FanFiction Dragon Ball | FOLDS OF FATE di SimonKog95 | FanFiction Zone

 

  FOLDS OF FATE

         

 

  

  

  

  

FOLDS OF FATE   (Letta 168 volte)

di SimonKog95 

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Sezione:

Anime e MangaDragon Ball

Genere:

Avventura - Drammatico - Introspettivo - Giallo

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Vari - Tanti

Coppie:

Vari/Tanti (Tipo di coppia «Generic»)

 

 

              

  


  

 L'arrivo su Glacial 02 - Benvenuti a Hollywood Prison... 

Possibile che qualcuno, dall'alba dei tempi, si sia divertito a giocare con tutti noi, piegando il nostro destino? So solo che ora mi ritrovo qui, sul campo d battaglia, a decidere chi sia degno di ambire a quel trono, sperando solo di non rovinare tutto....


  

Note dell´Autore.


Salve a tutti! Sono nuovo di questo sito, ma spero di potervi intrattenere con le mie storie. Prima di lasciarvi, ci tenevo a darvi due premesse molto importanti.

La prima è quella più importante, ed è giusto che lo sappiate sin dall´inizio. Quanto pubblicherò qui è già presente sul sito efpfanfic, con due storie. Vi informo, per evitare fraintendimenti, che io sono l´autore di entrambe quelle storie e che sto pubblicando su questo sito per mia libera scelta. 

Per la seconda, potrete leggerla al termine del capitolo, se ancora vorrete continuare con la lettura. Vi anticipo solo che verrà spiegato il motivo per il quale Dragon Ball è davvero poco accennato, in questo capitolo.

Ho già parlato fin troppo! Allora vi lascio finalmente al capitolo!

Vi auguro BUONA LETTURA!

"Non esiste una magia come quella delle parole" -Anatole France-



*

Possibile che qualcuno, dall´alba dei tempi, si sia divertito a giocare con tutti noi, piegando il nostro destino? So solo che ora mi ritrovo qui, sul campo di battaglia, a decidere chi sia degno di ambire a quel trono, sperando solo di non rovinare tutto.


*



FOLDS OF FATE


*


1 Parte


The Legend of the Earthly Yilancar


*

1

L´arrivo su Glacial 02 - Benvenuti a
Hollywood Prison...




Il pianeta Kagaku era famoso per la sua tecnologia e per le sue conoscenze scientifiche in tutti gli ambiti del sapere. 

Alcuni scienziati riuscirono a scoprire una nuova tecnica per modificare geneticamente gli esseri viventi, e sfruttarono alcuni dei loro prigionieri per svolgere esperimenti a dir poco orribili. Questa procedura consisteva nell’iniettare, nelle arterie dei corpi scelti, una miscela fra una sostanza chiamata Yilar, prodotta nei loro laboratori, ed i geni da aggiungere nella vittima.

Solo in pochi sopravvivevano... il resto delle cavie moriva tra atroci sofferenze!

Questi esperimenti, però, si rivelarono una condanna per l’universo intero…

Il monarca di Kagaku, infatti, venne deposto con un colpo di stato e sul trono salì Glacial, il capo di un gruppo di rivoluzionari violenti, sanguinari ed avidi di potere. Si narra che questi fossero stati tra i primi a subire quelle atroci sperimentazioni, ma che quest´ultime li avessero spinti a cercare vendetta nei confronti dei loro scienziati e del popolo che li aveva ridotti a meri topi da laboratorio.

Glacial, tuttavia, invece di interrompere quegli esperimenti, decise di diventarne uno dei finanziatori più accaniti, assumendo scienziati sempre più intelligenti, fino a quando non completarono le loro ricerche con risultati leggendari. Fu così che nacquero gli Yilancar, assassini geneticamente modificati, capaci di trasformare a comando il proprio corpo, diventando dei veri e propri mostri assetati di carne fresca. Cominciarono a conquistare pianeti su pianeti, sterminando popoli millenari.

Erano passati quasi cinquant’anni dal giorno in cui l’Impero degli Yilancar era nato… ormai, gran parte parte dell’universo conosciuto era stato annesso ad esso.

Purtroppo per noi, anche il pianeta Terra venne conquistato… e non solo.

Anche qualche altro mondo di nostra conoscenza venne sottomesso, ed è da qui che partirà la nostra storia…


***

 

Atmosfera di Glacial 02 - Astronave
militare dell’Impero Kagakuriano


BEAR






Ero di ottimo umore. Ero riuscito a conquistare quel piccolo pianeta senza perdere molti uomini ed avevo, ancora una volta, dimostrato la crudeltà e la ferocia del nostro impero.

Ci avevo messo una settimana esatta…

... no… ad essere sinceri la battaglia vera e propria era durata soltanto un’ora.

Alla caduta dell’ultimo nemico, avevo impartito l’ordine, ai miei cinquanta
soldati, di eliminare l’intera popolazione e di saccheggiare tutte le città.

Uno sterminio di massa nel giro di sette giorni… donne e bambini che venivano violentati, stuprati e uccisi senza pietà… uomini e anziani torturati e seviziati fino alla morte… case e foreste immerse nelle fiamme che l´esercito aveva propagato...

... straziante ed apocalittico per chi lo aveva vissuto sulla propria pelle, lo ammetto… ma le urla agonizzanti delle nostre vittime erano sempre state una sinfonia meravigliosa per le mie orecchie!

Ora l’esercito dei Kagakuriani era in viaggio per Glacial 02, dove avrei dovuto rendere conto di tutte le mie azioni davanti al Generale Supremo, Dragon Oronar.

Mi rilassai sul sedile in pelliccia della nostra lussuosa astronave, incrociando le mani dietro la mia pelata e squamosa nuca verde.

Già mi immaginavo di ricevere gli elogi ed i complimenti del mio imperatore, Glacial-Sama… gongolavo al solo pensiero della ricompensa che avrei ricevuto!

Il viaggio durò ancora un’ora. Poi, dal parabrezza in vetro della navicella, cominciai ad intravedere, in lontananza, l’enorme globo sul quale io e tutti i soldati, in servizio attivo, vivevamo fin dal giorno del nostro arruolamento.

Nessuno svago su Glacial 02, solo allenamenti e scartoffie da firmare. Non vi erano alcol o tabacco, ed era vietato sfogare i propri piaceri sulle prigioniere...

...ma
nessuno però rispettava le regole… nemmeno io!

Sogghignai al solo pensiero di quello che tenevo nascosto dentro la mia cabina privata dell’astronave.

Il mio succulento bottino di guerra…

… era da tempo che non disponevamo di giovani ed avvenenti femmine terrestri, ed ero stato fortunato a trovarne una di mio gusto. Avevo già avuto il piacere di assaggiarla e non vedevo l’ora di poterne avere ancora un po’…

“Solo qualche altro minuto…” pensai tra me e me, con il desiderio che già ribolliva nel mio sangue “… ancora qualche altro minuto… poi tornerò da quella puttana e me la scoperò un´altra volta!


***


Glacial 02 – Aeroporto Militare
dell’Esercito Kagakuriano


La nostra astronave atterrò senza alcun intoppo all’interno dell’aeroporto militare.
Finalmente ero tornato a ‘casa’. Dopo una settimana di duro ‘lavoro’, non c’era niente di meglio che tornare nella mia piccola, ma confortevole, casetta e farmi una bella doccia, pulendomi da tutta la terra, il sudore ed il sangue ancora impregnati sopra le mie squame.

Se in più ci aggiungevo un ennesimo stupro alla mia nuova conquista di battaglia... quella notte me la sarei spassata come quando ero un giovane scapestrato, non c’era alcun dubbio!

Almeno questo era quello che speravo di fare una volta sceso dall’astronave…

Invece io ed il mio piccolo plotone ci ritrovammo circondati da centinaia di soldati che puntavano le armi verso di noi.

Rimasi molto sorpreso ed impietrito davanti a quell’accoglienza così intimidatoria. Chi poteva aver dato quell’ordine?

Di fronte a me, una figura nota si avvicinò minacciosamente. Era un uomo terrestre adulto, completamente calvo, dagli occhi neri come il carbone, con una cicatrice lungo quello destro. Indossava un’armatura tipica dell’esercito Kagakuriano, ossia una battle-suit senza spalline con uno stemma dell’Impero sul petto. A differenza degli altri soldati, però, indossava anche un mantello rosso dietro la schiena.

Il generale Dragon… dovevo immaginarmela una mossa simile da parte sua!

Mi inchinai davanti a lui come da prassi, essendo inferiore di grado, ma non lo rispettavo per niente.

