FanFiction Bey Blade | Lontano dagli occhi di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Lontano dagli occhi

         

 

  

  

  

  

Lontano dagli occhi   (Letta 673 volte)

di MarySaeba92 

12 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaBey Blade

Genere:

Angst - Commedia - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Kai Hiwatari - Takao Kinomiya

Coppie:

Kai Hiwatari/Takao Kinomiya (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 Capitolo Tre 

 


  

Era trascorsa una settimana da quando Takao aveva lasciato il Giappone. Aveva viaggiato con suo fratello, Hitoshi, e insieme avevano attraversato l’Asia, il Medio Oriente e l’Europa. Secondo Kyoju attualmente si trovavano in Grecia, più precisamente nell’isola di Creta. Aveva detto a Kai di aver sentito parlare su Internet che il campione era stato recentemente avvistato nella prefettura di Heraklion e aveva pensato che se avesse potuto rintracciare Takao, quello sarebbe stato il punto di partenza per iniziare a cercare. Il denaro non era mai stato un problema per Kai, ma il tempo era essenziale. Sebbene Kyoju fosse riuscito a individuare la posizione di Takao, non era sicuro di quanto tempo avrebbe effettivamente trascorso lì. Tuttavia aveva affermato che era lecito ritenere che Takao non sarebbe stato solo di passaggio, dato che il paese era famoso per la sua storia e cultura.
 
Kai poteva solo sperare che Takao fosse ancora lì al suo arrivo. L’unica cosa che Kyoju non aveva potuto trovare era l’alloggio di Takao. Aveva fatto una ricerca in tutti gli hotel locali e non aveva trovato niente sotto il nome Kinomiya, ma Kai non aveva intenzione di lasciare che una piccolezza del genere si mettesse sul suo cammino. Mentre passava da un volo all’altro, era come essere di nuovo in uno stadio. Non gli importava quanta distanza doveva coprire, bastava che avesse qualcosa su cui concentrarsi. Avrebbe trovato Takao e si rifiutò di accettare qualsiasi tipo di battuta d’arresto. Non c’era spazio per le esitazioni ora che aveva preso una decisione e non c’era più motivo di sentirsi perso. Takao lo stava aspettando. Kai ne era sicuro.
 
Le ore passavano mentre si spostava da un aeroporto all’altro, ognuno di essi lo avvicinava sempre di più a Takao. Kai aveva dormito a malapena da quando era partito, ma stranamente si sentiva rinvigorito piuttosto che esausto. Si chiese come si sentisse Takao e come stesse riuscendo a cavarsela da quando aveva voltato le spalle all’unica cosa che aveva sempre amato. Almeno avere Dragoon con sé era una sorta di conforto per Kai. Ma si trattava di più che semplicemente restituire lo spirito sacro al suo legittimo proprietario. Era il pezzo mancante che rendeva Takao quello che era, il pezzo senza il quale doveva sicuramente sentirsi incompleto. Kai l’aveva fissato molte volte nelle ultime 48 ore, aveva trattato Dragoon con lo stesso rispetto che Takao gli aveva sempre riservato. Le sue dita callose avevano tracciato la sua forma più volte fino a risultargli familiare come il sio Dranzer, e anche se era in ottime condizioni, Kai si ritrovò comunque ad esaminarlo ossessivamente alla ricerca di qualsiasi cosa fuori dall’ordinario. Doveva essere assolutamente perfetto per quando l’avrebbe restituito a Takao.
 
Takao si era sentito così quando aveva tenuto Dranzer tra le mani? Per quel motivo era sempre stato così determinato a far capire a Kai l’importanza di avere un compagno così fedele per le sue battaglie?
 
Era solo uno dei tanti motivi per cui Kai non avrebbe permesso a Takao di commettere il suo stesso errore. Una volta aveva scartato Dranzer per avidità ed egoismo, ma Takao gli aveva dato l’allarme di cui aveva bisogno per tornare in sé. Non capiva ancora perché Takao avesse deciso di lasciare Dragon alle spalle, ma non importava. Avrebbe trovato Takao e, per una volta, avrebbero parlato adeguatamente. Takao avrebbe fornito le sue spiegazioni con i suoi tempi e Kai avrebbe ascoltato. Forse non era in grado di dare a Takao la stessa guida che lui gli aveva offerto, ma sicuramente avrebbe fatto del suo meglio.
 
