Armin si trovava insieme ai suoi compagni di squadra della legione esplorativa in quella casa che avevano scelto per nascondere il suo migliore amico Eren, e la presunta erede al trono Christa Lentz, o meglio Historia Reiss. 

Anche se la situazione poteva sembrare disastrosa con da un lato i giganti, e dall´altra esseri umani che volevano utilizzare sia Eren che Historia per scopi al momento ignoti, Armin era felice. 

Quei giorni passati tra i boschi gli  davano un senso di tranquillità che non avrebbe creduto mai di provare. 

Ma non perché si sentisse forte, la verità era che  insieme a lui c´erano quelli che  aveva sempre considerato la sua famiglia. 

Eren e Mikasa.

Poi venivano tutti gli altri. Il capitano Levi, Jean,Connie, Historia e poi...poi c´era lei.

Sasha Blouse.

Da quando l´aveva conosciuta si era subito invaghito di lei.

 Sasha era unica nel suo genere. Era solare a suo modo, gentile e divertente quando si trattava di mangiare. Infine era bella, dannatamente bella. 

Questo però Armin non gliel´ho aveva mai detto. Si vergognava,e poi temeva di non essere il suo tipo. Sospettava che Jean fosse un tipo adatto a lei. 

In fondo Armin cosa aveva in quel mondo che poteva attrarre una persona?

 Il suo intuito? 

Si certo quell´acutezza aveva salvato lui e i suoi compagni molte volte, ma oltre quello? 

Perso nei suoi pensieri non si era accorto che qualcuno gli stava volando letteralmente  addosso.

"AIUTOOOOOO!"

Armin non fece in tempo a scansarsi. All´improvviso si ritrovò lungo disteso. Non appena si riprese vide cosa era successo.

 C´era un cavallo che brucava vicino a lui,e stesa accanto c´era Sasha. 

Il ragazzo si precipitò subito dentro.

 Fortuna che Levi era fuori con gli altri per una seduta di addestramento, sennò chi lo avrebbe sentito? Tuttavia Armin e Mikasa erano dentro.

"Cosa c´è Armin? Qualche gigante sta arrivando qui?-gli chiese Eren  allarmato,  mentre Mikasa stava sguainando le spade.

"No tranquilli ragazzi, è solo che Sasha deve aver perso il controllo del cavallo, e mi è volata addosso. Ora vado a prendere qualche cosa per bendarla."

Mikasa e Eren si sorrisero a vicenda. Armin era il loro piccolo fratellino, e meritava un po di felicitá anche lui.

"Tu dici che si è accorto che lo sappiamo ormai tutti?"-chiese Mikasa ancora sorridendo, e rinfoderando le spade.

"Lo sai quanto è intelligente."-gli rispose Eren indaffarato a pulire la sala che tutti utilizzavano per cenare."

 E sai anche come è bravo a capire i pensieri di chi gli sta intorno. Se non ha detto niente le cose sono due. O è timido, oppure è talmente preso da Sasha, che il suo cervello si è impappinato. In ogni caso spero che quella pazza non gli spezzi il cuore. Anche lei deve aver capito che Armin ha una cotta nei suoi confronti,se non è stupida. Spero solo di vederli felici."

"Già hai ragione. Comunque ne avete mai parlato voi due? Da quando è iniziata questa storia con me non si è mai aperto."-disse la ragazza affaccendandosi.

"Ecco a dire il vero no. Però magari nel pomeriggio, se non succede niente proverò ad aiutarlo."

"Perfetto! Allora io parlerò con Sasha."

Eren sorrise togliendosi al contempo la maschera sul suo viso.

"Stai dicendo che dovremmo fargli da Cupido? Ma si in fondo perché no? Il nostro piccolo Armin."

Ignaro di ciò che i suoi amici avevano in mente, Armin uscì poco dopo dalla casa con un numero forse esagerato di bende,e stecche.

Sasha si era ripresa e ora si massaggiava il collo del piede. Armin gli si avvicinò e le sorrise.