Tutt’altro! Lo odiavo dal giorno in cui lo avevo conosciuto! Mi si staccavano le squame per lo stress a causa sua!


***


Dragon Oronar era stato prelevato vent´anni prima da un pianeta chiamato Terra. 



mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-language:AR-SA">Non c’era


stato neanche bisogno di combattere… la popolazione di quel pianeta, da quello


che scoprimmo, si estinse da sola a causa di conflitti interni religiosi…







Credere ancora in una divinità?! Quella razza aveva meritato l´estinzione!

Peccato solo che un sopravvissuto c´era ancora... e ci avrebbe cambiato la vita per sempre!

Fui proprio io, in una delle tante ricognizioni che eseguimmo, a rintracciarlo. Mi ricordavo quel giorno come se fosse ieri. Quel ragazzo si trovava su una spiaggia di fronte l´oceano, e stava mangiando una lucertola arrostita…

… rivoltante!

Il terrestre, che all’epoca doveva avere una ventina di anni, mi aveva fissato per qualche minuto, prima di cedermi ingenuamente ciò che rimaneva del suo pranzo.
Dopo un gesto del genere (lucertole e Kagakuriani avevano un aspetto molto simile), Dragon venne trascinato all´interno della nostra astronave e trattato come un verme miserabile, frustrato e seviziato senza alcuna pietà.

Il primo pianeta sul quale venne imprigionato fu Glacial 05, destinato agli esperimenti dello scienziato pazzo Oss Burk. Sarebbe dovuto morire lì, secondo le previsioni di tutti. Rimanemmo sbalorditi quando scoprimmo che fu lo stesso imperatore Glacial a dar l´ordine di liberare quel selvaggio, trasferendolo nell’esercito.

Era stato portato su Glacial 95, il pianeta destinato alla crescita dei soldati Imperiali, e tutti dovettero dare credito all´intuizione del nostro sovrano, io compreso. Dragon divenne uno dei guerrieri più conosciuti e potenti di Kagaku; i pianeti che aveva conquistato, con le sue gesta straordinarie, erano centinaia e le battaglie in prima linea in cui aveva combattuto erano state molte di più.

I suoi incredibili successi portarono quel ragazzo ad entrare nelle grazie dell’Imperatore, del quale ora era il suo consigliere più fidato, nonché il guerriero più potente.

Non fu questo, però, a rendere Dragon così famoso. Quel terrestre fu, infatti, il primo essere vivente oltre ai Kagakuriani ad aver subito la modifica dei suoi geni… e non una modifica qualsiasi!

Oss Burk, durante la sua prigionia su Glacial 05, gli iniettò uno degli Yilar più pericolosi e leggendari… quello del mitico Drago Nero dalle Angeliche Ali, la lucertola alata più possente e gagliarda dell’Universo!

Fu anche grazie a Dragon se l’Impero di Glacial cominciò ad agire meno barbaramente di prima; con il potere che possedevano, affermava il generale consigliere, il miglior modo per continuare a mantenere a lungo il controllo delle nostre conquiste era amministrarle a favore delle popolazioni annesse, così da evitare possibili rivolte o rivoluzioni.

L’impero cominciò a prosperare, con grande sorpresa da parte nostra. I territori vennero spartiti in venti regioni, ognuna amministrata da un governatore, sottoposto a Glacial, di grande esperienza e intelligenza politica. Venne creato anche il Consiglio dei Venti Saggi, un assemblea nella quale l’Imperatore riceveva notizie riguardanti le azioni politiche attuate dai suoi governatori, approvando o rifiutando le loro proposte.

Al
terrestre fu concesso il controllo del suo vecchio pianeta natale,
sopra al quale venne istituita la nuova Base Militare dell’Impero
Kagakuriano, così da poter crescere al meglio i soldati dell’esercito,
tenendoli costantemente sotto stretto controllo...

… a parole, s´intende!

Ora Dragon Oronar era il Generale Supremo dell’Esercito Imperiale, e solo Glacial era al di sopra di lui nella piramide sociale…

… e per me, uno degli Yilancar appartenenti al gruppo di spodestanti originario, era un’umiliazione troppo pesante da sopportare…


***


Il generale Dragon si mise di fronte a me, con un ciglio che non prometteva nulla di buono.

Si capiva da più di un miglio che era a dir poco furibondo. Io, però, non ero per niente preoccupato. Tutti i soldati che erano partiti assieme a me, durante il viaggio di ritorno, avevano deciso di assecondare una versione dei fatti completamente falsa, in modo da non subire alcun castigo una volta tornati su Glacial 02.

Ero un vero genio! Il mio superiore non lo avrebbe mai scoperto… ed io sarei passato per un eroe!

Generale, sono tornato dalla missione con successo! Il pianeta, di coloro che ci hanno attaccato due mesi fa, è stato conquistato con successo!

Affermando ciò, mi misi dritto gonfiando il petto con orgoglio ed osservando con sfida gli occhi del mio generale il quale, però, continuava a fissarmi più arcigno che mai.

Primo… tu non sei stato mandato in nessuna missione! Sei partito da
solo, con questi uomini ingenui, e sei sparito per un’intera settimana mancando di rispetto verso le decisioni di Lord Glacial.
 Secondo… non
ti avevo dato ancora l’ordine di parlare!
 E terzo… sarà meglio
che tu abbia delle buone motivazioni per le quali non dovrei ordinare, ai miei soldati, di crivellare con un migliaio di pallottole sia il tuo lurido e
squamoso culo che quello di tutti gli altri tuoi compagni!

Digrignai i denti per la rabbia, ma non reagii impulsivamente. Ero convinto che, dopo aver dato la mia giustificazione, saremmo stati tutti perdonati.

Già mi immaginavo la scena... inginocchiato davanti all’Imperatore, su Glacial 01, mentre venivo eletto Generale Supremo dell’Esercito Imperiale al posto di Dragon…

Ho deciso di partire con questi cinquanta soldati perché ero contrario alla sua decisione di agglomerare il pianeta nemico con la diplomazia. Ero sicuro che, dopo l’attacco subito alla sua persona, l’impero avrebbe subito un attacco a sorpresa ancora più massiccio. Così, infatti, è stato non appena siamo atterrati. Abbiamo dovuto combattere per diversi giorni contro centinaia di guerrieri molto forti! Siamo stati costretti a sterminare tutta la popolazione e a bruciare tutto quanto! Nessuno è sopravvissuto!

Mi inchinai di nuovo di fronte al generale, quest’ultimo ancora impassibile.

I soldati qui presenti dietro di te confermano quanto hai detto?” domandò ad alta voce Dragon ai miei sottoposti, i quali confermarono la mia versione, all’unisono, senza alcun tentennamento.

SIGNORSI’ SIGNORE!

Il generale Dragon cominciò a camminare avanti e indietro. Non sembrava più arrabbiato, ma pensieroso e riflessivo. Sembrava stesse decidendo il da farsi, ma ormai l’avevo in pugno.

Ci ero riuscito! Lo avevo calmato ed ero riuscito a fregarlo!

Continuai a crederlo anche quando il terrestre mi fissò con sguardo più tranquillo e gentile.

Troppo gentile…

Perché non mettiamo a prova la vostra versione?” 

La mia sicurezza cominciò improvvisamente a vacillare.

Che intenzioni aveva quel bastardo del mio superiore!?

Il generale Dragon chiamò cinque dei suoi soldati e mi osservò con un ghigno a dir poco diabolico.

Oh no…

Non ti dispiace se faccio controllare la tua astronave dai nostri soldati, vero? Piccolo controllo di routine, non dispiacertene…

Il generale si allontanò dal comandante e cominciò a osservare i soldati del plotone indagato, alla ricerca di un profilo in particolare. Lo trovò. Un piccolo alieno dalla carnagione biancastra, con un occhio solo in mezzo alla fronte. Era sicuramente il più giovane ed il più preoccupato dalla situazione…

… il più facile a cui strappare le informazioni! Era perfetto per le intenzioni del Generale Supremo…

… non per me, purtroppo!

Quale è il tuo nome, soldato?

S… soldato Junion! Signore!

Bene, Junion… potresti unirti ai miei uomini e controllare l’astronave
assieme a loro?
 Mostragli ogni centimetro ed ogni stanza... poi tornerai
qui con loro e mi farai un rapporto dettagliato su quello che troverete!

gli ordinò il generale Dragon.

S… SISSIGNORE!

Il giovane alieno si affrettò a seguire gli altri, entrando all’interno del mezzo, mentre il mio corpo iniziò a tremare per la paura quando il generale si voltò nuovamente verso di me.

