FanFiction Bey Blade | Impossibile di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Impossibile

         

 

  

  

  

  

Impossibile   (Letta 102 volte)

di MarySaeba92 

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Sezione:

Anime e MangaBey Blade

Genere:

Romantico - Introspettivo

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Kai Hiwatari - Takao Kinomiya - Altri

Coppie:

Kai Hiwatari/Takao Kinomiya (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 7. Importanza 

 


  

Mi sveglio quando la luce del sole filtra attraverso le tende dell’hotel fino al mio viso. Allungandomi per spegnere la sveglia prima che suoni, rimango a letto un po’ più a lungo del necessario. La stanza intorno a me è caldamente illuminata e le lenzuola risultano più comode di quelle di casa mia. Forse è tutta quest’aria di mare che entra dalla finestra leggermente aperta e il sole che sorge a far sembrare tutto così...rilassato, ma nonostante tutti questi elementi piacevoli, so che si tratta solo di convenzionali spiegazioni circa il mio conforto. Conosco il vero motivo. È lo stesso per ogni sentimento che provo.
 
L’orologio sul comodino segna l’ora e mi metto a sedere lentamente, appoggiandomi contro la testiera. È in momenti come questi che i ricordi di te mi tornano sempre alla mente, Takao. Quando mi alzo al mattino o quando mi preparo per la notte, sembri sempre la prima cosa a cui penso e l’ultima prima di andare a dormire.
Chiudo gli occhi e uno dei miei ricordi preferiti mi appare come un film su uno schermo, riprodotto così tante volte e da così tanto tempo che riesco ad avere in mente ogni singolo dettaglio.
Proprio in questa città, la tua città natale, molti anni fa.
 
Ti girasti e mi guardasti, il tuo viso era l’immagine della confusione, ma eri così bello...ero sbalordito. Quegli occhi scuri erano spalancati e una singola ciocca di capelli ti ricadeva sul viso. Avevi idea di quanto fossi perfetto? Forse sì...ma forse, guardandoti allo specchio, tutto quello che vedevi era un normale ragazzo dalla pelle abbronzata e un viso leggermente tondo...le riviste probabilmente non ti avrebbero definito irresistibile...il tuo è un tipo particolare di fascino, dopotutto...ma per me lo eri. Eri perfetto in ogni senso che contava e spesso ne ero invidioso, essendone in soggezione al tempo stesso.
 
Alzasti un sopracciglio di fronte al mio silenzio. E in qualche modo, in quel singolo momento, dimenticai come respirare.
E avrei smesso di respirare se me lo avessi chiesto.
Poi il momento finì, perché ti girasti e riprendesti a parlare con gli altri, lasciandomi più disorientato di quanto non lo fossi quando mi avevi guardato la prima volta.
 
Forse...c’è un mondo, là fuori, in cui entrambi sentiamo la stessa cosa l’uno per l’altro. Uno in cui non sono da solo con i miei sentimenti...uno in cui non ti stai sposando con una ragazza che non ti ha mai fatto del male come ho fatto io.
Perché le cose accadono in una determinata maniera?
Forse è il destino che ci ha uniti e ha intrecciato questo amore dentro di me, tenendomi legate a te. Forse è destino che questa storia non finisca come vorrei, con te legato a un’altra persona. Pensavo di volere...pensavo di non volere questo amore. Ma ci sono certe persone a cui ci si arrende...certe persone a cui non si può fare a meno di sorridere un po’ diversamente di chiunque altro. Sono contento che quella persona, per me, sia tu.
 
Sollevo lentamente le coperte e mi alzo dal letto, dirigendomi verso il bagno. È divertente come ‘amore’ siano solo cinque lettere legate insieme da un filo invisibile che formano una parola, qualcosa che viene usato dentro e fuori, in un discorso o in un testo...ma una singola parola non può trasmettere una sola frazione di quello che corrisponde a quel sentimento. È per questo che ci sono così tante canzoni, poesie o racconti scritti sull’amore?
Deve essere così, ma penso che di tante questioni legate all’amore, niente potrebbe mai catturare e raccontare il sentimento tanto meraviglioso e potente com’è quello che provo per te.
Lo proverò sempre per te.
 
