FanFiction Marco e Star contro le Forze del Male | Uno scudiero per nemico di AndreaMicky | FanFiction Zone

 

  Uno scudiero per nemico

         

 

  

  

  

  

Uno scudiero per nemico   (Letta 130 volte)

di AndreaMicky 

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Sezione:

Comics e CartoonsMarco e Star contro le Forze del Male

Genere:

Fantasy

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Star Butterfly - Marco Diaz

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Uno scudiero per nemico  

Ambientata durante la terza stagione della serie animata, questa storia vede la partecipazione di un one-shoot-character di quel periodo.


  

Uno scudiero per nemico 
by Andrea Micky

Non appena il sole sorse su Mewni, Marco e Star corsero fuori dalla rispettive camere, per poi incrociarsi sulle scale.  
“Pronto per un’altra eccitante giornata, mio fido scudiero?” chiese lei, imitando il tono di una nobildonna.
“Prontissimo, mia signora” rispose lui, usando lo stesso tono scherzoso. 
E senza dire altro, i 2 amici salirono sul corrimano e sfrecciarono a tutta velocità al piano di sotto. 

Poco dopo, Marco e Star sedevano delusi sopra una della panchine situate nel giardino reale. 
“Nessuna avventura all’orizzonte per noi” brontolò Marco. 
“Già. Oggi sarà una giornata terribilmente noiosa” concordò Star. 
“Anche se così fosse, potreste comunque trascorrerla in modo piacevole” disse una voce alle loro spalle. 
Sorpresi, i 2 ragazzi si voltarono e videro Eclipsa (sempre con la gamba incatenata) intenta ad annusare un cespuglio di rose. 
“Se oggi non avete niente da fare, potreste usare il vostro tempo per apprezzare le cose semplici, come ad esempio i fiori” proseguì l’ex regina di Mewni.
“Non dovremmo ascoltarla, Star. Lei é la regina delle tenebre” le ricordò sottovoce Marco. 
Ignorando il consiglio appena datole, Star disse “Immagino che i fiori che ci consigli di ammirare siano le rose” 
“Esattamente. Le rose sono belle ed hanno un buon profumo” rispose Eclipsa, indicando il cespuglio davanti a lei. 
“É vero. Chissà perché non ci avevo mai badato più di tanto” disse Star, dopo aver annusato i fiori. 
“Probabilmente, perché sei sempre stata presa da altre faccende –ipotizzò Eclipsa- Ma penso che, se darai un’occasione ai fiori, resterai pienamente soddisfatta”. 
“Allora, per oggi, io e Marco ci daremo alla floricoltura” dichiarò Star, mentre Marco la guardò perplesso. 

Nelle ore successive, Star e Marco percorsero tutto il giardino reale, fermandosi ad annusare ogni cespuglio di rosa in cui s’imbattevano. 
“Devo dire che quest’attività mi sta rilassando molto” riconobbe Star. 
“Anche troppo” disse Marco, trattenendo uno sbadiglio. 
Notando il tedio del suo amico, Star disse “Sai che ti dico? Tutto questo stare a contatto con le rose mi ha fatto venire voglia di piantarne una”. 
“Bell’idea. E dove li prendiamo i semi?” chiese Marco. 
“Da Quest Buy, ovviamente” rispose Star, facendo un gran sorriso.
“Sai che odio quel negozio” brontolò Marco, mentre estraeva le sue forbici dimensionali.

Poco dopo, Marco e Star si trovavano nel reparto dedicato ai fiori del Quest Buy, intenti a fissare uno scaffale vuoto.
“Non ci sono rimasti più semi di rosa” sospirò Star.
“Qui ce n’é ancora una bustina” disse Marco, notando un piccolo sacchetto azzurro che giaceva sul bordo dello scaffale. 
Ma proprio quando il ragazzo fece per prenderla, la bustina schizzò via, costringendo Marco ad allontanarsi di qualche metro dallo scaffale.
Subito dopo, un sacco di concime aperto cadde addosso al giovane Diaz, che si ritrovò addosso tutto il suo maleodorante contenuto.

