FanFiction Bey Blade | Impossibile di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Impossibile

         

 

  

  

  

  

Impossibile   (Letta 228 volte)

di MarySaeba92 

12 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaBey Blade

Genere:

Romantico - Introspettivo

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Kai Hiwatari - Takao Kinomiya - Altri

Coppie:

Kai Hiwatari/Takao Kinomiya (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 8. Dovere 

 


  

Stavano litigando.
Per quanto incredibile potesse sembrare, non si poteva negare che le grida provenienti dall’interno della cucina non fossero di gioia né felicità. Per la prima volta da quelle che dovevano essere ere, nella famiglia Kinomiya non c’era l’atmosfera di allegria che di solito emanava. Quel giorno era stranamente calmo e le due voci urlanti si sentivano nel relativo silenzio del dojo.
Beh, era Takao quello che urlava: Naomi era silenziosa come sempre. Il giorno prima, non appena Takao e Kai erano rientrati in casa, un paio di ore dopo il tramonto, Takao si era ricordato che avrebbe dovuto prendere Naomi.
Quindi era corso con la macchina dalla sarta mentre tutti stavano sistemando gli acquisti della giornata e tornavano, con un po’ di imbarazzo, nelle loro case. Quando Takao era arrivato al negozio aveva scoperto che la sua fidanzata se n’era andata e aveva capito che aveva preso l’autobus diretto a casa. Rientrato al dojo, Takao aveva subito telefonato a Naomi e aveva cercato di scusarsi per un centinaio di volte. E Naomi aveva accettato le sue scuse per altrettante cento volte.
Eppure la questione non si era ancora esaurita.
Quello era il motivo per cui Max, Rei e Kai si trovavano nel dojo, incapaci di continuare il lavoro di sgombero delle vecchie cianfrusaglie, e ascoltavano la discussione che si svolgeva nella cucina di casa Kinomiya.
 
“Takao, va tutto bene”
“Non va bene, lo so!” l’accesa risposta echeggiò per tutta la casa.
“Invece sì” insistette lei.
“Naomi, se sei arrabbiata con me, allora dimmelo! Urla, colpiscimi, prendimi a calci, fai qualcosa! Non comportarti come se ti stesse bene tutto!”
“Avevi una buona ragione”
“No, non è vero! Ho perso la cognizione del tempo con Kai, mi sono dimenticato e mi dispiace, lo sai, ma devi dirmi che sei arrabbiata, perché so che lo sei! Hai il diritto di esserlo”
“Non sono arrabbiata, Takao. Non vedi Kai né gli altri da molto tempo...lo capisco”
“Non è questo il punto!”
E la discussione ricominciò da lì.
 
Rei sospirò e sbatté la testa contro il muro del dojo. “A quanto pare andrà avanti ancora per un po’. Takao sta davvero venendo strapazzato”
“Mi sembra che Takao stia facendo un ottimo lavoro nello strapazzarsi da solo” intervenne Max.
“Questo è certo” acconsentì Rei, mettendosi le mani dietro la testa. “Sapevo che avrebbero litigato un po’...ma niente di così esagerato!”
“Takao non prende mai niente alla leggera...il tradimento è in cima alla lista, che sia da parte di qualcun altro o da se stesso” disse Kai, gli occhi adombrati dalla folta frangia. Kai era seduto su una grande scatola robusta, le gambe e le braccia incrociate, appoggiato al tenero legno del muro.
Max e Rei fissarono lui e poi si guardarono l’un l’altro.
Non avevano ancora saputo l’intera storia di dove Takao e Kai fossero stati tutto il giorno precedente. Ognuno era stato di fretta quando i due erano rientrati, quindi non c’era stata la possibilità di interrogarli a riguardo, né sul perché non avessero comprato nulla.
All’improvviso si udì lo sbattere delle ante degli armadietti e i tre tacquero. Risuonarono altri rumori e i BBA ascoltarono Takao che metteva i piatti avanzati dalla colazione nel lavandino.
 
