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  Lo Sterminatore Volante

         

 

  

  

  

  

Lo Sterminatore Volante   (Letta 288 volte)

di AndreaMicky 

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Sezione:

Fumetti e CartoniAltro

Genere:

Comico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Braccio di Ferro - I Ming

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Lo Sterminatore Volante 

Sempre tratto dal Braccio di Ferro made in Italy, ecco una storia in cui il marinaio deve affrontare i Ming, villains di bassa statura utilizzati spesso nelle storie italiane.


  

Lo Sterminatore Volante
by Andrea Micky

Un grave cruccio tormentava Braccio di Ferro, mentre gironzolava per le vie della città. 
“Fra un paio di giorni sarà il compleanno di Olivia ed io non ho ancora pensato a che regalo farle” disse il marinaio.
Passando davanti alla vetrina di una gioielleria, Braccio di Ferro escluse i gioielli, dato il loro elevato costo e le cose non andarono meglio dal fioraio, i cui prezzi per un mazzo di fiori degno dell’occasione si rivelarono astronomici.
Sconsolato, il marinaio si sedette su una panchina, dove la sua attenzione venne attirata da un cartellone pubblicitario, che diceva “Scritte nel cielo per ogni occasione ad un prezzo modico”.
“Interessante. Vado subito ad informarmi” pensò Braccio di Ferro.

Sull’isola dei Ming, il perfido sovrano dei criminali di bassa statura diede udienza ad uno dei suoi scienziati.
“Perché hai chiesto di vedermi?” chiese il Re dei Ming.
“Maestà, lo Sterminatore Volante é stato ultimato” annunciò lo scienziato.
“Davvero? Mostramelo subito, allora” ordinò il sovrano.
“Le basterà guardare fuori dalla finestra per vederlo in tutto il suo splendore” disse lo scienziato, indicando una finestra lì vicino.
Compiaciuto, il Re dei Ming fece ciò che gli era stato detto, vedendo così un gigantesco velivolo che riproduceva perfettamente il suo volto, munito di un robusto paio d’ali nella metà superiore e di tre carrelli d’atterraggio nella metà inferiore.
“Mi piace molto l’aspetto che gli hai dato” ammise il sovrano.
“Grazie, sire. E aspetti di vederlo in azione per essere davvero soddisfatto” replicò lo scienziato.
“Sarà sicuramente uno spettacolo entusiasmante, anche perché dirigerò personalmente le operazioni di attacco” decise il Re dei Ming.

Seguendo le indicazioni scritte sul cartellone, Braccio di Ferro raggiunse un piccolo edifico, situato nei pressi dell’aeroporto.
“Posso fare qualcosa per lei?” domandò un tipo vestito da aviatore, mentre usciva dall’edificio.
“Sì, grazie. Vorrei ingaggiarla per scrivere in cielo gli auguri di compleanno per la mia fidanzata” rispose il marinaio.
“Le mie scritte nel cielo costano circa centocinquanta dollari, da pagare metà subito e metà dopo” disse l’aviatore.
“Va bene” accettò Braccio di Ferro.
“Se ora vuole scusarmi, ho un lavoro da fare. Discuteremo dopo i dettagli del suo messaggio” disse l’aviatore.
“Faccia pure con comodo” rispose il marinaio, curioso di vedere quel tipo all’opera.

Pochi minuti dopo, il tipo vestito da aviatore sedeva al posto di guida di un biplano, che decollò da una pista adiacente l’edificio.
Dopo di che, nel giro di pochi secondi, pilotando con grande maestria ed abilità il velivolo, l’uomo scrisse in bella calligrafia un messaggio pubblicitario nel cielo.
“Quel tipo ci sa veramente fare” constatò Braccio di Ferro.

All’improvviso, il biplano esplose, costringendo il suo pilota a buttarsi col paracadute.
“Che é successo?” domandò Braccio di Ferro, una volta che l’uomo giunse a terra.
“Non lo so. Stavo per iniziare le manovre di atterraggio, quando qualcosa mi ha colpito” spiegò l’aviatore, mentre si slacciava il paracadute.
In quel momento, diversi aerei di piccole dimensioni che volavano in cielo esplosero, costringendo i loro piloti ad un atterraggio d’emergenza.
“Ehp! Ma che sta succedendo qui?” si chiese il marinaio.