Cosa ti succede, comandante Bear? Sembri piuttosto pallido... per caso ti sei dimenticato di accennarmi qualcos´altro?

N… no signore! Le ho già detto tutto!

Il terrestre si avvicinò ancora di più a me, fissandomi dritto negli occhi. Il suo sguardo era a dir poco spaventoso. Solo Glacial era in grado di farmi tremare in quel modo.

Ne sei sicuro, Bear?” insistette il generale con un tono che non
prometteva nulla di buono “Perché se c’è qualcosa che non mi hai detto… o se mi hai mentito… tu ed i tuoi sottoposti sarete cibo per gli avvoltoi!

Accidenti a quel terrestre! Mi aveva messo sotto scacco!

Nella mia mente rimbombava una sola frase di speranza... ti prego... fa che non la trovino... fa che non la trovino!

Le mie preghiere, però, rimasero del tutto inascoltate. Cinque minuti dopo, un urlo decisamente poco ´maschile´, proveniente dall´enorme navicella, venne udito da tutti i presenti.

Mi si gelò il sangue. Abbassai lo sguardo con orrore, chiudendo gli occhi e stringendo i pugni davanti alla figuraccia che avevo fatto. Ero nei guai, lo sapevo.

Dovevo trovare un escamotage per evitare il peggior scenario possibile...

... l´esecuzione capitale!

I cinque soldati dell’esercito di Dragon erano tornati dalla loro ispezione. Fra di loro vi era anche Junion, in evidente stato di shock.

Non erano soli, però. Assieme a loro, infatti, vi era la ragazza terrestre che avevo rapito da quel pianeta, trattenuta, e strattonata con la forza, dalle braccia da due di loro.

Nessuno dei miei soldati era a conoscenza di quella storia. Avevo perso, con tutta probabilità, anche la loro fiducia, ma in una situazione del genere, eravamo tutti in pericolo. Se volevano sopravvivere, dovevano continuare a confermare la nostra versione…

… tutti… anche Junion.

"Ma guarda un po´! Scommetto che si è intrufolata di nascosto per non essere trovata! E li avreste sterminati tutti, vero comandante Bear?” mi
schernì sarcasticamente ad alta voce Dragon davanti a tutto l’esercito mentre la ragazza veniva portata con la forza davanti a lui.


***


DRAGON


Quella povera ragazza venne trascinata ai miei piedi dai miei soldati. Doveva avere una ventina di anni, ed era anche piuttosto avvenente secondo i canoni di bellezza della mia razza. Aveva i capelli rossi e lunghi fino alle spalle, e gli occhi erano di un blu molto profondo. Indossava una giacchetta rosa senza maniche, una mini gonna bianca e delle scarpe di ginnastica azzurre.

Tutto il suo corpo, notai, era ricoperto di sangue...

… soprattutto tra le sue gambe… come se...

… brutto segno … perché avevo la netta sensazione che il comandante Bear avesse fatto qualcosa di totalmente disgustoso?

Se quello che avevo intuito era la verità…

… per tutti loro sarebbe stata la fine! Era una promessa!

"Junion... fai rapporto!" ordinai perentorio al giovane soldato
sottoposto a Bear, obbligandolo ad ubbidire.

"Il controllo... è pr... proceduto senza alc... c... cun intoppo... fino a quando
n... non abbiamo trovato q... q... questa ragazza!
" cominciò a
raccontare il povero ciclope che tremava come una foglia.

Era nella stanza privata del comandante, in bella vista...” continuò uno
dei soldati andati in avanscoperta, intuendo che Junion fosse ancora scosso “E’ stato lui a trovarla… ci ha detto che non ne sapeva nulla, e personalmente penso dica la verità... ma se posso permettermi, non credo si sia intrufolata da sola, mio Generale...

"Era ovvio non si fosse nascosta come un topolino!" affermai con crescente nervosismo, alzando una mano per zittire il mio soldato.

Non ero un’idiota. Per quanto le navicelle di guerra fossero molto grandi, le zone riservate agli ingranaggi erano inaccessibili senza un riconoscimento vocale da parte del costruttore principale. Inoltre le stanze di ogni soldato erano spoglie e riempite soltanto dell´essenziale, ovvero un materasso ed un cuscino senza rete. La Sala di Comando non possedeva nascondigli o bocchettoni dell´aria, e quelli presenti nelle stanze avevano l´ampiezza di una pallina da tennis. Quella giovane non poteva essere entrata lì di nascosto, perché i soldati l´avrebbero scoperta all´istante, perciò vi era stata trascinata con la forza. Il bastardo, ovviamente, non lo aveva detto a nessuno, o solo a pochi. Troppi indizi schiaccianti mi suggerivano che qualcosa nel racconto del comandante non quadrasse affatto.

Cercai di studiare i volti dei soldati ammutinati. Notai che alcuni di loro indicavano la ragazza sbalorditi e scioccati, come se non l’avessero mai vista prima, mentre altri erano diventati pallidi come fantasmi. Era limpido come il sole che mi fosse stato nascosto qualcosa di molto importante, un segreto che avrebbe potuto sancire il loro effettivo tradimento.

A quanto pare volevi fregarmi, Bear… ma sai cosa penso? La ragazza non è di certo l’unica cosa che ci hai nascosto!” affermò deciso Dragon al comandante colpevole, visibilmente in preda alla rabbia “Scommetto che, tra qualche minuto, riceveremo tutti delle nuove, brucianti, rivelazioni… Voi due! Andate a recuperare gli altri due detenuti dalla zona industriale!

"SISSIGNORE!"

Quindici minuti dopo, due altri individui mi vennero portati al mio cospetto, mentre la giovane ragazza continuava a piangere disperata.

Il primo era un papero dalle piume bianche, mentre l’ultimo era un cane antropomorfo dalle lunghe orecchie nere. Indossavano un pigiama, a righe bianco nere, ed un berretto grigio. Entrambi avevano qualcosa sulla fronte, ovvero un numero inciso sulle loro carni con una puntina incandescente, cicatrizzato da poco tempo.

Tutti e due rimasero scioccati quando riconobbero la ragazza.

KAIRI!

Lei smise all’improvviso di dimenarsi e si voltò verso di loro, a bocca aperta.

S…siete voi… Paperino… Pippo…” esclamò la ragazza pietrificata.

Come era prevedibile, i due prigionieri si resero conto delle ferite della loro amica ed iniziarono a protestare vistosamente.

QUACK! PERCHE’ SANGUINI?! COSA LE AVETE FATTO?!” ci urlò furibondo il papero, prima di beccarsi un pugno in faccia da parte di uno dei miei soldati.

PAPERINO!” esclamarono Pippo e Kairi in coro.

L’ultima ricominciò di nuovo a lottare strenuamente, mentre un altro soldato mise a tacere anche il cane con un calcio.

NON AZZARDATEVI A PARLARE SENZA L’ORDINE DEL GENERALE, DETENUTI!"

SIETE DEI MOSTRI!" ci urlò disgustata la giovane, in preda alla rabbia
"PERCHE’ CI AVETE ATTACCATO? COSA VI ABBIAMO FATTO!?

Quindi voi tre vi conoscete…

C’era una possibilità su un milione che si conoscessero tra loro, ma ero stato fortunato.

Scossi il capo, infastidito, e mi avvicinai a Kairi la quale provò in tutti i modi a liberarsi. La presa dei soldati, però, era troppo forte e ben presto la
raggiunsi, prendendo il viso della giovane con la mano e obbligandola a
guardarmi dritto negli occhi.

Lo sguardo della rossa era carico di odio e disperazione.

Lei riuscii con ferocia a liberarsi dalla presa ferrea della mia mano, e mi sputò sul viso, letteralmente schifata. Mi asciugai l’occhio dalla saliva della ragazza con la mano. 

Questo non avrebbe dovuto farlo.

Inviperito, le sferrai uno schiaffo così forte e lancinante da ammutolire tutti i soldati. Funzionò. La ragazza, col viso gonfio nel punto dove l’avevo colpita, rimase paralizzata per la paura. Poi gli sbraitai contro.

Sappi che i tuoi amici sono stati catturati due mesi fa, dopo aver tentato di combattere contro il sottoscritto... perciò…

Non ero contento. Vedevo ancora un barlume di resistenza nei suoi occhi. Pertanto decisi di sferrare un altro micidiale colpo sul corpo di Kairi, ovvero una ginocchiata poderosa sul suo ventre che la piegò in ginocchio, obbligandola a sputare sangue davanti ai miei piedi.

Bear si era divertito a giocare con il suo corpo, ma io non avevo tempo da perdere con una prigioniera. I miei pugni e calci erano senza alcuna ombra di dubbio più efficaci per farle capire che non aveva altra scelta se non quella di obbedire ad ogni mio comando.

