joe, ebbe quasi un sospetto, lo sguardo di lei aveva qualcosa di strano che andava al di là dell´alcool ma mai si sarebbe immaginato una cosa simile.
Si avvicinarono anche gli altri a placare gli animi... Poi intervenne lei, si mise di fronte a Joe guardandolo negli occhi. Joe aveva lo sguardo ancora più scuro del normale... Afferrò ancora Françoise per un braccio e lei quasi gli cadde sul petto... Lo guardò, il suo sguardo era stralunato.
-Vattene via-
-Me ne vado, ma poi non dirmi che non ti avevo avvertita. -
Si voltò e si fece largo tra la gente... -Stupida! -
-Non dimentichi qualcuno? - Disse lei a voce alta? Lui tornò indietro....
 -Prego?-
-Credevo avessi un appuntamento con la barista,  magari quando stacca il turno. Dagli sguardi che ho visto, direi che ve la intendevate a meraviglia.-
-Ma cosa dici? Ho fatto solo due chiacchere, visto che con te è impossibile anche avvicinarsi. -
-Ma che ci posso fare io se sei un morto? Se non sai ballare? Te l´ho detto tre volte ma tu niente-
-Io l´ho fatto per lasciarti tranquilla e goderti la serata-
-Bravo, ottima scelta, se vuoi avviarti le chiavi ce l´hai e non portarti nessuna nel mio letto, ci siamo capiti? -
Glielo disse in malo modo, quasi con sufficienza e Joe ci rimase molto male, non credeva alle sue orecchie... Aveva capito che lei lo aveva osservato, ma che poteva farci se non gli piace ballare?
-Beh, sei ancora qui? Guarda che rubi spazio a chi vuole ballare! -
-Vai al diavolo Françoise! -
 ... Le sussurrò all´orecchio tanto lei poteva sentirlo benissimo nonostante l´alcoolnon si voltò più verso di lei.


Capitolo 3


Pagò il biglietto  e se ne andò verso l´uscita.
Justine, che lo vide, salutò in tutta fretta Jean e gli altri, e corse verso la cassa. Iniziò a chiamarlo...
-Joe, ehi, Joe.-
Joe si voltò, lei gli fece cenno di aspettarlo.  Lei pagò il suo biglietto, riprese il cappotto dal guardaroba e lo raggiunse.
-Ciao... Justine, giusto? -
-Si, esatto. Non ne potevo più di restare il quel frastuono, ho un mal di testa assurdo, ne approfitto che esci, mi vergognavo ad andarmene per prima, sono stanca, ho voglia di tornarmene a casa. -
-Non sei una ballerina, tu? -
-Si, mi piace, ma dopo un po´ mi stufa... Torni a casa anche tu? -
-Beh si, per me è già tardi, sono le 2:30. Salvo per necessità, 
non sono abituato a fare le ore piccole . -
-Accidenti, è tardissimo direi. -
-Senti, posso chiederti una cosa? -
-Certo, dimmi. -
-Potresti accompagnarmi a casa con la metropolitana? A quest´ora della notte, se non sei in gruppo una ragazza da sola, non è una bella idea. -
-Guarda, mi hai letto nel pensiero, te lo stavo per chiedere io. -
-Grazie, sei molto gentile. -
-Visto  che la cavalleria non è "morta e sepolta”? -
Justine sorrise... -Hai ragione, per fortuna ci sono ancora dei bravi ragazzi in giro. -
-E anche le brave ragazze. -  Puntualizzò lui.
-Posso prenderti il braccio? -
-Ma... Veramente...-
-Guarda che non ti mangio-... "anche se l´idea non mi dispiacerebbe affatto!"
-Ok, allora andiamo. -
-Andiamo...-
Solo che lei, mentre si avvicinava a lui inciampò casualmente sul marciapiede e finì dritta tra le sue braccia...
-Accidenti ai tacchi alti. -  
-Beh, non che tu ne avessi bisogno. -
Justine arrossì, le aveva messo le mani sul suo petto e lui la teneva tra le sue forti braccia…. Un brivido le discese sulla schiena.
Erano a pochi centimetri l´uno dall´altra e si stavano guardando negli occhi... Lei stava perdendosi nel suo abbraccio, sentiva il suo fisico scolpito e forte. Poi quegli occhi scuri come la notte... Gli si avvicinò ancora di più lo baciò sulle labbra.
Lui sul momento restò un po´ così... Non sapeva cosa fare,    non voleva offenderla o umiliarla ma si staccò prima di essere tentato a rispondere a quel bacio inatteso.
-Ecco... Io, non volevo, scusami, non so cosa mi sia preso. -
-Non fa niente, è stata una debolezza... Può succedere a tutti. -
-Si, ma io... Io sono sua amica, non avrei dovuto, maledizione!
Forse ho bevuto troppo. Che vergogna, chissà cosa penserai di me. -
-Tranquilla, è stato un momento, e poi, stai sicura che da me non saprà niente, anche perché è la pura verità,  non sei d’accordo? -
-Si, hai ragione... Che sciocca che sono, mi sono lasciata trasportare, credo  abbia esagerato un po´ con l´alcool.-
-Solo un po’? -
-Ehmm, forse qualcosa di più. -
-Dai, andiamo-
-Andiamo. -
Si incamminarono tranquilli.
Intanto Jean, dopo aver recuperato la sua borsa a tracolla dal loro tavolo per non lasciarla incustodita, era uscito  anch´egli dal locale per togliersi da quel frastuono infernale. Appena vide Joe e Justine davanti a se, insospettito dal loro parlottare , li aveva seguiti e, senza farsi vedere, scattò alcune foto dei due ragazzi con la sua Polaroid ultimo modello portata in occasione della serata proprio nel momento in cui  si stavano dando quel tenero bacio.
Si nascose e rimase a riflettere... Stava meditando forse un brutto scherzo da fare a Joe, o cosa? Tornato dentro al locale chiamò Janètte che lo raggiunse subito. Iniziarono a confabulare vicini... Lui le fece vedere subito le fotografie facendo finta di essere scioccato e arrabbiato... Poi si avvicinarono al resto della gruppo che ballava al centro della pista  e guardarono Françoise.
-Che state complottando? - Gli chiese...
Loro, guardandosi complici, misero ancora più curiosità a Françoise che si avvicinò...
-Cosa avete da guardarmi così voi due?-
-Niente, niente, sorellina... Meglio che tu non sappia! -
-Cosa dovrei sapere??-
-Ecco... Vedi... Diciamo che stasera la nostra amica Justine ha fatto colpo! -
-Beh, allora meglio per lei no? Ora che ci penso, è da un po’ che non la vedo. -
-Infatti, e penso che da stasera non la rivedrai se non per prenderla a sberle. -
-Ma cosa stai dicendo Jean? -
-Niente, niente, era così per dire. -... E continuava a guardare le foto e poi alzò gli occhi verso di lei fingendosi preoccupato.
-Cos´hai in mano?-
-No, Fran, tranquilla, vedrai che andrà tutto bene. -
-Fammi vedere!-
-Sicura? -
-Si, sono sicura! avanti! -
Le mostrò le fotografie....
-Mi dispiace tanto Fran, forse dovevo dirtelo anche prima, anche al ristorante avevo notato qualcosa, come un gioco di sguardi tra loro. Che faccia tosta. Certo che sono proprio degli stronzi, tutti e due... Rincarò la dose....
-Ma, veramente, non mi ero accorta di niente. O mio Dio, Joe... Ma che diavolo... No, non può essere, ci deve essere una spiegazione. -
-Io ti credo sorellina, ma tu ne sei innamorata ma queste foto, soprattutto questa, parla chiaro. -
-IO... Io, non ci posso credere... Joe...  Ma come ha potuto???-
-Gliel´ha farò pagare cara, sorellina, tranquilla, ci pensa il tuo fratellone a sistemarlo per le feste, lui e quella sgualdrina che credevamo nostra amica. Tse...! -
-Voglio andare a casa Jean.-  
-Ma la notte è ancora giovane, Fran... Divertiamoci su.-
-Ma io, veramente... Non so...-
-Suuuu, andiamoooo, balliamo, balliamo facciamolo per la nostra Fran dissero tutti. -
-Lui non ti merita, non ti ha mai rispettata e questa sera hai avuto la conferma... Devi aprire gli occhi Fran.- Le disse Jean
-Divertiamoci un altro po’, telo meriti cazzo, e domani penserai al da farsi. -
-Meglio di no, ora sono sconvolta e credo che l´alcool mi abbia dato alla testa...
Non mi reggo quasi in piedi. -
-Ti tengo io Fran.-
Le disse Alain. Lei barcollava e, ad un certo punto, stava quasi cadendo ma Alain la prese tra le sue braccia.

-Tranquilla piccola, ora ci sono io, sei al sicuro. -
-Ehm... Grazie, ora puoi lasciarmi-
-Ma neanche per sogno, ti resto vicino, tieniti a me. -
Lei le gettò le braccia al collo... Non capì neanche il perché di quel gesto, forse cercava protezione, affetto...
Lui la teneva stretta, poi la portò su un divanetto, lei appoggiò la testa sulla sua spalla e lui le sussurrò all´orecchio:
-Tranquilla, ci sono io, se vuoi piangi, piangi, sfogati, ci sono io qui con te-
-Lo so... Ma io...-
-Rilassati, piccola, ora hai bisogno di un amico sincero ed io sono qui per te... Andrà tutto bene, te lo prometto. -
-No che non andrà tutto bene, finché lui mi farà soffrire così ingiustamente. -
- Non gli permetterò mai più di farti del male... Ma ora piangi, piangi se ciò può farti stare meglio. -
-Non voglio piangere Alain, non più...-
Lui le alzò la testa, la guardò negli occhi, lei anche e poi lui avvicinò le sue labbra alle sue, prima dolcemente, poi lui invase la sua bocca con la lingua…" ci siamo, i giochi sono fatti..." pensò tra se e se...
Jean guardava divertito e subdolo la scena, era tutto perfetto, stasera qualcosa era cambiato nelle loro vite.
Iniziò a fantasticare pensieri del tipo...."La mia sorellina tornerà finalmente col mio migliore amico così tutto tornerò come una volta, senza lui tra i piedi.... Non l´ho mai sopportato!"
E con l´aiuto di Janètte avrebbe gettato benzina sul fuoco per far crescere la rabbia a sua sorella. Certo dargli l´ecstasy era stato sleale. Volevano che lei si divertisse con loro, che perdesse totalmente le sue inibizioni.  Conosceva la gelosia e il carattere un po´ bigotto di Joe, era sicuro che ciò gli avrebbe dato molto fastidio.... Ci aveva indovinato in pieno.
Il bacio era sempre più intimo, ora lui iniziava ad accarezzarle le cosce mentre le baciava il collo.
-Andiamo in un posto più tranquillo? - Le sussurrò...
-Alain, aspetta un attimo.... Forse corriamo un po´ troppo, sono confusa... forse ho bevuto troppo... Sei stato molto carino con me ma ... Non posso...-
-Fran, credevo di piacerti ancora un po´´…-
-E mi piaci, davvero ma, in questo momento, ho bisogno di stare sola... Siamo andati anche troppo oltre... Scusami. -
-Va bene, tranquilla, ora andiamo tutti a casa. -
"Il lupo perde il pelo ma non il vizio, caro il campione dei miei stivali. Non mi fido di te e non meriti mia sorella. Farò in modo e maniera che ti lasci."
Joe e Justine, intanto, erano scesi alla fermata della Madéleine, quella più vicina a casa di lei.
-Accidenti, è stupenda questa chiesa, disse lui. -
-Si, è bellissima, e storicamente è molto importante per questa città. -
-Tu abiti qui vicino? -
-Si, è un buco di casa, due stanze appena con bagno, ma è perfetta perché ho tutto ciò che mi occorre a portata di piede, e, soprattutto, vicino al mio posto di lavoro... Me l´ha lasciata mio nonno in eredità, io non avrei mai potuto permettermi una casa in questa zona. -
-Si, ti credo... Però tutti questi vicoli nei dintorni.... Non è che c´è qualche pericolo? -
-Non propriamente, lì purtroppo ci sono le "case" dei senzatetto, spesso anche famiglie intere... Ne conosco alcuni, non danno alcun fastidio, anzi, sono brave persone… a parte quando si ubriacano un po’, ma fa parte del gioco. -
-Sarà come dici tu ma preferisco accompagnarti davanti alla porta di casa e sentire chiudere a chiave, se non ti dispiace. -
"Dispiacermi? ma per me puoi anche entrare.... Cavolo..."
-Ok padrone, farò come dice lei-... Sorrise.
Arrivarono alla porta di casa sua...  C´era un po’ di silenzio ed imbarazzo tra loro. Lei non si era mai staccata dal suo braccio, anzi, qualche volta rafforzava la stretta, si sentiva protetta e affascinata da Joe, il quale per altro, si era dimostrato di ottima compagnia.
-Allora io vado, è stata una passeggiata piacevole... Mi sono anche dimenticato della litigata con lei... Ti ringrazio. -
-Sono io che ringrazio te... Ma senti, non è che vuoi entrare un attimo? -
-No, grazie- le disse lui con garbo... -Si è fatto tardissimo, meglio che torni a casa altrimenti…-
-Joe.-  Si era già incamminato....
-Nemmeno il bacio della buonanotte? -
-Mmm, sarebbe meglio di no. -
-Peccato. Dille da parte mia che è una ragazza molto fortunata.-
-Tu dici? -
-Ehhhh si, dico, dico... A proposito... Joe.-
-Dimmi-  "ma questa proprio non ne vuol sapere di farmi tornare a casa"
-Sincera? -
-Si, certo. -
-Sei proprio un gran bel ragazzo... E anche molto gentile! -
-Ti ringrazio, troppo gentile.... Anche tu non sei male. -
-Senti.- ... disse lui...
-Non mi va di riprendere la metropolitana, pensavo di andare a piedi a casa di Francoise, è molto lontana, secondo te? -
-Direi di no, saranno quindici o venti minuti a piedi circa. -
-Ok, grazie, farò due passi e… Chiudi bene. -
-Come sempre. -
-Buonanotte. -
-Notte. -
Joe si incamminò... "tanto da quel che tornano da ballare sicuramente farò prima di lei così penserò bene a cosa dirle..."
Joe ripensava a quei vicoli in cui "abitano" famiglie intere di senzatetto, con lo sguardo intravide una stradina e decise di passarci accanto. In lontananza intravide come dei falò accesi, c´erano i bidoni di immondizia, casse di legno, vestiti appesi, una bicicletta... Ci si addentrò. Ad un tratto da dietro un bidone uscì un signore non propriamente elegante che urtò Joe.
-Pardon monsieur, excuse moi. -
-Non fa niente, è stata colpa mia, ero distratto!-   Fece cenno con la mano e stava dirigendosi verso il fuoco.
-Scusi, signore...- Joe si voltò.
-Prego, mi dica. -
-Le è caduto questo. - Era il suo portafogli.... L´uomo glielo porse nella mano.
-Grazie mille, lei è molto gentile. -
-Si figuri, dovere. -
Joe ebbe una strana sensazione mista di stupore e dispiacere. Stava pensando che quell´uomo vestito con due stracci addosso e un po´ maleodorante avrebbe benissimo potuto approfittare della situazione e prendergli il portafoglio con i soldi e carte di credito, ma non lo fece." E´ proprio vero, la gente più onesta è quella più umile, ed io lo so bene visto che nella povertà ci sono passato."
-Senta, non voglio offenderla, ma... Accetterebbe una ricompensa? -
-Per cosa scusi? -
-Beh, per aver recuperato il mio portafogli, logico. -
-Ma io non l´ho fatto per avere qualcosa in cambio, l´ho fatto perché mi sembrava giusto farlo. -
Joe stava pensando a cosa dire, voleva aiutare quell´uomo, magari anche la sua famiglia, ma non voleva che si offendesse o che pensasse che gli faceva pena... Anche se così era, doveva trovare un modo più intelligente per ripagare quell´uomo senza sembrare di fargli la carità.
-Senta, io non sono molto bravo con le parole ma... Lei non può neanche immaginare il favore che mi ha fatto... Dentro il portafogli non ci sono solo i soldi, ci sono degli indirizzi, biglietti da visita, estratti conti, carte di credito, e c´è un bigliettino con scritto il giorno dell´appuntamento che ho con una grossa multinazionale... Sa cosa vuol dire questo? -
-No, direi di no. -
-Glielo dico io... Lei mi ha salvato, mi creda, ed io non sono certo il tipo che prende e non restituisce. -
-Sentiamo allora, cosa propone di fare? -
-Semplice, devo trovare un modo di ripagarla del suo gesto senza che lei si offenda. -
-Ohhhhh, Alleluya, finalmente un ragazzo con le palle. -
-Allora accetta? -
-Si, ma non voglio i suoi soldi. -
-Ma io non pensavo minimamente di darle dei soldi. -
-Ah... Allora cosa? -
-Senta, io ho fame, in quel ristorante con tutti quei brodini non mi è riuscito di mangiare quasi niente e se non mangio qualcosa svengo.... Che ne dice se ci facciamo fare un mega hot-dog con tanto di patatine e salse? -
-Direi che è un ottima idea, sono anni che non ne mangio uno-
-Allora andiamo, venga con me... Qui vicino ne ho visto uno... Credo sia aperto tutta la notte. -
-Ok, arrivo, vado a dirlo a mia moglie e prendo una sciarpa. -
-Ok, io l´aspetto qui... Senta, se vuole può portare anche lei.-
-No, è un po´ stanca e mio figlio sta dormendo, meglio se lei resta lì. -
Ritornò con uno strano mantello e una sciarpa, con l´aria molto compiaciuta. Si incamminarono e si trovarono davanti al chiosco, c´erano davanti tre ragazzi i quali, appena videro Joe e il barbone assieme, fecero un mezzo sorriso ma Joe sospettò che le parole non fossero gentilissime.
Stava per dirgli qualcosa ma l´uomo lo fermò per il braccio.
-Lasci stare, non ne vale la pena. -
-Giusto, sono solo dei cretini. -
-Due Hot-dog con patatine prego... E abbondi con le salse, disse Joe.-
L´uomo del chiosco restò un po’ così poi disse:
- Peggie, metti su due porzioni di patatine che io penso ai panini-
-Li mangiate qui? -
-No, disse l´uomo, a me potrebbe incartarle, per piacere? -
-Anche a me, disse Joe-
Joe pagò e si voltò verso il suo nuovo amico.
-Ma lei è. Shimamura, Joe Shimamura,il pilota.-
Esclamò l´uomo del chiosco...
-Ehm...Si, ok, sono io, scusi ma, abbiamo fretta. -
-Ecco, tenga. - Li consegnò i panini. Joe guardò il suo nuovo amico...
-Perché non possiamo mangiare qui? -
-Preferisco mangiare con gli altri. -
-Maledizione, che idiota che sono. -
-Cosa le prende? -
-Scusi signore, me ne faccia altri due uguali. -
-Mi sono dimenticato di sua moglie e suo figlio, mi scusi. -
-Scusarsi? ma di cosa? lei è stato anche troppo gentile... 
Stanotte facciamo festa, mangiamo cibi sani... Chissà come saranno contenti anche Raul e gli altri. -
-Raul e gli altri?  Chi sono? -  chiese Joe.
-I nostri "vicini di casa"-...disse l´uomo
-E perchè dovrebbero essere contenti? -
-Semplice, anche loro tra poco mangeranno queste delizie. -
Joe restò un po´ perplesso, doveva immaginarsi che tra loro avrebbero diviso tutto, il bene ed il male... Forse erano due famiglie unite che si davano speranza ogni giorno e ogni giorno dividevano gioie e dolori... Soprattutto dolori.
-Allora, scusi ancora... Mi correggo, ne faccia altri cinque, non due! -
-Ha moglie e figli anche il tuo amico Raul, vero? -
-Si, moglie e due figli, ma perché me lo chiede? non penserà di comprare del cibo anche a loro? -
-Certo che sì!  Ha detto due figli? -
-Scusiii, allora sono altri sei  e li incarti tutti! -
Arrivarono con la "spesa" nel vicolo... Si misero a sedere in cerchio, anche i rispettivi figli si svegliarono e mangiarono.
Prima però Joe domandò all´uomo:
-Non mi hai detto nemmeno il tuo nome? -
-Mi chiamo Pierre, e quando lo racconterò nessuno mi crederà! -
-Che cosa? -
-Che ho mangiato un hot-dog con Joe Shimamura!-
Tornarono di fretta nel vicolo, bisognava far presto, o si sarebbe tutto freddato. 
Pierre fece una voce e accorsero tutti, come se lo stessero aspettando.
-Su mangiamo, altrimenti si fredda tutto, disse Joe.-
E nel mentre mangiavano e bevevano Joe si sentiva bene...
Non si capacitava, gli presentarono le rispettive famiglie, anche i loro figli, due quattordicenni e un diciottenne... Joe si stava sentendo come a casa, era lì, ben accolto da tutti, considerato e ascoltato, perché c´era da dire che il figlio maggiore di Raul lo aveva riconosciuto.
-Ma lei... Lei... E´ Joe Shimamura, l´asso del volante, due titoli mondiali vinti su due partecipazioni... Lei è un mio mito! -
-Dai, non esageriamo, ho avuto anche molta fortuna. -
-Fortuna? Ma se  fa mangiare la polvere a tutti ogni volta! -
-Faccio del mio meglio. -
-Posso darti del tu? -
-Certo, anzi, devi!-
-Chissà quante ragazze ti girano intorno... Un momento, ma tu sei fidanzato con la prima ballerina dell´Opéra de Paris mademoiselle Françoise Arnoul, che sciocco, siete spesso sui giornali.-
-Beh, sì, mi hai scoperto-
Joe rimase esterrefatto da tanta semplicità, gioia ed energia venuta da semplici cose, da un panino mangiato in compagnia, intorno a un  fuoco... 
Gli raccontarono un po’ la loro storia, le loro disgrazie. Loro abitavano in periferia di Parigi, in una casa bifamiliare.
Una notte, un incendio forse doloso, la distrusse completamente e rimasero senza casa e con un mutuo da pagare. Si ritrovarono a vivere nelle loro auto. Chiesero al governo aiuti ma senza mai ricevere risposta.
La burocrazia francese era terribile. Poi, in seguito la ciliegina sulla torta.

I due uomini facevano i trasportatori quando la ditta fallì senza pagare loro gli stipendi arretrati e rimasero senza un soldo. Avevano chiesto altri impieghi ma senza risultato.
Le patenti erano scadute e non c´erano i soldi per rinnovarle. Dovettero vendere le loro auto. E piano piano si ritrovarono in strada.
Dopo fu la volta di Joe a "confessarsi". Infatti, la moglie di Pierre, che lo aveva osservato per tutto il tempo, notò in lui un certo velo di tristezza. In un primo momento gli fece qualche domanda di convenevoli ma piano piano, con la sapienza e la tenerezza di una donna, gli chiese cosa non andava. Joe , in cuor suo, non aspettava altro. Gli raccontò la loro storia, di quanto fosse stata sofferta e della decisione di vivere a Parigi, di come questo non l´aveva mai convinto e della litigata fatta con lei poche ore fa che l´aveva lasciato  molta amarezza dentro di lui.
-Stasera era come se fosse un´altra persona, così diversa e distante anni luce da me. Non si rende nemmeno  conto che tutto quello che gli ho detto o fatto è  perché l´amo.-
Gli raccontò del suo passato, e di come lei spesso non si era fidata di lui. Si sorprese di se stesso di come stesse raccontando tutte quelle cose che lo riguardavano, non era mai stato il classico uomo che esternava i suoi sentimenti.
Lo ascoltarono senza fiatare, e si dimostrarono molto comprensivi e affettuosi.
Poi Joe tornò sui suoi pensieri prima del suo racconto...
"Gran brutta faccenda, pensò... Devo trovare un sistema per aiutare queste persone!".
Non sapeva bene il motivo, ma sentiva il bisogno di dargli una mano. Prima di salutare si voltò vero Pierre...
-Voi... Insomma, vi trovo qui casomai volessi...-
-Si, oramai questo vicolo è la nostra dimora ma, non devi sentirti in qualche modo in dovere... Noi ce la caviamo bene, sai? -
-Non è questo... Io... Io... Insomma, non sono molto bravo con le parole...-  L´uomo lo guardò negli occhi...
Joe all´improvviso gli si avvicinò e l´abbracciò stretto. Pierre ci restò un po’ così.
-Posso tornare a trovarvi? -
-Certo, vieni quando vuoi, ci troverai qui.- Gli disse con un sorriso.
Lo guardarono allontanarsi increduli, senza fare parola.
Non avevano capito se era stato un sogno o no.
Stava camminando ... Pensieroso, non solo per quella povera gente ma per il ritorno a casa.
"Speriamo che stia già dormendo... Discutere a quest´ora della notte... Ma anche no!"
"E poi, di che cosa dovremmo discutere? che era ubriaca? che si stava strusciando con quell´arrapato del suo ex? O del fatto che al suo fratellone non stia particolarmente simpatico?"
E ripensava ai senzatetto.... Forse aveva trovato una soluzione.
Pensò all´ora... Oramai era notte fonda e in giro non c´era nessuno....
"Mah si, tanto chi vuoi che se ne accorga... ACCELERAZIONE!"
Aprì la porta di casa facendo piano per non svegliarla ... ma lei non era ancora rientrata...
Guardò l´orologio al muro della cucina...
"Accidenti, sono quasi le 5:00, ma dove cavolo si sarà cacciata? Vabbè che domani nessuno lavora ma Cristo Santo, è tardissimo".
Ad un tratto udì una macchina fermarsi nella strada davanti casa... Si affacciò alla finestra, tanto era rimasto sveglio. Françoise scese, accompagnata da Cathrine e Alain, Jean,  era rimasto in macchina.
La ragazza la salutò e si voltò indietro, mentre lui, le teneva il volto tra le mani e le sussurrò qualcosa all´orecchio. Con la coda dell´occhio si accorse che Joe era alla finestra e, per niente intimorito, le diede un bacio sulla guancia e l´abbracciò...
-Notte Fran.-
-Buonanotte anche a te. -

1 Dicembre, ore 5:45, appartamento di Françoise

Entrò in casa... Joe era ancora  in piedi ancora alla finestra del salotto.
Françoise stava letteralmente barcollando, si appoggiava dappertutto... Forse le ci voleva una bella dormita.
Joe accese la luce ma lei protestò urlando...
-Spegni subito quella cazzo di luce... Non la sopporto. -

Joe accese quella in cucina che era più distante. Poi la guardò. I suoi occhi sembravano spalancati più del normale,  lo sguardo quasi perso... Lei  lo guardò aggrottando la fronte...
-Allora? Che hai da guardarmi in quel modo? - 
-Niente, ti stavo aspettando... Sai che ore sono? -
-Non lo so e non mi interessa saperlo... Piuttosto, cosa ci fai già a casa? -
-E secondo te dove dovrei essere, scusa? -
-A spassartela con... Come si chiama? Ah giusto, Justine... 
La ragazzina tutta tette e con lo sguardo da innocentina!-
-Tu non sai nemmeno di cosa parli. -
-Ohhh, invece lo so eccome...-
-Ma che stai farneticando? Sei ubriaca fradicia. -
-Io non sono ubriaca, e non farnetico. -
Voleva togliersi i tacchi e manca poco che perdesse l’equilibrio.
-Vieni, ti aiuto. -
-Lasciami, non toccarmi! -
-Ma cosa ti prende? -
-Niente, ora non ho voglia di parlare, ho sonno... Me ne vado a letto ma domani mi devi delle spiegazioni e vedi di essere convincente, altrimenti…-
-Altrimenti cosa? -
-Tra noi è finita! -
Joe rimase di sasso... Ma cosa stava dicendo?  Forse era la stanchezza, oppure l´alcool?
Restò in silenzio e le fece cenno di aspettare ad andare in camera... Entrò per primo lui con ed uscì col suo pigiama e una coperta, è chiaro che avrebbe dormito sul divano.   
Lei non batté ciglio, andò in camera e dopo poco si addormentò all´istante.

Capitolo 6


La mattina dopo, anche se era Sabato, si era ricordato che aveva un appuntamento con il gigante dei cosmetici Jean Paul Gaultier, lui avrebbe concesso la sua immagine al famoso dopobarba, come avrebbe recitato a suo tempo lo slogan.
Avrebbe fatto volentieri a meno di andarci, aveva un gran mal di testa e non aveva chiuso occhio.
Prima di uscire dette un´occhiata alla camera dove dormiva lei... addirittura stava russando... "Una bella dormita è quel che le occorre per dimenticare tutte le cazzate che mi ha detto".
Fece colazione fuori e si diresse verso la metropolitana.
L´ufficio commerciale aveva sede alla Saint Lazaire, quindi, la sua fermata più vicina, dalla casa di Francoise era quella di Bonne Nouvelle. Peccato che Joe, invece di prendere la direzione per la Concorde, prese la direzione opposta e si accorse che stava facendo davvero tardi.
Non poteva certo usare il suo acceleratore e si rassegnò all´idea che magari avrebbe potuto anche arrivare tardi all´appuntamento... "Poco importa, tanto mi aspetteranno sicuramente. Devo decidermi ad assumere un agente... Ma poi sono certo che mi renderebbe la vita impossibile…  Ripensandoci… No, proprio no!"
Finalmente arrivò davanti alla sede commerciale dove avrebbe dovuto parlare direttamente col responsabile delle relazioni pubbliche, il contratto era già pronto per essere firmato visto che si erano messi d´accordo per telefono già da tempo. Fece per salire i gradini quando una ragazza stava correndo via piangendo e le venne addosso.
-E non farti più vedere da queste parti... Ah, pure questa, ti scontri anche con le persone... Che figura ci fai fare... Vattene. -
-Mi scusi signore, sono distratta... Mi scusi. -
-Ehm... Non fa niente... Ma perché stava correndo e piangendo in questo modo?-
-Sono stata appena licenziata... Sigh, sigh ma non è colpa mia. -
-Si calmi e mi spieghi cosa le è successo... Io sto per entrare lì, forse posso aiutarla. -
-Scusi.- Stava singhiozzando vistosamente, non riusciva a smettere...
-Non credo possa aiutarmi, ma grazie lo stesso. -
-Mi faccia provare almeno. -
-Lei non conosce il mio capo, quell´uomo che gridava, è senza cuore. -
-Come si chiama? -
-Mi chiamo Danielle. -
-Piacere, io sono Joe.-
-Ma lei è… O Gesù... Lei è il pilota... Joe Shimamura... Mi perdoni... Che figuraccia!- 
-Lei è il fidanzato di Francoise Arnoul, la prima  ballerina dell´Opéra. Vi ho visti sui giornali, in tv... Siete bellissimi, fate davvero una bella coppia. -
-Grazie, le disse lui. -
-Lo sa? E´ buffo... E´ a causa del suo appuntamento che sono stata licenziata! -
-Cosa? -
-E´ una storia lunga-
-Ho tutto il tempo. -
-Beh, vede, io sono separata e mio figlio stanotte è stato male, stamani mattina avevo detto al mio ex marito che l´avrei accompagnato da lui. Io non posseggo auto e uso i mezzi pubblici ma devo pur sempre fare due cambi per andare da lui, solo che Lucas stamani non voleva svegliarsi, ha avuto la febbre alta ed io ho avuto delle difficoltà con gli orari. -
-Ma, scusi, lei lo ha avvertito il suo capo? -
-Si, certo, gli ho spiegato la situazione e gli detto che avrei fatto un po´ tardi... Sono arrivata e mi ha cacciato. -
-Che stronzo… Ora mi sente…-
-No, lasci perdere... Forse ha ragione lui, è la terza volta in un mese che mi succede di fare tardi... Il mio ex lavora fuori Parigi ed è successo a volte che non ce la faceva ad andare a prendere Lucas a scuola così ci andavo io ma non è facile conciliare tutti i tempi, loro sono molto esigenti. -
-Non è comprensibile lo stesso, ognuno ha le sue esigenze e lei non lo fa certo per divertimento, ma per necessità. -
-Questo lo so anch´io ma, vede, lei è un cliente molto importante e stamani mattina alle 8:30 aveva appuntamento col mio capo. Lui è convinto che lei col suo nome, avrebbe garantito profitti importanti dalla vendita dei prodotti della linea maschile ed io avrei dovuto accoglierla, offrirgli un caffè, diciamo metterla a suo agio ed essere a disposizione del direttore, insomma, quello che abitualmente fa una segretaria... Per questo si è infuriato. -
-Ma che stronzate sono! - Poi aggiunse.
-E comunque, se il problema è questo, risolviamo tutto... Adesso! -
-In che senso scusi? l´ho fatta grossa, non mi riprenderà mai a lavorare qui... Lei non lo conosce bene come lo conosco io. 
E poi ho commesso l´errore di non accettare un paio di volte un suo invito a cena e, uno come lui, non accetta rifiuti. -
-Ma che tipo gentile! -
-Forse era meglio che avessi accettato, magari mi avrebbe concesso un´altra possibilità. -
Joe la fulminò con lo sguardo... Poi si riprese...
-Lei si fidi di me... Venga dentro e mi aspetti fuori al suo posto di sempre… Che ore sono ora? Mi perdoni ma non ho l´orologio... Mi sono appena trasferito e non so nemmeno dove sia finito! -
-Sono le 9.30, perché? -
-Coraggio, entriamo...-
Entrarono... Joe fece cenno alla ragazza di aspettarlo lì e lei, vedendo il suo sguardo molto deciso annuì.
TOC TOC...
-CHI è? -
-Signor Vincent, sono  Joe Shimamura.-
-Shimamura??. Prego,entri pure. -
-Buongiorno. -
-Buongiorno a lei, avevo perso le speranze. -
-Si, in effetti sono un po’ in ritardo. -
-L´importante è che ora sia qui, e per noi è un piacere.-
-Il piacere è tutto mio signor Vincent. -
-Prego, mi chiami Carl. -
-Ok Carl. E lei mi chiami pure Joe.-
-Ha avuto difficoltà a trovarci? -
-Insomma, non sono molto pratico di Parigi e ho sbagliato direzione della metropolitana. -
-Ah, vabbè, capita, se sapesse... Anche a me succede spesso. -
-Ah, buono a sapersi... Però mi risulta che, se lei arriva in ritardo, non viene licenziato, giusto? -
-Mi scusi? -
-Beh, di là seduta alla reception c´è una splendida ragazza che mi ha raccontato l´accaduto, soprattutto mi ha raccontato il motivo del suo ritardo e che lei l´ha licenziata in tronco perché non avrebbe fatto il suo dovere circa il suo appuntamento di un’ora fa, è corretto? -
-Si... Ehm, ma, io non ce l´ho mica con lei, è solo che...-
-Solo che? -
-Ehm... Niente, niente. -
-Diciamo che lei si è rifiutata un paio di volte di uscire con lei e questo non le è andato giù. 
-Sa come si chiama dalle mie parti questo tipo di rapporto? Intimidazione!.
-Ma io... Ecco... E´ acqua passata, non pensiamoci più! -
-Mi ascolti bene,  poi alla fine magari firmiamo il nostro contratto...-
-Visto che il cliente di stamattina ero IO, e che ho incontrato la signora mentre usciva dall´ufficio, allora non si tratta di un ritardo suo, ma mio. Quindi lei la riprende a lavorare con se, le dà un bell´aumento così lei magari può permettersi un auto giusto giusto per non arrivare più in ritardo e... Infine lei non la importuna più, o le giuro che la verrò a cercare... Vede, io non le sopporto, le persone come lei ma posso accettarle, quindi lei accetta le mie condizioni altrimenti con quel contratto può farci i coriandoli ed usarlo a Carnevale, mi sono spiegato? -
-Perfettamente, più chiaro di così…-
-Bene, allora possiamo procedere. -
Drinnnn...-Signorina, può portarci un caffè? -
-Vede, così va molto meglio... Essere gentili non è poi tanto difficile, non le sembra? -
Il caffè arrivò quasi subito.
-Lei mi piace molto Danielle, sarebbe un agente perfetto ma presumo lei non possa girare il mondo con me. -
-Purtroppo no, le disse sorridendo, ma grazie del complimento. - Arrossì vistosamente.
-Prego, dovere mio... E, per la cronaca, quando sorride è molto più bella. -
Ecco, ora l´imbarazzo di lei arrivò alle stelle...
-Le serve altro, signor direttore? -
-No, grazie, cara… Puoi andare...-
" Ma da dove è spuntato quest´angelo"... Pensò tra se e se.
Joe uscì dall´ufficio del direttore e fece un cenno di saluto alla ragazza....
-Aspetti signor Shimamura.-
Joe si voltò.... -Mi dica.-
-Tra pochi minuti ho finito, non è che potrebbe aspettarmi?-
-Certo, nel frattempo vado a prendere il giornale.-
Dieci minuti dopo tornò davanti al portone, Danielle era li che lo stava aspettando.
-Senta, io volevo ringraziarla tanto, non sa cosa significhi per me tenere questo lavoro. Grazie a lei non mi ha licenziata.-
-Non c´è problema, ma faccia più attenzione e, soprattutto, non ceda mai alle pretese di quell´arrogante del suo capo.-
-Farò del mio meglio. E poi, da oggi, ho trovato chi mi protegge, giusto?-
-Giusto, se c´è una cosa che non sopporto sono le ingiustizie.-
-Allora alla prossima , e grazie ancora Joe.-
-Alla prossima Danielle-
Il lunedì seguente Joe passò quasi l´intera giornata insieme a Pierre e Raoul , li accompagnò alla motorizzazione civile e gli fece rinnovare ad entrambi la patente, così per i prossimi cinque anni sarebbero stati tranquilli. Ora si trattava di presentarsi a quell´azienda che trasportava piante da giardino nella quale, per essere assunti, occorreva avere la patente di tipo E,  loro ce l´avevano già ed ora erano in piena regola.  Li fece assumere mettendo una buona parola per loro. Non amava usare il suo nome per certe cose ma...."Farò un´eccezione, che male c´è!"
Non contento si offrì di pagare sei mesi di affitto anticipato per due appartamenti situati non proprio in centro ma in una zona ben servita della città.
Lì ebbe un po’ da discutere, l´orgoglio è uno scoglio difficile da scardinare ma lui fu maestro nel mascherare e rigirare la frittata. Gli spiegò semplicemente che era molto tempo che non si sentiva cosi bene a parlare con la gente, ad aprire se stesso con gli altri. Non lo faceva nemmeno con Francoise, perché sapeva di angosciarla e non se la sentiva.
Quindi l´ebbe vinta lui e accettarono quella incredibile offerta. Non volle nessun ringraziamento.
Lui sembrava molto preoccupato. Con Francoise  c´era troppa tensione nell´aria, la domenica lei era uscita con Cathrine e Joe restò solo tutto il giorno. 
-Non è facile per me, non mi da modo di spiegarmi, non vuole nemmeno ascoltare ciò che ho da dirle.-
La moglie di Raul gli disse queste parole:
-Io non la conosco, né avrò mai il piacere di farlo ma se avessi occasione le direi solo questo: di persone come Joe, al mondo si contano sulle dita di una mano, spero si renda conto dell´enorme fortuna che ha accanto-.
Joe una sera le disse di quell´incontro casuale, del portafoglio restituito, e dell´amicizia repentina con quei senzatetto. Lei si mise a ridere in maniera molto sgarbata e lo insultò.
-Complimenti per la fantasia, mascherare un tradimento con un´opera di carità non è da tutti. -
"Come volevasi dimostrare non mi credi, del resto, come faccio a dirti che dei perfetti sconosciuti mi fanno sentire apprezzato, capito, accolto, senza chiedere niente in cambio, e sicuramente non mi insultano come stai facendo tu".


10 Dicembre , Champs Elysées ore 10:30

Joe era arrivato fino a l’Arc de Triomphe e stava tornando indietro. Si ferma all´edicola a prendere Le Monde, L´Equipe ed il Nihon Shinbun. Ad un tratto....
-Scusi lei, signor Shimamura, cosa ci fa da queste parti?-
Joe si voltò....-Danielle, che sorpresa. Ma non dovresti essere al lavoro?-
-Oggi giornata libera, e sono sola soletta, dato che Lucas è a scuola e poi va dal padre.-
-Ci dedichiamo alla pazza gioia, eh?-
-Si, oggi si. E se trovo qualche occasione, faccio anche un po´ di shopping.-
-Si, dicono che è rilassante.-
-Lo è, soprattutto se hai molti soldi da spendere.-
-Guarda, te lo dice uno che è molto ricco: non è quella gran cosa che pensi tu, specie quando non stai bene con te stesso.-
- Va bene, ricevuto. A proposito , vorrei approfittare di questa fortunata coincidenza per  offrirle un caffè.-
-Ma veramente, non so se è il caso. Dovrei tornare a casa.-
-La prego, solo un caffè, per ringraziarla del suo aiuto.-
-Va bene, vada per il caffè.- "Dopo tutto che male c´è".
Danielle era il tipo di ragazza che a Joe piaceva moltissimo: otre ad essere molto bella, era brillante, con un bellissimo sorriso e con due lunghissime trecce bionde che le arrivavano quasi al fondoschiena.
Quando uscirono dal bar Joe sembrava più sereno, forse la frizzante simpatia di Danielle gli aveva fatto dimenticare per un momento tutti i problemi con Françoise.
-Allora.... Ci vediamo in giro, Joe.-
-Magari al prossimo rinnovo del contratto col suo capo.-
-Accidenti, così tardi?-
-Beh, non te l´ho detto ma non credo di restare a Parigi ancora per molto.-
-Perché, cosa è successo?-
-Ho dei problemi con la mia ragazza, e visto che abito a casa sua, credo che ne andrò.-
-Perché, cosa è successo?-
-Mah, ancora non ci vedo chiaro, so solo che mi odia e non capisco il motivo.-
-Allora chiaritevi.-
-Fosse facile, non me lo permette.-
-Non voglio entrare nelle vostre faccende personali ma, dal modo in cui lo dici, si capisce che tieni molto a lei.-
Joe annuì.... Parlarono a lungo di lei e Joe si sfogò un po´, del resto, lui era solo e salvo quando sentiva Jet o Albert, non aveva nessuno con cui parlare. Per questo parlò a lungo con Danielle, ascoltando anche alcuni suoi consigli.
-Sarebbe un peccato veder  finire una storia importante per non esservi  chiariti tra voi, te lo dico per esperienza. Tu l´ami, vero Joe?-
-Si, ma inizio ad averne abbastanza di essere accusato ingiustamente. Per questo voglio andar via da casa sua, magari le darò modo di riflettere.-
-Hai ragione, forse, a questo punto, è la miglior cosa da fare.-
-Lo credo anch´io.-
-Quindi questo è quasi un addio.-
-Temo di si.-
-E´ proprio vero che spesso le persone non si rendono conto della fortuna che hanno, e quando la tua ragazza se ne renderà conto, spero per lei non sia troppo tardi.-
-Lo spero anch´io.-
-Joe, posso darti un abbraccio?-
-Ma dai, mi stai davvero chiedendo il permesso ?-
-Beh, sai, qualche paparazzo potrebbe....-
-E chi vuoi che mi riconosca!-
Si abbracciarono affettuosamente e a lungo, come se fosse un addio tra due grandi amici. Lei lo baciò dolcemente su entrambe le guance e a Joe scappò un piccolo sorriso. Si salutarono, forse sarebbe stata l´ultima volta che si sarebbero visti. Del resto Joe aveva un senso di giustizia molto radicato che lo ha sempre accompagnato, quello che gli stava accadendo, per lui era semplicemente assurdo! [Mai sottovalutare i paparazzi, alcuni venderebbero la loro madre per uno scoop].
Il piano di Jean per far rimettere sua sorella col suo miglior amico non poteva che andare meglio.
E il timore di Danielle dei paparazzi presto diventò realtà.
Un ragazzo, ex compagno di liceo di Jean e Alain, d´accordo con loro nel volergli giocare un brutto tiro, aveva seguito Joe da casa di Françoise fino al Grand Arc e aveva atteso pazientemente l´occasione giusta. Erano giorni che lo seguiva senza dare nell´occhio, del resto, era il suo lavoro mirare ad una celebrità per poi immortalarla con gli scatti giusti.
Seguì i due fino all´entrata del bar e scattò diverse foto di nascosto di quella scena innocente ma che, con un po´ di immaginazione e parole giuste, poteva trasformarsi un uno scandalo.
Era un accordo fatto in gran segreto in cui ognuno ci avrebbe guadagnato qualcosa. Era un pedinamento a tutti gli effetti ai danni di Joe. Bastava solo aver pazienza e cogliere l´attimo giusto. Jean istruì i suoi amici molto bene. Conosceva un po´ Joe, le sue abitudini. Aveva sempre avuto un enorme successo  con le donne e la situazione con Françoise era sempre più pessima,  era la condizione ideale per fargli commettere un errore, o magari lo avrebbe commesso lui stesso senza bisogno di aiuto. In quello stato  avrebbe abbassato molto più facilmente le sue difese, con la persona giusta, s´intende. E quel giorno la fortuna venne in soccorso dei tre amici. 
 Il risultato fu  triplice: il paparazzo ottenne   il suo scoop, Alain sarebbe pian piano tornato nelle grazie della sua ex e Jean, che era sempre stato molto invidioso di Joe, avrebbe avuto la sua soddisfazione personale nel voler distruggere la sua immagine.
La notizia uscì il giorno dopo sia su sia  su un noto giornale scandalistico di Parigi, con tanto di foto dell´abbraccio e trafiletto a tutta pagina...
"Il noto campione e prossimo pilota della Ferrari Joe Shimamura, fidanzato di Françoise Arnoul, non perde occasione per ribadire la sua fama di rubacuori e viene colto sul fatto mentre abbraccia teneramente una sconosciuta in pieno centro di Parigi. Sarà la fine della storia con la nostra amata étoile  de l´Opéra?"


