- Ticke -


Avevano pulito per tutta la giornata, ma ne era valsa la pena. Quella era stata 
l´ultima ala del castello. Finalmente avrebbero potuto dedicarsi solo agli allenamenti. Eren si lasciò scivolare lungo la parete, asciugandosi la fronte con un fazzoletto: pulire faceva venire caldo tanto quanto correre. Soprattutto se a guidare l´operazione era il Caporale Levi in persona. Sembrava che quella giornata avesse stancato parecchio anche lui, che si lasciò cadere accanto ad Eren spostandosi i capelli dalla fronte sudata.
"Hai fatto un buon lavoro, una volta tanto." disse a bassa voce, come se lodarlo gli provocasse un certo fastidio.
Eren non rispose subito. Aprì i grandi occhi verdi, dal colore scuro e intenso, puntandoli sul viso del Caporale.
"Lo so." 
La punta di soddisfazione che impresse nel tono della sua voce portò Levi a sbuffare sonoramente.
"Non ti ci abituare Jeager. Non avrai lodi gratuite solo per soddisfare il tuo ego."
"Queste non erano gratuite. Avete detto che ho svolto un buon lavoro, dopotutto." replicò subito il ragazzo. 
Per risposta, Caporale afferrò un piumino per la polvere e glielo sbattè in faccia, facendolo tossire.
"Non ti permetto di contraddirmi, Eren!"
Il ritorno all´uso del nome proprio sciolse tutta la tensione gerarchica ed Eren, afferrato il proprio piumino, attaccò il Caporale nello stesso modo, iniziando una piccola guerra improvvisata. Le piume sfiorarono il collo di Levi più e più volte finché non poté più trattenersi dal rivelare il proprio punto debole: il solletico.
Eren lo sentì ridere per la prima volta da quando si conoscevano e immediatamente le sue gote presero colore, facendogli desiderare di poter sentire ancora quella risata. La guerra dei piumini divenne una guerra di solletico e le dita leste di Eren seppero scivolare addirittura sotto la camicia candida del Caporale, solleticandogli i fianchi. Caddero l´uno sopra l´altro, trascinati da quell´insolito momento di serenità, finché le mani di Levi non afferrarono i capelli di Eren, stringendoli dietro la nuca e lo tirarono a se, unendo le labbra in un bacio.
La prima risata divenne il primo bacio.
La guerra, amore.