FanFiction Atri - Cartoon Disney | Il frutto piu' dolce di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Il frutto piu' dolce

         

 

  

  

  

  

Il frutto piu' dolce   (Letta 634 volte)

di MarySaeba92 

32 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

FilmAtri - Cartoon Disney

Genere:

Commedia - Romantico - Angst

Annotazioni:

Lemon

Protagonisti:

Bruno Madrigal - Camilo Madrigal - Altri

Coppie:

Bruno Madrigal/Camilo Madrigal (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 26. Fuga dalla torre 

 


  

In una stanza buia e umida, in cui c’erano solo un letto e un comodino, Bruno camminava avanti e indietro, incapace di stare fermo. Le pareti premevano sempre di più e con difficoltà riusciva a pensare normalmente. Si sforzava di farlo.
 
“Andrà tutto bene, bene...” mormorò come un mantra. “No, niente andrà bene! No, no, sarà...no, non sarà...!”
 
Tremava. Non sapeva nemmeno da quanto fosse lì, non c’erano orologi nella sua maledetta stanza. E il suo dono aveva a che fare col tempo...
 
In lontananza udì un fruscio sulla sabbia. Bruno si voltà. Vide suo nipote. Per un secondo l’uomo pensò che stesse impazzendo e che fosse solo uno scherzo della sua immaginazione, ma il ragazzo, dopo aver ripreso fiato, avendo corso su per le scale, parlò:
 
“Bruno, come stai?”
 
“C-Camilo?”
 
Bruno non poteva credere che fosse proprio lui. Il ragazzo si avvicinò e lo abbracciò forte e l’uomo sentì odore di bruciato. Ma non vi si soffermò.
 
“Esatto” sussurrò Camilo, inalando il profumo dei capelli scuri e indisciplinati. Solo ora si rendeva conto di quanto gli fosse mancato. Osservò meglio e gli sembrò che i capelli di suo zio si fossero ingrigiti ulteriormente durante la permanenza nella torre. Qualcosa dentro di lui si ruppe a quella constatazione.
 
“Come sei arrivato qui?” chiese Bruno, scostandolo. Sia il suo sguardo che la sua voce erano pieni di eccitazione. “Non puoi...”
 
“Non mi interessa!” sbuffò Camilo. “Mi mancavi. E non potevo lasciarti solo qui, no?”
 
“Camilo...” Bruno si accigliò. Non doveva dire nulla perché il nipote capisse tutto. L’ansia per essere uscito dalla sua stanza, la paura che la famiglia si arrabbiasse ancora di più, e preoccupazione per lui, che sicuramente sarebbe stato incolpato per quella disobbedienza.
 
“Non preoccuparti, andrà tutto bene” Camilo baciò la fronte aggrottata dello zio. La tensione di Bruno scese un po’, ma gli era comunque impossibile credergli.
 
“Come puoi dire una cosa del genere? Ci odiano tutti ora...” ribatté, ricevendo un sorriso affettuoso.
 
“Niente affatto. Lola, Mira e Isa ci supportano sicuramente, ne sono sicuro. E...ho appena parlato con mia madre”
 
Camilo non scese nei dettagli della conversazione. Se avesse raccontato tutto, Bruno si sarebbe sentito male. Anche solo a sentire parlare di Pepa, l’uomo risultò fortemente scosso.
 
“C-cos’ha detto? N-non ti ha fatto del male?”
 
“Non preoccuparti, sto bene” sorrise Camilo.
 
-Sento l’odore- pensò Bruno, ma non osò dire nulla. Un sorriso apparve sul volto del ragazzo, incuriosendo lo zio.
 
“Lei...ha promesso che ci penserà, su di noi” disse Camilo, stravolgendo la verità e facendola apparire una palese bugia. Ma Bruno gli credette. Sospirò di sollievo e il giovane gli prese il viso tra le mani.
 
“Dobbiamo solo aspettare che ci richiamino, non dovremo più preoccuparci” promise Camilo. Bruno rifletté sulle sue parole. Le pareti della stanza parvero diventare più luminose con la presenza del ragazzo, ma la sua mente era ancora inesorabilmente in gabbia.
 
“Allora...scendiamo dalla torre?” chiese Bruno. “Mi sembra che le mura si restringano. Non mi piacciono”
 
Camilo non osò rifiutare. Lo baciò sulle labbra e lo prese per mano, portandolo via. Non gli importava nemmeno l’idea che venissero banditi.
 
.
 
Pepa guardò Julieta. Julieta guardò Pepa. Entrambe erano pallide e tremanti e non osavano voltarsi. Sembrava che fossero dirette al giudizio universale.
 
Julieta fu la prima a muoversi e sua sorella la seguì con passo timido, guardandosi intorno. Isabela e Dolores erano scomparse. Solo Mirabel era rimasta nella fazione dei sostenitori. Lo sguardo di tutti si posò sulle nuove arrivate.
 