11 Dicembre ore 9:30, all´entrata dal teatro

Françoise, insieme a Cathrine stavano entrando per le consuete prove teatrali.... Ad un tratto suo fratello.....
-Jean, che piacere. Ma cosa ci fai qui?-
-Non è una visita di piacere, Fran.-
-Che succede? Perché mi guardi con quell´espressione seria?-
-Prima di salire sul palco voglio che tu veda questo.-
-Cos´è? Le monde?  E cosa dovrei vedere?-
-In prima pagina.-
Françoise notò subito il titolo a caratteri cubitali in alto a destra della pagina e sbiancò in viso....
Un misto di stupore, rabbia e disperazione le riempì il volto....
-Ma... Questo... Non è possibile! Ma come ha potuto farlo? Ma è impazzito? Vuole distruggermi? Umiliarmi?-
-Françoise, calmati, ci sarà sicuramente una spiegazione.- Esclamò Cathrine...
-Ma quale spiegazione, è un bastardo e un vigliacco, non cambierà mai. Ma ora basta, basta così. Lo butto fuori di casa.-
-Fran, calmati, sei troppo agitata, non commettere sciocchezze.-
-No, invece fa bene a sfogarsi.-
-Piantala Jean, così non l´aiuti!-
-No, mio fratello ha ragione, devo risolvere questa faccenda e cacciarlo fuori dalla mia vita. Così è troppo. Deve andarsene.... Ma come ha potuto farmi questo?-
Il pianto era sempre più intenso e Cathrine l´abbracciò stretta.
L´amica cercò di consolarla e le disse di non essere frettolosa nel giudicare, secondo lei Joe l´amava moltissimo e che ci sarebbe stata una spiegazione per tutto questo.
-Oggi niente prove, parlerò io con Carlos e Luis, tu vai a casa con Jean e non commettere imprudenze.-
-Va bene Cath, meno male che ci sei te amica mia.-
-Si, ma resta calma, promettimelo, ne va della tua salute mentale.-
Ma Françoise non volle sentire ragioni. La sera, si ritrovarono a casa. Silenzio tombale... Poi Joe si fece coraggio.
Bussò alla sua porta...-Françoise, apri. -
Lei aprì a metà. Cosa vuoi? -
-Senti, io non ce la faccio più, dobbiamo parlare e riuscirci senza litigare o offenderci. -
-Non c´è più niente di cui dobbiamo parlare, è finita, rassegnati... Finisci i tuoi stupidi spot e tornatene a Montecarlo. -
-Perché mi tratti così? -
-Perché, come ti tratterei? -
-Come un mostro, come un estraneo. -
-E´ quello che sei ora... Per me. -
-Fran..-
-No, basta... E´ finita dimenticami come io dimenticherò te. -
-Non ho fatto niente, e tu non mi credi. -
-No, non ti credo, non ti credo per quel bacio che ti sei dato con Justine e con l´altra ragazza… Mi fai schifo.-
-Quale altra ragazza? Non c´è nessuna, quante volte te lo devo ripetere? -
-Allora guarda questo, così ti rinfreschi la memoria.-
Françoise gettò letteralmente in faccia a Joe Le Monde...
-Cosa dovrei vedere?-
-Non hai bisogno di sfogliare, guarda bene.-
Joe non credeva ai suoi occhi....
-Ma lei.... Questa cosa.... E´ una farsa, una montatura, non è successo niente, perché non vuoi credermi? Ci siamo solo salutati perché le ho detto che probabilmente non ci saremmo rivisti visto con te era meglio allontanarsi un po´´.
Lei lavora per quell´azienda di cosmetici dove sono andato per quegli spot.-
-Sei un bastardo. Vuoi rovinare la mia immagine, non ti perdonerò mai.-
-Guarda che hai frainteso, le cose non stanno così... Danielle è solo un’amica. -
-Ah, si chiama Danielle, un’amica, ma come siamo intimi Joe.-
-Va bene, tanto quando fai così ogni cosa che dico la prendi al contrario… Ci rinuncio! -
-E´ quello che stai facendo già da settimane. -
-In che senso, scusa? -
-Sei solo uno stronzo, un vigliacco, lo sei sempre stato… E non sono solo le foto che ho visto, ma tutto il resto... Voglio che te ne vai da casa mia, adesso!-
-Ma non ho fatto niente di male, te lo giuro. Quella sera la tua amica, Justine, era solo stanca e visto che non era il caso di lasciarla andare da sola, ha approfittato del fatto che me ne stavo andando anch´io... Del resto non mi hai dato motivo di restare in quel locale,mi pare. -
-Cosa vorresti insinuare? -
-Niente, che ballavi allegra, che il tuo ex ti si strofinava arrapato e che il tuo caro fratellino casualmente ha fatto quelle foto. Non bastavano quelle fatte al ristorante?
-Lascia fuori Jean e Alain da questa storia, la colpa è solo tua. -
-Io non ti ho mai mentito... Ho smesso anche di mentire a me stesso per merito tuo, cosa che invece stai facendo tu! -
-E su cosa mi mentirei, scusa? -
-A te stessa. Ascolti tutti tranne me, che sono il tuo ragazzo, anzi, a questo punto ERO. E´ tutto preparato, lo so. Vogliono farti rimettere assieme al tuo ex, probabilmente non mi possono soffrire... A proposito... Non ci hai fatto niente dopo? Sai, da ubriaca, pensando all´intimità che c´era tra voi ai tempi della scuola, qualche pensierino peccaminoso... O no? -Le disse con tono di sfida ma severo...
"Hai ragione, ma è stato solo un bacio, un momento di debolezza e ora non ti è dato saperlo!"
-Anche se fosse accaduto a te non deve interessare più... Me ne hai fatte passare di molto peggio e tu lo sai.-
-Allora che facciamo? -
-E´ finita, Joe... Voglio che tu te ne vada. Sai benissimo che ti ho fatto restare solo per non dare un dispiacere a mia madre che ti è molto affezionata, non per farti fare la bella vita. Ma ora anche lei sa che razza di meschino sei realmente.-
-Non merito niente di tutto questo.-
-Infatti, meriteresti di peggio. E ora vattene dalla mia vita.-
-Ed è quello che farò. Faccio subito la valigia. -
-Io vado a mangiare qualcosa fuori, chiudi quando esci. -
-Sarà fatto, non preoccuparti. -
-Addio Joe.-
-Au revoir, Françoise.-
Lei lo guardò perplessa.
-Hai sentito quel che ti ho detto? -
-Si, e ti ho anche risposto. Ora se non ti dispiace voglio togliere il disturbo. -
Lei se ne andò sbattendo la porta. "Stavolta è finita sul serio... Non voglio vederlo mai più... La mia vita senza di lui sarà migliore". Gli occhi stavano per riempirsi di lacrime.
Scoppiò in un pianto che non pareva aver fine, era delusa, sconsolata, arrabbiata ma anche perplessa... C´era qualcosa che non le tornava in tutta questa storia ma era troppo provata e fuori di se per pensare... Credeva di aver già sofferto tanto, non si aspettava una cosa del genere.
Dal canto suo Joe, era a pezzi, non si capacitava... Era convinto di non aver fatto niente di male e stentava a riconoscerla. 
"Possibile che lei fino a questo momento si sia tenuta tutto dentro e che ad un tratto, sentendosi più protetta da chi la circondava, mi avesse messo di fronte a tutti i miei errori? Che sia stato un pretesto per vendicarsi di me? Del male che le avevo fatto in passato? Dov´è la mia dolce Fran, quella che mi perdonava tutto e che mi aspettava per un abbraccio, un bacio, una carezza? Che si fosse svegliata e che avesse realizzato che non mi voleva più come suo ragazzo nella sua Parigi? A casa sua?"
Sentiva che i dubbi, le paure, stavano ritornando. Joe era fatto così, bastava un niente per farlo ripiombare nelle sue ombre, dai suoi fantasmi. "Devo scuotermi, pensare solo ai miei impegni in questa città, dopo me ne andrò... Per sempre."
I giorni successivi Joe dormì in un albergo vicino al centro, aveva altre questioni e impegni con gli sponsor di cui occuparsi. 
Aveva già programmato di tornare a Montecarlo ma, prima di questo, aveva deciso di fare un po´ il turista. Non che non l´avesse mai fatto, ma sentiva il bisogno di girare Parigi da solo, con i suoi pensieri. Forse sperava che, osservando ancora  meglio da vicino quella città di cui lei ne andava così fiera, avesse avuto le risposte a quel comportamento così assurdo di lei nei suoi confronti.
Il Louvre, la Senne, Notre Dame, fino ad arrivare alla Tour Eiffel. Qui Joe si soffermò più del solito. Ammirava quella imponente costruzione  restando fermo immobile. 
"Mi sembra di vedere la mia Torre di Tokyo, quanti ricordi...." 
Era talmente assorto dei suoi pensieri che non si accorse di una persona la quale, mentre si stava avvicinando, pronunciava il suo nome.
-Joe.-
-Cathrine, che piacere.-
-Cosa ci fai da queste parti?-
-Il turista.-
-Niente lavoro oggi?-
-No, nessun impegno.-
-Dove alloggi ora?-
-In un albergo nei pressi di  Montmartre.-
-Il quartiere degli artisti, ottima scelta.-
-In realtà mi restò molto impresso la prima volta che lo visitai assieme a Françoise, durante una delle nostre missioni. Dovresti ricordartela bene anche tu.-
-Accidenti se me la ricordo. Salvaste tutti quei giovani scienziati rapiti da quell´organizzazione criminale, compreso il mio attuale fidanzato! Ancora non ho capito bene come avete fatto.-
-Meglio che tu non lo sappia.-
-A parte la torre cos´altro hai visto oggi?-
-Il Louvre... Per la quarta volta e la cattedrale. Vorrei vedere anche il museo di Vincent Van Gogh, uno dei miei pittori preferiti. Forse domani, o un´altra volta, chissà.-
-Joe... Perchè?-
-Verità?-
-Si.-
-Non lo so nemmeno io.-
-Dimmi che quel che è successo non dipende da te, che è tutto uno stupido scherzo.-
-E´ una specie di congiura ai miei danni a cui io non ho potuto porre rimedio. Fosse stata una missione mortale forse ne sarei uscito vincitore.-
-Quindi hai smesso di lottare? Te ne vai così?-
-Non riesco a combattere per un qualcosa che ho imparato solo da poco tempo a conoscere.-
-Cioè?-
-Cathrine.... - La guardava negli occhi con tristezza e lei lo fissava a sua volta...
-Ho capito Joe.-
-Fortuna che qualcuno ci riesce, ultimamente non mi capita molto spesso.-
-Non so cosa fare per tentare di dissuaderti.-
-Non ho trovato nessun motivo per restare qui. Amo questa città ma  non sono corrisposto come vorrei.-
-Vuoi che tenti di riparlare con lei?-
-Sarebbe inutile, è un´altra persona da quando è tornata. Temo non tornerà quella di cui mi ero innamorato. Ma forse la vera Françoise è questa di adesso, quella che ha ritrovato il suo mondo ed io non sono nessuno per impedirgli di vivere la sua vita.-
-Sei troppo severo con te stesso.-
-No, sono solo realista.-
-Comunque su una cosa di te Françoise ha sicuramente ragione.-
-Sarebbe?-
-Tu non hai bisogno della parole per esprimere ciò che pensi.-
-E´ un complimento?-
-Una specie.-
-Grazie.-
-E´ una sciocca, non sa cosa sta buttando via.-
-A questo punto non importa, spero solo sia felice.-
-Quando parti?-
-Tra due giorni.-
-Allora... Fa buon viaggio e in bocca al lupo per la tua carriera da pilota.-
Cathrine, di istinto, lo abbracciò e Joe ricambiò il suo abbraccio.  "Accidenti che buon profumo che hai Joe!"
-Merci beacoup... Au revoir Cathrine.-
-Au revoir Joe.-

19 Dicembre,  appartamento di Françoise

Toc Toc toc...
-Fran....Ehi Fran... Sei in casa?-
-Si, ma potevi suonare.-
-Stai uscendo?-
-Si, vedo Alain nel pomeriggio, andiamo per negozi. Qualche regalino di Natale.-
-Brava, ottima idea.-
-C´è qualcos´altro?  Perché non sei con Philippe?-
-In realtà volevo fare due chiacchere con te.-
-A proposito di che cosa?-
-Di lui.-
Françoise restò un attimo in silenzio a guardarla, non capiva il perché di quella visita e soprattutto il motivo per cui avessero dovuto affrontare di nuovo l´argomento, visto che ne avevano parlato già a sufficienza...
-Non credo ci sia da aggiungere altro.-
-Tu credi?-
-Sono sicura.-
-Domani torna a Montecarlo.-
-Sei venuta per dirmi questo?-
-Non solo.-
-E cos´altro c´è da dire secondo te?-
-Vediamo.... Che sei stata avventata e che sei una stupida?-
-Tu non sai, e non potrai mai sapere.-
-Io so solo che stai buttando al vento l´amore della tua vita.-
-Quindi.... Fammi capire. Lo hai incontrato e ti ha detto di amarmi, ho ragione?-
-No, non mi ha detto niente di tutto questo. Non importava che lo facesse.-
-E allora cosa?-
-L´ho visto ieri, davanti alla torre Eiffel, era lì immobile che la stava fissando.-
-Si, questo  è verosimile. Me l´ho ha detto tante volte che gli ricorda la torre di Tokyo. Poi cos´altro?-
-Mi ha detto solo di non essere stato ben accolto da questa città che lui ama tanto. Il resto me lo hanno detto i suoi occhi. Del resto me lo hai sempre ripetuto tu che Joe non ha bisogno delle parole per dire ogni cosa. Io sono sempre stata restia nel crederti ma, dopo ieri, ne sono convinta al 100%.-
-Cath... Sei ingiusta.-
-No, lo faccio solo  perché ti voglio bene.-
-Lo so, ma tante cose del nostro passato non le conosci ed io voglio dimenticare ogni cosa. Voglio vivere la mia vita  e, per farlo, ho bisogno solo di certezze, cosa che lui non mi ha mai dato, almeno non completamente.-
-Come vuoi. Allora buona passeggiata. Salutami Alain.-
-Ok, grazie.-
-Ciao Fran.-


Capitolo 7

20 Dicembre, ore 10:25 aeroporto Charles De Gaulle

L´aereo per Nizza partì in perfetto orario... "Non vedo l´ora di raggiungere la mia casa a Montecarlo. Resterò un po’ di tempo lì a rilassarmi, ne ho proprio bisogno. Peccato non aver salutato i miei nuovi amici... Mi mancheranno... Forse un giorno potrei andare a trovarli".

25 dicembre ore 23:50 Appartamento di Françoise

-Finalmente a casa, i miei stasera avevano una chiacchera. Ti sei annoiato?-
-Ma no, è normale. Comunque tua madre cucina proprio bene. Devo ricordarmi di farmi scrivere quella sua ricetta delle  lasagne al forno.-
-Mi fa piacere che sei stato bene, sai, sono un po´ particolari.-
-Sono brave persone, ma questo lo sapevo già.-
-Si è fatto tardi, sono stanca, io andrei a letto.-
-Non mi fai restare qui?-
-Stasera preferisco di no, se non ti dispiace.-
-Va bene, come vuoi. Ci vediamo domani?-
-Certo, ti chiamo appena mi sveglio.-
-Ok, notte.-
-Notte.-
Alain se ne andò un po´ dispiaciuto ma anche soddisfatto.
Era stato dai suoi tutto il giorno, era un buon segnale per il proseguo della loro storia.
Françoise spense la luce in cucina , poi nel salotto. Si accorse di avere dei messaggi nella segreteria dalla spia luminosa intermittente sull´apparecchio.
"Lei ha dodici nuovi messaggi". Molti di essi erano auguri dei ragazzi, Albert, Jet, Bretagna, Chang, Punma, Jeronimo. 
Il dottor Gilmoure  e Ivan le avevano telefonato la mattina presto. Alcuni messaggi di amici poi qualche messaggio senza nessuna voce.... Il primo, il secondo, il terzo, poi arrivò l´ultimo....
 
"Buon natale Françoise. So che non vuoi nemmeno sentirmi ma so da sempre quanto il Natale significa per te. Spero tu sia sempre felice e che tu possa realizzare tutti i tuoi sogni."
"Joe."
Gli venne l´istinto di prendere il telefono e di chiamarlo...
"Avrei voglia di sentirti, ma ho paura della nostra reazione".
Non sapeva cosa fare e non si dava pace. Avrebbe fatto bene a risentirlo? O le avrebbe suscitato emozioni a cui non era pronta in quel momento?
Abbandonò l´idea e se ne andò a dormire, ma non fu un sonno come gli altri,  bensì molto  più agitato.

01 Gennaio 1972, ore 10:00, a casa Arnoul

-Françoise, mi dai una mano a sbucciare le patate?-
-Arrivo mamma.- Iniziarono a chiacchierare del più e del meno. 
Ad un certo punto Anne cambiò discorso...
-Come va con Alain?-
-Bene mamma, perché?-
-Non so, non siete insieme... Mi chiedevo.-
-Non stava bene e poi avevo voglia di stare un po´ da sola con voi.-
-E di questo ti ringraziamo, saremmo stati davvero soli, visto che Jean è a sciare con la sua ragazza.-
-Ma tu come stai?-
-Perché me lo domandi?-
-Così.-
-Hai più sentito Joe?-
-Non esattamente.-
-In che senso, nemmeno per Natale?-
-Si, mi ha lasciato un messaggio in segreteria facendomi gli auguri.-
-Ah,ti ha chiamato lui!-
-Si.-
-Gentile.-
-Si.-
-Nient´altro?-
-No. E non ho voglia di parlarne.-
-Come vuoi. Ma non ci sarebbe stato  niente di male se tu lo avessi chiamato per fargli gli auguri.-
-Cosa vuoi dire, mamma?-
-Tu con chi l´hai passato il Natale?-
-Con voi, ma... Dove vuoi arrivare mamma.-
-Secondo te lui con chi l´ha passato il Natale?-
Françoise si sentì gelare le vene, non aveva pensato minimamente che Joe era completamente solo il giorno di Natale, forse non aveva nemmeno pranzato. Un magone allo stomaco si sentì crescere dentro sempre di più.
-Forse da solo, a lui quel giorno gli ha sempre fatto tristezza, salvo qualche rara volta.-
-Tra quelle rare volte c´eri tu con lui? Pensaci Françoise. Forse sarà il mostro che tutti dipingete, o
forse no,  a me fa tenerezza ugualmente, chiamalo istinto di mamma, che lui non ha mai avuto.-
"Come al solito hai ragione, mamma. Sono stata una perfetta egoista, avrei dovuto chiamarlo, maledizione!"
Ad inizio anno il presidente Enzo Ferrari, dette disposizioni per far venire Joe a Maranello, per iniziare il collaudo della nuova monoposto fino a inizio del nuovo campionato, fissato per il 23 Gennaio in Argentina.
Tutta la scuderia al completo si accorse di quanto era già  più veloce dei piloti della scuderia attualmente sotto contratto.  
-Vorrà dire che il nostro Chris Amon farà il sostituto come terzo pilota.- Disse il presidente d´accordo con tutto lo staff tecnico.
E arrivò il fatidico primo Gran Premio, a Buenos Aires.
Si notò già all´inizio che Joe, in pista, era di una spanna  abbondante sopra tutti gli altri.
Vinse così il suo primo Gran Premio, classificato.
Fu un´ovazione, il pubblico era in delirio e i giornali sportivi e non, gli intitolarono foto e trafiletti interi.

23 Gennaio 1972, ore 20:00 in un albergo a Buenos Aires.

"Non so cosa fare, se chiamarla o no, forse sarebbe meglio se le lascio solo un messaggio in segreteria. Ma devo chiamarla, l´ho sempre fatto da quando l´ho conosciuta e mi sento di farlo anche se le cose tra noi sono andate male".
"E se mi risponde? Cosa le dico? No, a quest´ora starà dormendo, oppure...." Compose il numero....
tuuu, tuuu, tuuu, tuuu, tuuu... 
-Pronto?-
.............
-Pronto?-
..............
-Ma chi è?!?-
-Io... Ecco.... Volevo solo farti gli auguri di buon compleanno.... Tanti auguri Françoise.-
-Joe... Sei tu?-
-Si, sono io non voglio trattenerti.  Di nuovo tanti auguri.-
-Aspetta... Ma... Sei in Argentina.... Come....-
-Spero di aver calcolato bene la differenza di fuso orario...-
-E´ mezzanotte in punto Joe, non mi aspettavo la tua chiamata.-  Le scappò  un sorriso...
-Lo so, forse non dovevo. Perdonami se ti ho disturbata.- 
-Non mi hai affatto disturbata, sono sola e sono sveglia. Come stai?-
-Me la cavo... E tu?-
-Sempre impegnata, lo sai. Ah, complimenti per la tua vittoria.-
-Grazie, tutto bene con le prove?-
-Si, alla grande.-
-Bene, sono contento, te lo meriti.-
-Joe. Mi dispiace... Sai... Per Natale.-
-Anche a me... Devo andare.- Silenzio....
-Joe... Che succede?-
-E´ un tuono quello che ho sentito?-
-Si, fuori c´è un gran temporale.-
-Ecco perché non dormi.-
-La mia fobia, te lo ricordi.- Silenzio....
-Peccato che... Buonanotte Françoise, e di nuovo tanti auguri.-
-Peccato cosa? Dimmi...-
-Niente. Scusa se ti ho chiamata così tardi.-
-Joe, peccato... Volevi dire che con i tuoni c´eri sempre tu ad abbracciarmi?-
-Devo andare. Oyasumi Françoise.-
-Joe...-
Riagganciò la cornetta.

"Bonne nuit Joe.Dopo Natale, anche per il mio compleanno... Ti sei ricordato anche che ho paura dei tuoni... Joe, ma cosa succede? Sembrava quasi tu avessi fretta di riagganciare, è così? Perchè mi hai detto addio?... Joe."

-Pronto?-
-Tanti auguri vecchietto.-
-Joe, sono le 9 di mattina, che è successo?-
-Non mi dica che stava dormendo?-
-Certo che si, 001 stanotte ha chiacchierato fino alle 4:00.-
-Dottor Gilmoure. Come sta?-
-Bene, non posso dire lo stesso di te da quel che leggo sui giornali... A parte la vittoria in Argentina. Che hai combinato con Françoise?-
-Il bello è questo, assolutamente niente.-
-Non ti credo. E se l´hai fatta soffrire di nuovo, vengo lì e ti smonto pezzo per pezzo.-
-No, dottore. Questa volta è diverso, magari fosse così semplice.-
-Mmm, sei troppo serio, mi sa che mi stai dicendo la verità.-
-Si dottore. E´ così. Appena posso le spiegherò meglio, promesso.-
-Va bene, ci conto.-
-Devo andare, mi saluti Ivan.-
-Lo farò. Stammi bene ragazzo... E non mollare... Con lei. Vi voglio bene come se foste figli miei e un padre si accorge quando due persone sono fatte l´una per l´altra.-
-Grazie. Farò del mio meglio.-
-A presto.-
-A presto.-


CAPITOLO 8

16 Febbraio, ore 15:30, dopo le prove al teatro.

-Oggi ti ho vista davvero in forma Cath.-
-Beh, è logico, ne avevo  una gran voglia di tornare a danzare.-
-Certo, stare ferma per più di due  settimane non è il massimo.-
-Maledetta influenza, tutti gli anni, di questo periodo, devo beccarla!-
-Per fortuna io godo di ottima salute.-
-Beata te, io ho il raffreddore perenne fino all´inizio dell´estate, ogni anno!-
-Ti ci vuole il tuo bel Philippe accanto, vedrai che ti passa tutto.-
-Magari, starà via per tre settimane, con tutti quei convegni di cervelloni negli Stati Uniti.-
-Allora un bel ragazzo che ti faccia la corte. Questo si che ti darebbe un bel po´ di carica.-
-Magari, per te è facile parlare, dietro hai la fila di spasimanti!-
-Esagerata.-
-Non esagero affatto.... Ripensandoci,  tra voi due,  era  proprio una bella gara!-
-A cosa ti riferisci?-
-Ehm.... Niente, non farci caso.-
-Cath!-
-Va bene, ho fatto una gaffe, pardon mademoiselle Arnoul!-
-Non so se perdonarti, non fai che parlarmi di Joe con una scusa o con un´altra.-
-La mia è solo curiosità. E poi è bello parlare tra amiche di uomini, non credi anche tu?-
-E va bene... Mi arrendo! Cosa vuoi sapere?-
-Che eravate una coppia bellissima nessuno lo ha  mai messo in dubbio. Quel che mi rende curiosa è sapere chi, tra voi due, era il più geloso.-
-Sicuramente lui, è sempre stato un geloso cronico, insieme a tanti altri difetti che non sto ad elencarti. Ma anch´io lo ero moltissimo di lui, anche se non lo davo a vedere.-
-E come avete gestito questa faccenda? Considerando anche il fatto che, oltre ad un bell´aspetto, siete entrambi molto famosi.-
-Si, in effetti lui ha sempre avuto molto successo con le donne, e per l´assurdo senza mai muovere un dito.-
-Si, ma anche tu potresti benissimo averli tutti ai tuoi piedi se solo lo volessi.-
-Non è la stessa cosa. Lui, ad esempio, mi ha sempre detto che di me gli piace tutto...  L´aspetto fisico, certo, ma anche ogni cosa che faccio, quando sorrido, quando ballo, quando lo prendo in giro... Insomma ogni cosa. Lui è diverso, è riuscito a farmi innamorare perdutamente praticamente senza fare niente, solo con il suo sguardo. A me bastava quello, il resto poi veniva da solo. Era incredibile...  Con i suoi occhi, con il suo profumo, mi stregava. Spesso sapevo cosa volesse dire solo guardandolo negli occhi. Chiaramente c´era anche tutto il resto, cavolo se c´era.-
-Beh, Françoise, non c´è da stupirsi. E´ proprio un gran bel ragazzo. Non l´ho mai visto senza vestiti, o in costume da bagno, ma credo faccia la sua bella figura.... E´ alto,  fisico asciutto, spalle larghe, per non parlare delle sue labbra carnose e i suoi occhi scuri.... Eh si, era proprio  un bel guaio!-
Françoise alzò gli occhi per un istante, sembrava quasi assorta nei suoi pensieri quando....
-Ehi, ci sei?-
-Ehm... Si, scusa.-
-Stavi pensando a lui?-
-Niente affatto.-
-Fran!-
-Ok, lo ammetto stavo pensando a lui ma non come pensi tu!-
-E cosa avrei pensato?-
-Cath, per favore.... Non guardarmi con quell´espressione.-
-Va bene, come vuoi... Ti guarderò in altro modo... Così va bene? Françoise sospirò.... 
-Va bene, lo ammetto, stavo pensando a lui, quando stavamo insieme, a tutto quello che ti ho detto.-
-E?-
-E, cosa?-
-Françoise... E???-
-Va bene....- Sospirò ancora...
-Anche a quando facevo l´amore con lui, contenta? E´ un peccato forse?-
-Un peccato no davvero, ma ancora non mi basta... Su continua... Com´era farlo con lui?-
-Ti sembro il tipo che racconta certe cose?-
-No, ma per la tua migliore amica molto curiosa potresti fare un eccezione.-
-Va bene, ma solo per questa volta.-
-Ok, ok, racconta.-
-Se tralasciamo il fatto che molto spesso mi spogliava  con gli occhi, che era un maniaco sessuale e che mi ha fatto fare sesso in posti e momenti che credevo impensabili, posso affermare con certezza che fare l´amore con lui era il massimo. Mi faceva letteralmente uscire di testa!-
-Era ben dotato? 
-Ancora!!!-
-Su Fran, spettegoliamo un po´, è troppo spassoso. Dimmi tutto. Sul fatto che a prima vista, abbia tutti i requisiti siamo d´accordo, ma io voglio i particolari. Su, non farmi penare, racconta.-
-Ok stronzetta, l´hai voluto tu. Aveva un corpo scolpito come fosse una statua, spalle larghe, braccia forti, addominali di acciaio,  baciava togliendoti il respiro e... Per rispondere alla tua domanda di prima... Si! Molto ben dotato e resistente. Ne vuoi altre!?!-
-Oh cazzo.... Ehm... No, è sufficiente, grazie!!-
-Si, ma come vedi non è bastato.-
Un velo di tristezza si dipinse nel volto di Françoise, forse non l´aveva dimenticato del tutto, nonostante i suoi sforzi.
-Però non mi ha dato l´impressione di un casanova.-
-No, ma attira le donne come se fossero calamite, compresa mia madre!-
-Ma mica è colpa sua?-
-Si, ma neanche mia.-
-Dovevi tenertelo stretto, più stretto a te, non ne sei stata capace....Sempre se è vero che ti ha tradita, io su questo ho forti dubbi, ho visto il modo con cui ti guardava.-
-Io ho fatto il possibile e lui se ne è approfittato, fine della storia. Non voglio parlarne più, se non ti dispiace!-
-E con Alain come va?-
-Diciamo bene, ma ancora è presto per fare progetti. E´ un  bravo ragazzo e mi ama molto, ma...Diciamo che in questo periodo ho bisogno di spazio.-
-Diciamo invece che non hai mai chiarito definitivamente con Joe, e  non hai nemmeno intenzione di farlo, perché?-
-Joe Shimamura ha la sua vita, io ho la mia. Questo è tutto!-
-Se lo dici tu.-
-Sai che mi ha chiamato per Natale e per  il mio compleanno?-
-Davvero? Racconta....-
-Beh, a dire il vero ho avuto l´impressione che per il compleanno volesse lasciare un messaggio in segreteria, forse non pensava fossi ancora sveglia. L´ho capito dal tono e dalla velocità in cui mi ha fatto gli auguri... Forse credeva di disturbare o che non fossi sola.-
-E tu che idea ti sei fatta? Vedo che qualcosa in te si è riacceso, o sbaglio?-
-Mi ha chiamato a mezzanotte precise. Anche a Natale mi aveva chiamato, ma non ero in casa.-
-Accidenti, Fran-
-Cosa vuoi dire?-
-Non ti ha fatto piacere?-
-A dire la verità un po´ si, ma questo non cambia le cose. E poi non credi sia scontato chiamare a mezzanotte il giorno del compleanno?-
-Avrebbe potuto anche non farlo. Invece devi ammettere che ha avuto un bel pensiero. Fran, bisogna che ti parli chiaramente, senza mezze parole.-
-Ti ascolto , ma.... -
-Françoise, io non penso che Joe sia il mostro che tu e tuo fratello avete descritto.-
-Tu non lo conosci bene,  ma sai quanto ho sofferto per lui.-
-Esatto, hai sofferto.... In passato, su questo hai ragione ma io parlo del presente. E il presente non può essere ridotto ad uno stupido bacio dopo una serata in discoteca magari anche essendo un po´ alticci, e non può ridursi solo ad una stupida notizia di gossip che fa solo alzare la tiratura di un giornale ma che non dice tutta la verità.-
-Sai come la penso.-
-Si, questo lo so. Ma ti faccio una domanda... Mi hai mai sentito dire una sola parola su quello che è successo?-
-In effetti no, e questo mi fa riflettere. Di solito sei tu quella che fa riflettere me, che mi da un suo parere, un suo giudizio, un consiglio, e questa volta, stranamente non lo hai fatto.-
-Non l´ho fatto perché non ci vedo chiaro. Non riesco a capire come un uomo che ti guarda come ti guardava lui possa aver solo pensato di tradirti... E´ una cosa che proprio non mi va giù.-
-Perché? Secondo te come mi guardava?-
-Fran, stai dicendo sul serio? Davvero non te ne sei accorta?-
-Beh, io.... Non so.... Forse lui...  Sono confusa, scusami.-
-Te le chiarisco io se vuoi le idee. Era innamorato perso di te, ho sempre desiderato un uomo che mi guardasse come Joe guardava te.... Con amore, passione, desiderio. Per questo non riesco a credere a tutto quel che è successo.-
-Mi confondi ancora di più Cath, ed io , in questo momento, ho bisogno solo di certezze.-
-Sai come si dice....-
-Si che lo so... Meglio una brutta verità che una bella bugia!.. Lo abbiamo sempre pensato entrambe.-
-Temo per te, per la tua salute, tutto qui. Non voglio che tu un giorno ti svegli e rimpianga tutto questo, quel che hai perso. Ti dissi l´impressione che ebbi quella volta alla torre Eiffel, non dimenticherò mai i suoi occhi.-
-Cath, ti ripeto, così non mi aiuti.-
-Stranamente invece penso di averlo già fatto.-
-Lo so, e anche se non condivido proprio ogni tuo pensiero, so che mi dici sempre quello che pensi e che me lo dici solo per il mio bene. Grazie di esserci sempre per me.-
-Figurati, tu fai lo stesso per me.-
-A dire il vero, parlando con la mamma, mi sono sentita in colpa verso di lui.-
-Cioè?-
-Vedi, per Natale, quando ho sentito il suo messaggio in segreteria, non  ho badato  a una cosa, non ho letto tra le righe. Lui aveva bisogno di me. Era da solo quel giorno ed io non ci sono stata per lui.-
-Che cosa triste.-
-Si, per lui molto, ma non posso rimediare, purtroppo.-
-Mi dispiace tanto per Joe, mi ci ero affezionata tanto, sai?-
-Lo so.-
-Mi prometti che ci rifletti su quel che ti ho detto?-
-Lo farò... Ci vediamo domani.-
-A domani.-
"Maledizione Cathrine, maledizione!"
Il gran premio del Sud Africa il 4 Marzo fu per la Ferrari un´altra vittoria di una gara dominata dall´inizio alla fine.

Venerdì 29 Marzo , appartamento di Cathrine ore 20:45

Driiinnnnnn...... Driiiiiiin
-Cath, sono Io Fran, apri.-
-Un momento.-
Dopo poco....
-Caaaath... allora!-
-Arrivooooo.-
Ancora un attimo dopo....
-Per una volta che usciamo noi due da sole hai deciso di farmi restare fuori??-
-Ti ho detto che vengo subito. Riattacco e arrivo.-
Françoise non ci vide chiaro, chi poteva essere al telefono per non farsi aprire? Non certamente Philippe, lui era di casa e ne conosceva anche il numero di scarpe.
Decise di fare un eccezione e di usare i suoi poteri. Anche se Cathrine parlava a bassa voce lei poteva sentire ogni cosa.
"Si.... Come? Potrebbe sentirci? Ma se sto appena sussurrando.... Ok, come vuoi, tranquillo.... Si, la tengo d´occhio.... Prima o poi glielo farò capire a quella testona!...
Non devi ringraziarmi... Vado... Ciao."
" Allora ci sentiamo domani Philippe. Si, anch´io ti amo. Ciao amore mio."
Françoise aveva capito tutto, soprattutto chi era al telefono con Cathrine. Una certa sensazione di felicità la pervase ma dall´altra era sorpresa. Perché Cathrine era al telefono con Joe?!
-Entra.-
-Finalmente. Credevo mi lasciassi lì, fortuna che non avevo bisogno di andare in bagno altrimenti me la facevo sotto!-
-Esagerata.-
-Esagerata? Ma se sono stata fuori due o tre minuti prima che mi aprissi.-
-Te l´ho detto, era Philippe.-
-Ah... E da quando in qua hai segreti con me che riguardano il tuo fidanzato?-
-Ok, era il mio amante.-
-Sai che non puoi mentirmi, ti conosco troppo bene! Era Joe, vero?-
Cathrine impallidì. Come aveva fatto a saperlo, era impossibile che avesse sentito. Forse era sensitiva.... Pensò.
-Si, era lui.-
-Cosa ti ha detto?-
-Davvero ti interessa?-
-Se l´argomento sono io si, mi interessa.-
-Invece non ti dirò un bel niente, non credo tu abbia il diritto  di saperlo.-
-Che razza di risposta è questa?-
-Quella che meriti.-
-E perché, scusa?-
-E´ sbagliato il motivo per cui tu vuoi sapere cosa mi ha detto. C´è modo e modo. Magari, se tu avessi chiesto come sta, cosa fa eccetera eccetera ti avrei detto tutto.-
-Sei ingiusta.-
-No, quella ingiusta sei te. E sai cosa ti dico? Che non  meriti un ragazzo come lui. Fine della storia.-
-Cath... Perché mi stai dicendo queste cose brutte.-
-Perché è innamorato perso di te e si sta addossando tutte le colpe, molte delle quali  secondo me  non ha. Ti basta?
Mi ha chiesto di vegliare su di te e di esserti sempre amica, ogni suo pensiero è rivolto a te. Quanto vorrei un uomo come lui... Sei una stupida ragazzina!-
-Non trattarmi così, non lo merito.-
-No, non voglio trattarti cosi, ma stasera è meglio vedere un bel film piuttosto che uscire con te. Mi avevi promesso che pensavi a ciò che ci eravamo dette ed ancora non lo hai fatto. Finché non rifletterai,  non voglio più uscire con te. Mi fai troppa rabbia.-
-Me ne vado.-
-E´ meglio.-
Se ne andò sbattendo la porta e iniziò a piangere...  A correre...
La terza vittoria consecutiva di Joe si verificò il 1 Maggio a Madrid, dove vennero ad assistere tutta la famiglia Ferrari al completo, e ci fu anche una viva partecipazione di politici spagnoli ed italiani.
Sembrava fosse tornato tutto come i precedenti due titoli mondiali, ma questo, per Joe, significava due volte tanto, aveva realizzato il suo sogno di correre con la Ferrari.
In Spagna ricevette la telefonata di Jet, col quale,  si vedeva ogni tanto ai box  e  qualche volta anche fuori quando riuscivano a conciliare i tempi.
-Congratulazioni Joe, vai forte davvero, ti meriti tutto quello che ti sta accadendo.-
-Sei troppo buono Jet, e poi, anche se sono molto contento, sarebbe stata un´altra cosa poter gareggiare con te, ma tu mi hai tradito e fai solo il tecnico e collaudatore.-
-Lo so amico, ma questo mi permette di girare meno il mondo e di godermi un po´ la vita. Mi sono anche fidanzato!-
-E chi è la sventurata?-
-E´ innamorata persa, pensa te.-
-Certo, perché ancora non ti conosce bene.-
-Dai, sono cambiato, non sono mica più un ragazzaccio  come prima.-
-Non l´ho detto io, lo hai detto tu.-
-Vabbè, tu mi conosci troppo bene fratello, con te non ce la posso fare!-
-Appunto... Non fare il furbo. Ma dimmi, fai sul serio? Oppure dovrò  venirla a consolare come feci con... Come si chiamava? Nathalie??-
-No, promesso, questa volta faccio il bravo!-
-Hai promesso, ricordatelo.-
-Tu come stai Joe?-
-Al solito, penso alle corse e basta.-
-Qualche ragazza?-
-No.-
-E dai, non ci credo.-
-Credici.-
-Mi vuoi dire che... Lei per ora è stata  l´ultima?-
-Si Jet.-
-Allora datti una mossa!-
-In che senso, scusa?-
-O la prendi di petto e la costringi ad ascoltarti una volta per tutte oppure volta pagina. Ormai sono passati mesi, magari si è pentita ma non ha il coraggio di chiamarti.-
-La prima è impossibile, opto per la seconda, ma quando me la sentirò.-
-Non dici sul serio.-
-Invece si, amico.-
-Hai lottato tanto, perché arrendersi ora?-
-Mi ha cacciato, umiliato,  non la riconoscevo più. Forse l´ho conosciuta troppo bene fuori della sua città , ora è cambiata, faresti fatica anche tu.-
-Non ci posso credere. Però, se mi permetti, il Joe che conoscevo non si sarebbe fermato davanti a niente.-
-Lo lo Jet, ma ora non voglio pensarci, ne va della mia salute mentale ed ora non posso permettermi simili distrazioni, mi voglio concentrare solo sulle corse.-
-Forse hai ragione. Ma promettimi di pensarci su. Sai benissimo anche te che lei era ed è la donna della tua vita. Ma devi anche guardare avanti. E se ora ti sembra che vincere i gran premi ti possa bastare per essere felice ti sbagli. 
Non ti sentirai completo solo con le corse, ti ci vuole anche qualcuna accanto che ti ami. 
E se non sarà lei sarà un´altra, ma non puoi restare per sempre da solo. E fatti  sentire, non farmi preoccupare.-
-Lo farò, grazie amico, se non ci fossi tu....-
-Ci sarò sempre per te, basta che me lo chiedi e corro.-
-A presto Jet.-
-Joe.-
-Dimmi.-
-Non mi hai chiesto nemmeno se...-
-Se l´hai sentita?-
-Ehm... Si, esatto.-
-Non  so perché non te l´ho chiesto.-
-Comunque si, l´ho sentita, e anche Albert.-
-Jet.-
-Non vuoi chiedermi niente?-
-No, va bene così, che faccia la sua vita.-
-Come vuoi, non voglio forzarti.-
- Ciao Jet.-
-Ciao Joe.-


CAPITOLO 9


Françoise, dal canto suo, era sempre più una star dell´Opéra... Suo fratello Jean si era fidanzato ufficialmente e anche lei oramai aveva trovato le sue certezze ed il suo equilibrio. Alain aveva intenzioni molto serie, tanto da chiederle , quasi da subito di sposarlo, facendo leva sui sentimenti che ha sempre provato per lei anche in passato.
Lui da quella sera, le è stato sempre vicino, sapeva che, prima o poi, un cuore infranto lo si può consolare e, piano piano, con pazienza, c´era riuscito. Ora lei era sua, come anni fa... Era tornato tutto come prima.... Forse!
Quel che non sapeva era che lei, anche se gli voleva un gran bene, non ne era  del tutto innamorata di lui, almeno non come al tempo di quando stavano insieme la prima volta, ne tanto meno da sposarlo. Questi dubbi, alimentati principalmente da Cathrine, cominciarono ad insediarsi nella sua mente.
Ogni tanto pensava a Joe, non riusciva ancora ad accettare il fatto che lui l´avesse tradita, ed era convinta di questo. "Come hai potuto farlo dopo tutte le promesse che c´eravamo fatti, dopo tutta la sofferenza, dopo anni passati a soffrire l´uno per l´altra".  Nutriva del risentimento verso di lui, ingigantito a misura da suo fratello, da Alain, dalle amiche... Tranne Cathrine.
La sua amica non si fece più sentire, salvo vedersi alle prove al teatro. Le aveva parlato così duramente che Françoise c´era rimasta davvero male, soprattutto quando le aveva dato della stupida ragazzina. Ma ce l´aveva con lei per un motivo  più importante: le aveva messo una quantità di dubbi in testa che non si capacitava più di  come tutto quello che aveva costruito si era frantumato in un batter d´occhio, come un castello di carta. Si sentiva come in trappola, non capiva come fosse potuto succedere ma era successo. Era come se la sua amica gli avesse addossato quelle  colpe che per lei era logico fossero tutte di Joe. le aveva insinuato forti perplessità  per cui magari, quelle colpe o parte di esse, fossero da attribuirsi  proprio a lei, non a Joe. Poi ripensava spesso al suo messaggio di auguri di Natale. Era un semplice messaggio di auguri ma l´aveva colpita tanto che, per un periodo, voleva quasi sempre restare da sola, evitando di avere rapporti intensi con Alain.
"Forse era meglio se gli davo retta quando mi disse che venire a Parigi con lui fin da subito era una pessima idea".
Quel giorno, alla proposta di matrimonio di Alain Françoise restò immobile, gli disse che era meglio se facevano con calma... lei gli disse che lo amava , quindi non c´era tutta questa fretta.
Lui accettò di buon grado. - Prenditi tutto il tempo che ti serve. -
-Grazie, sei un tesoro. -
"Alain, sei un bravo ragazzo ed io sto proprio bene assieme a te. Mi fai sentire protetta, amata, al centro dei tuoi pensieri, cosa che non mi succedeva con Joe. Ma una parte di me non ha ancora accettato che tra me e lui sia tutto finito e, in un certo senso, sento che quando facciamo l´amore è perché una parte di me lo odia, lo odia talmente tanto che mi sembra di fargliela pagare un po’ alla volta, ma non è giusto. Fran, sei ingiusta!" 
E ripensava soprattutto a quando l´aveva sentito per il suo compleanno, non voleva ammetterlo a se stessa, ma era felice di averlo sentito e che lui si fosse ricordato di chiamarla. 
Sentiva che qualcosa stava cambiando, da quel giorno, vedeva Alain sempre più di rado, spesso trovava scuse assurde per non vederlo. Ma non poteva parlarne con nessuno, Cathrine gli era ostile e lei si sentiva sola.
Dal canto suo, Joe, nonostante che con Jet avesse avuto le sue divergenze, lui era il suo confidente di fiducia perché ha sempre avuto questa caratteristica di spiattellargli tutto in faccia, senza timore, nel bene e nel male.
Passava da giudicarlo in maniera positiva a dargli dell´idiota come se niente fosse. Jet era così, schietto e sincero... spesso anche troppo. Joe con lui ci litigava molto ma lo riteneva, assieme ad Albert, davvero un fratello maggiore.
Insieme ne avevano viste e passate tante, e non potevano rimanere più di una settimana senza sentirsi, confessarsi o semplicemente fare quattro risate. Lui aveva parlato a lungo con Joe, prima al telefono, senza risultato, poi un week-end si trovarono da Albert a Berlino e passarono due giorni insieme. Jet vide Joe sconvolto, gli aveva raccontato tutto... o quasi e Jet, stranamente non consigliò all´amico di tornare da lei e scusarsi, casomai era lei che avrebbe dovuto scusarsi con lui... Jet era convinto al 100% che un giorno lei  avrebbe capito e che si sarebbe morsa le mani nel sapere cosa aveva perso. Una sera ebbero una discussione tutti e tre.
-Tu sei sempre stato un deficiente, ma, da quel che mi hai detto, a questo giro lei ha torto marcio. -
-Ok, Jet, questa è la tua opinione ma, lo sappiamo com´è fatto Joe... Io gli credo, voglio credere che sia cambiato ma, prima di giudicare impulsivamente come stai facendo tu, vorrei sentire anche l´altra campana. -
-Ma cosa dici Albert? E´ talmente ovvio che lei pensa troppo al passato? E che cavolo, dacci un taglio, sennò se lo ritroverà sempre in mezzo! -
-E tu al suo posto come ti sentiresti? Dammi retta, io credo che le passerà ma, a questo punto, credo che lei abbia bisogno di un fatto eccezionale, come di uno scossone, per reagire e per riflettere, ora è troppo arrabbiata. -
-Questa è buona! Ma che cazzo stai dicendo? Non vedi la faccia di questo qui? -
-Jet, Albert purtroppo ha ragione, ed io sono stato anche un po’ ingenuo, a dirtela tutta, e ora ne pago le conseguenze. -
-Che hai intenzione di fare, Joe?- .Gli chiese Albert.
-Semplice, un bel niente, farò la mia vita, Una parte di me vuole fare  del suo meglio e sperare  che torni. Ma c´è un´altra parte che sta seriamente pensando di voltare pagina.-
-Mica le telefonerai, vero? - gli disse jet...
-No, a meno che non ci sia una ricorrenza particolare. -
-Quindi, siamo al punto di partenza? - Chiese Jet... Voltandosi verso Albert.
-No, non lo siamo, dobbiamo essere obiettivi, siamo amici di Joe ma anche di Françoise, quindi ci comporteremo come sempre. - Disse Albert.
-Forse hai ragione-  Esclamò Jet.
-Grazie amici, se non avessi voi. -
-Joe, mi raccomando, se avessi bisogno noi siamo qui. -
-Grazie.-
-Joe, tanto so che prima o poi telefonerà a me o a Albert ... come dobbiamo comportarci? -  Esclamò Jet.
-Come sempre, Albert ha ragione, siete anche amici suoi e così deve essere per sempre. -
Jet non le avrebbe telefonato, sapeva che presto o tardi l´avrebbe fatto lei.
“Quando sarà dovrò stare calmo ma ho una gran voglia di dirgliene quattro!!"
Quella telefonata in effetti ci fu, anche se un po’ in ritardo rispetto alle previsioni di Jet.

