FanFiction Atri - Cartoon Disney | Amore proibito di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Amore proibito

         

 

  

  

  

  

Amore proibito   (Letta 129 volte)

di MarySaeba92 

5 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

FilmAtri - Cartoon Disney

Genere:

Introspettivo - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Bruno Madrigal - Camilo Madrigal - Altri

Coppie:

Bruno Madrigal/Camilo Madrigal (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Capitolo Tre 

 


  

Camilo smise di guardare telenovele con suo zio ogni sera. Smise di parlare con Bruno, a meno che non si trattasse di cortese conversazione. Vedendo il dispiacere e la confusione negli occhi di suo zio, si sentiva malissimo, ma sapeva che era la cosa migliore. Se non avesse trovato una soluzione al più presto, sarebbe andato troppo oltre. Si sentiva orribilmente – tradendo Bruno, perdendo Sebastian, frantumando promesse che aveva fatto a se stesso. Una parte di sé voleva scomparire. Almeno non avrebbe rischiato di perdere o ferire nessun altro.
 
Iniziava a capire la decisione di sparire dietro le mura per dieci anni.
 
La differenza, ovviamente, era che Bruno non aveva mai fatto nulla di sbagliato, e Camilo stava attraversando una delle situazioni peggiori. Il povero, dolce, onesto zio Bruno aveva solo voluto proteggere la sua famiglia, mentre Camilo non voleva apparire come il malato pervertito che era.
 
Quindi Camilo fece tutto il possibile per stare alla larga. Se non riusciva a controllare le sue esigenze o a tenere a bada le fantasie, la cosa migliore che poteva fare era squagliarsela. Se Bruno gli faceva domande su come andava la sua giornata, si limitava a sorridere educatamente e a dire che andava tutto bene. Niente di più. Se Bruno gli chiedeva di accompagnarlo in città per una commissione, trovava una scusa per non andare. Se sua madre gli chiedeva di aiutare Bruno, obbediva senza parlare, portando a termine il compito il più velocemente possibile per evitare qualsiasi problema o conversazione. In altre parole, Camilo tentava di far sentire nuovamente Bruno come un estraneo.
 
Era sbagliato, tanto quanto un tradimento, ma era l’unica cosa che Camilo poteva fare.
 
Bruno notò il modo in cui veniva ignorato e cercò di agire, cosa che fece soffrire il cuore di Camilo ancora di più. Spesso tentava di sedersi accanto a lui durante i pasti, o si recava presso la sua stanza durante il giorno per vedere se aveva voglia di parlare. Camilo si sentiva nauseato mentre allontanava suo zio in quel modo, ma sapeva che era la scelta migliore. Per lui, per Bruno, per tutti – era il modo migliore. L’unico, in realtà.
 
Bruno bussava alla sua porta, incontrando il silenzio mentre Camilo fingeva di dormire. Improvvisamente Camilo si ritrovò molto impegnato ad aiutare gli abitanti del villaggio ogni volta che Bruno voleva parlargli. Iniziò a essere troppo stanco per guardare telenovele di sera, anche se rimaneva sveglio, desiderando di avere l’udito di Dolores in modo da rimanere al passo con la storia.
 
Dopo un po’, Bruno smise di provarci.
 
Camilo sapeva che era egoista e infantile da parte sua essere risentito. Era stato lui a ignorare suo zio, non aveva il diritto di essere contrariato con Bruno quando smise nel tentativo di abbattere i muri che Camilo aveva appositamente eretto. Nonostante ciò, gli fece male vedere la resa di suo zio. Ancora peggio fu che tutta la famiglia se ne accorse, ma nessuno disse nulla. Come se non avesse importanza. Camilo si domandò se la sua amicizia con Bruno fosse qualcosa che si era immaginato, ma quando guardava Bruno e notava la tristezza nei suoi occhi, sapeva che era reale. Per dieci anni Bruno non aveva avuto altro amico che i topi e a Camilo piaceva pensare che, nel corso dei mesi, era diventato il suo migliore amico. Certo, non era ortodosso pensare al proprio zio come a un migliore amico, ma era vero. Anche quando aveva frequentato Renata e poi Sebastian, era con Bruno che desiderava passare il tempo. Era con Bruno che voleva divertirsi e dire battute.
 
Proprio per quello aveva bisogno di mettere distanza tra loro.
 
Ora che né Sebastian né Bruno occupavano il suo tempo, Camilo non sapeva cosa fare. Cercò di impegnarsi nel lavoro al villaggio, ma non c’era poi molto da fare ogni giorno. Dolores era troppo impegnata con Mariano per dedicare tempo al fratello minore e Antonio preferiva giocare con Mirabel perché era ‘più simpatica’, e non le importava se gli animali facevano i loro bisogni nella sua stanza.
 
