FanFiction Crossover | Inferni paralleli di AndreaMicky | FanFiction Zone

 

  Inferni paralleli

         

 

  

  

  

  

Inferni paralleli   (Letta 19 volte)

di AndreaMicky 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Comics e CartoonsCrossover

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Geppo - Charlie - Personaggi vari di entrambe le serie

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Inferni paralleli  

Poche visioni del trailer della già nota web serie Hazbin Hotel sono state sufficienti per inspirarmi questo cross-over con il nostrano diavolo buono Geppo.


  

Inferni paralleli 
by Andrea Micky

Con la massima urgenza, Satana indisse una riunione con i suoi collaboratori più importanti. 
Con tono serio, il re dell’inferno disse “Signori, i dannati continuano ad arrivare, ma non abbiamo più il posto dove metterli. Perciò, vi ho convocati affinché troviate una soluzione al problema”.  
“La soluzione è semplice: bisogna ampliare i gironi” disse uno dei presenti. 
“Però, non ci sono i soldi per farlo” notò il collega al suo fianco.
“Io vi ho convocati proprio perché li troviate” disse Satana.
“Ma abbiamo già fatto tutti i tagli possibili al bilancio” obbiettò un addetto alla contabilità. 
“E non vediamo altre soluzioni possibili” aggiunse un altro diavolo.
Frustrato da quella situazione di stallo, Satana congedò i suoi sottoposti e per trovare lui stesso una soluzione, andò a fare un’ispezione extra ai gironi.

Intanto, cercando di non farsi scoprire, Geppo si stava recando nel girone dei golosi, portando con sé una torta al cioccolato appena fatta. 
“Devo portare questa torta ai miei amici dannati senza farmi vedere, o saranno guai” pensò il diavolo buono, muovendosi con circospezione.
 
Il malumore dei dannati golosi, stipati nel loro girone come sardine in scatola, si dissolse rapidamente, quando videro il loro amico diavolo arrivare. 
“Ragazzi, vi ho portato questa per tirarvi su di morale” disse Geppo, mostrando la torta che aveva portato. 
“Evviva!” esultarono i golosi. 
Ma proprio quando Geppo lanciò la torta ai dannati, sopraggiunse Satana, che l’afferrò al volo e se la mangiò in un sol boccone. 
“Davvero squisita. Ma le mie legnate non saranno da meno” assicurò Satana, brandendo l’immancabile randello. 
Vistosi scoperto, Geppo si diede subito alla fuga, ma percorsi pochi passi, il diavolo buono venne avvolto da una strana luce azzurra. 
La luce era così abbagliante che Satana dovette chiudere gli occhi e quando li riaprì, al posto del suo suddito c’era una strana ragazza bionda, con indosso uno smoking rosa. 
“E tu chi diavolo sei?” domandò sorpreso il re dell’inferno.

Contemporaneamente, dopo essere stato risucchiato da una forza misteriosa, Geppo si ritrovò all’interno di quello che sembrava un hotel, mentre alcune creature dall’aspetto bizzarro (una ragazza con la pelle grigia, un tizio vestito di rosso, un essere con 4 braccia, una ciclope ed un gatto antropomorfo con le ali) lo fissavano sbalordite.
“Ma dove sono finito?” domandò sconvolto il diavolo buono. 

“In un inferno parallelo?” domandò Satana, ripetendo le parole appena sentite. 
“Proprio così: il nostro inferno e quello di questa ragazza, la principessa Charlie, devono avere un elemento in comune, che ha creato un portale dimensionale” spiegò un diavolo scienziato, esaminando i dati dei rilevamenti effettuati poco prima. 
“Beh, il mio inferno é sovrappopolato e la cosa sta causando numerosi conflitti fra la mia gente” disse Charlie. 
“Anche noi siamo pieni da scoppiare e i continui arrivi ci causano notevoli problemi di spazio” riconobbe Satana. 
“Allora, é indubbiamente quello il fattore comune” disse il diavolo scienziato, dando le spalle ai suoi interlocutori. 
“Ma io devo tornare nel mio mondo, per aiutare la mia gente a combattere la sovrappopolazione -obbiettò Charlie- Come possiamo riaprire il portale?”.  
“Questo non lo so. Perciò, preparati a restare qui per molto tempo” le rispose il diavolo scienziato, dirigendosi verso i laboratori infernali. 
“Se hai tanta voglia di risolvere i problemi dell’inferno, ti occuperai di quelli del mio” disse Satana, rivolgendosi a Charlie. 
“Mi dica pure, corrispettivo dimensionale di mio padre” rispose la principessa infernale, incuriosita da quelle parole. 
“Visto che nella tua dimensione ti occupavi della sovrappopolazione dell’inferno e che qui nessuno dei miei collaboratori sa come risolvere il problema, lo farai tu” stabilì Satana”. 
“Va bene. Come prima cosa dovrò esaminare i vostri dannati e dopo, vi dirò di quali attrezzature avrò bisogno” disse Charlie. 
“Visto che quasi al verde, prendi pure quello che ti serve dalle mie grotte private” concesse Satana.
“Perfetto!” esclamò Charlie, iniziando così la sua esperienza lavorativa in trasferta.

