FanFiction Ranma 1/2 | Amore agrodolce di lo_storico | FanFiction Zone

 

  Amore agrodolce

         

 

  

  

  

  

Amore agrodolce   (Letta 729 volte)

di lo_storico 

4 capitoli (in corso) - 0 commenti - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Avventura - Drammatico - Romantico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Akane - Shinnosuke - Ranma

Coppie:

Akane/Shinnosuke (Tipo di coppia «Crack Pairing»)

 

 

              

  


  

 Proposte 

Cosa fare quando ti capitano soprese inattese?


  

Ranma e Akane erano appena usciti dal ristorante e stavano camminando verso la stazione ferroviaria, dove il giovane artista marziale avrebbe preso il treno per tornare a casa. Stettero in silenzio per qualche minuto, godendosi entrambi la reciproca compagnia; alcuni passanti che stavano anch´essi passeggiando per la strada, li guardarono curiosamente: Akane era piuttosto conosciuta in zona e tutti sapevano con chi era sposata, pertanto vederla accanto ad un uomo che non fosse suo marito portò alcuni ad interrogarsi silenziosamente su chi fosse il bel tipo al suo fianco, mentre altri, i più anziani e probabilmente i più tradizionalisti, mormoravano già sul possibile ed eventuale scandalo. 

Questa era una delle cose che preoccupavano di più Ranma: rovinare la reputazione di Akane per colpa sua. Forse non avrebbe dovuto accettare che l´accompagnasse fino alla stazione, ma non aveva saputo resistere quando glielo aveva chiesto con voce e sguardo quasi supplichevole. Decise comunque di affrontare la situazione di petto, chiedendole: "Uh, Akane, non so se te ne sei accorta, ma la gente inizia a mormorare... Forse dovresti andare a casa, non voglio che tu abbia una cattiva reputazione a causa mia". Accigliandosi, Akane lo guardò torvo per un secondo, per poi calmarsi lentamente dopo aver contato mentalmente fino a cinque. Quindi gli rispose: "No Ranma, non me ne andrò solo perché la gente mi punta il dito contro! Ho deciso di accompagnarti e così sarà! Non provare nemmeno a farmi cambiare idea". 

Sospirando piano, ma sorridendo sornione, Ranma cedette. "Va bene, va bene", disse, "Accidenti, sei sempre la solita cocciuta. Almeno in questo non sei cambiata". Poi chiuse istintivamente la bocca, temendo di aver parlato ancora a sproposito come quando aveva 16 anni, ma con sua sorpresa vide Akane ridacchiare. "Si", rispose, "Onestamente penso che la testardaggine sia una mia caratteristica. Neanche Shinnosuke riesce mai a farmi cambiare idea". Con un sorrisetto, Ranma annuì e ribatté: "In fondo è meglio così, se non lo fossi non saresti Akane". La diretta interessata rise piano alla sua frecciatina, poi gli fece una domanda che le ronzava in testa da un pò: "Sai, sei stato vago su come sei finito ad Hong Kong. Dato che eri in Cina, non avresti potuto andare a Jusen e guarire dalla maledizione?". 

Pensieroso per un momento, il codinato rispose: "Si, potevo farlo, ma alla fine è stato meglio così. Dopo aver lasciato il Giappone, avevo pensato di recarmi alle sorgenti maledette per togliere la maledizione, ma man mano che procedevo la mia risoluzione cominciò a calare. In fondo, come ha detto mia madre, sono pur sempre un vero uomo, maledizione o no. E l´ho avuta per così tanto tempo che, immagino, sia diventata parte di me stesso". Akane annuì, capendo il succo del ragionamento, ma Ranma non aveva terminato: "Quando poi giunsi a Jusen, decisi di non fare come l´altra volta e di ascoltare la guida cinese locale, che mi disse che la Sorgente dell´Uomo Affogato non mi avrebbe guarito, ma maledetto un´altra volta". "Cosa, scusa? Maledetto? Pensavo fosse la cura definitiva, invece!" esclamò una sciccata Akane. Al che l´uomo col codino rispose: "Fu anche la mia reazione al momento. La guida mi disse che, in pratica, se un individuo già maledetto cade in un´altra sorgente maledetta, le maledizioni si mescolano, dandogli parti di entrambe le maledizioni. Se fossi saltato nella Sorgente dell´Uomo affogato, sarei diventato un ermafrodita, mezzo uomo e mezzo donna". Allo sguardo stralunato della donna incinta, l´uomo continuò: "Già, non sarebbe un bello spettacolo, vero? Quindi decisi di lasciar perdere. Poi mi diressi verso sud, anche per l´ostilità della popolazione civile, specialmente quella rurale, che ancora odia i Giapponesi. Arrivai ad Hong Kong, sotto sovranità inglese, e pensai ad un modo per vivere, quando mi capitò un colpo di fortuna: sono riuscito a fermare uno scippatore che stava correndo con una borsetta tra le mani e che aveva già seminato due poliziotti. L´ho raggiunto con alcuni balzi, utilizzando le mie arti marziali e l´ho placcato, gettandolo a terra. Il ladruncolo era agile, però: si rimise subito in piedi e mi affrontò con un coltello, tentato di colpirmi. Io però fui più veloce e lo disarmai con un calcio rotante, per poi dargli un rapido gancio alla mascella, stendendolo a terra".