Una sera qualunque, di quel freddo febbraio 1972

-Pronto. -
-Ciao Jet, sono io. -
-Fran, quanto tempo, come stai? -
-Bene, grazie,  e tu? -
-Bene anch´io, un po´ sotto pressione con i collaudi ma me la cavo. -
-Jet, immagino tu sappia già tutto e che, magari, tu voglia una spiegazione. -
-Se la volevo te l´avrei chiesta già tempo fa. -
-Ok, questa me la sono meritata ma… Immagino tu abbia parlato con Joe.-
-Si, e anche a lungo. -
-Jet, prima che tu mi giudichi, devi sapere che ho fatto tutto il possibile ma... Lo sai anche te, certe abitudini non cambiano. -
-Quali abitudini? -
-Andiamo Jet... Non dirmi che hai dimenticato che uomo, anzi,  che adolescente è Joe.-
-No, non l´ho dimenticato, ma questa volta... -
Non gli fece nemmeno concludere la frase che lei partì...
-E´ sempre la stessa storia Jet, ed io non ce la faccio più.
Ho deciso di iniziare ad amare più me stessa, lui mi ha fatto passare momenti terribili ma ora basta. Ho ripreso in mano la mia vita senza di lui, e ora tutti i tasselli sono al loro posto. -
-In che senso? -
-Nel senso che amo il mio lavoro, ho ritrovato Alain un uomo che mi ha sempre messo al centro dei suoi pensieri, ho i miei amici, la mia famiglia... Tutto quanto. -
-Ma a quale prezzo, Fran?-
-Che intendi dire? -
-Non ti sei chiesta dove sta davvero la verità? -
-Non ne ho bisogno... Lo so già-
-No, tu non lo sai, non l´hai nemmeno cercata... Ti sei limitata ad accettare i discorsi degli altri, a dar retta a stupide notizie di gossip e questo solo perché in passato lui ha sbagliato qualche volta con te... Questo hai fatto! -
-Solo qualche volta? Il lupo perde il pelo…-
-Non è come credi Fran, io lo so per certo.-
-Maledizione Jet, possibile che non capisci? So che gli vuoi bene come ad un fratello ma credevo fossi anche amico mio.-
-Lo sono.-
-No, perché parti dal presupposto che quella in torto sia io e non è così, credimi. Non so se l´abbia fatto di proposito o per leggerezza, ma ti assicuro che mi ha tradito, anzi, nega anche l´evidenza. Per questo mi sono imbufalita e l´ho cacciato.-
-Non lo hai nemmeno ascoltato, lo hai solo insultato.-
-Jet, è finita. Dopo tutti questi anni  mi sento finalmente libera dalla sua presenza, per me è l´inizio di una nuova vita, mai più inganni, debolezze, angosce. Voglio amare prima di tutto me stessa. Ti prego, cerca di capirmi.-
-Fran, non posso, non ci riesco. Io so che lui ti ama e questo mi fa incazzare a bestia.-
-No, Jet, non tornerò indietro, non questa volta. -
-Lo so, lo sento dal tuo tono e mi dispiace, per tanti motivi. -
Lei tacque un attimo...
-Mi dispiace per te, perché stai perdendo un uomo che si butterebbe nel fuoco per il tuo amore. 
Mi dispiace per la verità che ti ostini di negare a te stessa per motivi legati al passato.
Mi dispiace che stai facendo a pezzi un uomo con le tue stesse mani. Lui vedrà le sue ombre, quelle che si porta dietro da sempre. Non ha mai avuto niente di bello dalla vita, a parte te.
 Ecco perchè mi dispiace,  per tutto questo! -
-Jet.-
-Non lo hai voluto ascoltare... Lui ti aveva detto che per i primi tempi era meglio vivere separati, vi sareste visti lo stesso ma tu lo hai messo spalle al muro, la colpa è anche tua! -
-Forse è meglio se non ne parliamo più... Mi dispiace per tutto, per averti disturbato e perché tu abbia perso tempo a cercare di convincermi. Ma stai tranquillo, se c´è una persona distrutta quella sono io, non certamente lui... Farà come al solito, metterà un po’ il muso ma poi si riprenderà, stanne certo. -
-E´ qui che ti sbagli cara sorellina, forse qualche anno fa ti avrei dato ragione, ma ora, credo tu non abbia compreso come TU hai cambiato Joe in meglio, e come TU lo ricambierai in peggio dopo la tua decisione.
Non è un duro come credi, si autodistruggerà e si spegnerà lentamente, se tu non ti deciderai a cercare la verità. -
-Jet, ora stai esagerando.-
-No, sei tu quella che ha esagerato. Sai bene com´è fatto Joe, forse ti ha mentito per anni mentre mentiva al suo cuore ma dopo ha smesso di farlo grazie a te e questo dovresti saperlo. Torneranno i suoi fantasmi che faticosamente avete ricacciato indietro insieme, pensaci.-
-Basta cosi Jet. Sono stanca. E forse è meglio se per un po´ non ci sentiamo. Arrivederci.-
-Arrivederci Françoise.-
Perché Joe, all´apparenza è forte come un gigante, ma dentro di se era fragile come il cristallo e lei doveva saperlo.
[E ancora una volta il destino dei DUE  sarebbe inesorabilmente cambiato].


CAPITOLO 10

30  Aprile, ore 16:30 sugli Champs Elysèes.

-Ouch-
-Lucas, fai attenzione accidenti, quante volte ti ho detto di guardare a dove metti i piedi? -
-Scusa mamma, non l´ho fatto a posta. -
-Lo so questo, ora scusati subito con la signorina-
-Ehm... Io, mi scusi tanto, ero distratto...-
-Non preoccuparti piccolo, succede anche a me!- Gli disse sorridendo. Poi guardò la madre che si era chinata per pulire la mano a Lucas e che le stava porgendo  in mano un fazzoletto pulito.
-Tenga signorina, si pulisca con questo, sono mortificata!- Francoise la guardò ed ebbe un sussulto...
-Ma.... Io la conosco... Lei  è  quella della foto...Aveva il suo viso appoggiata a lui ma... E´ lei, vero?.... Le sue trecce...-
-Prego? - Alain, che fino ad ora non aveva detto una parola fece cenno a Françoise di andare ma lei lo fermò:
-Aspetta un attimo tesoro. Vai pure avanti a prendere il giornale, arrivo subito. -
-Ok.... Stai bene? Ti vedo strana. -
-No tutto bene, devo parlare un attimo con questa ragazza. -
-Ok, ti aspetto davanti all’edicola. -
-Mi scusi, ma io sono sicura di averla già vista. -
-Anch´io l´ho vista molte volte, lei è famosa ed io sono una sua grande fan ma temo di sapere perché mi sta dicendo tutto questo.... Mi creda, non è come pensa.-
-Aspetti un secondo per favore. Lucas, vai a prendere un altro gelato, corri. -
-Un altro??? Grazie mammina... Non l´avevo nemmeno mangiato tutto e c´ero rimasto male... Corro.-
-Quindi  mi conferma che è lei quella della foto su Le Monde assieme a Joe.-
-Si, sono io, glielo dicevo sempre di stare attento ai paparazzi ma lui non mi voleva mai prendere sul serio. Sapevo della foto, dello scandalo. Forse ho capito perché Joe non si è più fatto vedere dal mio direttore.-
-Chi è il suo direttore? -
-Il capo marketing della Jean Paul Gaultier, lo sponsor di Joe.-
-Siete stati insieme... Intendo lei e Joe... Oramai può anche dirmelo, tanto l´ho già cacciato via da casa.-
Françoise, stranamente diventò aggressiva e indisponente. Non era un atteggiamento tipico di lei. Ma ora,  trovarsi di  fronte quella bella ragazza dal bel sorriso, due occhi grandi  verdi  e con  lunghe trecce bionde, l´ha disorientata e messa stranamente di cattivo umore.
 Da quando aveva parlato con Cathrine, piano piano, nella sua testa, si era manifestata l´idea che forse il tradimento di Joe non era del tutto certo e che magari poteva esserci stato un malinteso, ma erano tutte cose che avrebbe dovuto chiedere a lui e questo,  per lei era fuori discussione.
Ma guardando  quella ragazza  pensò che forse aveva fatto bene a comportarsi così con lui e  che aveva più di un motivo per affermare che tra lei e Joe ci fosse stato ben più di un semplice abbraccio tra amici.
"Cath, io ti voglio bene ma temo ti sia sbagliata di grosso. Questo è il tipo di donna che piace a lui, ne sono certa. E se era deluso da me, stai certa che è finito nel suo letto."
-Cos´ha fatto, scusi?-
-Ha sentito. Comunque mi compiaccio con Joe, se non altro mi ha tradito con una bella ragazza, non con la prima che ha incontrato per strada.-
-Lei è totalmente fuori strada, mi creda!-
-E chi è lei per dirmi una cosa simile?-
-Sono quella che avrebbe voluto davvero un uomo come Joe, ma lui, ahimè, amava talmente la sua donna che non ha potuto che darmi solo la  pura e semplice amicizia.-
-Da quelle foto, mi pareva che foste più che semplici amici.-
-Libera di credermi o meno, Joe è un bravissimo ragazzo e ogni donna farebbe carte false per stare con lui ma con me si è comportato da vero gentiluomo ed è grazie a lui che oggi ho ritrovato un po´ di serenità.-
-In che senso, scusi?-
-Se posso rubarle dieci minuti del suo tempo sarò felice di rispondere a tutte le sue domande, così finalmente chiariremo tutto, soprattutto per rispetto di Joe, che non si merita le calunnie di cui è stato vittima.-
-Lei mi sta confondendo ancora di più le idee signora.-
-Non voglio confonderla, ma chiarire questa faccenda una volta per tutte. E se è vero quanto dicono di lei, che è una ragazza semplice e disponibile, allora sarò felice di raccontarle tutto. Che ne dice? Li ha dieci minuti per ascoltarmi?- 
Al suono di quelle parole Françoise cambiò radicalmente espressione, le aveva fatto un bel complimento e le sfuggì un mezzo sorriso. Del resto l´aveva descritta come era veramente.
"Non ci rimetto niente ad ascoltarla... Accidenti, non so perché ma  mi sembra sincera!"
-Direi di si,  magari possiamo  prendere un caffè!- 
-Molto volentieri. Aspetti, vado un attimo a dire  a mio figlio che siamo qui... Vedo che si è fermato con degli amichetti.-
"Beh anch´io dovrei dire ad Alain che mi fermo con lei ma devo parlarci sa dola, non so perchè ma la  sua storia mi incuriosisce e devo scoprire il perchè".
Entrarono nella caffetteria di fronte e Danielle iniziò a raccontare a Françoise la sua storia di come lo aveva conosciuto.
-Quando vidi Joe la prima volta, lui aveva un appuntamento con mio direttore commerciale il quale, quella mattina mi aveva appena licenziata. Joe ha fatto in modo e maniera che venissi riassunta... E con tanto di aumento, per giunta! Era talmente contrariato col mio capo che lo ha minacciato di non firmare il  contratto e quindi il signor Vincent ha acconsentito a tutte le sue richieste. Con quei soldi, non solo ho potuto togliere qualche soddisfazione a Lucas ma ho potuto anche comprarmi una macchina seppur usata, onde evitare sempre i ritardi... Mi ha dato una opportunità, capisce? Questo è quando l´ho visto per la prima volta...Anzi, a dire il vero mi ci sono scontrata perché stavo piangendo e correndo disperata per quei gradini.
Dopo quella volta ho visto Joe... Credo altre due volte, ma sempre per lavoro. Una volta, mi aspettò a fine giornata e decidemmo di uscire insieme. Quella sera mio figlio era dal mio ex marito. Io chiesi di lei. Lui mi disse di non preoccuparsi poichè lei restava spesso a cena fuori con i suoi colleghi di teatro. 
Vuol sapere la cosa assurda di quella sera?-
-Si.-
-Ero passata da casa a cambiarmi, poi andammo a mangiare la pizza. Dopo cena facemmo una passeggiata. Era tutto perfetto, la classica serata per le vie di Parigi.
La bomba scoppiò quando, un po´ spazientita, tentai di sfiorargli la mano. "meglio se ti accompagno a casa". 
-Anche se me lo disse con estrema gentilezza mi scosse.- "Cosa è successo? Credevo andasse tutto bene." "Non è per te... Tu sei perfetta, ma non lo sei ora ... Per me esiste solo lei,  mi dispiace"
-Sa, la sensazione di quando ti cade una tegola in testa?-
-Si, la conosco.-
-Ecco, allora può capirmi. Si scusò tantissimo, era terribilmente mortificato. Credo avesse anche gli occhi un po´ lucidi, anche se tentava di non guardarmi in faccia. Gli dissi che andava tutto bene e che era tutta colpa mia che avevo cercato di sedurlo.-
-E poi cosa le disse?-
-Niente,  mi abbraccio e mi baciò sulla guancia. Camminammo ancora per un po´ e mi riaccompagnò a casa.
Fine della serata.-
-Stento a crederci ma.... Credo che lei sia sincera.-
-Lo sono, e ancora non ci credo nemmeno io!-
-Chiunque al suo posto ne avrebbe approfittato.-
"Joe"
-Ma non Joe... Almeno finché c´era lei nel suo cuore.
E veniamo a quel maledetto giorno. Mi accorsi subito che Joe era triste, molto triste.
Quando ci scattarono quelle maledette fotografie, avevamo preso un caffè e lui iniziò a raccontarmi la vostra storia, mi disse che con lei era arrivato ai ferri corti e che probabilmente sarebbe partito. Quel giorno eravamo in pieno centro, siamo stati anche un po´ ingenui a farci sorprendere. Quando uscimmo per la  pizza, eravamo nel mio quartiere, non proprio uno di quelli più chic.
Io gli ho dato l´addio che per me meritava, un caloroso addio dove esprimevo il mio dispiacere e la mia gratitudine, era il minimo che potessi fare per lui.
 Credo che Joe non sia il tipo che rivela facilmente i suoi pensieri, eppure quella volta con me un po´ si è aperto. Mi ha parlato di lei, di quanto la ama, delle incomprensioni e dei problemi che avevate i quali,  da quel che ho visto, purtroppo,  sono rimasti irrisolti... Parlava di lei come se vi conosceste da una vita, come se aveste condiviso tante cose belle ma anche tante brutte... Ho avuto questa sensazione.-
"Lei non ha idea di quanto ha ragione."
-Fossi nei suoi panni andrei da lui anche se fosse in capo al mondo... Joe è un uomo da amare totalmente, senza se e senza ma e, per quanto vale, tra noi non c´è stato niente. 
E se non potrò mai averlo come uomo spero di averlo sempre come amico. 
Non pretendo di conoscerlo quanto lei, sarebbe pretenzioso da parte mia, posso dirle che  Joe è un ragazzo buono, gentile e poi... Beh… Mi permetta, è proprio un gran bel ragazzo. - 
Le fece un piccolo sorriso malizioso il quale però non dispiacque a Françoise. La situazione, da tesa, si era fatta molto più serena tra le due  ragazze...
-Si, Joe è tutte queste cose ma, spesso ha tradito la mia fiducia. Posso crederle sul fatto che tra voi ci sia solo amicizia ma non dimentico il fatto che tornava sempre tardi la sera, spesso ben oltre la mezzanotte... Qualche domanda te la fai no? Poi quel bacio con una mia amica la quale, tra l´altro, non si è più fatta sentire. No, troppe cose tutte assieme, non possono essere una coincidenza!-
-Senta, io questo non lo so ma credo ci sia una valida spiegazione. -
-A questo punto niente ha più importanza, oramai lui è lontano, chissà cosa ha fatto in tutto questo  tempo .-
-Si sta chiedendo forse se Joe ha trovato in questi mesi un´altra ragazza?-
-Non lo so... Forse. Ma credo che oramai sia troppo tardi.... Per tutto.-
-Forse ha ragione.-
-Non mi ha detto come si chiama. -
-Mi chiamo Danielle. - 
-Ah, giusto, lui me lo aveva detto... Piacere, io sono...-
-Lo so.- 
 La interruppe subito... -Francoise Arnoul, l´étoile dell´Opéra.-
-Ehm... Si, esatto. Lei mi ricorda la mia migliore amica Cathrine, mi sembra di sentir parlare lei. Magari diventeremo amiche.-
-Ne sarei onorata, ma sono una persona troppo....-
-Troppo semplice, umile? Intende questo?-
-Beh... Ecco... Si, esatto.
-E´ proprio questo che mi piace delle persone, ed è questo tipo di persone che è sempre piaciuto anche a Joe. Ora capisco perché l´ha aiutata e perché si è confidato con lei.-
-Grazie, troppo gentile. -
-Posso chiederle un piacere? Anzi due!-
-Certo, se posso... Mi dica pure. -
-Mi prometta di riflettere e di dare un´altra possibilità a Joe, non dico di rimettersi con lui ma quantomeno di permettergli di spiegarsi, credo che lei non gliel´abbia nemmeno permesso. -
-Non posso prometterglielo. -
-Dovrebbe invece... Vede, Joe mi disse una cosa che non avevo mai sentito dire a nessun uomo:
"Per la sua tranquillità, per la sua serenità, per ogni cosa che la rende felice, senza dubbi e senza paure, posso anche rinunciare a lei, anche se soffrirò come un cane saperla tra le braccia di un altro uomo. Il suo sorriso rende il mondo un posto migliore."
-Questo mi disse quel pomeriggio. -
A quelle parole Françoise riuscì a stento a trattenere le lacrime. Sentì un magone nello stomaco e deglutì con fatica.
"Perché una quasi perfetta sconosciuta mi incoraggia a rimettermi con lui? " 
Questo la disorientò e la scosse , ora si stava facendo una miriade di domande... Pensava a Joe, non che non lo pensasse più, ma si rendeva conto che, quando ciò accadeva, nutriva sentimenti contrastanti di rabbia, di malinconia, di disprezzo , ma anche di desiderio di lui, di sentirlo, amarlo. Più volte si era promessa di  non pensare più a lui.  
Ma \´erano anche momenti in cui tornava quella luce che al solo pensiero gli si affacciava nello sguardo. Ma cercava sempre di non pensarci. "Autolesionista". Mentre in quel momento, le parole di quella ragazza le avevano fatto piacere, forse, ai suoi occhi qualcosa era cambiato, non le aveva fatto poi tanto male sentir pronunciare il suo nome.
"Joe perché non riesco a crederti? E perché, in questo momento, una parte di me lo vorrebbe tanto? Fatti qualche domanda, Françoise... Hai mai amato un altro e smesso di amare lui?"
-Ci penserò ,ma ora le cose sono troppo complicate...-
-Va bene, se non altro ora noto con piacere che il suo sguardo è un po’ più dolce di quando mi ha visto circa venti minuti fa.- 
 Françoise le sorrise e Danielle ricambiò...
-Si, ma lei mi aveva chiesto due piaceri... Qual è il secondo? -
-Beh, il secondo era legato al primo…-
-In che senso? -
-Se sente Joe deve salutarmelo tanto e lo ringrazi da parte mia e di mio figlio per tutto quello che ha fatto per noi, non lo dimenticherò mai. -
-Vedrò cosa posso fare, ma non le prometto niente.-
-Spero di rivederlo, un giorno... E non pensi male di me, la prego.-
-Arrivederci Danielle, e grazie del suo tempo. -
-Grazie a lei Françoise e mi raccomando... Ci rifletta. -
Francoise non disse niente, si limitò ad annuire e se ne andò. Raggiunse Alain... Prima si scusò di averlo fatto aspettare a lungo, poi gli disse che la sera non sarebbe uscita anche se era venerdì. Avrebbe guardato un film e avrebbe fatto una bella dormita. Non sapeva perché ma Danielle l´aveva messa di buon umore.
"Sarebbe una buona amica, del resto ho solo Cathrine come vera amica, con le altre non è che abbia poi questo gran legame, siamo talmente diverse"
Dopo cena Alain le telefonò.
-Pronto... Alain...-
-Ciao amore, volevo sentire la tua voce, cosa fai di bello? -
-Niente di particolare, sto guardando un film.-
-Che ne dici se porto i popcorn e ti raggiungo?-
-Alain, non so... Stasera non è che sono tanto in vena.-
-Mica ti mangio? So anche essere un bravo bambino. -
-Dai, non fare il buffone, lo sappiamo come va a finire e, ti ripeto, stasera preferisco starmene da sola in pigiama e pantofole. -
-Ok, non insisto... Allora buon film. -
-Grazie, e buona serata anche a te. -
-Ti amo. -
-Ci sentiamo domani, notte. - Alain che si aspettava il classico "anch´io" chiamò Jean.
-Ho sentito tua sorella. -
-E allora? perché lo dici a me...-
-Niente, l´ho sentita strana... Te lo volevo dire... Sai qualcosa che non so? -
-No, che sappia io non lo sente da mesi... Perché? -
-No, niente, oggi eravamo a passeggio e mi ha mollato per chiacchierare con una tipa... Mi è sembrato strano, tutto qui. -
-Secondo me stai esagerando, vedrai che non è niente. Non è che tutte le volte ti possa dire le cose smielate. Anzi, non capisco perché sei così preoccupato. -
-Niente dai... Forse hai ragione. Ora vado a leggere un po’. -
-Molto meglio... E resta calmo e trattala bene, altrimenti tutta quella fatica per far fuori il "bellone" sarà stata vana. -
-Va bene, va bene, tranquillo... E´ tutto sotto controllo. -
[Si sbagliavano in pieno tutti e due]

Capitolo 11

La settimana seguente Françoise non volle vedere Alain. Un po´ per la conversazione avuta con Danielle lo scorso sabato pomeriggio e anche perché doveva concentrarsi quasi esclusivamente sulle prove del balletto. Il prossimo sabato avrebbe avuto la prima della ripresentazione del classico "Le Lac Des Cygnes", di  Rudolf Noureev. Lo conosceva a memoria ma un insieme di pensieri che aveva in testa le fecero prendere la decisione di non avere distrazioni, nonostante le insistenze del ragazzo e di suo fratello.

Sabato 06 maggio, ore 21:00, al teatro Opéra de Paris

Il teatro era stracolmo, Françoise era stranamente molto nervosa quella sera. I suoi genitori, assieme a suo fratello, Alain e Janètte erano seduti nelle prime file assieme a Cathrine e Philippe. Danzò divinamente, come al suo solito e l´applauso fu caloroso e duraturo. Ma sentiva che c´era qualcosa che non andava, quella sera. Non era tranquilla come al suo solito. Alla fine del balletto, invece di cambiarsi subito nel suo camerino, andò in sala a salutare la sua famiglia, ne aveva un gran bisogno. Fortuna che l´abito era molto lungo e meno vistoso di altre rappresentazioni.
Salutò i suoi amici, abbracciò Alain e successivamente si diresse a salutare, come di rito, il direttore artistico e altri personaggi in vista presenti in sala, tra cui il magnate della seta Monsieur Pièrre Leblànc, assieme ad alcuni esponenti politici in pompa magna per la serata.
Mentre chiacchierava assieme a loro, porgendosi ai fotografi, una massa di persone, passando per il corridoio centrale, stava cercando di raggiungere l´uscita e le passarono vicino facendogli in molti i loro complimenti.
Ad un certo punto ebbe un brivido improvviso. Mentre un politico le stava parlando, sentì un profumo, una fragranza che a lei parve inconfondibile. Si girò improvvisamente. Impallidì. Notò subito che, in mezzo a quella gente che gli era passata accanto c´era un ragazzo con un berretto, giacca, camicia, foulard e  sguardo basso  che camminava a passo spedito  tra la folla. 
"Joe"
-Scusate, sono mortificata ma dovrei uscire un attimo.-
-Prego, vada pure mademoiselle.-
Gli venne l´impulso di raggiungere quel ragazzo il quale pensò potesse trattarsi di Joe.
Anche con i tacchi non si perse d´animo e uscì fuori dal teatro.
C´era una calca che avrebbe impedito a chiunque di vedere a tre metri  ma non a lei.
Azionò i suoi poteri e scansionò l´intera zona. 
"Non puoi azionare l´acceleratore, ti vedrebbero... Ti troverò... Pensò tra se."
"Eccoti... Joe... Possono vederti, stai attento... Ma perché te ne stai andando senza almeno salutarmi"
Era già ad  un isolato di distanza, lo vide mentre si toglieva il berretto e si aggiustava la camicia prima di salire sulla metropolitana. Prima di salire si voltò indirizzando il suo sguardo proprio nella direzione di lei.
Françoise iniziò a sudare freddo, non si aspettava che lui fosse presente in sala. Cominciò  a tremare, era sull´orlo di una crisi di pianto. Cercò di ricomporsi.
"Ci ho messo troppo... Maledizione!"
Tornò dentro, si scusò con chi di dovere, salutò i suoi e andò a cambiarsi. Già non doveva uscire col vestito di scena.
"Che figura".
Nel camerino trovò un mazzo di fiori bellissimi, i , o fiori della felicità che fioriscono in Francia in quel periodo. C´era un bigliettino insieme alla composizione. Non c´era scritto niente , solo il suo nome con una strana calligrafia. 
"Sei tu, anche se l´hai camuffata quasi alla perfezione... Joe".  Una lacrima le scese in volto...
Durante la settimana lei fu intrattabile, di pessimo umore.
E non si spiegava il perché. Era arrabbiata, forse con se stessa e non sapeva il motivo. Perché non riusciva a staccarsi definitivamente da lui? O perché lui non l´aveva voluta nemmeno salutare.
Non volle vedere nessuno, tranne i suoi genitori. Aveva bisogno di riflettere e, per farlo, doveva stare da sola.
"Perché eri lì? Perché mi segui nonostante tutto quello che è successo? Siamo sempre al punto di partenza? O meglio, di non partenza? Dimmelo... Joe... Una volta per tutte."


Sabato 13  maggio ore 9:30, appartamento di Françoise

"Stamattina non c´è scusa che tenga, vado al mercato, da SOLA e mi guardo tutti i banchi che voglio! Acc, le chiavi della macchina... Mah si, vado a piedi, guarda che giornatina."
Ad un tratto le si avvicinarono delle persone che uscivano dal parchetto davanti al palazzo.
Ebbene sì, erano Pierre e Raul con le rispettive famiglie.
La moglie di Raul le si avvicino:
-Scusi signorina, lei è Françoise Arnoul, vero?-
-Si, sono io...-
-Intanto mi permetto di dirle che è un onore, di persona è molto più bella che in TV... Complimenti, lei è bravissima...-
-Mille grazie-  Sorrise...
-In realtà però siamo qui per un altro motivo. -
-Mi dica pure, che succede? -
-Il signor Shimamura abita con lei, giusto? -
-Temo ci sia un errore signora, il signor Shimamura non è più il mio fidanzato da mesi oramai... E ora mi scusi ma devo andare. -
-Senta signorina, un´ultima cosa. Poi non la disturbiamo più, glielo prometto. -
-Ok, mi dica pure. -
Francoise avvertì un misto di disagio e delusione negli occhi della donna, poi diresse lo sguardo verso gli altri poco dietro e una sensazione di tristezza la invase, ma non capiva il perché...
-Vede, noi siamo qui perché è da tempo che non vediamo più il signor Joe, lei era l´unica nostra speranza, sapevamo che stavate insieme e quindi siamo venuti da lei…-
-Perché volete notizie da me, cosa ha fatto Joe?-
-Niente di male signorina, anzi, siamo qui perché non lo abbiamo più visto da quel giorno che venne a trovarci nelle nostre nuove case. Sappiamo che fa il pilota di formula 1 e che è sempre in giro per il Mondo ma, oramai sono passati mesi, credevamo vi vedeste nel tempo libero e che lui passasse del tempo a Parigi, ma... Ci siamo sbagliati.-
Françoise non riusciva a capire... Era completamente allo scuro di tutto ma si incuriosì.
-Cosa è successo con Joe?-
-Niente di male, solo che siamo un po´ preoccupati, è da molto che non viene a trovarci, i primi tempi passava spesso da noi. Poi sapevamo che sarebbe ricominciato il Mondiale ma ci aveva promesso che sarebbe passato quando ritornava quì a Parigi.-
-Io... Io non ne so niente, mi vuole spiegare per piacere? Chi siete voi?-
-Beh, vede, ora ci vede così, con dei vestiti decenti ma noi prima eravamo dei senzatetto.-
-E questo cosa c´entra con Joe?-
-E´ iniziato tutto da quella notte quando, casualmente il signor Joe entrò nel vicolo vicino alla chiesa  e venne verso il nostro falò intorno al quale ci scaldavamo. Non so come ma ad un certo punto lo vidi chiacchierare con mio marito per poi scomparire entrambi. Tornarono poco dopo  con panini, patatine e bibite per tutti. Sedemmo tutti con lui, chi dormiva si svegliò per l´odore delle patatine e parlammo per un po’. Noi gli raccontammo le nostre disavventure e lui, a suo modo ci raccontò un po´ delle sue. Seppi dopo da mio marito che Joe volle ringraziarlo per avergli restituito il portafoglio dopo che gli era caduto per terra.
Era davvero strano, un personaggio famoso come lui che se ne stava fuori, seduto al freddo al nostro fuoco. -
-Quando è successo, scusi? -
-Mi sembra, la prima volta... ma si... certo, il 30 Novembre, erano circa le 3:00, me lo ricordo bene perché faceva molto freddo quella notte e il giorno dopo  era il compleanno di mio figlio. -
Al sentire quella precisa data a Francoise venne un colpo e impallidì... Iniziò a tremare...
-Signorina... Signorina, si sente male? -
-Io... Io... Non è possibile...-
-Pierre, credo stia male, sarà meglio chiamare qualcuno.-
-No, va tutto bene... La prego, continui, voglio sapere tutto.-
-Ma lei è  pallida, forse sarà bene che...-
-No, ora va molto meglio, solo un giramento di testa ma mi sto già riprendendo.-
-Va bene, allora se sta un po´ meglio ce ne andiamo e... Ci scusi tanto.-
-No, non se ne vada, anzi entrate un attimo in casa, per piacere.-
-Ma... -
-Vi prego... Ho bisogno che  voi entriate. -
Salirono solo le due donne prendendo l´ascensore con Françoise ed entrarono in casa sua.
-Prego, sedetevi e raccontatemi tutto. -
-Va bene, come vuole. Come le dicevo lui veniva spesso, quasi tutte le sere, spesso ci portava la cena e mangiava con noi. I primi tempi veniva qualche volta, poi sempre più frequentemente. Noi tante volte gli chiedevamo perché mangiava da solo, lui rispondeva che avevate orari diversi e che lei mangiava quasi sempre a teatro dopo le prove con le sue colleghe. Noi non facevamo altre domande. Certo che   era strano. Spesso, si attardava da noi fino a tardi.  Piano piano prendemmo confidenza, gli raccontammo la nostra storia, di come perdemmo le nostre case, il lavoro. -
-Mi dispiace molto... Se posso fare qualcosa. -
-Lei è molto gentile, anche Joe lo diceva. -
-Vi ha parlato di me? -
-Certo, e molto, si vedeva che era innamorato perso di lei. 
Ci disse che era fortunato a stare con lei, anche se ne era molto geloso. E ce l´aveva a morte con i paparazzi.-
Francoise sentì che stava per scoppiare a piangere ma cercò di controllarsi e continuava ad ascoltare.
-Vi posso offrire qualcosa?  Un caffè? Dell’acqua? -
-Grazie, va bene l´acqua-
Andò in cucina e tornò con la bottiglia e i bicchieri.
-Successivamente Joe fece rinnovare le patenti ai nostri mariti e ci pagò sei mesi anticipati di affitto dei nostri appartamenti. E´ per merito suo se ora abbiamo una casa, un lavoro, mangiamo, ci riscaldiamo, siamo una famiglia normale, mandiamo i nostri figli a scuola, tutto questo grazie a lui. Per questo siamo qui, per ringraziarlo e perché eravamo preoccupati,  credevamo che lei potesse aiutarci, magari dirci quando tornava a Parigi. E cosa più importante dobbiamo restituirgli il denaro, lo abbiamo accettato  a patto che glielo avremmo restituito.-
Mentre parlavano  Francoise faceva fatica a controllarsi per non scoppiare a piangere. Dopo  due ore abbondanti...
-Ci dispiace che le cose tra voi non siano andate bene... Quando vedevamo le vostre foto sulle riviste sembravate così felici, affiatati. -
-Si, lo eravamo, ma le cose ci sono sfuggite di mano. -
Françoise si sentiva tremendamente in colpa, aveva ascoltato i racconti delle due donne e un nodo alla gola le si era formato, sempre più grosso... Non riusciva quasi più a respirare." Che stupida che sono stata... Stupida… Stupida"
"Ecco dove andava le altre sere... Certo, conoscendolo lui, potesse, aiuterebbe tutti, è nella sua natura... Fran sei proprio una stronza!"
-Signorina, si sente bene? Mi pare che lei stia per piangere. Tenga beva un po’ d’acqua. -
-Grazie ora mi riprendo subito... Scusate. -
-No, casomai la colpa è nostra, non dovevamo venire. -
-No, anzi, avete fatto bene... Io... Io... Mi sento tremendamente in colpa. -
-Ma non ne ha motivo. -
-Invece si, ce l´ho eccome. Ero convinta mi tradisse, capite? Convinta, e me lo dicevano anche i miei amici ed io ingenua ho creduto a loro e non ho creduto a Joe.-
Scoppiò, non si trattenne più, gli occhi le facevamo malissimo.
-Lei non ne sapeva niente, magari non ne avete parlato. -
-Non gli ho dato la possibilità di farlo, maledizione! -
-L´ho solo giudicato, convinta che se la spassasse con altre donne... Non capivo perché usciva la sera... Una volta mi chiese di andare con lui e io rifiutai. "Non mi importa dove vai, ma sappi che forse non mi trovi in casa quando rientri".
Il nostro legame si era già spezzato, convivevamo ma era come se ognuno vivesse per conto proprio e il nostro rapporto piano piano è andato a puttane. Lui è rimasto da me solo per concludere i suoi affari, per il resto, eravamo dei perfetti estranei. L´ho fatto per mia madre, lei voleva molto bene a Joe, non sapeva niente di noi , di quello che ci stava capitando, gliel´ho dovuto dire dopo la faccenda del paparazzo.-
-Paparazzo??-
-Lasci stare, è una lunga storia. Maledizione, quanti sbagli che  ho commesso.-
-Non è colpa sua, e nemmeno di Joe... Nella coppia, quando non c´è dialogo, le cose si complicano. -
"Ho creduto a due stupide foto fatte per caso, e che non  significavano niente , ho creduto a mio fratello, al mio ex  a quelle stupide delle loro amiche, solo Cathrine mi aveva messo in guardia, non ho creduto neanche a lei... Françoise, vergognati... Avevi vicino un uomo stupendo e la tua bramosia di tornare a vivere, dimenticare il passato, rivivere gli anni perduti nella guerra, tornare a essere  un´adolescente in credito con la vita  tutto questo ti si sta ritorcendo contro... Ma posso ancora rimediare... Forse".
Il suo sguardo improvvisamente cambiò. "Inutile che ti piangi addosso... Devi fare qualcosa... E subito!"
Finì il suo bicchiere d´acqua e si asciugò le lacrime, lo sguardo era mutato, si fece più serio e deciso.
-E´ arrabbiata? -
-Si, con me stessa ma... E´ un bene, credo.-
-Si, lo è.-
-Non so davvero come ringraziarvi, mi avete aperto gli occhi.-
-Allora noi togliamo il disturbo, grazie del suo tempo signorina, casomai sentisse Joe le dica che noi lo aspetteremo se vorrà tornare a farci visita.-
-Sentite, a questo punto è quasi ora di pranzo, vi va di restare da me?-
A questa domanda le due donne si guardarono tra loro.
-Vorrei che restaste qui con me. -
-Ma signorina, non mi sembra il caso. Non vogliamo disturbarla ancora. -
-No, insisto, e visto che ci siamo ci facciamo portare il pranzo…-
-Ma signorina...-
-Insisto… Non ho il tempo per cucinare e non sono nemmeno tanto brava ma siete ufficialmente tutti invitati  a pranzo... E non accetto un no... E´ sabato, quindi siamo di festa, no? -
-Va bene, ci consultiamo con i mariti ... ok? -
Pranzarono tutti insieme, rimisero tutto a posto e Françoise fece vedere loro delle foto di Joe vestito da pilota e alcuni ritagli di giornale che lei custodiva gelosamente.
-Noi non siamo certo nella condizione di darti dei consigli o di dirti cosa fare con lui, possiamo solo dirti che quando parlava di te la sua espressione passava dalla tenebra alla luce, non ho mai visto un ragazzo come lui, deve aver sofferto molto. -
-Si, ha sofferto tanto. -
-Voi avete condiviso parte della vostra vita, vero? -
-Si. Con tutto quel che di bello e brutto ci ha concesso.-
-Ce lo immaginavamo, da come ti descriveva, era come se tu potessi leggergli dentro. -
-E´ cosi. Non avevamo bisogno di parlare per comunicare, spesso ci bastavano gli occhi: -
-Com´è romantico tutto questo. -
-Si, lo è.-
-Riprenditelo, mettici tutta te stessa... Lui ti aspetta, ne siamo certe. -
-Lo farò, vi ringrazio di cuore. -
-Siamo noi che ringraziamo te. Salutacelo tanto e abbraccialo da parte nostra. -
"E con questa siamo a due... Chissà se avrò altre rivelazioni"
-Allora arrivederci e buona fortuna per tutto.-
-Arrivederci, buona fortuna anche a voi e... Grazie di cuore.-
"Idiota, cogliona, ... Hai buttato al vento l´amore della tua vita per colpa dei tuoi amici... Vergognati… Mi fai schifo" si disse mentre davanti allo specchio si gettava acqua fredda sul viso.
"Calma, Francoise... Rifletti... Cosa vuoi fare? Vabbè... Cosa vorresti fare già lo sai ma... Come arrivarci? Pensa, pensa..."
Squillò il telefono... Era Alain..
"Cosa faccio? gli rispondo? Fran... Non puoi evitarlo per sempre!"
Decise di rispondere.
-Pronto? -
-Fran, buongiorno... Dormito bene? -
-Non tanto. -
-Ti senti bene? -
-Ora si! ... Mai stata meglio. -
-Bene, sono contento... Ci vediamo oggi? -
-Non credo, ho da fare. - "Devo cercare un biglietto aereo".
-Ma cos´hai? Mi stai evitando da giorni e giorni... Che ti succede? -
-Succede che... Verità? -
-Certo... Ma così mi spaventi. -
-Vuoi che te lo dica ora o quando ci vediamo? -
-Ma cosa mi devi dire? Hai pensato alla mia proposta? Te l´ho detto, posso aspettare, non ho fretta e tu devi essere sicura. Forse è per questo che trovi sempre delle scuse per non stare con me. Dovevo immaginarmelo. E´ tutta colpa mia. Ti prometto che non ti farò più pressioni.-
-No, non è questo.-
-E allora cosa succede? Hai preso la tua decisione?-
-Assolutamente si.-
-Allora dimmi, non farmi stare sulle spine. -
-Ok, come vuoi... Ti comunico che, da questo preciso momento, tra noi è finita, definitivamente...-
Glielo disse con una tale naturalezza che si stupì...
-Ma cosa stai dicendo? Sei seria? -
-Come non lo sono stata mai. -
-E´ chiaro che non ti senti bene… Vengo subito da te. -
-Noooo, allora non capisci… Ho da fare e tu non rientri nei miei programmi. -
-Francoise... Ma che ti ho fatto? Credevo tu mi amassi, che alla fine ci saremmo sposati... Siamo tornati insieme dopo tanto tempo, siamo tornati ad amarci, a fare l´amore... questo per te non conta niente? -
"Ingenuo. Un pò mi dispiace per te, ma sei stato solo un ripiego. E il tuo fare l´amore è patetico in confronto a lui, ma questo non posso dirtelo... Oppure si???"
Françoise decise finalmente di farla finita con quella farsa.
Cercò di essere gentile ma una parte di se era furiosa e mal celò le sue emozioni, i suoi pensieri. A farne le spese colui che era dall´altra parte della cornetta.
-Credevo contasse... Ma ora provo solo vergogna di me stessa, frustrazione... Se mi guardo e penso che sono venuta per tutto questo tempo a letto con te mi faccio ribrezzo... Come ho potuto farlo... Come ho potuto fare questo a lui.-
-Lui??? Chi, il damerino campione di formula 1? Ma dai... Lo sai anche te che gli girano intorno più donne a lui che ad uno sceicco nel suo harem. -
-Non ti devi permettere di parlare così di lui!- 
-Ma se fino ad ieri lo disprezzavi!-
-Hai detto bene... Fino ad ieri... Anzi, a dire il vero avevo già smesso di farlo. Ed ora le cose sono definitivamente cambiate, voglio tornare con lui.-
-Ma sei impazzita? Non puoi giocare così con i sentimenti delle persone.-
-Ma cosa ne vuoi sapere tu? Tu ed il mio fratellino amoroso avete fatto di tutto per farci lasciare. Non sono stupida, anzi, lo ero, poi tutto mi è stato chiaro... Anche quella sera al locale, quando la vostra amica Justine si è allontanata...
Fu solo un caso che se ne andasse con Joe.... Era tardi e lui non avrebbe mai fatto andare una ragazza sola in metrò a quell´ora della notte e voi ci avete ricamato una bella storiella, non è vero? Ed io, ingenua ed ubriaca, ci sono cascata in pieno. Avevate previsto tutto, non è vero? -
-Fran, non stai ragionando. -
-Andate tutti al diavolo, avete fatto di tutto per mettermelo contro, vi odio!-
-Fran... Io non c´entro... Io ti amo, è stata un idea di Jean e di Janètte, volevano aiutarmi a rimettermi con te, io non ho mai smesso di amarti amore mio.-
-No, hai solo approfittato di un mio momento di rabbia e debolezza... Ancora non posso credere che quella sera, così di punto in bianco, ti abbia permesso di baciarmi, toccarmi. Forse era l´alcool... O forse… Quell´ultimo drink... Quello dal sapore strano... Da li tutto è un po´ confuso nella mia testa, credo anche di aver avuto anche delle allucinazioni... Ricordo solo che ti ho baciato e poi....-
-E´ stata un´idea loro sciogliere l´ecstasy nel cocktail, io non c’entro. -
-Cosaaa? Sei un bastardo... Tu, ...Tu, mio fratello e la tua sorellina. Mi fate schifo! Dovrei denunciarvi, maledetti.
Mi avete rovinato la vita, ma giuro su Dio che ve la farò pagare cara, costi quel che costi!-
"Maledizione, ecco cos´erano quegli attacchi d´ira, quella rabbia, era un abbaglio quindi  quando l´ho visto che flirtava intimamente con la barista, lui non la guardava neanche... Era me che guardava."
-Ma io ti amo e ti rivoglio con me. Non pensi a noi due insieme? A quando facevamo l´amore?-
-Si, e per questo mi sto odiando, te lo assicuro.-
-Che c´è, il tuo pilota e più bravo di me a letto?-
-Preferisco non rispondere.-
-Ma davvero... Non mi sembravi così dispiaciuta.-
-Alain, non farmi dire cose che ti farebbero male, molto male.-
-Davvero? Sentiamo, dove sta tutta questa differenza?-
-Lascia perdere, è meglio per tutti e due. Non ci voglio nemmeno pensare a quando stavo con te, mi vergogno di me stessa, maledizione!-
-Dannazione... Tu... Tu... Non merito tutto questo disprezzo.-
-Neanche io ho meritato tutto questo, gran pezzo di merda. Ah, una cosa puoi riferirla a mio fratello e alla tua sorellina... Pregate che riesca a portarlo indietro da me e che possa perdonarmi o diventerò il vostro incubo peggiore.-
Stava gridando… e sbatté violentemente la cornetta...
-Franc...-  tu tu tu tu tu..."ed ora organizziamoci".


