FanFiction Slam Dunk | Parla lo zodiaco di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Parla lo zodiaco

         

 

  

  

  

  

Parla lo zodiaco   (Letta 198 volte)

di MarySaeba92 

3 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaSlam Dunk

Genere:

Commedia - Romantico - Introspettivo

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Hanamichi Sakuragi - Kaede Rukawa

Coppie:

Hanamichi Sakuragi/Kaede Rukawa (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 3. Ariete e Capricorno - Compatibilita' 

 


  

In numerose occasioni discuteranno su questioni di apparente scarsa importanza. Entrambi vorranno avere ragioni e si arriverà a situazioni di tensione. Con un po’ di calma e il carattere tollerante del Capricorno, le acque torneranno nel loro canale. L’Ariete ha sempre un ultimo pensiero in serbo per spezzare la tensione.
 
^ ^ ^ ^
 
“Sei idiota o ti droghi? Questo colore non sta bene con i mobili” sbuffò Kaede al colore che il suo partner aveva scelto per le pareti del soggiorno dell’appartamento che volevano arredare nel centro di Tokyo, ora che Hanamichi si era laureato.
 
“Come mi hai chiamato, bastardo?! Sta benissimo! Sei tu quello cieco, idiota!” gridò Hanamichi in mezzo al centro commerciale, nella sezione ‘home’.
 
“Stai creando scandalo, deficiente”, in realtà a Kaede non importava se la gente li guardava con fastidio o meno, ma far incazzare Hanamichi era uno dei suoi hobby preferiti (subito dopo dormire) e inoltre così avrebbe potuto distrarlo dall’orribile scelta che stava facendo con il colore per le pareti.
 
“E che me ne frega! Urlo quanto mi pare! E non pensare che me ne dimenticherò, stupido. Questo è il colore che voglio. Tu stesso hai detto che avrei scelto il colore per il soggiorno” gli ricordò Hanamichi con un dito alzato in avvertimento. Kaede sbuffò, roteando gli occhi.
 
“Ma non pensavo avresti scelto così male”
 
“Pensi che a me piaccia quello che hai scelto tu per la camera da letto?” replicò Hanamichi rosso di rabbia.
 
“Non hai detto niente. Dovrei leggerti nel pensiero?” chiese Kaede sarcasticamente, alzando un sopracciglio e mettendo le mani in tasca.
 
“Sono stato educato e ho rispettato l’accordo, maledetto cretino!”
 
“C’è una prima volta per tutto” sussurrò beffarda.
 
“Argh! Un’altra parola e ti faccio saltare in aria, stronzo!” minacciò Hanamichi con mille vene gonfie sulla fronte. Kaede, abituato ai suoi scoppi d’ira, alzò le spalle e sospirò.
 
“Se lo farai, tua madre si arrabbierà con te”
 
“Non coinvolgere mia madre! E poi scommetto che lei sarebbe d’accordo con la mia scelta”
 
“Mpf, sì, certo. Se è daltonica”
 
“Sai cosa?! Glielo chiedo subito!”
 
Kaede, con le labbra socchiuse per lo stupore, osservò il suo partner tirare fuori il cellulare per fotografare i colori che sia lui che Kaede avevano scelto per le pareti; poi scrisse il messaggio spiegando la situazione.
 
“Non essere infantile” lo rimproverò debolmente Kaede, appoggiando il mento sulla spalla di Hanamichi per leggere cosa stava scrivendo. Pochi minuti dopo, l’assurda suoneria del cellulare di Hanamichi echeggiò per i corridoi del grande magazzino.
 
“Mammina! Ciao! Hai visto i colori? È vero che io ho ragione e che quella volpe è inutile e non sa niente?” fece Hanamichi mettendo la chiamata in vivavoce.
 
“Primo, non comportatevi come bambini alla vostra età...e ancora meno in un luogo pubblico! Secondo, Hana, le sfumature che hai scelto accecherebbero chiunque”
 
Kaede sorrise compiaciuto e Hanamichi lo colpì violentemente in testa.
 
“Terzo, Kaede, tesoro, la camera da letto dev’essere una stanza di relax, tranquillità, deve trasmettere comfort e familiarità...la tua scelta mi deprime...infine, uscite subito dal centro commerciale e aspettatemi a casa. Ovviamente siete entrambi inutili in materia di design” finì e riattaccò senza salutare, lasciando i due giovani senza parole e immobili nella zona dei colori.
 
