Di mattina presto, Kaori si svegliò con i primi raggi del sole che filtravano attraverso le fessure della tapparella. Inizialmente confusa dall´ambiente sconosciuto, si rese subito conto di non essere a casa, ma nella stanza di suo fratello. Un sorriso le incurvò le labbra quando notò una foto di lei e suo fratello sul comodino. La foto era di circa un anno prima, quando per un esame aveva realizzato la sua prima mostra fotografica sul tema del volo. Suo fratello aveva voluto immortalare quel momento importante con lei. La foto era stata scattata in modo che nessuno avrebbe potuto immaginare che Kaori fosse su una sedia a rotelle.
 
Volendo alzarsi, si girò sulla schiena e, avvertendo un leggero dolore, si ricordò della sua pazzesca caduta del giorno prima. Dio, che imbarazzo aveva provato davanti a Ryo...tuttavia, lui non aveva fatto alcun commento inappropriato, anzi, si era preoccupato per la sua salute, e grazie al suo massaggio aveva trascorso una notte eccellente. Si era sentita così bene durante il massaggio di Ryo, che non si era nemmeno accorta che il sonno l´aveva trascinata dolcemente nel regno dei sogni. Sospirò delusa, avrebbe voluto aver sentito le carezze di Ryo fino alla fine. Perché per lei non c´era dubbio che fossero state carezze e non un semplice massaggio.
 
“Beh, hai intenzione di sognare ad occhi aperti per molto tempo, vecchia mia?”, si rimproverò, “farei meglio ad alzarmi, prima che lui pensi che ozio a letto”
 
Il sonno di quella notte le aveva fatto davvero bene, aveva riacquistato tutte le sue forze. Rimuovendo le lenzuola, scivolò lentamente sulla sedia. Poi si diresse in bagno per rinfrescarsi.
 
Quando il suo sguardo cadde sulla vasca non riuscì a fermare il rossore che le salì alle guance, ricordando che Ryo l´aveva vista nuda. Si ripromise di non indulgere in voglie folli che non erano adatte a lei. Peccato, si sarebbe accontentata del lavandino per sciacquarsi. Una volta finito, tornò nella sua stanza per vestirsi. Indossò una lunga gonna bordeaux e un maglione nero. Si prese il piede destro in una mano e si mise la scarpa, facendo lo stesso con l´altro.
 
Era passato molto tempo dall´ultima volta che aveva avuto problemi a fare quel genere di cose. Eppure non poteva fare a meno di ripensare con rabbia e determinazione agli inizi e a tutte le difficoltà che aveva incontrato nell´imparare anche solo a mettersi un paio di scarpe senza bisogno che qualcuno lo facesse al posto suo. Ma anche semplicemente imparare a vestirsi da sola...
 
Una volta pronta, desiderò preparare la colazione, per rendere le cose più facili a Ryo, ma anche per partecipare più attivamente alla sua nuova vita da coinquilina. Tuttavia, dovette rinunciare rapidamente quando vide la scala di fronte a sé. Sospirando esasperata, si guardò intorno. Non le piaceva essere inattiva, ma lì non aveva davvero scelta. A malincuore, tornò nella sua stanza.
 
Non voleva nemmeno svegliare Ryo, sapeva che a causa sua non aveva dormito molto quella notte.
 
Tuttavia un´idea germogliò nella sua mente, non poté fare a meno di resistere all´impulso di andare ad osservare Ryo segretamente. Appena pensato a quel desiderio, il rossore arrivò a colorarle le guance. Che le stava succedendo? Da quando voleva andare a spiare gli amici di suo fratello che dormivano? Non si riconosceva più, Ryo aveva uno strambo effetto sul suo comportamento. Ma, nonostante le rimostranze, la curiosità fu più forte. Aveva troppa voglia di scoprire quell´uomo per lei così misterioso, ma soprattutto moriva dalla voglia di vederlo dormire. Allontanando la sua timidezza, lasciò la stanza il più silenziosamente possibile e si diresse verso quella di Ryo. Quando aprì la porta, sentì una voce che la chiamava e che la spaventò.
 
“Puoi entrare, Kaori, non dormo più”
 
Come una bambina colta in flagrante, arrossì e si mise a balbettare imbarazzata.
 
“Oh...io...io non...volevo...svegliarti...”
 
Kaori si rimproverò in silenzio della propria stupidità e della propria curiosità che le stava facendo vivere quel momento, vergognandosi. Questa volta l´imbarazzo se l´era andato a cercare. Aveva appena confermato il detto ´La curiosità è un vizio´. Oh cavoli...se Hideyuki l´avesse scoperto, cos´avrebbe pensato della sua sorellina? Lui che ancora la credeva così innocente e così giovane per interessarsi agli uomini. Non osava guardare Ryo negli occhi per paura di trovarvi uno sguardo beffardo o qualcosa di simile.
 
Ryo, nel frattempo, sorrideva davanti alla sua confusione. Di solito fare visite alle donne quando dormivano era più prerogativa sua. La situazione ora si invertiva, e allo sweeper non dispiaceva affatto. Soprattutto quando lo spettacolo era quello che si trovava di fronte, con un angelo imbarazzato. Approfittandone, rincarò la dose per farla arrossire ulteriormente.
 
“Davvero? Allora cosa volevi fare venendo nella mia stanza?” chiese con una voce molto sensuale che avrebbe turbato qualunque donna.
 
