FanFiction Atri - Cartoon Disney | Amore proibito di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Amore proibito

         

 

  

  

  

  

Amore proibito   (Letta 1158 volte)

di MarySaeba92 

14 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

FilmAtri - Cartoon Disney

Genere:

Introspettivo - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Bruno Madrigal - Camilo Madrigal - Altri

Coppie:

Bruno Madrigal/Camilo Madrigal (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Capitolo Tredici 

 


  

Attenzione: in questo capitolo si consuma il rapporto sessuale tra Bruno e Camilo. Non cambio il rating della storia, ma avviso che la temperatura si alza parecchio e che la descrizione diventa esplicita. La parte in questione è segnalata da asterischi, volendo la si può saltare non essendo fondamentale per la trama.



Bruno e Camilo smisero momentaneamente di guardare telenovele per concentrarsi a scrivere la loro. La resero estremamente sentimentale. Raccontava la storia di un uomo che viveva in un paradiso solitario, finché un giorno incontrò un viaggiatore, che aveva visto in precedenza nei suoi sogni. Fu Camilo a inventare quella parte. Era un’ovvia analogia delle visioni di Bruno, ma prendeva anche spunto da ‘La tunica dai mille colori di Jose’, tratto dalla Bibbia. Il personaggio principale, che chiamarono Amancio, vestiva di un lungo mantello fluente, ricoperto di colori diversi. Non molto diverso dalla ruana di Bruno.
 
Ridevano mentre inventavano il dialogo più drammatico possibile.
 
“E se Amancio soffrisse di amnesia? Per questo non sa che Julio è suo nipote?”
 
Bruno annuì. “Entrambi soffrono di amnesia. Amancio per via di un sogno particolarmente orrendo e Julio per essere caduto da un dirupo mentre era in viaggio per ritrovare lo zio scomparso da tempo”
 
“Un dirupo, Bruno? È ridicolo” Camilo sorrise, “è perfetto”
 
“Poi c’è un pollo magico”
 
“E come si chiama?”
 
“Marisol?”
 
“Mi piace”
 
Scrissero la sceneggiatura, realizzando un set per i topi. Sarebbe stata una delle telenovele più dozzinali di sempre.
 
Non ci misero molto a finirla. Dopo qualche settimana, tutto era completo.
 
“Quando glielo mostriamo?” chiese Camilo. Avevano ideato di usare la telenovela come mezzo per rivelare la loro relazione alla famiglia.
 
“Aspettiamo” disse Bruno, un po’ nervoso, “fino al momento giusto”
 
Camilo era d’accordo. Era tutto così nuovo. Stavano ancora conoscendo quelle nuove versioni l’uno dell’altro e il pensiero di poter perdere il resto della famiglia era qualcosa che Camilo non era pronto ad affrontare. Amava molto Bruno, ma non poteva perdere tutti gli altri. Non ancora, almeno.
 
Quindi, andarono avanti così come stavano. Tennero la sceneggiatura e gli oggetti di scena nascosti in un cassetto in camera di Bruno, nell’attesa del momento giusto. La mostrarono a Dolores e Mirabel. Che, per loro sorpresa, ne rimasero entusiaste.
 
Dolores e Mirabel erano sulle loro sedie mentre ascoltavano Camilo raccontare la storia, intanto i topi si esibivano sul minuscolo palco in camera di Bruno. Quando finì, Camilo notò che avevano le lacrime agli occhi.
 
“Non sapevo fossi un attore così bravo, Cami” disse Mirabel, asciugandosi il viso e battendo le mani.
 
“Davvero, Mira? Il mio vero dono è la recitazione!” e per sottolinearlo, si trasformò in Mirabel, con i lacrimoni. “Forse il migliore”
 
“E volete farla vedere a tutti?” chiese Dolores. Bruno e Camilo annuirono. “Vi prego, aspettate”
 
Bruno sorrise tristemente. “Lo so. La teniamo per noi, per ora. Aspetteremo il momento giusto”
 
Dolores inspirò. “Quando arriverà, chiederete il nostro aiuto?” guardò sua cugina, che annuì.
 
Camilo si accigliò. “Volete aiutarci?”
 
“Non voglio che dobbiate farlo da soli” Dolores si alzò e prese la mano di Camilo. Guardò Bruno e prese anche la sua. “So quanto sarà difficile. Ma siamo disposte a stare dalla vostra parte. Giusto, Mira?”
 
Mirabel si alzò e si inserì tra Camilo e Bruno, prendendo loro le altre mani.
 