“Ah, ah! La cacca di unicorno ti dona molto” ghignò una voce femminile sopra di lui. 
Infuriato, Marco alzò gli occhi e vide che sopra lo scaffale c’era Higgs, l’odiosa ragazza scudiero conosciuta tempo prima. 
“Ancora tu! Che ci fai qui?” domandò inviperito il ragazzo. 
“Sono venuta qui per comprare la cera per armature preferita di Sir Pungolo” rispose Higgs, balzando giù dallo scaffale. 
“E c’era bisogno di giocarmi questo stupido scherzo?” volle sapere Marco. 
Accigliandosi, Higgs rispose stizzita “Certo. Per colpa della vostra campagna di tolleranza verso i mostri, molti cavalieri sono rimasti senza lavoro”. 
“Abbiamo solo voluto fare la cosa giusta” si giustificò Star. 
“Bel lavoro. Al momento, io e Sir Pungolo siamo costretti ad alloggiare in una delle locande più squallide di Mewni” disse lo scudiero. 
“Questo non é comunque un buon motivo per fare scherzi stupidi” notò Marco.  
“A me pare buonissimo, invece” obbiettò Higgs.
La discussione venne interrotta da un commesso del Quest Buy, che si rivolse ad Higgs, dicendole “Scusi signorina, ma la cera per armature da lei richiesta é esaurita e al momento, non è previsto un rinnovamento delle scorte”. 
“Accidenti! Mi toccherà andare a cercarla altrove” brontolò Higgs, agitando il pugno. 
“Ah,ah! Ben ti sta!” la schernì Marco. 
“Guarda che il concime che hai addosso lo devi pagare” aggiunse il commesso, rivolgendosi a Marco. 
“Ecco un altro motivo per cui odiare questo posto” brontolò sottovoce il ragazzo. 

Visto che Quest Buy aveva esaurito i semi di rosa, Marco e Star li andarono a cercare nel mercato del villaggio situato ai piedi del castello reale. 
“Anche qui non c’é niente” disse Marco, dopo aver esaminato il banco di un venditore di semi. 
“Dividiamoci. Così, avremo più probabilità di trovare qualcosa” suggerì Star. 
E così, seppur animati dallo stesso fine, i 2 amici s’incamminarono in 2 direzioni opposte.

Marco stava percorrendo da alcuni minuti un angusto vicolo, quando un rumore di lotta giunse alle sue orecchie. 
Incuriosito, il ragazzo sbirciò da dietro un muro, vedendo così alcune persone lottare furiosamente fra loro...e lo stupore di Marco crebbe ulteriormente, quando vide che fra di loro c’era anche Higgs. 
“L’ultimo flacone di cera per armature spetta a me” dichiarò la ragazza, mettendo KO gli ultimi avversari con un bastone raccolto da terra. 
“La cera sarà disponibile fra alcune ore -l’avvertì il venditore, mettendo la testa fuori dal negozio- Nel frattempo, vuoi del disinfettante o del cibo? Gli scudieri hanno diritto ad uno sconto sulle loro spese personali”. 
Lo stomaco di Higgs, pesta e piena di graffi, borbottò rumorosamente, ma la ragazza rispose “No, grazie. Ho giusto i soldi per comprare la cera”. 
“Come vuoi. Ripassa un paio d’ore dopo il tramonto” disse il mercante, colpito da tanta devozione al proprio dovere.
“Aspetterò qui, in modo da non farmi fregare il posto da qualche furbastro” replicò Higgs, sedendosi per terra.
“D’accordo. Ma di notte, fa molto freddo” l’avvertì il venditore, mentre rientrava nella sua bottega. 

