La luce del sole filtrava attraverso le persiane di legno della camera da letto di Takao, illuminando l’atmosfera e indicando che il mattino era arrivato. La luce lo colpì in viso e Takao gemette, rotolandosi e infilando la testa sotto il cuscino per cercare di scappare.

“Takao! Pss! Takao!”
Una strana voce oltrepassò lo stato di annebbiamento dovuto dal sonno di Takao, e sentì qualcuno scuotergli la spalla.
“Eh?” borbottò lui pesantemente, chiudendo gli occhi con più forza per cercare di bloccare chiunque stesse tentando di svegliarlo.
“Takao...pss...per favore!” disse Kyoju a voce più alta, continuando a scuoterlo per la spalla. “Devi alzarti, avevi promesso che saresti venuto a fare shopping oggi!”
Takao sbuffò e si tirò le coperte sulla testa.
“No!” esclamò Kyoju freneticamente, “Hiromi sta per-”
“Sto per fare cosa, Kyo-” chiese Hiromi apparendo sulla soglia, poi si fermò bruscamente quando vide l’amico ancora a letto. “Kyoju! Non si è ancora alzato?!”
“Ehm...” iniziò Kyoju inutilmente e la ragazza sospirò rumorosamente. Hiromi si avvicinò alla finestra di Takao e aprì violentemente le persiane inviando un’ondata di luce solare del primo mattino direttamente sul letto.
“Noooo...!” si sentì debolmente da sotto le coperte e la ragazza puntò il dito verso il cielo con determinazione.
“Alzati e risplendi! Forza e coraggio, ragazzi!” applaudì Hiromi e Kyoju si portò una mano sulla fronte. “Oggi si va a fare shopping!”
“Oh dio...!”, gemette Takao, emettendo un suono simile a quello di un gabbiano morente mentre cadeva dal letto.

Poco dopo, i tre membri dei BBA Revolution stavano camminando lungo il marciapiede nell’aria frizzantina dell’inverno. C’era un sottile strato di neve che copriva gli edifici e il terreno per quanta ne era caduta la notte prima. Takao, Kyoju e Hiromi erano diretti al grande centro commerciale al chiuso lì vicino per iniziare a cercare i regali in vista del Babbo Natale segreto, oltre che per i familiari e gli amici.
Daichi era tornato a casa sua in montagna per un po’, quindi i tre avevano un po’ più di pace e tranquillità del normale. Ma osservando la nuvola nera derivante da Takao, la cui faccia diceva ‘Mi sono alzato troppo presto per lo shopping’, che Hiromi non aveva ancora notato, non ci sarebbe stata molta calma in ogni caso.
“Sono così contenta che oggi sia una bella giornata. Staremo fuori per almeno un paio d’ore...” disse Hiromi contenta, a sinistra di Kyoju.
L’occhio di Takao si contrasse. “Un paio...d’ore...?” mormorò spaventato, le mani si infilarono più a fondo nelle tasche della sua giacca invernale rossa, alla destra di Kyoju.

Al centro, Kyoju sudava pesantemente all’idea di essere coinvolto rispettivamente dalla determinazione bellicosa di Hiromi per fare shopping e dalle lamentele ribelli di Takao, a meno che lui non facesse qualcosa per fermare il conflitto nucleare prima che si verificasse.
-Ci sono! Chissà, questo forse mi aiuterà con il mio shopping...- pensò con un ampio sorriso, prima di diventare ansioso. –Oh, ti prego, fa’ che ne esca vivo...-
“Ehi, ragazzi, ho un’idea” disse, facendo fermare i suoi amici a guardarlo.
“Cosa c’è?” chiese Hiromi, sbattendo le palpebre.
Kyoju indicò il cartello stradale dove si erano arrestati. “Beh, non siamo lontani da dove vive Kai. Perché non gli chiediamo se vuole venire?”
La nuvola nera di Takao evaporò all’istante e il ragazzo si rianimò.
Hiromi inarcò le sopracciglia. Kyoju si sistemò gli occhiali e sollevò un dito con aria logica. “Non so voi, ragazzi, ma non credo che abbia ancora comprato i regali e potrebbe aver bisogno di una scusa come questa per trovarli”
“Davvero?” chiese Hiromi.
“Mh” annuì Kyoju saggiamente.
“Sì!” urlò Takao dal nulla, battendo una mano sulla spalla di Kyoju e facendolo spaventare, “è la migliore idea che abbia sentito oggi!”
“Ah, Takao!” disse Kyoju mentre il suo amico balzava e prendeva a pugni l’aria fredda.
“L’ultimo che arriva da Kai è un uovo marcio!” cantilenò il ragazzo, correndo giù per il marciapiede spalato dalla neve.
“Takao! Tu! Aspetta!” strillò Hiromi, inseguendo il suo ridente amico che prendeva a calci la neve con i suoi stivali nuovi mentre correva.
“Takao!” gridò anche Kyoju, affrettandosi per tenere il passo, pur sorridendo tra sé. –Tutto ciò che ci serve ora è che Kai dica di sì!- il suo sorriso si allargò, -se lo chiederà Takao, non credo che sarà un grande problema.-