Capitolo 12 


14 Maggio, ore 8:30, appartamento di Françoise

Non chiuse occhio tutta la notte. Decise di chiamare l´aeroporto per informarsi dei voli ma… "Aspetta, ma dove cavolo devo andare... Come faccio a saperlo... Vabbè... Forza e coraggio..." Compose un numero...
-Pronto.-
-Ciao Jet..-
-Fran, che piacere... Oppure no!?!  Come stai?
-Dai Jet... Sto benissimo.-
-Meno male, allora niente discussioni o rimproveri.-
-No... Stavolta no, ma ho bisogno di un favore. -
-Ok... Anch´io sto bene, grazie per avermelo chiesto. -
-Jet. Ti prego, è  importante! -
Dal tono della voce Jet capì che era tornata se stessa..."Alleluya". 
-Sono tutto orecchi! -
-Joe ora è a Montecarlo, e questo lo so. Sai se aveva in programma di partire domani per Maranello?-
-Perché lo vuoi sapere? -
-Jet!-... Il tono della voce era di quelli che non ammetteva repliche...
-Ok, sei rinsavita…-
-Appunto, ora muoviti! -
-L´ho chiamato ieri sera per congratularmi con lui per la sua quarta Pole consecutiva, oggi gioca in casa, vincerà sicuramente.-
-Lo so, qualche volta leggo anch´io i giornali e guardo la Tv.-
-Beh, comunque, da quel che mi ha detto, ha chiesto al presidente di rimanerci dopo il gran premio, per poi tornare a Maranello in un secondo momento, tanto ci sarà tempo per il prossimo gran premio in Belgio-.
Quindi, da stasera e nei prossimi giorni potrai trovarlo lì, 
perché è quello che intendi fare? Giusto? andare da lui.-
-Si, e non vedo l´ora.-
-Se è come penso, dopo la cena di gala tornerà subito a casa, non credo si trattenga per il ballo.-
-Perché ne sei tanto sicuro?-
-Perché l´ho sentito un po´ giù rispetto a quando gli ho parlato di persona a Johannesburg, sembrava quasi rassegnato. Al telefono non sempre riesco a farlo parlare.
Ora lui ha solo bisogno di guardare e sentire le onde del  mare dal suo balcone.-
-Capisco, ci sono già passata molte volte, so perché lo fa.-
-Anch´io, gli ricorda la nostra o meglio .... La vostra scogliera e il rumore dell´oceano in Giappone.-
-Lo so, lo so molto bene, per questo vado da lui... Oggi stesso.-
-Sono contentissimo.-
-Anch´io, ma ho un po´ di paura.-
-Fran, Joe è solo, dannatamente solo. Non puoi sfogarti sempre per telefono, non ho potuto aiutarlo e lui si sta autodistruggendo con le sue mani. Gli ho anche suggerito  di trovarsi un´altra ragazza per dimenticarsi di te.-
-Ah, grazie molte.-
-Françoise,  sai com´è fatto, purtroppo vive di ricordi, ma non voglio che ti precipiti da lui perché ti senti in colpa, faresti un grosso errore e lui se ne accorgerebbe. -
-Lo so perfettamente Jet,  so quello che faccio. -
-Fa la cosa giusta... Come hai sempre fatto ma... Posso darti un piccolo consiglio?
-Lo accetto con piacere. -
-Hai intenzione di dirgli tutto? -
-Tutto quanto. -
-Fossi in te tralascerei la faccenda di Alain e di quello che è successo con lui... Conoscendo Joe, non credo gli faccia piacere che tu te la sia spassata a letto col tuo ex pur sapendo che lui non aveva nessuna colpa se non quella di averti detto di stare un po´ di tempo da sola a Parigi per abituarti piano piano. Sai quanto è geloso.-
-No, ho intenzione di riprendermelo indietro ma non posso farlo se parto con una bugia. -
-Ma se non ti chiede niente... Tu non dirglielo. -
-Assolutamente no, o completa sincerità o niente...
 Correrò il rischio. -
-Va bene, tanto, quando sei così decisa nessuno può farti cambiare idea. -
-Infatti. -
-Allora... Buona fortuna, Fran.-
-Jet, un ultima cosa.-
-Dimmi... Anche se mi immagino cosa sia.-
-Cioè?-
-Vuoi sapere se c´è stata un´altra  ragazza, non è così?-
Silenzio tombale......
-Vorrei sapere se ORA frequenta un´altra ragazza.-
-No Fran, dopo di te nessuna, anche se in Spagna c´era una modella che gli ronzava intorno in maniera alquanto sfacciata. Al telefono mi ha anche detto che se l´è trovata in camera sua in albergo dopo la cena con lo staff.-
-Ahi, ahi.-
-Fran, è un uomo, anche se a metà, ed ha gli stessi istinti di un normale essere umano, e le occasioni non gli mancano, questo lo sai anche tu.-
-Ne sono cosciente, purtroppo.-  Sospirò....
-Comunque stai tranquilla, ha aggiunto che, per sua scelta,  non è successo niente.-
-Meno male, mi sento meglio... Ci speravo sai?-
-Si, è andata bene ma non sarà per sempre così. Lui ha ancora te in testa, e questo me lo ha fatto capire in tutte le salse, ma sta soffrendo le pene dell´inferno, è irriconoscibile, non si arrabbia neanche più per le mie battutine, pensa te.
Ma verrà il momento che volterà pagina, e troverà un´altra donna che lo amerà forse come lo  ami tu.-
-Questo non accadrà mai, non lo permetterò... E poi, non credo ci sia un´altra donna che lo ami quanto lo amo io. Ho solo mentito a me stessa, come mi avevi detto, anche se non ti ho voluto ascoltare, forse a causa del mio orgoglio che credevo ferito. Ora posso solo sperare di fare ancora una volta breccia nel suo cuore.-
-E io farò il tifo per te, sorellina.-
-Jet, grazie per avermi chiamata di nuovo così.-
-Ti avverto, ti troverai di fronte un altro Joe, a cominciare dai suoi occhi, troverai un muro impassibile, magari non la prenderà bene e vorrà mille spiegazioni ma tu non mollare, gioca bene le tue carte. Hai dalla tua che è sempre innamorato di te, dovrebbe bastare quantomeno a riallacciare i vostri rapporti.-
-Grazie del consiglio, Jet.-
-Buona fortuna Fran.-
-Ne avrò bisogno, grazie.-
Chiamò il suo direttore  artistico dicendogli che sarebbe mancata alle prove per qualche giorno, almeno lei sperava in questo, lui le rispose che non c´erano problemi... Le prove andavano sempre meglio e non era certo un problema stare ferma per una settimana.
Chiamò lo Cha De Gaulle e prenotò un volo per Nizza... Sarebbe partita alle 17.00..."Massimo alle 21.00 sarò da lui... Ho un ansia peggio di una liceale al suo primo appuntamento"
Fece in fretta la valigia, non sapeva neanche bene cosa ci avesse messo dentro ma una cosa non voleva dimenticarsela… Una copia delle chiavi di casa di Joe nel suo comò ..."Eccole".
Le strinse nella sua mano, come se fossero un tesoro, e le infilò subito in borsa per essere sicura, spazzolino, dentifricio, qualche ricambio intimo e... Le jeux son fait...
"Non mi arrenderò tanto facilmente Jet, me lo riprenderò... lo amo troppo, ora lo so più che mai".
-Pronto.-
-Cathrine, sono io.-
-Perché mi hai chiamata?-
-Volevo parlarti, è molto importante.-
-Ci saremmo viste tra poco a teatro... C´è qualcosa che dovrei sapere?- 
Cathrine restò un po´ fredda con lei, come del resto quasi sempre, da quel famoso venerdì sera.
-Si. Parto stasera.-
-Ah. E dove vai, se posso permettermi?-
-A Montecarlo.... Da lui.-
Momento di silenzio....
-Cath... Ci sei ancora?-
-Siiiiiiiiiiiiiiiiii, così mi piaci. Era ora che ti svegliassi Fran.-
-Augurami buona fortuna.-
-In bocca al lupo!.-
-Crepi il lupo!-
-Fai la brava e..... Riprenditi ciò che è sempre stato tuo di diritto!-
-Farò il possibile.-
-A presto.-
-Non così presto, spero.-
-Ahhh, ok. Ricevuto!-
-Sempre amiche?-
-Ora si, più di prima.-

Ore 13:15

-Pronto, qui radio taxi.-
-Salve, vorrei un taxi a questo indirizzo: 3 Rue de Rosiers.....-
 -Ok... Dix minutes.-
-Merci beacoup.-
-Au revoir.-
Il taxi arrivò puntuale come un orologio....
 -Bonjuor.-
-Bonjuor.-
-Dove andiamo? -
-All´aeroporto, grazie. -
-Ok,in un ora siamo lì. -
-Perfetto. -
Durante il tragitto incrociò lo sguardo col suo tassista.
-Quando torno a casa e dico a mia moglie chi ho portato all´aeroporto le viene una sincope. -
-Scusi? -
-Beh, non capita tutti i giorni di avere un passeggero della sua fama... portare la famosa étoile dell´Opéra... Per me è un grande onore signorina. -
-La ringrazio, lei è molto gentile. -
-Dov´è diretta? Se posso chiedere. -
-Si figuri... Vado a Montecarlo. -
-Bel posto, molto romantico. -
-Lo spero davvero. -
-Allora c´è qualcuno che l´aspetta.-
-Non propriamente, ma lo desidero tanto. -
-Gli dica da parte mia che è molto fortunato. -
-Mi piace il suo numero di taxi, spero mi porti fortuna.-
-Lo spero per lei, di solito il 1515 è un numero che porta fortuna.-
-Magari, non è facile che lo convinca a tornare da me.-
-Lei è bellissima  e famosa, chi è quel pazzo che oserebbe rifiutare una simile proposta da parte sua?-
-Joe Shimamura.-
Il tassista sgranò gli occhi... 
-Il campione di formula 1? -
-Si, proprio lui. -
-Giusto… Accidenti a me che non guardo mai le riviste di moda e gossip… Voi state insieme. -
-In realtà stavamo...-
-Allora starete di nuovo, il mio taxi vi porterà fortuna.-
Arrivarono all´aeroporto, Francoise scese e salutò il tassista lasciando una cospicua mancia.
-Bene, signor?-
-Jeròme.-
-Mi ricorderò di lei e del suo taxi.-
-Arrivederci, le auguro buona fortuna signorina Arnoul.-
-Grazie, arrivederci-

14 Maggio  ore 14:30, aeroporto  Charles De Gaulle


Era largamente in anticipo, eppure iniziò a correre disperata, era in uno stato d´animo tra l´ansioso e l´eccitato, non sapeva bene nemmeno lei cosa le stesse succedendo.
Paura? Rimorso? O entrambi? Una cosa era certa, aveva il terrore di essere respinta. E si perché oramai lui era nel pieno del suo mondiale, primo in classifica come piloti e costruttori, stava dimostrando al mondo intero che era tornato più forte di prima. Lei pensava che non era solo bravura la sua, era rabbia,  frustrazione, il fatto di non aver  niente da perdere, non si ha terrore di schiantarsi a 300 kmh se non hai nessuno a casa che ti aspetta o se sai che nessuno si preoccupa per te.
"Perché fino ad ora non ci hai pensato? Eppure lo vedevi sulle foto, in Tv, non hai mai pensato a come si sentisse lui, sei stata ignobile, convinta dei suoi tradimenti, legata al passato. Quando tu stai male, hai una spalla su dove versare le lacrime mentre  lui non ha nessuno. Aveva te e tu gli hai negato anche questo senso di conforto".
Si diresse verso il bagno e sistemarsi un po´ i capelli ed il trucco. Si era vestita in modo soft, era il suo marchio di fabbrica, semplice ma sensuale. Pantaloni a sigaretta, scarpe basse di tela nere, maglioncino di cotone abbastanza aderente da mettere in risalto il seno, un giubbino in pelle semplice ma elegante... I capelli raccolti in una treccia laterale, pochissimo trucco e un sorriso negli occhi pieno di speranze. Cercò una cabina telefonica per chiamare a casa...
"Sicuramente mi prenderà per matta... o forse capirà... si, lei capirà, ne sono certa".
-Pronto.-
-Mamma, sono io.-    
-Françoise, da dove chiami?-
-Dall´aeroporto.-
-Cooosa? E dove vai?-
-Mamma, non fare domande, ti prego.-
-Ho capito... Vai da lui.-
-Lo so, non c´è bisogno che me lo ripeti. La mia vita sentimentale sarà sempre un gran casino.-
-No, se hai fatto chiarezza nel tuo cuore, sarà limpida e trasparente come non lo è mai stata.-
-Grazie mamma. Saluta papà da parte mia.-
-Lo farò. Stai attenta, ma soprattutto... Vedi di riportarlo da te. Ne va della salute di tutti, soprattutto la tua.-
-Farò il possibile, te lo prometto.-
Fece il check-in e si diresse al gate... L´attesa la stava snervando. Quando  lo speaker chiamò il suo volo si sentì le gambe tremare, si fece coraggio e  salì sull´aereo... Posto 115a. "Accidenti, questo 15 mi perseguita, spero davvero mi porti fortuna".
Il suo passeggero accanto era un uomo sulla quarantina  che quasi non spiccicò  parola, se non per chiedere l´ora. Poi forse due parole ma solo quando lui non aveva gli occhi sul giornale.
Il suo sguardo si illuminò quando le chiese il motivo per cui andava a Nizza. Gli attaccò un bottone che non finiva mai.
"Ma tu guarda questo... E´ una persecuzione allora... Ma cosa vuoi che me ne importi se hai comprato la Tv nuova a colori perché quest´anno la Ferrari ha ottime probabilità di vincere il mondiale… Eh, certo, ci corre Joe Shimamura... Ah... Ma tu pensa! Tua figlia ha il suo poster in cameretta...  Come ho fatto a non pensarci... Che diamine"
-C´è solo una cosa che mi lascia perplesso.- Continuò lui...
-Quale?- Chiese Françoise...  " Meno male, forse la finisce con questa filastrocca!" 
-Vince sempre, ma quando è sul podio e si concede ai giornalisti, la sua espressione non è proprio quella di un campione vincente come lui, mi chiedo perché.-
-Non siamo tutti fatti nello stesso modo!-
-Va bene, ma è la sua espressione strana, sembra persino triste, quando lo inquadrano da vicino. Non canta nemmeno l´inno nazionale del suo paese!-
A questa affermazione Françoise si intristì, forse quel perfetto sconosciuto poteva aver ragione...
-Eppure gli girano intorno tante di quelle belle donne, fossi al suo posto non me ne lascerei scappare nemmeno una!-
"Meno male che lui non è come tutti gli altri uomini, scontati e cretini come te."
Però, a volte, il fatto che lui fosse tanto famoso le dava un po´ pensiero. Conosceva Joe, non era molto amante dei giornalisti e della televisione, era molto riservato... Soprattutto se pensava al fatto che il pilota al tempo era la stessa persona di 009 ma, forse, questo apparteneva finalmente al passato e non sarebbe più tornato.
"Lui sarebbe molto più contento di fare autografi e di fermarsi a parlare con i suoi tifosi piuttosto che farsi vedere sui giornali... Il problema sono le donne che gli girano attorno… Certo che Jet poteva anche risparmiarsela quella storia della modella in camera sua in Spagna, accidenti a lui! Ma ci penso io d´ora in avanti!"
Un velo di tristezza attraversò la sua mente ma sparì subito, era quasi arrivata.


CAPITOLO 13



L´aereo atterrò. Puntuale come un orologio e, mentre scendeva le scalette dell´aereo, ebbe come un tuffo al cuore. Erano circa le 19:00. Non aveva nemmeno portato la valigia, solo un trolley con lo stretto necessario come bagaglio a mano. Quindi si diresse in tutta fretta verso l´uscita.
"Se andasse bene, casomai compro lì quello che non ho portato con me!"... Pensò tra se e se.
Chiamò un taxi. 
-Buonasera. -
-Mi porti a Montecarlo. 235 Rue Ambassador, pour favoire-
Il taxi arrivò in due ore e mezzo circa... C´era molto traffico quella sera.
-Tenga il resto. -
-Merci. -
Guardò il palazzo dell´appartamento di Joe, era davvero bello, così anche tutto il quartiere residenziale.
-Eccoci, Fran, ci siamo... Respira... Respira…
Si ricordò le chiavi che Joe una volta gli aveva indicato, quella che apre il portone, quella del garage e quella che apre la porta di casa, compresa la combinazione numerica per disinserire l´allarme. Prese l´ascensore...
Ultimo piano, ultima stanza a destra. Prese le chiavi, entrò... Sentì il suono dell´allarme, Joe non era in casa, altrimenti non avrebbe emesso quel cicalino che indicava di disinserirlo.
Così fece, la combinazione era semplice... Era una data tutta loro... Il primo loro incontro… 15 gennaio 1968.
Accese la luce, si guardò incontro... Era agitata a dismisura… Mise il trolley in un angolo e posò la borsa.
Si guardò attorno, l´appartamento era bellissimo, tutto in parquet, come lo ricordava. Una bel salotto grande, entrò in cucina, bellissima e spaziosissima... Notò che c´era qualcosa nell´acquaio,  un piatto, un bicchiere, forchetta e coltello... "Forse oggi  ha mangiato qui, da solo".
Andò in camera sua, la prima... La più piccola delle tre a disposizione... "Chissà perché ha scelto di dormire proprio in questa"... Pensò... "Cretina che non sei altro, non avrebbe mai dormito nell´ultima, ci aveva dormito qualche volta con te!" Era tutto perfettamente in ordine, il bagno bellissimo con la grande vasca idromassaggio.
Poi il pezzo forte... La terrazza che guardava il mare. Vi era una bellissima sedia a dondolo ed un tavolino da fumo. Si immaginava quanto tempo passasse lì. A lui era sempre piaciuto il rumore delle onde, stranamente, a molti, farebbe tristezza, lui invece, a quel suono diventava più sereno, gli passavano tutte le preoccupazioni. Spense la luce del salotto...
"Beh, è anche per questo che sei qui, no? Perché è diverso, maledettamente diverso dal resto degli uomini di questo mondo... E´ Joe, il mio Joe."
Era completamente assorta nei suoi pensieri, si mise a sedere sulla sedia ed iniziò a dondolarsi, lentamente, cullata dal silenzio, dalla luce della luna  e dalla leggera brezza che le accarezzava il viso.
Si abbandonò alla fantasia, al piacere che tra poco l´avrebbe rivisto. Il problema era: Come avrebbe reagito lui? 
"Dio mio, fa che non mi cacci come l´ho cacciato io... Ne morirei".
Erano passate più di due ore.  Joe arrivò alla porta, aprì ed entrò... Notò subito che non aveva avuto bisogno di girare la chiave e che l´allarme era stato disinserito. Pensò subito ad un intrusione ad opera di un ladro.
Essendo un cyborg, non è che la cosa lo spaventasse molto, casomai sarebbe stato il contrario... Non disse niente ma vide la porta scorrevole a vetri aperta a metà e si diresse sulla terrazza. Era quasi buio e non si era accorto della presenza di Françoise, oltretutto la terrazza era quasi 200 metri quadrati e girava tutt´intorno all´attico. "quando mai si è visto  un ladro che, invece di ruffolare per casa, preferisce guardare il panorama... Secondo me ha bevuto!". C´era solo la luce della luna che illuminava in penombra la terrazza.  Si stava dirigendo verso la  sua sedia a  dondolo e notò che stava  dondolando lentamente... "Tranquillo, mettiti pure comodo, anzi, visto che ci siamo che ne diresti di un caffè?"
-Se volevi rubare, oppure guardare il panorama, hai scelto l´appartamento e la persona sbagliata. Ti suggerisco di andartene subito e non chiamerò la polizia-
Françoise ebbe un sussulto, non lo aveva sentito entrare, tanto era assorta nei pensieri, ora non le restava che alzarsi,  girarsi e apparire a lui... C´erano pochi metri di distanza... Esitò. Era nervosa ed imbarazzata all´ennesima potenza.
Joe fece qualche metro seguendo il chiarore della luna... Ad un tratto vide qualcuno che lentamente si stava alzando dalla sua sedia... Restò a guardare incerto ed  in silenzio… Finalmente la esile figura di Françoise gli si materializzò davanti...
Gli venne quasi un colpo... Lo sguardo si posò sugli occhi di lei, rimase immobile a fissarla, incredulo... Non riusciva quasi a respirare... Nonostante non potessero quasi vedersi in viso, si guardarono intensamente senza staccare lo sguardo l´uno dall´altra.
Lei si fece coraggio... "Forza, non tremare ora... Non piangere... Resisti... Avvicinati a lui, coraggio"
Gli si avvicino piano piano, lui era rimasto immobile con due occhi increduli e smarriti. Gli occhi negli occhi...
-Ciao Joe.- Disse con voce tremolante.
-Ma… Tu... Ma com´è possibile? Io sto sognando... Tu qui??-
-No, Joe, non stai sognando, sono io, e sono qui, davanti a te. Finalmente sei arrivato, ti ho aspettato tanto, sai?-
-Françoise...- Non gli venivano le parole, era impietrito. -Io... E´ successo qualcosa?-
-Shshshsh, prima che tu dica qualsiasi cosa posso avvicinarmi un po’ a te?-
-Ma... Non capisco... Tu non dovresti essere qui. Maledizione... Che ci fai qui???-
Si prese la  testa tra le mani.... 
-Joe, non rendere tutto più difficile.-
-Françoise.-
-Mi sto avvicinando a te. Ti prego, sto cercando di trattenere le lacrime.-
Erano a pochi centimetri ormai, fermi e immobili, l´uno di fronte all´altra. Passarono forse due minuti nei quali  i loro sguardi pieni di imbarazzo e di tremore si persero l´uno nell´altra.
-Joe, ti sto per prendere le mani, ti prego, non respingermi.-
Gli prese le mani ed entrambi ebbero un sussulto. Françoise cercava di controllarsi ma aveva gli occhi che le stavano per uscire dalle orbite, tanto erano gonfi. Joe era rimasto assolutamente immobile, ma quel contatto lo destabilizzò. Stava provando quel calore delle mani di lei che aveva  completamente dimenticato.
Sul primo momento stava per ritirarle ma poi si abbandonò al suo contatto.
-Ti prego, abbracciami.- 
Lei lo guardava sempre negli occhi e gli si avvicinò ancora di più, al punto che entrambi potevano sentire il loro respiro sulle guance... Ma inaspettatamente, a quella richiesta il ragazzo tornò in se...
-No... Stai indietro! Stai lontana da me!- 
Le lasciò le mani e si allontanò di un po´, ma lei continuava ad avvicinarsi mentre lui piano piano indietreggiava, fino a quando arrivò a toccare con la schiena  la ringhiera del balcone... Ora lei lo guardava ancora fisso negli occhi e gli era ancora più vicino di prima, era arrivata a pochi centimetri dalla sua bocca.
-Non importa se non vuoi abbracciarmi, ma, ti prego, lascia almeno che lo faccia io...-
Lui era ancora impietrito, tremolante e non riusciva a respirare… Lei lo abbracciò, da primo dolcemente, poi sempre con maggior vigore e lui, piano piano, si lasciò andare e ricambiò il suo abbraccio.
L´emozione era tanta, troppa, non se lo aspettava nemmeno lei e sentì che anche lui stava tremando...
-Abbracciami, abbracciami più forte che puoi, ti prego.-
Si abbracciarono stretti... Rimasero alcuni minuti fermi alla luce della luna. A Françoise le braccia di Joe, quelle braccia lunghe e forti, le erano mancate davvero tanto.
"Non puoi nemmeno immaginare quanto mi sei mancato".
Lei lo stava stringendo con tutta la forza che aveva dentro, quasi a soffocarlo, mentre  le sue lacrime iniziarono a bagnare la camicia di lui. Françoise esplose nell´attimo in cui si accorse che, anche Joe, aveva iniziato a sua volta a piangere.
"Ma tu stai piangendo , allora ti sono mancata amore mio."
Rimasero stretti per molto tempo, il tempo necessario ad entrambi per metabolizzare quel momento.
"Quanto ho desiderato di essere abbracciata di nuovo da te, Signore, fa che il tempo si fermi ora, non voglio staccarmi da lui, mai più" . Joe si asciugò le lacrime con la manica della sua camicia credendo che lei non si fosse accorta di niente.... Ma il pianto di lei non accennava a diminuire. 
-Françoise... Aspetta... Ecco qui...-  Le asciugò le lacrime col suo fazzoletto con un gesto molto dolce.
Lei stava assaporando quel suo inconfondibile odore che la inebriava da morire...
- Joe. Piango di felicità, e, visto che sono tremendamente felice, credo piangerò ancora per molto. -
-Ancora non ci credo che tu sia venuta qui da me. -
-Non esiste altro posto in cui vorrei stare se non con te. -
-Abbracciami ancora. -
-Con tutta la forza che ho. -
Rimasero così ancora per molto tempo. Poi si staccarono, quasi nello stesso istante.
-Françoise, ti chiedo scusa se posso sembrarti un po´ triste, ma sono stato  malissimo, ho sofferto tanto. Sono felice di vederti ma ancora non ho capito  dove ho sbagliato. -
-No, lo sbaglio è stato solo mio, e me ne pento amaramente. Sono stata una stupida, ho lasciato andare l´amore della mia vita senza combattere per tenerlo con me. Ho fatto un errore dietro l´altro, mi vergogno di me stessa. Ma ho capito una cosa molto importante in questi mesi che siamo stati lontani... Io ho un estremo bisogno di te... Ho sempre bisogno di te. Tu sei la mia vita.
Lo so che non potrà tornare tutto come prima ma vorrei avere la speranza che forse, un giorno, tu ed io, potremmo ricominciare da capo, insieme. -
-Françoise, io non chiedo di meglio. Mi sei mancata da morire. E ogni giorno non facevo che chiedermi cosa avevo fatto di male per meritare il tuo disprezzo. Ho dato la colpa al passato, a tutto il male che ti ho fatto, alla guerra, alla violenza. Ma in tutto questo io .... Io non ho mai smesso di amarti, te lo giuro.-
-Joe, così mi farai di nuovo piangere. Io voglio parlare con te, ma così non ce la farò mai.-  Gli sorrise....
-Lo vuoi un bicchiere d´acqua?-
-Si, grazie, ne ho davvero bisogno.-
Entrarono in casa chiudendo la splendida porta a vetri e Françoise si sedette in salotto, separato dalla cucina da un meraviglioso arco con travi a vista che si ergeva imponente su un´ampia apertura .
Joe tornò dalla cucina con acqua e due bicchieri....
-Come va con la danza?-
-Benissimo. E da quel che vedo in televisione, vai alla grande in pista.-
 -Sono felicissimo di poter finalmente parlare con te, senza che tu ti arrabbi come hai fatto a Parigi, io avevo chiesto solamente questo.- 
-Perché non farlo quando sei venuto alla prima quel 6 Maggio?-
-Tu sapevi che ero lì? E come hai fatto? Hai usato i tuoi poteri?-
-No quelli li ho usati dopo l´esibizione e un´altra volta quando ti ho sentito al telefono con Cahtrine. Quella sera al teatro ho sentito il tuo profumo. Poi ho visto quei fiori meravigliosi e quel bigliettino col mio nome. La lettera esse, non l´hai camuffata troppo bene.-
-Accidenti, credevo di aver fatto un´opera perfetta.-
-Quasi perfetta, lo ammetto... Ma non per me che conosco a memoria la tua calligrafia... E forse  ogni cosa di te.-
-Fran, quella sera non potevo parlarti, ero troppo agitato e non sapevo come avresti reagito tu.-
-Non lo so nemmeno io, ma certamente sarebbe stato un inizio.-
-Ma perché mi hai lasciato? Dopo tutto quello che abbiamo dovuto affrontare credevo volessi stare con me.-
-Lo so Joe, e mi dispiace da morire, ma non si può tornare indietro… potessi lo farei ma non posso. -
-Perché mi hai detto tutte quelle brutte cose? -
-Perché credevo mi tradissi. -
-Ma io non ti ho mai tradita Françoise.-
-Lo so, ora lo so e mi dispiace da morire... Ho rovinato tutto per la mia gelosia, per la rabbia, per i fantasmi del nostro passato. -
L´espressione di Joe, da malinconica e triste pian piano si fece più limpida, Françoise se ne accorse subito, ora lui aveva bisogno giustamente di spiegazioni.
"Ora viene la parte più difficile, le verità, è giusto che sappia, a costo di tornare indietro col primo volo!"  
Lui non si fece attendere...
-In tutto questo tempo mi sono sempre chiesto cosa non ha funzionato, se io, il mio carattere, la mia gelosia, il non essere stato all´altezza delle tue aspettative, il non aver legato con i tuoi amici... Io non so... Mi sono sentito in colpa ma non sapevo di preciso per cosa. -
-No, Joe, la colpa è mia che mi sono lasciata trascinare dagli eventi e mi dispiace non averti dato la possibilità di spiegarti, non so cosa mi sia preso, ma, se siamo arrivati a questo punto, la colpa è interamente mia. -
-No, non è vero, anch´io ho le mie responsabilità, ti ho indotto a pensare male di me, e poi ci sono state quelle stupide fotografie, mi dispiace tanto. Ma ti capisco, forse  ti sono tornate in mente situazioni del mio passato in cui ti ho fatto soffrire e non ti biasimo per questo. -
-Si, forse ma resta il fatto che ho sbagliato e spero tanto che tu possa darmi la possibilità di  rimediare. -
Ad un tratto l´espressione di Joe cambiò, divenne più seria e lei temette per quello, lo conosceva bene quel suo lato del carattere, sospettoso, geloso, possessivo... Ed infatti...
-In questi mesi cos´hai fatto? Sei stata assieme a qualcuno?-
-Joe, devi dirti la verità. Ascolta...-
-Non dirmi che ti sei messa col tuo ex! Lui, insieme a tuo fratello e alla sua ragazza, hanno fatto di tutto per screditarmi. -
Il tono di Joe era improvvisamente cambiato, ora l´emozione di averla davanti, l´abbraccio profondo, era un po’ svanita, voleva delle spiegazioni e lei sapeva di dovergliele dare.
-Si, Joe.-
-Si, cosa? -
-Si! Mi sono messa con Alain, e si! Ci sono andata a letto molte volte, se è questo che vuoi sapere. -
-Quindi il tuo bel fratellone e quell´idiota del tuo ex hanno avuto quello che volevano, alla fine. -
-Temo di sì. -
-E allora perché sei qui? Cosa ti ha fatto cambiare idea? Ripensamenti? dubbi? Rivelazioni che sono due cretini e manipolatori? Sentiamo!-
Il suo tono si faceva sempre più duro. Lei si sentì morire, subiva quella punizione e non sapeva come discolparsi. "Ecco, questo è quello che ti meriti,   stupida  che non sei stata altro".
-Joe, fammi parlare, ti prego... Io.- La interruppe subito.
-E cosa ti fa pensare che io sia disposto ad ascoltarti? -
-Non lo so Joe, sono qui per scoprirlo. -
-Tu mi conosci bene, sai che io non mento mai, non ho mai avuto problemi a confessarti le mie bravate, anche perché, al contrario di Jet, non sono mai stato bravo nel dire le bugie, e soprattutto, anche se te le avessi dette in passato, noi  non stavamo insieme, anche se sapevo che mi volevi già bene.-
-Tu ed io c´eravamo lasciati, altrimenti io…-
-No, TU mi hai lasciato, senza neanche darmi modo di spiegarmi e, senza pensarci due volte, sei finita nel letto di quel tipo.-
-Joe, non farmi sentire una sgualdrina, sai che non lo sono. -
-No, non lo sei ma mi hai pugnalato al cuore, anzi, mi hai pugnalato due volte. Una gettandosi nel suo letto, e  l´altra facendomi credere che è successo tutto a causa mia. 
Ho sempre creduto a te, nel bene e nel male. Sentivo che, se mi dicevi tutte quelle cose, avevi i tuoi buoni motivi.
 "Lei non ti accuserebbe mai ingiustamente, sicuramente hai sbagliato, solo che ancora non te ne sei reso conto".
E´ questo che ho pensato in  questi mesi, che fosse solo colpa mia.  Ma ora tu sei qui,  questo vuol dire che, per tutto questo tempo, mi sono preso  colpe che non avevo, te ne rendi conto?-
Si prese la testa tra le mani e si sedette per terra appoggiato alla poltrona di fianco, abbassò lo sguardo e strinse i pugni, quasi tremando dalla rabbia. Françoise non riusciva quasi più a trattenersi, ma si aspettava una reazione del genere, dopotutto lui aveva ragione al 100%.
-Sapevo che saremmo arrivati a questo, e sapevo che mi avresti chiesto queste cose. -
-Cosa ti aspettavi, che ti accogliessi a braccia aperte? -
-Io credevo... Speravo che tu lo avessi  già fatto. -
-Perché mi sei mancata da morire.-
-Anche tu, tantissimo, e questo lo sai, altrimenti non sarei qui. -
-E quindi, ora cosa ti aspetti da me? -
-Niente Joe, io volevo solo rivederti e parlarti. E soprattutto volevo essere completamente sincera con te.-
-Perché non hai voluto concedermi questa possibilità quando te l´ho chiesta?-
-Perché sono stata una completa stupida ed immatura.-
-E Alain?-
-Lui è il passato, lo è sempre stato, se sono tornata con lui era perché ero furiosa con te. E perché credevo di stare bene con lui, era stato il mio primo ragazzo, forse anche per questo... Io non lo so Joe, davvero, scusami, mi dispiace da morire.-
-Si, ma non giustifica il fatto che ci sei andata per mesi, e, per giunta senza che io avessi fatto niente per meritarlo. -
-Questo non è vero. Ci sono stati molti momenti in cui lo evitavo. Spesso ti pensavo, ho parlato di te con Cathrine molte volte. Non ti ho mai dimenticato, te lo giuro. E sono stata felice che tu mi abbia chiamato per Natale, per i miei 23 anni. E sono stata felice che tu fossi presente alla mia esibizione.-
-Avresti dovuto cercarmi e parlare con me, ma non lo hai mai fatto. Evidentemente non avevi tutta quella voglia.-
-Joe, temo di aver capito. Ho sbagliato, continuo a sbagliare. -
-Non avresti dovuto, posso capire il sesso, per una notte... Anzi, nemmeno quello avrei sopportato.-
-Credevo fosse quello che volevo, la rabbia che provavo nei tuoi confronti era tale che avevo bisogno di un uomo che fosse tutto l´opposto di te, ne ero convinta. -
-Rabbia? O forse odio? -
-No, quello mai, te lo giuro. -
Joe restò in silenzio, e forse questo per lei era peggio di ogni altra parola dettata da rabbia o disperazione.
-Joe, ti prego. Non pretendo che tu capisca e che tu mi accolga a braccia aperte, vorrei solo un´altra possibilità, vorrei poterti dimostrare che ti amo come prima... Anzi, anche di più.-
-Certo, fino al tuo prossimo dubbio su una presunta mia colpa. No, mi dispiace, troppo semplice così. Non sai cosa ho passato. Ho riversato nelle corse tutto il mio tempo, il mio dolore per non pensare a te, tentando di capire. L´unico problema è che non avevo nessuno con cui confidarmi, che poteva darmi un consiglio. Ero solo. Ed ora tu vieni a dirmi, dopo questi mesi, che hai sbagliato, che mi ami e che vorresti ricominciare? Non me lo sarei mai aspettato da te.-
-Hai perfettamente ragione. Me lo merito. E temo che, arrivati a questo punto, non  ci sia nient´altro che io possa fare per convincerti. Mi dispiace,  per te,  per tutto  quello che ti ho fatto passare, Joe.-
-Anche a me dispiace tanto Françoise, ma  sono troppo arrabbiato con te, ora come ora non riesco a  perdonarti.-
Francoise tacque, aveva lo sguardo basso, tremava tutta e piangeva silenziosamente. Joe stava ancora parlando ma, ad un certo punto, abbassò stranamente i toni... E sospiro...
-Io lo so che per te è stato un grosso cambiamento tornare nella tua città natale, per questo ti suggerì di startene un po’ da sola ma, poiché la prendesti subito a modo tuo, decisi di ascoltarti ma, dentro di me, sapevo che era uno sbaglio. -
-Joe, non è questo... Sono imperdonabile e mi pento tanto dei miei errori. Ma so che non è abbastanza e non so cos´altro fare. Ho voluto solo che sapessi la verità.
Comunque ho capito, me ne andrò subito se è questo che vuoi, se non vuoi perdonarmi.-
-Françoise, io vorrei , te lo giuro, ma non ci riesco.-
-Va bene Joe, non ti biasimo, forse anch´io, al tuo posto, farei lo stesso.-
 Joe restò immobile e abbassò lo sguardo. Poi si avvicinò a lei e le prese il viso tra entrambe le mani. La guardò dritta negli occhi con i suoi che erano tornati più lucidi di prima...
-Mi sarei gettato nel fuoco per te, per un tuo bacio, per una tua carezza. Hai rovinato tutto... Dannazione... Tutto quanto.- 
Mentre Joe la guardava lei si accorse che gli stava scendendo una lacrima. Avrebbe voluto asciugargliela con le dita e, a quel punto, i suoi occhi diventarono ancora più gonfi.
-Lo so, e mi porterò questa colpa nel cuore per tutta la vita. Prenderò il primo volo, e ti giuro che non ti cercherò più. 
Ma prima di andare via voglio confidarti un ultimo pensiero, lo faccio perché devo essere sincera con me stessa e perché voglio che tu lo sappia. -  Parlava quasi singhiozzando...
-Dimmi.-
-Non avrei mai potuto amare qualcun´ altro perché la verità è che non ho mai smesso di amare te.-
-Françoise.-
-No, Joe, tranquillo, sparirò per sempre dalla tua vita, voglio solo un ultimo bacio, non chiedo nient´altro, ti prego. -
-Sarebbe molto meglio di no, per tutti e due.-
Lei ci restò malissimo ma capì il suo rifiuto, forse aveva ragione lui, forse sarebbe stato un addio ancora più doloroso.
-Va bene Joe, come vuoi. Lo accetto. Sparirò per sempre dalla tua vita, non ti cercherò più.-
-Addio Françoise.-
-Questa volta me lo hai detto. Perché a Parigi fu solo un arrivederci?-
-Perché a Parigi avevo la speranza di avere questo momento, ma non in questo modo, non dopo quello che mi hai detto.  Ora questo per me è un addio.-
-Capisco.- 
Françoise si ricompose faticosamente, prese il suo trolley e si diresse con passi silenziosi e felpati al portone d´ingresso, quasi per paura di  far rumore.  Aprì e richiuse subito dietro di lei.
Restò un attimo sulla porta, le lacrime stavano per giungerle di nuovo. Sentì i passi silenziosi di Joe il quale, a sua volta, si era avvicinato alla porta. Gli sembrò addirittura di vedere muoversi la maniglia ma fu un´illusione. Rimase ancora un minuto, forse due, immobile, come lo era lui. Era come se si sentissero.
"Sei ancora lì? Perché? Perché è così difficile dirsi addio? ... Joe."
"Mia piccola Fran, forse dovrei fermarti, Dio mio, ma cosa mi prende? Lei è qui per te, fermala, prima che se ne vada.
Per una volta ammetti che anche lei possa sbagliare, del resto, l´hai fatta soffrire anche tu... E molto, in passato.
Non è perfetta, come non lo sei tu... Fermala, fermala, sei ancora in tempo!"
Françoise  iniziò piano piano a camminare, si voltò indietro lungo tutto il corridoio, forse sperava in un miracolo. Era arrivata quasi all´ascensore, premette il pulsante. All´improvviso sentì correre qualcuno nel corridoio... 
Joe, come un fulmine, si precipitò e l´abbracciò stretta dal dietro.
-No, non voglio questo... Io non…-  
Lei si voltò, con gli occhi pieni di lacrime, oramai le stavano facendo male da quanto erano diventati gonfi.
-Cos´è che non vuoi Joe, dimmelo, ti prego. Sono disposta a tutto.- Gli disse piangendo oramai a dirotto...
Lo guardò negli occhi, anche lui stava  di nuovo piangendo...
-Françoise, so esattamente quello che voglio ma soprattutto so quello che non voglio. -
-Cos´è che non vuoi? -
-Che ora tu te ne vada! -
-Oh, Joe..-
-Françoise, in questo momento sarò anche debole , ma non voglio rinunciare a te. -
-Joe, sto malissimo... In questo momento ho bisogno di te, ti prego, non disprezzarmi più di quanto non mi disprezzi da sola, Io... Io ti amo… Ti ho sempre amato, non ho mai smesso di amarti ne potrò mai smettere,  io ti sentirò per sempre mio, solo mio. Baciami, ti prego, sento un bisogno viscerale di essere baciata da te, ho bisogno di te, di amarti e di essere amata immensamente da te. -
-Ti amo, Françoise. Anch´io ho bisogno di te.-
A quelle parole, tanto sospirate Francoise esplose in un sorriso a 32 denti e, piangendo questa volta di gioia, si avventò sulle labbra di lui. Joe la prese in braccio, mentre si baciavano , camminava fino alla porta del suo appartamento, meno male che aveva lasciato la porta un pò aperta. Finirono in camera da letto, stavolta nella loro camera da letto.

