FanFiction City Hunter | Incubi dal passato di Lunasyriana | FanFiction Zone

 

  Incubi dal passato

         

 

  

  

  

  

Incubi dal passato ●●●●○ (Letta 1367 volte)

di Lunasyriana 

8 capitoli (conclusa) - 2 commenti - 2 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Ryo Saeba - Kaori Makimura

Coppie:

Ryo Saeba/Kaori Makimura (Tipo di coppia «Generic»)

 

 

              

  


  

 Le verita' nascoste 

Kaori giunge alla mostra con Miki. Che cosa vedrà? Quali sentimenti emergeranno? Verba volant, scripta manent...


  

Ciao a tutti,

Grazie mille per l’accoglienza e i primi commenti. 

Innanzitutto questo racconto è già finito e salvo ripensamenti dell’ultimo minuto è composto da 8 capitoli di varia lunghezza.

Non mi aspettavo che una foto potesse destare tanto interesse e dopo avermi creato molta ansia da prestazione spero di non deludervi.

Buona lettura!


CAPITOLO 2


E così giunse sera. 

Kaori andò a prendere Miki. Ci voleva una mezz’ora per raggiungere la galleria. In auto Miki non riuscì a rimanere in silenzio a lungo, curiosa di conoscere la loro destinazione.

“Allora Kaori?! Si può sapere dove stiamo andando?” 

“Scusa ancora se ti ho chiesto di accompagnarmi. Non mi aspettavo che Ryo venisse con me al locale. Vedi stasera andiamo veramente ad una inaugurazione, ma… ecco…gli animali non c´entrano molto...” 

Miki guardò incuriosita l’amica “Avanti, Kaori. Non posso mica cavarti le parole di bocca”. 

Kaori abbozzò un sorriso e dopo un profondo respiro confessò “Andiamo a vedere la mostra fotografica di William Russell. È un fotoreporter di guerra“.

Nel sentire quel nome Miki trasalì. Nonostante fossero passati diversi anni la donna si ricordava di quel reporter. Da ragazzina lo aveva incontrato nel campo militare con Falcon. Ricordava il suo sorriso e, la tristezza di vedere una fanciulla come lei in mezzo a tanta bruttura. Ricordava che le aveva offerto di portarla via da quegli orrori. Ricordava di come suo marito aveva cercato di mandarla via con lui. Ricordava e una lacrima scese sul viso.

Kaori vedendo la sua amica con lo sguardo perso si morse il labbro. Forse aveva fatto una cavolata. Forse sarebbe dovuta andare da sola.

“È per questo che hai mentito a Ryo?” chiese improvvisamente Miki

“Si” rispose Kaori colpevole, abbassando il capo. Poi continuò “Oggi alla stazione ho visto il manifesto della mostra e c’era una foto che ritraeva Ryo. Magari pensavo di poterla trovare esposta e... Sinceramente non lo so”. 

“Capisco. Hai fatto bene a non dirgli niente. Sai non è facile fare i conti con quello che abbiamo passato in gioventù. E credo che per Ryo sia ancora più difficile visto quello che ha fatto sotto l´effetto della droga.” 

“Mi dispiace Miki. Io voglio sapere.” disse sconsolata Kaori. 

Fece una pausa e poi riprese “Vedi anche se Rosemary mi ha raccontato una parte della vita di Ryo, mi sembra sempre di non conoscerlo come vorrei. Io voglio capire. Voglio essere una partner migliore per Ryo”. 

Miki guardò Kaori con gli occhi lucidi. Quella ragazza era veramente innamorata di quello stupido, oltre a essere molto determinata. Forse questa mostra le avrebbe fatto aprire gli occhi sul loro passato e avrebbe capito quanto lei fosse importante per tutti loro, non solo per Ryo. Kaori, con la sua semplicità e purezza d’animo, rappresentava una ventata di aria fresca per tutti loro cresciuti in un ambiente di sola guerra e morte. Quella donna gli donava la determinazione e la forza di riscattarsi agli occhi della società. Miki accennò un sorriso e guardò la sua amica intenta a parcheggiare. Come faceva a non rendersi conto di cosa rappresentava per i suoi amici, ovvero quella strana famiglia che inconsapevole aveva riunito.

Infine giunsero alla loro meta e mettendo da parte ogni indugio, Kaori e Miki varcarono l’ingresso della galleria. 

L’ambiente era gremito di gente. 

La mostra era suddivisa in aree geografiche. C’erano molte foto a colori e in bianco e nero, le gigantografie dei volti si imponevano sul pubblico. L’aria era piena di emozioni. 

Cominciarono la loro visita dall’Europa, la guerra dei Balcani appena conclusasi ricordata attraverso gli scatti degli orrori della guerra. Soldati sporchi e feriti con le loro armi, lo sguardo perso nel vuoto, la stanchezza visibile nei loro occhi. Donne e bambini spaventati, laceri, violati nella loro intimità in nome della pulizia etnica. E poi altri scatti meno infelici, altri di uomini senza scrupoli che esibivano come un trofeo i cadaveri. Kaori si sentiva smarrita. Potevano gli uomini compiere tanta atrocità? 

Continuarono con l’Asia, la guerra del Vietnam tanto vicina a loro eppure così lontana nel tempo. Quanti orrori, quanta sofferenza. Successivamente, visitarono la zona dedicata all’Africa, una terra così lontana, macchiata ancora da guerre tribali e signori della guerra. E ancora orfani, donne, cadaveri e ghigni trionfali di uomini senza scrupoli. E infine giunsero alla sezione riguardante il sud America. 

