FanFiction Negative | War of Love di VioEnkeli | FanFiction Zone

 

  War of Love

         

 

  

  

  

  

War of Love   (Letta 149 volte)

di VioEnkeli 

3 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Artisti musicaliNegative

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Lemon

Protagonisti:

Jonne Aaron Liimatainen - Silja Lehtinen - Sir Christus

Coppie:

Jonne Aaron Liimatainen/Silja Lehtinen (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 01 ~ Rockstar 

Avere diciannove anni, quasi venti, e sentirsi il re del mondo. C’era qualcosa di meglio? Forse sì, si disse il ragazzo, spiando fuori della piccola porta del backstage.


  

Lui era il suo migliore amico da sempre, fin dal primo giorno di scuola. Tra loro era nato subito qualcosa, come un istintivo senso di appartenenza reciproca. Per lei, quel ragazzino, era come un fratello da coccolare. Per lui, allo stesso modo, lei era la sorellina da proteggere a spada tratta.
Adesso però le cose erano cambiate. Erano cresciuti. Lui si era trasformato in un giovane maschio molto attraente che tutte le loro compagne di scuola volevano conquistare. Biondissimo, grandi occhi azzurri, sorriso contagioso; chiunque si sarebbe lasciato incantare da lui. Tranne lei. Per Silja non era cambiato niente; lui era ancora solo Ville, il suo Ville, l’amico a cui confidare i propri sogni, i desideri, con cui condividere le gioie e i dolori. Lo stesso amico che aveva un fratello maggiore per cui lei si era presa una cotta e che era l’unico segreto che mai gli avrebbe svelato. Quell’unico grande amico che ora la stava fissando in attesa di una sua risposta.
«Allora… mi stai ascoltando??? No perché mi sembri piuttosto persa oggi» sbuffò, passandole una mano aperta davanti agli occhi.
Silja si riscosse dai suoi pensieri. «Scusa... stavi dicendo?»
Il ragazzo alzò gli occhi al cielo. «Ma dove hai la testa? Ti ho chiesto se ti va di venire con me al concerto della band di mio fratello, questa sera, al Nosturi»
«La band... di tuo fratello?» mormorò lei, sgranando gli occhi. «Dici davvero?»
Ville annuì, fissandola come se fosse totalmente pazza. «È uscito il loro primo album... è normale che facciano dei concerti. Mai sentito parlare di promozione????»
Silja gli diede un buffetto alla spalla. «Certo che sì» brontolò. «È solo che...» come poteva spiegargli che era terrorizzata all’idea di vedere Jonne nei panni della rockstar? All’improvviso le venne un’idea illuminante. «Non credo che i miei mi lasceranno venire. Lo sai come sono fatti. Sono minorenne, è fuori da Tampere, ci saranno un sacco di persone, l’ambiente non è dei migliori... li conosci»
Il ragazzo fece un gesto noncurante con la mano. «Nessun problema… ci parlerà Tommi con loro. Potrai restare da noi per la notte, così saranno più tranquilli»
«Passare la notte a casa vostra???» ripeté lei, sconvolta alla sola idea.
Ville piegò la testa di lato, scrutandola attentamente per un attimo. «Devi dirmi qualcosa Sil?? Sei,.. troppo strana oggi. Molto più del solito»
La ragazza scosse la testa. «No, niente, davvero»
«Mmm… non mi convinci, ma per il momento lasciamo perdere» borbottò lui. «Ah... staremo nel backstage, te l’avevo detto?» disse poi, ritrovando il solito sorriso.
Lei scosse la testa. «No... non l’avevi detto» mormorò.
Il ragazzo annuì. «Beh sì, staremo nel backstage» si stiracchiò, passandosi una mano tra i lunghi capelli biondi. «Ci divertiremo vedrai»

♪ ♫ ♬

Avere diciannove anni, quasi venti, e sentirsi il re del mondo. C’era qualcosa di meglio? Forse sì, si disse il ragazzo, spiando fuori della piccola porta del backstage. Una folla di giovani donne tra cui scegliere la prescelta con cui passare il dopo concerto.
«Ehi... hai visto quelle due?» gli sussurrò all’orecchio Lauri, dandogli un colpetto di gomito nel fianco. «Secondo me ci stanno alla grande»
Jonne ridacchiò. «Infatti stavo proprio per...» ma la frase venne interrotta dall’arrivo del fratello, accompagnato da una ragazza bionda che catturò istantaneamente tutta la sua attenzione. «Ehi fratellino, chi è la tua amica?» chiese, sfoggiando il suo sorriso più affascinante.
Ville lo scrutò con un sopracciglio sollevato. «È Silja» rispose sconcertato. «La conosci»
Il cantante sbatté le palpebre per un secondo. «Silja?» mormorò, incredulo.
La ragazza abbassò lo sguardo, imbarazzata. «Ciao» mormorò, sollevando appena una mano.
Jonne la fissò dall’alto in basso per un minuto buono. Possibile che quella fosse la ragazzina che Tommi riaccompagnava a casa quasi ogni pomeriggio, dopo che lei e Ville avevano finito di fare i compiti? Da quando era diventata così sexy? Ad un tratto, notò il lieve rossore dipinto sulle sue guance alla vista del suo sguardo insistentemente puntato addosso e un sorrisetto gli spuntò all’angolo della bocca. Le piaceva. Ottimo.
«Ciao, bimba» le sussurrò, avvicinandosi abbastanza da allontanarla dalla protezione di Ville. «Mi fa piacere che tu sia venuta questa sera»
La ragazza sentì le guance andare in fiamme. «Io...» mormorò, senza sapere che altro dire.
Jonne le sfiorò il dorso della mano con un dito. «Ora devo andare ma... ci vediamo dopo» le fece l’occhiolino. «Goditi lo spettacolo»