La presi per i capelli tirandole la testa all’indietro, e le sussurrai all’orecchio.

… se non risponderai sinceramente alle mie domande farò subire sia a te che ai tuoi amici animaletti la peggiore tra le torture esistenti! Sono stato abbastanza chiaro?

Alla ragazza cominciarono a tremare le gambe per la paura e mi resi anche conto che aveva urinato per la paura. Era più che sufficiente. Ora avrebbe cantato come un uccellino.

Prima domanda!” urlai con forza a Kairi, mollando la presa su di lei e facendomi sentire da tutto il suo esercito, con la ragazza letteralmente inerme davanti a me “Cosa è successo sul tuo pianeta?

La rossa spostò lo sguardo verso i suoi due amici, Paperino e Pippo, e raccontò ciò che aveva vissuto senza staccar loro gli occhi di dosso.

Una Gummi-Ship… era atterrata sulla nostra spiaggia… e dentro di essa c’era Re Topolino… era morto...” la ragazza ricominciò a tremare vistosamente “… poi… è atterrata anche la vostra astronave. Eravamo troppo scioccati per reagire, ed i vostri soldati…"

… ed i soldati?” insistetti io verso la ragazza, la quale abbassò lo sguardo senza smettere di agitarsi a causa dei ricordi tremendi che aveva vissuto.

… ci hanno attaccato. Abbiamo provato a combattere ma è stato tutto inutile. Erano troppi… poi lui…” e lei qui, con le lacrime agli occhi, indicò il comandante Bear “… lui si è trasformato in un mostro… e… ha ucciso Sora e Riku..."

Paperino e Pippo erano orripilati. Quella rivelazione li aveva colti alla sprovvista. Non sapevo chi fossero quei giovani che aveva nominato la ragazza, ma dovevano tenerci molto se iniziarono ad urlare disperati davanti a tutto l’esercito.

"NOOOOOOO! GAUSH!"

"QUAAAAACK! SORA! RIKU!"

"DOVETE STARE ZITTI!" gridarono loro contro i due soldati che li
trattenevano, sferrando altri calci sui loro corpi.

NO! BASTA! VI SUPPLICO! NON FATE LORO DEL… OUCH!

La ragazza si beccò un altro calcione da parte mia, e stavolta le spezzai letteralmente il respiro, facendola crollare per terra, quasi priva di sensi. Poi feci segno ai miei soldati di interrompere la violenza, mentre io mi inginocchiai davanti a Kairi e la obbligai a sedersi con la forza, tirandola su come un fuscello semplicemente tirandole i lobi delle orecchie. La ragazza, a causa del dolore, urlò per protesta, ma senz’altro si riprese dal quasi mancamento che le era venuto.

Quanti di voi erano lì a combattere?” continuai a domandare, imperterrito, alla ragazza.

Lei rialzò lo sguardo verso di me, e rivelò distrutta a tutti noi.

Eravamo solo in tre… quei mostri… dopo averci sconfitto… hanno incominciato a seminare il panico… hanno abusato delle donne… hanno ucciso tutti gli abitanti della città senza pietà… e lui mi ha nascosto dentro l’astronave… e poi… e poi…

Kairi non riuscì più a continuare. Il suo pianto divenne disperato e i singhiozzi presero il sopravvento sulla povera ragazza. Per qualche minuto gli unici suoni che si sentirono furono i gemiti della rossa. Paperino e Pippo avrebbero tanto voluto consolarla, ma i soldati glielo impedivano.

Se c’era qualcuno, però, che era letteralmente paralizzato dal terrore, era il
comandante Bear. Era consapevole di essere stato colto in flagrante, per di più di fronte a tutta l’armata.

Alto tradimento… ammutinamento… crudeltà… capi di accusa che lo avrebbero portato alla condanna a morte!

Quel figlio di troia non aveva idea del pasticcio che aveva combinato…

… altro non ci eravamo imposti io e l’imperatore!

Niente attacchi improvvisi nei confronti di un universo completamente sconosciuto… 

… e quell’incompetente cosa faceva?!

Era partito di sua iniziativa verso il primo pianeta che gli capitava a tiro e ne aveva sterminato la popolazione!

M-mio signore…” mi disse balbettando il comandante dalle squame verdi, in preda al panico “N-non crederà m-mica alle p-p-parole di quella m-mocciosa?

Mi voltai schifato verso Bear. Ero furibondo.

No…

… ero letteralmente accecato dalla rabbia!

HAI ANCORA IL CORAGGIO DI NEGARE DOPO AVERMI SPUDORATAMENTE MENTITO?!” gli urlai contro, con una voce talmente spaventosa da far venire i brividi a tutti i presenti, fossero essi soldati, traditori o prigionieri.

Il comandante Bear si mise in ginocchio e provò a baciare i miei piedi. Ogni forma di odio e di mancanza di rispetto nei miei confronti era stata cancellata dalla paura della morte e dall’istinto di sopravvivenza. Il suo orgoglio si era completamente annullato.

La prego, mi creda! L’unica colpa che ho è quella di aver rapito quella ragazza per i miei piaceri! Ma io le ho detto la verità! Mi creda! LA SUPPLICO GENERALE!

Schifoso parassita…” affermai io, allontanandomi da quello che ormai era un essere nemmeno paragonabile ad un verme “… il tuo gesto sconsiderato potrebbe perfino aver condannato a morte l’intero Impero Kagakuriano! Credevi davvero che all’interno di quella dimensione si trovasse un solo pianeta!? Cosa credi che ci succederebbe se gli amici di questi prigionieri fossero tutti guerrieri di grande esperienza?! Sai… POTREBBE ESISTERE PERFINO QUALCUNO PIU’ POTENTE DI
GLACIAL! NON CI HAI PENSATO A QUESTO MENTRE TI DIVERTIVI A RIEMPIRE L’UTERO DI QUELLA RAGAZZINA DEL TUO PUZZOLENTE SPERMA?!

Le mie parole spinsero tutti i miei soldati a sussurrare, preoccupati, tra di loro. Le mie minacce non erano fuffa. Quando avevamo scoperto l’apertura di quella strana dimensione, io e l’imperatore ci avevamo pensato più di due volte prima di decidere il da farci. Bear aveva preso quella decisione soltanto per ego personale, e non per timore di attacchi improvvisi da parte di quei guerrieri.

Fu a quel punto che il comandante si giocò tutte le sue possibilità...

COMPAGNI MIEI! VI PREGO! VOI SAPETE CHE LEI HA MENTITO! QUESTA PICCOLA PUTTANA CI STA CONDANNANDO A MORTE TUTTI QUANTI!

Una mia risata, però, bastò a far gelare il sangue a Bear…

Buona idea! Perché non proviamo a richiedere di nuovo a tutti i tuoi compagni?” lo sfottei nuovamente, annunciando tra lo shock di tutti “Se tutti i tuoi compagni confermeranno la tua versione, allora ucciderò la ragazza e i detenuti… ma se solo uno di loro dirà qualcosa di diverso... allora tutti voi diventerete cibo per gli avvoltoi!

I prigionieri abbassarono il capo, sconfitti. Era chiaro il destino che li attendeva, con la mia proposta. Nessuno dei soldati che li aveva catturati, a loro pensiero, li avrebbe salvati ben sapendo che la loro morte avrebbe permesso ai loro carnefici di passarla liscia. Il mio gioco, tuttavia, era ancora più tremendo, e nessuno lo sapeva.

Mi voltai nuovamente verso il piccolo plotone, pronto alla mia messa in scena.

Soldati! Questa ragazza ha detto il falso?!

SISSIGNORE!

L’urlo si sentì forte e chiaro.

Prevedibili… semplicemente troppo prevedibili...

… coraggiosi a sfidarmi ancora ma con quella scelta si erano condannati da soli!

Infatti, ormai ero convinto che la ragazza terrestre avesse detto il vero. Se loro avessero detto la verità, nessuno ne avrebbe pagato le conseguenze ed avrei semplicemente trascinato i tre prigionieri nel campo di detenzione sul monte Lee. Invece, con quell’affermazione, avevano dimostrato di non avere a cuore le reali sorti del loro impero e che il loro cuore fosse marcio e schifoso.

Ma non era ancora finita. C’era ancora un giovane soldato da interrogare… l’unico al quale, forse, potevo ancora salvare la vita.

Manchi soltanto tu all’appello… mio caro Junion!

Mi avvicinai al giovane ciclope, il quale non riusciva a guardarmi negli occhi, impaurito com’era dalla situazione in cui si era andato a ficcare.