“Ahahah, l’hai fatta deprimere, volpe” derise Hanamichi, riprendendo la parola.
 
“E tu l’hai accecata, idiota” rispose Kaede per inerzia. Senza voler disobbedire, si diressero verso l’uscita. Hanamichi, irrequieto e rumoroso, si colpì lo stomaco.
 
“Ho fame” si lamentò imbronciato.
 
“Ti prendo un gelato mentre rientriamo!”
 
“Visto? Per questo ti amo”
 
Kaede sorrise e si allungò per baciarlo con impeto.
 
“Idiota” sussurrò con le guance arrossate.
 
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Il denaro sarà uno dei punti più complessi nella relazione, perché se il Capricorno ha bisogno di stabilità ad ogni livello, l’Ariete non ci fa caso e ha le mani bucate, spendendo di continuo. Entrambi dovrebbero giungere a un compromesso e alla comprensione reciproca. Inoltre, affinché la relazione non cada nell’indifferenza, Capricorno dovrebbe aprirsi e imparare a dire ‘Ti amo’ più spesso.
 
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“Francia? Vuoi andare a Parigi?”
 
Kaede, guardando le centinaia di opuscoli che il suo compagno aveva recuperato, diede un’occhiata veloci ai prezzi, tendendosi e tremando pensando a cos’avrebbero speso per i biglietti, l’alloggio, i trasporti, il cibo e varie ed eventuali.
 
Troppo, pensò, mettendo da parte le carte. Hanamichi, seduto accanto a lui mentre guardava la tv, sollevò il telecomando per abbassare il volume.
 
“Mmh, sì...Ishida ci è andato l’estate scorsa. Ha detto che è stato fantastico. Potremmo approfittarne dato che abbiamo le vacanze nello stesso periodo” commentò Hanamichi con leggerezza, sorridendo e mettendogli un braccio intorno alle spalle.
 
“È molto costoso” commentò Kaede con cipiglio, “perché non la Cina, la Turchia o l’Egitto?” propose senza dire che aveva appena letto che viaggiare in quei paesi era abbastanza conveniente, il che significava che non sarebbe stato troppo dannoso per il portafogli.
 
“Cosa?! Ah, dai, volpe! Non viaggiamo fuori dal paese ogni anno. Sarebbe la prima volta che spendiamo così tanto” disse Hanamichi allontanandosi.
 
“La prima volta? Che mi dici di quel ridicolo dipinto che hai comprato alla mostra a cui Terazawa ci ha invitato...ti è costato un occhio, scemo” rispose alzando il sopracciglio.
 
“Era per aiutare sua sorella, bastardo!”
 
“E la macchina? Non ce ne serviva una sportiva, ma tu sei andato a scegliere l’ultimo modello”
 
“Mi hanno fatto uno sconto!”
 
“Non spenderemo tanto per un viaggio, Hanamichi” disse con fermezza e serietà, “è assurdo. Con quella somma di denaro possiamo fare due volte il giro del Giappone”
 
Kaede si sorprese quando il suo compagno si alzò violentemente. Lo vide ringhiare e sbuffare.
 
“Scommetto che non sai nemmeno perché l’ho proposto” lo sfidò Hanamichi con occhi che lanciavano saette e il corpo rigido. Kaede si ritrovò alle strette, sapendo che gli stava sfuggendo qualcosa, ma non capendo cosa. Senza sapere cosa dire, alzò le spalle e calmò i lineamenti, provando a renderli meno scortesi e sgradevoli. Hanamichi abbassò il viso, scosse la testa e mormorò piano:
 
“Per il nostro anniversario. È da 6 anni che stiamo insieme. Che bel risultato, eh?” concluse con un sorriso amaro e sarcastico, prima di uscire di casa frettolosamente.
 