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“Va bene! Lotta, lotta, lotta!” applaudì Hiromi con un ghigno diabolico mentre entrava con passo pesante attraverso le porte del centro commerciale.
“Ah, non dovrebbe essere, ‘shopping, shopping, shopping’?!” gemette Kyoju, seguendola da vicino.
Takao sorrise mentre apriva una delle pesanti porte di vetro del centro commerciale. Guardò il ragazzo più alto accanto a sé. “Non posso credere che tu sia davvero qui con noi”
Kai ricambiò lo sguardo, il suo respiro visibile nell’aria fredda mentre sospirava ed entrava dalla porta che Takao teneva aperta. “Non farti strane idee” rispose.
Takao si limitò a sorridere, gli occhi chiusi con rinnovata allegria da festività, entrando spavaldo nell’atrio in seguito agli altri, “Ehi, ti sembro il tip-AAAAH, COSA?!”
Gli occhi di Takao si sbarrarono per l’enorme quantità di decorazioni natalizie e di acquirenti indaffarati che camminavano su e giù per le scale e affollavano i negozi. Canzoni natalizie risuonavano sopra il frastuono e il rumore e c’era anche un Babbo Natale allestito.

“Wow” disse Takao con gli occhi larghi.
“Si sono davvero impegnati quest’anno” Kyoju sorrise notando il movimento di fronte a loro.
Gli occhi di Hiromi erano scintillanti. “È meraviglioso!”
Takao uscì dal suo stupore e tossì, lanciandole uno sguardo strano. “Se lo dici tu”
Hiromi alzò un pugno. “Bene! Seguitemi, ragazzi!”
“Scusa?” sbottò Takao incredulo.
L’entusiasmo di Hiromi crollò e la ragazza strinse gli occhi. “Stai protestando?”
“Ho un’idea...” Takao agitò il dito come a dire di no e fece girare Hiromi e Kyoju verso una direzione casuale. “Voi due potete attaccare quel lato, mentre io e Kai penseremo all’altro, e ci ritroveremo qui tra un’ora!”
“Takao!” Hiromi si voltò di scatto. “Stai scherzando, vero?! Vuoi separarti in un centro commerciale così affollato?!” la ragazza lanciò a Takao, Kyoju e, in misura minore, Kai, delle occhiate funeste. “Per una volta, dovrete seguirmi!” esclamò, “sono la guru dello shopping!”
“Vuole solo che portiamo le sue borse...aah...” mormorò Kyoju quasi impercettibilmente.
“Cosa?” Hiromi lo guardò.

“È il segnale!” rise Takao, iniziando a scappare quando Kai lo afferrò per la giacca. Takao sbatté le palpebre e lo guardò. “Kai?”
Le labbra di Kai erano distese in un mezzo sorriso, prima che un’espressione seria tornasse sui suoi lineamenti. “Penso che l’idea migliore sia rimanere uniti, Takao” disse osservandolo.
Takao fissò Kai, il suo viso si colorò prima di sospirare drammaticamente e lasciare le mani lungo i fianchi. “Oh, va bene! Facci strada, Hiromi!”
“Forza, truppe!” urlò Hiromi come un megafono, e i tre la seguirono, zigzagando tra la folla che faceva acquisti nell’unico centro commerciale al coperto della città.
Sotto il comando di Hiromi, invasero i negozi da cima a fondo, sfidando infidi mari di persone. Rimanere uniti si rivelò davvero una buona idea, perché a quell’ora il centro commerciale era pieno zeppo. Trovare un tavolo a cui sedersi per pranzo fu una fortura – anche solo procurarsi da mangiare fu una guerra.