•••

«Ehi ragazzi, siete stati fantastici!» si complimentò Ville, andando incontro al gruppo che era appena entrato nel backstage. «Avete fatto il botto»
Jonne annuì, battendo le nocche contro quelle del fratello prima di scrutare i dintorni alla ricerca della ragazza bionda che aveva tenuto d’occhio per tutto il tempo. L’aveva vista cantare, saltare, applaudire ad ogni canzone, completamente immersa nel concerto. Ora voleva avere la sua attenzione tutta per sé. «Dov’è la tua amica?»
Ville fece spallucce. «Credo sia uscita a telefonare ai genitori» spiegò. «In ogni caso dovrebbe tornare a momenti. Viene da noi per la notte»
Il cantante si mise quasi sull’attenti a quelle parole. «Passerà la notte a casa nostra?»
Il fratello annuì, distrattamente. «Già»
«Bene» mormorò il ragazzo biondo, con un sorrisetto. «Molto bene»
«Non pensarci nemmeno» La voce di Kristian lo distolse dai suoi pensieri.
«Di che stai parlando?» chiese, con finta innocenza.
Il ragazzo sollevò un sopracciglio. «Non mi incanti, biondino. So cosa ti sta passando per la testa, ma faresti meglio a farti passare tutte le voglie con una bella doccia fredda» fece un cenno col capo verso la porta da dove era rientrata Silja. «È minorenne ed è sotto la tutela di tuo fratello. Vuoi davvero andare nella merda per questo? Dammi retta... lascia perdere» gli mise un braccio attorno alle spalle e lo spinse verso l’apertura che portava sul palco. «Se proprio non sai tenere a bada il tuo uccello, vai là fuori e scegline una. Ma non Silja. Non lei, Jonne»
Il cantante sbuffò. «Sempre a rovinare il divertimento, tu» mise il broncio, proprio come un bambino a cui era stata negata la cioccolata. «Che ne sai che non ci sta? Dopotutto le piaccio. Hai visto come mi guarda?»
Kristian sbuffò. «Lascia perdere, dico davvero. È una bambina… e tu non vuoi farti una bambina, dico bene?»
Jonne ci pensò su per un attimo, poi fece spallucce. «Hai ragione. Mi serve qualcuno di meglio di una bimbetta senza esperienza» lanciò un’altra occhiata alla folla di ragazze ancora radunate sotto al palco. «E là in mezzo c’è chi fa per me» si passò la lingua sulle labbra, con fare provocante. «L’ho già individuata»

♪ ♫ ♬

«Eccoci» disse Ville, con un grosso sorriso sulle labbra. «Fai come se fossi a casa tua, Sil»
La ragazza rispose al sorriso del suo migliore amico, ma un brivido le corse lungo la schiena quando Jonne le si avvicinò e le sussurrò: «Già... fai come se fossi a casa tua, bimba»
Tommi chiuse la porta d’ingresso a chiave, poi si rivolse ai ragazzi. «Bene... io vado a letto, sono cotto. Non fate troppo casino e voi...» disse ai suoi fratelli. «Comportatevi bene con Silja, chiaro?»
Ville si mise sull’attenti, come un bravo soldatino. Jonne, dal canto suo, fece spallucce annuendo distrattamente.
«Io... avrei bisogno di andare un attimo in bagno» mormorò la ragazza, timidamente.
Ville l’accompagnò, mostrandole anche la stanza degli ospiti, poi si infilò nella sua camera a cambiarsi per la notte. Jonne si tolse la maglia bianca che aveva indossato poco prima di uscire dal locale, dopo essersi dato una ripulita dalle impronte di rossetto che gli aveva lasciato addosso la ragazza con cui si era divertito un po’ nel camerino.
Fu così che lo trovò Silja; vestito solo con i pantaloni bianchi a vita bassissima e i lunghi capelli biondi che gli ricadevano sulle spalle.
«Allora... piaciuto il concerto, bimba?» le chiese, aprendo una lattina di birra appena presa dal frigorifero.
La ragazza annuì. «Sì, è stato davvero bellissimo» sorrise. «Siete proprio bravi»
Il cantante fece spallucce. «Possiamo fare di meglio, ma sì, non è andata affatto male questa sera» borbottò, sfiorandosi languidamente il torace candido con la punta delle dita.
Silja arrossì all’istante quando lui sollevò lo sguardo per incontrare il suo. «Io... beh... è meglio se vado a letto»
«Ti accompagno, se vuoi» propose lui, l’espressione innocente.
Lei scosse la testa, con un sorrisetto imbarazzato. «Non è necessario, grazie»
«Come vuoi» mormorò il ragazzo, con un incantevole broncio dipinto sul suo bel viso. «Ma permettimi almeno di darti la buona notte come si deve»
Prima che lei riuscisse a rispondere, il cantante l’aveva già raggiunta. Il viso a pochi centimetri dal suo, il suo respiro caldo che le accarezzava la pelle.
«Buona notte, bimba» sussurrò, sfiorandole le labbra con le sue, in un bacio delicato, appena accennato. «Ci vediamo domani» le sfiorò il naso con il suo. «Sempre che tu non voglia raggiungermi di là» aggiunse, accennando a camera sua.
Silja scosse la testa impercettibilmente. «Io... io...» abbassò lo sguardo. «Buonanotte, Jonne» 

     


                     





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