Rimanevano Isabela e Luisa. Camilo aveva un ottimo rapporto con le sue cugine, ma erano grandi e Camilo non aveva mai giocato con loro quando erano più piccoli – la sua compagna di giochi era solitamente Mirabel, ma adesso aveva Antonio – e non aveva idea di come approcciarsi.
 
Quindi, ci provò come meglio riuscì: mutandosi in uno dei ragazzi del vicinato, fingendo di chiedere la mano di Isabela in matrimonio.
 
Nessuna delle due ci cascò nemmeno per un secondo. “Camilo” disse Isabela sospirando, “cosa vuoi?”
 
Camilo brontolò, tornando nei propri panni. “Mi annoio”
 
“Puoi aiutarmi a spostare la casa di Hector” suggerì Luisa, mentre usciva. Ovviamente non era seria, quindi Isabela rimaneva l’unica opzione per Camilo.
 
“Tu che fai?” le chiese.
 
“Lascia perdere” sospirò Isabela, “oggi sono impegnata”
 
“Con cosa?” Camilo cercò di mascherare la propria delusione.
 
“Vado al pub con zio Felix e zio Bruno. Tu non puoi venire”
 
Ciò stuzzicò l’interesse di Camilo. Non sapeva che Bruno bevesse, meno ancora che, frequentasse dei locali. Nella sua testa si formò un piano, di cui era sicuro si sarebbe pentito se lo avesse portato a termine, ma non poté trattenersi dal liquidare Isabela con un ‘Divertiti’ prima di ritirarsi nella sua stanza a riflettere. Doveva pensarci bene.
 
Non ci pensò così tanto bene.
 
Camilo seguì suo zio, suo padre e Isabela al locale, assicurandosi di mantenere una distanza sufficiente per non farsi sentire né vedere. In parte non sapeva bene cosa stesse pianificando, ma sapeva di voler vedere Bruno. Voleva vedere un altro lato di lui, anche se sarebbe stata una cattiva idea, a lungo termine. Senza le loro conversazioni quotidiane, sentiva fortemente la mancanza di suo zio, ma sapeva di doversi tenere lontano.
 
In qualche modo, trovò un modo per riconciliare il voler seguire Bruno con il bisogno che aveva di tenerlo a distanza. Se non interagivano direttamente, non era così male, no?
 
Tuttavia, Camilo sapeva che sarebbe stato assurdo se fosse stato beccato. E avrebbe infranto le regole. Senza pensarci troppo, si trasformò rapidamente in un personaggio di sfondo che aveva visto una volta in Il potere dell’amore. Era una donna bassa, con capelli lunghi neri e ondulati, una gonna blu ricamata e uno scialle rosso: niente di troppo appariscente, era sicuro che Bruno non l’avrebbe riconosciuta. Era solo una comparsa durante una scena in chiesa.
 
Camilo decise di non rimanere a lungo. Ora che si trovava nel locale, non sapeva davvero quali erano le sue intenzioni. Isabela, papà e Bruno erano seduti a un tavolo, con alcune birre, ed erano abbastanza tranquilli. Iniziava a comprendere quanto fosse strana la situazione. Per non apparire fuori luogo, ordinò una birra e si sedette al bancone.
 
Camilo aveva bevuto della birra prima di allora, ma i suoi genitori raramente glielo consentivano, e mai senza supervisione. Camilo pensava fosse ridicolo, considerato che gli mancava solo un anno per avere l’età legale per bere, comunque non si era mai ubriacato. Ora che tecnicamente non c’era nessuno a controllarlo, era curioso di scoprire cosa si provava a essere brilli.
 
La prima birra scese rapidamente, Camilo ne ordinò una seconda e sorseggiò lentamente. Si sentiva piacevolmente accaldato e l’atmosfera di danza e conversazione intorno a lui era davvero gradevole. Per poco non dimenticò il motivo per cui era lì finché qualcuno non gli toccò timidamente la spalla.
 
“Scusi, signorina?”
 
Camilo quasi non si accorse che Bruno stava parlando con lui. Era tutt’altro che ubriaco, ma la piacevole serata quasi gli fece dimenticare che non rivestiva i propri panni: si inventò rapidamente un retroscena prima di rispondere. “Sì?” chiese, sorpreso dalla profonda intensità della nuova voce. La donna era così minuta che quella voce bassa risultava strana. Era bella, però. Calmante.
 
“Ne vuole un’altra?”
 
Camilo guardò il bicchiere. Era ancora a metà, ma alzò le spalle e annuì, facendo sorridere caldamente Bruno. Ordinò altre due birre, una per sé e un per Camilo. Certo non sapeva che si trattava del nipote. Sicuramente non gli avrebbe consentito di consumare alcolici. Camilo provava un brivido dilettevole a infrangere le regole in quel modo.
 