Nella torre di controllo dell’aereoporto, lo strano avvenimento non era passato inosservato e il personale consultava i dati forniti dalle apparecchiature per trovare una spiegazione.
“Nessun cambiamento climatico rilevante, perciò possiamo escludere i fattori atmosferici” disse un tecnico manutentore.
“Il radar, invece, segnala un grosso oggetto in movimento” avvertì il controllore radar.
“Si tratta di uno dei nostri aerei?” domandò il controllore di torre.
“Non credo proprio” rispose il tecnico, quando il velivolo sbucò da dietro una coltre di nuvole.

Braccio di Ferro stava ancora cercando una spiegazione sul perché gli aerei fossero esplosi, quando una gigantesca ombra calò sulla pista; e nel momento in cui alzò lo sguardo, il marinaio vide il velivolo dei Ming solcare il cielo.
“Fulminacci! Cos’é quel coso?” domandò Braccio di Ferro.
La risposta a quella domanda la diede una voce proveniente dallo strano velivolo, che disse “Cittadini di Spinacia, grazie al nostro Sterminatore Volante, noi Ming siamo diventati i padroni del cielo. Pertanto, se vorrete continuare a far volare i vostri aerei, dovrete pagarci una tassa mensile di un milione di dollari”.
“Dovevo immaginare che questa storia fosse opera loro” ringhiò il marinaio.
“Noi non ci piegheremo mai al vostro ricatto” risposero i gestori dell’aereporto, parlando mediante gli altoparlanti.
E a conferma di quelle parole, sopraggiunse una squadriglia di aerei da combattimento, accorsi dalla base militare più vicina.
“Maestà, aerei nemici in avvicinamento” avvertì uno dei piloti Ming.
“È ora che il nostro Sterminatore Volante tenga fede al suo nome” rispose il perfido sovrano.

Volando in formazione V, gli aerei militari si lanciarono all’attacco.
Ma dalla bocca ghignate dello Sterminatore vennero sparati dei missili a ricerca, che si portarono alle spalle degli aerei nemici, con il chiaro intento di abbatterli.
Consapevoli del pericolo, i piloti fecero ricorso alle loro manovre più complesse per sbarazzarsi dei pericolosi ordigni volanti, senza però riuscirci.
Inoltre, approfittando della situazione, lo Sterminatore Volante sparò dei laser dagli occhi, col risultato di abbattere la squadriglia nemica in un paio di minuti, costringendo l’aeroporto di Spinacia alla resa.
“A questo punto, la nostra supremazia nei cieli é totale” esultò il Re dei Ming.

A terra, Braccio di Ferro aveva seguito tutta la scena e non tollerando la vittoria dei Ming, decise di intervenire.
“A me gli spinaci” disse il marinaio, estraendo dalla camicia una scatola dei suoi vegetali preferiti.
E dopo aver trangugiato gli spinaci in un sol boccone, Braccio di Ferro fece ruotare la sua pipa come un’elica, decollando come un aereo.

“Maestà, oggetto volante di piccole dimensioni in avvicinamento” avvertì il Ming addetto al radar.
“Ma…é Braccio di Ferro” gemette uno dei piloti, quando il nemico fu visibile ad occhio nudo.
“Sparate i missili!” ordinò il Re dei Ming.
L’ordine venne immediatamente eseguito ed una raffica di missili venne sparata contro il marinaio volante, che batté le mani, generando così una violenta onda d’urto, che polverizzò istantaneamente gli ordigni.
“Fuoco con i laser!” ordinò il Re dei Ming.
Ubbidendo, lo Sterminatore Volante sparò i suoi laser dagli occhi, ma Braccio di Ferro li evitò abilmente, per poi colpire il velivolo con una sonora sberla, che lo ammaccò leggermente.
“Così non va: dovendo usare parte della mia forza per volare, non  colpisco abbastanza forte. Perciò, se voglio sconfiggere questo bestione, devo cambiare tattica” rifletté il marinaio.
E capendo cosa doveva fare, Braccio di Ferro si allontanò velocemente dal velivolo dei Ming.