Tu sei colui che farà pendere la bilancia a favore della giustizia...
cominciai a sussurrargli, a bassa voce, con tono mellifluo, sperando potesse
cogliere fino in fondo il mio vero messaggio “Ciò che dirai porterà alla
condanna a morte dei colpevoli. Scegli bene… Junion… dì la verità!

Junion tenne lo sguardo fisso sotto i piedi. Non aveva il coraggio di guardare nessuno negli occhi. Non voleva vedere lo sguardo del suo plotone.

Bear lo aveva fatto salire sull’astronave con l´inganno, ne ero certo, e lo stesso valeva per tutti gli altri soldati. Durante il viaggio, però, le menti e i
cuori di tutti i suoi compagni erano stati corrotti dalle parole dell’alieno
con le squame verdi, che aveva di proposito scelto soldati alle prime armi. La verità era che fossero stati degli ingenui e Junion, ne fui convinto, lo aveva capito. Il giovane ciclope non aveva ucciso nessuno durante quel massacro, anche di questo ne ero convinto, e non aveva rubato né appiccato incendi.

Ero consapevole si trovasse di fronte a una scelta ancora più orribile. Condannare i suoi compagni e amici per le loro colpe… o condannare una povera innocente sapendo di essere nel torto più totale?

Decise di alzare lo sguardo e di voltarsi verso i tre stranieri. Poi si voltò verso i suoi compagni, ma il loro sguardo era impossibile da sostenere…

… fu in quel momento, però, che il giovane ciclope riuscì a cogliermi completamente di sorpresa, spiazzandomi con la sua decisione.

"IO, JUNION POLFEMS, SOLDATO SEMPLICE DELL´ESERCITO DI KAGAKU, SOTTOPOSTO DELL´IMPERO DELL´ONNIPOTENTE GLACIAL... MI DICHIARO IL SOLO
RESPONSABILE DI QUANTO ACCADUTO! MI DICHIARO COLPEVOLE DI ALTO TRADIMENTO VERSO L’IMPERATORE GLACIAL E DI AVER COMMESSO LE ATROCITA’ NARRATE DALLA PRIGIONIERA! SONO PRONTO AD ASSUMERMI, DA SOLO, TUTTE LE RESPONSABILITA’ E TUTTE LE PENE CHE
MI VERRANNO ATTRIBUITE E DARO’ ANCHE LA MIA VITA PER GLI SBAGLI CHE TUTTI NOI ABBIAMO COMMESSO!
 Mio generale... NON CONDANNI ALTRE PERSONE OLTRE IL SOTTOSCRITTO!

Nessuno osò proferire una sola parola. Era calato il gelo all’interno della pista di atterraggio.

I più scioccati erano sicuramente Kairi, Paperino e Pippo, che erano ormai certi di essere spacciati, ed ora fissavano Junion con confusione, ancora inconsapevoli di essere stati salvati.

Quelli che più di tutti rimasero senza parole, però, furono il comandante Bear ed il plotone colpevole, che mai e poi mai si sarebbero aspettati una reazione del genere da parte del loro compagno.

No. Il più scioccato, tra tutti i presenti all’aeroporto, ero io stesso. Cercai di
mantenere il mio sguardo completamente impassibile. Nessuno avrebbe potuto capire quello che passava nella mia mente. Avevo letteralmente sottovalutato quel giovane. Si era dimostrato un soldato col cuore talmente puro da farsi carico di ogni crimine commesso dai suoi compagni. Piuttosto che essere il boia, preferiva essere il criminale.

Quella scelta, anche se lui ne era completamente inconsapevole, aveva salvato la vita di tutti gli innocenti in questa storia. Quella decisione, tuttavia, l’aveva condannato anche a pagare una punizione per essere partito assieme al comandante Bear.

Voleva assumersene le responsabilità? Lo avrebbe fatto... ma a caro prezzo!

Spogliati…

Junion mi guardò stranito, non sapendo cosa aspettarsi da me.

SPOGLIATI!

Il ciclope capì che era meglio obbedire. Si tolse letteralmente ogni armatura o vestito dal suo corpo, sotto lo sguardo attonito di tutti i presenti. Nel giro di un minuto, Junion era completamente nudo.

NO! NON LO UCCIDA! LA PREGO!” mi supplicò Kairi, prima di beccarsi un altro calcio da parte di un soldato. Questo però non la fermò, con nostra grandissima sorpresa “UCCIDA ME, PIUTTOSTO! NON FARGLI DEL MALE!

Sia io che Junion ci voltammo stupefatti verso di lei. Io non avevo più bisogno di altre scuse.

Da questo momento tu, Junion, non sarai più un soldato di Kagaku!
sentenziai con sdegno al povero malcapitato “Passerai il resto della tua
vita nella prigione di Glacial 02… e da questo momento sarai solo un detenuto davanti agli occhi di tutti!
 ED ORA SPARISCI DALLA MIA VITA, INSULSO VERME!

Poi, come se fosse una bambola, lo presi per il cranio e lo gettai via, proprio di fronte a Kairi, la quale si portò vicino a lui per sincerarsi delle sue condizioni.

Per un soldato, essere radiato dall’esercito era come essere considerato un traditore dell’impero. Non potevo permettere a quel giovane, dopo i crimini compiuti da Bear, di essere un nostro sottoposto. Per quanto fosse un bravo ragazzo, la sua ingenuità aveva comunque condannato un pianeta intero all’estinzione. La detenzione nel campo di concentramento era il minimo che potessi fare per punirlo.

L’intero esercito, anche se nessuno lo mostrava, era rimasto sbalordito e indignato davanti a quella scelta. Chiunque, fra loro, avrebbe preferito essere giustiziato all’istante piuttosto che passare anche solo un secondo in quel carcere. Tutti avevano compreso quale fosse la verità, e sapevano che in realtà Junion aveva deciso di sacrificarsi per il bene dei suoi compagni...

… e forse anche per il bene di quella ragazza, ma a loro non importava nulla di lei!

Ciò che aveva fatto era un gesto d´onore degno di un eroe... e questo era il suo trattamento?

La mia risposta era sì. In quell’esercito non ci volevo alcuna persona dal cuore puro. Se l’oscurità avesse preso anche la sua anima, sarebbe potuto nascere un malvagio perfino peggiore di Glacial.

Purtroppo per i presenti, però, non era ancora finita…

Ora tocca a voi… luridi traditori!

Il comandante Bear ed i soldati traditori trasalirono davanti a quella frase.

Junion abbassò il capo, distrutto...

... si era reso conto che il suo gesto non era servito a niente...

Tutti i soldati dalla mia parte riacquistarono la loro compostezza. Non potevano permettersi di protestare davanti a quella scelta impopolare. Potevano soltanto obbedire. Ciascuno tolse la sicura dai loro fucili e si preparò a premere il grilletto.

La sentenza era già scritta…

UCCIDETE QUEGLI IMPOSTORI!

Il comando venne eseguito all’istante. I traditori vennero trapassati da centinaia di pallottole, sotto lo sguardo scioccato di Kairi, dei suoi amici e di Junion.

Una cinquantina di corpi alieni erano ammassati a terra, irriconoscibili, con il loro sangue che si mischiava in una pozza dall’odore nauseabondo.

Non tutti, però, erano morti sul colpo...

IL COMANDANTE SI STA TRASFORMANDO!

Era vero. Bear, avendo una buona preparazione fisica, aveva resistito all’esecuzione, e stava per ultimare la sua trasformazione.

Ciò che avvenne riportò ricordi orribili nella mente di Kairi, che provò a fuggire in preda al panico, assieme a Paperino e Pippo, ma vennero prontamente minacciati dai fucili dei miei soldati. Fu Junion stesso a rassicurarli, indicandomi tranquillamente. Nessuno dei quattro sarebbe fuggito davanti al mio naso.

Davanti a noi era insorto un vero e proprio mostro. Alto cinque metri, assomigliava molto a un orso. Le squame verdi erano state sostituite da una folta peluria marrone, e su ogni zampa vi erano enormi artigli affilati. Sul suo manto scorreva molto sangue, conseguenza delle ferite provocate durante l´inutile pena capitale.

Trasformarti non ti servirà, traditore…

Invece di spaventarmi, allargai le braccia e sorrisi diabolicamente.

Povero illuso…

…se era una battaglia che voleva, allora lo avrei accontentato!

I soldati di tutto l’esercito cominciarono ad arretrare, preoccupati, a tal punto che Kairi, Paperino e Pippo vennero liberati e lasciati momentaneamente liberi. Ma nessuno dei tre provò a scappare, restando invece vicino al giovane Junion, nel quale avevano trovato un punto di riferimento. Era tutto surreale, ai loro occhi.