Nel frattempo, anche Geppo era stato messo al corrente della situazione in cui versava la dimensione in cui era finito. 
“Così, la tua fidanzata, nonché principessa dell’inferno, Charlie ha deciso di riabilitare i peccatori aprendo questo hotel” disse il diavolo buono, alla fine della spiegazione. 
“Proprio così. Lei vede il buono in ognuno ed é convinta che il suo sia un modo “umano” per aiutare il nostro popolo” spiegò Vaggie. 
“Che animo nobile. Contate pure sul mio aiuto fino al ritorno della vostra principessa” assicurò solennemente Geppo.
“Hai esperienza nel ravvedimento dei dannati?” chiese Hastor, senza smettere di sorridere. 
“Beh, una volta sono riuscito a far diventare buono Caino. Ma Satana non gradì la cosa e mi riempì di botte” ammise Geppo. 
“Ok! Come prima cosa, vai a recuperare il nostro ospite Angel Dust, che se l’é appena svignata” ordinò Vaggie, indicando un’automobile  parcheggiata fuori dall’hotel. 
“Subito” rispose Geppo, mettendosi sull’attenti.

Senza perdere tempo, Geppo raggiunse la vettura parcheggiata e bussò gentilmente ad uno dei finestrini. 
“Arrivo subito. Giusto il tempo di finire un lavoretto manuale” rispose Angel Dust. 
“Vengo ad aiutarti, così finirai prima” disse Geppo, aprendo la portiera dell’auto. 
Ma pochi secondi dopo essere entrato nella vettura, Geppo schizzò fuori veloce come un fulmine. 
“Sapete cosa intendeva il vostro cliente per lavoretto manuale?” domandò disgustato il diavolo buono ai suoi nuovi colleghi.
“Ci é capitato lo scemo del villaggio” brontolò Vaggie, alzando l’occhio rimastole al cielo. 

Satana stava passando vicino alle sue grotte private, quando vide Charlie marciare a capo di una squadra di diavoli, intenti a trasportare oggetti di vario tipo. 
“Ehp! Che sta succedendo?” domandò sorpreso il sovrano infernale.
“Ho ispezionato i vostri gironi e sto facendo portare gli oggetti necessari alla realizzazione del mio progetto dove ho previsto che mi serviranno” spiegò Charlie.  
“Di già? Sei stata molto veloce” si complimentò Satana. 
“Il vostro inferno é più semplice del mio. Per questo ho fatto così in fretta” spiegò Charlie, rimettendosi in marcia, insieme ai suoi nuovi collaboratori.
“Ci ho proprio guadagnato nello scambio fra Charlie e quel babbeo di Geppo” pensò Satana.
“Chissà come sarà contento Satana quando gli avrò sfollato l’inferno” pensò Charlie. 
“Sento odore di guai nell’aria” pensò ciascuno dei diavoli in marcia.

Non appena 666 News incominciò, i volti di Katie Killjoy e Tom Trench comparvero su ogni teleschermo dell’inferno. 
Col suo solito fare professionale, la demoniaca conduttrice disse “Salve. Qui è la vostra Katie Killjoy, che si appresta ad intervistare il viaggiatore dimensionale Geppo”. 
A quel punto, venne inquadrato il volto di Geppo, che salutò il pubblico con un cenno della mano. 
“Allora, Geppo, cosa pensi del fatto di essere finito in un inferno diverso dal tuo?” domandò Katie. 
“Beh, ammetto che la cosa mi ha inizialmente spiazzato, ma ora ci sto facendo l’abitudine” rispose il diavolo buono. 
“E il fatto di dover lavorare nell’hotel gestito dalla nostra principessa come ti fa sentire?” domandò Katie. 
“Felice. Vedete, io sono sempre stato diverso dai miei colleghi, perché compio di continuo buone azioni sia verso gli umani che verso i dannati. Perciò, aiutare i peccatori di quest’inferno a redimersi é un’azione consona alla mia natura” spiegò Geppo. 
“Davvero interessante” commentò Tom Trench. 
“E il tuo capo cosa pensa di questo tuo modo di fare?” volle sapere Katie. 
“Non gli va molto a genio. Infatti, mi punisce picchiandomi di continuo e pagandomi poco. Ma io resto fedele a ciò che sono” le rispose orgogliosamente il diavolo buono. 
“Quindi, nel tuo mondo, tu sei solo un povero coglione, che si fa prendere a calci nel culo perché ha il cuore tenero” sentenziò Katie. 
“Lei ha un modo piuttosto volgare di dire le cose” notò Geppo. 
“Non criticarla, o te la farà pagare” lo avvertì sottovoce Tom. 
“Però, la tua situazione é così. Ed ora che il pubblico sa che razza di sfigato sei, puoi anche toglierti dalle balle” disse Katie, schioccando le dita. 
Subito dopo, 2 robusti demoni afferrarono Geppo per le spalle e lo trascinarono via. 
“Certo che, dopo quest’intervista, i rimproveri del mio capo non mi sembreranno più così terribili” disse il diavolo buono, parlando abbastanza forte da farsi sentire dalla giornalista. 
“Chi se ne frega” replicò stizzita Katie.

