FanFiction Slam Dunk | Ferite aperte di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Ferite aperte

         

 

  

  

  

  

Ferite aperte   (Letta 214 volte)

di MarySaeba92 

13 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaSlam Dunk

Genere:

Angst - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Hanamichi Sakuragi - Kaede Rukawa - Altri

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 14. Intermedio 

 


  

“Come lo avrà convinto?” chiese Takenori per la terza volta.
 
“Non ne ho idea” disse Ryota, “non me l’ha detto”
 
“Ed è a casa sua?” domandò Haruko.
 
“Sì. Ma niente visite, e nemmeno chiamate. Hanamichi ci farà sapere quando starà meglio”
 
“Mi sembra giusto” intervenne Hisashi, “non credo che in questo momento Rukawa abbia molta voglia di vedere qualcuno”
 
“E non è strano che l’unico che voglia vedere sia Sakuragi?” l’ex centro dello Shohoku era ancora incredulo.
 
“Come mi ha detto Kuwata alla festa di venerdì, quei due andavano abbastanza d’accordo ormai al terzo anno” disse Kiminobu.
 
“Sì, è vero” affermò Haruko.
 
“Comunque è strano...”
 
Ci fu un momento di silenzio, in cui tutti si chiesero cos’aveva potuto indurre Rukawa ad accettare l’aiuto del suo ex rivale.
 
“Faccio ancora fatica a credere che stiamo parlando del nostro Rukawa” mormorò infine Takenori.
 
“Anch’io” disse tristemente Kiminobu, “non me l’aspettavo da lui...”
 
“Io sì” disse Hisashi. Gli amici lo guardarono sorpresi.
 
“Perché dici così?” domandò Ryota.
 
Il giocatore dei Tokyo Apache si mosse a disagio sulla sedia, pensando a come spiegarsi.
 
“Voglio dire, Rukawa aveva solo 18 anni quando ha lasciato il Giappone, non era nemmeno maggiorenne*...si è trovato in America, senza i suoi genitori, a firmare per una famosa squadra NBA, con un contratto milionario e un balzo verso la fama mondiale...”
 
“Vuoi dire...che il successo è arrivato così presto che non è riuscito ad assimilarlo?”
 
“Penso di sì. Secondo me non è riuscito a stare al passo”
 
Ryota annuì, ma Kiminobu non era d’accordo.
 
“Ma al punto di cominciare a drogarsi...”
 
“Ti viene in mente un’altra idea?” chiese lo specialista delle triple.
 
“Forse è vero che è stato un evento isolato, o forse...non so...”
 
La conversazione fu interrotta dall’arrivo del cameriere che distribuì le bevande ordinate.
 
“E Ayako?” chiese Takenori, “non viene?”
 
Tutti guardarono istintivamente Ryota, che scrollò le spalle.
 
“Non so niente”
 
“Non l’hai avvisata che ci ritrovavamo a bere qualcosa?”
 
“Certo che sì” rispose Ryota seccato, “le ho mandato un messaggio”
 
“Forse non lo ha ricevuto...”
 
“Guardate, sta arrivando” disse Haruko, “ehi, ma quello non è...?”
 
Ryota guardò il punto indicato da Haruko e rimase paralizzato: accanto a lui si sentirono tre sussulti di stupore.
Dall’altra parte della strada, in attesa di attraversare per arrivare alla terrazza del bar dove erano loro cinque, Ayako e Akira si tenevano per mano.
 
“Non può essere...” mormorò Takenori.
 
-No, no, no, no, no, no....- fu l’unica cosa che Ryota ripeteva nella sua testa.
 
“Esce con Sendo?!” esclamò Hisashi.
 
-No, no, no, no, no...-
 
Ayako e Akira finalmente attraversarono la strada e li raggiunsero. Akira sorrideva come al solito, ma Ayako sembrava agitata.
 
“Ciao ragazzi” li salutò, “scusateci per il ritardo”
 
“Ciao a tutti” disse Akira. Solo Haruko rispose al saluto, gli altri erano troppo sorpresi.
 
“Beh, immagino conosciate già Akira...” Ayako evitò lo sguardo di Ryota, “ci stiamo frequentando...”
 
Appena finita la frase, Ryota si alzò e corse via.
 
“Ryota!” esclamò Ayako.
 
“Ryota!” fecero eco anche gli altri, alzandosi. Ma Ryota non si fermò e tutti lo videro sparire. Ayako si portò una mano al petto, mortificata. Ci fu un silenzio molto imbarazzante.
 