Lei si decise allora ad alzare lo sguardo verso il suo interlocutore per rispondere alla domanda. Ma le parole le rimasero bloccate in gola. Non riusciva a credere a quello che vedeva. Ryo era a torso nudo...arrossì ancora di più e iniziò a sentirsi molto accaldata.
 
-Oh mio dio, è a torso nudo! No Kaori, non guardare, non guardare!-, ma per quanto la giovane donna tentasse di farsi la predica, non riusciva a distogliere lo sguardo da lui. Non era mai stata così affascinata dal corpo di un uomo, e mai avrebbe pensato di trovarlo così attraente. Uscendo dal suo torpore, cercò come meglio poteva di riordinare i suoi pensieri, al fine di trovare una scusa per essere entrata nella stanza di Ryo.
 
“Ma...ma...niente, insomma...io...io...uh...” non sapendo cosa dire, e preferendo limitare i danni, si voltò e tornò nella sua stanza, mormorando parole incomprensibili.
 
Ryo, orgoglioso dell´effetto che aveva prodotto nella giovane donna, si alzò ridendo mentre Kaori usciva. Non capiva perché, ma si divertiva a metterla a disagio e a spingerla al limite. Era così prevedibile e innocente allo stesso tempo...eppure, per quanto gli piacesse farla agitare, non aveva alcuna intenzione di schernirla. Aveva troppo rispetto per lei e per suo fratello.
 
Si vestì e andò a raggiungerla nella sua stanza, per proporle la colazione. Quando aprì la porta, la trovò mentre guardava la foto di lei e suo fratello.
 
“Kaori?” chiese dolcemente. “Immagino che tu abbia fame, vuoi fare colazione?”

Lei lo guardò e annuì. Era ancora troppo confusa e turbata dalle proprie reazioni e dalla propria stupidità per poter parlare. Aveva paura che se avesse aperto bocca non sarebbe stata in grado di controllare le sue parole, così come non era stata in grado di placare la curiosità.
 
“Allora” iniziò Ryo, “lasci che la porti tra le mie braccia”, la stuzzicò, strizzandole l´occhio.
 
Riuscì a farla ridere e dimenticare un po´ l´imbarazzo che si era creato tra loro per qualche secondo.
 
Avevano appena iniziato la colazione, preparata tra dolci risate, quando sentirono aprirsi la porta d´ingresso.
 
“Deve essere Hide” sussurrò Kaori.
 
“Buongiorno a entrambi” esclamò Hideyuki entrando in cucina, “allora, Kaori, hai passato una notte piacevole?” chiese alla sorella, baciandola sulla fronte.
 
“Sì, grazie”
 
“Ti offro un caffè?” chiese Ryo al partner.
 
“Sì, volentieri, grazie”, rivolgendosi a Kaori, le chiese, “allora, qual è il tuo programma per oggi?”

“Ah, beh...non ho ancora appuntamenti con i medici, quindi non farò niente di particolare”
 
“In questo caso, ne approfitterò per presentarti al resto della banda” dichiarò lui.
 
“Davvero?” chiese Kaori e il suo viso improvvisamente si illuminò di gioia.
 
Da tanto tempo voleva scoprire un po´ di più del mondo di suo fratello e soprattutto dei suoi amici. Finalmente avrebbe potuto incontrarli. Dare un volto ai nomi e, soprattutto, forse capire quel legame che li univa tutti. Il legame che aveva reso suo fratello l´uomo che era diventato. E forse, allo stesso tempo, apprendere qualcosa in più su Ryo.
 
Dopo colazione, Kaori chiese al fratello di portarla nella sua stanza per poter finire di prepararsi. Non voleva far fare brutta figura al fratello, non essendo adeguatamente sistemata nel giorno in cui avrebbe finalmente incontrato tutti i suoi amici. Si prese il suo tempo per farsi bella.
 
Intanto, in soggiorno, si svolgeva una discussione seria tra i due uomini.
 
“Spero che tu ti sia comportato correttamente con Kaori?” chiese Hideyuki repentinamente.
 
“Ma che vai a immaginare?” rispose Ryo alla domande dell´amico, per una volta non aveva nulla per cui essere rimproverato.
 
“Ti conosco e so come puoi comportarti con le donne. Ma sappi che Kaori non ha nulla a che fare con quelle donne che puoi incontrare in quei locali notturni”

Colpito dall´osservazione dell´amico, Ryo gli rispose in modo più tagliente.
 
“Non giudicarmi così frettolosamente, Maki...e mi risulta che tua sorella non sembrasse così terrorizzata stamattina, quando sei arrivato”
 
Era vero, Hideyuki doveva ammettere che sua sorella era parsa molto allegra, dato che stava ridendo di gusto con Ryo. Forse aveva davvero giudicato il suo amico troppo in fretta...ma quando si trattava di sua sorella, Makimura aveva la tendenza a perdere un po´ la ragione.
 
“Scusa Ryo, non volevo offenderti. Sai, sento costantemente il bisogno di proteggere Kaori. Forse non sembra, ma è molto sensibile e fragile. Vorrei che non soffrisse più. Quindi...”

“Non scusarti, è una reazione normale. Però sai, dovresti capire che Kaori non è più una bambina ma una donna...” rispose Ryo pensieroso.
 
Makimura non ebbe tempo di chiedere a Ryo di approfondire le sue parole che Kaori, pronta, chiamò suo fratello per andare a riprenderla.