"Come stai Sasha? Hai fatto proprio un bel volo lo sai?"

"Già sono proprio una scema. Non so come ho fatto a perdere il controllo del cavallo. Immagino di dover ringraziare te se non mi sono rotta l´osso del collo. Prima di perdere i sensi, mi ricordo che ti stavo arrivando addosso. Scusami."

"Ma-ma tranquilla!"-gli rispose Armin diventando rosso mentre con maestria bendava la parte lesa della ragazza. "E poi può succedere a chiunque no?"

La ragazza malgrado il dolore gli sorrise.

 Armin era sempre stato gentile con lei. E poi era tremendamente carino. Si era accorta che il ragazzo provava qualcosa per lei, ma vuoi le missioni sempre rischiose che dovevano affrontare,vuoi 
tutto il casino che avevano combinato quei tre scellerati di Betrhold,Ymir,ed Einer, non c´era mai stato un momento in cui potessero parlare in tranquillità. 

Persa nelle sue elucubrazioni,non  si accorse che il piede adesso era fasciato.

"Fatto! Prova a camminare e vedi come va."-gli disse Armin.

La ragazza fece come chiesto, e dopo aver camminato per buoni dieci minuti, ritornò da Armin che l´attendeva.

"Allora?"-le chiese lui. "Come ti sembra la fasciatura? Vuoi che te la stringa? Oppure vuoi un steccatura?"

"Armin va benissimo, non so come tu abbia fatto ma non sento più dolore. A quanto pare di oro non hai solo i capelli."

Il ragazzo divenne rosso. Se la sua mente non gli stava giocando un brutto tiro, Sasha gli aveva appena fatto un complimento.

"Dai non esagerare. L´importante è che tu stia bene."

"Armin?"

"Si?"

"Senti stasera dovrei parlarti di ehm...Di ehm una cosa. Cioè sempre che qualche gigante non appaia all´improvviso."

Armin non sapeva cosa dire, però avrebbe fatto la figura del codardo se non avesse messo insieme una frase coerente. Prese un respiro e rispose.

"Per me va bene Sasha però giusto per sapere è qualcosa di grave?"

"No tranquillo! Cioè almeno non per me. Comunque adesso vado a fare qualche giro di prova per vedere se riesco ancora a cavalcare. Ci vediamo dopo il giro di ronda va bene?"


"C-certo! Allora a stasera Sasha."


Prima di salire sul suo cavallo la ragazza parve riflettere, come se avesse scordato qualcosa. Poco dopo si era avvicinata ad Armin e gli aveva lasciato un piccolo bacio sulla guancia. 

Lui non aveva detto niente limitandosi a sorridere come un´ebete. 

Ma di una cosa era certo. Non vedeva l´ora che il giro di ronda finisse. Avrebbe potuto parlare con Sasha senza nessuno che li avrebbe disturbati.

Il capitano Levi tornò lo stesso pomeriggio portando con se il resto della squadra. Fu soddisfatto del lavoro che i suoi uomini, e donne avevano eseguito durante la sua assenza, e come premio diede il resto della giornata libero.

Era pomeriggio quando Eren  si decise ad andare a parlare con Armin. 

Fortuna che Levi era stato magnanimo con loro, altrimenti non avrebbe avuto molto tempo a disposizione. 

Lo trovò ad esaminare alcune carte topografiche. 

Sorrise.

Armin non poteva sospettare del piano architettato da lui e Mikasa. Infatti nello stesso momento sua sorella doveva trovare il modo di rintracciare Sasha, e parlargli. 

"Ohi Eren sei qui! Hai visto Levi? Davvero un bel gesto quello di lasciarci liberi per oggi non trovi?"

"Infatti. Senti dovrei parlarti un´attimo ma se hai da fare..."

Armin lasciò cadere gli strumenti che di solito usava per tracciare rotte sicure che partivano da quella casa, fino al distretto di Trost.

"No tranquillo Eren. Cosa posso fare per te?"