Akane era sempre più meravigliata e affascinata dal racconto di Ranma: si vede che l´avventura lo seguiva in ogni dove. L´artista marziale continuò: "Dopo un poco arrivò una pattuglia di polizia, capitanata da un capitano inglese, di nome Malcom Cox: appena vide il ladro a terra, prima lo fece arrestare, poi mi chiese il resoconto dei fatti. Dapprima era incredulo, ma poi si convinse quando gli feci vedere alcune mie mosse: fu allora che mi propose di lavorare per la polizia della città come addestratore di arti marziali, dato che il precedente si era ritirato. Accettai senza indugi, non credendo alla mia fortuna: potevo lavorare continuando a fare le arti marziali, senza dover ricorrere alle tecniche della Scuola Saotome. Infatti insegno ai cadetti più che altro mosse di karate e judo per disarmare i malviventi armati. Non è il lavoro dei miei sogni, ma è meglio che niente". 

Akane annuì e rimase soddisfatta dalla piega del discorso, virato su questioni più piacevoli delle maldicenze della gente avvenute in precedenza. Infine, la coppia arrivò alla stazione ferroviaria: Ranma fece il biglietto alla biglietteria automatica, lo obliterò e guardò il tabellone orario, notando che mancavano cinque minuti all´arrivo del treno. Con un pò di malinconia, si apprestò a salutare Akane; aveva sinceramente goduto della sua compagnia e si era divertito, ma era tempo che le loro strade si dividessero, ora. "Beh Akane, grazie per il pranzo e la piacevole compagnia. Spero di rivederti, un giorno", disse Ranma, mentre l´altoparlante annunciava il prossimo arrivo del convoglio ferroviario per Juuban. Akane si sentiva un pò triste: dopo cinque anni aveva rivisto Ranma ed era stata contenta di aver trascorso un pò di tempo con lui, sebbene il codinato avesse cercato di mettere su una certa distanza tra loro, in nome delle convenzioni sociali. Aveva anche ragione in un certo senso, ma sentiva che il legame che condividevano fosse troppo profondo per essere intaccato da qualsiasi cosa. Forse anche per questo la donna in gravidanza gli azzardò una proposta: "Senti Ranma, prima di partire, perché non passi dal dojo? Sei mancato molto a tutti e sarebbe bello che facessi agli altri una visita. Che ne dici? Ci sarà anche un festival estivo nei dintorni, magari possiamo andarci insieme con la famiglia...". "No Akane", rispose Ranma, un pò troppo brusco, "Ti ringrazio per l´offerta, davvero, ma penso che sia meglio che mantenga le distanze. Non voglio turbare la quiete della tua famiglia o altro. Se venissi, porterò solo complicazioni e disagio". Mentre proferiva queste parole, il treno si era fermato alla piattaforma e stava facendo scendere i passeggeri. Ranma ci badò appena: era completamente concentrato sull´espressione di Akane, turbata e afflitta per aver rovinato un così bel momento di ritrovo. Si sentì in colpa per questo,  ma si disse che era per il suo bene: un certa vocina, però, gli stava sussurrando che avrebbe potuto almeno prendere in considerazione la proposta, per poi rifiutarla gentilmente, invece di essere così ruvido. Cercò di scacciarla, ma si fece sempre più insistente, fino a che non la assecondò: "Senti, non essere triste... scusami per prima, sono stato troppo brusco, immagino. Ci penserò e ti farò sapere, va bene?". Un sorriso luminoso adornò il volto di Akane, che gli prese una mano tra le sue, sussurrandogli: "Grazie molte, Ranma. Spero che accetterai. Ti aspetto dopodomani al dojo. Ora vai, o perderai il treno". Detto questo, un Ranma confuso, ma felice, salì sul predellino della carrozza, facendo un rapido gesto della mano come saluto ad Akane, prima che le porte del treno si chiudessero e che il convoglio riprendesse il viaggio per Juuban. 







































 

     


                     





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