Kai chiuse gli occhi e sospirò leggermente. Ogni volta che aveva sentito nominare il suo nome, Kai aveva provato una fitta di senso di colpa. Sapeva che, tecnicamente, non era stata colpa sua: non era stato lui a dimenticare la ragazza. Non aveva fatto niente di male con Takao il giorno prima, ma...pur sapendo quei fatti, sembrava che non riuscisse a scrollarsi di dosso la sensazione che la sua presenza lì stesse influenzando la coppia in modo negativo.
E c’era un altro fatto che aveva trascurato.
Non voleva che fossero una coppia.
Voleva che Takao fosse suo.
Ed era quello il problema.
 
^ ^ ^ ^
 
È sbagliato. Perché doveva succedere?
È una domanda che mi tormenta: non riesco mai a trovare una risposta che mi vada bene di sentire.
È lì, nella parte posteriore della mia mente, da qualche giorno in realtà...se non avessi saputo del loro fidanzamento e che l’avrei perso, avrei continuato i miei giorni ad amarlo, ma senza mai agire?
Pensarci è spaventoso.
Alcuni dicono che l’amore è cieco.
Forse è vero.
Forse a causa del mio amore per te, non riesco a vedere la persona reale.
Questo è ciò che dice la gente, ma penso che tu, gli altri ed io sappiamo quanto mi fido delle opinioni delle persone. L’unica persona di cui mi sia mai fidato completamente sei tu. Eppure questo non lo sai.
 
Non sai quasi niente di quello che mi è successo in questi anni in cui siamo stati separati, e io non so quasi niente di quello che è successo a te.
Vedo differenze e somiglianze nel Takao Kinomiya che esisteva nel mio passato, il ragazzo che ha vinto i campionati del mondo, e il Takao Kinomiya in questo presente, quello che ora sta faticando per parlare con la sua fidanzata.
Anche con i cambiamenti che gli anni possono portare, entrambi questi ‘te’ sono essenzialmente gli stessi.
Ricorderò sempre la versione passata di te come la mia prima cotta. Il mio primo amore. come un profumo persistente, la tua presenza deve avermi segnato con qualche marchio invisibile di proprietà...altrimenti perché il tuo nome veniva sempre collegato al mio nelle voci che giravano nella mia scuola privata?
In genere non si trattava di nulla di sbalorditivo. Perlopiù, i pettegolezzi contenevano indizi sul motivo per cui avevo smesso con il beyblade dopo il campionato del mondo. Alcuni dicevano che l’avevo fatto perché non avevo più talento. Altri dicevano che era perché pensavo che nessuno fosse abbastanza bravo da sfidarmi. E una voce diceva che pensavo che l’unico abbastanza degno di battersi contro di me...eri tu.
Tutte le voci avevano una parte di verità.
 
^ ^ ^ ^
 
La porta scorrevole di legno si aprì e Takao entrò, chiudendola silenziosamente dietro di sé.
“Ehi ragazzi” disse Takao con un breve sauto, rimboccandosi le maniche.
Rei e Max si alzarono, così come Kai.
Max parlò per primo. “Ehi, Takao, stai-”
“Ci sono un sacco di cose da fare oggi!” lo interruppe Takao, ancora concentrato su una manica. “Sbrighiamoci, ok?”, alzò la testa e guardò la sua vecchia squadra, con un mezzo ghigno stampato in faccia. “Questa sera volevo portarvi tutti in spiaggia”
“In spiaggia?” le sopracciglia di Max si incurvarono per la preoccupazione.
“Penso che sia un’ottima idea, Takao” affermò Rei.
Takao sorrise. “Grazie Rei”, sollevò una mano e si sistemò il berretto, “telefono alla discarica per assicurarmi che mandino un camion a raccogliere questa roba. Poi possiamo uscire tutti”, il giovane mostrò il pollice in alto e si diresse verso il soggiorno dove c’era il telefono.
Non appena se ne fu andato, Max sospirò. “Penso che stia cercando di allontanarsi da Naomi per questa giornata” assunse.
“Non lo biasimo” rispose Rei, “ha appena litigato a lungo con lei, ha bisogno di un po’ di tempo per sbollire”
“Immagino di sì” disse Max, ancora un po’ insicuro, “però non ho mai visto Takao comportarsi così”
“Kai...dove eravate ieri, poi?” Rei interrogò il silenzioso ragazzo, con un’espressione preoccupata.
“Ha importanza?” mormorò Kai, alzandosi e superandoli, dirigendosi nel cortile di casa Kinomiya.
 
