Questa è una storia tradotta in italiano dal francese. Tutte le info subito qui sotto.
 
Titolo originale: Toi et moi sans toi
Link storia originale: http://hojofancity.free.fr/WorkDisplay.php?v=2&st=1&series=1&choix=0&fm=&status=0&s=1276&t=
Link autore: http://hojofancity.free.fr/Auteurs.php?v=2&a=2696
 
Ciao a tutti, torno nel fandom con una fanfiction parecchio tosta, sia per quanto riguarda il numero di capitoli (55!) che per la tematica affrontata. L´autrice è Mercury, vi ricordate la sua Un angelo di passaggio? Ecco, questa è allo stesso livello di angst, o forse un po´ di più, dipende dalle prospettive...ve lo dico, c´è da soffrire, e non per poco...ci sarà l´happy ending come di consueto, ma sarà sudatissimo. Insomma se avete voglia di patire, questa è la fanfiction che fa per voi XD
 
Avendo letto la fanfiction un po´ di tempo fa, non ricordo bene quanto siano intense le scene erotiche, quindi per il momento lascerò il rating arancione, che potrebbe alzarsi in corso d´opera.
 
Grazie per l´attenzione e buona lettura :)

Credits immagine di copertina: https://twitter.com/mim64382276
 
 
 
“Ho adorato questo fine settimana. Mi hai fatto una bellissima sorpresa” mi dici, stiracchiandoti sul sedile del passeggero.
 
Ti guardo brevemente, felice di essere riuscito a renderti felice. È una sensazione che mi sorprende ancora tanto quando penso al percorso che abbiamo fatto.
 
“Spero che mi varrà una ricompensa degna” ti dico con voce languida, la mia mano lascia momentaneamente il volante per accarezzarti la coscia.
 
“Non ti è bastato il weekend?” rispondi divertita, le tue dita accarezzano le mie.
 
“Non ne ho mai abbastanza di te, lo sai, no?”
 
“Hai passato così tanto tempo a denigrarmi che faccio ancora fatica ad abituarmi” ammetti a bassa voce.
 
“Eppure è la verità” ti dico, concentrandomi sul traffico che si intensifica.
 
È passato un anno da quando siamo diventati una coppia, dalla mia confessione in quella radura, da quando siamo tornati quella sera stessa e io non sono scappato, tu non sei svanita, ci siamo affrontati e abbiamo cambiato il corso delle nostre vite. So nonostante tutto che in un anno non ho potuto cancellare le malefatte di sette anni di scherno, nemmeno quando quella sera ti ho detto che non avevo mai saputo davvero nascondere di vivere con una donna, una donna molto bella che mi aveva procurato miriadi di sensazioni senza nemmeno toccarmi.
 
“Lo so” mi assicuri con un leggero sorriso.
 
“Non posso cancellare il passato ma posso fare del mio meglio per fartelo dimenticare. Mi impegnerò non appena torneremo” ti prometto.
 
Sento già alcune sensazioni familiari farsi strada in me. Sì, trecentosessantacinque giorni non hanno eliminato il folle desiderio che ho di te. Al contrario, lo hanno amplificato. Non so quando si calmerà, ma più tempo passiamo insieme, più voglio che duri.
 
“So di poter contare su di te per questo” ridi piano.
 
“Solo per questo?” ti chiedo divertito.
 
“Per questo e molte altre cose” annuisci, “non vuoi più andare al Cat´s Eye? Pensavo avessi preso appuntamento con Mick e Saeko?” mi chiedi.
 
So cosa sta passando per la tua testolina. Ti chiedi in cos´altro ci immischierò. Se ci fosse stato solo Mick sarebbe stata una questione innocente, un incontro tra amici… Ti saresti anche aspettata che ti lasciassi per andare a passare una serata tra uomini, sicuramente piena di alcool, sicuramente ritornando con le tasche piene di mutandine, sicuramente molto tardi. Ma ho coinvolto Saeko in questa storia e per te significa un´altra svolta. Puzza di affari marci. Già mi vedi a negoziare il numero di colpi che le strapperò anche se so che rimarranno solo immaginari.
 
Mi metto a ridere sotto il tuo sguardo incuriosito, il tuo nasino si increspa, scontento, e avverto un´aura molto familiare. Se continuo così, avrò diritto ad almeno una martellata. L´abitudine non è ancora un ricordo tra noi e per una buona ragione...prendo le tue dita e le porto alle labbra per disinnescare la situazione.
 