(la parte che segue contiene esplicite situazioni sessuali.
V.M.18 ANNI ANNI PARTE ADATTA PRETTAMENTE AD UN PUBBLICO ADULTO)

Mentre si spogliava, era fissa sugli occhi di lui che a sua volta la spogliava con lo sguardo, poi lui la prese e la adagiò sul letto e cominciò ad accarezzarla e baciarla prima sulla bocca, un bacio impetuoso con le lingue che si intrecciavano e si cercavano con impeto, poi le baciò il collo, si impadronì dei suoi seni generosi che al tatto di lui le si irrigidirono come spilli, poi le mani di lui andavano  sempre più giù fino al suo ventre, con la lingua giocava con suo ombelico e poi le mise le mani negli slip... La baciava ai bordi e poi glieli tolse e la baciò intimamente per lungo tempo fino a che lei emise un gemito, poi un urlo del suo primo orgasmo...
-Ti voglio... Ora...-
Lui mise il suo corpo su di lei e lei sentì il suo intimo premere nel suo ventre, allargò ancora di più le sue gambe... Era pronta per lui... Lei gli cinse il collo con le mani, poi gli accarezzava i capelli, affondava le sue dita nella schiena di lui.
-Ti amo da impazzire, ti desidero con tutta me stessa. Fammi tua.-  A queste parole lui ansimò ancora di più. 
-Fammi entrare amore mio, voglio amarti come non ho fatto mai.-
Lo fece scivolare dentro di lei ed ebbero entrambi un gemito.
Lui si fermò facendola abituare al dolore iniziale, poi iniziò a muoversi lentamente e poi sempre più a ritmo sostenuto... 
Dopo lei iniziò a muovere i fianchi, sembrava che il suo corpo bramava per il suo... Ad un certo punto lei inarcò la schiena verso di lui e lo baciò... Erano attraversati da forti scosse elettriche, i loro corpi in uno solo... Lei raggiunse il secondo orgasmo... Le spinte si facevano sempre più forti e profonde, alla fine lui esplose dentro di lei e anche lei arrivò nuovamente all´apice insieme a lui.
Lei l´aveva desiderato quasi morbosamente, sentirlo dentro di lei era qualcosa che la mandava in estasi, era come se lui conoscesse anzi tempo dove e come lei volesse essere baciata, toccata e questo era una completezza che raggiungevano solo loro insieme, una cosa che non si dimentica mai e questo lei l´aveva sempre saputo. Sentiva che si appartenevano ancora...  Da sempre. 
Restarono fermi ed abbracciati a lungo, lui era sempre dentro di lei... Fece per staccarsi ma lei lo trattenne e gli si avvinghiò disperatamente con le sue gambe trattenendolo per il bacino...
-Non te ne andare, resta ancora un po´ così... Ti prego... voglio che il tempo si fermi... Per noi. -
-Fran..-
-Ti amo Joe,  ti amo. -
-Ti amo anch´io, mia piccola e dolce Françoise. Mi sei mancata tantissimo, ma ora che sei tornata da me non permetterò più a nessuno di dividerci. Mi dispiace se prima ti ho respinta.-
-No, prima, sul balcone è stata colpa mia, volevo un tuo bacio con tutta me stessa, ma sapevo che era ancora presto per quello.-
-Joe, solo con te provo certe sensazioni di appagamento, tu mi completi, non lasciarmi mai... Dammi tutto me stesso ed io ti darò tutta me stessa, promettiamocelo. -
-Te lo giuro sulla tomba di mia Madre. -
Francoise era al settimo cielo, sapeva che Joe, quando giurava in quel modo, era completamente sincero. Aveva davvero temuto il peggio nel momento in cui sul balcone, avvicinandosi per baciarlo, lui si era come rifiutato. Sorrisero, si guardarono negli occhi, finalmente si erano ritrovati... 
Si staccarono e si sdraiarono l´una tra le braccia dell´altro e restarono un po´ in silenzio, entrambi con un espressione alquanto compiaciuta. Ad un tratto Françoise ebbe un sussulto....
-Accidenti... Joe.-
-Che succede ora?-
-Il mio trolley!-
-Porc... Vado io, non andartene eh?-
-E chi si muove... Però fai in fretta.-  Gli fece un sorriso malizioso dei suoi al quale, Joe, tornò all´istante.
-Non vale, hai barato.-
-Tanto non mi ha visto nessuno. Che  mi stavi dicendo prima?-
-Razza di buffone, lo sai già, vieni qui.-
Joe non se lo fece ripetere e si abbandonarono ancora alla passione.
Crollarono esausti e si  addormentarono abbracciati l´uno all´altra. Dormirono accoccolati fino a tarda mattina.

(FINE PARTE ADATTA A PUBBLICO ADULTO)

Capitolo 14

Trascorsero una settimana da lui, persi l´una per l´altro... Sempre mano nella mano, coccole, baci, abbracci... Sempre quel contatto fisico che era mancato ad entrambi, quasi morboso.Soprattutto lei aveva quel bisogno viscerale, lui le aveva sempre fatto quell´effetto. Si perché se Joe era geloso e possessivo, lei, a suo modo forse era anche peggio... lo accarezzava continuamente, lo abbracciava, lo baciava, lo stuzzicava, sia in privato che in pubblico, spesso anche senza motivo, le veniva così e basta. Facevano l´amore in ogni momento, quando e dove capitava. Troppo tempo era passato senza avere quell´intimità, quell´unione del corpo e della mente.
"Come sono felice con te, sei tutto quello che potrei desiderare, non ti lascerò mai più e tu non lascerai me... Sarai sempre mio".

16 Maggio, ore 00:00

-Tanti auguri, Joe.-
-Eh?-
-Joe, è mezzanotte , oggi è il tuo compleanno. Tanti auguri amore mio.-
Lo baciò prima sulla punta delle labbra, poi con maggior vigore.
-Questo sì che è un regalo.-
-No, questo è solo l´inizio.-
-Wow, mi immagino il resto.-
Indossava un completino intimo di pizzo color pesca e lo stava guardando in un modo tale che Joe sembrava  paralizzato, si morse il labbro tanto era la voglia di strapparglielo di dosso.
-Sai che quel capo ti sta benissimo addosso?-
-Mmm... Credevo non lo avessi notato.-
-Quasi quasi è un peccato dovertelo  togliere.-  Le si avvicinò pericolosamente.....
-Alt! Non provare a fare ciò che stai pensando.-
-E cosa starei per fare?-
 -Lascia fare a me, ti farò un regalo che non lo dimenticherai mai.- Gli sussurrò nell´orecchio al che lui si lasciò andare completamente... Quella notte lei lo amò come non aveva mai fatto prima, si concesse in tutto il suo corpo, usando e baciando  ogni centimetro di pelle di lui  e concesse a Joe di fare altrettanto con lei.
La bramosia con la quale i loro corpi si chiamarono a vicenda quella notte era stata totale. Si amarono più volte.
Spasmi di piacere si alternarono per ore nella notte. Caddero sfiniti e addormentati stretti tra loro che era l´alba.

17 Maggio, in  centro di Montecarlo, ore 16:00

-Dai Joe, un altro vestito, che me ne faccio? Sono venuta con un trolley, ora ritornerò anche con una valigia piena zeppa di vestiti.-
-Ok, come vuoi, ma la tua bellezza deve essere continuamente valorizzata.-
-Vabbè, ma non importa svuotare tutti i negozi da donna del centro!-
-Va bene, non insisto.-
L´attenzione di Françoise fu attirata da una vetrina di una rinomata gioielleria del centro.... 
-Ehi, piano!.-
Lo prese per il braccio e lo portò davanti a quella vetrina....
-Accidenti che belli quegli anelli. Guarda il terzo, a partire da sinistra, accidenti che splendore.-
-Effettivamente fa la sua figura.- 
- Quando mi chiederai di sposarti voglio che me lo chiedi con una cosa del genere...-
-Ma stai zitta, ma chi ti sposa a te... Chi ti potrebbe sopportare. - Le disse ridendo lui.
-Taci, ormai sei mio, e di nessun’altra. -
-E tu di chi sei? -
-Tua, solo e sempre tua e guai a chi ti guarda. -
-Ma se non mi guarda nessuna, casomai io devo stare attento a tutti i tuoi ammiratori, ai ballerini... Mamma mia, meglio che non ci pensi. -
-Ah sì? Chiedilo a quella commessa che sta sistemando quelle collane...  Non ti ha tolto gli occhi di dosso neanche per un istante... Ora gliene dico quattro!.-
-Ma dai... Ora sei esagerata. -
-No, non sono esagerata, sono realista.-
Françoise lo baciò quasi di sorpresa, poi il bacio divenne un po´ più  più profondo.... Quando si staccarono lui rimase un po´ così...
-Perché questo bacio? Non ti sapevo così intraprendente.-
-Così, perché mi andava. E poi.... Così non ci saranno dubbi, no?-
-Sei tremenda. Non si direbbe guardando il tuo bel faccino.-
-Lo so, è questo il bello.-
In realtà Joe non fu del tutto sincero con lei, aveva fatto un cenno di assenso alla ragazza del negozio e lei aveva annuito con un piccolo sorriso. Fortuna che Françoise non se ne accorse. Trascorsero la serata mangiando  in un bel ristorante.
-Joe, domani devo tornare a casa, dovrò ricominciare con  le prove, non posso stare troppo ferma. -
-Lo so, stai tranquilla...-
-Joe... Che hai deciso? Torni da me? -
-Fran... Non lo so, tu che dici? -
-Dico che ti amo e basta. -
-Io lo vorrei tanto, lo sai? -
-E allora facciamolo, al diavolo tutto e tutti. -
-Sicura? Non è che i francesi si scandalizzeranno di nuovo?-
-Chissenefrega di cosa pensano gli altri. Voglio gridare al mondo intero che Joe Shimamura è mio, e solo mio.-
-Va bene, faremo come vuoi , basta che tu ne sia convinta.-
-Come non lo sono mai stata. -
-Allora vengo con te, riproviamoci. -
-Joe, mi rendi la ragazza più felice di questa Terra. -
-Sono felice anch´io...  Però ad una condizione. -
-Dimmi. -
-Che domattina mi lasci un’ora libera, devo passare dall´assicurazione e... Fare una piccola commissione.-
Françoise aggrottò la fronte....
-Mmmm, che tipo di commissione? -
-E´ un segreto! -
-Credevo non ci dovessero essere più segreti tra noi. -
-Dovrai fare un eccezione. -
-Va bene, ma non mi convinci ragazzo! -
-Ah, c´è un´altra cosa. -
-Dimmi. -
-Arrivati a Parigi, col tempo, voglio parlare con i tuoi,  conoscerli meglio. Non deve essere stato facile per loro.-
-D davvero? - Joe annuì, diceva davvero sul serio...
-Oh, Joe, sei unico, sono felicissima di farteli vivere con me, sai quanto ci tengo. -
-E c´è un´altra cosa. -
-Cioè? -
-Non subito, magari tra qualche settimana ma... Voglio le scuse ufficiali di tuo fratello. -
-Non sarà un problema. -
-E voglio farti conoscere alcune persone che mi sono state vicino. Forse ti sembrerà un po’ strano ma io voglio bene a quella gente. -
-Lo so, Joe... Ho avuto l´immenso piacere di conoscerli. Sono venuti tutti davanti a casa a cercarti.
Vedi, in quei giorni il mio cuore aveva già fatto le sue riflessioni, sapevo di dover tornare da te, lo volevo davvero. Il problema era da dove sarei partita, ero troppo confusa. Loro semplicemente mi hanno fatto piangere per due ore filate e lì ho capito che non volevo più soffrire, o quantomeno sapere ciò che sapevo già, che ero ancora innamorata di te. Loro mi hanno molto aiutato in questo.-
-Sono brave persone, meritavano il mio aiuto, e meritano belle cose dalla vita.-
-Si Joe, mi hanno chiesto di salutarti, erano molto preoccupati per te e anche quella ragazza madre, Danielle, mi ha chiesto di salutarti. E´ una ragazza fantastica Joe, capisco che tu le sia affezionato. Ha conquistato anche me... E la mia fiducia.-
-Allora sai tutto. -
-Beh, sì, ma non è per quello che mi hanno raccontato che mi sono precipitata da te. -
-Non capisco,  ti hanno raccontato qualcosa di me?-
-Si, e non solo. Forse mi hanno fatto aprire gli occhi, completamente, intendo, ma se sono qui il motivo è un altro, quelli sono stati solo degli stimoli in più.  Dentro di me ho sempre saputo di dover tornare da te, maledico solo  il fatto di non essermene  accorta prima e di averci messo tutto questo tempo.-
-Capisco, non potevi starmi più lontana. -
-Vedo che hai capito, non come tuo solito che fai duemila domande… Bravo.-
-Ehi, ragazzina, con chi credi di parlare tu? -
-Con l´uomo che amo. -
-Ottima risposta.-

21 Maggio, Appartamento di Joe, ore 22:30

-Ok, iniziamo.-
Joe era sdraiato sul letto appoggiato alla spalliera con le mani giunte dietro al collo e la stava osservando. Era meravigliosa quando aveva quello sguardo indeciso.
-Vuoi che ti aiuti?-
-Volentieri. -
-Io la mia l´ho già fatta, anche perché è sempre pronta.-
-Allora dammi una mano con la mia no? Così facciamo prima. Su, alzati da quel letto.-
-Però, prima… avrei pensato...-
Lui la stava guardando al suo modo, quasi osceno, e lei se ne accorse immediatamente…
-Stooop! Ora non possiamo... E non guardarmi in quel modo indecente! -
-Non ne posso fare a meno, sei irresistibile! - Le prese i fianchi e l´attirò a se... La baciò sulle labbra... Poi con passione.
-Joe, dai, fai il bravo. -Ma lui non la stava nemmeno a sentire e continuò nella sua opera.
"Accidenti a te, non riesco a resisterti, sei un maledetto."  Dopo quasi un´ora... 
-Joe.-
-lo so, la valigia, ora la facciamo insieme, promesso.-
-No, volevo dirti un´altra cosa-
-Cosa?-
-Sei un pervertito, lo sai?-
-Si... E mi piace.-
-Te ne approfitti perché sai che non ti dico mai di no.-
-Esatto.-
-Sei... Sei... -
-Innamorato?-
-Un maledetto approfittatore.-
-Giusto, ed ora, voglio fare il bravo. Mi metto qualcosa addosso e ti aiuto con la valigia.-
-Finalmente hai detto una cosa seria.-
Joe uscì dal letto, era nudo, quindi si mise i pantaloni del pigiama. Françoise  lo guardava attentamente.
"Accidenti a te, sembri una statua, ma come fai ad essere sempre così sexy, cazzo! Françoise, smettila di essere così lussuriosa, ma che ti prende? Ora mettiti a fare quella cavolo di valigia."  Si alzò, si vestì con la maglia di lui  e finirono di farla insieme. Poi andarono a dormire, abbracciandosi stretti, come oramai facevano da quando si erano rivisti.

21 maggio ore 7:30 , appartamento di Joe.

Al mattino si alzò molto prima di lei, sgattaiolò fuori dal letto facendo attenzione a non svegliarla... Avevano tutto il tempo. Lui uscì fuori per fare le sue commissioni, compresa quella un po´ più particolare, la quale in realtà consisteva di tornare in quella gioielleria la cui vetrina aveva tanto attirato l´attenzione di Françoise. Non ci avrebbe messo molto, sia la sede dell´assicurazione che il negozio erano vicinissimi, i documenti già pronti, così come il resto... Tutto già  "sistemato".
Tornò poi nell’appartamento con tanto di cappuccino e cornetti alla crema.
-Svegliaaaa, dormigliona, sono già le 9:30!-
-Mmmmm, dove sei? -  Lo cercava con la mano ma il letto era vuoto…
-Sono qui...-  Le si avvicinò e le diede un bacio sulla fronte.
-Colazione a letto, ti va?-  Françoise... si alzò di scatto… -Se mi vaaa... Certo che mi va...-
Joe prese un grosso vassoio e si sedette accanto a lei... fecero colazione.
Lei era felicissima, sono piccole ma grandi cose che fatte assieme a lui hanno un sapore particolare.
Lei era golosa di crema e lui se ne ricordava sempre.
Joe, era fatto così... Poteva stare un giorno senza rivolgerle parola ma era quello che la conosceva meglio di tutti, anche più dei suoi, sapeva a memoria ogni suo desiderio, ogni sua voglia, ogni suo capriccio. E lei  sapeva di essere così trasparente davanti a lui. Finirono la colazione e uscirono a fare una passeggiata, chiaramente finirono sulla spiaggia. Sembravano due adolescenti... Lei che scappava, lui che la rincorreva... Si abbracciavano, si baciavano... Lei che gli teneva ferme le mani perché lui... Beh... Le andavano per conto suo…
-Sei un maniaco!-
-La colpa è  tua, sei troppo sexy ed affascinante con quel vestitino corto di jeans che lascia spazio all´immaginazione... Ma se non vuoi....
-Stupido, chi ti ha detto che non voglio! -
-Devi capirmi, sono stato troppo in astinenza da te in questi mesi.-  
Lei lo guardò maliziosamente. Anche se non lo dava sempre a vedere, il fatto che lui la desiderasse così sfacciatamente,  la rendeva pazza di felicità.
-Joe, stavo pensando. Perché non andiamo a stare in un altro posto? Dimentichiamoci Parigi. -
-No, tu vuoi tornarci a Parigi, è la tua città. -
-Ma non voglio che tu ci stia male, non voglio che stia con me, nel mio mondo, se non ti senti. -
-E´ vero, forse Parigi non è il mio mondo, ma ci sei tu, per me sei tu il mio mondo, dove vai tu vado io. -
-Joe-
-Fran, lì hai tutti i tuoi affetti , i tuoi amici, il tuo lavoro e d´ora in avanti avrai anche me. Desidero tornarci anche per una questione di principio, voglio che tutto il mondo, compresa la tua Parigi, sappia di noi.
Voglio tornarci per te, per la tua carriera da ballerina, per  il tuo sogno. Françoise, per me un posto vale l´altro, non ho nessuno a casa che mi aspetta. E poi i tuoi genitori e tuo fratello ci resterebbero molto male se ti allontanassi da loro ancora una volta.
-Tu sei... Sei stupendo, non ho altri aggettivi. D´accordo, allora partiamo. -


CAPITOLO 15

21 Maggio, fuori del palazzo di Joe ore 15:00

"Ma quanto ci mette, e perché mi avrà chiesto di aspettarlo qui... Mah!"
All´improvviso, dalla rampa del sotterraneo del palazzo, sbucò un´auto da urlo, rossa fiammante che si accostò a lei e dalla quale scese Joe. Lui, con molta non chalànce, si avvicinò a lei e le aprì   galantemente la portiera...
-Prego mademoiselle... Salga pure.-
-Ma cos´è questa?-
-La mia macchina, cos´altro?-
-E l´altra.... La Corvette?-
-E´ rimasta in garage, ho detto a Paul, il portiere del palazzo, di usarla quando vuole per rimorchiare.-
-Dai, sul serio.-
-E´ la verità. Se sta troppo ferma non va bene per quei tipi di motore, qualche volta deve essere usata. L´ho solo minacciato di non graffiarla o sporcarla, altrimenti lo uccido!-
-E questa meraviglia rossa cos´è?-
-Questa meraviglia , come la chiami tu, è una Ferrari 365 GTB/4 Daytona, nuova di zecca, che ci porterà a Nizza Contenta?-
-Ma è... Bellissima.-
-Ho potuto ritirare il certificato dell´assicurazione solo stamani mattina. Avevo solo le targhe e il libretto e non potevamo circolare. Ora invece è tutto in ordine.-
Françoise iniziò ad accarezzare il cofano dell´auto, era meravigliata dalle linee eleganti ma, allo stesso tempo, sportive di quella macchina.
-Ma da dove spunta fuori? Era proprio necessario?-
-Assolutamente no, ma il signor Ferrari è stato categorico..."Il mio miglior pilota non può andarsene  in giro con quel rottame!" ... Disse riferito alla  mia povera Corvette.-
-Così ha deciso di farmi un "regalino",  come lo chiama lui. Gli ho detto almeno tre o quattro volte che non potevo accettarla ma non ha voluto sentir ragioni. Gli ho anche detto che gliel´avrei pagata oggi stesso ma, quando mi ha guardato in quel modo, ho capito subito che, se non uscivo dal suo ufficio, mi avrebbe preso a calci! Addirittura me la farà recapitare a domicilio a sue spese. Alla  fine, mi ha evitato il disturbo di doverne comprare un´altra per stare a Parigi, visto che ero sempre costretto a prendere il metrò o il tuo "macinino".-
-Il mio "macinino" è un´auto meravigliosa ed io ci sono molto affezionata.-  Gli disse in maniera un pò risentita...
-Guarda che lo so bene, per questo feci qualche piccola modifica e la lucidai tutta.-
-Mi ricordo bene, sembrava avessi un giocattolo per le mani!- Joe caricò le valigie e montò in macchina.
-Aspetta un secondo.-
-Che c´è ora...-
-Mi stavo chiedendo.... Così.... Per caso.... Non è che potrei guidare io?-
-Cosaaaaaaa? Ma stai scherzando?-
-Veramente no!- Joe restò un po´ perplesso, ma in realtà la cosa lo stuzzicava parecchio...
-Guarda che non sono alle prime armi. E poi... Non dicono che più l´auto è grande e veloce  più è facile da guidare?-
-Qui non si tratta di grandezza, si tratta di capire se hai il "piedino pesante"  oppure se lo sai controllare.-
-Lo so controllare, tranquillo. Farò come nella danza.-
-Dopo questa risposta, non mi resta altro che farti prendere il mio posto...  Prego, è tutta tua.-
-Merci monsieur. Dove la porto?-
-All´aeroporto di Nizza, grazie.-
Era davvero brava, caspita se era brava. Anche a velocità sostenuta, tanto che Joe si rilassò completamente mentre chiacchieravano. Mostrava una tale sicurezza di se nella guida che la guardava molto compiaciuto e soddisfatto.
-Che hai da fissarmi in quel modo? Guarda che, anche se abbiamo gli occhiali da sole, sento che mi stai studiando.-
-Niente, solo che sei straordinaria anche mentre guidi.-
-Non per niente  sto insieme ad un pilota.-
-Si, ma il tuo pilota ha scoperto quanto è piacevole, per una volta, farsi scorrazzare in auto dalla sua ragazza.-
-Non dirmi che ti sei rilassato? I primi dieci minuti sembravi teso come una corda di violino.-
-Questo è vero ma, da allora, me la sto godendo un sacco.- Françoise sorrise continuando a guardare la strada.
-Sei  davvero brava, i miei complimenti.-
-Grazie, ma è anche merito tuo che mi hai dato sicurezza e fiducia.-
Arrivati all´aeroporto, Joe e Françoise si recarono  nell´ufficio dove lavorava l´uomo indicato da Ferrari che avrebbe dovuto incaricarsi di organizzare il trasporto dell´auto fino a Parigi. Si presentò un uomo, con tanto di tesserino di riconoscimento, al quale  Joe consegnò chiavi ed indirizzo di destinazione. L´uomo gli spiegò che ancora non sapeva come avrebbe effettuato il trasporto, se su strada tramite tir oppure con l´aereo. Joe gli dette carta bianca, non era necessario che la macchina gli arrivasse subito. Gli rilasciò la ricevuta della consegna dell´auto e si salutarono cordialmente. 
I due ragazzi si diressero al terminale delle partenze. Si imbarcarono e il volo delle 17:45 decollò puntuale.
Durante il viaggio Françoise era un po’ pensierosa, stranamente Joe invece era molto rilassato.
-A cosa pensi?-
-A niente e a tutto.-
-Fran.-
-Ok.- ... Sospirò....
-Tanto non mi daresti tregua.-
-Appunto.-
-Penso a quando saremo a casa, ai miei, a Jean, a tutto il resto... E penso a come ti possa sentire tu...-
-Io sto bene, sono sopravvissuto a peggio.-
-Non è come l´altra volta, quando siamo partiti dal Giappone,  e tu lo sai.-
-E cosa vuoi che ti dica? Mica possono uccidermi se torno a Parigi!-
-Non è questo, mi preoccupo per te. Sono arrabbiata per quel che può aver pensato la gente, che sei un poco di buono e che ha tradito la sua ragazza.-
-Scusa ma questo è un controsenso. Lo hai sbandierato tu ai quattro venti fino a due settimane fa ed ora biasimi gli altri per quel che possono aver pensato di me. Hai un bel coraggio!-
-Non hai capito niente di quel che ho detto.-
-Invece ho capito benissimo, e ti ringrazio di preoccuparti per la mia immagine, ma ora è fuori luogo. Dovevi pensarci prima.-
-Questo non è giusto, mi pare che ci fossimo chiariti.-
-Trovo solo assurde queste tue preoccupazioni.-
-Forse è meglio finirla qui, non ho voglia di litigare.-
-Nemmeno io... E... Tanto  per la cronaca, all´aeroporto di Nizza ci hanno riconosciuti.-
-Non lo sapevo, non me ne sono accorta.-
-Ora lo sai.-
Rimasero in silenzio alcuni minuti. Si osservavano ogni tanto ma sempre in silenzio. Fino a quando Joe si rivolse a lei...
-Guardami negli occhi e dimmi ciò che pensi veramente. Tanto so che c´è qualcosa che ti turba e non venirmi a raccontare che ti preoccupa solo quel che pensa la gente.-
-Joe... Io... "Ma che succede, ora mi legge anche nel pensiero?" ... Hai ragione, c´è altro che mi assilla da stamattina.-
-Françoise.-
-Desidero sapere se che tu mi hai davvero perdonata, voglio dire completamente perdonata.-
-Sono qui insieme a te e stiamo tornando a casa tua, secondo te come stanno le cose?-
-Oh Joe. Sono tanto felice, ti amo.-
-Anch´io ti amo. Ma ora non pensiamo più al passato, pensiamo...- Non gli dette il tempo di finire il discorso....
-Al nostro futuro, tu ed io insieme.- ... Concluse lei.
Arrivati a Parigi, Françoise chiamò radio taxi. 
-Possiamo avere il taxi 1515 all´aeroporto?-
-Scusi?-
-So che è una richiesta strana ma , se possibile, vorrei quel taxi.-
-Non è possibile signorina, mi spiace.-
-Va bene, non fa niente. Mi mandi il primo libero.-
-Aspetti che controllo... 15 minuti.-
-ok.-
-Grazie.-
-A lei.- Joe la guardò un po´ perplesso...
-Me la spieghi?-
-Beh, quando sono venuta all´aeroporto, mi aveva portata un signore molto gentile, un tuo ammiratore. Gli dissi che se fossi riuscita a riportarti indietro lo avrei richiamato, tutto qui.-
-Forte, sarebbe stato bello. Mi piacerebbe conoscerlo.-
-Magari un giorno. Mi ha portato fortuna, tutto quì.-
-Meglio così.-
Il taxi fu molto puntuale. Arrivarono sotto casa di Françoise alle 20:30 circa, presero le valigie e Joe pagò la corsa lasciando al tassista una bella mancia.
-Joe, quando arriva la tua macchina la  mettiamo al posto della mia in garage, sono  più tranquilla.-
-Vedremo, tanto ha l´assicurazione per furto ed incendio, può stare anche fuori. E poi... Il garage è tuo e ci sta una sola auto, è giusto che ci sia la tua al coperto.-
-Non mi piace quando dici queste cose.  Casa mia è anche casa tua, garage compreso. Non è ciò che mi hai sempre detto tu quando venivo a casa tua a Montecarlo?-
-Ok, ci penseremo quando arriva.-
-D´accordo.- Entrarono nell´atrio e presero  l´ascensore. Arrivarono davanti alla porta di casa.
Françoise tirò fuori le chiavi dalla borsa e aprì. Entrò per prima, mentre Joe rimase sulla porta un po´ esitante.
Françoise se ne accorse subito. Poi Joe entrò. Non era facile per nessuno dei due, soprattutto per lui. Aprirono le finestre, poi Françoise mise le valigie in salotto . Tornò in cucina dove c´era Joe ... 
-Che ne dici, sistemiamo le valigie? Tanto prima o poi dovremo farlo.-
-Ok, andiamo.-
Portarono le valigie fino alla camera, Françoise entrò, ma vide Joe che era rimasto davanti alla camera e che non si decideva ad entrare. Posarono entrambe le valigie vicino al letto, Françoise stava squadrando Joe, il suo sguardo era di quelli che  non promettevano niente di buono.
-Joe, tutto bene? -
-Si, tutto bene. -
"No, non va affatto bene, pensa Françoise, c´è qualcosa che non va e devi scoprirlo".
-Dai, sistemiamo le valigie e andiamo a cena fuori, ti va? -
-Si, certo... Faccio subito. -
Lei iniziò a sistemare la sua nell´armadio e nei suoi cassetti. Anche quando tornarono a casa sua, ognuno aveva i suoi spazi nella camera, armadio e cassetti perfettamente divisi tra loro. Anzi, a dire il vero, lei aveva occupato molto più spazio di lui ma, era normale, anzi, lui ci aveva scherzato sopra molte volte.
Joe guardava la valigia, poi distolse lo sguardo.
Aprì un cassetto, era vuoto e iniziò a sistemare le sue cose.
Françoise ebbe come un sussulto. Aveva capito perfettamente quel che stava pensando Joe. In quei cassetti, forse, c´era stato qualcosa di Alain, il quale giustamente lasciava lì quando si fermava da lei a dormire.
Françoise aveva avuto premura di togliere tutto ciò che era di lui, di pulire tutti i comò per poi mettere tutto in un sacco, gliel´avrebbe lasciato in un secondo momento davanti a casa sua.  Anche se Joe non fosse tornato con lei, non aveva senso tenere le cose dell´altro. Avrebbe voluto rassicurare Joe, gli si avvicinò ma lui la precedette....
-Ho fame, andiamo? -
-E la valigia?-
-Può aspettare.-
Françoise conosceva Joe forse più di se stessa, aveva capito che non sarebbe una serata come le altre e che avrebbe dovuto capirlo, accoglierlo e coccolarlo, sempre se lui avesse voluto.
Durante le cena Joe era stato piuttosto pensieroso, i suoi occhi  erano ancora più scuri del solito.
Françoise temette non tanto per la serata, ma per la notte. Aveva la sensazione che avrebbe dormito senza di lui.
Fecero una passeggiata e sembrava tutto tranquillo... Non rincasarono troppo tardi, la stanchezza del viaggio, anche se non lunghissimo, si faceva sentire. Tornarono a casa, un po di Tv e poi a letto.
Françoise prese un libro e si mise sotto le coperte... Lui la raggiunse e si infilò sotto le coperte con lei.
Appena un secondo dopo Françoise posò il libro e gli si avvicinò. Iniziò ad accarezzargli il viso, i capelli, le sue labbra cercavano le sue, lui rispose al suo bacio.. Lei iniziò ad ansimare, muoveva la sua lingua vorticosamente avvinghiata alla sua, si staccò e cominciò a baciarlo sul collo... Poi lo accarezzava sul petto, poi sempre più in basso... Sentiva che aveva bisogno di lui.
-No, aspetta.-
-Joe..-
-Mi... Mi dispiace... Io non posso.-
Poco dopo si diresse verso l´armadio, prese una coperta e se ne andò dalla camera lasciandola completamente sola nei suoi pensieri. Prese i cuscini dal divano e ci si sdraiò coprendosi come poteva, anzi, gli pareva anche comodo, del resto, ci aveva dormito quasi un mese prima di essere cacciato. Joe non aveva nessun rancore, si erano spiegati, ma immaginarsi l´altro con lei, sopra di lei e soprattutto lei che godeva con lui in quel letto, lo faceva impazzire.
Françoise tentò di controllarsi ma iniziò  a piangere, cercò di farlo silenziosamente ma non si dava pace. Avrebbe voluto andare da lui, abbracciarlo.
"Lo capisco, dovevo aspettarmi una sua reazione, lui è deluso,  si è sentito tradito... Hai sbagliato di grosso Françoise, come hai fatto a tornare insieme a  quel deficiente. Devo farmi coraggio ed andare da lui... Sarà devastato... Si tiene tutto dentro e poi reagisce così... lo conosco troppo bene. Ma ora vado non mi importa se mi insulterà. Devo calmarmi… Un bel respiro profondo... Ed ora asciugati le lacrime perché non servono a niente."
Era passata più di un ora. Françoise si alzò dal letto e lo raggiunse in salotto… Piano piano gli si avvicino. Si aspettava una reazione poco carina da parte sua...
-Dormi? - Gli sussurrò…
-No, non ci riesco, e tu? -
-Nemmeno io...-
-Mi dispiace. -
-Anche a me.-  "Sento che non ce la faccio a trattenermi, sto tremando ancora...e non è il freddo... Devo chiederglielo... Ora"
-Joe-
-Dimmi.-  La sua voce era dolce e questo la fece ben sperare…
-Mi fai un posticino accanto a te? -
-Certo, vieni pure. - Lui si spostò, aprì la coperta per come poteva  e lei gli si mise accanto, lui la coprì…
-Così va meglio? Gli disse…
-Molto meglio, gli sussurrò lui. -
-E se ti abbracciassi stretto e mi avvinghiassi a te? -
Lui non se lo fece dire due volte, l´accolse tra le sue braccia e l´abbracciò stretta con tutto il suo corpo.
Lei si sentì a casa, come se fosse tornata a respirare..."Sei la mia vita, te lo farò capire a qualunque costo." nel mentre lo stringeva con tutte le sue forze.
-Grazie Joe.-
-No, sono io che ringrazio te Françoise-
-Mi sento rinata, ho temuto di averti perso. -
-No, ci siamo ritrovati, e voglio che tra noi funzioni, davvero. -
-Lo voglio anch´io, Joe, con tutta me stessa.- Rimasero l´una tra le braccia dell´altro e si addormentarono.


CAPITOLO 16


L´indomani lui si svegliò prima di lei... C´era la luce del mattino e la guardava mentre dormiva... Era stupenda... La sua Françoise... Si rese conto di quanto fosse fortunato e giurò a se stesso che quella storia con l´altro, nella sua mente,  era morta e sepolta... Ora si dovevano concentrare solo su loro stessi, il resto non contava niente.
"Tutti possono sbagliare, anche lei. Te lo sei già detto anche a Montecarlo ma sei di nuovo da capo. Come ti viene in mente che possa essere perfetta, che a lei non le è dato di sbagliare. Tu non sei mai stato  un santo e non puoi pretendere che lo sia  lei solo perché ti ha sempre fatto sentire al sicuro."
Lei si svegliò. Lentamente aprì i suoi occhi azzurri..
-Buongiorno. -
-Buongiorno. -
-Che ore sono? -
-Boh,chi lo sa. -
-Ho dormito proprio bene, è molto che sei sveglio? -
-No, da mezz´ora... Forse…-
-E perché non mi hai svegliato? -
-Eri troppo bella per essere disturbata. -
-Ed ora non lo sono? -
-No, lo sei ancora di più.-  Le diede un bacio dolcissimo sulle labbra e lei lo abbracciò stretta.
-Françoise, se continui così mi stritolerai. - Le disse sorridendo - 
-Scusa, Joe, ma ho bisogno del tuo contatto, d´ora in poi uno dei miei compiti sarà quello di tenerti   stretto a me.-
-A me non dispiace sai? -
-Meno male, perché non ne posso fare a meno! Amore mio, sono tanto fortunata ad averti qui con me, e solo per me. -
-Questa volta è stata dura ma ce l´abbiamo fatta. -
-Si amore, ce l´abbiamo fatta... Insieme. -
-Ora scusami ma devo trovare un numero di telefono. -
-Lei lo guardò un po’ così...-
-Fran,  esco, vado a prendere la colazione. -
-Ok, ti aspetto...Fai presto però! -
Andò in camera e si vestì. Quando le passò di fronte, lei si stava ancora stiracchiando sul divano e lo salutò . Senza farsi vedere usò il suo acceleratore e, quando si sentì fuori della portata del super udito della sua ragazza, si fermò ad una cabina telefonica e chiamò il negozio di mobili del centro. 
-Si, sono a casa oggi pomeriggio... Lo porti a quest´indirizzo... Vi aspetto all´entrata... Si, basta che  finite il lavoro per le 18:00, a quell´ora devo prepararmi per uscire...  Si , deve riprendersi quello vecchio, ma lo tenga  ben imballato nel suo magazzino.... Si, mi faccia pure il conto di tutto, compreso di trasporto, deposito e ritiro del vecchio.... No, voglio pagare subito finito il lavoro... Ok, grazie mille.-  Passò a prendere la colazione e tornò da lei.
-Mmm, buono il croissant alla crema. Ma così mi fai ingrassare!-
-Mica mi dispiacerebbe, sai? -
-Lo so, ma devo rispettare la dieta, ricordi? Io ballo per vivere! -
-Tranquilla, entro stanotte avrai smaltito tutto.-
Le disse sorridendo a suo modo con una smorfia sulle labbra che spruzzava malizia da tutti i pori.
-Deficiente -  Rise divertita....
Uscirono e se ne andarono a passeggiare. Poi pranzarono e Françoise, un po´ dispiaciuta gli disse che doveva tornare alle prove. Lui annuì, tranquillo, le disse di portarsi il cambio perché sarebbe passato a prenderla e sarebbero usciti a cena fuori. Prenotò un bel ristorante molto romantico sulla Senna.
Mentre stavano caricando  il vecchio letto di Françoise sul furgone arrivarono due auto con due signori vestiti con le tute da meccanici della Ferrari. La prima auto era la sua Ferrari, l´altra serviva per il ritorno all´aeroporto.
-Salve Signor Shimamura.-
-Salve.-
-Abbiamo l´ordine di consegnarle la sua auto.-
-Grazie mille, molto gentili.-
-Tenga le chiavi, abbiamo fatto anche il pieno.-
-Accidenti, che servizio, nemmeno in gara.-  Scherzò....
-Lei è troppo gentile.-
-Quanto vi devo?-
-Niente signor Shimamura, abbiamo l´ordine del signor Ferrari di non prendere niente, solo di recapitare la sua auto a domicilio.-
-Vi posso offrire almeno un caffè?-
-Quello si, volentieri.-
-Aspettate un minuto.- Joe salutò e pagò gli operai del negozio di mobili lasciando loro una generosa mancia.
Si fermarono al bar più vicino, Joe era visibilmente soddisfatto e promise ai due un posto riservato ai box Ferrari alla prossima corsa. Si salutarono e Joe salì a controllare il letto nuovo.
"Questo si che va bene, sono abbastanza soddisfatto, speriamo di esserlo in due stasera."
Si preparò e , con la Ferrari, si diresse verso l´Opéra. Arrivò da lei che erano circa le 19:00. Bussò al suo camerino.
-Sono io.-
-Entra pure.-
-Preferisco aspettarti fuori.-
-Va bene, tanto sono quasi pronta.-
Finì di prepararsi , dopo uscì e apparì davanti a lui. Non appena la vide, a Joe mancò il respiro.
Indossava un abito azzurro di chiffon senza spalline e con una rifinitura in brillanti all’altezza della vita, una generosa scollatura a cuore che metteva in risalto i seni bianchi e sodi, decolté e tacco 10.  Al collo indossava un girocollo sottile di brillanti e al polso un bracciale abbinato perfettamente alla linea della collana. I capelli erano raccolti in una tipica treccia alla francese. Pochissimo trucco ma tale da mettere il risalto il suo viso perfetto. Fece una giravolta su se stessa...
-Beh, come sto?-
-Sei bellissima, ed altissima-
-Si, alta come te... (gli fece la linguaccia)...  Ti piace il vestito?-
-Stai attentando al mio autocontrollo! -
-Esagerato, me lo hai detto tu di vestirmi elegante. -
-Caspita. -
-Beh... Anche tu non scherzi, sei bellissimo...-  
-E´ presto, forse facciamo in tempo a recuperare la notte precedente.-  Le disse ammiccando il suo camerino.
-Sei un depravato! Non si può nemmeno scherzare. E poi, visto i nostri precedenti, non ne avremmo nemmeno il tempo... Tra poco passano  a pulire.-
-Concordo, tra noi non c´è mai stata la classica "sveltina" .-
-E mai ci deve essere mon amour.- Françoise indossò infine un copri spalle di seta blù....
-Sono pronta. Per fortuna il mio camerino è abbastanza grande e comodo per prepararsi. -

22 maggio, ore 20:30, al ristorante lungo la Senna


Joe le scostò la sedia di quanto basta per farla sedere. Poi si sedette a sua volta. 
-Sei meravigliosa Françoise, sono felicissimo di essere qui stasera insieme a te.-
-Anch´io Joe, non vorrei essere da nessun´altra parte se non ci sei tu.-
-Questo ristorante è bellissimo, molto caratteristico.-
-E´ il classico posto per gli innamorati.-
-Anche il cibo deve essere  ottimo.-
-Vabbè, tu mangi di tutto.-
-Ho una fame, spero si faccia vivo alla svelta un cameriere per ordinare.-
Finalmente, dopo qualche minuto, passò un cameriere e prese le loro ordinazioni. Appena gli fu portato da bere, fecero un bel brindisì.
-A noi.-
-A noi.-
-A cosa pensi? Ti vedo pensierosa.-
-Ci stanno guardando, da quel tavolo all´angolo della sala.-
-Si, e non solo da quello, anche altri due poco distanti dietro di te.-
-Mmm, quanti sguardi curiosi.-
-Françoise! Non dirmi che stai ascoltando!-
-No Joe, e non voglio farlo. E non m´importa di farlo, sappiamo entrambi che parlano di noi.
Ma è logico, non se ne trova molte di coppie come la nostra.-
-Certo, un giapponese e una francese che stanno insieme, ma dove si è visto mai.-
-Si, e anche perché, purtroppo, siamo un po´ famosi, sai com´è:  tifosi, giornali, televisione, interviste, paparazzi. Ne vuoi altre?-
-Non mi piace essere famoso, è una rottura.-
-Anche per me, soprattutto per il mio carattere, mi imbarazzo per un niente.-
-Beh, ora andrà anche peggio, due  al prezzo di uno!-
-Oh mamma, io faccio parlare sempre te.-
-Eh si, certo, fai parlare quello più spontaneo e chiacchierone, giusto?-
Si misero a ridere di gusto entrambi....
La cena al lume di candela stava trascorrendo nel migliore dei modi, poi, ad un tratto Joe guardò Françoise negli occhi....
-Che c´è? perché mi guardi così?-
-Chiudi gli occhi.-
-Perché?-
-Tu fallo e basta.-
-Joe... Ma cosa. -
-Chiudili, avanti. -
-Ok, farò come mi dici.-  Si mise le mani davanti agli occhi.
-Françoise... Ho detto chiudili... Non barare.- Sapeva che lei avrebbe usato la sua super vista... Era troppo curiosa...
-Fatto... Ora mi dici…-
-Françoise, io.... Io.... Ok, non riesco a trovare le parole, non mi escono bene, di sicuro usciranno a modo loro, e non come avevo pensato...  Accidenti com´è difficile.-
-Joe, ma cosa? Posso aprire gli occhi?-
-No, assolutamente no, se lo fai ti uccido. Aspetta.... Non è facile per me!-
Tirò fuori un cofanetto con all’interno uno splendido anello con diamante rosa di grado "Flawless", perfetto, quasi introvabile.
-Fatto, ora puoi aprirli.-
Françoise aprì gli occhi e gli apparve quella meraviglia.  Sgranò gli occhi… Restò impietrita... Quasi quasi le sembrò di volare. Joe le prese la mano dolcemente.... Glielo mise al dito....
-Joe.-
-Françoise, ti amo, mi vuoi sposare?- Lei restò di sasso, immobile, le labbra le tremavano... Non riusciva a parlare...
-E´ un sì?- Ancora niente… Lei lo guardò,  aveva gli occhi lucidi e  ancora non le venivano le parole...
-Ok, lo prendo per un sì.- Prese le sue mani e iniziò ad accarezzarle dolcemente tenendo lo sguardo negli occhi di lei.
Finalmente lei si ridestò, aveva lo sguardo fisso su di lui... Le lacrime agli occhi... Si alzò improvvisamente dal suo posto... L´emozione pervadeva tutto il suo corpo,  lui si alzò dalla sua sedia a sua volta... La guardò...
Lei, incurante di tutto e di tutti le saltò addosso e lo baciò...
-Joe, ti amo, ti amo, la mia risposta è sì... Voglio essere tua moglie. -
Ci fu un applauso generale della gente in sala... In molti li riconobbero e il boato fu ancora più caloroso...
-Merci, merci.- Esclamò Joe inchinandosi scherzosamente ai presenti in sala. 
Françoise, paonazza dall´imbarazzo,  si limitò a sorridere, se Joe si era lasciato andare a un tale gesto, vuol dire che era davvero innamorato e felice.
Joe pagò il conto, lasciando una bella mancia, la prese per la mano e se ne andarono. Fecero una passeggiata lungo la Senna.
Françoise stava ammirando il suo anello, era davvero splendido.
-Mi fa piacere che ti piaccia.-
-Trovami una donna alla quale non piaccia un anello del genere.-
-Sai, non ti ho detto tutta la verità quel pomeriggio a Montecarlo.- Françoise aggrottò la fronte....
-Cioè?-
-Quella gioielleria, quella commessa nella vetrina, la conoscevo già!.-
-Ah!.-
-Ma no, non è come pensi tu.  Lei è la figlia dei proprietari, non è molto che ci lavora. Se vuoi ti racconto com´è andata.-
-Si, sono curiosa.-
-Accadde pochi mesi prima di quando avevamo iniziato a pianificare il notro futuro. Quando mi recai a  Maranello per la firma del contratto con la Ferrari, mi fermai successivamente a Montecarlo per sbrigare le solite questioni amministrative, tasse, residenza.- 
-Mi ricordo, eri stato via quasi un mese.-
-Beh, anche tu avevi avuto i tuoi impegni, non fu facile vedersi.- 
-Beh, avevo un saggio impegnativo, una ripresentazione di un classico. Anche se lo conoscevo già a memoria ero un  po´ impaurita da quell´esibizione. Era una delle mie prime esibizioni e l´Opéra è sempre stato un palcoscenico molto particolare, lo sai anche tu.-
-Mi ricordo benissimo, "L´Eroina Del Corsaro"... Danzasti divinamente.-
-Bravissimo, e tu eri presente, ricordo l´enorme mazzo di rose. Mi rese molto felice sapere che c´eri anche tu in platea.-
-Non potevo certo mancare.-
-Ti avrei strozzato!-
-Comunque... Durante la mia permanenza a Montecarlo, una sera, Ferrari, sapendo che ero lì, colse l´occasione e mi chiamò al telefono dicendomi che sarebbe venuto lì anche lui con la sua famiglia, ospite nella villa di un suo vecchio amico per il week-end. Mi chiamò ancora il giorno dopo e ci incontrammo per un caffè in centro...
Quell´uomo non era altro che il proprietario di quella storica gioielleria. Era la classica cena tra pochi intimi. Conoscevo già la famiglia di Ferrari, quella sera conobbi anche il signor Renò, sua moglie e la figlia , la ragazza che hai visto quel giorno.
Parlammo del più e del meno. Ad un certo Renò mi chiese se ero fidanzato, io gli parlai di te, che eri una ballerina bravissima, e che stavamo insieme da poco tempo ma...  Sembrava una vita. Si, gli dissi proprio così!-

.....................................