Chiunque aveva compreso che il cacciatore fossi io, e non Bear il quale, al mio cospetto, sembrava un agnellino in procinto di essere sgozzato dal pastore. Perfino l’enorme mostro era titubante nell’attaccarmi. Lui sapeva di star allungando soltanto l’inevitabile. Sapeva benissimo di essere troppo debole rispetto a me, e non vi stava nessuno da sfruttare come ostaggio per scappare. Nella sua mente, scorreva ormai un lento ed inesorabile timer, che era in procinto di azzerarsi nel giro di pochi secondi.

Bear, in preda al panico e al terrore, si voltò verso colui che lo aveva incastrato, ovvero il povero Junion che, scioccato, non aveva nemmeno la forza per scappareL’enorme orso fece un enorme balzo e si avventò su di lui e sugli altri tre. Kairi urlò terrorizzata, mentre Paperino e Pippo si buttarono sopra di lei tentando di proteggerla.

Il corpo di Junion però agì da solo.

Tutti rimasero pietrificati nel vedere quella scena. L’assalto di Bear si era
arrestato, a pochi centimetri di distanza da viso di Junion, che lo guardava
tremante negli occhi ormai sicuro di fare una brutta fine.

Nessuno, però, riuscì a notare il luccichio rosso che lampeggiava sull’unica iride del ciclope. Tutti erano concentrati sul comportamento dello Yilancar. L’orso sembrava assente e tremava da capo a piedi, come se fosse stato incantato.

Nessuno riuscì a notarlo... nessuno a parte me, che decisi di porre fine a quella scenata da circo!

Un enorme zampa ricoperta di squame nere e dure come il metallo si erse all’improvviso al di sopra del comandante Bear e lo afferrò con i suoi artigli. L’enorme mostro, che sembrò risvegliarsi dal suo torpore, cominciò a dimenarsi e a fare versi disperati.

Quell’arto era solo una parte della mia agghiacciante trasformazione...

… davanti agli occhi di tutti i presenti, incurante dell’orrore a cui li avrei fatti assistere, alzai lentamente per aria lo Yilancar, i cui lamenti fecero scostare lo sguardo di molti presenti.

Cominciai a stringerlo sempre più forte con la mia mastodontica zampa, e a stritolarlo come se fosse un pezzo di pane. I gemiti dell’orso si fecero sempre più strazianti, sempre più acuti e mortificanti per i presenti, soprattutto i quattro prigionieri, i quali non riuscivano a scostare lo sguardo da tale atrocità. I lamenti di Bear assomigliavano a quelli di un cane che veniva preso a botte ripetutamente, fino a renderlo agonizzante.

Solo a quel punto decisi di farla finita.

Aumentando solo leggermente la mia stretta, spezzai ogni costola ed ogni osso di quel mostro, e l’intero corpo del mammifero venne letteralmente triturato dai miei artigli. L’ultimo gesto strozzato della creatura, l’ultimo suo istante di vita, venne seguito dallo scoppio definitivo di tutto il suo corpo, dal quale iniziarono a sprizzare sangue, pezzi di organi ed ossa sbriciolate.

Kairi non riuscì a resistere a quella scena, scostando lo sguardo e vomitando disgustata. Non fu l’unica. Anche Paperino, Pippo e Junion per poco non si sentirono mancare, esattamente come alcuni tra i soldati più giovani che ancora non erano abituati a scene simili.

Ciò che restava del comandante Bear era soltanto qualche pezzo di carne fra gli unghioni della mia mano trasformata, letteralmente imbevuti nel suo sangue, oltre alla testa di quella carogna. Quello sguardo vitreo mi schifò a tal punto da afferrarla e spiaccicarla davanti ai piedi di tutti i presenti.

E i traditori sono sistemati...” affermai soddisfatto del mio operato,
facendo tornare il mio braccio alla normalità.

Nessuno rimase insensibile davanti a quella scena, prigionieri per primi…

… avevo fatto vedere a tutto l’esercito il perché fossi io il Generale Supremo dell’Impero Kagakuriano!

Riportate gli animaletti ad Hollywood! E preparate la ragazza col piccolo traditore…” ordinai ai miei soldati “Date loro… il benvenuto su Glacial 02!

Il ‘benvenuto’, per Kairi e Junion, non fu affatto da ricordare. Entrambi passarono i momenti più traumatici della loro vita e vennero segnati per sempre nel loro carattere e nei loro cuori.


***

 

Glacial 02 - Hollywood Prison


KAIRI

Io
e Junion fummo scortati per tutta la città, con i soldati che ci
prendevano a calci con i loro pesanti stivali in cuoio, come se già non
avessimo subito abbastanza

violenze. Affianco a noi, Paperino e Pippo subivano lo stesso
trattamento. A nulla valsero le nostre proteste. Una lamentela
equivaleva a far arrabbiare ancora di più i nostri carnefici.

Solo al calar del sole, tutti e quattro raggiungemmo la cima del monte Lee. Ci trovavamo davanti ad un enorme complesso edificato, circondato da mura in ferro alte una ventina di metri, le quali recintavano quasi tutta la cima del monte. Non appena oltrepassammo l’enorme cancello in cemento armato, contai quattro casolari, grandi almeno un migliaio di metri quadri e alti una decina, disposti ai vertici di ogni angolo delle mura. Al centro di essi vi stava un’enorme spazio aperto in argilla, nel quale io e Junion venimmo gettati per terra, mentre Paperino e Pippo vennero trascinati con la forza dentro uno di quei capannoni in legno.

Le proteste dei due animali non servirono a nulla. I soldati kagakuriani li allontanarono a suon di pugni e calci, davanti ai nostri occhi.

Hollywood, imparai in fretta, era famoso per i suoi metodi poco ortodossi e molto crudeli, ed entrambi lo provammo sulla nostra pelle e sulle nostre anime. Per prima cosa, subii la stessa umiliazione di Junion, e mi furono strappati i vestiti con la forza.

A nulla valsero le mie suppliche e le mie urla di vergogna. Qualche secondo dopo, ero già senza veli e, in lacrime, mostravo inerme i segni di ciò che Bear e tutti quei soldati avessero fatto al mio corpo.

Sapevo già cosa stavano osservando tutti. Non solo ero stata abusata sessualmente, ma gli assassini di Sora e Riku avevano dato sfogo anche alla loro perversa follia, dato che il mio corpo era ricoperto da graffi, morsi e anche pezzi di carne strappati e ancora sanguinanti. Inutile dire che le mie parti intime fossero quelle più lacerate. Quando vide le mie condizioni, il mio compagno di sventure dalla pelle bianca rimase a corto di parole. Voleva provare a consolarmi, ma i soldati ci tenevano a distanza e non ci permettevano di avvicinarci tra di noi.

Uno dei soldati trascinò verso di noi un’enorme tubo in gomma, dal quale fuoriuscì un’enorme getto d’acqua gelata che ci colpì con forza esagerata. Sentimmo ogni centimetro del nostro corpo congelarsi all’istante e, un minuto dopo, entrambi avevamo la pelle blu e stavamo tremando per il freddo.

Dei vestiti vennero gettati sul terreno argilloso imbevuto sia di acqua che del mio sangue. Erano gli stessi abiti di Paperino e Pippo, ovvero il pigiama a righe bianco nere ed il berretto. Entrambi fummo costretti a metterceli, nonostante si fossero appena sporcati. Scoprimmo, con nostro dispiacere, che non fossero affatto comodi e che sentivamo comunque freddo. Sembravano letteralmente dei veri e propri sacchi di patate, e molto probabilmente non mi ero allontanata dalla verità. Non avevamo ricevuto nemmeno un paio di scarpe e compresi che, da quel momento, avremmo camminato per sempre a piedi scalzi.

Poi fummo entrambi separati. Junion venne condotto all’interno di uno dei casolari, mentre io venni trascinata in un altro.

Quei due capannoni erano destinati alle torture dei prigionieri.

Per prima cosa, mi trascinarono dentro una stanza, con una sola sedia al centro di essa, e mi legarono lì. Poi attaccarono alla presa elettrica uno strano marchingegno e, nell’attesa che quello fosse pronto, quei bastardi si divertirono a seviziarmi ed umiliarmi ancora di più, palpando con insistenza il mio corpo. Come se non bastasse, mi obbligarono a mettermi un bavaglio strettissimo alla bocca, così che non potessi protestare in alcun modo.