“Ho preso appuntamento con loro, è vero” ammetto.
 
Che idea mi è venuta questa mattina quando ho deciso di fare quella telefonata senza spiegarti la ragione, né a loro del resto!
 
-Smettila di fare l´idiota, Saeba!- risuona nella mia testa. Mi rimprovero da solo ma la situazione è particolare e sono nervoso. Sì, io, l´impassibile, indolente, intoccabile Ryo Saeba, sono nervoso. Lo sweeper numero uno in Giappone, qualcuno dice addirittura nel mondo, è nervoso per una situazione che non ha nulla a che fare con la morte, che buffo...non affronterò un clan né il capo di un´organizzazione criminale, non mi metterò nemmeno alla ricerca di informazioni essenziali per le indagini della mia bella ispettrice...
 
“Vuoi che chiami per annullare?” mi chiedi.
 
Il mio silenzio ti farà pensare che non voglio onorare il mio impegno, ma non è così. Devo solo accettare il nuovo cambiamento che avverrà nella nostra vita. Ricomincio a ridere e sicuramente penserai che sono pazzo.
 
“Tutto bene, Ryo?” mi chiedi, sorpresa.
 
“È l´aria di mare. Mi rende euforico” ti rispondo con occhi brillanti.
 
Vedo i tuoi illuminarsi, poi scuoti la testa per quanto sono scemo. Le tue labbra si allungano nel sorriso complice che adoro, e per un attimo mi viene in mente davvero di annullare l´appuntamento. Ho davvero voglia di baciarti e so che allo stato attuale delle cose, o meglio del mio mokkori ancora preso da questo fine settimana, non mi fermerei ai baci.
 
“Sarà meglio che ti concentri sulla strada piuttosto che sui tuoi pensieri libidinosi” mi prendi in giro, divertita.
 
“Sono troppo trasparente con te”
 
“Trasparente? Non proprio, solo dimostrativo” mi dici, indicandomi l´inguine.
 
Non l´ho ancora addestrato abbastanza, per così dire. Era più serio un anno fa...
 
“È l´effetto che mi fai” mi lagno.
 
“E se mi dicessi le ragioni di questo incontro improvvisato?”
 
Faccio un profondo respiro. È davvero ora di parlarne dato che arriveremo tra dieci minuti. Non ti informerò direttamente davanti ai nostri amici. Anche tu hai diritto di dire la tua, siamo in due adesso.
 
“No, non voglio che chiami per annullare” comincio.
 
Rimango calmo quando un cretino mi taglia la strada. Resisto persino all´impulso di raggiungerlo per spaventarlo a morte e fargli passare la voglia di riprovarci. Mi è già successo prima, ma mai con te, credo. Scalo la marcia, riprendo una ritmo normale e passo a una velocità superiore. Uno sguardo allo specchietto, controllo che non siamo seguiti e torno alla nostra conversazione attuale. Conoscendomi, aspetti pazientemente. Mi piace questa complicità che condividiamo e che è vecchia quanto noi. Non eravamo ancora insieme quando si è sviluppata la fiducia che abbiamo sempre avuto l´uno nell´altro.
 
“Quindi?” riprendi.
 
“Beh...come posso dire...”
 
Sono nervoso, iper nervoso. Mi dico che non ce n´è motivo, che sarai sicuramente felice ma, nonostante tutto, la piccola parte di me che continua a pensare che è tutto un sogno, che non può essere così bello, che ancora non merito quello che mi sta succedendo, che rovinerò tutto o che ti renderai conto della cazzata che hai fatto mettendoti con me, risorge e si prende gioco di me.
 
“Respira e parlami. Non ti mangio” mi prendi in giro, mettendomi una mano sulla coscia.
 
Se solo sapessi come le tue parole e i tuoi gesti mi tranquillizzano...lo facevano già parecchio prima ma, da quando siamo insieme e puoi agire liberamente senza doversi giustificare, hanno assunto ancora più forza.
 
