FanFiction Hellsing | Il Graal sovietico di Earilarith | FanFiction Zone

 

  Il Graal sovietico

         

 

  

  

  

  

Il Graal sovietico   (Letta 43 volte)

di Earilarith 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaHellsing

Genere:

Azione - Introspettivo - Suspense - Dark

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Integra - Seras Victoria - Alucard

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Nuova minaccia 

Questa storia è ambientata poco dopo la sconfitta del Millennium, i nostri eroi si troveranno affrontare un mistero e una nuova minaccia, ma cosa accadrebbe se stavolta dipendesse tutto da Seras e Integra?


  

Seras Victoria si ritrovò nel mezzo di una foresta, lontana dalla Hellsing, lontana da tutto quanto. Aveva ricevuto una sorta di richiamo, doveva pensare, doveva riflettere;
non sapeva quale forza arcana l’avesse guidata fino a quel punto isolato, ed era ben lontana dall’immaginare quello che intanto stava succedendo all’interno della base.
<< Maledizione, maledizione, maledizione! >> sbottò Integra, presa alla sprovvista quando si vide arrivare alle spalle un proiettile che era riuscita ad evitare miracolosamente.
Con le spalle al muro, tirò fuori dalla tasca della giacca una pistola che portava sempre con sé, leggera e maneggevole quanto letale. Cominciò a sparare alla cieca; non si allenava da troppo tempo e non era preparata per un invasione di ghoul appena trasformati, soprattutto non capiva chi diavolo li avesse creati e per quale assurdo motivo stessero tentando di ucciderla.
<< Kaj! Kaj, che diavolo sta succedendo!? >>
Le si avvicinavano da tutto intorno, a flotte, erano almeno un centinaio. Le sembrò di vivere in un vividissimo flashback l’attacco da parte dei fratelli Valentine, che avevano spazzato via i suoi uomini in pochissimo tempo e si erano insediati nel cuore del quartier generale della Hellsing con una facilità disarmante. Stavolta però, i suoi nemici non si erano infiltrati; erano già all’interno, facevano parte degli uomini che aveva assoldato per difenderla.
I colpi della sua pistola colpirono in pieno alcuni di loro, abbastanza da far schizzare il loro sangue e parte della loro carne, ma non abbastanza da eliminarli o quantomeno farli desistere; continuò a sparare a denti stretti, consapevole del fatto che se non avesse fatto centro con la maggior parte di loro, a breve l’avrebbero raggiunta e divorata.
<< Maledizione, Seras doveva sparire proprio in questo momento!? >>
Gridò tra sé, nell’istante in cui si accorse di aver finito le munizioni.  Aveva già premuto il pulsante d’emergenza, creato appositamente per rilasciare degli ultrasuoni capaci di richiamare la vampira in qualunque momento ovunque si trovasse, misura presa proprio in caso di pericoli come quello, a meno che naturalmente non fosse stata bloccata o catturata in qualche modo, cosa che Integra temeva fortemente.
<< Se quando torna sono ancora in vita giuro che non glie la farò passare liscia! Questi dannatissimi vampiri fanno sempre quel diavolo che gli pare, sembra un’esatta copia di Alucard!>>
Era il momento più inopportuno per fermarsi a riflettere, ma nel momento in cui pronunciò quel nome le parve che il tempo si fosse fermato. Non lo nominava mai, e si sforzava di non pensarci.
Alucard, ma dove sei finito?
Erano passati anni, troppi perché la sua assenza dipendesse ancora dalla sua volontà, e intanto Integra aveva dovuto provvedere a sostituirlo. Dopotutto lui non era altro che il più imbattibile difensore della casata Hellsing, e in sua assenza qualcuno avrebbe dovuto prendere il suo posto.
Aveva ricercato uno tra i soldati più temibili che potesse trovare, il più abile nel combattimento, il più resistente, il più forte; lo aveva tenuto in prova per qualche mese per assicurarsi della sua fedeltà, e si era dimostrato un candidato eccellente. Kaj Hansen era impeccabile.
Non aveva mancato di obbedire al più futile dei suoi ordini, e li aveva sempre svolti con diligenza e puntualità, niente a che vedere con Alucard.
Già completamente accerchiata, Integra non poté far altro che sguainare la sua spada e tentare di tagliare la testa a quei mostri il più velocemente possibile; ma era lenta, arrugginita, affaticata. Per mesi non aveva combattuto, né semplicemente maneggiato un’arma, per affidarsi completamente al suo nuovo protettore. Era stata incauta e ingenua, non era da lei.