Kaori si fermò, stava male davanti a quelle immagini. Miki la prese per mano e cercò di rassicurarla. Capiva cosa stava passando la sua amica. Lei ci era cresciuta in mezzo e nonostante questo si sentiva tanto innocente, quanto colpevole di aver fatto parte di quel mondo.

“Kaori se non te la senti ci torniamo domani” “No, Miki. Devo vedere” e detto questo si incamminò verso le prime foto.

La prima parte sembrava quasi allegra, si vedevano gruppi di mercenari in posa che sorridevano meglio che potevano, erano sporchi, feriti, vuoti.

In alcuni scatti Miki riconobbe se stessa e Falcon. “Vedi Kaori, questi siamo noi” disse indicando una foto 

“Eri così piccola Miki” rispose l’amica 

“In questa foto avevo circa 14 anni. Era poco prima che Umi mi lasciasse…” e Miki lasciò vagare i suoi pensieri, lo sguardo perso, a volte accennando un sorriso, a volte incupendosi per il dolore che aveva provato. 

Poi scosse il capo a voler cancellare quei ricordi ormai lontani e disse “Andiamo avanti Kaori. Siamo qui per cercare Ryo giusto?” 

“Beh in effetti… però mi rendo conto che forse per te… “ Kaori non sapeva cosa dire 

“Ehi non ti preoccupare. Fa parte del mio passato e ci devo convivere in qualche modo. Certo fa effetto rivedere le cose nero su bianco” la donna sorrise e prendendo a braccetto Kaori continuarono il loro percorso. 

Man mano che avanzavano Kaori cercava con insistenza la foto che ritraeva Ryo con i suoi commilitoni. Spostava lo sguardo da una foto all’altra, ma niente. Poteva mai essersi sbagliata?! Eppure era sicura. E mentre si torturava sulla possibilità di essere caduta in errore ecco la prova del contrario.

Al centro della sala, quasi a termine della mostra si ergeva la gigantografia di un ragazzo, i capelli scuri scompigliati, gli occhi neri profondi, segnati, vuoti, lo sguardo perso lontano, la sigaretta accesa in bocca. “Ryo” furono le uniche parole che pronunciò Kaori perchè poi dovette soffocare con la mano un grido di dolore. 

Cominciò a piangere copiosamente, non riusciva a fermarsi. Vedere quella foto l’aveva sconvolta. Percepiva tutto il dolore, il vuoto, la morte che aveva circondato Ryo prima di conoscere Hideyuki e lei. L’uomo che amava, rappresentato in quella foto, aveva sofferto, qualcosa in quello sguardo era spezzato. Finalmente Kaori si trovava faccia a faccia con i fantasmi dei suoi amici. Fino a quel momento non era riuscita a capire, non poteva, ma adesso come avrebbe guardato tutti loro, e soprattutto Ryo. Miki alla reazione dell’amica le aveva messo un braccio intorno alle spalle e cercava di consolarla. 

Poverina” pensò “non aveva mai capito cosa potesse essere crescere in una zona di guerra” doveva fare qualcosa per aiutarla. 

“Kaori, dai non piangere. In fondo è successo quando tu neanche lo conoscevi. Non è colpa tua. Quello non è il Ryo che noi conosciamo” 

“Ryo” Kaori non riusciva a dire niente, era troppo sconvolta. 

E così all’improvviso si voltò e corse via piangendo. Voleva andare dal suo Ryo, voleva sentirsi confortata dal suo caldo abbraccio. Salì sul Panda verde e a tutta velocità si diresse verso casa. Una volta arrivata, fece le scale di corsa. Senza fiato si fiondò nella stanza del socio. Per sua fortuna lui era lì, seduto sul letto, aveva percepito il suo arrivo e rimase stupito nel vedere la sua socia tanto sconvolta. Kaori era in piedi davanti a lui in lacrime. Ferma e in silenzio.

Ryo si chiese che cosa fosse successo, e cercando di sdrammatizzare disse “Ehi, Kaori che ti prende? Ti hanno scambiato di nuovo per un ragazzo?”. L’uomo era già pronto a subire una martellata. Teneva gli occhi chiusi e si era rannicchiato a terra. Tuttavia il colpo non arrivò. Riaprì gli occhi e vide la donna ancora ferma e in lacrime. Si raddrizzò e si avvicinò alla donna per cogliere qualche reazione, ma fu sopraffatto dalla violenza dell’abbraccio di Kaori. 

Tra un singhiozzo e l’altro la ragazza gli disse “Mi dispiace, Ryo. Mi dispiace” 

Ryo, inizialmente smarrito, avvolse in un caldo abbraccio la socia. Pensava che una volta calmata gli avrebbe detto che cosa fosse successo, ma lei continuava a ripetere solo “mi dispiace” e a piangere finchè la stanchezza non la fece crollare. Sentendo le forze di lei venire meno, si adagiò sul letto. Lui continuava a non capire. L’abbracciava e lentamente le accarezzava i capelli. Cercava parole per calmarla, di infondere un sentimento di quiete. Poi finalmente si accorse che la ragazza non piangeva più e si era addormentata accoccolata a lui. 

Kaori si sentiva al sicuro tra le braccia rassicuranti di Ryo. In quel momento non pensava alle sue mani insanguinate, agli orrori della guerra, pensava solo che Ryo era lì e la stava proteggendo dal mondo esterno.

 L’uomo non ebbe il coraggio di portarla nella sua stanza e così tenendola possessivamente si sistemò meglio sul letto coprendo entrambi con il lenzuolo. 

Lui si fece cullare dal respiro di lei e lei dal battito del cuore di lui. 

In quell’abbraccio c’era tutto il loro amore non espresso a parole, ma solo con quei piccoli gesti. Lentamente anche Ryo si addormentò e forse per la prima volta da anni riuscì a farlo senza incubi.

     


                     





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