Una volta fuori dallo studio, Geppo s’imbatté in Vaggie e Astor.
“Quella Katie é veramente antipatica” sentenziò il diavolo buono.
“Dì pure che é una gran stronza” rincarò Vaggie.
“Però, la sua intervista può giocare a nostro vantaggio -rifletté Astor- Geppo, visto che adesso hai guadagnato una certa notorietà, te la senti di cercare nuovi ospiti per il nostro hotel?”.
“Certamente” rispose Geppo, mettendosi di nuovo sull’attenti.

Sapendo che Charlie si trovava nel girone dei golosi, Satana volle fare un’ispezione a sorpresa, per vedere come se la cavava la sua nuova sottoposta.
E stando ben attento a non farsi scorgere, il re dell’inferno vide Charlie brandire un forcone, mentre sorvegliava un frigorifero, su cui i dannati golosi tenevano gli occhi puntati.
“Per caso, volete ancora mangiare il contenuto di questo frigorifero?” domandò severamente la demone.
“No, signora” risposero in coro i golosi, con fare sottomesso.
“Tormenti extra ai dannati: molto bene” pensò Satana, allontanandosi in silenzio (e sopratutto, senza aver sentito il resto della conversazione).
“Congratulazioni! La vostra riabilitazione é conclusa” annunciò Charlie, facendo un gran sorriso.
“Merito dei consigli che ci hai dato per dominare la nostra voglia di cibo” ammise uno dei golosi.
“Se le cose andranno così bene anche negli altri gironi, risolvere i problemi di quest’inferno sarà un gioco da ragazzi” pensò Charlie. 

La ricerca di demoni da riabilitare condusse Geppo ad uno dei bar più frequentati dell’inferno. 
Una volta entrato nel locale, il diavolo buono si ritrovò puntati addosso gli occhi di tutti i presenti, che interruppero le loro attività per fissarlo.
“Hey, ma tu sei quel diavolo buono che viene da un’altra dimensione!” esclamò un demone drago. 
“Sono io” confermò Geppo. 
“E sei qui per convincerci che la redenzione sarebbe una cosa buona per noi?” chiese un demone insetto.
“Certo. Il fatto di essere finiti all’inferno non deve soffocare  il buono rimasto in voi e ora che avete una possibilità per migliorare, dovete sfruttarla al meglio delle vostre capacità” disse enfaticamente Geppo.
Visibilmente colpiti da quel discorso, i demoni nel locale si scambiarono fra loro numerose occhiate commosse, mentre il demone drago disse “Geppo, le tue sincere parole ci hanno convinto”.
“Davvero? Quindi, volete farvi ricoverare all’Happy Hotel?” domandò sorpreso il diavolo buono.
“Ma sicuro. Vai pure a far preparare delle camere per tutti noi” rispose un robusto demone lucertola, dandogli una sonora pacca sulla schiena. 
Felice del risultato ottenuto, Geppo corse subito fuori dal locale, diretto all’Happy Hotel...senza accorgersi del foglio con su scritto SPARATEMI appiccicato alla sua schiena.
Subito dopo, le urla del diavolo buono si sovrapposero al rumore di numerose armi da fuoco, che funzionavano a pieno regime.
“Ah, ah! Che tonto” ghignò il demone lucertola, mentre tutti gli altri demoni si sbellicavano dalle risate.

Battendo le mani, Charlie radunò intorno a sé tutti i dannati che si trovavano nel girone dei tiranni.
“OK! Adesso vorrei sapere se le terapie individuali che vi ho assegnato sono state utili” disse con tono gentile la principessa demoniaca.
“Io ho imparato che creare é più bello che distruggere” disse Attila, mostrando il modellino di un grattacielo.
“Io ho imparato che il fuoco deve essere usato solo a fin di bene” disse Nerone, mostrando il pollo che aveva cucinato.
“Io ho imparato che non devo invadere altri paesi per dimostrare le mie doti militari” disse Napoleone, mostrando una scatola di RisiKo!.
Le risposte successive furono altrettanto soddisfacenti e Charlie constatò soddisfatta che anche il girone dei tiranni era stato completamente ravveduto.