^ ^ ^ ^
 
Ore dopo, al dojo della famiglia Kinomiya, i BBA si erano radunati nella piccola disordinata soffitta, esaminando le forniture per le riparazioni già presenti. Così com’era la situazione, il materiale era piuttosto scarso: un barattolo di vernice mezzo vuoto e alcune assi del pavimento rotte erano tutto ciò che erano riusciti a trovare. Takao aveva deciso che sgomberare il dojo avrebbe potuto aspettare un po’ perché sapeva che tutti dovevano essere doloranti a causa del duro lavoro precedente – Kyoju aveva detto che Takao aveva probabilmente deciso di fare altro perché si era lamentato di non riuscire a muoversi quando si era svegliato.
 
Takao era sceso al piano di sotto alla ricerca di qualcosa, Rei e Max erano seduti su alcune vecchie sedie di legno, Kyoju era a gambe incrociate sul pavimento e Kai, come al solito, era appoggiato al muro.
“Sarà in stile tradizionale giapponese?” chiese Rei incuriosito.
“Sarà un matrimonio in stile americano” disse Kyoju.
“Perché?”
“È più economico!” rispose Takao dal fondo delle scale. Si udirono i colpi delle scarpe da ginnastica di Takao contro le robuste scale di legno, poi il futuro marito apparve sulla soglia della soffitta.
“Se punti a spendere poco potrai sempre indossare pantaloncini, t-shirt e quel berretto da baseball al posto di uno smoking” scherzò Max.
“No, no, aspetta, dimentichi qualcosa” si unì Rei, “dovrebbe indossare calze alte fino al ginocchio e portare anche il suo Dragoon fino all’altare, per buon auspicio naturalmente”
Takao sussultò, fintamente indignato. “Ehi! Non c’è niente di male nelle calze fino al ginocchio!”
“Sì...” disse Kai da dov’era posizionato, “per questo eri l’unico che le indossava”
 
Takao si rivolse a lui, “Silenzio, tu” disse, poi si voltò di nuovo verso Rei e Max. “E...cosa c’è di male a portare Dragoon con me?”
“Non dirmi che intendevi farlo davvero! Stavo scherzando!” gli occhi di Max si spalancarono, increduli.
“Takao!” Kyoju si diede uno schiaffo sulla fronte.
“Uhm” Rei si agitò e si grattò la testa, “beh, in realtà, non credo ci sia niente di sbagliato a proposito”
“Ottimo!” Takao alzò le mani e si sistemò il berretto rosso, “e per vostra informazione, indosserò uno smoking” gemette, “non che ne abbia voglia”
“Questa è una cosa che devo proprio vedere” ridacchiò Rei, “hai 23 anni e ti vesti ancora come un bambino”
“Ah, andiamo” Takao alzò gli occhi al cielo. Ma era vero. Il giovane indossava jeans grigio scuro e una semplice t-shirt bianca, e il suo berretto da baseball. Rispetto al gilet e alla camicia professionali di Kyoju, la camicia e i pantaloni di Max, la camicia cinese ben stirata di Rei e il blazer nero di kai, Takao indossava ancora abiti più adatti all’adolescente che era stato dieci anni prima.
“Riuscirai mai a crescere?” sorrise Rei.
“Probabilmente no” rispose Takao, tirando fuori la lingua e incrociando gli occhi in un’espressione buffa.
Max e Rei scoppiarono a ridere e Takao sorrise mentre Kyoju scuoteva la testa.
 