Solo quando avvicinarono quel coso vicino alla mia faccia, compresi cosa stessero per farmi e cercai in tutti i modi di liberarmi, disperata. Fu tutto inutile. Con una punta metallica riscaldata ad altissime temperature, i soldati incisero dei numeri su entrambi i miei polsi e sulla mia fronte. Il dolore fu terribile al punto tale da farmi urlare a pieni polmoni. Come se non fosse abbastanza, alzarono la mia tenuta e si divertirono a farmi altre umilianti incisioni, incuranti dei miei gemiti di protesta.

Quando la procedura finì, avevo consumato la mia voce ed ero totalmente inerrme… e si potevano ancora vedere alcune gocce di sangue colare dalle mie carbonizzanti ferite.

Un minuto dopo, una prigioniera con i miei stessi vestiti venne portata all’interno della mia stanza. Le avevano dato una piccola lametta.

Mi dispiace...”

Meno chiacchiere e lavora, puttana!” la sgridò un soldato, dandole uno
schiaffo.  

Quella donna, con lentezza immane, iniziò a rasarmi con quel piccolo pezzetto di metallo, lungo tre centimetri e spesso un millimetro, cercando di non farmi dei tagli troppo profondi. Assistetti, con orrore ed umiliazione, alla caduta di tutti i miei capelli, mentre i soldati lì presenti ci sbeffeggiavano e ci insultavano, sputandoci sul viso. Alcuni soldati la palparono, mettendo le loro mani dentro il suo pigiama a righe, ma per nostra fortuna nessuno di loro provò a ripetere le gesta di Bear. Era sempre più difficile, però, accettare il fatto di aver perso per sempre la nostra dignità.

Delle urla disumane, dal capannone affianco al mio, fecero venire i brividi a tutti, anche ai soldati. Vidi due di loro fare il gesto di un paio di forbici che tagliavano qualcosa, ma non riuscivo a capire a cosa si stessero riferendo.

Quando mi riunii a Junion, terminate le torture, eravamo irriconoscibili. Nemmeno riuscivamo a guardarci tra di noi. Ormai le nostre menti si erano spente, e la nostra indipendenza ci era stata strappata via.

Eravamo ufficialmente diventati il bestiame di quei demoni.

Alla fine, entrambi fummo trascinati all’interno del capannone adibito a dormitorio dei prigionieri, quello dove avevano trascinato con la forza Paperino e Pippo, e fummo sigillati al suo interno.

Ci trovammo di fronte ad una scena ancora più opprimente. Centinaia di detenuti, come noi, erano distesi per terra, sulla stessa argilla che si trovava all’esterno, e si scaldavano fra di loro rimanendo ammassati come pecore. Uomini, donne e anziani tremavano infreddoliti, con le dita dei piedi ormai nere a causa dell’assideramento. Ringraziai il cielo che non ci fossero bambini...  

... in caso contrario, penso proprio che l´avrei fatta finita già da un po´.  

KAIRI! JUNION!

Le voci di Paperino e Pippo riuscirono a farmi ridestare da quell’orrore. Fu come riemergere dall’acqua dopo aver rischiato di affogare. I due si stavano avvicinando lentamente, già intuendo quello che ci era successo.

Paperino! Pippo!” li raggiunsi con grande fatica, gettandomi su di loro ed
abbracciandoli di slancio. 

Non erano soli. Due figure si erano avvicinate a noi quattro. 

Una di queste era una donna alta e slanciata. Nonostante nel capannone non ci fosse altra luce se non quella proveniente dalle aperture sul tetto, le sue fiere iridi color fuoco erano visibilissime. La riconobbi subito. Era la stessa prigioniera che mi aveva tagliato i capelli, quella che avevano maltrattato insieme a me.

Il secondo era un anziano e ricurvo signore dalla pelle rugosa. Sembrava molto vecchio, ma si muoveva con sorprendente agilità. Li studiai da cima a fondo, non capendo cosa volessero da me e Junion.

Gaush! Non preoccupatevi! Sono due brave persone! Sono tutti prigionieri innocenti, qui!” mi rassicurò Pippo con dolcezza, presentandoli “Lei è Flame, mentre lui è il vecchio Shiro. Abbiamo raccontato loro tutto quello che è successo…

Che mi venga un colpo, Pippo!” esclamò rammaricato Shiro osservandoci “Mi avevi detto che erano molto giovani… ma non pensavo così tanto! Ah… quali altre atrocità dovranno vedere i miei poveri occhi?!” 

Ci dispiace per quello che vi è capitato...” disse invece Flame,
mortificata per quanto mi avesse fatto “Speravamo tutti non entrasse
qualcun altro a Hollywood… ed invece…

Vi hanno fatto assaggiare l’inferno, lo vedo dalle vostre facce...” continuò il vecchio guardandoci dritti negli occhi.

Non appena disse ciò, il mio cuore non riuscì più a sopportare tutto quel dolore, e scoppiai di nuovo a piangere. Non fui l’unica, però, poiché anche Junion abbandonò la sua compostezza e ci mostrò il suo lato più fragile. Paperino mi strinse la mano, mentre Pippo mi cinse le spalle con un braccio. Shiro e Flame, invece, si avvicinarono a Junion. Tutti e sei, poi, ci allontanammo verso uno degli angoli più distanti dai prigionieri della struttura, in modo da non disturbare il loro sonno.

Umiliata e straziata nell’anima, piansi fra le braccia di Flame, raccontando loro tutto quello che mi avevano fatto dal giorno in cui mi avevano imprigionata nella navicella. Paperino e Pippo mi sussurravano parole di conforto e speranza, che riuscirono solo in parte a curare i miei tormenti.

Quando fu il turno di Junion, tuttavia, mi crollò il mondo addosso e mi vergognai letteralmente di me stessa. In meno di poche ore, a lui era toccata una tortura perfino peggiore della mia.

All’interno del carcere di Hollywood, infatti, i detenuti erano tutti ammassati all’interno dello stesso capannone, sia uomini che donne, per limitare tutti gli spazi. A causa di ciò, era stata indotta una tortura, solo per i prigionieri di sesso maschile, per impedire la procreazione nel campo.

Il ciclope si era reso conto troppo tardi di ciò che gli avrebbero fatto, quando ormai per lui sarebbe stato impossibile impedirlo.

Sentire quell’esperienza fu peggio di quanto potessi immaginare. Mi sentivo uno schifo. Io ero la responsabile di quanto gli era successo. Se lui era stato arrestato, la colpa era la mia.

Riuscimmo a recuperare la nostra compostezza solo dopo aver finito le lacrime.  

Che… che posto è questo?” domandai io a Paperino e Pippo, i quali
incominciarono a spiegarmi.

Glacial 02 era la Base Militare dell’esercito che aveva attaccato il mio pianeta. I soldati, però, non vivevano equamente su tutto il globo; la loro unica base, difatti, era all´interno una metropoli della vecchia popolazione terrestre, un tempo chiamata Los Angeles.

L’aeroporto era la pista di decollo e di atterraggio delle astronavi kagakuriane. La maggior parte dei soldati più anziani viveva nelle case ancora in piedi, chi da solo e chi in gruppo, e questi erano quasi cinquanta mila. I Yilancar originali e Dragon Oronar, invece, abitavano all’interno di un enorme torre fortificata, chiamata Fortezza dei Comandanti. Questa era circondata dalla Base Militare, un complesso di forma quadrata nel quale venivano addestrati i soldati e dove soggiornavano le reclute dell’esercito. Ai confini della città, più precisamente sopra ad un rilievo chiamato all’epoca monte Lee, vi stavamo noi ed una gigantesca scritta fatta con pannelli in metallo.

‘Hollywood’, un tempo, era il simbolo della città di Los Angeles… ora rappresentava il nome del campo di schiavitù più conosciuto ed orrendo di quell’universo.

Quindi, ora, siamo ufficialmente schiavi dell’esercito… finì di spiegarmi Junion, amareggiato e distrutto nell’orgoglio.

So che è dura da accettare…” comprese Flame, prima di affermare energica “… ma dovete andare avanti! Non avete tempo per metabolizzare quanto vi è accaduto!

Flame ha ragione!” la seguì a ruota Shiro, indicando sia la sua fronte che le zone più intime del suo corpo “Tutti noi abbiamo subito le vostre stesse
torture…
 sappiamo come vi sentiate… ma se non supererete il trauma
velocemente, verrete ammazzati senza pietà!

Junion abbassò lo sguardo ed annuì, sconsolato. Lui, a differenza mia, conosceva le storie che circolavano su Hollywood, e scoprire che erano tutte vere non era stato bello.