Dopo ore passate a setacciare il centro commerciale, Hiromi aveva al braccio alcune borse – bottino della vittoria – ed era di cattivo umore dopo aver combattuto con le unghie e con i denti per alcuni degli ultimi articoli in saldo nei suoi negozi preferiti. Takao aveva quasi tante borse quante ne aveva Hiromi, ma era di umore molto migliore nonostante avesse quasi perso il suo berretto quando era stato urtato in un negozio particolarmente gremito. Kyoju sembrava aver affrontato una lotta contro Dragoon, Dranzer, Draciel e Driger messi insieme, e aveva una sola borsa al braccio. Erano tutti molto sfiniti quando si presero una pausa per riposare, anche se alcuni anziani li avevano cacciati dalla panchina su cui si erano seduti. Kai non aveva ancora comprato nulla.
I quattro si appoggiarono alla ringhiera del secondo piano per sfuggire al flusso della folla.

“Siamo stati qui tutto il GIORNO!” gemette Takao, i piedi doloranti nelle scarpe da ginnastica rosse.
“Non possiamo ancora andarcene! Non finché non avrò trovato il mio regalo come Babbo Natale segreto!” rispose Hiromi.
“Ah...” fece Kyoju da dove era seduto, massaggiandosi i piedi, “forse dovresti dirci chi hai pescato, Hiromi, se ti crea tanti problemi!”
Takao si raddrizzò e disse, con un ghigno da squalo: “Sì, sputa”
Lei aveva un’espressione scontenta mentre si dibatteva sul rivelare il nome o meno. “È...Yuri” disse infine.
“Oh...davvero?” chiese Takao, per poi borbottare, “quindi ora ce lo dici”
“Beh, l’avrei tenuto segreto, sai!” spiegò Hiromi altezzosamente, poi scosse selvaggiamente il capo, “ma è davvero difficile pensare a cosa prendere per lui!”
Osservando gli sguardi vuoti di Takao e Kyoju sull’argomento, Hiromi si rivolse a Kai. “E tu, Kai? Sai cosa potrebbe piacere a Yuri per Natale?”
L’espressione di Kai diceva chiaramente, ‘E perché lo stai chiedendo a me?’
“Forse un nuovo anello di attacco? Ne ho visto uno interessante in quel negozio al primo piano” disse Kyoju, grattandosi pensieroso la testa esausta.
Hiromi balzò in piedi con determinazione. “Potrebbe andare! Forza, andiamo a dare un’occhiata!” la ragazza afferrò Kyoju per un braccio e lo trascinò via, ignorando le sue grida.
“Cos-ehi! Aaaah!”

Takao emise un sospiro che mosse la sua lunga frangia, appoggiandosi con noncuranza contro la ringhiera accanto a Kai. Questi lo guardò, riconoscendo i gesti e le abitudini nei suoi movimenti.
“Cavoli...avremo fatto il giro del centro commerciale venti volte!” esagerò.
“Tre e mezzo, in realtà” rispose Kai con un sorrisetto, rilassandosi a sua volta.
“È lo stesso” disse Takao, poi gli sorrise, “sarebbe stato molto peggio se tu non fossi stato qui”
Kai fissò Takao un momento prima di concentrare il suo sguardo su alcune luci di Natale distante e leggermente scintillanti, “Non ti ci abituare...” dichiarò.

L’inondazione familiare di quel...qualcosa...che Takao riusciva sempre ad evocare dentro di lui stava cominciando a far sentire di nuovo la sua presenza e Kai si interrogò sul proprio dilemma interiore. -Cosa posso dare all’unica persona che non ha bisogno di niente da me?-
Quando Takao si era presentato a casa sua con gli altri chiedendogli di andare a fare shopping natalizio con loro, aveva nascosto la sua silenziosa sorpresa. Nonostante i suoi grandi sforzi per distogliere la mente dalla festa di Natale della BBA e dal biglietto per il Babbo Natale segreto, il nome inciso su quel foglio gli era rimasto impresso in testa.
Più del solito, comunque.
Kai aveva inizialmente pensato che andare insieme a Takao e agli altri al centro commerciale lo avrebbe aiutato a farsi un’idea di cosa regalare al ragazzo, ma in realtà non si sentiva vicino a saperlo rispetto a quando aveva tirato fuori il foglietto dal cappello bianco e rosso.
Così perso nei suoi pensieri e nella confortevole quiete tra la folla che si assottigliava, Kai sentì improvvisamente una piccola mano scivolare nella sua e afferrargli le dita. Abbassando bruscamente lo sguardo, i suoi occhi si spalancarono per lo shock quando incontrarono quelli grandi e confusi di un bambino piccolo. Il bambino, rendendosi conto del suo errore, lasciò rapidamente la mano di Kai e si guardò intorno freneticamente, vedendo sua madre che lo chiamava. Il bambino corse via e Kai lo fissò, un po’ scombussolato.