Stando ben attento a non farsi scoprire, Marco si allontanò silenziosamente. 
E mentre camminava, il ragazzo rifletté “Higgs aveva detto che il suo lavoro di scudiero era duro, ma non avrei mai immaginato una cosa simile. Dopo quel che ho visto, capisco benissimo perché mi ha preso in antipatia”. 
Perso nei suoi pensieri, Marco andò quasi a sbattere contro Star, che teneva un sacchetto fra le mani. 
“Sta’ più attento, Marco” lo rimproverò la principessa. 
“Scusa, Star. Sei riuscita a trovare qualcosa?” domandò il ragazzo. 
“Sì. In questo sacchetto c’é il seme di una rosa rarissima e mi hanno pure fatto un buon prezzo” spiegò eccitata Star. 
“Questa storia mi puzza di fregatura. Chi ti ha venduto quel seme?” volle sapere Marco. 
“Quel signore lì” rispose Star, indicando un mercante dall’aspetto distinto. 
“Posso assicurare che quel seme appartiene ad un raro tipo di rosa. E mi ritengo offeso da queste volgari insinuazioni sul mio conto” replicò il venditore di semi. 
“OK! Come non detto” replicò Marco, colpito da quell’atteggiamento così austero. 
E soddisfatti dell’acquisto, lui e Star tornarono al castello, per piantare il seme trovato al prezzo di numerose fatiche.

Mentre i 2 amici si allontanavano, il sole tramontò, facendo calare la notte su Mewni. 
“Yuphieee! Anche per oggi, il lavoro é finito” esultò il venditore di semi, dandosi una vigorosa scrollata, che rese il suo distinto aspetto identico a quello di un pazzo fuggito dal manicomio.
Dopo di che, ridacchiando follemente, il mewmano se ne tornò a casa propria, percorrendo l’intero tragitto a testa in giù. 

Quella sera, prima di coricarsi, Marco e Star piantarono il seme nel giardino del castello. 
“Non vedo l’ora che il fiore sbocci” disse eccitata Star. 
“Fa un certo effetto vedere Star dedicarsi ad attività così...normali” pensò Marco, mentre versava un po’ del concime comprato al Quest Buy. 

Il mattino dopo, quando Eclipsa si svegliò, la prima cosa che fece fu di affacciarsi alla finestra, per ammirare il giardino reale...notando così qualcosa di nuovo. 

Marco e Star stavano ammirando uno stranio alberello dal tronco spinoso, con un grosso bocciolo violaceo sulla cima, leggermente più alto di loro, spuntato nel punto esatto in cui avevano piantato il seme la sera prima. 
“É incredibile come il seme sia germogliato nel corso di una sola notte” commentò Marco. 
“Deve trattarsi di una pianta a crescita rapida” rifletté Star. 
“Dove avete comprato i semi di quella pianta?” domandò Eclipsa, senza scendere dalla sua torre.
“In città. E quello che ce li ha venduti, ha assicurato che si trattava dei semi di una rosa rarissima” rispose Star. 
“Lo credo bene, visto che quel fiore deve essere distrutto subito” disse preoccupata Eclipsa.
“Perché?” volle sapere Star. 
In quel momento, il fiore sbocciò, rivelando di essere una bellissima rosa dal colore violaceo. 
Subito dopo, però, nel punto in cui avrebbero dovuto esserci gli stami, comparve una bocca irta di denti aguzzi, mentre 4 lunghi tentacoli fuoriuscirono dal gambo.
“Oh, oh” gemette Eclipsa. 
“Ma che succede?” domandò Marco, mentre i tentacoli del fiore sferzavano violentemente l’aria. 
“I semi che vi hanno dato appartengo alla pericolosa Rosa Violacea Carnivora” spiegò Eclipsa. 
“Ci penso io” disse Star, facendo apparire un grosso paio di forbici nell’aria. 
Ma spalancando al massimo la bocca, il fiore carnivoro ingoiò l’utensile magico in un sol boccone; e subito dopo, le sue dimensioni crebbero, rendendo la pianta grande quasi quanto una delle torri del castello.
“Quella pianta si nutre di magia, perciò non bisogna lanciarle contro degli incantesimi” si raccomandò Eclipsa. 
“Adesso ce lo dici?” domandò istericamente Marco. 