“Finalmente” mormorò Abuela con tono minaccioso. “Sai da quanto tempo stiamo aspettando? Spero che tu abbia deciso”
 
Julieta deglutì. Osservò la sorella, su cui non imperversava più un temporale, ma una debole pioggia. La donna mise una mano sulla sua spalla, per sostegno morale, ma si avvicinò a Mirabel. Abuela rimase a bocca aperta. Felix e Agustin la guardarono come se fosse pazza. Solo Pepa non era sorpresa. Sembrava...spaventata.
 
“Vorrei dire che sono contraria” disse Julieta, “ma non posso”
 
“Julieta, sei impazzita?” si indignò Alma. Le mani iniziarono a tremare e le venne un’emicrania.
 
“Voglio bene a entrambi” continuò lei, “non oso rovinare la loro felicità. Nonostante la situazione”
 
Tornò il silenzio. Tutti rifletterono sulle sue parole. Infine, Agustin parlò.
 
“Beh, quand’è così...non andrò contro mia figlia e mia moglie. Che marito e padre sarei?”
 
Sospirando, cambiò schieramento. Felix alzò gli occhi al cielo.
 
“Fratello, sei completamente pazzo?” chiese, più stupito che arrabbiato. Non provava davvero rabbia. Da quando aveva saputo della relazione tra suo figlio e suo cognato, era solo sconvolto.
 
“Mi dispiace” disse Agustin con un sorriso di scuse. Mirabel si sentiva più sicura con accanto i suoi genitori. Un debole raggio di luce si accese nel suo petto. Si rivolse alla sorella di fronte a lei.
 
“Luisa, sei sicura di non poterlo accettare?”
 
“Io...” la ragazza esitò. Avvertì su di sé lo sguardo opprimente della nonna, in netto contrasto con quello speranzoso della sorella. Dopo aver esitato, sospirò. Per quanto rispettasse sua nonna, Mirabel aveva fatto così tanto per la famiglia che era giunto il momento di ripagarla.
 
“Sosterrò la mia famiglia” disse, spostandosi. “Non fa molta differenza per me. Se mamma e papà riescono ad accettarlo, allora mi abituerò sicuramente anch’io”
 
Abuela sentiva che uno dopo l’altro, i membri della sua famiglia stavano tradendo i loro principi morali. Non poteva accettare che tutti fossero pronti ad allontanarsi dalla logica, dalla moralità, per beneficiare la sporca storia di suo nipote con suo figlio. Il mondo si era capovolto.
 
“Voi...voi siete tutti impazziti!” gridò, non sapendo più cosa fare, e guardò intensamente l’altra figlia: “Pepa, almeno tu sii ragionevole!”
 
Pepa rise nervosamente. La pioggia cadde più velocemente.
 
“Ragionevole...?” balbettò. “Ragionevole, ahah...non è più possibile in questa casa, con mio figlio...che sta con mio fratello...”
 
D’un tratto si mise a piangere, correndo da sua sorella. I suoi singhiozzi echeggiarono nella stanza. Felix si allarmò. Senza pensarci un secondo, si precipitò da sua moglie per supportarla.
 
“Scusa, mamma...perdonatemi, tutti...” sussurrò, piangendo tra le braccia del marito.
 
“Amore mio, ssh” disse Felix affettuosamente. “Non è una tragedia, non devi scusarti. Andrà tutto bene con loro. Almeno sono vivi e stanno bene”
 
“È vero” singhiozzò di nuovo, mentre il marito le asciugava le lacrime. “Se rimangono con noi, se non fanno niente di ancora peggiore...forse potrei accettarli”
 
Alma avvertì il dolore crescerle nella testa. Si sentiva più tradita che mai. Non c’era più nessuno dalla sua parte. Incapace di sopportarlo, sbottò:
 
“Siete tutti pazzi! Quei due stanno distruggendo la nostra famiglia da dentro, dannazione a loro! Li accetti?! Preferirei non vederli mai più che permettere che una cosa del genere accada in casa mia!”
 
Le parole uscirono senza che potesse fermarle. Ricominciò un’altra disussione che Bruno, accovacciato dietro il muro, non poteva più sentire.
 
-Preferirei non vederli mai più-
 
Le parole di sua madre gli risuonavano in mente. Camilo, che era stato intercettato da Isabela e Dolores, tornò in quel momento. Proprio durante la battuta di Alma. Sospirò, sedendosi accanto a suo zio e appoggiando la testa alla sua spalla.
 
“Lei...non ci accetterà, vero?” chiese tristemente Bruno. Camilo non poteva promettere nulla.
 
“Non basta che lo facciano gli altri?” domandò, ma Bruno scosse il capo.
 
“È mia madre...dove sarei senza il suo sostegno?”
 
Le lacrime comparvero nei suoi occhi ed erano sul punto di scendere. Il cuore di Camilo si spezzò a quella vista. Asciugò gli occhi di Bruno e sussurrò sorridendo:
 
“Beh...penso che questo sia il momento più opportuno per realizzare la tua profezia, no?”




 

     


                     





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