“Pfff...”
La testa di Kai si girò per vedere Takao che cercava disperatamente di soffocare la sua risata, tenendosi la mano sulla bocca, ma l’ilarità nei suoi occhi sorridenti non poteva essere nascosta, e le guance di Kai si tinsero involontariamente di rosa.
Togliendo la mano dalle labbra per rivelare un ampio sorriso, Takao si passò le dita tra la folta frangia scura e si schiarì la gola. “Ehm...penso che quel bambino si fosse confuso”
Le sopracciglia di Kai si abbassarono e incrociò strettamente le braccia, dando a Takao un’occhiata che lo sfidava ad aggiungere altro.
“Eheh, povero piccolo, ha afferrato la mano della mamma sbagliata” rise Takao, scivolando più vicino a Kai contro la ringhiera, “troppo carino”
“Davvero” fece Kai acido, uno sguardo cupo puntato su Takao. Questi urtò leggermente la spalla contro quella di Kai e gli rivolse un sorriso caloroso e divertito. “Ah andiamo, lo sai che sto scherzando”
L’espressione di Takao fece vibrare qualcosa nello stomaco di Kai e avvertì una netta sensazione di disagio mentre il suo viso si riscaldava ulteriormente.
“Bah...” fece Kai, accigliandosi profondamente mentre si voltava e si allontanava dal divertito campione, cercando di far scomparire l’imbarazzo per via delle prese in giro di Takao. Kai era riuscito a raggiungere l’ascensore del centro commerciale quando il suo disagio iniziò a diminuire.

-Babbo Natale segreto? Imparare a conoscersi? È questo genere di cose che ho cercato di evitare...e doveva essere proprio Takao...-
Kai sospirò impercettibilmente. Conosceva Takao e, ancora peggio, conosceva le proprie reazioni nei confronti di Takao: le uniche che non sarebbe mai riuscito a spiegare.
-Cosa desidera Takao?- pensò.
Una mano si infilò in quella tesa di Kai proprio come poco prima, anche se era più grande e sottile. Kai guardò il proprietario della mano, che strinse la sua, e la rigidità delle sue dita fu sostituita da un’agitazione sulla punta delle dita.
“Mi sono perso” disse Takao scherzosamente con voce da bambino, il sorriso ampio, “e ho davvero paura in questo grande e brutto centro commerciale, signor Kai” scherzò il ragazzo, i suoi occhi grandi e brillanti mentre afferrava la mano di Kai e si appoggiava al suo fianco.
Le guance di Kai iniziarono subito a surriscaldarsi e si accigliò.
“Takao, sei davvero un pagliaccio” grugnì il proprietario di Dranzer, osservando il tintinnio dell’ascensore che si aprì in seguito, e un po’ di persone scesero dalla cabina, svuotandola.
Takao strizzò l’occhio e tirò Kai insieme a lui nell’ascensore. “Ma mi ami comunque, Kai!” rise, sempre con lo stesso sorriso smagliante.

Le porte dell’ascensore si chiusero e Takao non gli lasciò andare subito la mano. Il cuore di Kai si mise a battere più forte. –Takao, a volte penso di poter leggere la tua mente, ma ora...mi confondi e basta. Perché io...? Io sono...-
I BBA si incontrarono fuori dal negozio dove Hiromi aveva fatto il suo ultimo acquisto e decisero di prendere l’autobus per tornare nel loro quartiere. Non tutti avevano fatto compere, però, quindi presto ci sarebbe stata un’altra uscita tra loro quattro.

Ma per Kai gli eventi di quel giorno non avrebbero abbandonato la sua mente. E stava cominciando a pensare che forse il signor Daitenji aveva ragione, forse c’era di più in quel foglietto di carta, a parte una sfida.