“Non hai paura di quello che diranno?”
 
“Sì” ammise Dolores, “Sono terrorizzata. Ma vi voglio bene. Non voglio che siate soli. E” respirò profondamente, “se dovessero rifiutarvi e mandarvi via, verrò con voi”
 
Bruno la fissò. “Dolores, non è necessario”
 
Mirabel strinse le loro mani. “Verrò anch’io”
 
Dolores sorrise e si mise una mano sul ventre. “Anche Mariano e il piccolo Teo. Li convincerò”
 
Camilo non sapeva cosa dire. Dolores era sempre così forte e gentile. Sentiva ogni cosa, i segreti più profondi e oscuri di tutti, eppure aveva tanto amore da dare al mondo. La abbracciò forte, sperando che fosse sufficiente per comunicarle quello che provava. Poi abbracciò Mirabel. Aveva lottato duramente per avere un posto in famiglia, essendo l’unica senza un dono, ed era disposta a rinunciarvi.
 
Quando se ne andarono, Bruno strinse Camilo tra le braccia a lungo. Dopo quelli che parvero anni, Bruno sussurrò: “Penso che andrà tutto bene”.
 
Avendo finito con la loro storia, poterono tornare alle telenovele sullo schermo. La famiglia De Leon era ancora in auge e ora che i protagonisti avevano preso possesso su quasi tutta la Catalogna e parti della Spagna, il dramma aumentava. La Città del Vaticano era la successiva sulla loro lista. Quattro dei personaggi principali erano stati uccisi e due di loro erano riapparsi come fantasmi. Gloria stava scoprendo che il padre di suo figlio era in realtà il suo patrigno, avvelenato per vendetta.
 
Camilo lasciò da parte il suo pan de yuca mentre la trama si svolgeva. Non riusciva a staccare gli occhi dallo schermo. Sussultò, mentre pezzetti di cibo gli volavano dalla bocca, esclamando: “Hanno ucciso il papa! Come hanno potuto?!”
 
Bruno era altrettanto preso. “È impossibile che Salvador ce la faccia”
 
“Pensi che sarà il prossimo papa?”
 
Bruno non staccò gli occhi dallo schermo mentre rispondeva: “A meno che il fantasma di Inigo non torni”
 
Quando il papa si alzò improvvisamente da terra, estraendo una pistola dalla tonaca intrisa di sangue, Camilo fu così sconvolto che mosse accidentalmente la testa e colpì Bruno sul naso.
 
“Ah, scusa, zio!”
 
Bruno lo guardò. “Era da un po’ che non mi chiamavi così”
 
Camilo si girò. “Come? Zio?”
 
Non riusciva a comprendere l’espressione di Bruno. “Ti disturba?”
 
“Credo di no. Solo che è strano ora, non credi?”
 
Camilo smise di prestare attenzione alla televisione. Si voltò completamente. “Forse. Ma sei mio zio” ora che ci faceva caso, la parola sembrava bizzarra. Bruno era Bruno. Provò a ridirla. “Zio”
 
“Nipote”
 
Sì. Era strano che Bruno lo chiamasse così. Ma era la verità. E onestamente, era bello sentirlo. Era un termine familiare, anche se non suonava bene date le circostanze. Saggiò il terreno, dicendo:
 
“Ti amo, zio. Zio Bruno”
 
Bruno aveva un’espressione buffa. “Ti amo anch’io, nipote” improvvisamente scoppiò a ridere. “Ah, viviamo la nostra telenovela personale”
 
Anche Camilo rise. “Almeno non siamo cattivi come i Leon”
 
“Vero. Quando tenteremo l’omicidio del papa, ne riparleremo”
 
Era bello poterne ridere. Una piccola parte di Camilo si sentiva ancora in colpa per quello che stava facendo, ma aveva vissuto nella vergogna molto a lungo. Era davvero così brutto che fosse felice? Anche Bruno lo era. Non se lo meritavano, dopo essersi nascosti per così tanto tempo?
 
E Bruno...Camilo amava vederlo ridere.
 
Quando Camilo si chinò per baciarlo, la sua bocca era ancora aperta nella risata, e si incastrarono facilmente. All’improvviso, Bruno non rideva più. Sembrò sciogliersi nel bacio, la tensione abbandonò le sue spalle mentre assaporava Camilo.
 
