FanFiction Miraculous Ladybug | Oblivion di summerlover | FanFiction Zone

 

  Oblivion

         

 

  

  

  

  

Oblivion   (Letta 240 volte)

di summerlover 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Fumetti e CartoniMiraculous Ladybug

Genere:

Erotico - Romantico

Annotazioni:

Lemon

Protagonisti:

Marinette - Adirien

Coppie:

Marinette /Adirien (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Oblivion (6 mesi dopo) 

Che potrebbe succedere se dopo lo scontro con Oblivio si trovasse traccia delle confessioni degli eroi di Parigi? 6 mesi dopo l'accaduto, una Marichat un po' romantica.


  

OBLIVIO (6 mesi dopo)


 


 


 


Sera di mezz’estate. Così si presentava il cielo stellato quella notte sul terrazzino, mentre Marinette usciva all’esterno per prendere una boccata d’aria.


L’interno era troppo caldo per riuscire a dormire, a tal punto che nemmeno la veloce doccia fresca e l’aria condizionata accesa al minimo avevano avuto la meglio sull’afa che la stava soffocando,
continuando a chiedersi come facesse Tikki a dormire con tutto quel caldo insopportabile.


Marinette si stese sulla sua sdraio, accendendo accanto a se il reppellente per le zanzare, pregando che questa volta funzionasse... la sera precedente era stata letteralmente mangiata viva da quegli insetti
fastidiosi!!!


Senza pensare troppo, cominciò a scorrere i messaggi sullo schermo del telefono, ripensando per l’ennesima volta allo sfogo che Luka le aveva fatto durante la loro ultima litigata di appena
una settimana prima...ed in quei sette giorni il suo mondo era crollato... di nuovo!!


Dannato me e il giorno in cui ti ho chiesto di uscire! le aveva detto, Quello tu non lo hai mai dimenticato! 5 mesi Marinette!! 5 MESI! Mi hai solo usato e io innamorato come un idiota che te l’ho permesso! Ti ripeto il concetto: abbiamo chiuso! Non cercarmi più!!


Sì, lo poteva capire Luka, e gli dava tutte le ragioni del mondo per essersi infuriato a quel modo.


Sì, in un certo senso lo aveva usato per dimenticare...era vero!!


Stanca, si passò una mano tra i capelli umidi, risistemando al meglio il fermaglio con cui li aveva legati, mentre dentro di se chiedeva di nuovo scusa a Luka per quel periodo che avevano passato
insieme...perchè si in quei 5 mesi era davvero accaduto di tutto, e in fretta anche... una lacrima solitaria le scese sulla guancia, ricordando come Luka le avesse davvero dato tutto se stesso in quei mesi...di come
fosse stato un amante tenero e premuroso nei suoi confronti quando avevano fatto l’amore la prima volta, così come tutte le volte successive...ma mentre Lua era innamorato folle, Marinette nutriva un profondo
affetto fraterno per il ragazzo...ed alla fine lui era esploso!


E fine della storia.


La ragazza si lasciò andare ad un sospiro sconsolato, prendendo poi le cuffiette e cercare quel video di mesi addietro, quel video che chissà come si era ritrovata sul telefono il giorno in cui Ladybug e Chat Noir avevano sconfitto Oblivio...quel video dove una voce calda e tenera le diceva che era una ragazza straordinaria, che era unica, che si sentiva fortunato a...tutto lì, il video si interrompeva, sicuramente a causa della
batteria che si era scaricata.


Lentamente, col dito riportò indietro il video, ascoltando forse per la millionesima volta la voce che le diceva quelle parole meravogliose che uscivano dalle labbra dell’unico ragazzo che mai
gliele avrebbe dette. Mise in pausa il video, osservando quei bellissimi occhi verdi che l’avevano fatta innamorare in un giorno di pioggia...chiedendosi ancora perchè non aveva cancellato quel video che sicuramente era stato fatto dopo aver perso la memoria, prima che Lady Bug rimettesse tutta a posto...