"Ne sei proprio innamorato!".
"Si, moltissimo".
"Beh, casomai volessi fare il grande passo, ho qualcosa di unico che potrebbe interessarti".
"Si, ma deve essere proprio unico, perché lei è unica".
"Tu passa da me, non te ne pentirai".

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- E così... Avevi quest´intenzione già da prima?-
-Certo.-
-E perché non me ne hai almeno un po´ parlato?-
-Magari aspettavo un po´ di tempo affinché le cose si sistemassero, la nostra vita, il nostro lavoro.-
Françoise abbassò gli occhi, era diventata un po´ triste e pensierosa.
"Un motivo in più per essere una perfetta idiota. Eppure lo conosci come le tue tasche, sai che è capace di tutto, nel bene e nel male!"
-Non essere triste, oramai è tutto a posto. Non vuoi sapere il resto della storia?-
-SI, si, scusa... Continua, ti prego.-
-Un giorno mi portò nel retro del suo negozio, mi fece vedere la sua "collezione privata" di diamanti estremamente rari. Io li ammirai tutti quanti ma quando vidi quello, una vocina  dentro mi disse che era assolutamente perfetto per te.
Gli comunicai subito la tua misura, che già conoscevo  e le incisioni che volevo impresse. Staccai l´assegno e gli dissi che l´avrei ritirato al momento giusto.-
-Cooooosa? Lo avevi già pagato? E se......-
-Non era previsto ne un no, ne un forse, ne frasi del tipo "ci devo pensare".-
-Se penso che stavo per rovinare tutto.... Io.... .-
-Infatti! E aggiungerei anche MENO MALE! Mi hai evitato  di doverlo rivendere, il che non sarebbe stato facile.-
-Cretino! E comunque, per quel che vale, ho sempre saputo che sarei tornata da te. Anche se ero furiosa, una parte di me sapeva che non mi sarei mai liberata di te.- Sorrise....
-Sai, quel diamante è estremamente raro, quasi introvabile. Ho pensato fosse più adatto a te di quello che avevi visto quel pomeriggio in centro a Montecarlo. Sono contento che ti piace. Le incisioni sono classiche "J & F", quello che eravamo una volta e che saremo per sempre, se tu lo vuoi.-
-Lo voglio, con tutta me stessa. Sai Joe, non credevo potessimo arrivare tanto lontano. Si, dentro di me ho sempre sentito che ci apparteniamo ma spesso ho avuto una paura tremenda. Paura che la mia felicità possa dipendere esclusivamente dal tuo essermi accanto. E se tutto finisse? E se commettessimo degli errori? Non voglio nemmeno pensarci.-
-Godiamoci quel che abbiamo oggi, ci servirà per fare ancora meglio domani.-
-Certo che... Sarà impegnativo.-
-Si, come lo è sempre stato tra noi. Perché, ti ricordi che quando stavamo dal dottor Gilmoure, fosse facile?-
-No, per niente, anzi.-
-Solo che, sarà difficile... Il mondiale di formula 1 con il tuo impegno nella danza.-
-Troveremo il modo di far conciliare tutto e di vedersi il più possibile, te lo prometto.-
Chiacchierando mano nella mano arrivarono sotto il palazzo di Françoise che era mezzanotte passata.
Entrarono nel palazzo, presero l´ascensore e arrivarono al corridoio che conduceva all´attico di Françoise.
Joe la prese in braccio e Françoise iniziò a baciarlo appassionatamente.  Arrivarono davanti al portone ma lei non ne voleva sapere di staccarsi e lui, un po´ mugolando, in qualche modo riuscì ad aprire la porta con le chiavi che aveva in tasca ed entrarono. Joe chiuse la porta in modo un po´ rocambolesco e la portò davanti alla porta di camera. La porta era aperta ed entrarono. Lì Françoise ebbe un sussulto...
-Joe..., aspetta. -
-Cosa? -
-Beh... Lo sai... Il letto.-
-Quale letto? -
-Quel letto...- Lei si girò e vide un letto completamente nuovo, bellissimo, in ferro battuto, molto elegante... Un materasso altissimo e un piumone estivo color verde smeraldo con disegnate le onde del mare e una scogliera...
-Ma... Ma questo cos´è?-
-E´ un letto, e cosa se no?-
-Ecco, io... Lo ricordavo un po´ diverso.-
-Tranquilla, per quello... Ho detto al negoziante di tenerlo in magazzino ed imballarlo, è ancora tuo. Ma ho pensato che....-
-Joe, è bellissimo... Ma quando…-
-Oggi, Stesso. Ti piace? Se non ti piace dimmelo...-
-Se mi piace? E´ perfetto!-
-Se vuoi indietro il tuo, non fa niente, vedremo come fare.-
-No, voglio questo, sarà il nostro letto, solo nostro, ora e sempre!-
-Meno male, temevo... Sai, la tua reazione.- "Eravamo in due allora... Sei fantastico... Ma che ho fatto per meritarti."
-Ti voglio Joe, ho voglia di fare l´amore con te... Fammi tua! -
Lui non se lo fece dire due volte e l´adagiò sul letto nuovo... Fu una notte di passione, si amarono più volte,  con ancora più impeto, come se temessero che qualcosa potesse intromettersi tra loro. Per poi abbandonarsi l´una tra le braccia dell´altro, avvinghiati in un solo corpo. Prima di addormentarsi.... Lei gli stava accarezzando i capelli, era una cosa che le piaceva molto, ci sarebbe stata per ore. E lui la ricambiava spostando il ciuffo dalla sua guancia, per poi baciarla all´angolo della bocca. Questo a lei faceva impazzire, la sua dolcezza la destabilizzava.
-Amore mio, giurami che questo durerà per sempre. -
-Te lo giuro mia piccola Fran... E´ per questo che ho sempre lottato. Pensandoci,  dobbiamo ancora decidere una cosa.-
-Cosa?-
-Beh, la data del nostro matrimonio, cos´altro?-
-Ma Joe, come fai con il team, dovrete prima parlarne assieme, non so... Di solito fate molti test dopo il campionato.-
- E tu invece?-
-Io sono abbastanza tranquilla. Il prossimo 18 Giugno avrò la prima di "Gisèlle", poi prenderò una pausa. Ma sono abbastanza libera, ora potrei anche gestirmi in calendario da sola, se occorre. Non per presunzione ma, non sono mai stata più brava di così sul palco e, diciamo che un po´ me ne approfitto. Quando chiedo dei permessi non fanno storie.-
-Sono felice per te ma anch´io posso fare altrettanto. Non penso che il signor Ferrari mi possa impedire di sposarmi.
Per me possiamo anche decidere la data adesso.-
-Sul serio?-
- Il 16 Dicembre di quest´anno va bene per te?-
-Di... Di quest´anno???-
-Troppo presto?-
-No no, anzi. Posso urlare?-
-Dai smettila.- Iniziò davvero ad urlare, di gioia, sembrava ubriaca di felicità.
-Deduco che l´idea potrebbe piacerti.-
-Se mi piace? La adoro. E poi sarà bello prendersi il periodo di Natale come viaggio di nozze... Si, Joe, sarà meraviglioso, entrambi abbiamo sempre amato il Natale.-
-No, non è esatto. Io ho imparato ad amarlo grazie a te, Françoise.-
-Je t´aime Joe.... Quante volte te l´ho detto oggi?-
-Aussi moi Françoise.... Vediamo.... Circa DIECI volte???-
-Vieni qui da me.-
-Eccomi, appoggiati alla mia spalla.-
-E per il viaggio di nozze dove andiamo?-
-Dove non ha importanza, basta che siamo insieme.-
-A me è sempre piaciuta tanto l´Italia. Stranamente è vicinissima e non ci sono mai stata in vacanza... Anche perché, salvo alcune missioni, non ne ho mai avuta l´occasione.-
-Faremo in modo di visitarla come si deve.-
-Quindi, la prendiamo in considerazione per il viaggio?-
-Beh, visto che siamo in inverno, io avevo pensato ad un posto caldo, in Italia possiamo andarci quando vogliamo, ti pare?-
-Si, in effetti non hai tutti o torti. Allora in una bella isola tropicale, ti va?-
-Mi va eccome. Sempre se mi concedi di fare il bagno nudi qualche volta.- 
Anche se la luce era spenta Françoise sentiva il suo sguardo malizioso che la fissava al buio....
-Joeeeee, allora!!!-
-Ok, sto zitto.-
-Ecco, sarà meglio per te.-
-Buonanotte.-  Gli sorrise e lo baciò sulla guancia molto dolcemente.....
-Notte.-


CAPITOLO 17

La mattina dopo si alzarono entrambi col buonumore. Fecero colazione ed andarono a passeggiare sugli Champs.
Mentre chiacchieravano del più e del meno, Françoise si voltò un attimo a guardare una caffetteria e improvvisamente si incupì. Joe notò subito questo suo cambiamento di umore ma trasalì.
-Peccato che oggi debba andare alle prove.-
-Beh, dovrò abituarmi a stare giornate intere senza di te.-
-Spero non molte.-
-Françoise, tutto bene?-
-Certo, perché?-
-Così, mi sembri strana da qualche minuto.-
-Tranquillo, è tutto a posto. Sto pensando a tutti gli impegni che abbiamo.-
-Sicura?-
-Si Joe. Senti, ti dispiace portarmi tu alle prove oggi?-
-Certo che no.-
-E poi mi vieni a prendere... Diciamo alle 17:30?-
-Certo, ma... Non torni con Cathrine di solito?-
-No, stasera no, voglio che vieni tu.-
-Con piacere.-
-Mi dispiace tu debba restare solo quasi tutto il pomeriggio.-
-Tranquilla, devo chiamare Carl Vincent della J.P.G per decidere dove fare il prossimo spot, gli avevo detto che mi sarei fatto vivo al mio ritorno. Mi avrà chiamato dieci volte nell´ultimo mese. Così ci  passo oggi stesso.-
-Quindi rivedrai Danielle.-
-Presumo di si.-
-Salutamela  e ringraziala  tanto da parte mia.-
-Lo farò certamente. Secondo me sareste due amiche per la pelle.-
-Lo penso anch´io. Ah, Joe... Ricordati di invitarla al matrimonio.-
-Cosa?-
-Hai capito benissimo, la voglio con noi quel giorno.-
-Sono contento, e lo sarà anche lei.-
-Mmm, su questo ho qualche dubbio, visto che non ci sarà lei sull´altare con te.-
-Fran!-
-Scherzo, comunque ricordatelo.-
-Ok, stai tranquilla.-


23 Maggio ore 14:30 ufficio commerciale Jean Paul Gaultier

-Permesso?-
-Joeeee.-
-Ciao Danielle-
-Sei tornato, che piacere. Posso abbracciarti?-
-E me lo chiedi? Vieni subito qua.-
Si abbracciarono molto affettuosamente. Joe entrò nell´ufficio di Vincent e acconsentì a girare lo spot alla "Bastille". 
Poi uscì con Danielle, chiaramente col consenso del suo capo, per una "pausa caffè". Era felice di rivederla, ed anche lei. Aveva voglia di un volto parigino conosciuto. Così parlarono per un po´.
-Così ce l´ha fatta a riportarti indietro.-
-Pare proprio di si.-
-Sei contento, vero? Che sia venuta da te?-
-Moltissimo, non ci speravo.-
-Non credevo che la perdonassi così facilmente.-
-Infatti sul momento ero furioso. Ma dovevo perdonarla. Ci siamo fatti troppo male in tutti questi anni, tutti e due anzi, soprattutto io.  E´ ora di smetterla e di guardare avanti. E di questo devo ringraziare anche te, mi sei stata vicino in un momento difficile. L´ho apprezzato molto.-
-Non ho fatto niente di che, e sono contenta per voi, dico davvero.-
-A proposito, non prendere impegni per il 16 Dicembre.-
-Perché?-
-Sei invitata al matrimonio.- "Non è che ne sia proprio contenta, ma se sei felice è giusto che io lo sia per voi".
-Accidenti Joe, fate le cose sul serio. Mi congratulo con voi.-
-E´ stata proprio Françoise a dirmi di invitarti, non che io non avessi l´intenzione ma, dopo quello scandalo....-
-Beh, io sono rimasta abbastanza nell´anonimato, anche se lei mi ha riconosciuto dalle trecce, pensa te.-
-Si, ha sempre avuto una buona memoria visiva.-
-A te è andata molto peggio, eri su tutti i giornali... Che rabbia!-
-Vabbè, ora è tutto passato. Sono contento di averti rivista.-
-Anch´io Joe, e congratulazioni ancora per la vostra decisione.- Glielo disse un po´ seria e a Joe tornarono in mente le parole di Françoise...
-Ora devo andare, tra poco devo essere da lei davanti al teatro.-
-Va bene, anch´io tra poco vado a casa. La pausa caffè è stata più lunga del previsto.-
-Ti accompagno, tanto ho la macchina lì vicino.- Arrivarono davanti all´ufficio...
-Allora... A presto Joe.-
-A presto. Ah, Danielle. Non ti ringrazierò mai abbastanza per le tue parole. Sei una ragazza straordinaria oltre che bellissima.-
-Ma non sono alla sua altezza.-
-Danielle...-
-Joe, va bene così. Sarò felice di essere presente al vostro matrimonio, davvero.-
Joe le dette un bacio sulla guancia in segno di gratitudine.
-Occhio ai paparazzi, Joe.- Scherzò lei...
-Chissenefrega, non ho niente da nascondere. E neanche tu.-
-Ben detto. Ciao.-
-Ciao.-


23 Maggio, ore 17:30 all´uscita dell´Opéra


-Ciao Cath. Allora a  domani.-
-Ma cosa... Fran... Ehi, ma chi... Joe???-
-Ehm... Si, io. Ciao Cathrine, come stai?-
Joe scese dalla sua auto e Cathrine gli corse incontro e lo abbracciò...Françoise guardò l´amica con occhi increduli, non si aspettava tanta euforia da parte sua.
-Che piacere, Joe. Sei tornato.-
-Si, e questa volta spero di restare.-
-Certo che resta, e... Cathrine... Ora puoi anche smettere di abbracciarlo, ti pare?-
-Mamma mia Françoise,  mica te lo mangio.-
-Per caso ho detto questo?-
-Siamo un po´ gelose? Che c´è... La tua migliore amica non può nemmeno dargli un abbraccio? Vuoi tenertelo tutto per te?-
-Si, in effetti questa è la mia intenzione.-
-Va bene, va bene... Ah, Joe.-
-Si?-
--Mmm... Hai davvero un buon profumo, molto sensuale.-
-Cath!- 
La ragazza, dopo aver inspirato ancora un po´ quel suo odore, finalmente mollò Joe che, in effetti si sentì un po´ in imbarazzo... 
-Grazie, molto gentile.- Françoise si avvicinò a Joe e lo baciò sulla bocca.
-Ciao amore mio. Trovato traffico?-
-Non più del solito.-
-Allora noi andiamo.- Disse Françoise rivolta a Cathrine...
-Vuoi un passaggio Cathrine?- Le chiese Joe con gentilezza...
-No, non lo vuole, lei aspetta Philippe, vero Cath?- 
Esclamò Françoise guardandola con occhi severi nel mentre abbracciava il suo Joe. Stranamente era irrequieta e l´amica si rese conto che era meglio tacere ed acconsentire.
-Ehm... Si, giusto. Lui dovrebbe arrivare a momenti.-
"A momenti.... Arrivo all´entrata della metropolitana, e da sola perché tu mi fai queste sorprese... Questo farò".  -Allora, ci vediamo in giro Joe.-
-A presto, Cathrine. E salutami il tuo fidanzato.-
-Grazie.-
-Beh? Possiamo andare?-  Chiese Françoise...
-Per me si, ma mi sembri strana... Tutto bene?-
-Certo, perché me lo chiedi?-
-Mi sei sembrata un po´ scortese con la tua amica.-
-Tu dici?-
-E hai un´espressione che... Sembra quasi tu dovessi andare in battaglia.-
-Senza il quasi. E poi Cathrine è proprio stupida a volte. Fa la smorfiosetta e mi fa molto arrabbiare!-
-Perché? Che ha fatto di male?-
-Che ha fatto??? C´era bisogno di darti quell´abbraccio  lungo e di rimarcare la fragranza del tuo profumo? Così, davanti a me?-
-Ma dai, l´ha fatto per carineria.-
-Un cavolo! Tu non ti sei accorto come ti guardava! Va a finire che dovrò guardarmi le spalle anche dalla mia migliore amica!!-
-Esagerata.-
-Vabbè, non ci pensiamo.-
-Perché hai insistito che ti venissi a prendere? Non lo fai quasi mai.  Poi devi ancora dirmi cosa è successo stamattina.-
-Stamattina quando?-
-Quando siamo passati davanti a quel bar, la tua espressione è cambiata, sembrava avessi visto qualcosa o qualcuno di sgradevole. Credi che non me ne fossi accorto?-
-Joe.-
-Che è successo? Posso saperlo?-
-No, è solo quel luogo in particolare, ma tra poco capirai.-
-Continuo a non capirti, e questa è quasi una novità.-
-Joe, da quando siamo tornati a Parigi, ho sempre avuto in mente di fare una cosa ma  poi, lo stare con te, parlare del matrimonio, del viaggio di nozze... In tutto questo turbine di emozioni, io sono felice, felice come non lo sono mai stata.-
-Anch´io Françoise, e mi pare che ce siamo meritati.-
-Mi sento appagata, come se avessi tutto il mondo ai miei piedi ma, per essere completamente soddisfatta, manca ancora un tassello del puzzle.-
-Sarebbe?-
-La vendetta. E stamani mattina ne ho avuta la conferma.-
-Cosa? Ma di che parli?-
-Non vorrai mica che lasci tutto correre come se niente fosse.-
-Ma, a chi o cosa ti riferisci?-
-A  quelli che ci hanno tenuti lontani tutto questo tempo.-
-Dai, ora stiamo insieme, e il tempo guarisce tutte le ferite. E poi, ti ricordo che le persone non sono tutte uguali. Talvolta bisogna lasciar correre, per la tranquillità di noi tutti.-
-E cosa dovrei fare secondo te? Far finta di niente e dimenticarmi del male che ci hanno fatto solo perché uno di quei pezzi di merda è mio fratello?-
-Ehm...Si, qualcosa del genere. Ma stento a riconoscerti, non ti facevo così rancorosa.-
-Joe, ti prego, adesso guida, non farmi altre domande.- Si dovettero fermare ad un semaforo  rosso... Joe cercò un attimo di farla ragionare.
-Françoise , seriamente, lasciamo perdere, ne va della nostra, anzi, soprattutto, la tua serenità.-
Lei, che fino ad ora guardava la strada innanzi a loro, si girò verso di lui  lentamente  e mentre Joe a sua volta si girò per guardarla, Françoise  lo fulminò con lo sguardo. Joe restò incredulo. Notò i suoi occhi,  erano feroci.
-Ma ne sei proprio convinta?- Le chiese serio e abbastanza preoccupato.
-Non possono passarla liscia dopo quello che ci hanno fatto, hanno bisogno di una lezione. Per colpa loro ci è mancato poco che buttassimo al vento tutto quello che di bello abbiamo faticosamente costruito assieme e che abbiamo inseguito per tutto questo tempo. No, non li perdonerò mai. Gli farò capire che in futuro  dovranno tenersi alla larga da noi o giuro su Dio che conosceranno il cyborg che è in me, e non sarà piacevole!.
Scattò il verde (per fortuna di Joe) e ripartirono...
-Per quel poco che vale, io sono dalla tua parte. E so anche che è inutile cercare di dissuaderti, quando ti metti in testa una cosa la porti fino in fondo.-
-Tu mi conosci sin troppo bene amore mio. Vuoi sapere una cosa?
-Si.-
-Se si fosse trattato di qualsiasi altro che non fossi tu avrei certamente messo da parte la rabbia. Ma è di te e di noi che stiamo parlando. Tu sei la persona più gentile e straordinaria che io conosca. E, tra tutte le ragazze del mondo, hai scelto me, come io ho scelto te. E mai più nessuno dovrà mettersi  tra di noi o lo schiaccerò come un insetto. Dio mi è testimone se lo faccio.-
-Hai perfettamente ragione. Forse dovrei pensarci io ma non sò...-
-No, se ho bisogno di te, mi proteggerai come hai sempre fatto.-
-Mi sembra giusto. Allora, dove siamo diretti?-
-Sugli Champs Elysées, al "Cafè Joyeux".
-E perché proprio lì?-
-Tra poco lo vedrai.-
Arrivarono in quindici minuti circa, stranamente il traffico era  minore del solito quel giorno in centro.
-Ecco, parcheggia lì.-
-Ma si può? Non è che da fastidio davanti all´entrata?-
-Con questa macchina potresti anche parcheggiarci dentro al locale, non essere ingenuo!-
-Se lo dici te.-
-Vado, tu aspettami qui.-
-Sicura? Non sarebbe meglio venissi con te?-
-Te l´ho detto, se avrò bisogno di te ti chiamerò. Devo risolvere questa cosa da sola, almeno per il momento!-
-Agli ordini mademoiselle!- Le strinse l´occhio quasi a prenderla in giro...
-Allora!?!-
-Ok, ok. Però promettimi di stare calma, non mi piace quello sguardo.-
-Promesso... Forse!-
Scesero entrambi dall´auto, Françoise si diresse verso il bar, separato dal grande viale da un largo passaggio pedonale, molto curato e ricco di aiole con molti alberelli, mentre Joe restò appoggiato alla sua auto, come richiesto da lei.
Intanto tutti  i passanti stavano ammirando la macchina di Joe, in effetti la "Ferrari Daytona"  era un edizione limitatissima  in commercio dal 1970 e non era facile  trovarla in giro.
E quel modello non sfuggì all´occhio di Jean ed ai suoi amici che stavano facendo una bevuta seduti ai  tavolini fuori della caffetteria.
-Accidenti che bella macchina. Ma chi diavolo...- Ad un certo punto Jean vide bene chi c´era appoggiato alla portiera di quella  Ferrari con gli occhiali da sole. Strabuzzò gli occhi, stentava a crederci. Allora era vero quel che aveva saputo dal suo amico Alain... Lei lo aveva lasciato per tornare con lui.  Aveva cercato di rincuorare l´amico, ma sapeva che sua sorella era sempre stata innamorata di Joe e, presto o tardi,  avrebbe dovuto vedersela con lei.
..........................................................
La sera del 16 Maggio, a casa di Alain...

-Sono venuto appena ho potuto, ma che diavolo hai combinato?"-
-Io niente, mi ha trattato di merda! Ha detto che è finita e che tornava da lui.-
-Ma come è possibile? Così di punto in bianco?-
-Si, e ci sono rimasto malissimo. Mi ha umiliato e poi... Mi sa che l´ho combinata grossa.-
-Cioè?-
-Gli ho confessato dell´ecstasy nel suo cocktail, e che l´idea era stata tua, del resto è la verità.-
-Ma ti ha dato di volta il cervello? Sai cosa significa? Che mi odierà per sempre, è sempre stata contraria a queste cose. Accidenti a te.-
-Ormai è andata. Io l´ho persa e temo anche tu.-
-Sei un idiota. Ma potevamo fare ben poco. Lui ha sempre avuto un forte ascendente su di lei, è inutile negarlo. Dobbiamo solo accettarlo.-
-Ho cercato di discolparmi... Jean, mi dispiace. Stavo male.-
-Non preoccuparti, troveremo una soluzione. Fatti vedere in questi giorni, non puoi restare chiuso in casa per sempre.-
-Va bene amico, grazie e scusami.-
-Ci vediamo, fatti forza e... Tranquillo, ce ne sono un sacco di belle ragazze in giro.-
-Al solito posto?-
-Al solito posto.-

................................................................

Vide Françoise venirgli incontro e, come se niente fosse....
-Françoise... Che piacere vederti, ti unisci a noi?-
-Volentieri. Ma guarda che sorpresa, ci siete tutti, a quanto vedo. Non vedo... Ah, eccoti.  Anche tu eri in accademia assieme agli altri due... Oliviér, ti chiami così e ti firmi...  O.Rivàge, in quello squallido giornale spazzatura parigino. Sul momento non avevo capito, poi, vedendo alcune vecchie foto di Jean ho capito, tu fai il reporter.-
-Non so di cosa stai parlando.-
-Io invece si. Quanto ti hanno pagato a "le Monde" per quelle foto? Non ti bastava pubblicarle sul tuo giornaletto da strapazzo, vero?  Tu maledetto  avvoltoio. Me la pagherai cara, ti denuncerò.-
-Fran, ora stai esagerando.- Esclamò Jean che gli si fece avanti con Janètte.-
Non fece a tempo a dire altro che Françoise gli mollò uno schiaffo che lo vece vacillare ben più di un istante.
-Ma sei impazzita?- Esclamò Janètte.
-Se provi a dire qualcosa ne ho anche per te, stupida cretina che non sei altro. In quanto a te, fratellino, cerca di starmi lontano se non vuoi che mammina e papino sappiano che il loro figlio prediletto, assieme ai suoi amici e alla fidanzata, ha drogato sua sorella quella  sera in discoteca,
per poi mettere su questa bella storiella. Ti odio, da oggi non sei più mio fratello!-
Joe, che assistette a tutta la scena non resistette più e decise  di venir meno alla richiesta della sua ragazza. 
-Dai Françoise, può bastare così.-
-No che non basta. Questi esseri spregevoli volevano rovinarmi la vita, sono nera.-
-Credo abbiano capito, non trovi?-
-Ti hanno screditato, hanno detto cose terribili su di te, che mi tradivi e tu mi dici di calmarmi?
Dovresti essere furioso più di me. Hanno provato a rovinare la nostra vita solo per interesse personale. E volevano farmi vivere nella menzogna. Sono persone disgustose, non meritano nessun perdono.-
-Ma che è successo qui?- Alain era tornato dalla toilette e si accorse che qualcosa non andava. Jean era a terra in ginocchio con Janètte che lo accarezzava e Oliviér era seduto con la testa bassa.
-Guarda guarda chi c´è. Il fidanzato provetto.- Ad un certo punto Janètte rivolse lo sguardo a Françoise...
-E tu che hai da guardare troietta che non sei altro?- Disse rivolta a Janètte la quale non riuscì nemmeno a dire una parola....
-Françoise, vieni via, non ha senso prolungare questa scenata. Guarda quanta gente. Stai dando spettacolo.- Esclamò Joe...
-Meglio ancora, così tutta l´avenue saprà che razza di stronzi sono.-
-Sei tu che sei una sgualdrina, mi hai lasciato per quel damerino solo perché è  ricco e perché è il pilota della Ferrari!- 
Esclamò senza mezze misure Alain... A quelle parole Joe, come un fulmine, lo afferrò all´istante al collo, lo sollevò con una sola mano e lo attaccò ad un alberello con affissa l´insegna della caffetteria.
-Chiedi immediatamente scusa!-
-Mi stai strozzando... Disse in modo affannoso.-
-Sto aspettando!-
-Lasciami....- Joe non mollava la presa.
-Chiedile scusa o ti faccio a pezzi, coglione!-
Françoise, che conosceva a memoria quello sguardo che aveva Joe quando era seriamente in collera gli si avvicinò...
-Joe, Joe... Può bastare, vedrai che mi chiede scusa, se non lo fa ti autorizzo a rompergli il naso, ci stai?-
 Gli sussurrò quelle parole molto piano all´orecchio,  con molta dolcezza... Joe si voltò verso di lei e la guardò vicinissimo negli occhi. Lei aveva già capito che la situazione era sotto controllo. Troppo tempo, troppe situazioni affrontate assieme, sia in battaglia che nella vita normale, potevano affermare con certezza di comunicare solo guardandosi negli occhi, tanta era sempre stata la sintonia e la stima reciproca tra i due.
Lui le fece una piccola smorfia di sorriso e lei ricambiò all´istante in segno d´intesa.
-Ok, ok... sc..sc..u..sa..  Cof cof cof.-  Joe lo lasciò e lui cadde a terra in ginocchio.
-Non ti devi permettere di parlare così di lei, ne tu ne nessun altro, o ti giuro su Dio che ti rompo il muso!-
Non appena si riprese dallo spavento, Alain prese coraggio...
-Scusami Françoise, sono mortificato.- Le disse mentre si stava alzando e con un filo di voce... 
Ma lei partì con un ceffone che lo lasciò in ginocchio per la seconda volta.
-Tu, a questo damerino, ricco, famoso e che guida una Ferrari, non gli leghi neanche le scarpe. Ah, dimenticavo. C´è una cosa che non ti dissi al telefono quando ti lasciai.-
-Cof, Cof... Eh?-
-Ti ricordi... Quando mi chiedesti chi è il più bravo a letto e ti dissi che era meglio lasciar perdere? Bene, a questo punto, guarda...  te la faccio breve... TU facevi pena!  In quanto a lui ... Beh... Diciamo che potrei essere la  ragazza più  invidiata di Parigi... E non solo! Ed ora, se volete scusarmi, abbiamo qualcosa di  molto meglio da fare. Vero amore mio?- 
Si voltò verso Joe che la stava guardando un po´ incredulo. Gli si avvicinò e lo prese per mano. Tornarono all´auto come se niente fosse tra gli sguardi increduli dei passanti. Françoise era visibilmente soddisfatta, si era tolta un bel sassolino dalle scarpe.
-Contenta?-
-Ora si.-
-Non avevi promesso di stare calma?-
-Ma io sono calma.-
-Certo, certo. Se lo racconto non mi crede nessuno.-
-Beh, forse qualche paparazzo, passando di qui, ha fatto in tempo a scattare qualche foto.- 
-Ci mancherebbe anche questa!-
-Ti sono piaciuta?-
-Sono fiero di te.-
-Davvero?-
-Scusa per prima. Mentre lo tenevi per il collo, mi sono spaventata, per questo ti ho sussurrato  all´orecchio di lasciarlo. Non mi importava di lui, ma di te. Per un attimo ho temuto che tu potessi commettere una sciocchezza.-
-Lo so perfettamente.-
-Sai? Quando mi hai guardato in quel modo mi sono tornati alla mente un´infinità di cose, di situazioni affrontate insieme, belle e brutte.-
-Capisco, mi dispiace. Forse ti sono venute in mente anche situazioni in cui eravamo in pericolo, in cui dovevamo comunicare da lontano solo con i gesti, guardandoci, senza dare nell´occhio.-
-Si, ma non solo quello, anzi. Quello per NOI, è il passato. Quando prima mi hai fatto quel piccolo sorriso ho avuto la conferma, casomai ce ne fosse stato bisogno, di quel che ho sempre pensato dal primo momento che ti ho visto.-
-Così mi incuriosisci... Cosa tenti di dirmi?-
-Che ho una paura tremenda. Non posso non pensare a quanto sei importante per me. Sei l´unico uomo su questo pianeta con cui comunico senza usare le parole, riesco a percepire i tuoi pensieri come tu percepisci i miei. Non ho mai provato una sensazione simile nemmeno con mia mamma. Lei era quella che mi conosceva meglio di tutti, fino a quando non sei arrivato tu. Mi sei entrato nel profondo nell´anima. Capisci cosa significa?-
-Ho una vaga idea. E comunque siamo in due, perché nessuno mi conosce così tremendamente bene come mi conosci tu.-
-Non voglio ripetermi ma, se tu mi lasciassi, non riuscirei mai a trovare qualcun altro che prenda il tuo posto.-
-Ma io non ne ho nessuna intenzione... Ma come ti viene in mente? E, se anche fosse ne hai una fila dietro di uomini che farebbero carte di fuoco per stare con te.-
-Joe, non hai capito. Avrei aspettative talmente alte che non ci riuscirei mai.-
-Non dovrai mai preoccuparti di questo.-
-Lo so. Ma ti ricordo che hai una grande responsabilità nei miei confronti.-
-Anche tu carina. E comunque poco fa ho capito una cosa di te che non mi sarei immaginato fino a che punto... Insomma.-
-Cosa? Che sono crudele?-
-No, che sei pericolosa quando ti arrabbi sul serio.-
-Bravo, così ci pensi due volte prima di farmi arrabbiare!-
-Non credo di correre questo rischio.-
-Joe. Non lasciarmi mai.-
-Suona come una minaccia.-
-E lo è!-

Capitolo 18

Iniziarono a pensare ai  preparativi delle nozze.  C´era da trovare la chiesa, il ristorante, gli invitati, le bomboniere, i fiori. Molte cose e, per due novellini come loro, non era proprio il massimo. Comunque era già tanto se avevano iniziato a parlarne.
Joe dovette tornare a Maranello per prepararsi al gran premio del Belgio che si sarebbe tenuto il 4 Giugno.
La gara andò come previsto ma faticò non poco ad avere ragione dell´accanimento dei suoi avversari come l´inglese Stewart sulla Tyrrell e il brasiliano Emerson Fittipaldi sulla Lotus, una macchina che il suo amico Jet Link aveva davvero messo a lucido. Soprattutto in curva, l´assetto di Jet era stato perfetto e Joe lo notò subito.
Riuscì a vincere il gran premio, fu la quinta vittoria consecutiva ma con margine molto più ridotto, forse un secondo netto.  Dopo il giro d´onore ci fu la premiazione,  al box Ferrari Jet gli si avvicinò .
Tutti sapevano che erano grandi amici, nonché rivali.
-Complimenti, e con questo fanno cinque di fila.-
-Beh, oggi ho avuto anche fortuna.-
-In che senso? Sei stato una scheggia.-
-Dai Jet, lo sappiamo tutti e due che se al posto di quel brasiliano ci fossi stato tu, mi avresti fatto mangiare la polvere. Hai fatto davvero un ottimo lavoro. Dovrò dire ai meccanici del problemino che ho riscontrato all´entrata in curva.-
-Si, infatti ti ho visto rallentare più del dovuto, non è da te.-
-L´aereodinamica non era perfetta oggi. Fortuna che avevo preso molto margine nei primi giri ed abbiamo indovinato la strategia, con quella pioggia i pneumatici erano al limite ma abbiamo fatto bene a sostituirli prima del dovuto.-
-Sei stato tu ad imputarti, vero? E´ stata la scelta strategica migliore, vi ha fatto vincere la gara.-
-Esatto.-
-Ma c´è una cosa che ancora non mi torna.-
-Sarebbe?-
-Ok, tralasciamo il problemino dell´aereodinamica e la pioggia. Ma io oggi ti ho visto molto più prudente del solito, sarà stata la mia impressione. Come se tu avessi paura di qualcosa. Non è da te.-
-Jet, vuoi la verità?-
-Come sempre amico.-
-Non voglio fare un incidente mortale e non tornare da lei. Anche se sono un cyborg correre a 300 kmh  col rischio di schiantarsi è pericoloso per tutti.-
-Hai perfettamente ragione, e ti capisco. Fortuna che sei talmente più bravo e veloce degli altri che te lo puoi permettere.-
-Ti ringrazio, Jet, anche di avermi capito.-
-Volevano venire anche Albert e Bretagna, ma hanno avuto dei problemi. Mi hanno detto che verranno sicuramente a Magny-Cours il 2 luglio. Ma Passiamo alle cose serie... Tutto bene con lei?-
-Splendidamente direi.-
-Sono contento, finalmente avete smesso di farvi del male.-
-Si, questa volta sul serio. Sapete già la notizia vero?-
-La sappiamo tutti Joe,  lei lo ha già detto a tutti il giorno dopo.  E ha telefonato ancora il giorno dopo per le conferme, pensa te! Affermare che l´ho sentita strafelice è dir poco.-
-Siamo molto felici Jet, e questo lo dobbiamo anche a te.-
-Ti ringrazio amico.-
-Grazie a te-
-Ora devo tornare dai miei meccanici, altrimenti mi accuseranno di spionaggio!-
-Sei un grande collaudatore. Sono fortunati ad averti. Casomai decidessi di rincominciare a correre ne sarei lieto. Mi manchi in pista.-
-Grazie Joe, mi fa piacere la stima che hai di me... Nonostante ....-
-Nonostante i nostri trascorsi? Sai una cosa? A me mancano tanto, e dico sul serio.-
-Anche a me, e sono serio anch´io.-
-Ciao Jet.-
-Ciao Joe.-

4 Giugno, camera d´albergo di Joe , in Belgio ore 18:45

-Pronto? Joe.-
-Fran, sei tu.-
-E chi altro. E miei complimenti, anche oggi hai vinto. Ho visto la gara dai miei. Mio padre credo comprerà lo striscione da quanto è felice.-
-Tuo padre è un grande tifoso e un futuro suocero con i fiocchi . Tra poco avrò la cena di gala, come al solito. Potessi andrei a letto all´istante.-
-Non puoi, sei l´ospite d´onore.-
-Come stai? -
-Starei meglio se fossi con me.-
-Domani mi trovi a casa tua.-
-Probabile, finisco sempre tardi a teatro, siamo un po´ sulle spine per la prima.-
-Andrai benissimo, farò il tifo per te.-
-Grazie, ne avrò bisogno.-
-E quindi... Hai già detto a tutti delle nozze.-
-Certo, e hanno accettato tutti!-
-Mi fa piacere.-
-Joe, volevo chiederti una cosa riguardo alla gara di oggi. A dire il vero è qualcosa che hanno detto mio padre e Jean avendo visto la gara e poi  quel giornalista sportivo che incalzava sulla tua vita privata riguardo alla corsa.-
-Jean???-
-Si Joe,  lui. Ok.... Sei sempre infuriato con lui e io anche, credimi, ma non è che posso evitarlo quando lo trovo a pranzo dai miei. Loro non sanno niente e sto cercando di controllarmi con lui ma.... Lo sa che non lo perdonerò mai!-
-Ok, scusa, lo capisco.-
-Ma hanno detto una cosa su di te che mi ha fatto riflettere.-
-Su di me? E sarebbe?-
-Una cosa del tipo... "Guarda ora, a quella curva, come ha rallentato. Ma perché non taglia la scia? Sembra abbia paura." E il giornalista ti ha fatto delle allusioni tipo... " Oggi sei stato molto prudente, ci siamo chiesti se il tuo recente fidanzamento abbia influito sulla tua capacità di giudizio!"-  Joe stette in silenzio....
-Joe, dimmi, è vero tutto questo? Va tutto bene?-
-Françoise, possiamo parlarne  domani sera?-
-Certo Joe, come vuoi, ma se c´è qualcosa che non va lo voglio sapere. Ricordi? Niente più segreti tra noi.-
-Niente più segreti Fran, promesso.-
-Ci vediamo domani.-
-A domani.-
-Je t´aime Joe.-
-Aishiteru, Françoise.-

5 Giugno, appartamento di Françoise ore 18:10

Joe entrò in casa, lei non era ancora tornata. Le prove in teatro duravano di più ora che il 18 giugno, il giorno della prima era sempre più vicino. Mezz´ora dopo Joe sentì trafficare con le chiavi fuori della porta......
Françoise entrò in casa...Sapeva che lui era già a casa... -Dove sei???-
-Buu.-
-Deficiente, mi hai fatto prendere un....-
Non gli dette nemmeno tempo di finire la frase che la baciò. Un bacio che sapeva di passione e di trasporto.
Le mani di Joe iniziarono a scivolare sulle sue cosce, poi sulle sue natiche, con un impeto indescrivibile. E lei non era da meno, prese le sue mani e le posò sul suo seno, mentre gli baciava il collo.
Finirono in camera e suggellarono  il loro ritrovamento con la passione.  Dopo un´ora circa....
-Mi sei mancato.-
-Anche tu.-
-Nessuna modella o attrice nella tua camera d´albergo?-
-Si, entrambe, una meravigliosa cosa a tre.-
-Sei un depravato!-
-Sei tu che mi stuzzichi!-
-E tu che ci ricami sopra!-
-Ma smettila.-
Sorrisero entrambi, del resto a lei piaceva un mondo provocarlo e lui stava sempre al gioco, anzi, rincarava la dose, sembravano  due giovani innamorati alle prime armi...
-Tutto bene il viaggio?-
-Si, un po´ monotono ma non dei peggiori.-
-Che ti va per cena stasera?-
-Ristorante?-
-Ancora? Ma non vuoi farmi cucinare mai perché pensi sia stanca oppure perché la mia cucina non ti soddisfa?-
-Tutte e due le cose.-
-Spiritoso! Faccio la doccia, tu intanto sistema la valigia.-
-Veramente avrei pensato a qualcosa di meglio.-
-Ehhh?-
-Alla doccia.-
-Non pensarci neanche, la faccio da sola, dopo la fai tu .... E sbrighiamoci che altrimenti facciamo tardi.-
Uscì dalla doccia, lui gli dette un bacio sul collo e uno sulla guancia, poi entrò nel bagno.
Françoise si vestì e iniziò a pettinarsi i capelli. Indossò un vestito a tubino molto semplice con scollatura a v  che le metteva in risalto le sue forme e le gambe affusolate.  Era stanca della giornata, ma uscire forse era meglio per svagarsi e chiaccherare un po´.
Ad un certo punto Joe uscì dal bagno, a petto nudo, asciugamano alla vita e capelli un po´ bagnati. Delle gocce d´acqua gli scendevano sul petto. Françoise lo guardò un attimo dallo specchio e, senza farsi accorgere, si morse un labbro. 
"Accidenti a te, come sei sexy.... va a finire che faremo tardi, ti odio!"
Joe se ne accorse e le si avvicinò alle spalle.
Le mise le sue mani forti sulle sue spalle e iniziò a massaggiarla, lentamente. Françoise cominciò lentamente a sospirare.....Ad ansimare...
-Joe... Joe... Avanti, smettila, così non andiamo più...-
-Sicura?-
-Mmm.... Si, sicura.-
-Ok, allora mi vesto.-  "Accidenti a te, ma che mani hai?!?"
Uscirono e raggiunsero il ristorante a piedi, stavolta sull´avenue des Champs-Elysées.
Entrarono e raggiunsero il loro tavolo accompagnati dal cameriere. Poco tempo dopo ordinarono
ed iniziarono la cena. 
-Brindiamo alla tua vittoria.-
-Te la dedico amore mio.-
-Allora Joe, spiegami cosa volevano dire Jean e mio padre, cosa è successo?-
-Ma niente, nulla di grave.-
-Senti, io non mi intendo di queste cose ma loro due si, e molto. So che ti sembra strano, ma anche Jean è un tuo tifoso. Ha sempre tifato per la Ferrari, e quando ha saputo che il pilota di questa stagione eri tu fece un salto di due metri. Chiaramente non sapeva di noi, non ancora, almeno.-

.................

Un giorno qualunque a casa Arnoul, ora di cena...

-Signore e signori vi comunico che quest´anno è la volta buona, se Dio vuole!-
-Ma di cosa stai parlando Jean?-
-Hai sentito chi sarà il nuovo pilota della Ferrari per la prossima stagione?-
-No, chi è?-
 "Guarda che lo so molto prima di te, caro mio!"
-Ma come.... Joe Shimamura, il migliore. Quest´anno il mondiale è come se lo avessimo già vinto!-
-Quello si che è un pilota, giovane e senza paura.-
-Si papà, penso che scommetterò su di lui.-
-Sfido io. Ha partecipato a due mondiali e li ha vinti tutti e due!-
-Poi è sparito, senza lasciare traccia.-
-L´importante è che ora abbia deciso di correre per la Ferrari. So che anche alla Lotus lo volevano ingaggiare ma, per fortuna, va alla Ferrari. Si dice anche che l´ingaggio è una cifra da paura, senza contare gli sponsor.-
-Beh, è il sogno di ogni pilota, ha fatto benissimo. E si merita il successo che ha.-
.....................

5 giugno, al ristorante....continua.....