Girovagando senza una meta precisa, Geppo si ritrovò in una zona in cui alcuni demoni neri armati di fucile si tenevano nascosti fra le ombre degli edifici. 
Con tono gentile, il diavolo buono disse loro “Non abbiate paura. Uscite allo scoperto e vi condurrò in un luogo dove vi si apriranno pacificamente nuove possibilità”. 
“Solo se quel posto é ben fortificato” replicò uno dei demoni, nascondendosi completamente dietro un’insegna al neon.
Pur sforzandosi, Geppo non comprese il significato di quelle parole e mentre cercava di capirlo, il cielo venne oscurato da una gigantesca ombra. 
Sorpreso, il diavolo buono alzò lo sguardo, vedendo così uno stormo di demoni alati, tutti armati come aerei da combattimento, volare in cielo. 
“All’attacco!” ordinò il capo dei demoni volanti.
Ubbidendo istantaneamente all’ordine ricevuto, lo stormo si divise in 2 squadre: la prima bombardò l’area circostante, lasciando solo macerie, mentre la seconda si mise a sparare su tutto ciò che si muoveva fra gli edifici distrutti.
Ma restando nascosti fra le recenti rovine, che offrivano loro una leggera protezione, i demoni neri si misero a sparare contro i demoni alati, abbattendone parecchi.
“Ritirata!” ordinò il capo stormo, allontanandosi velocemente, insieme ai demoni volanti rimasti.
“Vittoria! Abbiamo messo in fuga il nemico!” esultò il capo dei demoni neri.
“Urra!” esultarono a loro volta i suoi sottoposti.
“Sono felice per voi” disse malinconicamente Geppo, che era stato centrato da diversi colpi di entrambe le fazioni.

Seduta fuori dai gironi femminili, Charlie stava cercando di risolvere il nuovo problema che le si era posto. 
“Per ravvedere le dannate di sesso femminile volevo usare la pet terapy, ma mi occorre un animale che vada bene a tutte loro” pensò la principessa infernale. 
In quel momento, le passò davanti il serpente Salvatore, che domandò “Come ti vanno le cose, novellina?”. 
“Ho un problema da risolvere, ma forse tu puoi aiutarmi” gli rispose Charlie. 
“Se posso. Dimmi solo cosa devo fare” disse Salvatore. 
“In questo inferno si può assegnare un serpente ad ogni dannato senza che qualcuno rimanga senza?” domandò Charlie. 
“Certamente” rispose Salvatore. 
“E c’é qualcuno che può portarne un numero sufficiente nei gironi femminili?” volle sapere Charlie.
“Ci penso io. Fra rettili ci s’intende” assicurò Salvatore, con l’aria di chi la sa lunga.
“OK! Mi fido di te” accettò Charlie, sorridendo.
Il serpente tentatore non se lo fece ripetere e strisciò veloce come il fulmine alla fossa dove i suoi simili vivevano. 

Poco dopo, ogni dannata di sesso femminile era intenta a fare un servizio completo di toelettatura ad un serpente. 
“Prendersi cura di questi animali é molto meglio che fare cattiverie” disse una delle dannate. 
“Già!” risposero in coro tutte le altre.
“Ora che tutti i dannati di questo inferno sono stati ravveduti, posso passare alla parte finale del mio progetto” disse Charlie, determinata più del solito ad andare fino in fondo.

Deciso a non abbandonare la ricerca di nuovi clienti, Geppo stava girovagando in una nuova zona, quando il terreno si mise a tremargli sotto i piedi. 
Ma prima che il diavolo buono potesse fare qualcosa, venne ingoiato da un gigantesco robot a forma di serpente, ai cui comandi c’era Sir Pentious, insieme ai suoi fedeli Egg Bois. 
“Adesso che ho tolto di mezzo quella donnetta di Cherry Bomb, questa zona sarà soltanto mia” ghignò il demone inventore. 
“Congratulazioni, signore” disse uno degli Egg Bois.
“Veramente, io sono qui, vecchio” obbiettò una voce femminile piuttosto familiare. 
Sorpreso, Sir Pentious vide che sul tetto di un edifico poco distante, con la sua solita aria di sfida (ed un paio di bombe in mano), c’era Cherry Bomb.
“Eh? Ma allora, chi é finito nello stomaco del mio robot?” domandò il demone inventore. 
In quel momento, una fiammata all’interno del robot ne bruciò il rivestimento esterno, permettendo così a Geppo di fuggire dalla sua prigione di metallo. 
“Meno male che i miei poteri funzionano anche in questa dimensione” disse il diavolo buono, una volta liberatosi. 