Poco distante, intanto ad osservare la ragazza sul terrazzino, Chat Noir stava appoggiato ad un comignolo, chiedendosi per l’ennesima volta come era possibile che l’istinto lo avesse spinto nuovamente
a cercare la compagnia di Marinette...e da diversi mesi ormai si ritrovava a dirigersi verso quel terrazzino, anche solo per godere della compagnia della sua più cara amica di scuola, o per scambiarsi qualche pettegolezzo
sulle rispettive vite, senza andare troppo sul personale...


Più che altro, Chat Noir andava da lei come un gattino bisognoso di curare le ferite che gli innumerevoli no di Lady Bug lasciavano sul suo cuore...ma anche quelli ormai non facevano più così
male... continuava si a fare le sue solite battute da gatto impertinente, ma si fermava lì...ormai ci aveva messo sopra una pietra e da un pezzo anche!


Ma Adrien si era ritrovato a fare un errore madornale, il più grosso che potesse mai commetere: cominciare una storia con Kagami...si, perchè dopo la pubblicazione del bacio sul lady-blog,
quello appassionato che si erano scambiato dopo la sconfitta di Oblivio, l’eroina si era allontanata ancora di più da lui...talmente tanto che nella quasi disperazione aveva chiesto alla sua compagna di scherma
di uscire, e dopo un cinema, una pizzeria, un gelato...non ricordava bene come si era ritrovato a far l’amore con lei in quel pomeriggio, ma di una cosa era certo: la stimava ma non l’amava.


E così si era ritrovato a parlarle qualche giorno prima, col risultato di essersi preso un bicchiere rovesciato in testa e una serie di frasi in giapponese di sicuro poco cordiali a giudicare dal
tono... e si riteneva fortunato se non si era preso anche uno schiaffo molto probabilmente meritato.


Scuotendo la testa per togliere quei pensieri, Chat Noir con un balzo atterrò sulla ringhiera del terrazzino, guardando con un sorriso malandrino la ragazza che lo salutava con un cenno della mano.


-Buona sera principessa! - la salutò, sedendosi sulla ringhiera e osserandola meglio, per accorgersi dei suoi occhi tristi. - Tutto bene? - le chiese preoccupato.


Per tutta risposta, Marinette si tolse una cuffietta e con fare stanco diede un’alzata di spalle, tornando a guardare davanti a se le luci della città.


-Va... - rispose lei solamente, il tono piatto.


-Che succede? Problemi col tuo ragazzo? - chiese Chat Noir, perchè lo sapeva che la sua amica si stava vedendo con un ragazzo.


Negli ultimi mesi si erano confidati parecchio l’uno con l’altra, in quelle serate sul terrazzino, e ormai al biondo bastava una sola occhiata per capire la sua amica, e questo era uno di quei
momenti in cui sarebbe stato lui a fare da spalla a lei, perchè era quasi certo che presto si sarebbe lasciata andare ad una crisi di pianto.


-Avete litigato ancora? - chiese, avvicinandosi e sedendosi come un gatto ai suoi piedi. - Che è successo stavolta?


Marinette sospirò, guardando lo schermo che si era spento del telefono... - Mi ha mollato... - disse soltanto, guardando negli occhi l’eroe e sorridendo trsistemente. - Ma è stato meglio
così...gli volevo bene... ma in fondo non l’ho mai davvero amato...


Il silenzio calò tra di loro, rotto soltanto dal frinire di qualche grillo e dal passaggio sporadico di qualche auto in lontanaza, mentre Chat Noir guardava la sua amica e confidente, capendola più
di quanto lei credesse.


-Siamo fortunati allo stesso modo allora principessa! - dichiarò dopo pochi minuti il ragazzo con voce bassa. - Io sono stato piantato 3 giorni fa per lo stesso motivo... nemmeno io ero innamorato
di lei...- gli occhi verdi tristi come quelli di lei, sempre a guardare ma senza vederlo l’orizzonte.