"Che ne dici se ci sediamo?"-propose Eren.

Poco dopo i due erano seduti al tavolo delle rivelazioni topografiche. Eren decise di mettere subito in chiaro le cose. Voleva aiutare il suo migliore amico.

"Ti va di parlare di Sasha?"-gli chiese Eren.

Come da previsione di quest´ultimo Armin iniziò a balbettare.

"C-che v-vuoi dire? Perché dovremmo parlare di lei?"

"Guarda che tutto il reparto lo sa. Avanti amico mio confessa.!"

"C-onfessare?"-chiese Armin facendo finta di nulla.

"Ma certo! È chiaro che hai una cotta per Sasha! Volevo solo dirti che se ne vuoi parlare io sono qui. Tu e Mikasa ci siete sempre stati per me. Questo è il minimo che possa fare."

Armin non poteva crederci! Si era fatto sgamare così facilmente? Da Eren poi? Lo fissò e alla fine decise di vuotare il sacco.

 Parlarne con lui forse gli avrebbe fatto bene.

"È come dici tu Eren. Ne sono follemente innamorato e quando penso a lei, non riesco a ragionare come dovrei. Lo dimostra il fatto che come mi hai precisato tu poco fa, se ne sono accorti tutti."

"Armin guarda che non c´è nulla di cui vergognarsi. Che male c´è se un ragazzo e una ragazza che si piacciono poi si mettono insieme?"

Armin prima di rispondere fissò l´amico con un sopracciglio alzato.

"Si piacciono dici? Forse non hai capito bene, ma io ho detto che lei mi piace, e non che anche io gli piaccio. Questa cosa mi lacera l´anima credimi."

Eren sorrise di nuovo.

"Non posso dire di essere un´esperto in questo campo, ma ti posso dire con sicurezza che lei ti fissa molte volte, e se non te ne sei accorto è proprio perché temi un suo rifiuto."

Il biondo spalancò gli occhi dalla sorpresa.

"Come mi fissa? Ma ne sei sicuro Eren? Dimmi quando è successo!"

Eren rise della reazione di Armin.

"Ad esempio quando finiamo di mangiare. Lei è l´unica che ha sempre fame, e tu gli dai sempre una porzione del tuo rancio. Tu non te ne sei mai accorto,ma è in quei momenti che lei ti guarda come se fossi il suo salvatore. Sei libero di non credermi comunque, ma se ci pensi non ho motivi per mentirti."

Armin sorrise e d´istinto abbracciò l´amico con forza. Eren ricambiò la stretta,e quando si staccarono si fissarono negli occhi.

"A quasi dimenticavo. Mi sono ricordato che devo fare della manutenzione alla mia attrezzatura tridimensionale."-disse Eren. "Spero che ora tu ti senta un pó meglio."

 Stava per varcare la soglia, quando si fermò e disse rivolto all´amico.

"Armin?"

"Si?"

"Se è quando arriverà il momento, non lasciare che l´emozione prenda il sopravvento."

Detto questo Eren lasciò la stanza,e si chiuse la porta alle spalle. 

Armin continuava a guardare nella direzione, in cui era sparito l´amico.

"L´emozione? Eren ma che cazzo significa?"-disse Armin rivolto al nulla.


L´ora di cena giunse, e tutti si ritrovarono a mangiare nella sala adibita. 

O meglio quasi tutti.

 Armin non aveva toccato cibo. Le parole di Eren continuavano a tormentarlo,e di conseguenza aveva lo stomaco chiuso. 

Dall´altra parte del tavolo Sasha guardava in direzione di Armin sorridendo, ma lui sembrava stare da tutt´altra parte.

 Vicino a lei si trova Jean.

"Che c´è Sasha?"

"Mh?"

"Sasha sto parlando con te. È da che siamo a tavola che non la smetti di guardare Armin. Per carità sono affari tuoi, ma cazzo sei inquietante! Pare tu te lo voglia mangiare!"