Quel desiderio si fissò nella ricerca di Kai e la sua perseveranza fu ripagata quando finalmente raggiunse la destinazione. Sebbene non fosse il Kinomiya che Kai stava cercando, ma gli diede comunque sollievo sapere che i dati di Kyoju non erano errati. Lui e Hitoshi non erano mai stati in ottimi rapporti, ma se lui era nei paraggi, Takao non poteva essere troppo lontano. Senza sorprese, Hitoshi non sembrò affatto contento di vederlo, ma Kai ignorò la gelida accoglienza che ricevette mentre si avvicinava al maggiore dei Kinomiya e si fermò appena prima di occupare il suo spazio personale, incrociando le braccia sul petto e preparandosi alla lotta.
 
“Sono venuto a trovare Takao” disse freddamente, senza perdere tempo con i saluti, “dov’è?”
 
“Non è affare tuo, Kai Hiwatari” replicò Hitoshi, “Takao non ha più niente a che fare con te”
 
“L’ha detto lui?” chiese Kai, con l’angolo della bocca che si sollevava in un sorrisetto, “o rispondi per conto suo?”
 
“Sarà meglio che badi ai fatti tuoi” disse Hitoshi con tono di avvertimento, ma il sorriso compiaciuto di Kai si allargò.
 
“Se ha a che fare con Takao, sono fatti miei” disse, “possiamo risparmiare tempo prezioso se mi dici dove si trova, ma anche se non lo farai, non sarà un problema. Lo troverò anche se scegli di ostacolarmi”
 
Hitoshi alzò un sopracciglio. “E se dicessi che Takao non ha alcun desiderio di incontrarti?”
 
“Allora ti definirei bugiardo” disse Kai con tono piatto, “crederò a queste parole solo quando le sentirò direttamente dalla bocca di tuo fratello”
 
“Arrogante come sempre, eh?” disse Hitoshi, guardando Kai con un sorriso di vago divertimento, “certe cose non cambiano mai”
 
“Non è affare tuo, Hitoshi Kinomiya” disse Kai, ripetendo le parole di Hitoshi, “ora dimmi dov’è Takao”
 
“Cosa faresti se rifiutassi?” disse Hitoshi con voce ingannevolmente mite. Kai non rispose subito. Doveva capire la sua prossima mossa prima di aprire bocca.
 
Non gli era sfuggito che la postura di Hitoshi era ingannevole quanto il suo tono, e sebbene apparisse disinvolto e rilassato in superficie, Kai sapeva che sarebbe bastato un suo passo falso perché Hitoshi cambiasse del tutto e passasse all’attacco. Hitoshi era ben addestrato nel campo delle arti marziali, come Takao e probabilmente anche di più, dato che non aveva mai condiviso la mancanza di entusiasmo del fratello per il combattimento fisico e l’arte della spada. Non che queste cose preoccupassero Kai. Aveva badato a se stesso da che riusciva a ricordare, ma in quel momento una lotta con Hitoshi non era quello che voleva o che gli serviva.
 
Kai era disposto a riconoscere la forza di Hitoshi fino a un certo punto, ma Hitoshi non aveva mai posseduto nessuna delle qualità che Kai tendeva a cercare da un avversario degno. Rispetto a Takao, Hitoshi non valeva il suo tempo. Gli mancava il calore e la comprensione che Takao mostrava così spesso, cose che una volta Kai aveva considerato debolezze ma ora sapeva che contribuivano al potere esplosivo di Takao. A differenza di Takao, Hitoshi era molto più calcolatore e distaccato. Gli piaceva valutare le persone e spingerle al limite con una disciplina che a volte rasentava la durezza. Hitoshi era decisamente un praticamente dell’amore severo, ma i suoi metodi austeri non sembravano affatto adatti a Takao. Anche se erano fratelli, non avrebbero potuto essere più diversi.
 
“Te lo chiederò ancora una volta” disse infine Kai, sciogliendo le braccia e lasciandole cadere lungo i fianchi, osservando come Hitoshi si irrigidì automaticamente. “Dimmi dov’è”
 
“Dovrai sforzarti di più se vuoi conoscere la risposta” disse Hitoshi, assumendo una posizione difensiva. Kai fece un passo avanti e alzò i pugni. Anche adesso Hitoshi lo stava mettendo alla prova e Kai represse un’ondata di irritazione. Se avesse permesso a Hitoshi di fargli perdere la pazienza, avrebbe perso ancora prima di iniziare e l’unica cosa che Kai odiava più di tutte era ammettere la sconfitta.
 
Se Hitoshi ci teneva tanto ad assistere alla sua determinazione, Kai non aveva intenzione di trattenersi. La sua concentrazione fu tuttavia immediatamente distrutta quando risuonò una nuova voce e Kai avrebbe potuto giurare che il suo cuore perse un battito quando la riconobbe.
 