“Stiamo insieme da poco più di un anno. Ho pensato che forse è giunto il momento di dirlo ai nostri amici”
 
L´ho fatto, ho osato. Accetterai a formalizzare la nostra relazione in modo che sia agli occhi di tutti? Penso di sì, è quello che aspettavi da qualche mese senza insistere nel forzarmi la mano. È il tuo modo di interagire con me. Mi proteggi, mi salvaguardi, mi dai il tempo di sbocciare e crescere nella coppia che formiamo. Ti ho guidato in un nuovo cammino per me per il piacere di entrambi, scoprendo certe cose che non avevo mai conosciuto con altre, ma su altri sentieri ti seguo ad occhi chiusi e il percorso è gratificante.
 
Il tuo silenzio dura e un po´ mi stupisce ma, quando ti guardo, vedo il tuo sorriso commosso e i tuoi occhi luminosi. Forse ho sottovalutato la tua aspettative. Forse avrei dovuto farlo da tempo, ma mi mancava il coraggio...se l´aspettano tutti da così tanto che sono un po´ preoccupato per le prese in giro dei miei compari e per i rimproveri di Miki sul fatto di aver taciuto per tutto questo tempo.
 
“Preferisci mantenere il segreto ancora un po´?”
 
“No, sono solo un po´ sorpresa, ma sono d´accordo. Avresti potuto dirmelo stamattina. Pensavo che ci avresti ancora invischiato in qualcosa di brutto...”
 
“Lo so, ma mi conosci, non sono cose ovvie per me”
 
“Lo so e sono felice che non dobbiamo più nasconderci con loro” ammetti, stringendomi la coscia, “vuol dire che la smetterai con le tue entrate da pazzo?”
 
Rido piano e mi fermo al semaforo rosso. La fine degli ingressi in volo al Cat´s Eye? Bisognerà pensarci, anche se sarà strano interrompere questo rituale.
 
“Penso di sì. Me lo lascerai fare a casa? Dovrò compensare” scherzo.
 
“Quello che vuoi. Sei sicuro? Possiamo ancora aspettare” mi offri con benevolenza.
 
Sorrido e prendo la tua mano, che mi porto alle labbra. Mi ami troppo, Kaori. Dovresti pensare un po´ di più a te stessa. Solo questo mi rassicura che sto prendendo la decisione giusta.
 
“Sì, sono sicuro. Ti ho fatto aspettare abbastanza”
 
“Grazie. Mi solleva non dover più fingere davanti a loro” confessi.
 
Lo so. Ho notato che da tempo ti pesava sempre di più quando tornavamo a casa dal caffè dopo aver dovuto affermare ancora una volta che nulla era cambiato. Dovevo muovermi e, questo fine settimana, il piacere che ho provato nel camminare al tuo fianco, mano nella mano, condividendo un pasto da soli insieme, andando al cinema e potendo mettere il braccio intorno alle tue spalle prima di tornare in hotel e fare l´amore nella stanza che abbiamo condiviso è stato ciò che mi ha fatto scattare. Ricomincio a ridere, con quella risata leggera che a volte mi prende da quando stiamo insieme: no, non farò l´amore con te davanti ai nostri amici, ma non dovremo fingere di stare in camere separate. Non c´è più bisogno di fuggire quando sentiremo qualcuno in arrivo per salvare le apparenze come abbiamo già dovuto fare alcune volte con l´arrivo inaspettato di Mick o Saeko.
 
“A cosa stai pensando?” mi chiedi, curiosa.
 
“A quando Mick è entrato e noi stavamo...”
 
“Maledizione, non parlarmene...” sospiri arrossendo.
 
Sei rossa quasi come quel giorno. Fortunatamente per noi, era inverno, eravamo ben riparati dal piumone e tu hai avuto il riflesso di coprirti il viso con il cuscino. Ammettere la nostra relazione mi avrebbe probabilmente risparmiato la lavata di capo monumentale che ho ricevuto dal mio amico quando l´ho incontrato un´ora dopo, ma non ero ancora pronto.
 
“Sei davvero un bastardo. Hai il coraggio di portare una ragazza a casa? Puoi immaginare se Kaori fosse entrata in quel momento? Puoi immaginare il suo dolore? Dannazione, non posso credere che tu abbia avuto il coraggio di farle questo dopo tutto quello che avete condiviso. Quando ammetterai l´evidenza?”
 
