FanFiction Teen Titans | Padre e figlia di AndreaMicky | FanFiction Zone

 

  Padre e figlia

         

 

  

  

  

  

Padre e figlia   (Letta 36 volte)

di AndreaMicky 

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Sezione:

Comics e CartoonsTeen Titans

Genere:

Comico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Teen Titans - Slado - Rose Wilson

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Padre e figlia  

Direttamente da TTG ecco una storia che vede il gruppo di supereroi coinvolto in una difficile situazione.


  

Padre e figlia 
by Andrea Micky

I Teen Titans si stavano rilassando sul divano nel loro salotto, quando l’allarme crimine cominciò a suonare ripetutamente. 
Dopo aver consultato velocemente il computer della torre, Robin annunciò “Un criminale ha cercato d’intrufolarsi nei Laboratori Star. E si tratta...di Slado”. 
“Slado?” domandarono gli altri Titans. 
“Quindi, affronteremo nuovamente il nostro arci nemico in una lotta epica, che magari fungerà da trama per un grande film su di noi” disse Beast Boy.
“Oppure, la promessa di un confronto con Slado potrebbe degenerare in una trama assurda, che nulla avrà a che fare con lui, lasciando l’amaro in bocca ai fans speranzosi” notò Stella Rubia.
“C’é solo un modo per scoprirlo: Titans Go!” incitò Robin. 

Slado stava correndo velocemente nei corridoi del laboratorio, quando 2 guardie gli si pararono davanti; ma il criminale le abbatté entrambe con un doppio calcio, per poi sfoderare le sue spade e ridurre a fette la porta alle loro spalle. 
“Presto, il chip sarà mio” disse Slado, mentre varcava la soglia della porta, entrando in una stanza dove c’era solo una teca di vetro, contenente un chip denominato X3.
“Fermo lì” intimò Robin, mentre lui e i suoi compagni comparivano sulla soglia della porta distrutta.
“I Teen Titans” disse Slado. 
“Esattamente. E adesso preparati a prenderle...Deadpool” disse Beast Boy, con tono provocatorio.
“Vi ho già detto che non sono Deadpool” brontolò Slado.
“Però, ti vesti come lui” notò Cyborg. 
“É lui che si veste come me” protestò Slado. 
“Smettila con questa storia e per evitare di confondere la gente, fatti un nuovo look” gli disse Robin.
“Perché dovrei? Sono stato io a vestirmi così per primo -obbiettò Slado- Inoltre, non credo che tu possa dare consigli sulla moda, visto il ridicolo costume che indossavi agli esordi”. 
“Era stato Batman a disegnarlo” si difese Robin. 
“Questo é quello che direbbe chi non vuole assumersi le proprie responsabilità” l’accusò Slado.
“Questa lotta non mi sembra molto epica” notò Stella Rubia, visibilmente annoiata. 
“Effettivamente, se fossimo in televisione, il pubblico avrebbe già cambiato canale” concordò Corvina.

“Basta con le chiacchiere. Voi miseri assistenti non ci impedirete di prendere quello per cui siamo venuti” disse Slado, mentre stringeva le sue spade con maggiore forza. 
“Perché parli al plurale?” domandò Corvina. 
“Perché ero convinto che con me ci fosse la mia complice, che invece mi ha dato buca” rispose il criminale. 
“Si tratta di Terra, vero? Effettivamente, con lei non sai mai come va a finire” sospirò Beast Boy.
“No, si tratta di mia figlia, che ho personalmente addestrato, in modo da farla diventare l’apprendista perfetta” disse Slado, gesticolando in maniera inquietante.
“Tu hai una figlia?” domandò Robin.
“Sì, come no” ironizzò Cyborg, alzando gli occhi al cielo. 
“Guardate che io ho veramente una figlia” insisté Slado. 
“Io ti credo...Deadpool” replicò Stella Rubia, facendo un sorrisetto beffardo. 
“Ah, ah, ah!” risero divertiti gli altri Titans.
Infuriato, Slado conficcò le sue spade nel terreno e attivò i dispositivi inseriti nelle impugnature, generando una violenta onda d’urto, che scagliò lontano i Titans. 
Successivamente, il criminale tentò di distruggere la teca contenente l’X3, ma il vetro era protetto da un campo di forza e non ci riuscì. 
“Maledizione. Finché ci sarà la corrente elettrica, il campo di forza m’impedirà di prendere il chip” brontolò Slado. 
“In tal caso, non ti resta che arrenderti” disse Robin, mentre lui e i suoi compagni si lanciavano all’attacco. 
Per tutta risposta, Slado estrasse dalla sua cintura una granata, che scagliò con decisione verso i Titans. 
“Azarath Metrion Zinthos” disse Corvina, mentre usava i suoi poteri per generare uno schermo protettivo per lei e i suoi amici.
Subito dopo, l’ordigno di Slado esplose in una fragorosa deflagrazione. 