"Ah sta un po zitto e fatti gli affari tuoi!"-gli rispose lei stizzita.

 Jean la guardò ancora per qualche secondo, poi fece spallucce e tornò ad i suoi pensieri.


La ragazza fece spaziare lo sguardo fino ad incontrare quello di Mikasa.

 Non c´era ostilità tra loro, erano in squadra dai tempi del 104esimo corpo cadetti, quando insieme avevano visto morire tanti compagni di corso.  

Le parole che la compagna gli aveva rivolto nel pomeriggio, ora prendevano di nuovo forma nella mente di Sasha.


La ragazza patata stava sellando il suo cavallo. Era stata ad esplorare la zona per tutto il pomeriggio alla ricerca di selvaggina, ma gli sforzi si erano rivelati infruttuosi. L´unica nota positiva era stato veder migliorare il suo piede. La medicazione di Armin era stata una benedizione. Di nuovo sorrise pensando a lui e alle cose che aveva intenzione di dirgli quella sera stessa.

 Quando lo aveva visto in preda all´imbarazzo dopo il suo bacio, aveva riso dentro di se. Armin era in qualche modo speciale. 

Aveva un cervello che pochi possedevano, ma allo stesso tempo sapeva essere così dolce, così...

"Ehi Sasha."

La voce di Mikasa l´aveva fatta sussultare. Sasha si girò verso di lei con finto sguardo offeso.

"Ma dico io vuoi farmi morire di infarto?"

Ma Mikasa non aveva riso a quella battuta, e il suo sguardo serio fece sparire il sorriso dal volto di Sasha.

"Dobbiamo parlare di Armin"-le disse Mikasa giungendo al sodo.

"Di Armin? Per caso gli è successo qualcosa?"-chiese Sasha allarmata.

"No stai tranquilla. Senti non voglio farti perdere tempo, quindi andrò direttamente al punto. 

In teoria non sarebbero affari miei ma voglio bene ad Armin.

 Lui è un fratello per me.

 Con questo non voglio assolutamente dirti con chi devi stare, solo se non ricambi i suoi sentimenti, almeno non farlo soffrire. Niente solo questo volevo dirti."


Sasha tornò al presente quando vide proprio Armin parlare con il capitano Levi,e poi uscire dalla stanza. Si alzò poco dopo e uscì anche lei. In fondo gli voleva parlare, e forse quello era il momento giusto. 

Sali le scale e lo trovò sulla torre di segnalazione che guardava il cielo. Prima di farsi sentire lo osservò per qualche minuto. 

I capelli biondi luccicavano a contatto con i raggi della luna, che quella sera aveva deciso di mostrarsi in tutta la sua bellezza. 

Armin ebbe la strana sensazione di essere osservato.

 D´istinto afferrò le due lame prima di girarsi pronto a combattere.

 Poi quando la vide si lasciò sfuggire un "oh..."Di sorpresa.

Sasha si avvicinò a lui sorridendo.

"Tranquillo Armin non sono un gigante!"

Il ragazzo rinfoderò  le spade con enorme imbarazzo. 

Lei era lì, e  lui era lì. 

Decisamente vicini.

"Posso avvicinarmi?"-le chiese lei.

"Ma-ma certo anzi scusa per le spade,ma mi hai spaventato."

Insieme si sporsero dal parapetto osservando le stelle luminose.

Armin aveva il cuore che gli andava a mille. Lottò con se stesso per non far vedere il rossore che gli imporporava il viso. Decise di parlare per non creare altre occasioni di imbarazzo, come quel silenzio che da qualche minuto regnava su di loro.


"Sasha? Oggi hai detto che volevi parlarmi. Posso sapere di cosa si tratta?"

La ragazza gli sorrise, e con sorpresa di lui gli prese la mano.

"Si infatti volevo chiederti una cosa. Penso di sapere già la risposta, ma vorrei avere una conferma."

