FanFiction Lady Oscar | La Stella e la Rosa di elenabastet | FanFiction Zone

 

  La Stella e la Rosa

         

 

  

  

  

  

La Stella e la Rosa ●●●●● (Letta 119 volte)

di elenabastet 

4 capitoli (in corso) - 1 commento - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaLady Oscar

Genere:

Avventura - Angst - Storico - Romantico - Drammatico

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Oscar - Andre' - Simone

Coppie:

Oscar/Andre' (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Prologo 

Un incontro tra due universi coevi come Lady Oscar e il Tulipano nero, con qualche cambiamento in questa storia


  


LA
STELLA E LA ROSA








Rating:
diciamo dai 13 anni in su



Fandom:
Lady Oscar, con cross over con Il Tulipano nero.



Note:
ho fatto alcuni cambiamenti alla storia della Stella della Senna,
tra
cui:

Mirand si chiama Armand, Danton è un nano (niente battutacce come
nella celebre barzelletta di Pierino, per piacere!), il comandante
Jeroule non è cattivo e mi sono ispirata per lui al poliziotto Jim
Hopper di
Stranger
things
.








Prologo



1764



Phoebus
aprì la porta del suo carro: per fortuna, aveva smesso di piovere e
questo voleva dire che avrebbe potuto racimolare qualche soldo con il
suo spettacolo insieme alla moglie Lola, cominciavano a non essere
più giovanissimi, ma le storie dei loro burattini piacevano, tra
avventure fiabesche e vicissitudini amorose.



Erano
vicini alle montagne, forse troppo vicini, per loro che amavano il
sole e il mare della Provenza, non lontana dalla natia Catalogna.
Era meglio se tornavano verso là, soprattutto adesso che pian piano
sarebbe arrivato l’autunno.



Lola
stava ancora dormendo, Phoebus la amava come il primo giorno: sapeva
che lei aveva un cruccio, non essere riuscita, nei quindici anni del
loro matrimonio, a dargli un bambino. Non era come le sue sorelle,
tutte madri di tanti figli, sparsa in giro per l’Europa, in Spagna,
Italia, Inghilterra e Austria. A Lola non era nemmeno successo una
volta di pensare di poter avere un figlio, era anche andata dalle
guaritrici, durante il pellegrinaggio a Saintes-Maries-de-la-Mer, ma
nulla. E dire che erano proprio i bambini i loro spettatori più
assidui, ma forse era destino che fosse così.



Aiuto!”



Un
urlo dal fondo della radura dove Phoebus aveva piazzato il carro, non
tanto vicino alle abitazioni per evitare rogne, richiamò la sua
attenzione: lui andò a vedere di cosa si trattava.



C’era
una giovane donna bionda, che avrebbe potuto essere molto bella in
altre condizioni: in quel momento era emaciata e sanguinante e
Phoebus non ci mise molto a capire che aveva partorito da poco. In
braccio aveva un batuffolo urlante.



Signora,
come posso aiutarvi?”, disse Phoebus precipitandosi da lei. Il
trambusto aveva svegliato anche Lola, che era corsa a vedere cosa
succedeva.



Vi
prego… la mia bambina, la mia Simone è in grave pericolo,
mettetela in salvo!”



Lola
si era avvicinata ed evitò di dire che una bambina così piccola non
ce l’avrebbe fatta a sopravvivere senza latte materno. Quella donna
aveva davvero paura per qualcosa e poi aveva in braccio quello che
lei agognava da anni.



Signora,
noi...”



Vi
pagherò, non avrete problemi!” e la donna tirò fuori da sotto la
gonna un sacco pieno di monete d’oro, tantissime, un qualcosa che
Phoebus e Lola non avevano mai visto. I due decisero che dovevano
fare qualcosa per aiutare quella donna che sembrava
davvero
disperata.



Possiamo
tenervi per un po’ la bambina, ma voi cercate un medico, non state
bene!”



L’importante
è che lei viva… nel sacco ci sono
oltre
ai soldi

due cose mie, un ritratto e un carillon, fategliele vedere quando
sarà più grande...”



La
donna si allontanò di qualche passo e Phoebus e Lola si accorsero
che era giovane, più giovane di loro.



Sophie!”