“Ah, tu sei quel diavolo buono proveniente da un’altra dimensione” disse Cherry Bomb, riconoscendo il nuovo arrivato.
“Se stai indagando sul varco dimensionale che ti ha portato qui, sappi che non é stata una delle mie invenzioni ad aprirlo accidentalmente durante il collaudo” assicurò Sir Pentious, palesemente sulla difensiva. 
“Proprio così. Il nostro capo non ha nessuna colpa del tuo arrivo” dissero in coro gli Egg Bois, con il tono di chi ha imparato una battuta a memoria.
“Non sono qui per questo, ma visto che ci sono, porrò fine al vostro conflitto” replicò Geppo. 
“E come pensi di fare? I tuoi poteri non possono competere con le mie invenzioni” disse Sir Pentious. 
“Lo stesso vale per le mie bombe” aggiunse Cherry Bomb.
“Cercherò semplicemente di farvi ragionare -disse Geppo-  Avrete senz’altro già constatato, quando eravate in vita, quanto la violenza sia inutile e non penso vogliate rivivere le sue dolorose conseguenze anche qui. Perciò, cessate le vostre ostilità, spartitevi questa zona fra di voi e vivete in pace”. 
“No!” risposero contemporaneamente i 2 demoni, subito prima di dare inizio ad un acceso combattimento a base di bombe e robot. 
Capendo che insistere era inutile, Geppo si allontanò tristemente dal luogo dello scontro, senza però accorgersi che una delle bombe tirate da Cherry Bomb stava rotolando a pochi centimetri da lui.
Ma sopratutto, il diavolo buono non si accorse che la suddetta bomba era ormai sul punto di esplodere.

Nel suo ufficio, Satana stava esaminando alcune pratiche da archiviare, quando 2 diavoli irruppero di corsa nella stanza.
“Maestà, Charlie ha indetto una riunione con tutto il personale per mostrare i risultati ottenuti dal suo progetto contro il sovraffollamento dei gironi” avvertì il primo diavolo.
“Perfetto” si compiacque Satana.
“Sì, però alla riunione ha invitato anche una delegazione celeste, che ora si trova all’entrata dell’inferno” avvertì il secondo diavolo.
“Cosa?” domandò sorpreso il sovrano. 

Insieme ad una mezza dozzina di angeli, L’Arcangelo Gabriele si stava dirigendo nel punto indicato dall’invito, quando s’imbatté in Satana.
“Perché la tua nuova suddita ci ha fatti venire qui?” domandò il condottiero celeste.
“Ne so quanto te” rispose il re dell’inferno.
“L’unico modo per scoprirlo é andare a vedere di persona cos’ha organizzato la signorina Charlie” suggerì uno degli angeli.
“Giusto” concordarono i 2 leader antagonisti.

Nella valle del Pianto, Charlie stava esaminando per l’ultima volta i dannati, adunati in perfetto ordine, mentre i diavoli fungevano da pubblico sopra un’altura poco distante.
“Charlie, c’é qui la delegazione celeste che hai convocato” annunciò Satana, arrivando insieme ai suoi sgraditi ospiti.
“Perfetto. Allora, possiamo cominciare” disse la principessa infernale. 
“Bene, perché sono proprio curioso di sapere il perché della nostra convocazione” ammise l’Arcangelo Gabriele.
“Lo sapreste presto. Innanzitutto, devo chiedere a Satana di usare i suoi poteri infernali per materializzare tutto quello che viene normalmente usato per tentare i mortali” disse Charlie. 
Nonostante la perplessità, Satana fece ciò che gli era stato chiesto e subito dopo, un cumulo di oggetti (composto da squisite leccornie, ricchezze di ogni genere e armi di ogni tipo) comparve davanti ai dannati, che però rimasero impassibili.
Rivolgendosi a loro con tono serio, Charlie chiese “Dannati, é vero che non bramate più i beni materiali per cui vi affannavate sulla Terra?”. 
“É vero!” risposero in coro le anime dell’inferno.
“Ed é anche vero che siete sinceramente pentiti del male commesso nella vostra vita passata?” domandò Charlie.
“Sì, lo siamo!” risposero in coro i dannati.
“Stando così le cose, chiedo che i dannati vengano trasferiti in paradiso, avendo assunto una giusta condotta comportamentale” disse con tono serio Charlie. 
“Beh, é una richiesta piuttosto inusuale...ma visto che i dannati hanno dimostrato sincerità, il trasferimento verrà eseguito seduta stante” dichiarò l’Arcangelo Gabriele. 
“Evviva!” esultarono in coro le anime dell’inferno. 
A quel punto, la delegazione celesta si congedò, seguita dai dannati, che marciavano perfettamente ordinati dietro i suoi membri.

Tutti i diavoli avevano seguito la scena nel più assoluto silenzio e quando videro il loro sovrano avventarsi sulla nuova arrivata si fecero ancora più silenziosi. 
“Si può sapere cos’hai combinato?” domandò Satana. 
“Ho risolto il problema del sovraffollamento” rispose Charlie. 
“Ravvedendo i dannati e mandandoli in paradiso?” domandò Satana. 
“Certo: essendo cresciuta all’inferno, sono abituata a vedere il buono in tutto quello che mi circonda e quando ho visto che quei dannati non erano completamente cattivi, ho capito che meritavano di trascorrere l’eternità in un posto migliore” spiegò Charlie. 
“Ma tu sei peggio di Geppo!” urlò infuriato Satana, mentre il suo volto diventava più rosso del fuoco eterno. 
In quel momento, l’aria cominciò a crepitare e nel giro di pochi secondi, sul soffitto si aprì un portale dimensionale. 