Ho fatto l´impassibile come al solito. Sono diventato molto bravo con la forza dell´abitudine ma, onestamente, è stata sicuramente la prima volta che mi ha pesato tanto mentire perché mi sono ricordato del tuo sguardo amorevole mentre ero immerso in te, del benessere e del calore che mi circondava. Soprattutto avevo abbassato la guardia non provando animosità nella presenza che si avvicinava come se avessi voluto che accadesse, che ci scoprisse e così da non dover più dire bugie. Allora perché fingere di nuovo di essere un completo stronzo con te? Non lo so. Anche oggi, quando ti guardo, ancora non lo so. Un ultimo scoppio di orgoglio, paure non riconosciute, la voglia di proteggere ciò che avevamo, come se dirlo ad alta voce avesse mandato in frantumi il mio sogno ad occhi aperti... proprio non lo so.
 
“Non succederà più. Te lo prometto”
 
“Sarà meglio. Non sono proprio un´esibizionista” mi rispondi.
 
“Comunque, se non ricordo male, sei stata molto...focosa in seguito...” ribatto, malizioso.
 
“Chi si è divertito ad accarezzarmi mentre il suo amico gli parlava? Sapevi che non potevo dire o fare nulla, altrimenti mi sarei fatta scoprire, e ne hai approfittato. Non pensavo nemmeno che avessi lo spazio per far passare la mano in quella posizione”
 
“Le mie dita sono molto agili. Non ci metto molto a raggiungere il mio obiettivo”
 
La voglia di dimostrarlo con i gesti mi stuzzica per un momento. Sfioro l´idea di trovare un vicolo buio dove parcheggiare per farti volare prima di andare dai nostri amici, ma da questa parte della città ce ne sono troppi che sono abitati da informatori e a loro non voglio dirlo. Più a lungo la nostra relazione rimane segreta agli occhi del nostro ambiente. Divertito, ti vedo agitarti sul sedile. I tuoi pensieri avranno seguito lo stesso corso dei miei? Sarebbe del tutto possibile. Ti sei scoperta davanti a me completamente, con fiducia, in tutta la tua femminilità. Ti amavo già prima, ma ho avuto la possibilità di innamorarmi di nuovo di te in tutta la tua gloria.
 
“Lo so. Spero che saranno altrettanto agili nel riparare la portiera. A quanto pare il primo intervento non è bastato” mi fai notare, sentendo il rumore mentre passiamo sopra una buca.
 
“Cercherò i responsabili per far riparare loro il danno. La mia povera Mini...”
 
“Ti riprenderai...il problema è che hai consigliato loro di sparire a meno di non subire la tua ira, ti hanno ascoltato, quindi dovrai arrangiarti” mi ricordi, divertita.
 
“Vero. Sarò fortunato ad avere un´anima gentile e generosa che mi aiuterà?” ti chiedo con sguardo implorante.
 
Ti vedo esitare, poi mi sorridi calorosamente. Il tuo sguardo brilla e adoro questa visione incantevole. Se dovessi scegliere un´unica cosa da poter avere di te per l´eternità, potrei non scegliere il sesso ma questa vista, il tuo viso che mostra un sorriso giocoso, i tuoi occhi che brillano di felicità, le tue guance rosee per il piacere di sapere che sei amata e che ami… Un solo dubbio: con o senza la ciocca ribelle che delicatamente rimetti a posto quando non sono io a farlo?
 
“Dovrei riuscire a convincere Umi ad aiutarti” mi rispondi maliziosamente.
 
Mi astengo dallo sterzare. Questa non è la risposta che mi aspettavo, ma non mi sorprende più di tanto. Come mi piace vederti così leggera quando tutto è così serio intorno a noi. Mi piace questa bolla che crei e che mi permette di respirare. Amo la dolcezza che porti nella mia vita.
 
“Touché...contavo di te perché mi passassi gli arnesi...e altro”
 
“È più dotato di me nel maneggiare gli arnesi” mi fai notare, con le guance che si colorano.
 
Come sempre, non sei insensibile alla piega che sta prendendo la conversazione, decisamente non banale.
 
“Non per tutti...alcuni apprezzerebbero più il tuo tocco del suo. La tua delicatezza e precisione sono ormai note”
 
“Sono solo oggetti di metallo, Ryo. Non si smuoveranno al mio tocco” mi rispondi.
 