“Perlomeno il tuo stile è migliorato” dichiarò Kai. Bugiardo, pensò tra sé, ti piacevano i calzini...ti eccitavano.
Non che Takao non fosse attraente per lui ora. In realtà, Kai trovava Takao bellissimo qualsiasi cosa indossasse. Personalmente gli piaceva il fatto che Takao fosse sempre lo stesso. Gli dimostrava che il tempo non poteva smussare la sua personalità. Takao era Takao. Immutabile, imbattibile, impossibile...
 
“TAKAO!” la voce rauca di nonno Kinomiya ruggì su per le scale e i BBA sobbalzarono sorpresi.
Takao gemette. “SI???” gridò di rimando.
Rei si tappò le orecchie. “Mi ero dimenticato che mi sarei dovuto riabituare al volume di Takao...” disse a Kyoju.
“Io non mi ci sono ancora abituato” replicò l’altro.
La risposta del nonno fu altrettanto forte. “TAKAO, LA TUA SIGNORA È VENUTA A TROVARCI!”
“Naomi?” chiese Takao vivacemente.
 
Passi silenziosi si avviarono alla cima delle scale e Naomi, sorridendo, apparve proprio come aveva fatto Takao sulla soglia, i corti capelli neri a incorniciarle il viso.
“Ciao a tutti!” salutò i ragazzi, voltandosi poi verso il suo fidanzato. Takao sorrise e si appoggiò allo stipite.
“Ehi, pensavo andassi dalla sarta?” le chiese.
Lei annuì. “Sì, sono passata solo per dirti che avrei bisogno che mi venissi a prendere al negozio intorno alle 18.30, per favore. Mia madre ha bisogno della macchina e l’autobus non passa prima di altre due ore dopo” spiegò Naomi.
“Nessun problema, dobbiamo comunque uscire a prendere dei rifornimenti. Quando avremo finito, verrò a prenderti”
 Takao le sorrise e Naomi mise le braccia intorno alle sue spalle, quasi stringendolo.
 
Dall’altro lato della stanza, quel breve contatto non fu di conforto per Kai. Un picco di gelosia lo squarciò.
Togligli le mani di dosso..., pensò irritato, e nonostante il bisogno di tenere la rabbia sotto controllo, lanciò un’occhiataccia alla ragazza.
Naomi guardò altrove rispetto a Takao, visibilmente tesa. Kai lasciò che il suo viso diventasse di nuovo neutrale, chiedendosi se avesse colto il suo sguardo penetrante.
Le mani di Naomi si allontanarono velocemente dalle spalle di Takao e fece un passo indietro, sistemando la borsa a tracolla, a disagio. Guardò l’orologio al polso.
“Uh, beh...il mio autobus diretto in città arriverà presto. Ci vediamo più tardi?” chiese.
“Sì, certamente” annuì Takao con entusiasmo e Naomi sorrise, inchinandosi leggermente prima di scendere di nuovo le scale.
Takao si staccò dallo stipite e si voltò verso gli altri quattro. Osservò per un momento la contenuta pila di materiale.
“Ok, BBA!” Takao sorrise e strinse il pugno, “è ora di fare shopping!”
“Shopping?” chiese Max.
Kyoju si agitò. “Non contare su di me”
“Come desideri” disse Takao bonariamente.
 
“Non recupereremo mai tutte le cose che ci servono se non ci dividiamo” disse Rei analizzando quanto occorreva per le riparazioni.
Takao guardò Kai. “Bene, allora ci divideremo. Rei, tu e Max comprerete metà della roba, e io e Kai ci occuperemo dell’altra metà”
Kai sussultò leggermente e guardò Takao, i loro occhi si incontrarono brevemente prima che Max, Rei e Kyoju si alzassero in piedi, interrompendo il loro contatto.
Max alzò il pollice. “Ricevuto!”
“Fantastico! Scriverò la lista delle cose da comprare” Takao alzò il pugno in aria e saltò giù per le scale.
Rei scosse la testa, sconcertato. “Da dove prende ancora tutta quell’energia?”
Kyoju sorrise di sbieco. “Beh, temo che rimarrà un mistero in risolto”, poi scese le scale a sua volta, “anch’io devo prendere l’autobus!”
Max e Rei lo seguirono. “Io e Max possiamo accompagnarti alla fermata” disse il ragazzo cinese.
“Perché no!” acconsentì Max, poi si voltò e indicò la figura silenziosa ancora appoggiata al muro. “Scendi anche tu, Kai?”
Kai si diresse lentamente verso le scale e seguì Max e gli altri di sotto. Max lo guardò e sorrise leggermente, sussurrando in modo che gli altri non lo sentissero: “Sembra che tu abbia un appuntamento con Takao oggi, eh?”
“Silenzio” Kai alzò gli occhi al cielo, ma non poté evitare la sensazione di euforia alle sue parole. Un appuntamento...?, pensò. Beh...forse...
 