Si erano già baciati. In realtà, lo avevano fatto parecchio nelle ultime settimane. Si baciavano pigramente quando finivano di guardare le telenovela, avevano condiviso baci mentre scrivevano Amore Proibito, si baciavano al risveglio e prima di dormire. Era sempre dolce e bello, ma non si erano mai spinti oltre. Dopo quella sera, Camilo aveva voluto assicurarsi che procedessero a un ritmo con il quale Bruno era a suo agio. Camilo era pronto, quasi dolorosamente pronto, ma voleva che Bruno sapesse che era al sicuro. Non gli avrebbe mai fatto fare qualcosa che non era disposto a fare.
 
Questa volta però fu diverso. Di solito non andavano mai molto oltre i baci, a parte una mano sul fianco e un rapido contatto dei bacini, muovendosi l’uno contro l’altro, ma quella sera le mani di Bruno stringevano forte la vita di Camilo. Lo spinse in basso, sempre più vicino al proprio corpo.
 
“Bruno?” sussurrò Camilo, il respiro affannoso mentre si riscopriva eccitato.
 
Gli occhi di Bruno erano scuri, le palpebre leggermente socchiuse mentre osservava Camilo bramoso. “Sei così bello, Cami” disse, guardandogli le labbra.
 
“Vuoi...vuoi provare ad andare fino in fondo?”
 
Le parole pronunciate ad alta voce gli risultarono sciocche, ma Bruno apparve solo più affamato. Annuì e si tuffò a baciare Camilo con nuovo fervore. Quando lo sentì gemere, sembrò tornare lucido. “Camilo, è quello che vuoi?”
 
“Sì”
 
“Sei sicuro?”
 
“Bruno” disse Camilo, fiducioso. “Voglio fare l’amore con te”.
 
****
 
Allora Bruno perse ogni freno. Afferrò saldamente i fianchi di Camilo mentre sistemava le posizioni, mettendosi sopra di lui. Con tutto il peso di Bruno su di sé, Camilo sentiva davvero tutto. Sussultò percependo l’eccitazione di Bruno contro la propria. Era fantastico, così bello. Cominciò a sbottonarsi i pantaloni, venendo aiutato da Bruno.
 
Il sesso di Camilo fu liberato e Bruno lo accarezzò con mano calda. Camilo si inarcò, quasi gridando per quanto fosse bello. Bruno lo guardava in viso con curiosità, la sua stessa eccitazione evidente mentre si concentrava sulle labbra di Camilo. Si chinò a baciarlo, la bocca umida e calda contro la sua.
 
Camilo faticò per posare la mano sui pantaloni di Bruno, sopraffatto dalle sensazioni. Bruno se ne accorse e si sollevò un momento per tirarseli giù, denudando la propria erezione. Camilo era ipnotizzato. L’aveva sognato spesso e ora che vedeva tutto per la prima volta si sentì così innamorato ed eccitato da pensare di sciogliersi. Lo afferrò e iniziò ad accarezzarlo, i movimenti di entrambi trovarono ritmo.
 
Sapeva che non sarebbe durato a lungo se avessero continuato così.
 
“Ah, Bruno” piagnucolò, “possiamo...?”
 
Bruno gemette nella sua bocca, quasi tremando per quanto era stimolato. “Come vuoi farlo, Cami?”
 
Camilo ci pensò un momento. Non aveva mai fatto sesso. Voleva che Bruno prendesse il comando e gli mostrasse come fare, ma allo stesso tempo non era sicuro di essere pronto a riceverlo dentro di sé.
 
“Posso stare sopra?” chiese, di colpo molto imbarazzato. Ma sembrò far impazzire Bruno. Si strofinò contro Camilo ancora una volta, facendo gemere entrambi, prima di dire:
 
“Dio, sì, sì che puoi”
 
Camilo si sbrigò a spostarsi mentre Bruno si posizionava sotto di lui. Si tolsero le magliette. Vedere Bruno così, completamente esposto e pronto per Camilo, quasi lo fece venire subito, prima che facessero qualsiasi altra cosa. Ma era ansioso di provarlo, impaziente di farlo con Bruno. Si inginocchiò, appoggiando le mani sulle sue cosce divaricate prima di chiedere: “Cosa devo fare?”
 
Bruno strabuzzò gli occhi, il viso rosso. “Oh, giusto. Okay. Posso, uh, guidarti?”
 
