FanFiction Angel Sanctuary | Il giocattolo di Redeyesdemon | FanFiction Zone

 

  Il giocattolo

         

 

  

  

  

  

Il giocattolo   (Letta 167 volte)

di Redeyesdemon 

2 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaAngel Sanctuary

Genere:

Angst

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Rosiel - Catan

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Accusa 

Da quando il mio signore Rosiel si è ritrovato con la sorella Alexiel io sono sparito, vengo chiamato solo per qualche ordine e poi abbandonato come un cane, sapevo che questo momento sarebbe arrivato solo che non credevo facesse così male.


  

Da quando il mio signore Rosiel si è ritrovato con la sorella Alexiel io sono sparito, vengo chiamato solo per qualche ordine e poi abbandonato come un cane, sapevo che questo momento sarebbe arrivato solo che non credevo facesse così male.
Hanno troppe cose in comune ed un semplice burattino come me non può resistere a queste due potenze, ma devo farlo sono stato creato per questo.
Guardo l’orologio in cucina, è l’ora di servire il The anche su questo sono uguali, stessi sapori e stessi orari non un minuto di più né uno di meno.
Metto tutto sul vassoio e vado davanti alla porta del salotto bussando, non posso entrare senza permesso.
Permesso che mi viene accordato dopo poco.
Faccio un bel respiro ed entro andando a poggiare il vassoio sul tavolo.
Faccio un piccolo inchino ad entrambi e inizio a servire il mio signore.
“Non ti hanno insegnato che si servono prima le donne?”
Mi sento dire con tono derisorio mentre porgo il the al mio signore.
“Mi scusi, forza dell’abitudine rimedio subito.” la odio giuro.
Finisco di preparare per Alexiel quando sento delle scariche che mi fanno crollare in ginocchio, ti vedo ridere e questo mi da noia ma devo star buono.
“Non succederà più lo giuro, è stata solo una svista.”
Stringo i denti per il dolore e scioccamente spero nell’intervento di Rosiel che la fermi ma invece accade tutt’altro, si aggiungono le sue scariche adesso fa veramente male, non riesco a trattenere i mugolii di dolore, due forze del genere per un solo corpo sono troppe.
“Non osare mancare di rispetto a mia sorella un’altra volta Catan o te ne faccio pentire.”
I miei occhi si spostano su di lui mentre stringo i denti per tutto il dolore che sto sentendo.
“Non volevo mio signore lo giuro, sono abituato a servire lei per primo anche quando abbiamo ospiti, mi perdoni la prego non commetterò di nuovo lo stesso errore.”
Crollo a terra quando entrambi smettono.
“Adesso va Catan hai altri compiti da svolgere.”
Annuisco alzandomi.
Mi inchino nuovamente ad entrambi uscendo di li dopo aver chiuso la porta.
Mi allontano di lì e mi appoggio al muro tenendomi il braccio che continua a darmi scariche, fa male come tutto il mio corpo.
Mi alzo la manica della divisa e vedo le bruciature, ci vorrà del tempo per farle guarire completamente.
Per mia fortuna ho già svolto i miei compiti, ma appena la calma si impossessa nuovamente di me, vengo chiamato.
Ricorda niente errori stavolta Catan mi dico in testa mentre vado alla porta, busso nuovamente e con l’ordine di entrare lo faccio.
Mi inchino nuovamente davanti a loro, il braccio continua a darmi le scariche ma spero che nessuno lo noti.
“Cosa posso fare per voi miei signori?”
Ho messo entrambi al pari non dovrebbe essere un problema, ma poi ricordo che Rosiel non vuole essere paragonato ad altri, non importa ormai è andata così.
“Porta via tutto Catan”
Gli sento dire con voce calma, ma non fido, la sua è solo calma apparente.
Annuisco raccogliendo tutto e portandolo in cucina iniziando poi a lavar tutto, ma devo far attenzione a questo braccio mi sta dando problemi e preferisco perdere più tempo invece che rischiare di far danni.
Vado a mettere tutto al suo posto passando davanti al salotto dove sento dire.
“Mi chiedo, mio caro fratello, come tu possa aver preso in casa uno del genere, non è da te.”
Mi soffermo ad ascoltare senza farmi sentire.
“Sai cara sorella, sono stato obbligato a farlo non era mia intenzione.”
Spalanco gli occhi a quelle parole, bruciano come olio caldo sulla pelle.
Mi allontano di li senza far rumore, mi sento uno schifo adesso, ma cosa mi aspettavo che dicesse?
Che tiene a me?
Stupido stupido stupido ecco cosa sono.
Vado a riporre tutto.
Subito dopo vado in biblioteca, ho delle ricerche da svolgere che mi terranno occupato tutto il pomeriggio per mia fortuna.
Prendo tutti i libri che mi servono e mi metto alla scrivania con il quaderno sottomano, solo qua riesco a sentirmi calmo anche se le parole di prima mi risuonano in testa, ed il dolore al braccio non mi aiuta per niente ma devo calmarmi e lavorare, se si arrabbia di nuovo io sono finito oggi.
Mi immergo nella lettura lasciando i problemi ad un lato, i libri sono voluminosi e difficili da leggere, è una scrittura antica ed io devo tradurli e semplificarli per lui.
Non ha voglia di perdere tempo con questi tomi noiosi.
Di solito in poco capisco come svolgere il mio compito ma oggi no, questo dolore aumenta minuto per minuto, mi sta facendo impazzire ed io non so cosa fare, non voglio che lo veda quindi nasconderò il braccio finché non sarà guarito.
Per fortuna non è il braccio che uso maggiormente, altrimenti sarei stato nei guai.
Il pomeriggio passa senza essere chiamato nuovamente, io ho svolto la metà del mio solito lavoro, dirò che sono punti complessi e che mi ci vuole più tempo, non ha mai detto niente su questo.
L’ora di preparare la cena arriva ed io mi alzo dirigendomi in cucina, non capisco perché mi gira la testa così tanto, dovrò far attenzione ai fornelli.
Per mia fortuna la cena di stasera è piuttosto semplice e non devo stare lì a servirli, ho solo da preparare e portare tutto sul tavolo della sala da pranzo, ah già devo chiamarli o beh poco importa.
Preparo tutto con precisione millimetrica.
Come ho fatto oggi vado da loro dicendogli che la cena è servita aggiungendo che se non hanno bisogno di me, io oggi finisco prima la mia giornata lavorativa.
Per mia fortuna mi accorda il permesso, tanto son io ad aver più lavoro domani ma ora voglio solo stendermi.

     


                     





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