Con la tv che sussurrava in sottofondo, Kaede sospirò e appoggiò la testa allo schienale del divano. Che idiota. Come aveva fatto a non ricordarsene? Era sempre stata una grande occasione per Hanamichi, che insisteva sempre per andare a cena o fare qualcosa di diverso. Per Kaede non era così rilevante, davvero; non perché non amasse Hanamichi o non apprezzasse la sua presenza, ma perché non pensava che un giorno avrebbe fatto la differenza. Per lui tutti i giorni con il suo compagno erano una benedizione. Tutte le mattine si alzava e rimaneva a fissarlo come uno scemo, incapace di credere di essere il fortunato che poteva baciarlo, abbracciarlo e fare l’amore con lui ogni volta che voleva. Ogni pomeriggio si allenava aspettando con ansia l’ora di tornare a casa e vedere il suo sorriso. Ogni notte accanto a lui era disperato di toccarlo e stringerlo.
 
Ma per Hanamichi era importante...e tutto quello che lo faceva felice, rendeva lui felice il doppio. Come prevedibile, Hanamichi non apparve fino a tarda serata, quando Kaede era a letto a controllare alcuni messaggi sul cellulare. Hanamichi entrò in bagno senza rivolgergli uno sguardo, con i lineamenti arrabbiati. Kaede sentì il suono della doccia e si preparò ad aspettarlo.
 
Hanamichi uscì poco dopo, con un asciugamano legato in vita e i capelli che gocciolavano su tutto il pavimento. Kaede si morse la bocca per non rimproverarlo per il disastro che stava lasciando.
 
Molto probabilmente lo sta facendo apposta...vuole solo provocarti...farti arrabbiare..., si disse sospirando. Hanamichi indossò una vecchia maglietta, senza mettere i pantaloni sopra le mutande, e praticamente si gettò sul materasso.
 
“Hana” lo chiamò in un sussurro.
 
“Cosa?” ringhiò Hanamichi senza voltarsi.
 
“Potresti girarti, per favore?” chiese trattenendo il respiro. Hanamichi sembrò rifletterci per alcuni secondi, quasi provocando una crisi di nervi al povero Kaede, finché si msie a sedere e lo guardò con occhi stanchi. Kaede non tardò ad allungare la mano verso di lui, porgendogli due biglietti aerei. Hanamichi, come fosse una bomba, tese il braccio e li prese con cura. I suoi occhi castani si aprirono sorpresi leggendo la destinazione.
 
“...scusa. Mi sono comportato da idiota”
 
“Sì, l’hai fatto” mormorò Hanamichi con cautela, senza poter credere che il suo compagno avesse comprato quei biglietti.
 
“Se vuoi andare a Parigi, ci andremo. Se vuoi andare in Zimbabwe, ci andremo. O al Cairo. O in Perù. O a Singapore. Londra. Dove vuoi. Ti porterò ai confini del mondo se lo vorrai...farei qualsiasi cosa per te, lo sai, vero?” chiese Kaede seriamente, con gli occhi fissi su quelli del compagno. Hanamichi, arrossendo, annuì due volte prima di sorridere con il calore del sole.
 
“Sei uno sdolcinato, volpe”
 
“Non sono stato io a cantare una serenata svegliando tutti i vicini” sogghignò Kaede increspando le labbra e arrossendo per l’imbarazzo.
 
“Avevi detto che ti era piaciuto!” ribatté Hanamichi ridendo nella voce e negli occhi.
 
Forse Kaede non diceva ‘Ti amo’ tutti i giorni...ma le sue azioni e i suoi gesti cantavano ‘Ti amo’ ogni ora.
 
^ ^ ^ ^
 
L’impulsività dell’Ariete affascina il Capricorno, per cui è difficile esprimere i propri sentimenti; il Capricorno va nel panico se sbaglia, ecco perché diventa un ossessivo perfezionista. All’Ariete piace che il Capricorno segua liberamente il suo istinto, trovando soluzioni adeguate ai problemi che si presentano quotidianamente. Questi segni danno vita a unioni stabili, appassionate ed equilibrate.
 
^ ^ ^ ^
 
“Ehi, Hana, sei pronto?” chiese Yohei dalla soglia della porta. Hanamichi, vedendo la sua immagine allo specchio, sorrise e ancora una volta si sistemò i capelli ricoperti di gel e pettinati impeccabilmente.
 
“Tsk, sono nato pronto!” rispose con un sorriso sornione, ma Yohei notò il tremore delle sue dita. Per alleggerire l’atmosfera, rise e gli diede una pacca gentile sulla spalla.
 