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“Il furgone sta arrivando? Ok, sì, sono quasi tutti pronti per essere caricati...dieci minuti? Capito” Takao teneva il telefono all’orecchio mentre parlava con gli incaricati della discarica.
Con la coda dell’occhio vide Naomi passare con in mano alcuni prodotti di pulizia ed entrare in cucina. La voce dall’altra parte della cornetta ricominciò e l’attenzione di Takao fu nuovamente colta.
“Mi scusi, non ho capito...ok...sì”
La porta della cucina si chiuse silenziosamente.
 
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Erano passati forse 6 anni da quando si erano incontrati. Lei aveva preso lezioni di kendo da suo nonno e lui, presente, le aveva dato qualche consiglio quando l’anziano le voltava le spalle. Più tardi, dopo la lezione, aveva parlato con lei, continuando così per le altre lezioni – lui che le parlava, e lei che gradualmente parlava con lui.
Erano diventati amici.
Un giorno l’aveva accompagnata a casa da scuola e un’altra volta lei aveva incontrato Kyoju. Da lì lei aveva appreso della sua passione per il beyblade e ciò lo aveva portato a cercare di insegnarglielo. Non era andata molto bene, ma era stata comunque divertente.
Lui le piaceva.
 
Mesi dopo, in seguito a un’altra lezione di autodifesa, lui le aveva mostrato la sua stanza e lei aveva visto un quadretto incorniciato sulla scrivania che mostrava cinque ragazzi. Uno di essi era lui.
Gli aveva chiesto del gruppo e lui le aveva raccontato le storie più incredibili. Quando sua madre era andata a prenderla, il nonno aveva detto che potevano restare entrambe a cena. Takao era sceso di corsa e lei aveva riposto con cura la fotografia sulla scrivania.
E lei se n’era accorta.
 
C’erano segni di labbra sulla cornice di vetro, sul viso del più alto dei compagni di squadra, orme che testimoniavano che Takao aveva baciato quella foto.
Sembrava che quei segni fossero stati spazzati via, ma poi ce n’erano degli altri, premuti lì un altro centinaio di volte...
Anche lei lo aveva fatto, sulle foto di bellissime star del cinema e su alcune foto di classe degli anni precedenti, relativamente alle sue cotte di quei tempi.
Lo aveva fatto anche su una foto di Takao.
 
Quella sera, a cena, sua madre e suo nonno avevano parlato di un matrimonio combinato...sul fatto che sarebbe stato una buona cosa...perché lei aveva bisogno di qualcuno che se ne prendesse cura e lui doveva sistemarsi prima o poi, quando sarebbe cresciuto troppo per partecipare alle competizioni di beyblade.
Lui aveva protestato. Erano giovani, non provavano certi sentimenti l’uno per l’altra, lui l’aveva guardata, dicendo, ‘Giusto?’
Lei non sapeva cosa provava.
Lui non voleva sposarsi.
Forse suo nonno lo sapeva, forse suo nonno aveva visto i segni delle labbra, ripulendo la cornice.
Lei non sapeva cosa voleva.
Ma non si trattava più di desiderio. Era un dovere, un obbligo. E Takao era un ragazzo attento al dovere.
Quando era tornata a casa, era corsa nella sua stanza, trovando la foto di lui e asciugando in fretta i segni delle labbra.
Non avevano mai parlato di quella sera.
 
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“Kai, posso parlarti un momento?” chiese Rei al giovane in piedi vicino allo stagno del dojo, mentre guardava alcune foglie cadere da un albero in fiore. Aveva detto a Max che avrebbe parlato con il loro ex compagno di squadra, lasciando l’americano ad aspettare il furgone, avvicinandosi alla sagoma ritirata di Kai. A poca distanza, Rei si chiese quale fosse il modo migliore per sollevare il problema di cui voleva parlare.
“Kai-”
“Fammi una favore e arriva al punto, Rei” disse Kai, interrompendo il giovane cinese.
“Oh...va bene allora” disse Rei, leggermente innervosito dall’umore di Kai. Era un grande cambiamento rispetto al suo atteggiamento affabile degli ultimi due giorni e Rei si ricordò improvvisamente di come si comportava Kai molto tempo prima. Beh, se Kai voleva porsi così, allora lui non avrebbe edulcorato nulla.
 