“Hitoshi? Hitoshi, cosa stai facendo?”, Takao non vide subito Kai, finché Hitoshi non si mosse abbastanza da permettergli di sbirciare sotto il suo braccio, poi il suo sorriso si spense e i suoi occhi si spalancarono, increduli. “Kai?”
 
Il tempo sembrò fermarsi per quel momento in cui si fissarono. Il viso di Takao era più aperto che mai in quell’istante e Kai poteva chiaramente leggere la speranza e il desiderio oltre la sua espressione sbalordita. Il suo nome era stato pronunciato in un sussurro, ma con uno stupore che rasentava la riverenza e che fece stringere il cuore di Kai.
 
Nessun altro diceva il suo nome come Takao. Poi la sensazione, veloce com’era apparsa, sparì di nuovo. Le riserve che Kai aveva avvertito quando Takao gli aveva annunciato la sua partenza erano tronato e a Kai non piaceva per niente.
 
“Sei di troppo” disse Kai senza mezzi termini, riportando la sua attenzione su Hitoshi, “vattene”
 
Hitoshi sembrò sorpreso dalla maleducazione di Kai, ma Takao apparve per stemperare il momento.
 
“Puoi concederci un momento, Hitoshi?” chiese, “qualunque cosa Kai abbia da dire, dev’essere importante”
 
Hitoshi non sembrava affatto disposto ad andarsene a giudicare dall’occhiataccia che lanciò a Kai.
 
“Per favore?” aggiunse Takao con calma, offrendo un piccolo sorriso. Si addolcì quando Hitoshi girò sui tacchi e si allontanò, e sembrò quasi sciogliersi quando il suo sguardo tornò su Kai. “Non dovevi essere così diretto. Quando ti comporti così, ferisci i sentimenti delle persone”
 
Kai non disse nulla, infilò una mano nella giacca e tirò fuori l’oggetto che aveva promesso di restituire, osservando Takao che guardava il suo palmo aperto e si mordeva il labbro quando vide cosa Kai aveva portato. La sua mano si alzò esitante e Kai vide le sue dita tremare mentre finalmente le posava su Dragoon. L’altra mano di Kai si mosse per posarsi su quella di Takao, chiudendola sulle sue nocche con una presa salda, tenendolo fermo.
 
“Battiti con me, Kinomiya” disse piano e di nuovo il suo cuore si strinse quando vide una scintilla negli occhi di Takao.
 
“Per questo sei venuto fin qui?” chiese Takao, la voce tremante quasi quanto le sue dita, “perché volevi batterti con me?”
 
“Sono venuto per riportarti indietro” gli disse Kai, “ma invece di costringerti, farò un patto. Se vinci potrai andare dove vuoi e fare quello che vuoi. Se vinci avrai dimostrato che sei capace di farcela da solo”
 
“E se vinci tu?” chiese Takao.
 
“Allora tornerai con me e diventeremo più forti insieme” disse Kai, allontanando lentamente le mani di Takao prima di lasciarle. “Non essere un perdente, Kinomiya. Mi rifiuto di accettare meno del meglio dal mio più grande rivale. Non so perché hai deciso di rinunciare al tuo titolo di campione, ma se c’è un muro che devi superare, non te lo lascerò affrontare da solo. Non ti permetterò di fare gli stessi stupidi errori che ho commesso io”
 
“Sei serio” disse Takao, incapace di distogliere lo sguardo da Dragoon, “stai davvero dicendo sul serio”
 
“Non sprecherei fiato altrimenti” disse Kai, “ora, portami in un posto dove possiamo combattere in privato, senza interferenze o interruzioni. Voglio un posto solo per noi due”
 
“Solo noi due” fece eco Takao, alzando lo sguardo e fissandolo in quello di Kai, “nessun altro...”
 
“Esatto” affermò Kai, “fai strada, Kinomiya”
 
Takao sembrò prendere una decisione, perché si girò e si avviò nella direzione opposta rispetto a quella in cui suo fratello si era allontanato, portando Kai a seguirlo. Ci vollero alcuni minuti prima di raggiungere il posto che Takao aveva in mente e Kai si guardò intorno con approvazione. Non era completamente isolato, ma una spiaggia relativamente deserta sembrava essere il miglior luogo possibile. In ogni caso non se ne lamentava.
 