“Che sta facendo Braccio di Ferro?” chiese il Re dei Ming.
“Si sta allontanando, sire” rispose uno dei piloti, vedendo che il marinaio abbandonava il luogo dello scontro.
“Si sarà accorto che il nostro Sterminatore Volante é troppo forte per lui” gongolò il Re dei Ming.
“Veramente, Braccio di Ferro ha invertito la sua direzione di volo e ci sta venendo addosso” gemette terrorizzato un pilota.
Infatti, ruotando la sua pipa alla massima velocità, il marinaio si lanciò come un ariete umano verso il naso dello Sterminatore, ossia nel punto in cui si trovava la cabina di pilotaggio.

“Sorpresa!” ringhiò Braccio di Ferro, mentre sfondava il parabrezza.
Dopo di che, il marinaio si avventò come una belva sui Ming, rifilando loro una raffica di pugni, che li mise subito KO.
Sapendo che ogni resistenza era vana, il Re dei Ming cercò di svignarsela alla chetichella, ma Braccio di Ferro lo afferrò per il mantello e gli rifilò un sonoro ceffone, che lo spedì nel mondo dei sogni, insieme ai suoi sudditi.
“E adesso, facciamo atterrare per sempre questo coso” disse il marinaio, andando verso le postazioni di pilotaggio.

I Ming ripresero conoscenza giusto in tempo per vedere Braccio di Ferro servirsi della sua pipa-elica per abbandonare lo Sterminatore Volante, che si dirigeva a tutta velocità verso la loro isola.
“Stiamo per schiantarci!” realizzò uno dei minuscoli criminali.
“Ai comandi, presto!” incitò il Re dei Ming.
“Temo sia inutile” replicò uno dei piloti, indicando il quadro comandi sfasciato.
Così, nel giro di pochi secondi, lo Sterminatore Volante si schiantò ingloriosamente sulle coste della sua isola natia, generando una violenta esplosione, da cui i Ming uscirono piuttosto malconci.
“Eh, eh! Credo proprio che, dopo quest’esperienza, quei furfanti terranno i piedi per terra” pensò il marinaio, mentre si dirigeva verso Spinacia.

Poco dopo, Braccio di Ferro veniva portato in trionfo dal personale dell’aereoporto.
“Grazie per averci aiutati” lo ringraziò il responsabile di torre.
“É stato un piacere per me. Adesso, se volete scusarmi devo mettermi d’accordo per una certa questione” disse il marinaio.
“Temo di non poterla più aiutare. Il mio aereo é stato abbattuto e mi ci vorrà almeno una settimana per sostituirlo” disse il tipo vestito da aviatore.
“Fulminacci! E adesso, come faccio per il regalo di Olivia?” chiese Braccio di Ferro.
“Se c’é un problema di aerei, credo di poter aiutare” si offrì il capo della squadriglia militare.

***

La festa per il compleanno di Olivia era in procinto d’iniziare, quando Braccio di Ferro si unì agli altri invitati.
“Tanti auguri, Olivia” disse il marinaio alla sua amata.
“Grazie, Braccio di Ferro” rispose felice lei.
“Se adesso vuoi seguirmi fuori, ti darò il tuo regalo” disse Braccio di Ferro.
“Cosa? Non puoi darmelo in casa?” domandò la ragazza.
“No, devi uscire per forza” rispose il marinaio, facendo cenno di seguirlo.

Incuriosita, Olivia uscì di casa, giusto in tempo per veder arrivare uno squadrone di jet.
“Ora!” disse Braccio di Ferro, facendo un segnale di fumo con la pipa.
Subito dopo, i velivoli usarono le loro scie per disegnare un enorme cuore nel cielo, con scritto al suo interno BUON COMPLEANNO ALLA MIA ADORATA OLIVIA.
“Spero che questo regalo ti piaccia” disse Braccio di Ferro.
“Moltissimo” disse Olivia, visibilmente impressionata.

FINE

     


                     





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