FanFiction City Hunter | 29 Settembre di Lalushka | FanFiction Zone

 

  29 Settembre

         

 

  

  

  

  

29 Settembre ●●●●● (Letta 199 volte)

di Lalushka 

1 capitolo (conclusa) - 2 commenti - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Ryo - Kaori

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

29 Settembre di Battisti. La cantavamo insieme, tutti gli anni. Prima di persona poi per telefono. "Mamma mia, come sei stonato" ti prendevo in giro neanche fossi stata Celine Dion. Ed ora tutto quello che vorrei sarebbe poter cantare ancora con te...


  

Seduto in quel caffè

Io non pensavo a te



Le ombre
della sera si allungano mentre sorseggio l’ ennesimo caffe’ bollente della
giornata senza neanche sentirne il sapore.



Solo
pochi giorni fa il calore del sole riempiva i nostri giorni, adesso sembra che
qualcuno abbia drammaticamente girato un enorme termostato puntandolo su una
temperatura di circa 10 gradi piu’ fredda.



Ho la
testa piena di pensieri.



Troppi
e non riesco a trovare un filo logico o forse neanche lo cerco.



Tra
frammenti di vita vissuta e tra quelli di vita che vorrei vivere e che mi
affollano la mente in questo momento per una volta non c’e’ posto per te.





Guardavo il mondo che

Girava intorno a me



Guardo
fuori, senza vedere niente in particolare.



Gente
che si affretta per rientrare a casa o per fare shopping prima della fine dei
saldi.



In
questi ultimi giorni non si trova nulla di interessante, comunque, solo orribili
rimanenze di magazzino che qualcuno comprera’ solo per poter dire in giro che
ha fatto shopping durante i saldi.  

Il mondo intorno a me continua a vivere ignorando la mia presenza.



Poi d´improvviso lei sorrise



Il
campanello attaccato alla porta per indicare l’ arrivo di un nuovo cliente
tintinna.



Eccola,
e’ cosi bella con quei suoi lunghi capelli di seta e lo sguardo limpido senza
ombre.



Labbra
come boccioli di rosa, denti candidi e perfetti.





E ancora prima di capire



Mi
trascina via con se prima che me ne renda conto.



Non
lascio che pochi spiccioli sul tavolo, troppo pochi anche per coprire il costo
di una sola tazza di caffe’ ed io ne ho bevute 4 mentre la stavo aspettando.



So
che Miki e Umi non se la prenderanno e che li useranno per rimpinguae la
cassettina delle offerte per gli orfani che si sono fatti dare dalla casa
famiglia.



Mi trovai sottobraccio a lei

Stretto come se non ci fosse che lei



Oggi
non sono troppo alto per lei, indossa  tacchi alti e fini e mi stringe cosi tanto che
credo che piuttosto che una dimostrazione di vicinanza, il suov sia un
tentativo per sfruttare il mio supporto e  per non inciampare.



Vedevo solo lei

E non pensavo a te



Mentre
aspettiamo che il semaforo pedonale diventi verde con quel consueto segnale
acustico spaccatimpani, mi giro e mi perdo a guardare il suo riflesso di spalle
su una delle vetrine degli ultimi negozi del centro.



Si e’
arricciata i lunghi capelli corvini oggi e porta un vestitino che le arriva
appena sopra il ginocchio e un cappottino avvitato.



E’
cosi diversa da te.




E tutta la città

Correva incontro a noi



Il semaforo
e’ verde finalmente.



Io e
lei ci avviamo verso il quartiere dei locali quello poco distante da casa.



Casa.



Non
posso tornare a casa stasera, non ancora.



Un
fiume di gente ci viene incontro diretto verso il centro, e’ venerdi sera.



Molti
si girano a guardarci, “siamo proprio una bella coppia” penso gonfiando il
petto.



Abbasso
gli occhi verso di lei quando la sento canticchiare un motivetto che mi sembra
di ricordare.



Il buio ci trovò vicini



In un
attimo si e’ fatto piu’ buio e piu’ freddo.



Si
stringe di piu’ a me.


Un ristorante



Faccio
per entare in uno dei migliori ristoranti della zona, lei mi guarda prima
sorpresa poi un po’ delusa.



Non
troveremo mai posto, visto che non abbiamo prenotato.



e poi di corsa a ballar sottobraccio a lei



non
riesce a correre su quei trampoli che si e’ messa.



Mi
chiedo perche’ le donne debbano soffrire in questo modo solo per sembrare piu’
belle ai nostri occhi.



Cerco
di trascinarla in uno dei miei locali preferiti, ma mi guarda con tanto d’occhi
e poi scuote la testa ridendo.



Faccio
finta di fare l’ offeso e le lascio il braccio recuperandola poco prima che
perda l’equilibrio e finisca dentro una pozza di liquido non identificato.



Il
mio cellulare vibra nel taschino.



Via
libera.



Stretto verso casa, abbracciato a lei



E’
lei ad accellerare il passo quando capisce dove stiamo andando.



Io
rido e la stringo forte. Per certi versi ti assomiglia.





Quasi come se non ci fosse che

Quasi come se non ci fosse che lei



Quasi come se non ci fosse che lei

Come se non ci fosse che lei



Mi son svegliato e

E sto pensando a te



Apro
gli occhi,ero cosi stanco che ho lasciato le tapparelle aperte.



Non
lo faccio mai perche’ non e’ sicuro.



Dormi
nuda accoccolata accanto a me e russi soffiando come un gatto – mi sa che
abbiamo dato fondo alla riserva di alcol ieri sera! 