“Grazie, signore” disse Camilo, brindando con Bruno.
 
“Mi dispiace disturbarla, ma mi è molto familiare. Beh, immagino che lei viva qui, certamente l’ho già vista...andavamo a scuola insieme? No, scusi. Non deve rispondere. Non sono un maniaco. Ora vado, buona serata”
 
Camilo notò che Bruno era alticcio e quando si voltò verso Isabela e suo padre, era evidente che lo fossero anche loro. Sembrava perfino che incoraggiassero Bruno, osservandolo mentre si alzava barcollando e arrossiva.
 
Camilo non voleva preoccuparsi. Bruno era imbarazzato, doveva aver pensato che Camilo fosse una bella donna che aveva conosciuto da giovane. Spazzò via il pensiero che Bruno stesse flirtando, dicendo. “Non saprei, è possibile?”
 
Ovviamente non poteva essere vero, ma Camilo valutò rapidamente che i due potevano avere più o meno la stessa età, inventandosi la storia passata di conseguenza. Forse avrebbe potuto dire che aveva proseguito gli studi a domicilio dopo l’asilo? O Bruno avrebbe sospettato qualcosa?
 
Bruno, comunque, sembrava lungi dal riflettere sul retroscena di Camilo. Sorrideva, gli occhi un po’ annebbiati mentre guardava Camilo: “Qual è il suo nome?”
 
“Serena” rispose subito Camilo, abituato a mettere in piedi velocemente le bugie. “E lei?”
 
Bruno si presentò goffamente, tendendo una mano notevolmente sudata che Camilo accettò con fin troppo entusiasmo. Provava un’eccitazione segreta a vedere quel lato di Bruno che non avrebbe mai scoperto. Lo sguardo negli occhi di Bruno era nuovo. Qualcosa che Camilo non aveva mai visto e non avrebbe mai dovuto vedere.
 
“Come mai qui stasera, Serena?” Bruno si sedette accanto, sporgendosi leggermente. Quando Camilo alzò il bicchiere che Bruno aveva appena ordinato, Bruno si schiaffeggiò da solo. “Ah, non sono bravo in queste cose”
 
“In cosa?”
 
Bruno arrossì. “Parlare con le belle donne. È passato un po’ di tempo”
 
Il cuore di Camilo si fermò quando la situazione lo colpì improvvisamente. Bruno era interessato a Serena. Ci stava provando con lei. La sua mano era vicina al suo ginocchio. Ma non sapeva che Serena non era reale.
 
Camilo ebbe quasi voglia di vomitare. Stava andando troppo oltre. Se aveva pensato di abusare della fiducia di Bruno, ora lo stava definitivamente tradendo. Era il tipo di bugia che non aveva una spiegazione: era sbagliata, punto e basta. Doveva andarsene subito.
 
Camilo finì velocemente la sua birra e finse di sbadigliare: “È stato bello conoscerla, Bruno, ma devo andare a casa. Mio marito e i miei figli mi staranno aspettando”
 
Era un colpo basso, ma doveva fare in modo che Serena non fosse disponibile. Non poteva ferire ulteriormente Bruno, facendogli sperare che quella finta donna lo avrebbe rivisto. Tuttavia, il suo cuore si spezzò quando vide la delusione negli occhi dello zio.
 
“Certamente, signora. Buonanotte”
 
Camilo si allontanò, provando una pesante vergogna nel petto mentre osservava papà e Isabela confortare Bruno nel momento in cui tornò al tavolo. Si sentiva sempre più oppresso mentre rientrava a casa, tornando alla sua vera forma solo quando fu a distanza di sicurezza.
 
Non poteva permettersi di sentire la mancanza delle labbra di Bruno sulla fronte mentre gli augurava la buonanotte, perché non se lo meritava. Se Camilo avesse avuto ciò che si meritava realmente, Bruno non gli avrebbe più parlato, figurarsi offrirgli quel piccolo conforto.
 
Ma dio...Camilo aveva visto in Bruno qualcosa di inedito. Sapeva che non era rivolto a lui, ma il suo corpo formicolava a quello sguardo desideroso, di voglia, che aveva scorto negli occhi scuri dello zio. Si chiedeva cosa sarebbe successo se non ci avesse dato un taglio. Era un pensiero orribile e Camilo non si sarebbe mai perdonato se avesse messo fine a tutto un istante dopo, ma quasi si pentiva di non aver lasciato che Bruno gli toccasse il ginocchio.
 
Forse non doveva esserci nient’altro. Solo quel piccolo contatto. Il cuore di Camilo palpitava eccitato mentre immaginava la sensazione. Che espressione avrebbe avuto Bruno, se avesse saputo di essere ricambiato? I suoi occhi sarebbero diventati più scuri?
 
Si addormentò con quegli occhi fissi nella mente.

 

     


                     





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