FanFiction Ranma 1/2 | Amore agrodolce di lo_storico | FanFiction Zone

 

  Amore agrodolce

         

 

  

  

  

  

Amore agrodolce   (Letta 877 volte)

di lo_storico 

4 capitoli (in corso) - 0 commenti - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Avventura - Drammatico - Romantico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Akane - Shinnosuke - Ranma

Coppie:

Akane/Shinnosuke (Tipo di coppia «Crack Pairing»)

 

 

              

  


  

 Ritorni 

Niente è mai scontato nella vita, neanche l'amore. E dopo che si è capito, è ormai troppo tardi. I ricordi sono dolorosi da affrontare, ma è necessario farlo, se si vuole andare avanti...


  

In una calda e afosa giornata di agosto, un uomo stava camminando lungo le vie di Nerima, alla periferia di Tokyo; indossava un completo funzionale ed elegante, composto da pantaloni di cotone bianchi, una maglietta muscolare nera che metteva in vista gli addominali scolpiti e un gilet bianco abbinato ai pantaloni. Portava delle comode scarpe da passeggio di colore marrone, al polso aveva un elegante orologio digitale e sul naso erano poggiati degli occhiali da sole scuri, abbinati alla barba, rada, ma ben curata, che gli incorniciava il viso e ai suoi capelli: una folta chioma nera che terminava in una breve coda di cavallo dietro la schiena.

Era arrivato con un volo da Hong Kong cinque giorni prima, e aveva avuto una settimana di permesso dal suo lavoro. Non era certo quello che si era prefissato, ma era sempre meglio di niente e almeno aveva ancora un illusorio ancoraggio con ciò che amava fare. Aveva scelto di trascorrere questa vacanza nel suo Paese natale, dove non tornava da sette mesi: di solito veniva appena possibile, ogni volta che si presentava una festività o un’urgenza da parte della madre, ma negli ultimi tempi era stato occupato fino ai capelli con pratiche e scartoffie burocratiche a non finire. Dopotutto, Hong Kong sarebbe rimasta sotto sovranità britannica fino al 1997, per poi diventare un’entità con autonomia limitata nell’ambito della Repubblica Popolare Cinese. Anche se mancavano ancora tre anni al passaggio di consegne, non era mai troppo tardi per iniziare il trasferimento a Londra, e la burocrazia gli aveva dato ragione: fino ad allora era stato costretto a firmare e a compilare le pratiche per il trasferimento all’estero e per l’ottenimento della cittadinanza britannica, cosa che lo aveva irritato a non finire. Così, appena ne aveva avuto la possibilità, era tornato in Giappone, per fissare nella memoria ancora una volta i luoghi della sua vita passata. 

Appena sceso dall’aereo, volle andare subito a casa di sua madre: le mancava terribilmente e, sebbene ci fosse sua sorella con lei, non voleva che si sentisse così sola per troppo tempo. Le raccontò i suoi progetti futuri e, sebbene la matriarca avesse mostrato un lieve disappunto per la sua scelta di non stabilirsi nuovamente a Tokyo, aveva approvato a malincuore il suo proposito di trasferirsi in Europa. Sperava che, una volta tornato a casa, si sarebbe accasato con una brava moglie e gli avrebbe dato i nipoti che tanto agognava. Tuttavia gli aveva risposto che non si sentiva ancora pronto per queste cose, e voleva godersi ancora un po´ la vita e terminare la sua formazione, prima di prendersi le eventuali responsabilità di un capofamiglia. Anche sua sorella lo pregava in tal senso, dicendo che gli mancava terribilmente; un argomento più solido per convincerlo a restare era stata la notizia del suo fidanzamento con il ragazzo che si era infatuato di lei tempo prima, sebbene la madre avesse delle riserve al riguardo, poiché non approvava alcune scelte di vita del futuro genero. Tuttavia la matriarca aveva dato il suo assenso, visto che lui rendeva felice sua figlia, e aveva insistito che anche il figlio restasse per presentarglielo adeguatamente. Alla fine, l’uomo cedette, dicendo che avrebbe cercato di allungare il suo permesso dal lavoro, dato che il futuro cognato non poteva vederlo in quei giorni. Quando comunicò la notizia ad Hong Kong, i suoi superiori furono d’accordo ad accordagli altri tre giorni di permesso premio, in virtù dell’ottimo lavoro svolto finora.