-Questo è quanto.-
-Non mi sarei aspettato che tuo fratello tifasse per me, ma forse ora ha cambiato idea.-
-Non credo, ha sempre tifato Ferrari.-
-Ma non il pilota.-
-Credo abbia già cambiato idea, almeno spero. L´altro giorno, dai miei mi è sembrato un po´ diverso nei miei confronti.-
-Lo spero, alla fine è sempre tuo fratello.-
-Non mi hai ancora detto cosa è successo, perché quel giornalista ha scritto quelle cose? Hai vinto anche in Belgio no? Cosa si aspettano, che vinci tutte le gare doppiando i tuoi avversari?-
-No Fran, non è questo. E che io... Beh.... Non riesco più ad andare veloce come prima.-
-Joe, c´entro qualcosa io, vero?-
-No, non è colpa tua.-
-E allora cosa succede?-
-Ok, non è colpa tua, ma il motivo sei tu Françoise.-
-Ho capito tutto.-
-No, ascoltami. Fino ad ora correvo, andavo il più veloce possibile, senza timore, sul rettilineo, in curva, ero concentrato completamente sulla mia guida, senza pensieri, non mi importava di schiantarmi sul guardrail. Eravamo solo io e la mia macchina. E, cosa più importante, non avevo nessuno che si preoccupasse per me e che mi aspettava a casa.-
-Io mi sono sempre preoccupata per te, anche quando non stavamo insieme.-
-Lo so questo, ma adesso le cose sono cambiate.-
-Joe, pensi che dopo una gara tu non possa tornare da me?-
-Si, è esatto. Ho paura che possa capitarmi qualcosa.  Non sopporterei l´idea di rischiare la vita e che mi capiti un incidente. Quando sono in pista, quando gareggio, i miei pensieri non sono rivolti solo alla gara, alla pista, alla velocità, al tempo di ogni giro, al carburante, ai pit-stop.
Ora ci sei tu ed io voglio stare con te. La formula 1 è stata il mio primo amore, lo ammetto, ma ora è passato per secondo, e con grande  distacco. Sei tu il mio e unico grande amore, voglio fare in modo di tornare sempre a casa da te.-
-Joe, non voglio essere la causa di una tua distrazione o di una mancanza di concentrazione mentre sei in pista, non lo accetterei mai.-
-Françoise, è normale che sia così, io sono felice così. E poi, per me, tu non sei motivo di distrazione, bensì di razionalità, se compiere o meno delle scelte azzardate. Se prima rischiavo tanto, ora rischio la metà.-
-Non lo so, Joe.-
-Lascia perdere cosa dicono i giornalisti, i tifosi. Fa che parli sono il pilota e la sua macchina. Evidentemente, anche se meno veloce, ciò mi è sufficiente per vincere.... Non credi?-
-Questo è vero. Forse hai ragione tu. E poi, a dirtela tutta, sono contenta che tu sia un po´ più prudente. Sto meno in pensiero. Già lo sono sempre anche quando fai i test!-
-Brava, allora siamo d´accordo. Ma parlami di te, Come vanno le prove?-
-Non me ne parlare.-
-Oramai sei in dirittura d´arrivo, mancano solo 13 giorni al grande evento.-
-Inizio ad essere nervosa. Ho una paura matta di sbagliare tutto durante la prima.-
-Non accadrà niente di questo. Tu impegnati come tuo solito, il resto lo farà il tuo talento.-
-Grazie.-
-Di cosa?-
-Di esserci. Riesci sempre a mettermi di buon umore e farmi credere in me stessa.-
-E´ uno dei miei compiti, ed è uno dei principi fondamentali del matrimonio, mi pare.-
-Si, esatto, e non te lo dimenticare!-
-Con te che me lo ricordi in continuazione, sarà difficile!-
-Esagerato! Io lo faccio per te, perché so che ti scordi le cose.-
-Si.... Come no!-
-A parte le prove dobbiamo pensare un po´ a noi, ti pare? E al matrimonio. Dobbiamo trovare subito la chiesa, che è la cosa più importante.-
-Françoise, io fino quasi alla fine del mese sono a tua disposizione, poi dovrò ripartire. Vorrei vincere anche il gran premio di Francia, ci tengo molto.... Visto che sto con una francese mi pare il minimo.-
-Accidenti Joe, stavo pensando.... Il 18 giugno, dopo la prima, ci sarà una cena in mio onore con tanti uomini ricchi ed esponenti politici. Mentre il 2 luglio, quando spero vincerai anche il gran premio di Francia, alla cena di gala, saremo assieme. Pensa  quanti fotografi faranno a botte per un´esclusiva!-
-Non voglio neanche pensarci.-
-Pane per i loro denti, dobbiamo accettarlo Joe.-
-E se fuggiamo?-
-Non possiamo, la fama è anche questo.-
-Preferirei essere povero.-
-Siamo in due. Se penso a quanto guadagno facendo un lavoro che, non solo non  mi stanca, ma che amo, mi dispiace per tante altre persone.-
-Te lo meriti.-
-Grazie, e comunque parte di quello che guadagniamo l´abbiamo sempre data in beneficienza, quindi siamo in pace con noi stessi.-
-Hai perfettamente ragione. Aiutare chi ne ha bisogno, del resto, è sempre stato un dovere per noi. Prima lo facevamo fisicamente, come cyborgs, ora economicamente. Ce ne fosse di persone straordinarie come noi!-
-Come noi due, Joe. Come noi due soli.-


CAPITOLO 19


10 Giugno ore 10:00, église Sainte-Marie-Madeleine

-Questa chiesa è stupenda Fran, speriamo non ci sia nessuno che abbia prenotato per il 16 Dicembre, sarebbe un peccato.-
-Ora chiediamo subito, vorrei tanto sposarmi qui. Ci si sono sposati i miei nonni e i miei genitori. Lo vorrei tanto Joe.-
-Dai, entriamo, la messa inizierà tra meno di un´ora, parliamo col parroco.-
Entrarono dentro, in effetti quella chiesa era bellissima, certo non era come la Cattedrale, ma era maestosa. Si respirava un aria surreale. Storicamente ne aveva viste tante, di cotte e di crude quel posto, specialmente durante la guerra. Trovarono la  Sacrestia. Joe bussò alla porta.
-Avanti.-
-Buongiorno.-
-Buongiorno.-
I due ragazzi si presentarono. Iniziarono a chiaccherare ma il parroco capì le loro reali intenzioni già da subito. 
-Senta padre, noi vorremmo sposarci in questa meravigliosa chiesa.-
-Mi fa piacere, ma dovete dirmi la data precisa. Questa chiesa è molto ricercata dalle giovani coppie come voi.-
-Noi avremmo pensato al 16 Dicembre di quest´anno.-
-Controllo subito...-  "Speriamo bene, pensò Françoise tra se."
-Siete fortunati, la mattina la chiesa è libera, ma nel pomeriggio ho un altro matrimonio. Per voi può andare bene?- Joe guardò Françoise che era vistosamente contenta.
-Si padre, al mattino è perfetto, la confermiamo già da ora.-
-Benissimo, poi, con calma, ci vedremo per i dettagli e per sapere qualcosa di voi, dei vostri precedenti sacramenti.-
-Va bene, ci facciamo vivi noi tra qualche settimana.- Esclamò Joe, mentre Françoise era rimasta immobile, quasi  sull´orlo del pianto.
-Arrivederci padre.-
-A presto.-
Appena usciti fuori, Joe, che stava tenendo per mano la sua ragazza, si fermò e la guardò negli occhi. Le prese il viso tra le mani...
-Sei contenta?-
Lei restò un po´ così, lo guardò e gli saltò al collo stringendolo con tutte le sue forse, facendolo un po´ vacillare. 
-Oh Joe.... Sono tanto felice.-
-Ehm.... Fran.... Anch´io, ma se mi stringi così non ci arrivo al matrimonio!-
-Ops.... Scusa, non sono riuscita a trattenermi.-
-Allora la cosa più importante è stata fatta. Il ristorante è più facile trovarlo, che ne dici?-
-Si, lo scoglio maggiore era la disponibilità della chiesa.-
Si rilassarono, il problema maggiore era risolto.
Aveva ragione lei, il ristorante e tutto il resto, erano cose che avevano molte più possibilità  di andare a buon fine.
Anne, la madre di Françoise e Catherine, l´amica del cuore nonché testimone della sposa, avrebbero aiutato lei a scegliere il vestito per la cerimonia.
-Joe, domani siamo a pranzo dai miei, te l´avevo detto?-
-Si,  quattro o cinque volte!-
-Che ne pensi? Ce la farai?-
-Credo di si, mica mi mangeranno.-
-E´ passato del tempo dall´unica volta che sei venuto dai miei. A mia madre piacesti molto. Mio padre invece si limitò a dire che eri un bravo ragazzo, senza aggiungere altro.-
-Mi sembra sia passata un´eternità.-
-Lo scoglio più difficile sarà quello di mio padre, anche mio fratello, a cose normali sarebbe stato un osso duro ma questo è un problema che si è risolto da solo, volente o nolente, dovrà solo accettarti di buon grado.-
-No, dai, l´ultima volta che ci siamo visti mi è sembrato davvero pentito e ha riconosciuto il suo errore.-
Lei invece ancora non l´aveva ancora perdonato. Infatti, alcuni giorni prima, quando Jean si presentò a casa sua quando c´era anche Joe lei  gli ripeté che:  "Per i nostri  genitori, allo scuro di tutto, farò ancora buon viso a cattiva sorte  ma  le  cose non torneranno mai più come prima, inutile che continui a provarci".  Quando gli disse quelle parole Joe, per un momento fece per dire qualcosa per sdrammatizzare ma lei lo guardò malissimo..."Joe, anche tu dovresti essere arrabbiato quanto me!"   Che caratterino!!!

11 Giugno, ore 10:30, casa Arnoul


Françoise era un pò nervosa, e si rese conto che  Joe lo era  meno di lei e questo la stupì.
-Mi sembri tranquillo, troppo tranquillo.-
-E tu invece sei tesa come una corda di violino, calmati Fran!.-
-Ma come fai a stare calmo? Entri a casa dei miei dopo tanto tempo!-
-Ci sono già stato.-
-Si, ma non è la stessa cosa. Dopo tutto quel che è successo credevo fossi più nervoso.-
-E lo sono, anche se cerco di controllarmi. Ho terrore dello sguardo che avranno i tuoi alla mia vista. Sento già  che mi odiano. A Montecarlo ti avevo detto che avrei voluto conoscerli meglio ma ora... Beh, ora è diverso... Speriamo bene.-
-Sono già nervosa io, basto e avanzo. Ora andiamo, coraggio.-
-Si, ma spero che tu abbia preparato a dovere il terreno.-
-Certo che si, ci ho parlato a lungo. E poi, per me possono pensarla come vogliono. Lo sanno anche i muri che sei  l´uomo della mia vita.-
-Davvero? Buono a sapersi.-
-Dai seriamente. Tu pensa solo ad essere te stesso, andrai alla grande.-
-Tranquilla, non ti farò fare figuracce. E poi non mi avevi detto più di una volta che tuo padre, come Jean, è un grande appassionato di Formula 1 e di macchine in generale?-
-Si, ma....-
-Vedi? Allora partiamo già in vantaggio.... Lascia fare a me ragazzina.-
-Ragazzina a chi?-
-A te, a chi se no? Mi sembri al primo ballo della scuola!-
-Hai ragione, ora mi calmo.-
-Prego, fammi strada.-
Joe le aprì lo sportello della sua DS:
-Allora, mademoiselle. Vuole scendere o mi manda da solo?-
-Si, eccomi... Aspetta Joe.-
-Dimmi.-
-Dammi la mano, per favore.-
-Accidenti, sono io che devo essere agitato, non tu!- Arrivarono alla porta. All´ingresso c´erano Maxence e Anne, i genitori di Françoise.
-Buongiorno.-
-Buongiorno.  Joe, è un piacere riaverti di nuovo con noi.- Esclamò Maxence....
-Piacere mio.- ... Disse Joe esibendosi anche in una sorta   d´inchino.
-Venite, mettiamoci comodi.-
Joe si sedette accanto al futuro suocero e iniziarono a chiacchierare... O meglio, iniziò solo lui, Joe sulle prime si limitò ad ascoltarlo. Dopo una buona mezz´ora , gli occhi di Joe  improvvisamente si illuminarono.....  
-Caspita, non ci credo, davvero lei ha una Mustang del 1953?-
-Certo, neanche Françoise ne è a conoscenza. L´ho appena comprata, è stata un occasione irripetibile.-
-E´ molto difficile da reperire infatti, chi la possiede difficilmente la vende.-
-Si, ma questo signore è un mio carissimo amico ed è rimasto solo, senza figli, moglie e parenti. Poiché sa che anch´io sono un appassionato, allora praticamente me l´ha regalata. Vedi, lui è molto malato, per questo mi ha fatto questo dono. Sa che il suo gioiello è  in buone mani.-
-Immagino, mi spiace per lui. Senta... Non è che potrei vederla?-
-Certo che si, e dovrei anche chiederti un piccolo favore.-
-Va bene, che devo fare?-
-Tu non sei solo un ottimo pilota. Da quel che so sei anche un collaudatore eccezionale, per questo vinci così tanto.-
-Si, in effetti sono molto pignolo con i miei meccanici, preferisco sempre "toccare con mano".-
-E fai bene. Comunque, riguardo a prima, vorrei che tu la "settassi" come si deve.-
-Intende... Regolazione dei minimi, cambiare i rapporti del cambio, magari un po´ più corti , e magari anche modificare i cilindri?-
-Non avrei saputo dirlo meglio.-
-Accidenti, se lo sapevo portavo la mia tuta.-
-Ma no, lo faremo un´altra volta.-
-Peccato.-
-Dai, vabbè che tra appassionati ci intendiamo alla grande, ma non potevamo passare tutto il giorno a trafficare con l´auto lasciando le donne sole in casa, non sarebbe stato carino.-
-Lo so, e sono d´accordo con lei, ma quando si parla di certi esemplari  non ci sto più con la testa.-
-Ti capisco. E vorrei passarci la giornata ma poi te la vedi tu con mia moglie....-
Joe sorrise... -No grazie, meglio di no! Ma voglio vederla subito!-
-Certo, vieni con me al garage qui fuori.  Ho già con me il telecomando.- Arrivarono davanti al garage e lui lo aprì .
Joe, quando la vide, gli sembrò di aver visto una Dea, era ammirato, gli occhi gli brillavano...
-E´ stupenda, esclamò Joe.- gli disse mentre accarezzava il cofano... E poi gialla, è meravigliosa.-
-Le chiavi sono dentro, perché non la tiri fuori dal garage, così la vedi alla luce del sole?-
-Davvero? Per me è un onore. -
-Non l´ho mai fatta guidare a nessuno, nemmeno a mio figlio, ne ho voluto che nessuno ci mettesse le mani sopra. -
-E vuole che ce le metta io le mani? -
-Voglio sentire "cantare"  il motore di questo gioiellino!-
-Solo una cosa signor Arnoul...-
-Dimmi pure...e basta con questo signor Arnoul, chiamami Maxence.
-OK, Maxence... Ho carta bianca? -
-Hai carta bianca  Joe.-
-Perfetto,  conosco questo tipo di motore, ho già in mente alcune idee. -
-Tranquillo, lo faremo dopo il matrimonio e il viaggio. -
-Assolutamente no, voglio che lei venga alla prima di Françoise e al matrimonio con questo mostro! -
-In settimana vado in un officina specializzata e compro tutto l´occorrente.-
-Ma non c´è tutta questa fretta.-
-Invece si. Domenica lei e sua moglie verrete all´Opéra con questo gioiello, le daremo anche una bella lucidata dentro e fuori.-
-Tutti a tavolaaaa, è pronto.-
-La voce di Françoise risuonò in giardino.-
Fu un pranzo all´insegna del buon umore, Françoise, dopo l´imbarazzo iniziale  iniziò a rilassarsi.  Joe invece fu a suo agio stranamente già da subito, merito del futuro suocero. Jean non si presentò a pranzo, disse che aveva dato di stomaco tutta la mattina. Parlarono del più e del meno, chiaramente l´argomento principale erano le nozze a dicembre.
-Fran, non preoccuparti di niente, ci pensiamo io e tuo padre a contattare i parenti, voi pensate ai vostri amici.-
-Ti ringrazio mamma, però ti prego di limitarti a quelli di secondo grado e non oltre, tanto nemmeno li conosco.-
-Faremo il possibile, sai quanto ci teniamo a che tutto vada per il meglio.-
-Mamma, ti aiuto a sparecchiare, poi portiamo il dessert.-
-Grazie cara, andiamo.-
Joe rimase a chiacchierare col padre di lei, mentre le due donne si diressero in cucina.
-Mamma, ancora non ci credo che tutto questo possa accadere a me. Mi sposo con Joe, capisci? Dopo tutti questi anni, mi sembra impossibile.-
-A dire il vero credevo aveste aspettato ancora un po´ di tempo. E´ un passo  molto importante, ci avete riflettuto bene? Tu ci hai riflettuto?-
-Si, lo voglio con tutta me stessa. E si, noi siamo felici così mamma.-
-E noi con voi, sia io che tuo padre, dico sul serio. Eppure, nonostante questo, hai fatto di tutto per perderlo. A volte ti comporti da bambina, lo sai vero? Un errore dietro l´altro.-
-Si, un grosso errore che poteva costarmi caro.-
-Ma ora siete uniti più che mai, lo si percepisce da come vi guardate e vi cercate.-
-Si mamma, non so nemmeno come ho fatto a stare tutti questi mesi senza di lui.-
-Mi sono accorta che  non aveva un´espressione molto convinta di quando parlavamo dei parenti.-
-Mamma, tu come ti sentiresti al posto suo? Io lo capisco, ti ho anche fatto cenno di troncare il discorso ma siete partiti come schegge. Joe non solo non ha genitori, ma non credo sappia nemmeno se ha parenti. La sua vita è stata colma di problemi e difficoltà una dietro l´altra. Ha solo amici, ottimi amici, ma nessuno neanche lontanamente assimilabile ad  un parente.-
-Mi dispiace tanto, forse dovremmo....-
-No, fate come vi sentite di fare, lui preferisce la spontaneità rispetto all´ipocrisia.-
-E la casa? Vivrete nel tuo attico?-
-Per il momento si, non ne abbiamo ancora parlato ma Joe si è abbastanza ambientato in quella zona di Parigi. Inoltre viaggia molto, e fino ad allora, non conviene cercare altra sistemazione.-
-Ma almeno il ristorante lo possiamo pagare noi?-
-Mamma, lo sai anche te che l´ultimo dei nostri problemi sono i soldi, quindi non preoccuparti.-
-Allora cosa possiamo fare per voi?-
-Niente di quel che non state facendo adesso, starci vicino.-
-Io e tuo padre faremo il possibile per aiutarvi.-
-Mamma, davvero non hai nient´altro da dirmi?-
-Vuoi sapere cosa penso di lui?-
-Si, ci terrei molto, ma non devi sentirti in obbligo.-
-Se anche te lo dicessi cosa cambierebbe?-
-Forse niente, ma voglio saperlo lo stesso.-
-Senti Fran, sai che, quel che ho sul cuore ho sulla lingua.
Posso dirti che sono rimasta alquanto scioccata da quel che avevo letto sui giornali l´inverno scorso. I gossip c´erano andati a nozze con la vostra storia. Ma non ho mai approvato la tua decisione di cacciarlo di casa, non dopo tutto quel che mi avevi raccontato su di lui e di quello che avevate passato assieme, un tira e molla continuo.
E avevo ragione, per fortuna. Ora sono felice, sono felice per te, per voi. Per me Joe è un bravissimo ragazzo ed è innamorato pazzo di te, lo si vede da come ti guarda. Nemmeno tuo padre mi guardava con quell´intensità.-
-So di aver sbagliato mamma, e per fortuna tutto si è aggiustato, ma c´è mancato poco, davvero poco.-
-Io ti voglio un mondo di bene, ma so che hai il tuo bel caratterino. Se lo ami così tanto devi tenertelo stretto con tutte le tue forze, non se ne trovano molti di ragazzi come Joe. Se pensiamo com´è vissuto ed a quel che è diventato, possiamo dirgli solo "chapèau".
-Grazie mamma, non sai quanto mi fanno piacere le tue parole. E di papà che mi dici?-
-Ah lui, mi sembra che ne sia innamorato anche più di te, a te che sembra?-
-Dico che hai ragione mamma.-  Sorrisero entrambe.... Presero il caffè che erano già le 15:00 passate.
-Allora torno dopo domani per quella cosa, ok?-
-Benissimo, ti aspetto.-
-Arrivederci.-
-A presto, Joe.- Esclamò Maxence.
-Ciao mamma, ci sentiamo stasera.-
-Ciao tesoro, a  stasera. Joe, vuoi avvicinarti un attimo?-
-Certo signora, eccomi.- Françoise restò a guardarlo perplessa mentre tornava indietro da sua madre...
-Joe, sono felice per voi. Non ti ho detto niente prima a tavola perché non ne ho avuta la possibilità. Voglio dirti che non potevo desiderare ragazzo migliore di te per mia figlia.-
-Grazie signora, per me le sue parole sono oro colato. Non sa quanto ho sofferto per sua figlia e sono contento che le cose siano andate per il meglio.-
-Spero che noi due un giorno potremmo parlare molto di più... E da soli.-
-Ne avrei bisogno anch´io signora, non s´immagina nemmeno quanto.-
-Vieni a trovarci quando vuoi. E basta con questa signora.-
-Va bene, Anne. A presto.-
Tornò verso Françoise che lo stava aspettando nel vialetto del giardino. Salirono in macchina e si allontanarono.
-Che aveva da dirti mia madre?-
-Che ti interessa?-
-Se mi riguarda mi interessa eccome.-
-Sono cose nostre, se permetti.-
-Cose vostre? Questa è bella!-
-Dai, Fran....Secondo te.-
-Ti ha detto che le piaci, a lei e a papà, vero?-
-Logico, come faccio a non piacere.-
-Modesto il ragazzo. Comunque sono strafelice Joe, dico davvero. Il nervosismo è svanito nel nulla, e questo grazie a te. E´ stata dura?-
-Niente affatto, i tuoi sono gentilissimi, umili e ti dicono quel che pensano senza pensarci un attimo, sai che sono le cose che apprezzo di più nelle persone.-
-Lo so, e ci speravo che andasse tutto bene.-
-Françoise, hai una bellissima famiglia, tienitela stretta.-
-Vorrei fosse anche la tua famiglia, quella che non hai mai avuto.-
-Farò del mio meglio ma ho bisogno del tuo aiuto.-
-Ti amo da morire Joe.-
Le prese la mano che lui teneva sul cambio e lo accarezzò dolcemente nel viso, ancora non ci credeva che le stesse capitando tutto questo.
Per lei era importante che fosse andato tutto bene con i suoi, ora poteva dire di avere tutte le persone più importanti della sua vita accanto a se, tutte insieme, non le mancava niente e nessuno. Era una sensazione appagante e meravigliosa.
"Non avevo mai provato una sensazione così bella, sono davvero la ragazza più felice di questa Terra." Pensava tra se mentre accarezzava la mano di Joe. Aprì il piccolo  specchietto interno del parasole e si accorse che aveva  gli occhi  lucidi.  "Piagnucolona che non sei altro".  Stettero un po´ in silenzio, tutti e due avevano bisogno di riflettere tra loro stessi. Ad un tratto.....
-Cosa hai da fare martedì pomeriggio? Non avevi da fare con la Lacoste?-
-Si, il nuovo spot, ma la mattina presto, poi sono libero, tanto tu nel pomeriggio  hai le prove.-
-E cosa devi fare?-
-Niente, una  "sistematina"alla macchina di tuo padre.-
-Mmm, immagino che tipo di "sistematina"!-
-Me lo ha chiesto lui, giuro.-
-Si certo, come no! E a te dispiace un sacco, vedo.-
-Sono così prevedibile?-
-Quando si tratta di macchine e motori si!-


13 Giugno casa Arnoul ore 17:30

-Ecco, abbiamo quasi finito, ora in terza, dovrebbe andare molto prima in coppia. Ora guardiamo i freni anteriori e siamo a posto.

Mezz´ora dopo...

-Ciao a tutti.-
-Ciao Fran.-
-Amore, finalmente.- Joe venne fuori da sotto il cofano  con la tuta completamente sporca di grasso.
-Oh santo cielo, ma come ti sei conciato.... Anche tu papà, ma che ci siete finiti dentro al cofano?-
-Ehm... Si, in effetti avremmo bisogno di una doccia prima di cena!- Esclamò Maxence.
Françoise non sapeva se ridere o piangere. Era buffo vedere Joe armeggiare sotto l´auto e suo padre passargli chiavi inglesi, bulloni, cacciaviti e arnesi vari. Si tolsero le tute e partirono per il classico  "giro di prova".
Quando fecero ritorno e scesero dalla macchina, erano l´uno più estasiato dell´altro.
-E´ una bomba!-
-Si, concordo.-
-Hai fatto davvero un ottimo lavoro, non si riconosce.-
-Per me è stato un piacere.-
-Il rombo del motore ha un suono... Direi...-
-Potente e meraviglioso.-
-Appunto, mi hai tolto le parole di bocca.-
-Una bella lucidata e siamo a dama.-
-E quel bolide? Quando l´hai comprata?-
-In realtà me l´ha regalata l´ingegner Ferrari, a me non serviva ma ha talmente insistito fino ad arrivare a minacciarmi che non ho potuto fare a meno di accettarla.-
-Molto gentile, ma... Tranquillo che non ci rimette. Con tutti i soldi che gli stai facendo fare in questa stagione... Per sua ammissione chiaramente. Nelle interviste e sul quotidiano sportivo "L´Equipe" ti lusinga molto.-
-Vero, ma comunque è stato ugualmente molto gentile, poteva anche non farmi niente.-
-Hai ragione, bisogna apprezzare ogni cosa, grande o piccola che sia.-
-Soprattutto le piccole.-
-Ora sarà meglio farci una doccia, altrimenti le prendiamo sul serio.-
-Decisamente!- Fortuna che Joe, preciso com´è, si era portato dietro il cambio.
-Fran, porta quest´ asciugamano pulito al tuo ragazzo, a quest´ora starà per uscire dalla doccia!
Quelli più piccoli sai già dove trovarli.-
-Subito mamma.- Salì le scale e si diresse verso la camera di lei che ha il bagno privato.
Toc Toc.... -Posso entrare? -
-Accidenti Fran, mica ti ho detto di si!- Era appena uscito dalla doccia ed era completamente nudo...
-Dai, passami l´asciugamano, svelta! Nella fretta me li sono dimenticati nella borsa in macchina.
Fortuna che ci ha pensato tua madre.-
Nel vederlo così nudo e un po´ imbarazzato  Françoise gli si avvicinò pericolosamente con lo sguardo fisso negli occhi di lui, gli tese l´asciugamano per poi ritirarlo indietro di scatto senza dare tempo a Joe di afferrarlo...
-Dai, lascia quell´asciugamano o saranno guai.- Ma lei nemmeno ci pensava tenendolo dietro di sè...
-Lo sai che in questa casa non l´ho mai fatto con nessuno?-
-No, grazie, preferisco arrivare vivo al matrimonio.-
-Perché? Non ti eccita tutto ciò?-
-Mi eccita eccome.... Ma sei davvero tu quella che parla?-
-E´ colpa tua se sei così sexy... Dio, ti mangerei.-
-Guarda che ti prendo in parola....-
-Anche prima, con quel grasso del motore nelle guance eri così sexy!-
-Davvero?-
-Joe...-  Le si avvicinò pericolosamente quando.....
-Françoise, dove sei? Aiutami ad apparecchiare.-
-Arrivo mamma.- Finalmente gli consegnò il sospirato asciugamano nel mentre  guardò Joe che a sua volta la guardava tra il divertito ed il malizioso.
-Un vero peccato, non trovi?-
-Si, avrei voluto essere il primo.-
-Beh, magari la prossima volta.... Chissà.-
-E poi sono io quello che guarda indecente.-
-Ho imparato dal maestro.- Gli mandò un bacio soffiando sulla sua mano...
-Ah, se hai bisogno di altri asciugamani, sono nel mobiletto davanti all´altro bagno in fondo al corridoio.-
-No, grazie. Mi basta questo.-
La cena trascorse rapida. Joe era sfinito, anche se vistosamente soddisfatto. Françoise disse che aveva bisogno di riposare, le prove erano state più dure del solito. Salutarono e andarono a casa di lei. Si infilarono 
a letto che non erano nemmeno le 22:00. Caddero entrambi in un sonno dolce e profondo.
La settimana fu molto dura per Françoise, la domenica avrebbe dovuto interpretare la sua "Gisèlle", era il suo sogno e non poteva sbagliare. Stava iniziando a essere molto tesa e Joe, pazientemente, cercava di starle vicino il più possibile ma senza  soffocarla, se lei voleva parlare lui c´era, se voleva il silenzio, lui stava ad ascoltarla. 
Anche se era molto nervosa, apprezzava molto questo modo di lui di starle accanto, non chiedeva di meglio.


CAPITOLO 20


Sera del 17 Giugno, attico di Françoise

-Andrà tutto bene, vero?-
-Non andrà bene, andrà benissimo.-
-E se non sarò abbastanza brava?-
-Sei la più brava, amore mio, la migliore. E domani sera lo dimostrerai al mondo intero.-
-Lo spero, ma  sono così nervosa.-
-Qualsiasi cosa tu voglia che faccia per farti stare meglio la farò.-
-Tu stai già facendo questo, e molto di più.-
-Che ne diresti se uscissimo e ci prendessimo un bel gelato cioccolato e panna?-
-Ma sei impazzito?-
-No, sono serio. So che ne vai matta, quindi ti metterebbe di buon umore.-
-Joe, non scherzare.-
-Io non scherzo. Ti farà bene uscire un po´. Dopo, quando torniamo ti coccolo tutta, ci stai?-
-Mmm, ok, mi hai convinta, ma a patto che facciamo anche una passeggiata per smaltire.-
-Aggiudicato.- Due ore dopo....Sui gradini del palazzo...
-Il gelato era buonissimo, hai fatto bene ad insistere.-
-Te l´avevo detto.-
-Non è che mi è venuta la pancetta, vero?-
-Ma quale pancetta, sei in forma perfetta, talmente perfetta che....-
-Alt! Non iniziare a guardarmi in quel  modo. E poi mi sono vestita con la prima cosa che ho trovato, non so nemmeno cosa mi sono messa.-
-Tu sei tremendamente affascinante anche con due stracci addosso.-
-Sei sempre il solito, il bello è che ti credo pure.-
-E´ più forte di me, ma se non vuoi... Oramai sono passati due giorni dall´ultima volta,  vorrà dire che domani sera dovrai farti perdonare.-
Le si avvicinò e la baciò dolcemente sulle labbra, poi l´abbracciò stretta. Lei aveva un gran bisogno di questo suo abbraccio....
-E se iniziassi ora a farmi perdonare?-
-Fran.... Forse è meglio rimand....- Lei non gli dette modo di finire la frase e lo  baciò all´improvviso.
-Mmm... Non sarebbe meglio entrare?-
Le disse Joe preso un po´ alla sprovvista e che non si aspettava questo gesto spontaneo da lei...
-Si, ma continua a baciarmi.-
Entrarono nell´ascensore ancora appiccicati. Poi Joe la prese in braccio e in qualche modo, trafficando con le mani, prese le chiavi ed aprì...
-Je t´aime Joe, je te veux maintenant!- Lui non si fece pregare e iniziò a spogliarla, mentre lei aiutava lui a spogliarsi.
Finirono in camera da letto e si amarono a lungo, dolcemente, accarezzandosi vicendevolmente molte volte. Poi lei stava per cedere al sonno tra le braccia di lui. La tensione era magicamente svanita. 
-Mi sento molto meglio, ora. Stringimi a te.- Gli sussurrò....
La mattina seguente Françoise si svegliò rilassata, riposata. Andò al teatro subito dopo pranzo accompagnata da lui.

18 Giugno, teatro Opéra de Paris ore 21:00


La prima di "Gisélle" ebbe finalmente inizio. Vi erano presenti ricchi uomini parigini, esponenti politici, stilisti, attori, cantanti e una miriade di fotografi e giornalisti.
Nelle prime file sedevano  i suoi, Jean con la fidanzata, Bretagna, Albert e Jet, tutti visibilmente emozionati. Accanto a Jet c´era Joe. I due erano di nuovo fianco a fianco, in un momento che non fosse ne la guerra ne le gare, ne un brutto momento per uno dei due.
Finalmente si erano ritrovati per un bell´evento, con il quale trascorrere ore piacevoli, senza problemi e senza pensieri in testa. Jet si voltò verso di lui più di una volta. Joe aveva lo sguardo fisso su di lei, a Jet i suoi occhi, in certi momenti, gli erano parsi lucidi e gli dette qualche pacca sulla spalla.
Joe non disse niente, lo guardò con gratitudine, a Jet bastava e avanzava. Lo conosceva troppo bene.
Françoise era semplicemente stupenda, una luce che abbagliava lo sguardo dei fortunati presenti in platea, bellissima, elegantissima. Danzò in maniera divina, sembrava galleggiasse nell´aria. L´applauso finale durò moltissimi minuti.
Tutto il corpo di ballo fu bravissimo, quella sera. La tensione di una serata importante come quella si poteva palpare nell´aria. Lo staff fu molto apprezzato ed i giornalisti presero d´assalto le ballerine fin dalle loro uscite dai camerini. La più ricercata era chiaramente lei, forse l´unica che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Uscì dal suo camerino e fu presa d´assalto da giornalisti e fotografi incuranti della sécurité.
Avrebbe voluto subito andarsene a casa ma, essendo l´ospite d´onore, dovette dare udienza quasi a tutte quelle persone famose sia francesi che straniere  accorse da  ogni parte d´Europa per vedere l´étoile de l´Opéra danzare sul palcoscenico più famoso del continente.
Si era fatta oramai quasi mezzanotte, ma la calca non accennava a diradarsi. Finalmente, tra saluti e sorrisi il più delle volte forzati e facendosi largo tra la gente, Françoise raggiunse  la sua famiglia e i suoi amici, venuti a posta per lei da tutta l´Europa: infatti erano presenti Jet, Albert e Bretagna, che,  per l´occasione,  erano ospiti degli Arnoul.
Li abbracciò tutti entusiasta e raccolse i loro fiori. -Sei stata magnifica Fran.-
-Grazie mamma.-
-Sono fiero di te.- Aggiunse Maxence.
-Grazie papà, sono molto felice che sia andato tutto bene.- Lo abbracciò...
-E´ stato un successo, te lo meriti  davvero tanto.-
-Grazie Jean.... E grazie anche a te, Janètte.-
-E noi?- Esclamò Albert un po´ risentito....
-Voi siete sempre i  migliori amici ed i migliori ammiratori che una ballerina può sognare.-
-Sei stata divina, ma chère.- Esclamò Bretagna. 
-Li hai stesi tutti.- Disse Jet.
-Siete troppo buoni.-
-No, è la verità.- Aggiunse Albert. 
-Vi voglio un mondo di bene ragazzi.-
Riservò a Joe l´abbraccio finale, quello più caloroso e intenso.
Peccato che i fotografi erano ancora in agguato. I flash non si contavano più in quel momento.
Joe, molto platealmente, mise il braccio sulla spalla di Françoise e si mostrarono ai fotografi.
-Dovranno pur guadagnarsi il pane anche loro, non credi?-
-Sono d´accordo, diamo loro ciò che vogliono.- 
Addirittura si divertirono a mettersi in posa, tanta era la felicità di quella sera.  Poco dopo...
-Joe, metti questi fiori in macchina per favore.-
-Certo, dalli a me.-
-Ragazzi, sono distrutta, vi dispiace se andiamo?-
-Vai pure. Noi aspettiamo i tuoi, visto che siamo loro ospiti.-
-Joe, noi ci vediamo tra qualche giorno ok?-
-Va bene ragazzi, ci conto.-
-Joe, salutiamo anche  i  miei, vieni con me.-
-Allora è riuscito a venire col suo gioiello.-
-Si, e il parcheggiatore l´ha ammirata a dovere.-
-Lo dicevo io. Non è che Jet, per caso, le ha chiesto di fargliela guidare?-
-Almeno cinque volte. Alla fine ho ceduto.-
-E´ sempre il solito.-
-Se è amico tuo lo è anche mio.-
-Grazie.-
-Andiamo anche noi, ci  sentiamo domani?-
-D´accordo mamma. Buonanotte.-
-Buonanotte a tutti e due.-
-Buonanotte.-
-Dove ti credi di andare amore mio?!-
-Dici a me?-
-Si a te.-  Joe sghignazzava compiaciuto, sapeva già cosa fosse successo...
-Vieni, vieni con me.-
-Dove?-
-Non fare lo gnorri. Lo sai... Nel mio camerino.-
-Ma non passano a pulire?-
-Cretino, sai a cosa mi riferisco.-
Joe stava ridendo, le aveva fatto trovare un mazzo di rose gigantesco che prendeva quasi tutto il camerino di Françoise.
-Entra. Ed ora devi spiegarmi come facciamo a portarle via. Qui ci vuole un camion!-
-Ma chi è quell´idiota che ti ha comprato tutte queste rose... Deve essere proprio innamorato perso... Poverino.-
-Vieni subito qui! E´ un ordine!- 
Appena le fu vicino gli saltò al collo che ci mancò poco  si strappasse il vestito, e lo baciò.
-E questo per cos´è?-
-Per come sei... E ora aiutami, cerchiamo di metterle assieme e poi le faremo uscire da qui.... Matto che non sei altro.-
In qualche modo riuscirono a portarle fuori di lì. Quando uscì dal teatro  era visibilmente più rilassata.
-Sei stupenda, il tuo sorriso e le tua leggerezza hanno stregato l´intera platea. Sono orgoglioso di te, ti meriti tutto questo successo.-
-Il merito è anche tuo e della tua idea di mangiare il gelato ieri sera.- ....Gli sorrise divertita.
-Perché il dopo dessert no?-
-Quello è stata la ciliegina sulla torta, mon amour.-
-A proposito, dove devi andare di bello  con quei tre ?-
-Françoise.... Davvero non ci arrivi?-
-Mah!... Non saprei.-
-Non sei la sola che deve scegliere il vestito per il matrimonio, non credi?-
-Ops... E´ vero, scusami.- Diventò rossa dall´imbarazzo.
-E ora pensiamo a come fare con questo "negozio" di rose rosse....-
La settimana successiva fissarono anche il ristorante.
Lei, con la madre e Cathrine, trovò il suo vestito da sposa, mentre lui dovette aspettare l´arrivo di Jet, Albert e Bretagna  per comprare il suo. Fu l´inglese  ad avere la meglio sui gusti dei tre, e Joe ne sembrava davvero felice.
Avevano preso qualche giorno di ferie  e, assieme a Françoise, andarono tutti a Magny-Cours ad assistere alla sesta vittoria consecutiva di Joe a bordo della sua Ferrari BB 512. Quella sera, al ricevimento, Joe presentò Françoise e i suoi amici a Ferrari.
-Quindi è lei la fortunata.-
-Si, signore, ma in realtà quello fortunato sono io.-
-Ok, mettiamoci d´accordo. Decido io chi è più fortunato e chi meno... Concludo che... Siete entrambi fortunati... Va bene così?-
-Così è perfetto signor Ferrari.-  Esclamò Françoise.
-Donna intelligente, oltre che molto bella. E bravo il nostro Joe.-
-Così ci mette in imbarazzo, signore.-
-Lo so, e mi diverto un sacco.-
La sera Joe cedette alla richiesta di Françoise di ballare per il ricevimento di gala in onore al pilota della Ferrari.
Lui era elegantissimo con lo smoking, lei semplicemente divina, per l´occasione sfoggiò un vestito rosso  di Christian Diòr con un vistoso spacco che mostrava il suo portamento e le sue gambe perfette. Anche gli altri amici  Cyborg si divertirono  molto in quella serata. Dormirono tutti nell´albergo dove si svolse il galà, ripartirono tutti per Parigi la mattina seguente.
Joe ringraziò vivamente i suoi amici, ricordando loro ancora una volta, di quanto la loro amicizia fosse importante per lui e Françoise. Ci fu un tenero  abbraccio di gruppo di tutti e cinque con Françoise stretta nel mezzo. Persino Jet, che è un po´ allergico a queste cose, si abbandonò a quel gesto trascinato prepotentemente da Françoise e Joe.

Parigi, 3 Luglio ore 21:00 al ristorante

-Cavolo Joe, vai proprio forte quest´anno, non ce n´è per nessuno.-
-Si, ma Fittipaldi mi è stato  molto vicino per buona parte di gara. Hai fatto un ottimo lavoro Jet,
come sempre, se ci fossi stato tu sarebbe stata durissima.-
-Ma alla fine l´hai spuntata di nuovo.-
-Ora potresti anche prenderti una pausa, praticamente hai già  vinto il mondiale a metà stagione.-
-In effetti si. Non sono molto bravo con i numeri ma credo  mi basti solo arrivare terzo per altri due gran premi ed il mondiale è mio. Mi piacerebbe vincere anche in Gran Bretagna e Germania ma non pretendo troppo.-
-Sarebbe fantastico.- Esclamò Françoise....
-Joe, noi domani torniamo ai nostri paesi per motivi di lavoro, ma ci incroceremo in giro, ok?-
-Ok Albert, capisco. Mi ha fatto piacere passare del tempo con voi amici.-
-Anche a noi.- Rispose Bretagna.
-Noi due invece ci incrociamo tra dieci giorni Jet.-
-Si, amico, e stavolta correrò io, altrimenti le vinci tutte.-
-Magari Jet.... Mi manca vederti in pista.-
-Lo so, anche a me mi manca gareggiare con te, anche se ammetto che sei sempre stato il più forte.-
-Ehi, se vi mancate così tanto, sposatevi tra voi, no?- Esclamò Françoise, che fece scoppiare dal ridere tutti quanti....
Come sperava e come tutti si aspettavano, viste le precedenti prestazioni e considerate anche le caratteristiche dei due circuiti, Joe vinse sia in Gran Bretagna che in Germania. Lì passò anche un po´ di tempo con Albert, mentre Françoise, che aveva ripreso le prove del balletto ma con molta calma, si dedicava assieme alla madre e a Cathrine, ai preparativi di nozze. Per i fiori, aveva parlato col parroco della chiesa il quale le disse di non esagerare nella quantità di composizioni floreali, a lui non piaceva molto lo sfarzo, era un prete molto all´antica.  Le bomboniere, i centri tavola, tutto era stato fissato, mentre per il fotografo, aveva deciso di aspettare Joe che tornasse da Berlino.
Per Joe anche Albert era un confidente coi i fiocchi. Uno al quale poteva dirgli di tutto, poiché sapeva che avrebbe avuto la risposta giusta. Non era certo impulsivo  come Jet. Albert era il saggio amico che ti faceva riflettere, che ti faceva usare il buon senso, non che Jet non ne fosse capace, ma , nonostante gli volesse un gran bene, sapeva che molte volte i suoi consigli erano dettati da stati d´animo focosi ed impulsivi.

Aeroporto di Parigi, 2 agosto ore 18:00 

-Joeeeee.-
-Françoise.-
-Finalmente.-
-Eccomi, con un po´ di ritardo.-
Gli mise le braccia al collo e Joe dovette lasciare il trolley per accogliere il suo impeto.
-Tutto bene il viaggio?-
-Si, per fortuna è stato breve perché  è partito con mezz´ora di ritardo.-
-Che ti va di fare per cena? Andiamo fuori?-
-Stasera pizza, non so perché ma a me ne è  venuta voglia a forza di sentire i miei vicini di posto, una coppia italiana di Napoli, parlavano di come sarebbe stato bello per loro aprire una pizzeria a Parigi e fare la vera pizza napoletana.-
-Mi hai convinto, vada per la pizza. Ah, a proposito. Ti saluta Danielle e suo figlio Lucas.-
-Davvero? E quando li hai visti?-
-Li avevo invitati io l´altra settimana quando li trovai alla fermata del metrò. Sai, siamo diventate amiche.-
-Mi fa piacere, è una brava persona, spero le vada tutto bene. Che avete fatto di bello?-
-E´ venuta da me l´altra sera, suo figlio era dal padre. Abbiamo parlato, del più e del meno. Chiaramente uno degli argomenti di discussione eri tu, ma questo già te lo immagini.-
-Chissà come avete spettegolato alle mie spalle!-
-Un po´ si, lo ammetto.-  Sogghignò lei.... Mentre lui la stava guardando con curiosità...
-Sai Joe, sono ancora convinta che lei sia innamorata di te, l´ho capito sin da subito.  Come la capisco. Devo dire che un po´ mi dispiace.-
-Anche a me, ma lei non è te. Basta questo.-
-Spero vivamente trovi un uomo che le voglia bene, sia a lei che al piccolo Lucas.-
-Lo spero per lei...  Senti un po´, hai impegni per questo mese?-
-In che senso?-
-Nel senso che ti ho chiesto.-
-Non capisco.-
-Allora ti ripeto la domanda: Hai impegni per tutto questo mese.... A parte lo stare con me e farmi felice?-
-Ma... Non capisco.-
-Ok, tanto è tempo sprecato.... Aspetta un attimo, chiudi gli occhi.-
-Va bene, farò come dici ma... Continuo a non seguirti...-
-Fran...  CHIUDILI e senza barare!- Joe mise la mano nell´interno della sua giacca e tirò fuori un plico e lo mise davanti a lei.
-Bene, ora puoi aprirli.- Lei vide il plico. Lo osservò meglio, poi sciolse il nastro rosso.... Iniziò a leggere...  Sempre più attentamente.
-Ma queste sono prenotazioni.... Roma, Napoli, Firenze, Siena, Torino, Milano... Ma come hai fatto.... Aspetta... Coooosa? Partenza il 5 Agosto??? Tra 3 giorni??? Sei impazzito??-
-No, per ora credo di no. Allora, che ne dici?-
-Sono senza parole, Joe. Io potrei anche staccare dal balletto per quanto voglio, ma tu... Sappiamo già che non puoi liberarti.-
-E se ti dicessi che ho già  parlato col gran capo e sono d´accordo con lui nel saltare la trasferta in Austria? 
Françoise, sono ufficialmente tutto per te fino al 8 settembre. Che ne dici?-
-Che dico?? Che sono strafeliceeee. Andiamo subito a preparare le valigie. Amore mio, ho sempre sognato di fare una vacanza del genere con te.-
-Volevo farti felice. A dire il vero non credevo la prendessi così bene, temevo di essere stato un po´ precipitoso.... Ehi,  non serve che piangi.-
-Piango di gioia Joe, sono felice come non lo sono mai stata prima.
Ma come hai fatto a prenotare visto che eri a Berlino?-
-In realtà ero già stato in agenzia un pomeriggio mentre tu eri in teatro. Mancava solo la conferma che ho dato prima di partire per la Germania. Avevo nascosto il plico nella bauliera della ferrari... Poi "casualmente"  è finito nella tasca della mia giacca. Avevi questo desiderio, perchè non esaudirlo?-
Il viaggio in Italia fu quasi una luna di miele per Joe e Françoise. Non avevano mai fatto un viaggio insieme così lungo. Erano stati insieme in Norvegia ad assistere alle olimpiadi invernali, ma ancora la loro relazione non era sbocciata del tutto, anzi, vi era sempre un po´ di imbarazzo, nonostante sapevano di amarsi. Prima di quel viaggio avevano discusso spesso. Soprattutto lei era stata molto paziente ed aveva dovuto ricorrere alla voce grossa per avere ragione delle sue continue insicurezze.