^ ^ ^ ^
 
Rei, Max e Kyoju si erano avviati in una direzione diversa da quella di Takao e Kai per via della posizione della fermata dell’autobus, ma non era un problema dato che i BBA erano destinati a rivedersi mentre si procuravano le forniture per le riparazioni.
Rei aveva notato alcune differenze in Kai che erano...sorprendenti, per non dire altro. Kai non aveva protestato contro la separazione del gruppo per andare a fare shopping con Takao...e il solo fatto che stesse andando a fare shopping era di per sé miracoloso. Rei non avrebbe mai pensato che Kai si sarebbe offerto volontario in quel modo, nemmeno per il beyblade, e lì si parlava di un matrimonio.
Kai era stato persino quasi amabile con loro quella mattina: beh, fino a quando non si era presentata Naomi.
E a proposito di Naomi...
 
Rei guardò il mago del computer che aveva appena detto qualcosa a Max sulla fidanzata di Takao.
“Kyoju...riguardo a Naomi...non stava bene oggi?” chiese.
Kyoju scosse il capo. “No, è sempre così”
“Davvero?” le sopracciglia di Rei si alzarono. “Non capisco, ieri sembrava così triste e oggi se n’è andata un po’ in fretta, è strano, vero? Insomma, non dovrebbe essere felice? Si sposerà tra poche settimane!” esclamò.
Le sopracciglia di Kyoju si corrugarono, pensierosamente, poi rispose.
“Credo che Naomi non avesse molti amici. Era molto tranquilla, sai, in realtà è stato Takao ad aiutarla ad aprirsi”
“Ah! Ehi, Kyoju! Ecco il bus!” Max indicò il mezzo pubblico che arrivava lungo la strada. L’autobus si fermò e la porta meccanica si aprì con un similo.
Kyoju tirò fuori la tessera dell’autobus e fece loro un cenno con la mano.
“Ci vediamo dopo ragazzi!”
“Ciao!” salutò Rei.
“Sì, a dopo!” intervenne Max, e i due videro l’autobus partire, diretto all’università in cui Kyoju lavorava.
 
Rei si accigliò leggermente mentre le parole di Rei riecheggiavano in lui. Guardò Max. “Naomi assomiglia molto a qualcuno che conosciamo...”
Max lo guardò con un piccolo sorriso. “Sì, strano eh?”
“Sembra più una coincidenza” rispose Rei, le sopracciglia alzate.
“Pensavo che non credessi in quelle” commentò Max riflettendo.
“Vedere porta a credere, immagino” disse Rei, incrociando le braccia.
Max annuì consapevolmente. “Quindi ora riesci a vederlo, eh?”
Anche se Max non l’aveva detto ad alta voce, Rei sapeva di cosa stava parlando. Max gli aveva parlato molto tempo prima di quali fossero i suoi pensieri a proposito dei sentimenti di Kai riguardo a Takao. Rei era rimasto completamente sbalordito, non avendo notato niente del genere. Ma poi aveva cominciato a pensarci e più ci pensava, più capiva che forse Max aveva ragione. Kai era innamorato di Takao. E forse era possibile che anche Takao fosse stato attratto da Kai, un tempo.
 
