FanFiction Giallo | Sea's Memories di GinevraSten | FanFiction Zone

 

  Sea's Memories

         

 

  

  

  

  

Sea's Memories   (Letta 44 volte)

di GinevraSten 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Storie originaliGiallo

Genere:

Giallo - Romantico - Mistero

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Clarissa Twain - Marc Twain - Eric Twain

Coppie:

Clarissa Twain/Marc Twain (Tipo di coppia «Het»)

 

 

                

  


  

 Capitolo 2 

Mi allungo per spegnere l'abat-jour quando la porta viene aperta e davanti mi compare Marc nel suo completo d'ufficio.


  


Mi spalmo la crema prima sul viso e poi sulle mani uscendo dal bagno in camera, mi ravvivo i capelli e poi mi stendo sul grande letto a baldacchino beandomi della freschezza delle lenzuola in puro cotone.
Odio la seta, non sopporterei di doverci dormire, non lo vedo un materiale adatto a ricoprire un materasso.
Mi allungo per spegnere l´abat-jour quando la porta viene aperta e davanti mi compare Marc nel suo completo d´ufficio.
Ci osserviamo a vicenda senza emettere un suono, non mi aspettavo di vederlo e a quanto pare neanche lui si aspettava di vedermi.
-Clarissa- usa il mio nome e mo´ di saluto chiudendosi la porta alle spalle, si allenta la cravatta e facendo il giro del letto mi si avvicina cautamente -Marc- ricambio la cortesia rimanendo seria ed in attesa che faccia qualcosa che mi faccia capire che in qualche modo ci tiene ma sembra voler restare in piedi a fissarmi.
-E´ una situazione alquanto strana, non trovi?- domanda sedendosi all´altezza delle mie gambe -Strana è strana ma tu non fai nulla per migliorarla- affermo schietta guardandolo negli occhi, azzurri, proprio come i miei.
I capelli biondi gli ricadono sulla fronte dandogli un aria tenebrosa che lo fa apparire più affascinante, le labbra carnose non vogliono accennare nemmeno un mezzo sorriso di circostanza, la barba ben curata risalta gli zigomi, e ripensando alla foto, che hanno trasmesso al telegiornale, in cui era rasato posso dedurre che è una novità del momento.
-Eric mi aveva avvisato che ti avrei trovato arrabbiata, pensavo che rincasando ad un´ora così tarda la tua ira sarebbe sfumata ma come al solito non è nella tua indole lasciar correre...Mi dispiace per non essere stato presente, mi sono comportato da bastardo senza cuore, lo ammetto- mi sfiora la guancia ma il suo tocco è quasi impercettibile sulla mia pelle -Cosa ci è successo, Marc?- meglio affrontare di petto la questione senza tergiversare a lungo altrimenti qui finisce che io rischi di impazzire del tutto.
-Che vuoi dire?- si allontana corrugando la fronte, sbuffo oltremodo seccata dal suo comportamento -E´ più che evidente che c´è qualcosa che non va tra noi, lasciamo perdere la mia situazione mentale per un momento, adesso mi sto basando sui fatti avvenuti in questi due giorni- mi sistemo la spallina della canottiera caduta in precedenza attirando la sua attenzione -Entrando non ti sei preoccupato della mia salute e poi, lo vuoi considerare un saluto pronunciare il mio nome? Nè una chiamata nè una breve visita in ospedale, per quanto tu possa essere stracolmo di lavoro, credo, che del tempo per me, tua moglie lo avresti potuto trovare, oppure sono io ad aspettarmi troppo?- si passa una mano tra i capelli nervoso, ho premuto un tasto dolente ed il suo atteggiamento lo conferma -Potremmo riparlarne a mente fresca domani? Ho preso una giornata libera- svia l´argomento e lo rinvia, sicuramente deve trovarsi delle scuse abbastanza credibili per essere lasciato in pace -Passeremo la giornata insieme? Ma è fantastico, non vedo l´ora! Ho così tante domande da porti- si sarà pentito di essersi preso una mini vacanza, lo vedo dal suo sguardo stralunato, scoppio a ridere non riuscendo a trattenermi -Scusami, Marc, ma tutto questo è assurdo! Comunque, sono felice di passare una giornata con te e adesso ti lascio alle tue cose, credo di averti trattenuto troppo- mi avvicino e in un gesto del tutto spontaneo gli lascio un leggero bacio sulla guancia barbuta inalando la sua colonia maschile che trovo assolutamente perfetta, un´insolita sensazione di calore si sprigiona all´altezza del cuore che comincia a battere più veloce del normale.
Decido di rimettere le giuste distanze ritornando nella mia posizione precedente, è rimasto fermo immobile che per un secondo mi viene il dubbio che non stia respirando -Vado a lavarmi- dice soltanto scomparendo alla mia vista.
Poggio la mano sul petto sorpresa dalla reazione del mio corpo alla vicinanza di Marc, è un bell´uomo non posso dire il contrario e credo che sotto sotto non ho scordato di amarlo.