Svegliati dal frastuono, i sovrani di Mewni si affacciarono ad una finestra della loro camera da letto, vedendo così la loro figlia ed il suo amico combattere contro un fiore gigante. 
“Star, ma che sta succedendo?” domandò sorpresa la regina. 
“Io e Marco avevamo comprato dei semi da piantare nel giardino reale, ma abbiamo scoperto che erano di una Rosa Violacea Carnivora” rispose Star, mentre lei e il suo amico ingaggiavano un furioso corpo a corpo coi tentacoli del fiore.
“Proprio come ai vecchi tempi sulla Terra” pensò nostalgicamente Marco. 
“Cosa?” domandarono all’unisono i 2 sovrani. 
“Ma abbiamo tutto sotto controllo” li rassicurò Marco. 
Proprio in quel momento, la Rosa Carnivora emerse dal terreno, usando le sue radici come se fossero gambe.
“Più o meno” precisò imbarazzato Marco. 
Ruggendo, il fiore carnivoro si avventò su Star, che istintivamente gli puntò contro la sua bacchetta magica. 
“Non usare incantesimi, o renderai la rosa più forte” le ricordò Eclipsa.  
Allora, Star fece comparire la sua nuvoletta magica, che sfrecciò rapidamente in cielo, non appena la principessa le salì sopra. 
Infuriata, la Rosa Carnivora abbatté il muro di cinta del castello con uno dei suoi tentacoli e si lanciò all’inseguimento della ragazza.

“Dobbiamo fermare quella pianta” disse Re River.
“Solo un cavaliere può distruggerla, in quanto può combattere senza usare la magia” spiegò Eclipsa. 
“Questo lo sapevamo già” preciso stizzita la regina Moon.
“Io conosco quello giusto” disse Marco.

Quando Sir Pungolo si svegliò, la prima cosa che vide fu il volto del suo scudiero Higgs, segnato da profonde occhiaie.
“Ecco fatto, Sir Pungolo. Ora la vostra armatura è perfettamente e interamente lucidata” annunciò Higgs, stremata dalla fatica. 
“Eccellente” replicò il cavaliere, passando un dito sulla lucente corazza. 
In quel momento, da fuori giunse una voce concitata, che invocò a gran voce il nome di Sir Pungolo. 
“Sir Pungolo! Sir Pungolo!” chiamò ripetutamente la voce.
“Che succede? Chi mi cerca?” domandò il cavaliere, affacciandosi alla finestra. 
Di sotto, c’era Manfred, uno dei domestici che lavoravano al castello reale, che disse “Abbiamo urgentemente bisogno di voi per risolvere un grave problema”. 

I cittadini di Mewni era impegnati nelle loro solite attività, quando videro Star arrivare a bordo di una nuvoletta rosa, inseguita dalla gigantesca Rosa Carnivora. 
“Nascondetevi in casa. Presto!” incitò la principessa.
Senza farselo ripetere, la maggior parte dei mewmani si rinchiuse nella propria casa, mentre i rimanenti si nascosero nei barili o in un qualsiasi altro posto che offrisse protezione. 
“Nuvoletta, allontanati da qui, o quel fiore distruggerà tutto nel tentativo di prenderci” ordinò Star. 
La nuvoletta si diresse verso la foresta, ma venne subito abbattuta da una spina che il fiore carnivoro aveva lanciato dal suo gambo. 
Fortunatamente, la nuvoletta riuscì ad atterrare dolcemente e Star uscì incolume dall’improvvisa manovra.
“Bacchetta” disse la Rosa Carnivora, mentre la sua bocca si riempiva di bava schiumosa. 
“Vieni a prendertela” la sfidò Star, assumendo una posa da combattimento.

“Ferma lì, orrida erbaccia” intimò una voce imperiosa alle spalle del fiore. 
Sorpresa, la pianta si voltò e vide Sir Pungolo fissarla con aria di sfida. 
“Vattene dal nostro regno, o dovrai fare i conti con me” aggiunse il cavaliere, sguainando la sua spada. 
Ruggendo, la Rosa Carnivora sferzò l’aria con uno dei suoi tentacoli, con cui cercò di colpire il cavaliere; ma questi schivò il colpo con un salto, per poi recidere il tentacolo con un fendente di rara precisione. 
Emettendo uno stridulo verso di dolore, il fiore indietreggiò di alcuni passi, mentre Sir Pungolo domandò “Ne hai avuto abbastanza?”. 
Per tutta risposta, la Rosa Carnivora alzò il tentacolo reciso e fece ricrescere la parte mancante nel giro di pochi secondi.
“Oh, accidenti” brontolò il cavaliere. 