Era un problema. Non solo portava alla luce sentimenti pericolosi, ma qualcuno era destinato a farsi male, insomma...se Kai avesse deciso di fare qualcosa...
“Cosa pensi che farà Kai?” chiese Rei, preoccupato.
“Non lo so. Kai è imprevedibile quasi quanto Takao a volte, sai?”
“Sì” Rei scosse la testa. Kai doveva trovarsi in un bel dilemma. Cercando di allontanare la preoccupazione che provava per la situazione, Rei cambiò argomento. “Bene...quindi ora, shopping”
“Quanta roba dobbiamo prendere?” chiese Max.
Rei tirò fuori la lista piegata e la esaminò. I suoi occhi si spalancarono e gemette. “Oh, no! Abbiamo un sacco di cose da comprare”
“Vernice, assi del pavimento, chiodi...” Max lesse gli articoli, “ehi, avrei giurato che questa lista fosse più corta prima” si accigliò pensieroso.
“A quanto pare ci aspetta una lunga giornata nel quartiere dell shopping!” annunciò Rei, sospirando e rimettendo la lista in tasca.
“Forse dovremmo prima capire dove possiamo trovare un negozio di ferramenta...” suggerì Max.
“Vuoi dire che non sai dove si trova?!”
“Ehi, sono stato in America!”
“E io in Cina!”
“Non preoccuparti” disse Max allegramente, “sono sicuro che ce la caveremo facilmente”
 
Max e Rei svoltarono l’angolo verso una strada trafficata e subito rimasero senza fiato. C’erano centinaia di piccoli negozi e locali tutti ammassati in fondo e sembrava che continuasse allo stesso modo fino alla strada successiva e a quella dopo ancora. Molte persone camminavano avanti e indietro, fermandosi dai diversi venditori.
Rei e Max si guardarono.
“Una...lunghissima giornata di shopping...” disse Max.
“Facilmente...” fece eco Rei.
 
^ ^ ^ ^
 
Su un’altra strada, lontano dai vivaci negozi del centro città, gli altri due BBA erano in piedi vicino a un parchetto.
“Quali negozi sono i migliori per acquistare questi articoli...?” chiese Kai ad alta voce.
Allungandosi, Takao strappò abilmente la lista dalle dita di Kai e l’accartocciò, gettandola in un cestino vicino. Si spolverò le mani sulla giacca rossa.
“Non ne avremo bisogno!” sorrise diabolicamente.
Il viso di Kai era impagabile. Fissò Takao, la bocca leggermente aperta prima di distogliere lo sguardo frettolosamente e schiarirsi la gola. “Come mai?”
“Ho messo tutte le cose che erano sulla nostra lista su quella di Max e Rei...eh eh...” sorrise maliziosamente, “così compreranno tutto loro e non dovremo farlo noi!”
“Sei stato tu ad avere quest’idea?” chiese Kai, sbalordito dall’astuzia di Takao e altrettanto confuso. “Sono impressionato. Allora, cosa...faremo oggi?”
“Non venivi da queste parti da un sacco di tempo” dichiarò Takao pragmatico, “ho pensato che potremmo fare una passeggiata, sai, per farti recuperare”
Kai si passò una mano tra i capelli, imbarazzato, poi infilò entrambe le mani nelle tasche della giacca nera. Recuperare... pensò agitato, evitando gli occhi di Takao. Simile a un appuntamento... un lieve rossore apparve sulle sue guance, non riuscendo a fermare il pensiero.
“Ti va?” chiese Takao.
“Io...sì” disse Kai, “andiamo”
 
Andarono in tutti i vecchi posti della città natale di Takao. Takao gli mostrò anche dove aveva frequentato la scuola elementare e il liceo. Su e giù per le strade camminarono tutta la mattina, parlando e ricordando.
Kai non poteva credere che lui e Takao lo stessero facendo, e dire che era stato felice di poter semplicemente avere la possibilità di andare in giro per negozi a comprare materiale con Takao...
Tornarono all’amicizia incerta che avevano sviluppato anni fa durante il campionato mondiale, ma in qualche modo sembrava più solida.
Takao insistette per comprare il gelato. Scelse doppio cioccolato. Kai optò per la fragola.
Le ore parvero secondi e molto presto il sole stava cominciando a tramontare quando raggiunsero l’ultimo posto nella lista di Takao per ‘recuperare’: il ponte sul fiume. Per qualche ragione, Kai aveva la sensazione che si chiudesse il cerchio.
 