Un raggio di sole mi colpisce gli occhi facendomi svegliare, ancora assonnata mi stiro e nel farlo vado ad urtare contro il petto di Marc che incredibilmente non si sveglia.
Mi giro e mi soffermo ad osservarlo dormire, è girato verso di me e nonostante abbia allungato il braccio non è riuscito a toccarmi, ho sempre avuto il vizio di dormire proprio sul bordo del materasso.
Gli sposto qualche ciocca di capelli e gli accarezzo il viso, è tutto così naturale che fa quasi paura.
-Lo facevi sempre quando ti svegliavi prima di me- mi ritraggo colta in flagrante e mi scontro con due limpide acquamarine meno tempestose di ieri sera.
-E´ stato istintivo ma dopotutto i miei ricordi sono tutti qui- indico la testa -Devo solo tornare a vederli- mi afferra la mano e me la bacia risalendo fino al braccio -E questa era la mia risposta...- mi mostra il suo sorriso perfetto mettendosi supino, se sta cercando di riconquistarmi ci sta riuscendo alla perfezione, sono letteralmente stregata da mio marito.
-Era un sacco di tempo che non succedeva, la nostra non era una vita tranquilla, sempre di corsa, ci siamo ritrovati a comportarci da sposati solo agli eventi mondani, deludente lo so- alcune ciocche sfuggite alla treccia che avevo fatto prima di addormentarmi mi ricadono sul seno e non faccio nulla per spostarle, quel che ha detto mi ha rattristato parecchio.
Non è questa la vita che mi sarei aspettata di vivere in sua compagnia.
-Credo sia l´occasione giusta per ricominciare- assente con la testa facendo cadere il discorso.

Prendo un bel respiro e scendo al piano inferiore nell´immensa entrata notando che Marc mi sta già aspettando vestito in modo casual nei suoi jeans accompagnati da una maglia ´´Gucci´´, casual e costoso.
Alza lo sguardo dal cellullare e appena mi inquadra spalanca leggermente la bocca sorpreso, seguo il suo sguardo portandolo al vestito che indosso -Non va bene?- domando lisciando le pieghe della gonna -Non so se tu lo abbia fatto di proposito o sia un caso ma quel vestito lo indossasti al nostro primo appuntamento- sorrido felice della scoperta, ammiro il mio abito anni ´50 di un delicato verde acqua decorato sull´orlo e sulla scollatura da piccole rose rosa antico, una scelta azzeccatissima.
Finisco di scendere gli ultimi gradini e radiosa mi avvicino a mio marito che nel frattempo ha riposto il cellullare in tasca -Dove mi porti?- sembro quasi una bambina che si aspetta di essere portata in un Luna Park.
-Lo scoprirai presto- promette facendomi strada verso la Porsche nera parcheggiata nel vialetto.

-Devo essere sincero, non mi divertivo così tanto dai tempi dei nostri primi appuntamenti- ammette ridendo mentre continuo a schizzarlo con l´acqua rincorrendolo a riva di quella meravigliosa spiaggia di Pacific Palisades.
-Lo possiamo considerare un nuovo primo appuntamento- mi siedo sulla quella sabbia finissima esausta dalla corsa -Qui, ti ho chiesto di sposarmi- mi sorride venendosi a sedere vicino a me -All´inizio ti volevo portare in qualche altro posto, ma quella sera insistevi tanto per vedere il tramonto dalla spiaggia, così siamo venuti qui e mi è sembrato perfetto, non mi hai fatto neanche finire la domanda che ti sei lanciata addosso facendomi cadere- ridacchio immaginando la scena, riesco ad essere davvero impulsiva -Ero felice, si vede- non dice nulla ammirando il muoversi delle onde.
Una leggera brezza marina soffia verso riva facendomi venire la pelle d´oca, mi sembra che sia la prima volta che vedo questo posto, ma in realtà lo frequentavo spesso e il molo è poco distante da qui.
Sarei voluta andare sullo yacht ma essendo una scena del crimine è sotto sequestro della polizia.
Prima o poi vorranno interrogarmi e per quel momento vorrei avere le idee più chiare.
-Ho voglio di un buon hamburger, mi fai compagnia?- chiede Marc aiutandomi a rimettermi in piedi -Il cibo non si rifiuta mai!- dico con aria solenne facendolo ridere -E tu sei una mangiona- intreccia la sua mano alla mia guidandomi verso una hamburgeria poco distante, situata in una specie di palafitta in legno, dai colori vivaci.