Niffy stava pulendo l’ingresso dell’hotel, mentre Angel Dust gironzolava con una scatola di metallo fra le mani, quando qualcosa all’esterno sbatté violentemente contro la porta. 
Attirata dal rumore, Vaggie andò di corsa ad aprire, ritrovandosi davanti un Geppo barcollante e bruciacchiato. 
“Fammi indovinare: hai incontrato la mia amica Chreyy Bomb mentre combatteva contro Sir Pentious” ipotizzò Angel Dust, mentre estraeva una strana sigaretta dalla scatola metallica che teneva in mano. 
“Indovinato!” rispose Geppo, prima di crollare a terra. 

Senza perdere tempo, le 2 demonesse fecero accomodare Geppo sopra una sedia e si misero a medicarlo. 
“Ma come fa la vostra principessa a sopportare questo ogni giorno?” domandò il diavolo buono, durante la medicazione. 
“Charlie ha un gran cuore e ciò la fa andare avanti nonostante le difficoltà” spiegò Vaggie, mentre gli fasciava un braccio. 
“Beata lei. Io, col fatto che ho rimediato solo botte e nessun cliente, ho una gran voglia di arrendermi” sospirò Geppo, mentre si massaggiava la schiena dolorante. 
“Coraggio. Fuma questa e passa tutto” disse Angel Dust, ficcando una delle sue sigarette in bocca al diavolo buono. 
“Non credo che fumare quella roba faccia bene a Geppo” obbiettò Vaggie.
“Ma se sulla Terra ormai la usano come antidolorifico” replicò infastidito Angel Dust.
“In effetti, adesso mi sesto meglio, anche se un po’ stordito. Con cos’é fatta questa sigaretta?” domandò il diavolo  buono. 
“È semplice erba che mi ha fornito il mio amico Fumo” rispose Angel Dust. 
“Fumo? Intendi quello sfigato sbuffo di spinello in giacca e cravatta che non ne azzecca una da quando, nel 1990, il ragazzo che stava tentando gli si rivoltò contro e lo gettò in un camion dei rifiuti?” domandò disgustata Vaggie. 
“Effettivamente era sparito dalla circolazione dopo quel fiasco, ma adesso si é rimesso a lavorare. Tanto più che mi ha fornito un po’ di neve colombiana di prima qualità” spiegò Angel Dust, mostrando un sacchetto di nylon pieno di polvere bianca. 
Incuriosito, Geppo si sporse in avanti per vedere meglio, ma a causa di una scivolata improvvisa, il diavolo buono cadde con la faccia nel sacchetto, inspirando buona parte del suo contenuto.
Subito dopo, Geppo cominciò a vibrare come un missile in procinto di decollare, si alzò in piedi ed uscì baldanzoso dall’hotel. 
“Quello combinerà sicuramente dei guai” disse preoccupata Vaggie.
“Nah. Se la caverà benissimo” assicurò Angel Dust, mentre inspirava a sua volta un po’ di polvere bianca.

***

Geppo non ricordò nulla di ciò che fece nelle ore successive; fatto sta che alla fine, il diavolo buono si risvegliò sul pavimento dell’Happy Hotel, con tutti i suoi nuovi colleghi chinati su di lui.
“Sono riuscito a procurare qualche nuovo cliente?” domandò speranzoso il diavolo buono.
“No, ma in compenso hai fatto un bel restyling all’inferno” rispose Vaggie, mentre apriva una finestra dell’hotel, rivelando così un paesaggio da conflitto mondiale.
“Urg! Ho combinato io quel disastro?” domandò attonito Geppo.
“Sì. In futuro, limitati all’erba” gli suggerì Angel Dust.
“Di solito, le mie cattive azioni si rivelano positive alla fine. Magari, sarà così anche stavolta” ipotizzò il diavolo buono.
“Questo succederà nel tuo mondo, ma qui, nel caso non lo avessi capito, le cose vanno diversamente” replicò Vaggie.
“Lo so. Avevo constatato quasi subito quanto il vostro inferno fosse diverso dal mio e che, nonostante i miei sforzi, difficilmente avrei potuto esservi utile” sospirò Geppo, arrendendosi definitivamente all’evidenza.
“Tranquillo: sei comunque migliore di tanta altra gente che si trova qui da secoli ed anche se non sei stato un bravo reclutatore, ti troveremo qualcosa da fare” lo incoraggiò Vaggie.
“Io non credo che ce ne sarà il tempo” obbiettò Niffy, indicando qualcosa all’esterno.
Tutti i presenti guardarono nel punto indicato, vedendo così un’orda di demoni avvicinarsi minacciosamente all’Happy Hotel. 
 