Era tenero vedere Bruno imbarazzarsi dopo essersi mostrato così diverso solo pochi istanti prima. Ma gli mostrò, raggomitolandosi e penetrandosi con le dita, balbettando una spiegazione su come prepararlo. Camilo si stava eccitando incredibilmente, ma allo stesso tempo trovava Bruno adorabile. Era tutto rosso, per la lussuria o per la goffaggine o per entrambe le cose, e Camilo ne era rapito. Muoveva le dita in modo esperto, dentro e fuori, e Camilo si chiese se Bruno lo avesse mai fatto pensando a lui. Immaginò Bruno da solo nella sua stanza, di notte, masturbandosi e penetrandosi intensamente e velocemente mentre soffocava il nome di Camilo nel cuscino, lo stesso su cui era appoggiato in quel momento.
 
“Tutto chiaro?” chiese Bruno, ansimando mentre continuava a toccarsi.
 
Camilo era troppo assorbito per rispondere, quindi annuì prima di allontanare le dita di Bruno e fare da sé. Era una sensazione strana, Bruno era così stretto e caldo intorno al suo dito. Bruno gemette più forte, inarcandosi con gli occhi chiusi, e Camilo aggiunse un altro dito, muovendosi mentre spingeva e poco dopo Bruno gridò il suo nome dicendo:
 
“Ti prego, facciamolo prima che-”
 
Camilo si abbassò velocemente, baciando Bruno con foga. Si alzò in modo da vedere cosa stava facendo mentre si guidava dentro di lui. All’inizio fu difficoltoso, Camilo non aveva mai provato niente del genere con nessun altro, ma una volta che si sentì allineato e avvertì la pressione attorno alla punta del pene mentre cercava di spingere lentamente e delicatamente, rabbrividì di un piacere che travolse tutto il suo corpo. Desiderò spingersi con forza, ma il volto di Bruno era teso e Camilo si preoccupò che gli stesse facendo troppo male.
 
“Tutto bene?” chiese esitante, fermandosi mentre studiava il suo viso.
 
“Merda, è perfetto” gemette Bruno, “ti prego, muoviti”
 
Camilo non dovette aspettare una seconda richiesta. Sempre attento e delicato, iniziò a velocizzarsi su incitamento di Bruno, spingendosi fino in fondo, sentendosi interamente circondato dalle calde pareti di Bruno, e il piacere che provò era migliore di qualsiasi cosa mai provata. Cadde in avanti, i gomiti piegati, cominciando a spingere dentro e fuori, sempre più rapidamente mentre veniva incoraggiato dai suoni che Bruno emetteva. Lo baciò con forza, inseguendo freneticamente il suo sapore e rabbrividendo ai suoi gemiti profondi, simili a ringhi.
 
Bruno afferrò le sue natiche tra le mani, avvicinandolo maggiormente, poi agganciò le gambe intorno alla sua vita.
 
“Puoi toccarmi i capelli?” chiese Camilo, conscio solo in parte di quello che diceva mentre si perdeva nella sensazione di Bruno stretto intorno a sé. Bruno obbedì, sollevando le mani e infilando le dita nei suoi riccioli, e nonostante l’intensità del momento, le sue carezze furono gentili e tenere.
 
Fu abbastanza perché Camilo diventasse frenetico, così coinvolto dalle sensazioni che gli scuotevano il corpo da perdere il ritmo per un attimo.
 
“Il mio gattino” ansimò Bruno, sibilando quando Camilo tornò alla cadenza precedente, spingendo forte.
 
Camilo amava essere chiamato così. Era perfetto dalle labbra di Bruno. Sospirò, godendosi le carezze sulla testa.
 
Camilo continuò a spingere in lui mentre Bruno gli toccava i capelli, finché Bruno gettò la testa all’indietro sul cuscino, le sue mani strinsero e tirarono. Era così bello, così sexy, vedere Bruno così e sentire le mani che gli ghermivano i capelli, e il calore intorno al suo sesso, senza alcun preavviso Camilo venne, gettando rivoli bollenti in Bruno e proseguendo a muoversi. Bruno andò incontro a ogni spinta, ansimando forte. Era tutto perfetto e quando finalmente Camilo iniziò a riprendersi dall’orgasmo, Bruno lo stava ancora guardando con quello sguardo cupo e affamato.
 
Si accorse che Bruno era ancora duro, il suo membro era premuto contro lo stomaco di Camilo e perdeva umori sull’ombelico. Camilo lo fissò e gli chiese: “Vuoi che te lo succhi?”
 
Ancora una volta, le parole ad alta voce sembrarono stupide. Doveva imparare a esprimersi meglio, ma Bruno era così coinvolto che mosse la testa freneticamente e toccò la schiena di Camilo mentre lui si abbassava.
 