Restarono l’uno accanto all’altra per diverso tempo, godendo della reciproca compagnia e della vista della Tour Eiffel illuminata nella notte scura. Perchè tra di loro era sempre stato
così da quando avevano cominciato a trovarsi su quel terrazzino: bastava poco per capirsi al volo, senza bisogno di troppe parole, senza bisogno di chiedere o di trovare scuse... semplicemente ci sarebbero stati l’uno
per l’altra.


Senza rendersene conto, Marinette sbloccò il telefono, e fece ripartire il video, dicendosi che sarebbe stata l’ultima volta, e poi lo avrebbe cancellato...di sicuro Adrien non se lo ricordava
nemmeno quel video, e lei non sapeva anora come fosse stato possibile che gli fosse capitato tra le mani il suo cellulare...ma ormai non importava più, perchè si era decisa a mettere una pietra sopra anche a
quella storia!


Dal canto suo, Chat Noir la stava osservando, e incuriosito, prese tra le mani la cuffietta rimasta libera e se la portò all’orecchio...rimanendo a occhi aperti appena riconobbe la sua voce
dire quelle cose a Marinette...ma come poteva essere lì una sua più che evidente dichiarazione? Come?


Ed era ancora con quei dubbi che gli giravano nella testa bionda che si mise a guardare la sua amica, vistosamente rossa in volto, mentre cercava di fermare la riproduzione del video, ma la mano guantata
su quella della ragazza a fermarla, mentre i loro occhi si incrociavano, lei imbarazzata, mentre lui pieno di domande.


E passarono i minuti, senza che nessuno dei due emettesse una sola parola.


-E lui? - chiese infine Chat Noir. - E’ per questo che hai rotto col tuo ragazzo?


-No... - fu la rispsota. - Questo video è vecchio..ti ricordi l’attacco di Oblivio? Ero in gita con la mia classe, e siamo stati presi tutti da amnesia...non so come sia successo ma ho trovato
questo video a metà credo...si sarà scaricata la batteria...non so altro...


Ma dentro di se Marinette sapeva che sia Lady Bug che Chat Noir erano stati colpiti dalla perdita di memoria, visto che il famoso bacio postato lei non lo ricordava...anche se entrambi sembravano felici
di quanto successo....


La ragazza si lasciò andare ad un sospirò, prima di proseguire. - E la cosa divertente è che avevo proprio una bella cotta per lui... ma non sono mai stata più di un’amica...


Dal canto suo, Chat Noir rimase in silenzio, rendendosi conto forse in quel momento davvero per la prima volta di tutti i comportamenti di Marinette: i vari balbetii... tutte le pessime figure che gli aveva
fatto davanti...possibile che fosse stato davero così cieco da non accorgersi di nulla? E si che stavano nella stessa classe...


Quasi senza rendersene conto, le mani guantate di nero furono veloci a posarsi sul viso di Marinette, attirandola in un bacio, dove la lingua gentile di Chat Noir la solletticava per chiederle l’accesso
tra le sue labbra, emettendo un leggero borntolio quando lei si concesse ad un bacio più profondo. E furono le loro lingue a danzare a cercarsi a vicenda, il telefono dimenticato sul tavolino davanti alla sdraio con
le cuffiette, le mani di entrambi a stringersi timidamente, mentre Chat Noir si lasciava andare sul pavimento del terrazzino di schiena, posando sopra il suo torace il dolce corpo di Marinette, abbracciati.


E le mani di lei ad accarezzare il petto di lui.


E le mani di lui ad accarezzare la schiena di lei.


E restarono così, a godere l’uno del calore dell’altro, per un tempo che poteva essere un minuto oppure un’ora, poco impoirtava, fino a che ebbero entrambi bisogno di riprendere
fiato, le fronti l’una sull’altra. Ma fu Chat Noir a sospirare, sconsolato, prima di scostarsi da lei.


-Scusami... non so che mi è preso. - fulmineo si alzò in piedi, testa bassa a guardare Marinette ancora sul pavimento. - E’ meglio che vada...