“Che cavolo, Ayako” disse infine Hisashi, guardandola con aria poco amichevole, “avresti dovuto parlargli prima, e non comunicare la notizia così”
 
“Perché?” chiese Akira guardandolo con la stessa espressione.
 
“Non stavo parlando con te” rispose Hisashi sdegnoso.
 
“La fama ti ha dato alla testa, eh Mitsui?”
 
“Cosa significa, imbecille?”
 
Akira fece un passo verso Hisashi, ma Ayako lo fermò.
 
“Basta!” gridò, “Mitsui ha ragione. Avrei dovuto parlare prima con lui. Vado a cercarlo”
 
“Cosa?” esclamò il suo ragazzo.
 
“Vado a cercarlo. Ci vediamo dopo”
 
Akira non ebbe tempo di rispondere, Ayako gli lasciò la mano e corse nella stessa direzione di Ryota. Hisashi, Takenori, Kiminobu e Haruko fissarono Akira. Questi sbuffò e si voltò per andarsene.
 
^ ^ ^ ^
 
Seduto su una panchina del parco, Ryota si chiedeva come aveva fatto a essere così stupido da non rendersi conto prima di chi era il misterioso ragazzo di Ayako. Li aveva visti insieme migliaia di volte, mentre si guardavano, chiamandosi per nome, si era ingelosito, ma non aveva capito la cosa pià evidente.
 
-E adesso?- si chiese. In tutti gli anni che l’aveva conosciuta aveva mantenuto la speranza fintanto che Ayako era ancora single, pensando che anche lei lo stesse aspettando, in attesa che maturasse, per esempio. Ma erano state tutte illusioni. Ayako non lo avrebbe mai amato.
 
Il suo viso era bagnato di lacrime e il suo cuore era in frantumi. Mai aveva provato un tale dolore, come se il suo petto stesse per esplodere da un momento all’altro. Gli risultava difficile persino respirare.
 
“Ryota...”
 
Sussultò quando sentì la familiare e adorata voce alle sue spalle.
 
“Ayako...” mormorò voltandosi per vederla.
 
Ayako si sedette accanto a lui. Ryota sentiva di non avere abbastanza forza per scappare di nuovo.
 
“Mi dispiace tanto, Ryota...avrei dovuto dirtelo prima...” sussurrò la ragazza.
 
“Da quanto state insieme?” chiese con voce roca.
 
“Da inizio giugno...”
 
“...”
 
“Ryota, io...”
 
“Lo ami?” la interruppe. La ragazza respirò profondamente e gli prese delicatamente la mano.
 
“Sì...lo amo”
 
“E lui?”
 
“Anche lui...”
 
“Allora sono molto felice per te” disse Ryota alzandosi. Ayako non gli lasciò la mano e si alzò a sua volta.
 
“Ryota, ascoltami...mi dispiace davvero...”
 
“Di cosa ti dispiace, Ayako?”
 
Ryota la guardò negli occhi e si sorprese di vederli lucidi.
 
“Mi dispiace tanto di non essermi innamorata di te...” singhiozzò.
 
“Come...?” chiese il ragazzo perplesso.
 
“So che mi ami. E dubito che in tutta la vita qualcuno possa amarmi così come mi ami tu. E se ti ricambiassi so che sarei la donna più felice del pianeta...ma non è così...e mi dispiace tanto...”
 
Ayako scoppiò in lacrime. Ryota, colto di sorpresa, l’abbracciò.
 
“Non piangere...”
 
“Non odiarmi, per favore...”
 
“Come potrei odiarti, sciocca? L’importante è che tu sia felice...”
 
“Saremo ancora amici, vero?” chiese timorosa.
 
“Per sempre” la tranquillizzò.
 
La ragazza si allontanò e gli prese il viso tra le mani.
 
“Anche se non allo stesso modo, io ti voglio tantissimo bene, lo sai vero?”
 
Ryota sorrise e l’abbracciò di nuovo.
 
“Lo so”
 
Si strinsero a lungo. Senza sapere molto bene perché, Ryota avvertì una nuova forza. Forse avrebbero dovuto parlare prima. Forse avrebbe dovuto rinunciare a lei da tempo.
Forse era ancora in tempo per trovare il vero amore della sua vita.
 
“Promettimi una cosa, Ayako” disse accarezzandole la schiena.
 
“Quello che vuoi”
 
“Se Sendo ti farà del male, me lo dirai e mi darai il permesso di spaccargli la faccia”
 
Ayako scoppiò a ridere.
 
“Va bene...”
 
 

*il Giappone ha in realtà approvato l’abbassamento della maggiore età da 20 a 18 anni, ma è molto recente, la fanfiction è di qualche anno fa.
 

 

     


                     





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