Ricordo solo che

Che ieri non eri con me



Ho
lasciato che fosse lei ad aprire la porta di casa, nostra figlia.



Era
tutto buio quando e’ entrata anche se un occhio come il mio, avvezzo all’
oscurita’, non ci ha messo che un secondo per notare lo scintillio dei festoni.



In un
attimo ho localizzato anche te, accanto alla finestra col telefonino in
modalita’ video, pronta ad immortalare il momento in cui una folla di ragazzini
troppo brufolosi, profumati ed ingellati le e’ saltata addosso per farle gli
auguri.



-Mamma!-



Ti ha
gridato felice e commossa quando e’ riuscita a liberarsi dai suoi amici e ti ha
potuto abbracciare.



L’
hai stretta a te come quel 29 Settembre di 16 anni fa.



Non
volevi lasciarla andare neanche per farla prendere in braccio a me.



-Niente
male, Papy! Non avevo capito proprio niente!-



Mi
stringe ed io la prendo tra le braccia alzandola da terra. 



Il sole ha cancellato tutto



Il sole
non ha cancellato proprio niente.



Tu sei
il sole, il mio sole che mi illumina il cammino da tanto tempo ormai. 



Di colpo volo giù dal letto



E corro lì al telefono



 



Il
mio telefono vibra e preso dalla curiosita’ mi allungo per recuperarlo
richiando di volare giu’ dal letto.



Miki
ha scattato un sacco di foto, in una tutta noi giovani e vecchi



(inorridisco
solo a pensare che qualcuno possa considerarmi vecchio) siamo a terra su dei
grandi cuscini e mangiamo patatine e pop corn.



Tutti
mischiati come un grande mosaico, perche’ i suoi amici hanno detto che siamo
una famiglia “cool” e quando hai fatto un giro di chiamate per invitarli tutti
a questa festa a sorpresa hanno accettato tutti di buon grado.



Te li
ha prestati Eriko i cuscini, li ha presi da uno dei suoi ultimi allestimenti
per un servizio fotografico, Umi ti ha aiutato a spostare i divani e a gonfiare
i palloncini anche se alcuni sono cosi grandi che sembrano sul punto di
scoppiare.



Miki
si e’ occupara della torta, Mick dei piatti e delle stoviglie perche’ Kazue
odia cucinare e dell’ alcol con buona pace di Saeko che ha dovuto chiudere un
occhio.



Anche
perche’ deve farsi perdonare il fatto che come regalo si e’ presentata con un
motorino, che ha fatto sicuramente la felicita’ della festeggiata ma che sara’
la nostra croce di angoscia.



C’e’
una foto in cui nostra figlia e’ a terra che ride fino alle lacrime, senza
scarpe che ha fatto sparire appena dopo aver fatto le foto di rito con noi
genitori, gli zii i cugini e gli amici.



Era un
po’ brilla, lo eravamo tutti.



Anche
io e te.



Miki
ci ha fotografato abbracciati mentre probabilmente ballavano un lento.



Dovevo
essere un bel po’ fuori di testa se nella foto successiva ti trascino in un
bacio appassionato davanti a tutti.



Di
nuovo un trillio, un altro messaggio.



Copro
il telefono perche’ il rumore non ti svegli.



Nostra
figlia ha gia’ cambiato la sua foto profilo.



Ha i
miei occhi ed il colore dei miei capelli, ma i lineamenti dolci come i tuoi.



-Grazie
Papy, e’ stato il compleanno piu’ bellissimo del mondo. Il caffe’ e’ pronto,
restera’ al caldo per un’ altra mezz’ora. Io esco.-



Mi
scrive intervallando il messaggio con un paio di cuori e una tazzina di caffe’ non
mi dice dove va ed io devo ignorare il fatto che il cuore mi si stringa in uhna
morsa di preoccupazione.



So
che con i cugini e’ al sicuro, ma non credo potro’ mai smettere di pensare a
lei senza angoscairmi.



Mi
manda un selfie – noi tre, gli occhi brillanti di gioia, 33 denti x tre ben in
vista.



-Ti
adoro piccola mia....-



Mormoro
ridendo sommessamente.



Parlo, rido e tu, tu non sai perché



Mugugni
stiracchiandoti contro di me.



-Si
puo’ sapere cos’e’ tutto questo casino di sabato mattina?!-



Adocchi
il mio telefono irritata ed io lo nascondo sotto il cuscino, perche’ sotto
sotto mi vergogno a farti vedere che sono un po’ commosso. 



T´amo, t´amo e tu, tu non sai perché



-Ti
amo, Kaori.-



Mi giro
verso di te e ti stringo fra le braccia.



-Uhm...-



Bisbigli
scettica.



-Cos’avrai
mai da farti perdonare?!-



Me lo
merito perche’ non mi lascio andare spesso a simili dichiarazioni.



Dici
che ti imbarazzano, ma so che non e’ vero.



Lo
dici solo per non farmi pesare il fatto che io sia sempre cosi avaro di
complimenti e dimostrazioni di affetto.  



 



Non avrei saputo sognare una vita piu’ perfetta di
questa.



 



Queste
parole le tengo per me, le soffio verso l’ alto con un sospiro, so che qualcuno
che veglia sempre su di noi non potra’ che rallegrarsene.





Parlo, rido e tu, tu non sai perché

T´amo, t´amo e tu, tu non sai perché

Parlo, rido e tu, tu non sai perché

T´amo, t´amo e tu, tu non sai perché



 

     


                     





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