^ ^ ^ ^
 
Qualcuno ha detto, chiunque sia questo ‘qualcuno’, che gli anni passano come l’acqua sotto i ponti.
È strano pensare che siamo su questo ponte. Questo posto che non sembrava cambiare mai, a prescindere da cosa accadesse intorno.
Mi guardi e dici: “Ehi, Kai, ricordi quando ci siamo incontrati per la prima volta? È stato qui!”
Sì, è vero.
Takao...come potrei dimenticare?
È un altro di quei ricordi che conosco a memoria, perché anche allora penso che sapessi che c’era qualcosa in te che un giorno sarebbe diventato importante.
Ricordo...
Tu eri lì e la tua ombra si estendeva dietro di te, così lontano da toccare il bordo dei supporti di cemento del ponte. Erano i tuoi occhi che erano riusciti a toccarmi. In qualche modo sostenevi il mio sguardo, guardandomi dritto in faccia. Non avevi paura di quello che vedevi. Il tramonto aveva acceso i tuoi occhi e il tuo spirito sembrava espandersi, levandosi intorno alla tua figura, in colonne colorate.
Sembravi...un Dranzer in versione umana che scendeva giù dal cielo ardente, saltando in corsa, e non vedevo l’ora di sfidarmi a beyblade con te.
Il cielo era rosso, ma in parte era ancora blu e...eravamo insieme in quel cielo. Quel giorno il sole aveva impiegato un po’ più di tempo a scomparire.
Proprio come adesso.
Solo che ora le cose sono così diverse...
 
^ ^ ^ ^
 
I due ex BBA scesero dal ponte, sul sentiero sterrato pesantemente calpestato lungo il pendio erboso sopra il fiume. Takao chiacchierava disinvolto.
“Hai gli affari a cui tornare, no?” lo interrogò.
Kai annuì leggermente. “E tu?”
“Non lo so...” Takao diede un calcio a un sasso sul suo cammino, “ho pensato di provare a entrare all’università. Naomi e io ci stiamo iscrivendo. Sai, prendere una laurea – in economia magari”
“Intendi dirigere il dojo?”
“Sì, sembra la scelta migliore. Peccato che non ci sia il beyblade come facoltà!” Takao alzò i pugni per aria, “avrei un dottorato a questo punto!”
Kai non poté fare a meno di sorridere. “Per farti avere un dottorato, dovrei essere io a insegnare, sicuramente nessun altro ce la farebbe con te”
“Cosa! Hahaha!” rise Takao, colpendo il fianco di Kai con il proprio e mettendo brevemente un braccio attorno alle sue spalle. Il cuore di Kai palpitò all’impazzata ed era leggermente sconvolto da se stesso. La battuta. La battuta era uscita in modo naturale, non aveva nemmeno dovuto pensarci. Quando era con Takao, tutto era così...
 
Come aveva vissuto i suoi giorni senza quell’uomo? Come aveva fatto a superare tutti quegli anni senza essere vicino a Takao, sentire la sua voce e vedere quel sorriso? La sua vita precedente era solo un’ombra rispetto a ciò che soltanto pochi giorni con Takao avevano reso. E in quel momento, per Kai, il matrimonio era la cosa più lontana dalla sua mente, nient’altro aveva importanza. Poteva iniziare a piovere o nevicare, o poteva esserci qualunque altra cosa, niente l’avrebbe agitato. Finché era lì con Takao, ed erano solo loro due, due persone che camminavano lungo il fiume mentre il sole cominciava a tramontare.
Le loro braccia si sfioravano nel mentre, a volte si allontanavano leggermente, ma poi erano di nuovo a fianco a fianco, abbastanza vicini che la mano di Takao toccò quella di Kai.
 