Cerchi di mantenere la voce neutrale e di tornare in carreggiata, ma so di aver acceso quella piccola fiamma dentro di te, una piccola fiamma che crescerà nelle ore a venire e sono sicuro che stasera forse, appena torneremo, avrò diritto ad un vero spettacolo pirotecnico… e ho tanta voglia di assistervi, e di parteciparvi.
 
“Sono lusingato che paragoni il mio arnese al metallo ma ti ricordo che anche se è duro, non è freddo e si smuove molto facilmente al tuo tocco”
 
Aspetto la tua risposta con impazienza e un sorrisetto sulle labbra. Ci sono persone per strada, pedoni che passano ad ogni angolo di strada e io mi concentro. Rimango sorpreso quando sento le tue dita posarsi sulla mia virilità e accarezzarmi. Mi ucciderai, ma penso sia giusto essere ripagato con la stessa moneta. Così imparo prenderti in giro. Sei molto meno feroce di un anno fa. Non hai mai frenato la lingua per rimettermi al mio posto ma, oggi, neanche le tue mani stanno a riposo e ne sono consapevole...con mio grande piacere.
 
“Hai ragione: è molto sensibile” dici con un ghigno.
 
“Molto sensibile e non gli piace lasciare le cose in sospeso” ti dico con voce roca.
 
“Non lo lascerò in sospeso ma dobbiamo essere presentabili per incontrare i nostri amici” mi dici con voce lievemente soddisfatta.
 
“Sistemerò le cose” ti dico, con aria misteriosa.
 
Mi dirigo al nostro appartamento. Arriveremo in ritardo, ma so essere sia efficace che duraturo. Ne avrai la prova ancora una volta.
 
“Ma non è la strada per il Cat´s Eye” mi avvisi.
 
“Lo so. Avverti che c´è traffico e che arriveremo con un quarto d´ora di ritardo”
 
Arrivato all´edificio che da un anno ospita le nostre effusioni segreti, attivo l´apertura automatica della porta del garage e vi lascio la Mini prima di spegnere il motore e richiudere.
 
“Vieni?”

Allungo la mano attraverso la porta aperta e tu mi segui senza fare domande, allacciando le dita tra le mie. Sai cosa accadrà. Il mio sguardo che ti sveste non dovrebbe certo lasciarti alcun dubbio. Ti porterò nel poligono. Non è il posto più romantico ma andrà bene. L´abbiamo già sperimentato. Le nostre bocche si trovano, avide e golose, le mie dita scivolano sui bottoni del tuo vestito che cade a terra in meno di dieci secondi. Il resto dei nostri vestiti lo segue e ci ritroviamo sdraiati a terra entro un minuto.
 
Ancora una volta, la stessa felicità mi prende quando mi unisco a te. I nostri gesti sono impazienti, il nostro amplesso è selvaggio ma sento ancora l´amore che provi per me così come non nascondo nulla di ciò che ispiri in me. Le tue mani sono su tutto il mio corpo, si aggrappano, mi accarezzano, mi cercano. I tuoi occhi nocciola sono immersi nei miei grigio notte e io vi affogo volontariamente, il mio piacere fisico è unito a quello psichico di condividere questo momento con te. È qualcosa che ho sperimentato solo con te e l´orgasmo è migliore solo quando ci colpisce entrambi. Senza fiato, mi chino su di te e ti bacio teneramente.
 
“Faremo di meglio al rientro” ti prometto.
 
“È bello diversificare le esperienze” mi dici, accarezzandomi la guancia.
 
Il tuo sguardo riflette la voluttà che senti così come me e devo fare uno sforzo immenso per interrompere la nostra unione carnale e tendere la mia mano per tirarti su. Ci vestiamo in fretta e torniamo alla macchina. Poco prima di salire al piano di sopra, mi metti le mani intorno al collo e mi baci. Mi lascio andare, vittima più che volenterosa, e ti circondo la vita con le mie braccia. Non voglio lasciarti andare. Ti porterei su per concludere la nostra serata come l´abbiamo appena iniziata. Perché fare oggi quello che puoi rimandare a domani? Domani saremo ancora uniti...
 
“Ti amo, Ryo. Questo fine settimana...non me l´aspettavo, ma sono felice che tu me l´abbia proposto. È stato bello poter essere un po´ più libera con te in pubblico”
 
Lo so, lo vedo nei tuoi occhi. Non possiamo rimandare a domani. Non ci saranno mai posti dove prendere una pausa a Tokyo. Se posso offrirtene una o due, e non insignificanti, devo. Mi allontano e rimetto a posto una ciocca ribelle dietro il tuo orecchio.
 