Eppure molti ghoul era riuscita ad annientarli, era sporca di sangue e respirava affannosamente, ma già altri si arrampicavano sopra i cadaveri di quelli appena uccisi e le si avvicinavano ulteriormente finché non vide finalmente Kaj Hansen farsi strada tra loro, uccidendo tutti quelli che gli si paravano davanti. Fu sollevata nel vederlo, per il momento avrebbe potuto ritenersi al sicuro.
<< Kaj, alla buon’ora! Ma cosa è successo, perché i miei uomini sono diventati degli stramaledettissimi ghoul!? >> tuonò rigidissima, col tono di chi esigeva immediate spiegazioni per non aver fermato un pericolo di quella portata.
L’uomo arrivò davanti a lei e quando si fermò le esternò un ghigno, ridacchiando divertito.
<< Sei patetica Integra Hellsing, ti credi forte solo finché protetta dai tuoi alleati, ma in questo momento sei innocua come una cerbiatta spaventata. Mi fai pena. >>
Nel sentirsi parlare a quel modo, la donna strinse i denti e corrugò la fronte. Non sapeva come reagire, il suo castello di carte le era appena crollato davanti. Da una parte aveva dei ghoul che aspettavano soltanto di cenare con la sua carne e dall’altra un traditore che probabilmente voleva fare altrettanto.
Ma fu lei stessa a guardarlo con un’aria sdegnata e sprezzante, senza perdere il controllo, e il suo glaciale e severo sguardo.
<< Sei tu a farmi pena, Kaj Hansen. Sei stato trasformato in vampiro da Seras soltanto poche ore fa, e hai già l’ardire di ritenerti invincibile e assolutamente intoccabile. Non avrei dovuto permetterti questo privilegio, è chiaro che non ne sei degno. >>
<< Taci, puttana! Una volta che ti avrò uccisa, sarà un gioco da ragazzi eliminare la poliziotta giocattolo che ti porti dietro e impossessarmi di tutti i tuoi soldi e della Hellsing. Ti ho obbedito per mesi senza fiatare solo per potermi gustare questo momento! >> esclamò con furore, mentre si apprestava ad avventarsi su di lei.
<< Ah, davvero? Io non ci giurerei. Seras è davvero un osso duro. >>
<< Eh? >> rise rumorosamente << hai ancora il coraggio di rispondere!? >>
Ma Integra non era un’incauta, e lo sapeva che la sua fedele draculina era già arrivata, e stava per sparare a quel traditore una palla di cannone assolutamente devastante. Giunse proprio in quel momento, un colpo netto fu sparato da dietro una vetrata del corridoio e lo colpì dritto in faccia, facendogli esplodere la testa in mille pezzi; pochi istanti dopo, balzò giù Seras Victoria.
<< Giusto in tempo, Seras. Ma dove ti eri cacciata? >>  Integra riacquistò immediatamente il suo tono pacato e ordinato, prese a cacciarsi via la polvere dai vestiti e si tolse i guanti di seta sporchi di sangue rappreso.
<< Mi dispiace Sir. Integra, ho ricevuto come un richiamo. Onestamente, credo che il padrone Alucard sia in pericolo. >>
Lo disse con un tono talmente serio che la donna la guardò per qualche secondo senza battere ciglio, non ebbe neppure una minima reazione. Soltanto dopo scoppiò a ridere, incapace di credere a ciò che le era appena stato detto.
<< Alucard in pericolo? Bella questa! Non so neanche se ritenerlo più vivo ormai, si sarà rattrappito dentro quella bara. >>
<< No invece, io sono sicura di averlo percepito! Lui sta chiedendo il nostro aiuto! >>
Integra si voltò dandole le spalle, e alzò due dita come cenno di saluto.
<< Ripulisci questo macello, io me ne vado a dormire. >>
 
 
 
Quella notte, anche se non lo avrebbe mai ammesso, non riuscì a chiudere occhio neppure per un istante.
Il buio della sua camera la cullava, ma una sorta di scossa elettrica nella sua spina dorsale le impediva di dormire, di riposare. Aveva perso la cognizione del tempo e non aveva idea di che ore fossero, finché a un tratto il telefono accanto a lei squillò, e lei rispose come se stesse aspettando quella telefonata da interminabili ore.
Rispose una voce maschile dall’inconfondibile accento russo.
<< Sir. Integra Hellsing? Credo le interesserà sapere che il suo vampiro domestico è appena caduto nelle nostre mani. >>

     


                     





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