................

-Françoise, è inutile. non possiamo stare insieme. TU non puoi stare insieme ad un rifiuto della società come me. Non potrò mai essere degno di amarti.-
-Ma cosa stai dicendo. Io ti amo, non mi importa niente se sei stato un teppista o quant´altro. Te lo vuoi mettere in testa una buona volta? Perché vuoi decidere per tutti e due?-
-Mi dispiace, ma mi sono pentito di averti chiesto di accompagnarmi alle Olimpiadi Invernali,  non avrei dovuto.-
-Ah, e perché mai?-
-Perché non voglio illuderti... Io vorrei ma... Non posso stare con te.-
-E chi lo decide di grazia?-
-Ma io....-
-Ascolta brutto stupido. E´ un occasione che ci  servirà per capire veramente cosa proviamo l´uno per l´altra, capisci? Per una volta che hai preso l´iniziativa, cosa fai, ti penti? Getti l´amo e poi lo ritiri? Mi dispiace ma non lo accetto!-
-Hai ragione... E´ solo che non vorrei deluderti.-
-Sei un idiota, un grosso idiota. E basta con questa storia che non ti merito. Non la voglio più sentire.
Tu mi ami?-
-Lo sai.-
-Ti ripeto la domanda... Tu mi ami, Joe?-
-Da morire.-
-Anch´io ti amo zuccone che non sei altro! Quindi  basta così! Ora tu vai a prenotare i biglietti dell´aereo e poi partiamo, con le buone o con le cattive!!!-"

..................

Noleggiarono una macchina e girarono la penisola in lungo e in largo.
Françoise si stupì della bellezza di alcuni paesini limitrofi alle grandi città.  E´ vero, avevano un mese a disposizione. Ma un paese come l´Italia offre tantissime opportunità per i turisti. Comprarono dei souvenir e scattarono moltissime foto. In quel periodo l´Italia era invasa dai turisti, erano venuti da tutte le parti del Mondo. 

Aeroporto di Milano, 6 settembre, ore 11:40

-E´ stata una vacanza magnifica.-
-Si Fran, è vero. Siamo stati proprio bene.-
-Lontano da tutto e da tutti.-
-Si, peccato sia finita.-
-Sai cosa penso Joe?-
-Cosa?-
-Che tu ed io siamo fortunati, almeno, io lo sono, ma penso di poter parlare anche per te.-
-A cosa ti riferisci?-
-Che stiamo tanto bene anche e soprattutto da soli, non abbiamo bisogno di nessuno per essere felici. Non è scontato in un rapporto. Anche quando usciamo con Cathrine e Philippe riusciamo sempre a ritagliarci piccoli momenti nostri.-
-Si, lo penso anch´io. Non mi sono mai annoiato con te Françoise e soprattutto, mi basta guardarti per non annoiarmi.- Le dette uno sguardo dei suoi al che lei corrugò la fronte...
-Ma possibile che pensi sempre a certe cose?-
-E cosa c´è di meglio, scusa?-
-Ahhhh, con te è una causa persa.-   ...Sospiro...
-Tocca a noi, forza, imbarchiamoci e torniamo a casa.-
-Ahimè, si, ci tocca!-
-Comunque voglio tornarci in Italia.-
-Sono d´accordo, è vicinissima, non sarà difficile.-
Françoise tornò alle sue prove di balletto, mentre Joe,si apprestava a fare i test per Monza. Era il gran premio che per il suo capo contava molto, gareggiavano in casa e Joe si sentiva in dovere di  metterci tutto se stesso.
Quel 10 settembre, giorno della gara, il pubblico, quasi tutto tifoso della Ferrari era in delirio. Si respirava un atmosfera surreale. Striscioni, pubblico che improvvisava una ola, il nome di Joe era dovunque. Françoise venne ad assistere assieme al padre ed a suo fratello con la fidanzata. Dietro di loro c´erano Bretagna e Albert, mentre Jet, era al suo posto ai box della Lotus che si godeva la gara da li.
Un bel testa a testa nel finale tra Joe e Stewart, sulla tyrrell. Joe, che per buona parte della gara era stato secondo, lo superò al penultimo giro dopo aver studiato il suo punto debole per poi mantenere la prima posizione fino al traguardo.
Il mondiale tornò in casa Ferrari e Joe ricevette l´ovazione meritata del pubblico presente.
E´ vero il fatto che, da quando si era rimesso  con lei, la sua guida era divenuta molto più prudente ma quell´anno la sua preparazione, la sua monoposto e il suo team, erano di gran lunga superiore a  tutti gli altri.
Quella sera non poté dileguarsi tanto facilmente dal ricevimento di gala che era prettamente in suo onore.
Aveva già quasi litigato con un esercito di giornalisti e fotografi che lo aspettavano alle televisioni e giornali. Passò le successive tre ore a rilasciare interviste e firmare autografi. Per l´occasione sfoggiò anche un buonissimo accento italiano.
Una cosa che impressionò tutti,  ma non Françoise,  era la sempre disponibilità di lui con i bambini. Si vedeva che era felice di ricevere un loro sorriso, in fondo,  non gli costava nessuna fatica. I bambini non ti fanno molte domande difficili, anzi, spesso molto più interessanti, come diceva lui.  
Piuttosto era Joe che le faceva a loro. Se ne stava lì con Françoise, Jet e gli altri, circondato da quei diavoletti, come se nulla fosse, era proprio a suo agio. Con molta naturalezza, ad un gruppo molto folto disse...
-Questi sono i miei amici, Jet, Albert e Bretagna. Lei invece è la mia ragazza e futura sposa, Françoise.-
-Joe.-
-Ops, spero non abbia sentito nessuno.-
Françoise arrossì  ma  si prestò molto volentieri a tutti quei giovani tifosi della Ferrari. 
Quella sera, al ricevimento vestiti entrambi di tutto punto, furono la coppia della serata, ammirati da tutti. Non mancarono battute e sguardi indiscreti, sia verso di lei che verso di lui. I giornalisti di gossip ci andarono a nozze.
-Non farci caso, è il prezzo del successo.-
-Lo so, ma qualche volta vorrei essere come tutte le altre ragazze che ballano col proprio ragazzo senza avere gli occhi costantemente puntati addosso.-
-Quando ci dimenticheranno, il tuo desiderio si avvererà.-
-Posso ricordarti che, essendo anche dei cyborgs, non invecchiamo praticamente mai?-
-Va bene, va bene. Vorrà dire che emigreremo in Africa, contenta?-
-Decisamente.-
In effetti le foto di loro due assieme erano praticamente su tuti i giornali del mondo. 
Fu un impresa spostarsi anche il giorno successivo all´aeroporto di Roma  senza essere riconosciuti.
-Oramai lo sanno tutti Françoise.-
-Speravi non avesse sentito nessuno?-
-Beh, si... Ora mi sento in colpa. Scusami.-
-E allora? Una volta mi dicesti che l´avresti voluto gridare al mondo intero di noi due, ricordi?-
-Si, ma.... La nostra privacy se n´è andata a farsi friggere.-
-Ci conviveremo, fidati di me. Io sono strafelice che tutto il mondo sappia di noi.-

CAPITOLO 21

 18 Settembre, ore 20:00 dopo le prove di danza, all´"Aux Boles", nel quartiere Montmartre, famosa Piazza Degli Artisti....

-Quando devi partire per il Canada?-
-Non devo partire.-
-Ma non hai da fare test prima della gara?-
-Io no, li faranno gli altri. Io il mio mondiale l´ho già vinto.
Sono campione del mondo. A Monza credo mi faranno una statua, pensa te.-
-Quindi nessuna partenza per il Canada?-
-Assolutamente no. Ho parlato coll´ingegner Ferrari, gli ho detto che avrei saltato sia il Canada che gli Stati Uniti.-
-E lui come l´ha presa?-
-Direi bene, mi ha solo detto che gli basta di rivedermi a Maranello dopo le vacanze di Natale....Pardon, dopo la nostra luna di miele.-
-Davvero? E questo senza fare storie?-
-Veramente ha posto una condizione.-
-Sarebbe?-
-L´invito al matrimonio.-
-Beh, mi sembra il minimo. Se è solo per questo, per me va bene.-
-Allora siamo d´accordo.-
-L´importante è che non cambi idea all´ultimo e che ti faccia correre in un paese così lontano come l´America.-
-Non c´è di questi pericoli.-
-Adoro quell´uomo, specie quando ti permette di passare  più tempo con me.-
-Françoise, tuo padre ha ragione. Lui ha fatto più soldi quest´anno che negli ultimi dieci anni, e questo grazie a me, non dimenticarlo. E´ il minimo che potesse fare. Mi sostituirà Ickx. E inoltre sa, da una sua rete di informatori, che la Lotus mi ha contattato in gran segreto offrendomi un ingaggio ancora maggiore per la prossima stagione. Ma non ha fatto in tempo a parlare con loro, lo avevo già informato io due giorni fa di quella telefonata.-
-E lui come l´ha presa?-
-Si è infuriato, ha detto che forse licenzierà quelle persone perché ci hanno messo troppo tempo ad informarlo. Poi mi ha ringraziato per la mia correttezza e mi ha chiesto quali erano le mie intenzioni.-
-E tu cosa hai deciso di fare?-
-Guarda, solo per il fatto che ci lavora Jet avrei accettato senza battere ciglio, anche senza un ingaggio maggiore, ma non posso tradire queste persone, e poi, mi trovo benissimo con tutti, dal meccanico all´ingegner Ferrari.-
-Quindi resti, lo capisco,  è sempre stato il tuo sogno.-
-Si, il più grande fino a che non sei arrivata tu. E poi voglio essere sempre corretto. Non mi importa dei soldi, di quelli ne abbiamo per almeno cinque generazioni future, a me piace correre per la Ferrari, punto e basta. Mi ha offerto un aumento dell´ingaggio ma ho rifiutato. Mi sembrava già molto che mi avesse regalato quell´auto.-
-Sono orgogliosa di te. E felice di essere stata un tuo sogno.-
-Che si è avverato. E sono io ad essere orgoglioso ad avere accanto una donna come te che mi stima, che mi capisce e che mi sostiene. Per me è molto importante amore mio.-
-Se no non ti amerei come ti amo.-
-Lo so, e per questo non ti ringrazierò mai abbastanza.-
-Non devi ringraziarmi, solo amarmi. Chiedo troppo?-
-No, però in effetti una richiesta ce l´avrei.-
-Sarebbe?-
-Riguarda il matrimonio... Va bene il fotografo ma... Devo proprio partecipare anche alle questioni dei tavoli, della musica, dei fiori eccetera eccetera??-
-Joeeee!-
-Va bene, lo farò.-  ...Rispose mugolando....
-Tempo libero ne hai, quindi impiegalo con me in questi dettagli, ti prego.-   ...Gli fece il broncio e lui cedette all´istante...
-Però iniziamo tra qualche giorno, devo tornare a Montecarlo per  sbrigare alcune questioni burocratiche legate alle tasse e per il cambio di residenza. E poi è molto tempo che non controllo la posta.-
-Capisco.-
-Perché non vieni con me? Mi farebbe piacere, tanto è solo per due o tre  giorni ed avrei i pomeriggi liberi, che ne dici?-
-Affare fatto.-
Fu davvero una mini-vacanza divertente per entrambi, in realtà Joe aveva molto tempo libero da dedicare a lei, incluso girare i negozi del centro, cosa che non lo entusiasmava molto ma era felice ugualmente che lei l´avesse seguito.
I due o tre giorni divennero presto una settimana.
-Joe, non che io voglia tornare a Parigi, tutt´altro, ma non è che stiamo esagerando? Hai già sistemato tutto, non è così? E poi, se continuiamo così, rischio di ingrassare.-
-Ma se sei perfetta.-
-Vabbè, sarà come dici tu ma devo tornare a danzare, non posso stare ferma ancora. Che dici, torniamo?-
-A questo punto direi di si,  mi sono anche messo d´accordo con l´amministratore del palazzo di aprire l´attico una volta a settimana fino al mio ritorno.-
-Al NOSTRO ritorno!- Puntualizzò lei.... 
-Lo spero, vuol dire che non tornerò sempre da solo.-
-No, te lo prometto.-
Lui chiamò l´aeroporto di Nizza e prenotò i biglietti, sarebbero partiti l´indomani. Cenarono nel loro ristorante preferito e tornarono all´attico di Joe.
-Amore, grazie per avermi accompagnato.-
-Non devi mai ringraziarmi per questo genere di cose.-
-Non è scontato che tu venissi, almeno io, non lo davo per scontato. Potevi anche avere i tuoi impegni.-
-Ma dai, è stata pur sempre un´altra mini vacanza e  poi... Dovendo scegliere, la mia preferenza va sempre dove ci sei tu.-
-Riusciremo ad andare sempre così d´accordo?-
-Mah, e chi può saperlo. Certo, capiterà di litigare. Dopotutto tu hai un bel caratterino e taaanti difetti.-
-Esagerata. Ne avrò giusti giusti uno o due.-
-Vuoi l´elenco completo o una sintesi?-
-Cosaaa?-
-Ok, vada per la sintesi: lunatico,  incostante, geloso, scontroso, possessivo, diffidente, depravato... Ne vuoi altri?-
-Alt! L´ultimo non è un difetto, casomai un pregio. Per il resto è sufficiente, grazie.-
Rise sotto i baffi e lei lo guardò maliziosamente.
-Ma anche tu hai il tuo bel caratterino, lo sai vero?-
-Certo, per questo non ci annoieremo e litigheremo spesso.-
-L´importante è fare pace dopo.-
-Vado in bagno. E questa volta tu aspetti fuori il tuo turno.- Joe la guardò entrare un pò perplesso...
"Da quando si fa problemi ad andare in bagno insieme...Mah!"
Poco dopo lei uscì in vestaglia da notte  dirigendosi verso il letto.
-Posso andare ora?-
-E´ tutto tuo.-
Joe non capì del perché di tutta questa privacy.  Entrò in bagno e poco dopo ne uscì. Appena tornò in camera notò la vestaglia da notte sulla cassapanca davanti al letto e l´intimo di lei appena sopra il fondo del letto.
Fece un sorrisetto allungando  gli angoli delle labbra, questo gesto piacque tanto a lei, e si infilò sotto le coperte. Sapeva già come l´avrebbe trovata. "Adesso capisco...brutta..."
Lei gli si avvinghiò completamente nuda e  lui, nonostante se lo aspettasse, ebbe un sussulto e si girò subito  verso di lei.
-Per caso abbiamo litigato?-
-No, ma farei volentieri la pace con te.-
La notte che ne seguì fu di assoluta passione.
-Joe, torneremo qui un giorno, vero? Sono affezionata a questo posto. Mi sembra sempre di essere in vacanza.-
-Devi esserlo, è anche casa tua. Torneremo quando vuoi, e quando i nostri impegni lo permetteranno.-
Al ritorno da Montecarlo, era già fine settembre. Parigi stava entrando nel grigiore autunnale. Faceva già abbastanza freddo, più del solito per quel periodo.
Françoise aveva quasi sempre le prove del balletto. A inizio Dicembre avrebbe dovuto rappresentare la "Carmen" di Roland Petit.  Joe, al contrario, aveva molto tempo libero. Sorprendentemente ne passava molto a casa dei furori suoceri.
Lui non aveva mai avuto una famiglia vera e propria.  E considerava quella della sua ragazza come lo stereotipo di come sarebbe dovuta essere anche la sua.
Anne e Maxence ebbero modo di vedere come tante cose, che, per i loro figli,  erano del tutto scontate, in realtà per Joe non lo erano affatto. Anche le cose più semplici, banali, per lui potevano rappresentare una scoperta. Si affezionarono molto a Joe. Anne si rese conto ancora di più dei motivi per i quali sua figlia avesse accettato di penare tanto per lui. Più lo conosceva e più si rendeva conto di quanto fosse straordinario quel ragazzo: sempre educato, disponibile, generoso, sensibile, mai fuori luogo e sempre attento nell´esprimere le proprie idee. Potevi parlarci di politica e di religione con la stessa tranquillità con cui  potevi parlarci di sport o di gossip. Anne sapeva la storia di Joe attraverso Françoise, del suo passato, della sua fondazione a scopo benefico e di considerare come un padre solo il dottor Gilmoure. Tutto tranne il fatto di essere dei cyborgs. 
Ad un certo punto Anne uscì di casa...
-Venite a mangiare? Sono quasi le 13:00. Joe, dove sei finito?-
-Arrivo, metto a posto le cesoie e chiudo gli ultimi sacchi di fogliame.-
-Ma... Hai potato tutta la siepe dietro la casa?-
-Certo.-
-Ma non dovevi... Te lo ha detto mio marito di fare questa faticaccia?  Sarai distrutto poverino.
Ora mi sente quel disgraziato!-
-Ma no, non è stato lui. E´ stata una mia idea. A  me non costa fatica.  Dato che non ho niente da fare almeno mi rendo utile.-
-Io non c´entro, ha voluto fare quasi tutto lui!- Parlò Maxence uscendo dal capanno degli attrezzi..
-Dai, venite che è pronto.-
-Meno male, ho una fame da lupi.-
-L´hai sentita?-
-Si, alle 10:00 circa, mentre era in pausa. Oggi provano  tutto il giorno.-
-Allora è tutto a posto per il matrimonio?-
-Direi di si.  Credo vi abbia detto tutto Françoise.-
-Tu come stai Joe?-  Chiese Anne..
-Beh, con la data delle nozze che si avvicina, ammetto di essere un po´ nervoso, ma sopravvivo.- Gli sfuggì un piccolo sorriso...
-Non deve essere facile per te... Intendo vivere a Parigi.-
-Ormai mi sono ambientato. Il francese lo capisco alla perfezione ed ho imparato a memoria le linee della metropolitana.- Risero di gusto tutti e tre...
-Ci vuol pazienza con mia figlia, dimmi la verità.-  Esclamò Maxence..
-Ci vuole pazienza ad entrambi. Anche se non sembra, anch´io ho i miei difetti... Molti difetti.-
Dopo il pranzo Maxence salutò Joe e andò a riposarsi. 
-Sai Joe, forse mi ripeto ma ti dico che non avrei potuto  desiderare un  genero migliore di te. Mi ripeto ancora e mi dispiace ma... Spero  che mia figlia sappia quanto è fortunata.-
-Non sono sempre stato un angelo con lei.-
-Lo so, ma lo hai sempre fatto, nel bene o nel male per proteggerla, sbagliando, certo, ma sempre per proteggerla.-
-Sa una cosa? Quando mi ha cacciato, ho temuto davvero di perderla.-
-Non entro in merito alle vostre discussioni, ne ho mai dato credito a certe notizie. Ho sempre cercato di parlare con le persone guardandole in faccia.-
-Sono della sua stessa opinione. Posso chiederle cosa pensa ... Cosa avete pensato in quei mesi  di me veramente?-
-Sei qui accanto a me che asciughi i piatti mentre io pulisco la cucina, tu cosa credi che abbiamo
pensato?-
-Non saprei. Per me è stato un incubo. Ma ora che tutto si è aggiustato per me è tutto nuovo, è la prima volta che mi accade una cosa del genere, nel senso... Parlare con la madre della mia ragazza.-
-Vale anche per me Joe. Ci siamo affezionati molto a te, io e mio marito. Ne ho parlato a lungo con lui ed abbiamo deciso che non ci porremmo nessun limite ad accoglierti nella nostra famiglia, se tu lo vorrai.-
-Per me è importante, visto che non ne ho mai avuta una.-
-Appunto, anche per questo. Ora ce l´hai... Non è perfetta ma almeno ne ha l´apparenza.-
Anne sorrise e Joe era visibilmente commosso. Gli si avvicinò e lo abbracciò. Lui, sul momento restò un po´ imbambolato, ma poi ricambiò con gioia il suo abbraccio.
-Farò il possibile per far felice vostra figlia.-
-Più di così? Casomai è lei che deve fare molta attenzione, o ti giuro che, a questo giro, la lego in camera sua. A parte gli scherzi Joe, anche per lei non deve essere stato facile.-
-Lo so Anne, e temo anche che lei si sia sentita tremendamente in colpa.-
-Dimmi la verità Joe, l´hai completamente perdonata?-
-A dire il vero non ha mai avuto niente di cui farsi perdonare. Era arrabbiata, come poi lo ero io. Ma io e sua figlia ne abbiamo passate tante insieme. Posso parlare anche per lei se le dico che ci siamo amati tutti e due fin dal primo momento che ci siamo conosciuti. E se le nostre strade si sono qualche volta divise, ci siamo sempre ritrovati. Io lo chiamo destino, 
amore incondizionato. So solo questo.-
-Mi stai facendo quasi piangere Joe.-
-Scusi, non era mia intenzione.-
Intanto, gli altri  cyborg  organizzarono a Joe un bell´addio al celibato, con tanto di lap dance e spogliarellista sexy, idea di Jet, chiaramente.
L´addio al nubilato di lei fu un po’ più controllato anche perché Catherine le vietò espressamente di toccare alcolici.

2 Dicembre, Opéra de Paris ore 21:00


Quella sera all´Opéra ebbe luogo la "Carmen". Françoise danzò in modo straordinario, la sua leggerezza, i suoi gesti e la sua classe estasiarono i presenti in platea.  
Il palcoscenico dell´Opéra, sempre esigente, era oramai abituato alla sua etòile, anche quella sera lei non l´aveva deluso, anzi. L´ovazione finale fu calda ed intensa.
Françoise, come di consueto, fu gentilissima e si fermò a ricevere i complimenti dei presenti, tra i quali, persone di spicco nell´ambiente politico ed industriale francese.
Quella sera, il figlio di un noto collezionista di monete antiche, fu molto esplicito nel farle i complimenti. Lei in realtà conosceva la fama di dongiovanni di lui, era cosa ben nota a tutti.
-Salve mademoiselle, mi presento, mi chiamo Patrice Poirot, lei è stata divina stasera.-
-Piacere. E grazie del complimento.-
-Scusi se mi permetto, ma secondo me lei potrebbe benissimo fare anche l´attrice. Ha una grazia ed 
un portamento mentre danza sul palco che è luce per gli occhi.-
-Dice sul serio? La ringrazio.-
-Sa interpretare benissimo ogni momento del ballo, potrebbe farlo benissimo anche su un qualsiasi set.-
-Certo, sarebbe bello... Ma anche molto difficile.-
-Se vuole potrei presentarla alle persone giuste, ho un amico che fa il produttore cinematografico. Potremo trovarci con lui a cena, una sera che lei è libera, che ne dice?-
-Io... Non credo sia una buona idea.-
-Perché? Potrebbe essere un´ ottima occasione per lei, non crede?-
-Vuol sapere sul serio cosa credo?-
-Prego?-
-Non per essere scortese, ma per queste cose ho un certo intuito. Ho a che fare con uomini come lei molto spesso, che hanno come unico scopo se non quello di portarmi a letto dietro le promesse di una folgorante carriera.-
-Lei mi ha frainteso.-
-No, invece, e poi... Come si è permesso di farmi un tale invito?-
-Andiamo, lei mi dice di no ora, ma sa benissimo che dentro di se vorrebbe far carriera anche nel mondo del cinema. Del resto sarebbe tutt´altra cosa. Se poi questo vuol dire fare qualche "peccatuccio" non sarà  certo un problema.-
-A dire il vero un problema c´è!-
-Sarebbe?-
-Sta venendo qui, e non credo sarà contento se gli racconto anche una minima parte di quel che mi ha detto prima.-
-Joe, finalmente.-
-Ma dove eri finita? E´ da un po´ che ti cerco.-
-Mi sono fermata a chiacchierare con monsieur Poirot.  Mi stava dicendo che potrei diventare una grande attrice, pensa te.-
-E traducendo, prima di questo vorrebbe invitarti a cena per poi portarti a letto, giusto?-
-Esattamente.-
-Certo che anche tu, Françoise, li trovi tutti col lanternino. Anche la volta scorsa con quel politico.-
-E lo dici a me? Eppure sono sicura che nella mia faccia  c´è scritto che amo solo te, correggimi se sbaglio.-
-Si, io ci leggo questo... Ma forse tutti gli altri compreso monsieur Poirot qui presente ci leggono altro!-
-Signor Shimamura, ci deve essere un equivoco, io ho nobili intenzioni verso mademoiselle.-
-La capisco. Anch´io, e molto più nobili delle sue. Un po´ meno se guardo lei.-
-Scusi, traduco in poche parole quello che il mio futuro marito voleva dirle.... Posso Joe?-
-Certo, faccia pure, mademoiselle Arnoul.- Disse Joe un po´ ammiccando al che lei lo guardò con la solita intesa ma anche con disappunto.
-Le consiglio di andarsene... E di corsa!-
-Bien fait!- Lo sguardo di Joe si posò su quello del ragazzo che, timidamente, fece un cenno di saluto e scomparì.
-Questa me la paghi!-
-Sei troppo buffa.-
-Non potevi accorrere prima, visto che te ne stavi lì a due metri?-
-E perdermi la scena? Neanche per idea, ma future actrice.-
-E non prendermi in giro, parlando quel francese strafottente.-
-Permalosa!-
-Stasera farai "passo"!
-E´ una minaccia?-
-Si. Ed ora aiutami a cercare i miei.-
-Solo se mi prometti che cambi idea.-
-Forse.-  Trovarono i suoi genitori e il fratello con la fidanzata.
-Cathrine non è venuta stasera?-
-Non stava bene.-
La "Carmen" fu il suo ultimo spettacolo annuale, ora poteva godersi i giorni meravigliosi che l´aspettavano col suo Joe.


Epilogo                  

16  Dicembre 1972 
Eglise Sainte-Marie-Madeleine

Arrivò il tanto sospirato giorno delle nozze.
Un unione perfetta per un finale perfetto...
La famiglia di lei era al completo... C´erano addirittura parenti che lei non aveva mai visto... Fu sua madre che le compilò la lista, e Jean che era rimasto un po’ in disparte in tutta questa vicenda, cercò di aiutare sua sorella e  la sua famiglia in alcune cose. Chiese addirittura di  fare da autista a Françoise che accettò volentieri la sua offerta.
Tra gli invitati c´erano anche  i nuovi amici di Joe con tutte le loro famiglie, poi  Danielle con suo figlio Lucas.
Quando Joe arrivò alla chiesa e scese dall´auto guidata da Jet insieme ad  Albert e al dottor Gilmoure, vide Raul e Pierre con le rispettive famiglie e si precipitò da loro. Li aveva già rivisti spesso ma, vederli lì quel giorno, per lui fu motivo di gioia. Ci teneva alla loro presenza. Si abbracciarono calorosamente e Joe era visibilmente commosso.
-Grazie per essere venuti, anche con poco preavviso.-
-Saremmo venuti anche se ce lo avessi detto ieri sera.-
-Non sarebbe stato lo stesso senza di voi. Mi siete stati vicino quando ne ho avuto davvero bisogno, non saprò mai come ringraziarvi.-
-Tu sei incredibile Joe. Ti  stai per sposare e stai ancora a ringraziarci... Siamo noi che ti dobbiamo ringraziare tutta la vita.- 
-Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare. Fortuna che è andato tutto bene.-
-Si, e da oggi andrà sempre meglio, ne siamo sicuri.-
Quando Danielle lo vide, tutto vestito di Armani blu scuro, camicia di seta blu e cravatta della stessa trama del vestito, restò meravigliata. Gli si avvicinò e lo abbracciò.
-Lasciatelo dire... sei proprio uno schianto. -
-Ti ringrazio, troppo gentile, come sempre, e grazie di essere venuta, per me conta molto che tu ci sia, oggi... E noto con piacere che sei arrivata  puntuale.-
-Spiritoso, guarda che tra poco ti passa codesto sorrisetto che ti trovi dipinto in viso!-
-Si... Si, ma non ricordarmelo.... Che già tremo al solo pensiero!-
-Magari ci rivedremo in giro, o in ufficio.-
-Certamente si, anche se il tuo capo non è che rientri nelle mie simpatie, lo faccio solo per te.-
-Sii felice Joe, te lo  meriti.-
-Ci proverò. Grazie Danielle.-
-Allora il momento è arrivato. Da oggi entri nell´esclusivo "club degli uomini sposati".
Era Philippe, molto felice quel giorno, soprattutto per Françoise, con la quale si conoscevano dai tempi dell´asilo. Era mano nella mano a Cathrine, entrambi  erano i testimoni di nozze della sposa...
-Grazie, speriamo che sia un club piacevole.-
-Lo sarà, basta che tu lo voglia con tutto te stesso.- Si strinsero la mano molto calorosamente.
Cathrine lo guardava affascinata senza dire una parola. Lui si avvicinò a lei.
-Philippe, te la posso rubare un attimo?-
-Fai pure. Vado a vedere un secondo l´interno della chiesa.-
-Cathrine, se oggi siamo qui, una parte di merito è tua. Ti ringrazio.-
-No Joe, io ho solo cercato di farla tornare in se, al resto ci avete pensato voi da soli.-
-Si, ma senza il tuo aiuto non so...-
-Non potevo permettere che buttaste tutto alle ortiche per delle bugie e per delle sciocchezze.-
-Cath.-
-E´ la prima volta che mi chiami così.-
-Io... Sento di volerti davvero bene, grazie davvero di tutto.-
-Ni niente Joe. Sei un ragazzo fantastico, Françoise è una sposa molto fortunata.-
-Anch´io sono fortunato.-
-Joe, posso farti una domanda un po´ indiscreta?-
-Presumo di si.-
-Ecco...Io mi chiedevo... Se  per un motivo qualunque noi due ci fossimo conosciuti e non ci fosse stata lei, avresti potuto innamorarti di me?-
Joe restò un po´ perplesso da quella domanda, non sapeva cosa risponderle.
-So che è una domanda molto insolita fatta in questo giorno speciale, se vuoi non rispondere, tranquillo.-
-No, voglio risponderti.-
-Grazie, anche se ho un po´ paura della tua risposta.-
-Hai molte qualità per far perdere la testa ad un uomo. Sei una bella ragazza, brillante, intelligente, con dei sani principi. La mia risposta è si. Penso che avrei potuto innamorarmi di te. Ma mi sento in colpa per questa tua domanda. Forse ti ho dato motivo per...-
-No Joe, non è colpa tua. E´ per come sei che molte donne presenti oggi, compresa la tua bella amica Danielle, farebbero carte false per essere al posto di Françoise.-
-E tra quelle ci sei anche tu. Io... Non so cosa dire. Certo, sono lusingato ma non merito tanto. E tu meriti un uomo che ti ami totalmente. Mi dispiace Cathrine, non avrei mai pensato che tu potessi provare qualcosa per me.-
-Nemmeno io me lo sarei aspettato, ma è così. Mi passerà, tranquillo. Non sono una cervellotica come Françoise. Ma dovrò fare chiarezza con Philippe, non ci riesco ad andare avanti così.-
-Si,  lui non  si merita una cosa del genere da te. Dovrai essere assolutamente sincera.
In quel momento il dottor Gilmoure si avvicinò a Joe.
-Dottore, le presento Cathrine, la migliore amica di Françoise.-
-Piacere mio, professore.-
-E´ un piacere anche per me conoscerla, signorina. Françoise mi ha parlato tanto di lei.-
-Spero solo cose belle.-
-Non può essere altrimenti.-
-Bene, io vado. Ci vediamo dopo, Joe. Dottor Gilmoure...-
-Arrivederci.-
-A dopo Cath.-
-Ragazzo, vedi di comportarti come si deve, ci siamo capiti?-
-Come sempre, dottore.-
-Se non lo fai, sai cosa ti capiterà, vero?-
-Si lo so dottore. Mi smonterà pezzo per pezzo e mi rimonterà a caso.-
-Appunto, non dimenticarlo.-
-La ringrazio di cuore per tutto.-
-E di cosa?-
-Per esserci sempre stato, per averci protetto e... Per avermi fatto diventare quel che sono.-
-Ma cosa stai dicendo?-
-Dottore, se lei non avesse fatto ciò che ha fatto, non l´avrei mai conosciuta. E da quando è entrata nella mia vita, ho cominciato a pensare che essere un cyborg non è poi una cosa tanto brutta.-
Si guardarono entrambi e gli occhi iniziavano a farsi lucidi. Si abbracciarono calorosamente a lungo.
Quando si staccarono erano davvero commossi.
-Joe, ricordati che vi ho sempre considerati entrambi come figli miei.-
-E lei si ricordi che potrei aver bisogno di un padre, ogni tanto.-
Poi fu la volta degli altri cyborgs. Punma, Jeronimo, Chang e Bretagna che, per una volta, teneva in braccio Ivan.
Tutti in cerchio, assieme a Jet e Albert intorno a Joe, visibilmente commosso.
-Ragazzi, così non la finiamo più. Non credo di essermi mai sentito tanto  vostro fratello come oggi. Sarete sempre i benvenuti... Basta che avvisiate.-
-Si, ma non farci fare subito gli zii.-  Disse Bretagna. Jet e Albert abbracciarono Joe molto affettuosamente.
-Che dire amico, è la fine di un epoca.-
-Jet, non è la fine di niente. E´ l´inizio di una nuova vita. Dovresti pensarci anche tu.-
-Beh... Ci penserò...Un giorno... Forse.-
-Jet!.-
-Va bene, va bene, farò il bravo, promesso.-
-Povera ragazza, ancora non sa cosa l´aspetta. Guarda di fare le cose serie con lei. A proposito. Perchè non l´hai portata? Non l´avrai già mollata, spero!?!-
-No, tranquillo. Aveva altri impegni. Quando tornate dai tropici organizziamo qualcosa insieme, ok?-
-Molto volentieri, ma non lasciarla prima per un´altra... Ok?-
-Va bene mammina, farò come dici.- Ci scherzò su Jet e tutti risero  di gusto.
Gli invitati entrarono in chiesa, poi entrò lo sposo.
Joe baciò la futura suocera ed il futuro suocero, e strinse la mano a Jean il quale, lo guardò negli occhi e gli sussurrò...
-Trattala bene e andremo d’accordo.-  Glielo disse in modo molto dolce ma deciso e Joe apprezzò,
lo sguardo che si stavano dando l´uno nell´altro era di sincera intesa. Maxence andò in fondo alla chiesa ad aspettare la sposa. Joe aspettava all´altare vicino al parroco... Partì la marcia nuziale.
Francoise entrò in chiesa al braccio di suo padre.  Ci fu un mormorio generale degli invitati. la sua bellezza toglieva il respiro.
"Oh mio Dio"... "Accidenti che splendore!" ... "Quanto è bella!"... "Splendida"... Questi alcuni dei commenti in chiesa dei partecipanti... Anche il fotografo si lasciò scappare un commento molto colorito. Iniziò a fotografarla da tutte le posizioni.
Indossava un abito color avorio con linea a principessa, maniche a tre quarti, spalle in vista e punto vita in evidenza.
In realtà era un vestito semplice ma che metteva in evidenza tutta la sua femminilità. Il tutto contornato da uno scialle in pura lana Christian Diòr stesso colore del vestito.
I suoi  capelli lisci leggermente spettinati che formavano onde molto morbide con una striscia al centro, ornati da un bel diadema di diamanti, che si adattava perfettamente al vestito.
Mentre si avvicinava all´altare guardava negli occhi Joe, il quale non sapeva se svenire o se stava sognando. Era bellissima, era sua. Lei lo guardava, il suo bel Joe era li all´altare che la stava aspettando. Tra non molto avrebbe potuto gridare al mondo intero che era suo anche di diritto.
Gli si avvicinò che trasudava imbarazzo da tutti i pori, ma anche  lui non le era da meno.
-Nervosa?-
-Mahhhh.... Secondo te?  Tu invece, noto che sei tranquillo, come se niente fosse.-
-Ma se sto tremando come una foglia. Accidenti, ma che mi succede? Non sapevo ci si sentisse così il giorno delle nozze. Aiutooo.-
-Joe, basto io ad essere fuori di me, non ti ci mettere anche tu.-
-Sei meravigliosa, lo sai? La sposa più bella del mondo.-
-E tu lo sposo più sexy del mondo.-
-Ci siamo, il tuo sogno si sta avverando.-
-Perché... Il tuo no???-
-Dai, scherzo. Il nostro.-
-Ci siamo Joe, ce l´abbiamo fatta amore mio. Sono al settimo cielo. Ci pensi? Da oggi siamo una famiglia.-
-Si, finalmente ne avrò una anch´io. E sei tu.-
Tra commozione, teneri sorrisi  ed applausi, finalmente, arrivò il sospirato scambio delle fedi ed il fatidico si. Erano visibilmente emozionati. Joe baciò Françoise quasi in lacrime. Si abbracciarono fino a soffocarsi, Françoise non ce la fece più e scoppiò a piangere di gioia.
Il bacio che sancì la loro unione fu intenso e carico di emozioni. Anche il parroco, che di matrimoni ne aveva visti e celebrati tanti, si accorse che erano davvero persi l´uno per l´altra.
"Nessuno osi dividere ciò che Dio ha unito".
Un unione sofferta se ce n´era una, due  cuori che ardevano insieme, un connubio di amore, tenerezza, un turbine di emozioni. Finalmente sposi. Il dottor Gilmoure era vivamente commosso... "Forse Joe ha ragione, qualcosa di buono l´ho fatto facendoli dei cyborgs, quei due si sono incontrati ed amati..."
A vederli tutti assieme in una delle foto di rito con Jeronimo dietro gli sposi, Punma, Jet, Albert, Chang, Bretagna e il piccolo Ivan in braccio a Françoise, gli venne da piangere.
-I miei figlioli. Vi voglio bene.- Esclamò mentre fu fatto mettere in mezzo agli sposi per una foto insieme.
Françoise l´abbracciò teneramente.
Gli sposi vennero presi a turno e fatti volteggiare in aria.
All´uscita della chiesa, il riso volò a fiumi. Jet, non contento, prese direttamente il cestino con i sacchettini aperti di riso e lo lanciò di fronte agli sposi.  L´istinto di protezione di Joe fece si che lei rimase coperta ma il vestito di lui, da blu era diventato blu a pois bianco.
-Dopo facciamo i conti Jet.-
-Si si...-
Ci fu il pranzo, le foto gli scherzi... Tanti... E qualcuno anche un po’ pesantino, tutti opera di Jet e Bretagna i quali, anche se bisticciavano spesso, in fatto di scherzi non li batteva nessuno. La loro complicità fu sancita con un "cinque" che si scambiarono durante il pranzo. Poi vi furono i consueti  saluti agli invitati, altre foto di rito e la sospirata partenza degli sposi verso le Seychelles.
-Joe, cosa stai pensando? -
-Che sto sognando. -
-No, non stai sognando. -
-Davvero? Lei che ne pensa signora Shimamura?-
-Che suona bene. -
-Si, suona proprio bene. -
-E ora che succede signor Shimamura?-
-Fran, voglio un figlio, magari anche due.-
-Beh, avremo tutto il tempo, andiamo lontano da tutto e da tutti...-
-Lo so, e non vedo l’ora. -
-E´ il mio più grande sogno dopo quello di essere diventata tua moglie. -
-Davvero? -
-Si, amore, darti dei figli è qualcosa di straordinario, voglio darteli. E presto. -
-Cosa ho fatto per meritarti Fran?-
-Quello che ho fatto io per meritarmi te. -
-Allora siamo stati bravi. -
-Si, i migliori. -
-Ti sta proprio  bene l´anello al dito.-
-Anche a te.-
-Ti amo Françoise, so che te lo ripeto cento volte al giorno ma...-
-Ti amo Joe, e ripetimelo tutte le volte che ti pare. -
Françoise si era impadronita della mano di Joe. Erano davvero felici, immersi nel loro piccolo mondo.
Solo che lei, ad un certo punto, mentre parlava e senza pensarci, lasciò scivolare la sua mano sulle gambe di lui il quale ebbe un piccolo sussulto...
Joe la guardò, lei fece altrettanto con aria apparentemente distratta.
-Sei proprio birichina, mi stai facendo venire strane voglie. -
-E tu sei il solito maniaco sessuale! -
-Nel bagno di un aereo non l´abbiamo mai fatto, o sbaglio? -
-Cretino... Parla piano... Ricordi? Ci sento bene. Comunque no, credo di no, anche è difficile dirlo, lo facciamo quando e dove capita... Non mi sorprenderei se l´avessimo fatto anche su un aereo e non me lo ricordassi!- 
-Quindi non ne sei sicura. -
-Joeeeee.-
-E´ colpa tua, attenti di continuo al mio autocontrollo. -
-No, sei tu che hai il chiodo fisso, e poi... Sentiamo, cos’è che ti sto attentando ora? Indosso semplici jeans, maglioncino di lana e scarpe da ginnastica, ma tu guarda.-
-Io ti desidero e ti desidererò sempre.-
-Se è per questo anch´io, cosa credi?-
-Ora va meglio, ma non mi hai ancora risposto...  E, per la cronaca,  ho anche la scusa pronta senza passare da pervertito, o come mi definisci sempre tu.- 
-E sarebbe?-
-Semplice, è  un peccato non approfittare dell´occasione, no?-
-In che senso?-
-Facendolo la prima volta  da  sposati in un posto  dove non l´abbiamo mai fatto.-
-Sei... Sei un depravato, ecco cosa sei! Tutte le scuse sono buone. E poi, come facciamo? Con tutta questa gente? Se ne accorgerebbero subito.-  Aggrottò la fronte....
-E con ciò?- Le disse guardandola in modo malizioso..
-Mi piace. - Sorrise anche lei con malizia.
-Françoise, je t´aime. -
-Joe, aishiteru.-
-Sei bellissima. -
-Joe..-
-Dimmi. -
-Il bagno... c´è la lucina verde... è libero.-
-Allora mi avvio. -
-Ti raggiungo tra un minuto.-
-Come farò a sapere che sei tu? -
-Busserò 2 volte.-
-Come il postino?-
-Stupido. -
-Vado. -
Joe percorse il corridoio ed entrò in bagno.
"Per fortuna in prima classe i bagni sono più spaziosi"
Passarono circa 3 minuti.
"Ma quanto ci mette? Mica mi darà buca?"
TOC TOC
TOC TOC
Aprì piano piano...
-Finalmente. -
-Ti sono mancata? -
-Da morire. -
-Forse causeremo la fila qui fuori e busseranno all´infinito.-
-Sono solo invidiosi.-
-Joe, amami... Qui... Ora. -
Lui non se lo fece ripetere due volte e la baciò.
Il viaggio fu molto lungo, ma in fondo in fondo non si annoiarono poi molto. Restarono nel bagno per un bel pò di tempo, incuranti di tutto e di tutti. 

FINE


Questa è la prima fanfic che scrivo, meglio tardi che mai.
Ringrazio mio marito per la cronologia del mondiale di formula 1 ed altre precisazioni.
Spero che vi piaccia, come è piaciuta a me.
Le parole in francese e in giapponese non le ho tradotte. Per chi ha letto o conosce Cyborg 009 non sarà difficile capire il loro significato. Buona lettura a tutti.