Continuo a seguire il consiglio di mio cognato per giorni cucinando così tanti pancakes che alla fine con Austin, l´autista, li abbiamo distribuiti ai poveri e ai barboni per le quantità esorbitanti e perchè per lo meno per un paio di giorni avranno di che sfamarsi.
Decido di cambiare tattica, cucinerò qualcos´altro e nel frattempo canterò tutte le canzoni che ho salvato sul telefono, sono solo quarantasette, una di queste deve aver per forza fatto da colonna sonora e da cieco spettatore di quel che mi è successo.
Rimango sul dolce, vado su internet e cerco la ricetta della Red Velvet, la mia torta preferita.
Dopodichè posiziono tutti gli ingredienti che mi occorrono sull´isola ed inizio preparando l´impasto per il pan di Spagna.

Butto il borsone sul divanetto mentre la spiaggia inizia a farsi sempre più lontana segno che ci stiamo muovendo.
Vado nella cabina del comandante e vedo Jeremy intento a parlare al telefono con qualcuno ma appena mi vede stacca la chiamata.
-Signora Twain, ha bisogno di qualcosa?- domanda cortesemente allargandosi in un luminoso sorriso -No, nulla, grazie, volevo solo informarti che l´orario del ritorno è sempre lo stesso, mi trovi in cucina- detto ciò richiudo la porta e con l´umore a terra penso a cosa cucinare per distogliermi dai miei pensieri sempre più negativi.
Apro lo sportello della dispensa e tiro fuori cose a casa senza dare loro una vera importanza.
Sempre con le cuffie alle orecchie, noto di avere il necessario per dei cupcake, da bambina ne mangiavo in misure eccessive, soprattutto quelli ai frutti di bosco e cacao.
Non li mangio da anni ormai, attenta come sono alla linea.
Maledetta dieta e maledetto mondo di Hollywood, non puoi avere un chilo di troppo che è subito scandalo.
Ma per una misera volta farò un´eccezione, ho proprio voglia di cupcake!