Takao osservò Kai posare la borsa che aveva con sé e tirare fuori due lanciatori, passandone uno a Takao, che lo prese al volo. Poi si affrontarono. Kai non perse tempo a passare all’offensiva, ma Takao era insolitamente lento nella reazione. Kai però non era preoccupato. Sapeva meglio di chiunque altro che ogni volta che Takao si trovava sull’orlo della sconfitta, reagiva sempre con la massima potenza, e quel caso non faceva eccezione. Kai continuò a spingere: aspettava solo che Takao iniziasse a ricambiare i suoi colpi e, alla fine, la sua pazienza fu ricompensata. Dragoon improvvisamente buttò Dranzer fuori dal suo percorso con una forza che avrebbe sorpreso Kai se non se lo fosse aspettato, quindi Dragoon attaccò. Takao non si arrese, ma Kai era pronto e contrastò ogni colpo mentre le due trottole si scontravano ripetutamente.
 
L’espressione di Takao era feroce, quasi spaventosa, ma era una delle cose che rendeva valido uno scontro con lui, e quando notò che Kai lo scrutava, gli rivolse uno dei sorrisi più accecanti che Kai avesse mai visto. Tutto il suo viso era illuminato di gioia e felicità e Kai sapeva per certo quanto sarebbe stato sbagliato se quella stessa felicità fosse stata strappata via da Takao.
 
Doveva riportare Takao indietro. Doveva vincere a tutti i costi. Poi però accadde qualcosa che fece sciogliere il giorno e la notte e le stelle cadevano sopra di loro, sulla terra, in una pioggia di luce infinita. C’era la sabbia che scricchiolava sotto i piedi di Kai, mentre l’oceano era disteso davanti a lui, le sue scintillanti profondità blu si estendevano a perdita d’occhio.
 
“A quanto pare il tuo desiderio si è realizzato” disse Takao indicando l’ambiente circostante. Era lo stesso di poco prima. C’era lo stesso silenzio ed era confortante piuttosto che soffocante. Takao parlava ma la sua bocca non si muoveva. Kai poteva comunque sentire la sua voce nitidamente in testa e sapeva che se avesse risposto Takao avrebbe ricevuto ugualmente le sue parole. Kai non provò nemmeno a impedire a un sorriso di formarsi sulle sue labbra, fissando le onde che si infrangevano dolcemente davanti a lui. Quello era l’unico posto in cui la sua anima si fosse mai sentita veramente in pace, l’unico posto in cui avesse mai guadagnato e ricevuto una vera comprensione. Se solo avesse potuto rimanere lì con Takao per l’eternità, incontaminato da tutto il resto, solo lui e l’unica persona che Kai aveva a cuore sopra tutte le altre.
 
“Ma non possiamo restare” gli ricordò Takao, come se avesse sentito i pensieri di Kai, “dobbiamo andare prima o poi”
 
“Prima di farlo” disse Kai, “voglio che tu mi dica una cosa. Voglio sapere perché hai scelto di ritirarti dal beyblade”
 
“Non posso nascondermi da te, Kai” disse Takao dolcemente, “non qui. Non ora”
 
“Allora dimmi” lo esortò Kai, “aiutami a capire”
 
Takao si sedette lentamente e Kai lo seguì, avvicinandosi abbastanza da poter sentire il calore irradiarsi dal corpo di Takao ma lasciando una distanza sufficiente in modo da non toccarsi effettivamente.
 
“Probabilmente riderai di me” disse Takao dopo un momento, “probabilmente penserai che sono uno stupido, o che sono debole, ma va bene così. Se sei tu, non mi dispiace ammetterlo”
 
“Ammettere cosa?” chiese Kai.
 
“Che non so se riuscirò ad affrontare un altro torneo dopo l’ultimo che si è tenuto” disse Takao, “ci è voluto un po’ per capire che tu, Rei e Max ve ne siete andati solo perché avevate qualcosa da dimostrare, ma per me era diverso. Era come se tutto il mio mondo fosse andato in pezzi senza di voi. Ho continuato ad avere stupidi incubi, ma non era quella la parte peggiore. Per la prima volta in assoluto, ho davvero avuto paura dei miei migliori amici. Assurdo, eh?”
 
Si fermò per raccogliere una manciata di sabbia, osservando i minuscoli granelli che gli scivolavano tra le dita.
 
“Ero così spaventato” sussurrò, infilando le ginocchia sotto il mento e apparendo improvvisamente molto piccolo e vulnerabile, “ero terrorizzato che mi avresti odiato o dimenticato, o peggio che non mi avresti ritenuto degno. Ho deluso Rei nello scontro con lui e ho totalmente deluso me stesso. Non volevo accettare quello che stava accadendo intorno a me. Ero patetico. Ero infelice. Ho passato la maggior parte delle prime partite a comportarmi come un moccioso viziato. Ero un imbarazzo per me stesso e per tutta la squadra...o almeno per quello che ne era rimasto”
 
“Nessuno può vincere un torneo da solo” disse Kai ragionevolmente, “dovresti saperlo meglio di chiunque altro. Se non vuoi affrontare il beyblade da solo, cosa ti fa pensare che te la caveresti meglio senza quello a cui poterti aggrappare?”
 