Ho perso la mia casa… e tutte le persone che mi volevano bene...” dissi però io, in preda alla depressione “... ho visto morire Sora e Riku davanti ai miei occhi… quell’alieno mi ha violentato… e ora questo… come posso
superarlo?

Quack! Ci siamo ancora noi, Kairi!” Paperino affermò deciso.

Esatto! Yuk!” confermò Pippo poggiandomi una mano sulla spalla “Sora e Riku non vorrebbero che tu ti arrendessi così! Abbiamo affrontato tante
disavventure... e insieme supereremo anche questa!

Per la prima volta dopo tanto tempo, riuscii a smuovere le labbra e a formare un piccolo sorriso. Avevano ragione. Poteva sembrare impossibile in quel momento, ed ero consapevole che vivere senza Sora e Riku sarebbe stato uno strazio per me, soprattutto senza il primo, per il quale avevo provato un amore incondizionato. Loro, però, non avrebbero mai voluto che io mi arrendessi a quei vermi… 

“Ragazzi…”

Dovevo farmi forza, reagire, e lo avrei fatto assieme ai miei amici.

Ci siamo anche noi, da ora in avanti!” disse loro Flame con un sorriso a
trentadue denti “Quando avrete bisogno di qualcosa, non esitate a
chiederci una mano!

Io e Junion annuimmo, confortati dalle parole dei loro amici.

Adesso, però, dobbiamo andare a dormire!” disse Paperino agitato “O
domani subiremo il nostro ultimo appello!

Io non capii il perché di quella frase, ma non ebbi il tempo di fare domande.

Domani vi spiegheremo tutto… promesso!” esclamò il vecchio Shiro, che ci portò vicino a tutti gli altri detenuti.

Io e Junion fummo fatti stendere all’interno, mentre gli altri quattro si misero attorno a noi per riscaldarci. Il ciclope si era messo di spalle a me, provando a prendere sonno, ma io presi di nuovo la parola.

Junion…” gli sussurrai, sfiorandogli la spalla “… forse non è il momento più adatto ma… per quello che è successo con il tuo generale… ti
voglio chiedere scusa...

Scusarti?” disse stupito il giovane, voltandosi verso di me.

Se tu non ci avessi protetto… se tu avessi mentito al generale… tu ora saresti sano e salvo...” gli feci notare io, affranta “Nessuno dei due
avrebbe sofferto più…

Non dirlo neanche per scherzo!” mi rispose fermamente Junion con rabbia, cogliendomi di sorpresa “Se non gli avessi detto la verità, il generale mi avrebbe ucciso assieme a tutti gli altri soldati! Lui voleva soltanto una conferma per far fuori Bear e l´intero plotone! E poi… non saresti morta soltanto tu, ma anche i tuoi amici! Sono io quello che dovrebbe scusarsi con te per quello che è…

Gaush! Ragazzi!” ci stoppò Pippo, che si era accorto del nostro dialogo “Domani avrete tutto il tempo per parlare, ma ora dormite… avrete bisogno di tutte le vostre forze da questo momento!

Annuimmo,scusandoci con gli altri detenuti e cercando di metterci quanto più comodi possibile. Questa volta, però, io e Junion stemmo uno di fronte all’altro, guardandoci negli occhi.

Non c’era bisogno di altre parole… entrambi ci eravamo detti tutto con quello sguardo.

Eravamo riusciti a darci un minimo di forza ciascuno.

Ora dovevamo solo sopravvivere…

Nonostante i mille pensieri e le mille angosce che ci attanagliavano, i nostri occhi si chiusero all’istante.

Eravamo troppo stanchi per poter rimanere svegli un altro secondo di più…

 

***


Glacial 02 - Centro abitato di Los
Angeles


Unknown


Mi ersi innanzi a quelle strade deserte, cercando di percepire quante persone fossero ancora sveglie.

Solo pochi soldati erano ancora in piedi, e si stavano divertendo con alcool, droga e qualche prigioniera che avevano obbligato a far rimanere nelle loro abitazioni. Riuscivo a percepire le urla strazianti di dolore delle innocenti fanciulle, e quelle di goduria dei militari. Dubitavo sarebbero sopravvissute prima del sorgere del sole. Un maschio, qualunque fosse la sua razza aliena, era in grado di spezzare la sua controparte opposta se sfruttava solo la sua forza bruta.

Era notte fonda, e la mia ombra si allungava sull’asfalto davanti al chiaro di luna. L’odore provocato dai gas dell’industria bellica, in lontananza, rendevano l’aria sporca ed inquinata. I soldati kagakuriani non solo si divertivano a distruggere la vita di quei detenuti, ma anche quella del pianeta dove soggiornavano, con la produzione in serie di armi e navicelle spaziali di guerra.

Sogghignai diabolicamente… era il luogo perfetto per far crescere e diventare più forti i miei Heartless!

Ne rilasciai uno soltanto… un piccolo Shadow, il quale si voltò verso di me con fare confuso.

Io, per tutta risposta, spalancai le mie braccia e gli feci intendere che potesse fare tutto ciò che desiderava.

Non ci fu alcun bisogno di andare ancora avanti. La creatura oscura si allontanò allegramente, famelica di cuori e di luce.

Iniziai a ridere, divertita dalla facilità con la quale ero riuscita ad ingannare tutti.

Tre dei miei nemici erano finiti in quella prigione dell’inferno, altri tre erano morti… e ne mancavano ancora tanti altri…

… mi sarei sbarazzata di tutti loro, con le buone o le cattive… fosse stato l’ultimo gesto della mia vita!

Decisi di aprire un varco oscuro e di tornare alla mia nuova base, pronta ad ideare nuovi piani per poter attuare la mia vendetta...

... e ad accudire l´unico tesoro di cui mi importasse adesso, in quel momento!

 



Fine Capitolo 1



NdA - Vi è piaciuto il primo capitolo? Un po´ differente, presumo, da ciò che vi aspettavate, ma tranquilli. Ho tutte le spiegazioni del caso nella seconda premessa che vi spiegherò proprio adesso.

FOLDS OF FATE non è una semplice fan-fiction, ma una vera e propria Serie Crossover comprendente tre saghe, da me scritte. Saranno presenti personaggi di moltissimi manga, quelli di un video-gioco in particolare (che voi avrete, credo, intuito leggendo questo primo capitolo), e tanti Original Character a cui spero vi affezionerete moltissimo. Dragon Ball sarà uno dei tre manga/videogiochi che trainerà l´intero racconto, sia per l´orientamento nella time-line che nell´ambientazione in generale. Dato che sarà "molto" lunga, vi informo che non sempre vi troverete immersi nel mondo di Dragon Ball, perciò se questo non vi soddisfa non è necessario che continuiate a leggere la mia storia.

Il primo pezzo, quello che sto cominciando ad inserire e che è già completo nell´altro sito, si intitolerà "The Legend of the Earthly Yilancar" come avete intravisto prima della lettura del capitolo. Comprenderà 31 capitoli (30 di storia e 1 di epilogo), e sarà incentrato sui mondi di Kingdom Hearts, Dragon Ball, Naruto, One Piece ed Hellsing. Ci sarà anche un breve cameo di un personaggio proveniente dal Signore degli Anelli, se devo essere pignolo. I due protagonisti saranno Kairi e un mio OC, ma entrambi avranno un legame con Dragon Ball nel corso della storia.

La pubblicazione, per coloro che non intendono spoilerarsi la fine sull´altro sito (e spero in tanti, con tutta sincerità), sarà settimanale, principalmente il mercoledì pomeriggio verso le 14:00-15:00. Se ci dovessero essere ritardi, farò in modo di comunicarvelo il prima possibile.

Il secondo pezzo, che si intitolerà "Golden Bullet - The Hunter Warrior", è ancora in fase di pubblicazione sull´altro sito. Per le informazioni sulla pubblicazione, dovrete attendere il termine della prima saga, ma dovrebbero essere all´incirca 45 capitoli (44 di storia ed 1 Epilogo. Questa avrà un legame ancora più forte con Dragon Ball, motivo per il quale ho deciso di usare questo manga come categoria principale per l´intera serie.

Il terzo pezzo, in fase di idealizzazione, si intitolerà "The War of the Anomalies", ma l´introduzione al primo capitolo è una frase che apparirà sicuramente in esso. In questo caso, l´intera storia sarà completamente stravolta, ma lo vedrete...

... ronf... ronf... zzzzzzzz...

Sono andato oltre, non è vero? Chiedo scusa! Come sempre, tendo ad esagerare...

Per chi sarà interessato, il prossimo capitolo lo pubblicherò il 10 Giugno, tra le 14:00 e le 1e 15:00!

Vi saluto e vi dò appuntamento per quel giorno!

     


                     





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