Una
voce di uomo li fece sussultare. Un militare a cavallo, di qualche
anno più vecchio di loro tre, era appena arrivato.



Conte,
ho deciso. Simone starà bene con loro, sarà al sicuro...”



Sophie,
vi avevo detto che l’avrei accolta in casa mia, la mia amata sposa
non è più con me, ma posso darle tutto l’affetto
di
cui sono capace…

Avrei
tanto voluto una figlia oltre al mio Robert, lei sarà questo per
me.



Sarà
sempre in pericolo… Queste brave persone le daranno la sicurezza di
cui avrà bisogno...”



Il
nobile guardò i due astanti, un po’ perplesso. Affidare una
bambina a due gitani che vivevano di espedienti non era la scelta
migliore. Ma forse così non l’avrebbero cercata…



Signori...”



Siamo
Phoebus e Lola L
arraines”,
disse l’uomo.



Larraines…
sembrava il nome che avrebbe dovuto portare la piccola Simone, con
una piccola modifica…



D’accordo,
occupatevi
voi
della
bambina. Ma sappiate che vi terrò d’occhio e in ogni caso, se
avrete bisogno potrete rivolgervi a me. Sono il conte Philippe de
Vaudreil, al vostro servizio...”



Sophie
vacillò e Philippe la sorresse.



Bisogna
che torni là, nessuno deve sospettare nulla, ho nascosto la
gravidanza e Belle non parlerà…”, disse e poi si rivolse a
Phoebus e Lola:



Vi
prego, occupatevi della mia bambina. Un giorno, se il destino lo
vorrà, la ritroverò.”



Il
conte lanciò uno sguardo ai due gitani e poi si allontanò con la
donna, non aveva scelta, doveva soccorrerla.



Phoebus
e Lola si guardarono, mentre lei stringeva la piccola, finalmente con
una bambina, anche se non sua, in braccio.



Capirono
che c’era qualcosa di grosso e decisero di vegliare sulla piccola.
Merry, la loro capretta, fornì del latte alla piccola, ma ci fu
anche una loro conoscente, una giovane mamma in città con il marito
che aggiustava pentole di rame, che diede loro una mano.



Si
spostarono, ma anziché andare verso il mare, puntarono verso Parigi,
e il loro spettacolo con le marionette ottenne un successo sempre
maggiore. Simone portava loro fortuna, nascosero i soldi in maniera
sicura, usandoli poco per volta e nessuno sospettò niente.



Philippe
de Vaudreil si rimproverò di non aver parlato di quella faccenda con
un suo buon amico, il conte e generale Augustin de Jarjayes, che tra
l’altro aveva una vasta parentela tutta al femminile e che avrebbe
potuto trovare una sistemazione diversa a Simone. Ma Sophie non
voleva che la bambina fosse in pericolo.



Gli
anni passarono in fretta, tra lutti e gioie: Sophie e il padre della
bambina non poterono veder crescere la loro piccola, se ne andarono
dopo non molto, e Philippe giurò che un giorno avrebbe ritrovato
Simone e l’avrebbe cresciuta come sua figlia. Ma i gitani
sembravano spariti, nella frenesia che portava al matrimonio tra il
nipote del re e la giovanissima arciduchessa austriaca, Maria
Antonietta. Ma Philippe sapeva che li avrebbe ritrovati, avrebbe
ritrovato Simone. Era solo questione di tempo.



Ma
gli anni passavano, suo figlio Robert cresceva, così come cresceva
anche Oscar, la figlia del suo amico Augustin de Jarjayes che era
stata cresciuta come un militare per prendere il suo posto nella
guardia reale. Era stato proprio ad Augustin che viaggiava spesso tra
Versailles e Saumur o il Sud della Francia per procurare armi per
l’esercito che Philippe aveva chiesto se aveva notizie di una
famiglia di gitani con una bambina dai capelli biondi. Bambina…
ormai doveva essere grandicella e lui lo sapeva. Solo, non riusciva a
trovarla, se solo tutto fosse stato non così veloce… L’importante
era che non arrivasse prima gli altri, Kauntz e Clauyière… Ma
forse, nessuno si sarebbe interessato ad una gitana. Forse.

 

     


                     





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