“Allora cosa stai aspettando, genio? Kaede è già uscito”
 
Sentendo il nome del suo compagno, Hanamichi parve sciogliersi e diventare uno spaghetto stracotto. Il suo volto, nervoso e sudato, sorrise e arrossì come una scolaretta. Yohei, se fosse stato un altro, in quel momento si sarebbe sentito immensamente geloso della felicità cui stava testimoniando, ma in realtà non poteva essere più orgoglioso dei suoi due amici.
 
Hanamichi Sakuragi, ex teppista di Kanagawa, il ragazzo aggressivo e brutale che si era dichiarato a 50 ragazze ed era stato rifiutato da ciascuna di loro, il principiante che si era unito alla squadra di basket solo per impressionare una ragazza, il talentuoso giocatore che in meno di tre mesi aveva imparato la pallacanestro, il membro dello Shohoku che aveva guidato la squadra ai nazionali, il presuntuoso chiacchierone che aveva un ego grande quanto la Russia, in quel momento si apprestava a presentarsi a una cerimonia che avrebbe emulato un matrimonio. Con nessun altro se non Kaede Rukawa, il noto re dei ghiaccio che non parlava di niente con nessuno, l’individualista che guardava dall’alto al basso il lavoro di squadra, l’egoista che credeva di essere l’unico a dare l’anima in campo, il ragazzo che si era impegnato come un dannato per arrivare negli All Japan.
 
Erano una coppia strana, a dire poco.
 
Ma incredibilmente, funzionavano alla perfezione. Ed era così da quando si erano messi insieme da quel settembre del secondo anno di liceo.
 
Hanamichi era impetuoso, estroverso, impulsivo, rumoroso e scandaloso. Non pensava prima di agire. Si lanciava su tutto. Era scortese e chiacchierone, un vanaglorioso con caratteristiche inimmaginabili.
 
Kaede era riservato, freddo, serio e silenzioso. Gli piaceva riflettere e meditare sulle cose prima di agire o parlare. Era costante, deciso, fermo e laborioso.
 
Non erano uguali, ma non erano nemmeno opposti. Erano complementari. Se uno spingeva in avanti con forza, l’altro preferiva avanzare con un ritmo più lento ma sicuro. Se uno alzava la voce e urlava a destra e a manca, l’altro pensava prima di giudicare.
 
Per Yohei, grazie a Kaede, Hanamichi aveva ottenuto molto di quello che aveva oggi. Grazie a Kaede, Hanamichi aveva lavorato duramente nei suoi studi. Aveva trovato un lavoro part-time. Aveva smesso di dedicarsi alle risse. Aveva continuato a praticare il basket. Grazie a lui aveva una vita stabile ed equilibrata, aveva una casa in cui tornare la sera, e una persona incondizionata che lo sosteneva. D’altra parte, grazie ad Hanamichi, la vita di Kaede non era monotona, di routine né lenta. Grazie ad Hanamichi, Kaede aveva sfidato la fortuna molte volte. Grazie a lui aveva imparato a verbalizzare i suoi desideri e pensieri. Grazie a lui si imbarcava in diverse avventure. Grazie a lui tornava in una casa piena di risate.
 
Sì, erano decisamente complementari.
 
Questo si disse e pensò quando Kaede e Hanamichi erano in piedi in mezzo alla sala, presso quello che doveva rappresentare un altare, circondati dagli amici e i familiari, sorridendosi come ebeti innamorati, rossi dal collo alle guance, scambiandosi gli anelli e descrivendo i loro sentimenti con parole grezze e insulti innocui.
 
“Ora puoi baciare la...no...ora gli sposi possono baciarsi!” dichiarò Akagi con tono solenne e profondo, ma sorridendo come un padre, un fratello maggiore.
 
Kaede, senza farsi pregare, allungò una mano e tirò Hanamichi a sé.
 
Si baciarono e baciarono fino a intorpidirsi le labbra...fino a respirare tutta l’aria dell’altro...finché tutti i presenti cominciarono a ridere e a prenderli in giro.
 
Hanamichi grugnì e chiese intimità, mentre Kaede li guardò accigliato, prendendo la mano del suo sposo per trascinarlo fuori da lì.
 
Sì...sono proprio complementari, pensò Yohei sorridendo.

 
 

 

     


                     





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