“Dateci Geppo! Dateci Geppo!” dissero in coro i demoni che componevano l’orda, mentre si avvicinavano sempre di più.
“Sembra che i demoni a cui Geppo ha spaccato il culo vogliano rendergli il favore” disse Angel Dust. 
“Lo avevo capito” sospirò il diavolo buono, dirigendosi verso l’uscita. 
“Hey, che stai facendo? Se ti consegni a quei demoni, ti faranno a pezzi” gli fece notare Vaggie. 
“Lo so. Ma la mia coscienza m’impone di assumermi le mie responsabilità. Inoltre, non posso permettere che quei demoni se la prendano anche con voi” replicò Geppo. 
“Atteggiamento stupido, ma nobile. Ti terrò da parte qualche sigaretta per dopo” promise Angel Dust. 
“Piantala di dire stronzate e aiutaci a trovare una soluzione, piuttosto” lo rimproverò inferocita Vaggie.
“Veramente, Angel Dust l’ha già trovata” disse Geppo, a cui stava venendo in mente un’idea. 

I demoni infuriati erano a pochi passi dall’Happy Hotel, quando Astor uscì dall’edificio e andò loro incontro. 
“Salve, signori. Cosa posso fare per voi?” domandò con fare manieroso il Demone della Radio. 
“Mandaci Geppo, a cui dobbiamo dire un paio di cosette” rispose un demone, mentre lui e i suoi compagni accarezzavano le armi che si erano portati dietro. 
“Se si tratta del suo comportamento di poco fa, Geppo intende porgervi le sue scuse facendovi un regalino” replicò Astor, indicando col suo bastone da passeggio qualcosa in alto. 
In quel momento, nel cielo infernale comparve un elicottero, che sganciò un gigantesco sacco di canapa davanti all’hotel. 
“Grazie per la consegna rapida, Fumo” disse Angel Dust, affacciatosi ad una finestra. 
“Non c’é di che” replicò una nuvola grigiastra antropomorfa, seduta nel lato passeggeri del velivolo. 

Mentre i demoni osservavano incuriositi il “regalo” appena ricevuto, Geppo uscì di soppiatto dall’hotel e bruciò il sacco con una fiamma sparata dalle sue dita, generando così un gran fumo, che il diavolo buono spinse verso gli assedianti con un vortice d’aria generato dai suoi poteri infernali. 
Colti di sorpresa, i demoni finirono col respirare l’intera coltre, col risultato di sentire un certo stordimento, che smorzò i loro propositi di vendetta. 
“Allora, non vi sentite meglio, adesso?” domandò Astor.
“Sì, certo” rispose l’orda. 
“E magari, vi va di passere un po’ di tempo all’Happy Hotel, approfittando del suo programma di redenzione dei peccatori?” chiese nuovamente il Demone della Radio. 
“OK!” risposero in coro i demoni, prima di dirigersi alla reception dell’hotel, per prenotare una camera ciascuno.

Osservando quella scena, Vaggie disse “Beh, alla fine il ribaltamento c’é stato anche qui”. 
“A volte, la fortuna ha solo bisogno di un piccolo aiuto” commentò Geppo. 
“O come in questo caso, di un sacco da 5 tonnellate di erba” aggiunse scherzosamente Angel Dust. 
Ma il buon umore generale venne improvvisamente interrotto da un crepitio di scintille azzurre, a cui seguì l’apertura di un portale dimensionale a pochi metri dal trio.

“Ehp! Guardate quella strana luce” disse uno dei diavoli, fissando il portale appena apertosi.
“Nell’altro inferno, un qualche avvenimento simultaneo allo sfollamento dei dannati causato da Charlie nel nostro deve aver permesso al portale dimensionale di riaprirsi” ipotizzò il diavolo scienziato, che era fra i presenti.
Senza alcuna esitazione, Satana afferrò Charlie per le spalle, la sollevo di peso sopra la testa e gridò “Riprendetevi questa pazza prima che la riduca in polpette”. 
E mettendoci tutta la forza che aveva in corpo, il re dell’inferno scaglio la demoniaca principessa nel portale.

“Ehp! Quello sembra il portale che mi ha fatto finire qui” esclamò sorpreso Geppo, fissando la luce azzurra.
“Allora, tu e Charlie potete scambiarvi di posto” disse Vaggie. 
“Certo, anche se tutti voi mi mancherete” ammise il diavolo buono. 
“Portati dietro questa e la nostalgia passerà presto” assicurò Angel Dust, porgendo al diavolo buono la sua scatoletta metallica con dentro le “sigarette antidolorifiche”.
“Grazie” rispose commosso Geppo, prendendo il regalo.
E dopo aver guardato per l’ultima volta i suoi nuovi amici, il diavolo buono si lanciò nel portale.