Armin sentiva di stare per impazzire. Il contatto con la mano di Sasha quasi bruciava. Una grande erezione si fece largo nei suoi pantaloni. Ma non voleva passare per qualcuno di deplorevole. Quindi fissò i suoi occhi in quelli di lei.

"Quale conferma?"

"Armin...io ecco io ti piaccio?"

Il ragazzo se possibile divenne ancora più rosso, ma non voleva passare per un codardo,e alla fine decise di dire quello che  da tempo si teneva dentro.

"Si Sasha. Mi piaci da morire."

La ragazza senza aggiungere altro poggiò le sue labbra su quelle di Armin, lasciando quest´ultimo di sasso. 

Poi l´istinto fece il suo corso. 

Si baciarono con passione per vari minuti fino a che di comune accordo si staccarono,e felici si guardarono negli occhi.

"Anche tu mi piaci Armin. Ma arrivati a questo punto devo chiederti di dirmi la verità. Quello che provi per me è attrazione fisica, oppure c´è qualcos´altro?"

Non era facile per il ragazzo rispondere ad una domanda così diretta. Anche lui si era chiesto molte volte la stessa cosa, e sempre aveva trovato un´unica risposta.

"Só che forse non ti basta che ti dica Ti Amo. Ma sappi che se semmai un Gigante dovesse solo avvicinarsi a te, io gli strapperei le viscere con queste mani! Non è solo attrazione Sasha io ti amo, ma ti amo per davvero!"

Sasha lo baciò di nuovo. Armin non le aveva mentito, lo sapeva nel profondo del proprio cuore, quello stesso cuore che ora batteva all´impazzata per lui. 

All´improvviso la ragazza avvertì una forte sensazione di calore provenire dal basso ventre. Voleva avere un contatto ancora più intimo con il ragazzo, che ormai sapeva di amare con tutta se stessa. 

Si staccò da quel dolce contatto con le sue labbra. Lo prese per mano e gli disse.

"Vieni con me."

Armin completamente rapito non disse niente, e come un bambino si lasciò guidare da quella ragazza che amava.

 Entrambi scesero nelle profondità della casa fino a raggiungere lo scantinato. Una volta giunti lì, la ragazza lo fece entrare e accese la luce con l´ausilio delle torce sparse intorno.

 Fatto questo la ragazza chiuse a chiave la porta  dietro di se. Poi si voltò verso il ragazzo che la osservava perplesso.

"Sasha come mai hai chiuso la porta a chiave?"-gli chiese Eren.

Per tutta risposta la ragazza lo spinse sopra una balla di fieno li vicino.

"Così nessuno vorrà disturbarci"-gli disse lei con voce lussuriosa. 

Poco dopo sali sul corpo del ragazzo armeggiando con i suoi pantaloni. Armin intuendo ciò che Sasha volesse fare divenne rosso. 

Poco dopo entrambi si erano spogliati completamente nudi. Sasha gli sali sopra e gli disse con voce dannatamente sensuale.

"Non ti preoccupare Armin. Io però adesso ti voglio,e credo che anche tu sia del mio stesso parere."-disse lei indicando il membro di lui dritto ed enorme.

Armin cominciò a boccheggiare, e rendendosi conto di questo, la ragazza si fermò e gli chiese.

"Che cosa c´è Armin? Tu hai paura?"

"No! È solo che non so esattamente cosa fare. Nei libri dell´accademia ho letto molto riguardo queste cose. Tuttavia era solo teoria, niente pratica."

Sasha allora gli prese il membro tra le mani e prima di portarselo in bocca gli disse.

"Hai ragione Armin. Sono stata una stupida. Ma a questo punto che ne dici di fare un ripasso generale?"

Il ragazzo la guardò stupito.

"Che-che cosa mi vuoi fare?"

"Tranquillo Armin. Diciamo che è una cosa che non si impara nei libri. Ma tu adesso rilassati e concentrati solo sul piacere che ti farò provare. Sei pronto?"

Armin non disse nulla chiudendo gli occhi.
Sasha avendo il via libera iniziò a succhiare il membro del ragazzo prima in modo lento, e poi sempre più veloce.