“Stavo parlando con Max di te e Takao di recente. Provi dei sentimenti per Takao. Sentimenti forti” Rei fece una pausa prima di continuare, “Kai, devi pensare di andare avanti”
Kai si accigliò profondamente ma non disse nulla.
“Si sta sposando” disse Rei, esasperato dalla mancanza di risposta.
Kai si voltò e guardò il piccolo stagno decorativo, osservando il suo riflesso nell’acqua. “Questo non cambia nulla. Anche se si sposa, non è cambiato nulla”
Le sopracciglia di Rei si alzarono. “Cosa significa che non è cambiato nulla? Tutto cambierà! Non capisci, Kai? Si sta per sposare, Kai – e non si tratta solo di lui, ma di Naomi e la sua famiglia, e anche la famiglia di Takao. Si tratta di tutti noi, siamo tutti parte di questo matrimonio, siamo qui per aiutarlo e farlo funzioonare! Che ci fai qui se non lo vuoi?” Rei incrociò le braccia e i suoi occhi fissarono la schiena di Kai. “Hai ancora un paio di settimane per...fare qualsiasi cosa tu sia venuto qui a fare. Allora dimmi, Kai, per cosa sei venuto qui?”
 
Le labbra di Kai si strinsero in una linea sottile così come i suoi occhi, fissando ancora l’acqua limpida dello stagno. “Sono venuto qui...per vederlo...e per dirglielo...prima che sia finita”
La bocca di Rei si aprì per lo shock. Davvero era quello che Kai aveva pianificato di fare?
“Pensaci, Kai” lo implorò. “Quando pensi di dirglielo? Subito prima che dicano ‘Sì, lo voglio’? o forse dopo per incasinare completamente i sentimenti di Takao, rifilandogli i tuoi a cui pensare?!” Rei si passò una mano tra i capelli, frustrato. “Non puoi dirglielo”
Le spalle di Kai si irrigidirono visibilmente, le parole di Rei lo tagliarono profondamente. Raddrizzò la schiena, poi iniziò rapidamente ad uscire dal cortile. Momentaneamente stordito, gli occhi di Rei si spalancarono prima di richiamarlo. “No, non andartene! È quello che fai sempre”
Kai si fermò, ma Rei poté vedere che le sue mani erano serrate in pugni.
-Forse ho affrontato la questione nel modo sbagliato...- pensò Rei. Sospirò e scosse la testa, cercando un approccio diverso. Guardò Kai. “Avresti potuto dirglielo molto tempo fa” affermò.
La testa di Kai si chinò. “Lo so” fu la risposta.
“Non hai molto tempo, sai. Il matrimonio non è così lontano” disse Rei con cautela.
“Sì”
“Allora...cosa intendi fare?” chiese Rei incerto.
Kai continuò a fissare il piccolo pozzo, la sua replica arrivò priva di sentimento. “Niente”
 
“Ehi! Rei, Kai!” una voce forte li chiamò e Rei si voltò, vedendo il promesso sposo correre e salutare.
“Ehi Takao”
“Eccovi qui!” esclamò Takao raggiungendoli e mettendo una mano sulla spalla del giovane cinese. “Il furgone è qui, dall’altro lato. Max sta mettendo via un po’ di roba, ci serve aiuto!” sorrise, ma la sua espressione cambiò quando vide Kai in piedi immobile vicino allo stagno. Rei notò l’improvvisa trasformazione nell’atteggiamento di Takao.
“Certo, Takao. Vado subito ad aiutare Max. Ti dispiace se prendo qualche bottiglia d’acqua dalla cucina?”
“Fa’ pure” rispose Takao, senza sentire realmente la domanda. Stava guardando Kai.
Rei sospirò interiormente, dirigendosi verso la casa. Come avrebbe risolto quel problema?
 
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Takao si accorse a malapena del congedo di Rei, i suoi occhi solo sulla figura immobile di Kai. Se ne stava lì, rigido, di spalle rispetto a Takao, guardando l’acqua dello stagno, e aveva l’aria di voler rimanere da solo. Ma Takao non se ne andò perché non era mai stato tipo da lasciare Kai da solo, soprattutto perché probabilmente era lui ad aver causato il suo cattivo umore. La giornata precedente era stata così bella, mentre questa era iniziata male.
 