Impulsivamente Kai parlò, tenendo gli occhi puntati sul sentiero sterrato.
“Sei cambiato molto” disse, alzando lo sguardo.
“Veramente?” gli occhi di Takao si spalancarono e guardarono Kai in modo comico.
Kai guardò altrove e sbuffò divertito. “Beh...non molto”
“Tu” Takao sorrise e diede a Kai un colpetto sulla spalla prima di mettere la mano nella tasca della giacca, “non sei cambiato per niente” terminò.
Kai gli lanciò un’occhiata. “Ti sei dimenticato che mi hai detto che sono cambiato? Non tanto tempo fa” sottolineò.
“Oh sì...okay, forse hai voltato pagina” cedette Takao, “Ma pensala in questo modo, è solo un lato diverso della stessa persona”
“Quindi sono ancora antipatico e freddo?” fece Kai incrociando le braccia, leggermente scoraggiato, ma Takao vide il lieve sorriso sul suo volto.
“Kai Hiwatari sa prendere in giro se stesso? Il mondo è finito?!”
 
Kai si accigliò nonostante la determinazione a non farlo, e Takao rise. I due si sciolsero lentamente in un silenzio confortevole, finché Takao non parlo. “Allora sapevo che non volevi esattamente essere così”
“Allora” annuì Kai, sapendo a cosa Takao si riferiva.
Il mondiale...e prima ancora. Ogni giorno in cui primi anni, così solo, così lontano dall’amore che sapeva non si sarebbe realizzato e non avrebbe mai funzionato...si era pentito del suo atteggiamento e delle scelte che aveva fatto. Ma non c’era niente che potesse fare al riguardo: il passato non poteva essere cambiato e Kai a volte si chiedeva se non fosse lo stesso anche per il futuro.
Eppure ecco Takao, lo straordinario Takao, nessuno come lui, che diceva di capire...e che non gli imputava le sue azioni passate.
Takao ridacchiò improvvisamente, il suono inviò un piacevole brivido in Kai. Takao si guardava intorno e scendeva i gradini che portavano al livello del fiume con un dolce sorriso sul volto.
 
“Sì...” disse piano, sembrando parlare più a se stesso che a Kai, “allora...quando ci incontrammo per la prima volta qui...” la voce di Takao riacquistò improvvisamente la sua vivacità e i suoi occhi blu fissarono quelli castani ramati di Kai. “Sai, quando ti ho visto per la prima volta...eri uno sconosciuto alto, scuro e bellissimo che si avvicinava a me per picchiarmi!” scherzò e sorrise, una fossetta apparve sulla sua guancia.
Kai lo fissò del tutto incredulo.
“Ehi, non guardarmi così!” si lamentò Takao, poi sorrise ancora. “Eri tutto ombroso e dall’aria cupa. Tu...” chiuse brevemente gli occhi, ricordando, poi li riaprì. “Eri davanti al sole, ecco perché”
“Se lo dici tu” rispose Kai, ancora sorpreso.
“Sì...in realtà, eri un po’ come sei adesso” notò Takao. E aveva ragione. Stavano camminando lungo lo stesso sentiero sterrato lungo il giume e il sole stava gettando i suoi ultimi raggi morenti, di brillante rosso e arancione, dietro Kai, mettendo alcuni suoi lineamenti in ombra.
A quelle parole, i passi di Kai si fermarono lentamente e anche Takao smise di camminare. Takao guardò incuriosito Kai mentre faceva qualche passo intorno a lui fino a trovarsi dietro l’ex campione del mondo, la luce sbiadita del sole ora lo illuminava.
Kai sollevò la testa e guardò Takao negli occhi. “E...come sembro ora?” chiese con voce calma.
 