 Il piacere che Armin stava provando in quel momento era qualcosa di indescrivibile.

 Poi però quella sensazione fini di botto. Armin aprì gli occhi,e quello che vide lo lasciò estasiato. 

Sasha si era spostata e di nuovo gli aveva preso il membro pulsante tra le mani. Questa volta però lo stava dirigendo verso la sua vagina, ma prima di farlo osservò il volto del ragazzo e gli disse.

"Armin ne sei sicuro? Vuoi andare avanti? Se hai paura possiamo rimandare.

Armin invece sorrise e gli disse.

"No! Non voglio essere un codardo anche in questa situazione. Anche io ti voglio Sasha!"


Alla fine la ragazza  lo fece entrare dentro di lei. A quel contatto Armin emise dei  gridolini di piacere.

La ragazza sorrise davanti a quei gemiti e avendo il tacito permesso di lui iniziò a muoversi prima in maniera dolce su e giù, poi con sempre maggiore foga.

Armin spalancò gli occhi. Quello che Sasha gli aveva fatto prima era stato bello, ma questo era decisamente meglio!
Allora comprese finalmente ciò che Eren gli aveva detto nel pomeriggio.

Sasha inarcò la schiena muovendosi ancora più forte di prima e desiderando che quel momento non finisse mai. Poi con un colpo di reni Armin capovolse la situazione. Ora era lui a muoversi dentro di lei sempre più velocemente. La ragazza sorrise davanti a quella presa di posizione.

"Hai capito il cadetto Armin!"

Prima di rispondere lui la tempestò di baci.

"Diciamo solo che ho avuto un´ottima insegnante"-le disse lui con la voce affannata. 

Quando poi però avverti il piacere crescere a dismisura, si staccò da quella calda accoglienza, spargendo il suo seme sul ventre di lei. Cosa che non sfuggì alla ragazza la quale gli chiese.

"Armin...perché non?."

Lui non la fece finire di parlare facendole un gesto con la mano.

"Questo mondo ho imparato a mie spese quanto può essere crudele. I miei genitori sono morti da tanto tempo ormai, ma non c´è giorno in cui io non pensi a loro oppure a mio nonno. Quello che voglio dire è che per me sarebbe una gioia incredibile diventare padre...Ma allo stesso tempo ne ho paura. Non possiamo sapere per quanto ancora vivremo. Insomma anche domani un gigante potrebbe ucciderci, e io lo so per esperienza che vuol dire crescere da soli. Non voglio mettere al mondo un bambino che magari già alla età di 3 anni si ritroverebbe orfano. Ti chiedo perdono Sasha, ma penso che non sia ancora arrivato il momento per questo passo. Aspettiamo con la speranza di vedere un giorno i Giganti sparire da questo mondo. Se saremo ancora in vita per vedere quel giorno, e se tu vorrai aspettare,allora ti dico che avremo una tribù di bambini.

La ragazza lo guardo sorpresa. Ma a ben pensarci Armin aveva ragione. Sorrise e gli diede un bacio sulle labbra, poi un´altro e un´altro ancora.

"Stai tranquillo Armin. Io ti aspetterò."

Lui poggiò la testa sul seno di lei e con la voce rotta da postumi dell´orgasmo gli disse.

"Sasha ti prego non mi lasciare!"

La ragazza gli carezzò i capelli e gli rispose.

"Purtroppo non posso promettertelo Armin. Lo hai detto tu stesso prima no? Un Gigante prima o poi potrebbe uccidermi!"

Gli occhi di Armin si riempiono di lacrime.

"Ti prego non dirmelo! Sappi che io ti proteggerò anche a costo della mia stessa vita! Lo hai capito Sasha? Nessuno ti porterá via da me! Uccidersi  per te!"

Sasha allora lo strinse forte a se e gli disse.

"Va bene Armin non ti lascerò. Ti Amo"

"Anche io Sasha. Resta con me!."