“Ehi, testimone...” Takao sorrise gentilmente e gli si avvicinò. Con cautela posò la mano sulla spalla rigida di Kai e fu leggermente shockato nel sentirlo sussultare lievemente al suo tocco.
Kai si voltò e guardò Takao, la sua espressione illeggibile per Takao, per la prima volta dopo molti anni.
“Ascolta...” iniziò Takao, lasciando scivolare la mano dalla sua spalla. “Il litigio tra me e Naomi non è stato colpa tua, Kai” disse, poi divagò nel tentativo di spiegare. “Voglio dire...il matrimonio è ancora in programma, nel caso fossi preoccupato per questo...”
 
Quindi è così, pensò Kai, ignorando la sensazione di costrizione nel suo cuore, il matrimonio è ancora in programma, e lui non è mio perché ho ritardato troppo nel fare qualcosa per questi sentimenti. Avrei potuto dirglielo prima, ma non l’ho fatto. Non so se l’avrei mai fatto...e ora so...che non ptorò mai.
 
Più tempo passava da solo con Takao, più a lungo il suo cuore si spezzava. Questo struggimento che continuo a provare...deve finire. Kai sospirò e decise di trovare una scappatoia.
“Takao, il furgone è qui...”
“Possono occuparsene gli altri” rispose Takao disinvolto, poi si sedette su una pietra vicino allo stagno. Si alzò e prese la mano di Kai, invitandolo a sedersi a sua volta. Il tocco inviò un piacevole ronzio lungo il corpo di Kai e non poté fare a meno di obbedire. Solo un altro po’ di tempo non avrebbe fatto male...
“E poi è una bella giornata per stare un po’ qui” disse Takao, i suoi profondi occhi blu guardarono dritto in quelli di Kai e sorrise come un bambino, risultando bellissimo.
 
Kai deglutì dolorosamente, sapendo che avrebbe dovuto smettere di notare cose del genere. Adesso era suo obbligo accettare che Takao si sarebbe sposato e che non sarebbe mai stato suo ma...non riusciva a fermare il pensiero.
Come smetterò mai di volerlo?
 
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Strofinò più forte il vetro e le immagini sfocate del bellissimo cortile, con le sue viti, i fiori e i piccoli alberi che il nonno aveva piantato, emergevano lentamente.
“Avevi ragione, Takao. Sono arrabbiata con te...” ammise Naomi con calma. “Ma non per il motivo che pensi”. Lo straccio fu immerso nel secchio e strizzato in modo che la maggior parte dell’acqua e del sapone defluissero nello stesso. Si sistemò il gioiello al dito. L’anello che le aveva comprato non andava bene. Era leggermente troppo grande e le scivolava sempre sull’anulare, quindi doveva indossarlo sul medio. Naomi premette di nuovo lo straccio umido contro la finestra.
“Stavi pensando alla mano di qualcun altro quando hai preso questo...” disse pensierosa.
“Takao...” la sua presa sul davanzale si strinse e chiuse gli occhi. “L’hai dato alla persona sbagliata”, poi si allentò, perché era troppo stanca per trattenere la rabbia a lungo. Scosse la testa e aprì lentamente gli occhi, fissando nuovamente il panorama esterno dalla finestra.
“Dici a me che non parlo di quello che sento...ma non ti accorgi nemmeno quando sei tu a farlo”
Naomi immerse nuovamente lo straccio nel secchio e ripeté la pulizia con più rapidità. “Entrambi abbiamo taciuto su alcune cose...e ora guardaci...” disse Naomi. “Siamo intrappolati”
 
Finito di lavare, Naomi diede un’ultima passata al vetro, e dalla finestra poteva vedere chiaramente Takao seduto davanti allo stagno, molto vicino a Kai. Ripose lo straccio nel secchio e si voltò, dirigendosi verso la lavanderia per mettere via i prodotti di pulizia.
 
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La porta si aprì lentamente e il giovane dai lunghi capelli entrò in cucina, gli occhi fissi sul corridoio che Naomi aveva appena percorso. Si diresse verso la finestra appena lavata sopra il lavandino; guardando fuori come aveva fatto la ragazza solo pochi minuti prima, li vide, vicino allo stagno – Takao e Kai.
Rei aveva sentito tutto.

     


                     





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