Ma non riuscì a balzare sulla ringhiera, perchè la mano di lei lo stava trattenendo per la cintura, uno sguardo quasi imbarazzato sul bel viso, le labbra ancora arrossate dai loro baci...e
la vide avvicinarsi e posare le mani sulla tuta nera che gli avvolgeva il petto, mentre cercava il coraggio di guardarlo in viso.


-Non scusarti... - fu il lieve sussurro che le uscì dalle labbra. - A me è piaciuto... - gli sorrise poi quasi rossa in volto.


A quelle parole, Chat Noir le passò delicatamente un dito sulle labbra, prima di avvicinarsi di nuovo al suo viso, e piano piano riprendere quel dolce bacio che li aveva uniti fino a poco prima, lentamente
in una danza tra le loro lingue dove il tempo non esisteva, c’era solo la reciproca presenza l’uno per l’altra... quasi a trovare conforto insieme contro il reciproco dolore.


Fu Chat Noir a scostarsi per primo, guardando Marinette negli occhi languidi di passione...e lasciò che un pensiero prese forma in parole, sussurrandolo quasi timoroso.


-Se ti chiedessi di poter restare con te... - il ragazzo lasciò cadere la frase così, un po’ a metà per non voler sentire la risposta e un po’ per l’ansia di sapere
cosa lei avrebbe voluto fare.


Con un leggero sorriso sulle labbra arrossate dai baci, Marinette semplicemente si scostò dal biondo, andando lentamente verso la botola che conduceva nella mansarda, scendendo piano le scale, e prima
di entrare definitivamente nella sua stanza, lanciò una rapida occhiata a Chat Noir... e quello sguardo disse più di mille parole tutte insieme.


Lasciandosi andare ad un sospiro criche di aspettative, il biondo discese le scale, un gradino per volta, chiudendosi alle spalle la botola, e trovandosi così nel piccolo ambiente della stanza, dove
l’aria condizionata aveva reso l’ambiente più fresco e vivibile. E sul letto soppalcato, stava Marinette, le gambe incrociate, un leggero rossore sul volto, quasi come se lo aspettasse.


Il tempo di un balzo, e Chat Noir si portò affianco a lei, le labbra a pochi millimetri di distanza da quelle di lei, senza però toccarla, quasi timoroso di fare quel passo che avrebbe cambiato
forse in modo definitivo la loro amicizia...


Fu lo scatto di lei in avanti a togliere quella distanza tra di loro, lasciando che le labbra dischiuse finalmente si toccassero, le mani sulle spalle di lui, le mani guantate sulla schiena di lei, a riprendere
quanto interrotto sul terrazzino, distesi sulle coperte rinfrescate dall’aria condizionata per poi essere di nuovo scottate dal calore dei loro corpi abbracciati.


Nessuna fretta nelle timide carezze che avevano preso a scambiarsi al di sopra dei rispettivi indumenti.


Un leggero tocco impercettibile di lui sotto al seno.


Una timida carezza delicata di lei sul fianco.


Baci lenti ed appassionati che lasciavano sfuggire i primi gemiti sussurrati di piacere provocati dal contatto reciproco.


Ma tutto questo a Chat Noir non bastò più, scostandosi con una lentezza quasi esasperante dal corpo di Marinette, per guardarsi intorno, come a cercare qualche cosa che lo potesse aiutare,
e con un balzo raggiungere la postazione di lavoro dove stava la macchiana da cucire e diverse stoffe sul ripiano.


Marinette non capì quel cambio di situazione, temendo che Chat Noir avesse cambiato idea all’improvviso, sentendosi quasi rifiutata anche da lui... per poi vederlo drappeggiare uno degli scampoli
di stoffa sulla finistrella rotonda, così come su ogni altra finestra della stanza...e far piombare la stanza nella quasi oscurità, rotta solo dal rumore leggero dell’aria condizionata in funzione.


E in una frazione di secondo, Marinette si ritrovò il corpo di Chat Noir a farla arretrare per poggiare la schiena sul materasso, gli occhi verdi luminosi nell’oscurità a osservarla.