Ruggendo, il fiore magico si avventò contro Sir Pungolo, agitando i suoi tentacoli. 
“Devo farmi venire un’idea” pensò il cavaliere, mentre si difendeva da quel violento assalto. 
Ad un certo punto, la Rosa Carnivora colpì Sir Pungolo in pieno stomaco, scagliandolo lontano. 
Dopo di ché, la famelica pianta si diresse a passo pesante verso verso le case dei mewmani, dove la sua vera preda era rimasta in attesa. 
“Aiuto, Sir Pungolo” invocarono alcuni dei presenti. 
Udendo quelle invocazioni d’aiuto, il cavaliere si rialzò velocemente da terra, ma non si mosse dal punto in cui si trovava. 
“Dovete fare qualcosa, Sir Pungolo. Quelle persone hanno bisogno del vostro aiuto” disse Higgs, mentre affiancava il suo padrone con una sacca piena di armi. 
“Sto già facendo qualcosa” replicò il cavaliere, esponendo più che poteva la sua corazza al sole. 

La Rosa Carnivora stava per calpestare la prima casa sul suo cammino, quando si mise a fiutare l’aria. 
Subito dopo, sotto lo sguardo sorpreso dei mewmani, i petali della corolla presero fuoco, costringendo la pianta a correre verso il fiume, mentre ululava in preda al dolore. 
L’unica a non stupirsi fu Star, la quale si era accorta subito che Sir Pungolo aveva usato la sua armatura come una superficie riflettente, in modo da convogliare la luce solare sulla pianta.

Una volta raggiunto il fiume, la Rosa Carnivora ficcò la corolla sott’acqua, spegnendo così le fiamme che la stavano consumando. 
Ma all’improvviso, Sir Pungolò si avventò sulla pianta e con un preciso fendente, tagliò perfettamente il gambo a metà. 
Il fiore carnivoro ebbe appena il tempo di emettere un ultimo rantolo, prima di crollare diviso in due a terra. 
“Anche questa é fatta” disse soddisfatto il cavaliere, mentre riponeva la spada nel fodero.

Accertatisi che non ci fosse più pericolo, i mewmani uscirono dai loro rifugi e raggiunsero Sir Pungolo, con l’intento di congratularsi con lui. 
“Come avete avuto l’idea di dare fuoco alla pianta?” chiese uno presenti. 
“Semplice: quando ho visto che gli arti mozzati ricrescevano, mi sono ricordato di una leggenda che parlava di un eroe che doveva affrontare un mostro con lo stesso potere. Così, non ho dovuto fare altro che usare lo stesso metodo dell’eroe di quella storia” spiegò Sir Pungolo.
“Grazie, Sir Pungolo” dissero in coro tutti i presenti.
“A dire il vero, devo condividere il merito con il mio scudiero Higgs. Perché, se lei non avesse perfettamente lucidato la mia armatura, non avrei potuto realizzare il mio piano” ammise il cavaliere. 
“Ho fatto solo il mio dovere di scudiero” disse Higgs, che aggiunse sottovoce “Alla faccia di un certo raccomandato che conosco”. 
E mentre i mewmani esprimevano la loro gratitudine con un fragoroso applauso, Sir Pungolo ed Higgs ritornarono soddisfatti alla loro momentanea dimora.

Poco lontano, Star si era ricongiunta con Marco e insieme, i 2 amici avevano seguito in silenzio tutta la scena.
“Dì la verità, Marco: hai fatto intervenire Sir Pungolo per fare un favore ad Higgs” disse Star.
Sorridendo serenamente, Marco spiegò “Ho capito che, in fondo, io e lei lavoriamo per raggiungere lo stesso scopo. In un’altra realtà, avrei potuto chiamarla...amica”. 
“Questa frase l’hai presa da quella famosa serie fantascientifica con protagonista quel dottore dalle orecchie a punta” notò Star.
“Veramente, lui non era il protagonista” precisò Marco, puntiglioso come sempre.

FINE

     


                     





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