Mentre sfrecciavano verso le rispettive dimensioni, Geppo e Charlie si ritrovarono faccia a faccia. 
“Oh, tu devi essere la Principessa Charlie. Ho sentito delle belle cose sul tuo conto” disse il diavolo buono. 
“Anche io su di te, Geppo, se mi limito a ciò che mi hanno detto i dannati del tuo inferno” replicò la principessa infernale.
“Lo immagino. A Satana io non piaccio proprio” disse Geppo.
“All’inizio gli andavo a genio, ma dopo aver realizzato il mio progetto si é infuriato. Chissà perché” si chiese Charlie.
“Sua maestà vuole avere i gironi pieni di dannati, senza dover rinunciare a qualcuno di loro” le spiegò Geppo.
“Ma questo non é giusto: se c’è del buono in un peccatore, bisogna permettergli di redimersi” obbiettò Charlie.
“Sua maestà non la pensa così, ma sappi che io sono d’accordo con te” disse Geppo.
“Certo che é un peccato non aver potuto lavorare insieme. Avremmo fatto grandi cose, se avessimo collaborato” sospirò Charlie. 
“Dipende dalla dimensione in cui saremmo finiti” precisò Geppo. 
“Magari, un giorno ci rivedremo e potremo fare del bene a molti abitanti di entrambi i nostri inferni” si augurò Charlie. 
“Lo spero anch’io” replicò Geppo. 
A quel punto, la forza del portale separò i 2 esseri infernali, scagliandoli verso i rispettivi mondi.

Una volta attraversato il portale, Charlie si ritrovò nella sua dimensione d’origine, dove tutti i suoi amici l’attendevano. 
“É bello riaverti qui” disse Vaggie, abbracciandola. 
“Grazie. Comunque, quest’esperienza é stata soddisfacente, perché ho potuto vedere il mio progetto sulla redenzione dei peccatori riuscire perfettamente, anche se l’ho realizzato in un’altra dimensione” dichiarò soddisfatta la principessa infernale. 
“Peccato che il sovrano dell’altro inferno non la pensi così, a giudicare dall’urlo che abbiamo sentito” ridacchiò Angel Dust. 
Vaggie non gradì quella spiritosaggine e colpì la faccia del demone con un sonoro pugno, mandandolo gambe all’aria.

Nel frattempo, anche Geppo era ritornato nella sua dimensione d’origine, ritrovandosi proprio davanti a Satana. 
“Mettetevi subito al lavoro. Dobbiamo rimediare ai danni che quella pazza di Charlie ha provocato” ordinò il re dell’inferno ai suoi sudditi, mentre il suo viso diventava sempre più rosso.
“Si calmi, maestà. Fumi una di queste e le passerà tutto” disse Geppo, infilando una sigaretta accesa in bocca al suo sovrano. 
Sorpreso, Satana fece un paio di tiri, mentre il suo viso tornava del colore naturale.
“Buona questa roba. Mi fa sentire la testa più leggera” disse soddisfatto il re dell’inferno, fumando voluttuosamente. 
“Maestà, noi siamo pronti ad andare in missione sulla Terra” avvertì il diavolo Belzebù, sopraggiungendo insieme ad una dozzina di colleghi. 
“Andateci pure un’altra volta. Adesso, dobbiamo darci alla pazza gioia” disse Satana, mettendosi a ballare in modo strano.
“E quando reintegriamo le anime dannate che abbiamo perduto?” domandò uno dei diavoli. 
“E chi se ne frega delle anime dannate. Un branco di rompiscatole in meno a cui badare. Ah, ah, ah!” rispose Satana, scoppiando a ridere senza motivo.

Preoccupato dallo strano comportamento del suo sovrano, Belzebù domandò “Geppo, ma cos’hai dato a sua maestà?”.
“Un semplice antidolorifico che mi ha regalato un cliente di Charlie” rispose Geppo, aprendo la sua scatola metallica. 
“Queste sigarette hanno un odore strano. Con che cosa sono fatte?” volle sapere Belzebù, annusando sospettoso.
“Con della normalissima erba, secondo quello che me mi hanno detto nell’altro inferno” spiegò Geppo.
“Babbeo! “Erba” é un termine gergale usato per indicare la marijuana” spiegò Belzebù. 
“Ehp! Ma allora ho somministrato a sua maestà (e ai demoni dell’altro inferno) una droga illegale!” realizzò sconvolto il diavolo buono. 
“Geppuccio, dammi un’altra di quelle sigarette, visto che questa l’ho quasi finita” ordinò con voce mielosa Satana. 
“Ehm, veramente ne basta una al giorno” rispose imbarazzato il diavolo buono.
“No, Geppo. Dagliela pure. Satana ha bisogno di rilassarsi” obbiettò Belzebù, impadronendosi della scatola metallica contenente le sigarette. 
“Sopratutto ora che dobbiamo chiedergli di aumentare le nostre paghe” aggiunse un altro diavolo, sogghignando leggermente. 
“Ehm, d’accordo” acconsentì Geppo, non del tutto favorevole a quel modo di negoziare, ma ben consapevole della taccagneria del suo sovrano.

FINE

     


                     





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