Takao lo studava, ed era come se potesse vedere fino all’interno del vero essere di Kai. Come se potesse vedere tutto l’amore e lodio e le emozioni imbottigliate in lui.
Lui sa.
Il pensiero attraversò Kai come fuoco nelle vene, creando onde di una sensazione indescrivibile.
Sa cosa provo per lui.
D’altronde, come avrebbe potuto essere altrimenti?
Era tutto proprio lì se Takao voleva trovarlo: avrebbe potuto vedere la verità scritta sul suo viso.
L’ha sempre saputo... pensò Kai con nostalgia, Takao...a che serve nasconderlo...se già lo vedi? Io...
Centinaia di idee non dette riempirono la sua mente.
Scappa via con me, Takao... pensl, Potremmo andare in un posto dove nessuno ci troverebbe...potremmo essere solo noi...così, per sempre; sei l’unica persona di cui ho bisogno.
 
Così perso nei suoi pensieri, Kai quasi non sentì Takao quando parlò.
“Sembri una brava persona...” rispose infine Takao, gli occhi guardavani intensamente quelli di Kai, poi si voltò e guardò l’acqua, suonando esitante, “sembri...” fece una pausa pensierosa, “perfetto come testimone...”
“Io...cosa?” Kai spalancò gli occhi e si immobilizzò.
“Beh, vedi...Kai” riprese Takao, “mi stavo chiedendo...beh, non ci avevo pensato molto prima, ma per il matrimonio, io...cioè...avrò bisogno di un testimone”
La mente di Kai vorticò, incapace di elaborare un pensiero dopo l’altro.
Il matrimonio...il suo matrimonio. E lui vuole che io sia...Takao no, non chiedermelo...
Le spalle di Kai si tesero per l’ansia.
Al suo silenzio il viso di Takao si abbassò leggermente, poi un debole sorriso tornò al suo posto, “Non vuoi farlo?” chiese.
“Io...” le spalle di Kai si rilassarono e avvertì un po’ della tensione indesiderata dissolversi. Non posso dire di no...
“Takao...se non riesci a trovare nessun altro...”
“Non voglio che sia nessun altro” intervenne Takao con un piccolo sorriso.
 
Non posso dire di no... pensò Kai. Guardandolo in viso, lo stesso viso che lo aveva perseguitato per la parte migliore della sua vita, le difese di Kai crollarono.
Se questo è l’unico modo di starti accanto su quell’altare, allora...lo farò, pensò, se c’è ancora qualcosa che ti posso dare...allora ti darò questo, Takao. Sarò tuo in qualsiasi modo tu voglia...
Ad alta voce, Kai annuì e rispose dolcemente: “Allora lo farò”
Il viso di Takao si illuminò in un sorriso smagliante e il sole che tramontava sui suoi lineamenti gli conferì un tale bagliore che Kai poté solo pensare di aver fatto la cosa giusta.
“Davvero?!” esclamòò felice. “Kai, grazie, significa molto per me! Però”, Takao si scostò la frangia dagli occhi, “non dire niente di brutto su di me nel tuo discorso!”
“Takao...” Kai lo guardò, questa volta senza cercare di nascondere il suo amore, “è impossibile”.
 
^ ^ ^ ^
 
All’angolo di una strada, il sole era completamente tramontato ed era buio quando la ragazza compose il numero che aveva imparato a memoria.
All’interna della casa, il telefono squillò.
Non se ne accorsero Rei e Max che erano andati al dojo per mettere via tutte le cose, né il nonno che stava russando davanti alla televisione che trasmetteva il notiziario locale.
 
Naomi riappese la cornetta del telefono e riprese la moneta con cui aveva pagato. Guardando ancora una volta l’orologio, si sedette sulla panchina della fermata dell’autobus.
Osservando le auto passare, le parole tranquille e rassicuranti di Naomi vennero spazzate via dal traffico notturno.
“Deve...esserci stato un grosso imprevisto...”

     


                     





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