Quindi, dopo aver comunicato la notizia alla madre e alla sorella, estatiche per l’allungamento del suo soggiorno, l’uomo cercò di ammazzare il tempo come poteva: si era fatto un rigido cronoprogramma precedentemente, ma ora il tempo di permesso in più scombinava i suoi piani. Era quasi ora di pranzo, quindi pensò di andare in un ristorante, non troppo costoso, per mangiare un boccone, sebbene la cucina di sua madre e di sua sorella fosse la migliore che avesse mai provato. A volte, tuttavia, si voleva concedere i piccoli lussi che prima non aveva avuto. Individuò un ristorante che faceva cucina occidentale e decise di provarlo. In fondo, anche ad Hong Kong aveva mangiato cibo occidentale, e non gli era dispiaciuto, quindi perché non ripetere l’esperienza? Era quasi giunto a destinazione, quando inavvertitamente, un idrante scoppiò, forse per la troppa pressione, schizzando dappertutto l’area circostante. L’uomo fu investito in pieno dal getto d’acqua, e sentì l’immediato cambiamento di genere che questo comportava: i suoi capelli divennero rossi, la sua altezza si ridusse di qualche centimetro, il suo petto si gonfiò con due seni prosperi e generosi, mentre la sua barba e la sua virilità scomparvero. “Dannazione!”, imprecò sottovoce, “Non ci voleva adesso! Per fortuna l’orologio è resistente all’acqua…”. Mentre controllava il suo dispositivo al polso e cominciava a strizzarsi l’acqua dal vestito e dai capelli, udì una voce che non sentiva da tempo e che portò a galla molti ricordi: “Ranma!? Sei davvero tu?”.

Il soggetto in questione alzò lentamente la testa per vedere la fonte della voce, e ciò che vide lo scioccò: era una bellissima donna dai capelli corvini con riflessi bluastri e dagli occhi marroni profondi. Indossava un lungo abito giallo a motivi floreali blu, senza maniche e con una grossa cintura di colore rosa. L’abito era anche molto largo e capì subito il motivo: la donna aveva una pancia prominente che indicava in maniera inequivocabile che era incinta. Ranma riconobbe subito chi era, anche dopo cinque lunghi anni di separazione: Akane Tendo, la sua ex-fidanzata. Era chiaramente cresciuta e maturata dall’ultima volta che l’aveva vista: oltre alla pancia enorme, i suoi capelli erano leggermente cresciuti fino alle spalle e aveva un volto più definito e spigoloso, che non mostrava più i segni dell’adolescenza, ma evidenziava il suo passaggio all’età adulta.

Riprendendosi quasi subito dal suo stupore, la donna da capelli rossi esclamò: “Salve Akane. È passato molto tempo dall’ultima volta. Come vanno le cose?”. La sua voce grondava sicurezza, ma dentro di séaveva quasi paura di scoprire la verità e si maledisse per essere tornato in questo luogo, sapendo benissimo che avrebbe potuto re-incontrarla. Invece di rispondere, Akane si avvicinò rapidamente e lo abbracciò, per quanto le sue condizioni glielo permettessero. Un mare di emozioni lo investirono con quel gesto: dapprima scioccato, Ranma posò leggermente le braccia sulla sua schiena, beandosi del conforto e del calore dell’abbraccio. Un breve lampo di invidia gli attraversò la mente, dicendogli che questa donna sarebbe potuta essere sua e con lei avrebbe potuto creare la propria famiglia, ma lo scacciò con forza: lui aveva avuto la sua occasione. Ora era troppo tardi. Akane lo lasciò andare dopo qualche secondo, dandogli una buona occhiata dopo cinque lunghi anni. Anche nella sua forma maledetta, Ranma era cresciuto e maturato, aveva rafforzato la sua personalità, come si poteva vedere dall’abbigliamento che indossava, e aveva trovato il suo posto nel mondo. Gli rispose felicemente: “Sto bene, grazie. Non ti vedo da un’eternità, quanto tempo fa è stato? Posso solo immaginare le cose che hai visto e che hai fatto. Che ne dici di sederci e parlarne?”. Ranma cominciava a sentirsi a disagio. Una parte di lui voleva accogliere immediatamente la sua proposta, mentre l’altra gli urlava di allontanarsi il più possibile da lei e di non tornare mai più, perché altrimenti le avrebbe causato guai in famiglia. Decise alla fine di dare ascolto a quest’ultima: “Uhm, mi piacerebbe molto Akane. Tuttavia”, disse nervosamente, guardando di sfuggita l’orologio, “temo di avere un impegno piuttosto urgente, quindi dovrei andare via velocemente. Spero di vederti presto, comunque. Ciao ciao!”. Concluse il discorso piuttosto frettolosamente e si stava già girando per andarsene, quando una mano, delicata ma ferma, gli afferrò il polso. Stupito, l’uomo attualmente donna si voltò per vedere l’ex-fidanzata che gli teneva la mano e gli sorrideva dolcemente, con uno di quegli sguardi che lo avevano sempre affascinato. Akane parlò con tranquillità: “Sei sempre stato un pessimo bugiardo, Ranma! Cosa c’è di male nel sederci e chiacchierare? Ti prego, fallo per me, ci terrei tanto…”. Finì con un sussurro speranzoso che fece crollare le ultime barriere di Ranma, il quale annuì distrattamente con la testa. Felice della sua decisione, la donna incinta trascinò la donna dai capelli rossi nel ristorante che era stato precedentemente la meta originaria di quest’ultima, per iniziare a raccontarsi cinque anni di vite vissute separatamente.





 





 





 

     


                     





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