Ritorno alla realtà sfornando la torta, si chiamava Jeremy e deve aver avuto a che fare con la sua stessa morte.
Quella sua mezza chiamata la trovo sospetta, l´ha chiusa non appena ho aperto la porta.
Chissà, forse era il complice di qualcuno, magari di Marc stesso o di Eric.
Finisco la preparazione aggiungendo la crema nei vari strati e poi guardo soddisfatta il risultato, a quanto pare non solo i pancake restituiscono la memoria.
Che canzone stavo ascoltando?
Prendo il cellulare, ritorno indietro di una e le note di ´´All of me´´ invadono il mio udito riassociandola alla canzone che stavo ascoltando nel ricordo.
-Red Velvet! Voglio un pezzo!- come una tempesta fa la sua entrata Eric dandomi un bacio sulla guancia per poi accomodarsi sullo sgabello davanti la torta -Esco pazzo per questa torta e tutto questo grazie a te che me l´hai fatta assaggiare!- ancora mezza stordita dalla sua esuberante entrata in scena, prendo un piattino ed una forchetta da dolce.
-Sono contento che tu l´abbia fatta, nessuno sa eguagliarla, erano secoli che non ne mangiavo una fetta fatta dalle tue mani! Devi sapere che la prima volta l´hai provata a cucinare a casa dei miei mentre Marc era impegnato a studiare per un esame e tu non avevi come passare il tempo visto che non ti dava retta- spiega mentre gli porgo una porzione -Sei sempre stata brava ai fornelli, cavolo, quel giorno ci siamo divertiti molto ed inoltre abbiamo scoperto che te la cavi più che bene come pasticcera, ti avevo preso in giro dicendo che se il tuo lavoro da architetto non fosse andato in porto, avresti potuto aprirti una catena di pasticcerie!- devo aver passato più tempo con Eric che con mio marito quando eravamo ragazzi, conosce veramente un sacco di cose su di me.
Gli sorrido -Come ci siamo conosciuti?- mangia un altro boccone e l´attesa di quei pochi attimi mi ammattisce -Clarissa Thompson, la pin up del corso di architettura, ed Eric Twain, figo miliardario del corso di economia, si sono conosciuti per un fortuito caso di scontro frontale- lo guardo curiosa incitandolo a continuare il racconto -Beh, ti sono venuto addosso cercando di scappare dalla mia punizione e niente, tu a terra circondata dai tuoi libri, mi hai guardato malissimo e da quello sguardo assassino è nata la nostra splendida amicizia e poi, frequentando casa mia, sei incappata in Marc, quindi mia cara cocca, se non fosse stato per me non avresti mai sposato il mio fratellone- scoppio a ridere per come mi ha appena chiamato e gli vado a versare del succo di mirtillo in un bicchiere che accetta più che volentieri.
Prima che possa parlare, delle voci provenienti dall´entrata annunciano la fine della riunione di lavoro di mio marito, che ha deciso di lavorare per un periodo da casa.
-Alla prossima, arrivederci e buona serata a tutti- la voce profonda arriva ben chiara, la cucina da praticamente all´ingresso -Ha passato quasi due ore chiuso in ufficio, come ha retto proprio non so- mi domando scuotendo la testa, la porta si apre e compare la testa bionda di Marc che mi sorride -Tutto bene? Vuoi fare uno spuntino?- chiedo mentre si avvicina e mi bacia sulla fronte dandomi accesso per alcuni secondi al calore della sua pelle -Fratello, la Red Velvet è tornata a regnare! Non puoi rifiutare un dono simile!- si intromette Eric da dietro le mie spalle -Allora non posso certo tirarmi indietro- il piccolo è un bambino nel corpo di un uomo ma neanche il grande fa nulla per rendersi più adulto, lo fanno per me?

Esco dal bagno incamminandomi verso il salotto dove ci siamo spostati dopo un´allegra merenda all´´insegna delle risate.
Noto che la porta, che avevo lasciato aperta, è socchiusa ed insospettita mi avvicino cercando di non fare alcun tipo di rumore, da dentro posso sentire la voce di Eric, decido di origliare -Per quanto tempo esattamente conti di lasciarla all´oscuro della vostra situazione sentimentale?- domanda con tono aspro, duro, molto irritato come se la cosa lo infastidisse parecchio -Non è il luogo e il momento adatto per parlarne- risponde piatto mio marito girandosi il bicchiere di gin tra le mani -Quindi secondo te, far finta di amarla mentre ti porti a letto l´amante è la soluzione migliore ai vostri problemi?- metto le mani davanti alla bocca sussultando, un tremore incontrollato si impadronisce del mio corpo ma resisto, non voglio cedere proprio adesso -Smettila, ti ho detto che non è posto dove poter discutere, sono tante le difficoltà ed inveendomi contro non mi aiuti di certo, devo pensare come agire e soprattutto devo scoprire chi sia stato il farabutto che le ha fatto questo- non ci posso credere, non posso credere a quel discorso, vorrei che fosse tutto uno scherzo.
Marc mi tradisce ma allo stesso tempo continua a comportarsi come se nulla fosse?
Che sapessi o sospettassi qualcosa?
Era questo il motivo delle mie escursioni marine sullo yacht?
Volevo sentirmi meno oppressa dalla realtà dei fatti?
Assolutamente possibile.
Per il momento decido di stare al loro gioco, mi armo del mio sorriso migliore ed entro cogliendoli quasi di sorpresa ma pronti a fare i disinvolti -Ci chiedevamo dove fossi finita- sempre il primo ad intervenire, sempre lui ovunque, Eric sa ma devo scoprire quanto sa e cosa sa.
-Noi donne abbiamo bisogno di tempo per renderci presentabili agli occhi di voi gentiluomini- mi vado a sedere sulla poltrona ed accavallando le gambe riprendo il mio bicchiere di liquore e finisco di bere sotto lo sguardo confuso dei due Twain.

     


                       





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