“Allora andiamo dai nostri amici. Sarà un luogo in più dove poterlo essere”
 
Il tuo sorriso luminoso vale le poche ore di attesa prima che io possa amarti ancora come voglio. Ero in astinenza, rimango insaziabile. Non so se un giorno mi sentirò soddisfatto. Non penso. Con galanteria, come mi succede nell´intimità del nostro garage, ti accompagno alla tua porta e te la apro.
 
“Grazie, signore. Lei è molto gentile” mi dici con un piccolo inchino.
 
“Prego, signorina, gentilezza è il mio secondo nome” ti rispondo divertito.
 
Faccio il giro dell´auto, vedendo la porta del garage riaprirsi, e meno di un minuto dopo raggiungiamo il bivio vicino. Improvvisamente penso tra me e me che avremmo potuto andare a piedi dopo queste ore trascorse in macchina. Quello che è fatto è fatto e mi concentro mentre il semaforo diventa verde.
 
“Come vuoi dirglielo?” mi chiedi, un po´ nervosa.
 
“In modo semplice. Saranno sorpresi ma sicuramente saranno felici per noi” ti dico guardandoti per un attimo.
 
“Sì, lo so” mi rispondi, con un sorriso sulle tue morbide labbra.
 
“Solo altri due incroci prima del grande passo”
 
La mia voce è birichina per aiutarti a dimenticare la tensione. La capisco e la condivido ma, visto che abbiamo aspettato tanto a causa mia, mi sto dimostrando forte e coraggioso.
 
“Ride bene chi...”
 
La tua frase si conclude con un orribile rumore di lamiera accartocciata. Sento lo shock, sento il fracasso e, soprattutto, ti vedo allontanare senza poter fare niente. Il mio corpo colpisce il macadam, rotola per diversi metri ma i miei riflessi sono ancora svegli e so che ne uscirò solo con qualche livido. Alzandomi, capisco che non sei stata tu ad allontanarti ma io che sono stato espulso dall´auto per l´impatto. Vedo che alzi la testa: sei ferita. Mi si gela il sangue nelle vene.
 
Istintivamente, inizio a correre verso di te ma sono ancora troppo lontano quando sento il clacson di un camion arrivare nella direzione opposta. Non può succedere, non è possibile, eppure vedo solo il camion che va a sbattere contro la Mini, che affonda sotto il suo paraurti. Non so cosa sia peggio: immaginarti bloccata lì sotto o vedere la terza macchina schiantarsi contro di te e ti libera dalle viscere del semirimorchio per lanciarti però in una serie di ribaltamenti.
 
Il mio cervello si rifiuta di immaginarti in tutto questo. Devo rimanere freddo e razionale, cosa che non sarò se immagino il tuo corpo che viene sballottato, il sangue che uscirà dalle tue ferite... Smetto di pensare. Non servirà a niente. Hai bisogno di me, dello sweeper che c´è in me per uscire da lì, il tuo compagno verrà dopo.
 
Corro verso l´auto che ha finalmente interrotto la sua corsa contro un traliccio. Ti vedo attraverso la cabina distorta. Sei priva di sensi, la tua faccia è imbrattata di sangue ma so che non è necessariamente grave. Il cuoio capelluto sanguina copiosamente, è un fatto noto, serve il mio cervello in modalità sweeper.
 
“Kaori, resisti”
 
Provo ad aprire la portiera lato passeggero. Mi accanisco sulla maniglia, mettendoci tutta la mia forza, tutta la mia rabbia per recuperarti. Mi rifiuto di urlare per la frustrazione e la rabbia verso la mia Mini che ti tiene prigioniera. Non voglio spaventarti. Voglio essere la roccia su cui puoi contare. Nonostante i miei numerosi tentativi, la portiera rimane bloccata. Dovrò aspettare i soccorsi, che stanno già arrivando, ma ho bisogno di una risposta. Sono uno sweeper. Ho affrontato la morte fin da giovane. Non ne ho mai avuto paura. Ho persino provocato la Triste Mietitrice molte volte. Non ho mai battuto ciglio quando ho posato il dito sul grilletto della mia Magnum, ma oggi le mie dita tremano quando le appoggio sul tuo collo.