Nel silenzio un piccolo sussurro dalla bocca del ragazzo, la luce verde per un attimo ad invadere la stanza.


Adrien si portò un dito alle labbra in direzione degli occhietti luminosi di Plagg che gli era apparso a fianco, per far tacere ogni sua protesta del piccolo kwami, con la mano poi protesa con un
enorme pezzo di formaggio per esortarlo a lasciarli soli.


Gli occhietti del kwami si dileguarono silenziosi dalla stanza, e le labbra di Adrien tornarono a cercare a tentoni quelle di Marinette, fameliche eppure così lente nell’esplorarla, sotto le
mani finalmente sentire la pelle di lei lasciata scoperta dalla leggera canottierina che portava.


Il gemito lento e roco che si lasciò sfuggire dalla gola mentre le dita di lei si beavano del contatto coi capelli biondi.


Le mani sempre più audaci, sempre più nelle carezze alla scoperta del corpo dell’altro.


I respiri sempre più corti carichi di piacere.


I gemiti sempre più rochi che si lasciavno sfuggire senza controllo.


La mano di lui sotto la canottiera di lei, la mano di lei ad accarezzare la pelle della schiena di lui.


Marinette con estrema lentezza a spogliare della maglietta il ragazzo che per lei era Chat Noir.


Adrien a togliere la leggera stoffa della canottierina dal corpo della ragazza ce lo stava facendo impazzire di piacere.


Le dita dell’uno ad esplorare sempre più sicure il corpo dell’altro.


Le labbra a cercarsi in baci sempre più famelichi e appassionati, dove le lingue danzavano senza esitazione.


I fianchi che presero a cercarsi quasi con urgenza, scontrandosi nelle rispettive intimità ancora avvolte dalla sottile stoffa della biancheria che era rimasta indosso.


Ma poco importava ai due ragazzi, che trovavano in quel modo di esplorarsi nuove sensazioni da provare, aplificate dal fatto di non potersi vedere, di sentire i rispettivi sospiri di piacere.


Marinette si lasciò sfuggire un rantolo di piacere più intenso dei precedenti appena l’erezione di Chat Noir le si sfregò sulla sua intimità già eccitata, mandandole
così intense scariche elettriche di godimento.


Per tutta risposta, il biondo si posizionò tra le sue cosce, cominciando a far danzare tra loro le rispettive intimità, alla ricerca di soddisfare l’un l’altra l’eccitazione
sempre più crescente.


Le unghie smaltate a graffiare leggere la schiena compatta di lui.


La bocca di lui a catturare voglioso un capezzolo turgido.


Ed i fianchi di entrambi che si cercavano, sempre più rapidi, sempre più veloci, con colpi cadenzati dai respiri sempre più impregnati di voglia di ricercare di provocare il massimo
piacere all’altro.


E fu con una ultima spinta da parte di entrambi, con un ultimo bacio profondo, con un ultimo gemito strozzato di piacere, che sentirono esplodere l’orgasmo, come un fuoco d’artificio che stava
infiammando le vene da quanto si era presentato intenso e improvviso.


Chat Noir si lasciò scivolare di lato, ansante col fiato corto, sconcertato per l’intensità con cui aveva goduto nonostante la barriera della biancheria che ancora portavano, dove la
stoffa era imbevuta dei residui del suo godere.


Senza pensare, attirò Marinette contro il proprio petto, dove il cuo re stava ancora battendo impazzito, il respiro della ragazza ancora affannoso.


Dal canto suo, la corvina non era mai stata così soddisfatta, sentendo i proprio muscoli interni ancora contrarsi per i residui del piacere appena provato, inumidendo ulteriormente le sue mutandine,
lasciandosi andare all’abbraccio del ragazzo ancora steso con lei.


 


E così era cominciato tra di loro, pochi attimi rubati alle ronde di lui e al sonno di lei.


Senza mai andare oltre quel limite che silenzioso era stato accettato da entrambi.


Forse più che amici, ma meno di qualcos’altro.


 


 


 


 


 

 

     


                     





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