Camilo non sapeva bene cosa fare, ma aveva visto abbastanza telenovele da avere un’idea di base. Negli show non si vedeva mai esattamente cosa succedeva, ma si fidò dell’istinto e avvolse le labbra intorno alla punta di Bruno, dando una piccola leccata e guardando Bruno per vedere se funzionava. Gli occhi di Bruno erano chiusi, ma da come le sue unghie affondavano nelle spalle di Camilo, sembrava la cosa giusta da fare. Riprovò, sempre lungo la punta, facendo scorrere la lingua sulla fessura. Aveva un sapore strano, non così salato come aveva sempre sentito dire. Non sapeva quasi di niente, ma la consapevolezza che fosse di Bruno lo rendeva più delizioso di qualunque altra cosa.
 
Leccò di nuovo, stuzzicando la parte superiore.
 
“Dio, Camilo, ti prego” frignò Bruno.
 
Camilo si fermò, facendolo lamentare ulteriormente. “Puoi dirmi cosa fare?”
 
La faccia di Bruno era rossa e Camilo si godette la sua espressione. “Ah, va bene. Vai...più in fondo”
 
Camilo obbedì e si abbassò.
 
“Okay, ora, muovi su e giù”
 
Era strano. Camilo non sapeva cosa fare con i denti, temeva di soffocare, ma sentì che tornava ad eccitarsi. Fece come gli era stato detto, muovendo la testa e cercando di vedere quanto poteva resistere prima di avere i conati. Bruno si contorceva, con gentili elogi e gemiti sommessi, “Che bello”, “Sei fantastico, micetto”, e Camilo si sentì fiducioso, abbassandosi fino a quando la punta del naso quasi sfiorava la peluria pubica, e Bruno spinse in avanti.
 
Camilo si sentì in difficoltà quando premette contro la sua ugola.
 
Bruno si fermò subito e guardò Camilo preoccupato. “Ti ho fatto male?”
 
Camilo non rispose. Voleva proseguire, quindi riprese, andando fin dove poteva e scorrendo con le mani lungo le cosce di Bruno, sperando di farsi capire a sufficienza. Bruno ricadde sul letto e chiaramente cercò di trattenersi dallo spingere di nuovo, ma a Camilo la sensazione piaceva, quindi usò le mani per persuadere Bruno ad alzare i fianchi. Bruno comprese e ricominciò a impossessarsi della sua bocca, ma più dolcemente, attento a non soffocarlo inavvertitamente.
 
Dopo poco, Bruno si mise a tremare e disse: “Camilo, sto per venire” e Camilo alzò la testa, sostituendo la bocca con la mano, tirandosi su mentre guardava Bruno vivere il suo orgasmo. Aveva il capo gettato all’indietro e Camilo fissò come tremava tutto. La maggior parte dello sperma gli finì sullo stomaco, ma anche su Camilo.
 
“Scusa” disse Bruno con una risatina imbarazzata, cercando di pulire con la mano.
 
* * * *
 
Erano entrambi appiccicosi e Bruno si guardò la mano, arricciando il naso, poi raccolse la maglietta da terra e la usò per pulire se stesso e Camilo.
 
“Che schifo, Bruno”
 
Bruno scrollò le spalle. “Cos’altro posso fare? Non ho degli stracci apposta per questo”
 
Camilo rise, poi cadde sul letto accanto a Bruno. Appoggiò la testa nell’incavo del suo collo. Era ancora in fermento, assaporando le sensazioni del momento, la pelle che toccava quella di Bruno, respirando affannosamente.
 
“Sono stato bravo?” chiese, scherzando solo in parte.
 
Bruno gli accarezzò i capelli. “Hai fatto un ottimo lavoro”, lo baciò sulla fronte.
 
Camilo sorrise, “È stato bellissimo” sussurrò, “ti è piaciuto?”
 
“Certo. Mi piaci tu”
 
Camilo si morse il labbro per un secondo. “La prossima volta, posso stare sotto?”
 
Bruno rise. “Certo. La prossima volta”
 
“La prossima volta”
 
Ad un certo punto La famiglia De Leon terminò e la televisione trasmetteva ora il telegiornale serale. Doveva essere quasi mezzanotte, pensò Bruno. Pensò che quella notte sarebbe potuto rimanere nel letto di Bruno a dormire.
 
Bruno non sembrava avere problemi a riguardo e si addormentò profondamente, ancora nudo, prima di una pausa pubblicitaria. Camilo non si addormentò subito. Guardò il viso di Bruno, dolce e tranquillo nel sonno, non riuscendo a crederci.
 
Finalmente aveva tutto ciò che aveva sempre desiderato.

 

     


                     





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