“Perché Hitoshi aveva ragione” insistette Takao, “mi affido troppo a voi. Hai visto come sono andato in pezzi senza te e gli altri al mio fianco”
 
“Ho visto anche il modo in cui ti sei rialzato e sei andato avanti” ricordò Kai, “non c’era niente di patetico nella vittoria dei BBA Revolution contro la Neo Borg in finale. Mi hai regalato una delle battaglie più dure e gratificanti della mia vita. Buttare via tutto quel duro lavoro ora sarebbe sciocco”
 
“Quindi cosa stai cercando di dire?” chiese Takao con una punta di amarezza, “che va bene se tu te ne vai quando vuoi ma io non posso? Almeno Rei e Max hanno avuto la decenza di dirmi che se ne sarebbero andati. Tu sei semplicemente sparito, nessun biglietto, nessuna telefonata...niente. Anche quando ho saputo da Hitoshi quello che era successo, è stato così difficile andare avanti senza di te. Forse sono solo un bambinone che frigna, ma cosa c’è di sbagliato nel voler combattere al tuo fianco piuttosto che contro di te?”
 
“Sei stato tu a insegnarmi che dipendere da altri è tutt’altro che debole” disse Kai con fermezza, “non c’è niente di sbagliato nell’affidarsi ad altre persone”
 
“Come si può fare affidamento su una persona che nemmeno c’è?” disse Takao con durezza.
 
“Ti faccio la stessa domanda” disse Kai, “hai mai pensato a come io faccia affidamento su di te per certe cose? Hai mai pensato a come mi sono sentito dopo che te ne sei andato?”
 
“Smettila di essere egoista!” gridò Takao, ora tremante di rabbia a malapena repressa, “tu hai considerato i miei sentimenti quando mi hai abbandonato? Te ne vai sempre, indipendentemente da quello che dico o penso, e fa male!” la sua collera sembrò defluire e si accasciò su se stesso, appoggiando la fronte sulle mani e lasciando che la frangia gli nascondesse il viso, “ha fatto così male...”
 
“E pensi davvero che scappare risolverà i tuoi problemi?” disse Kai addolcendo un po’ la voce, “non ha mai funzionato per me. E poi il Kinomiya che conosco non si arrenderebbe mai così facilmente”
 
“L’ha detto anche Daichi” mormorò Takao, ridendo senza umorismo, “mi ha dato del codardo”
 
“Non sei un codardo” disse Kai severamente, “tutti a volte perdono la rotta”
 
“Quindi cosa dovrei fare?” chiese Takao.
 
“Ricorda come sei riuscito ad arrivare così lontano” disse Kai, “ricorda per cosa hai combattuto per tutto questo tempo”
 
“Per cosa ho combattuto?” ripeté Takao, “come posso...?”
 
“Sarò onesto nel dire che non ti coccolerò” intervenne Kai, “ma non ti deluderò”, si alzò e tese una mano a Takao, così come Takao aveva fatto per lui tante volte in passato. “Vieni con me, Kinomiya”
 
Takao esitò, poi allungò la mano e afferrò quella di Kai, emettendo un lieve suono di sorpresa quando Kai lo tirò in piedi e lo attirò tra le sue braccia. Tutto il suo corpo tremò quando Kai lo abbracciò con tutte le sue forze e non ci fu più bisogno di tirarsi indietro. Si aggrappò a Kai, immergendosi nella sicurezza e protezione che aveva desiderato per così tanto tempo, sentendo solo il suono dei propri singhiozzi e le onde dell’oceano che si scagliavano intorno a loro, strappando via qualunque barriera fosse rimasta tra loro. Poi tornarono, non più abbracciati ma in piedi l’uno di fronte all’altro, respirando affannosamente e asperando che la polvere sparisse.
 
Entrambi i bey stavano ancora girando, ma guardandoli da vicino stavano gradualmente iniziando a perdere velocità fino a quando si fermarono nello stesso momento.
 
“Non ci credo” disse Takao ridendo, “abbiamo finito in pareggio”
 
“Non abbiamo finito niente” dichiarò Kai, chinandosi per recuperare Dranzer, “abbiamo appena iniziato”
 
“Hai ragione” concordò Takao, sollevando Dragoon con un sorriso, “abbiamo entrambi ancora molta strada da fare, eh?”
 
“Non da soli, però” disse Kai solennemente.
 
“Sì” rispose Takao affettuosamente, “credo che tu abbia ragione”.

 

     


                     





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