Quando il fumo causato dall’esplosione si diradò, i Titans (incolumi grazie allo schermo di Corvina) videro Slado fuggire attraverso l’enorme squarcio formatosi nel soffitto.
“Ci rincontreremo presto, Titans” promise il criminale, prima di scomparire nel cielo notturno. 
“Slado é fuggito, ma il campo di forza ha protetto il chip” disse Cyborg, esaminando la teca di vetro col suo visore ottico.
Stagliandosi contro la luna piena, Robin strinse il pugno destro e giurò “Io ti ritroverò Slado. Anche se dovessi metterci tutta la vita. E quando lo farò, pagherai per tutti i tuoi crimini”.
“Hey, io ho fame. Andiamo a mangiarci una pizza?” propose Cyborg. 
“Sì! Ok! Va bene!” risposero Stella, Bibi e Corvina.
“Avete rovinato il mio momento solenne” protestò Robin. 

Dopo aver preso la T-Car, i Titans si recarono alla loro pizzeria preferita. 
Ma proprio mentre Cyborg parcheggiava il veicolo, dall’interno del locale giunsero dei rumori di lotta. 
“Là dentro sta succedendo qualcosa” disse Beast Boy. 

Non appena i Titans entrarono nella pizzeria, vennero accolti da un cameriere scagliato a tutta velocità verso il muro. 
“Buonah shera. Sharete sherviti dopo che avrhemo risholto un piccholo problhema chon unah clienteh” biascicò il cameriere, prima di svenire.
Sorpresi, i Titans videro che l’intero personale era impegnato in un furioso corpo a corpo con una ragazza, che si rivelò essere Rose Wilson. 
“C’é qualcun altro che vuole una ripassata?” domandò la criminale, dopo aver steso tutti i camerieri. 
“Sei tu quella che riceverà una bella lezione” le rispose Robin, mentre  lui e i suoi compagni assumevano la posizione di combattimento. 
“Ah, i Titans” sbottò Rose, alzando le spalle. 
“Se scatenare una rissa é il miglior crimine che ti é venuto in mente, sei caduta davvero in basso” la punzecchiò Corvina. 
“Mi sono semplicemente nascosta qui per evitare uno scocciatore” replicò Rose. 
“E chi sarebbe questo scocciatore?” domandò Stella Rubia. 
In quel momento, il tetto esplose ed una figura ben nota ai Titans piombò nel locale. 
“Rose, hai sbagliato indirizzo” brontolò il nuovo venuto. 
“Slado!” esclamo sorpreso Robin. 
“I Titans” esclamò altrettanto sorpreso il criminale. 
“Ah, quindi voi perdenti conoscete il mio patetico padre?” domandò Rose. 
“Slado é tuo padre?” domandarono in coro i Titans. 
“Non si risponde ad una domanda con un’altra domanda. É da maleducati” fece presente il criminale. 

Facendosi serio, Slado disse “Rose, ti avevo dato l’indirizzo preciso del luogo in cui ci saremmo dovuti incontrare e invece tu sei andata da tutt’altra parte”. 
“Se é per questo, ti avevo anche detto che stasera avevo da fare” replicò la ragazza. 
“Tu hai SEMPRE da fare quando ti chiamo -ricordò Slado- E non  fai mai qualcosa di costruttivo. Quando avevo la tua età...” 
“Ah, ricomincia la predica” brontolò Rose, incrociando le braccia. 
“...mi piaceva spaccare le cose, ma lo facevo con certo criterio, in modo da ricavarne un vantaggio tattico. Non come te, che agisci a casaccio e solo per divertimento” proseguì il criminale. 
Quel litigio fra padre e figlia continuò per diversi minuti, sotto lo sguardo dei Titans, che seguivano la scena con un certo interesse. 
“Amici, il difficile rapporto fra Rose e Slado non vi ricorda una situazione che abbiamo già vissuto in passato?” domandò Stella Rubia, grattandosi il mento.
“No” rispose secca Corvina. 

“Adesso Basta! Io me ne vado” disse ad un certo punto Rose, dirigendosi verso la porta del locale. 
“Torna qui. Ho ancora un paio di cose da dirti” le ordinò Slado. 
“Non spreco il mio tempo a parlare con un adulto che passa tutto il suo tempo travestito da Deadpool” replicò la ragazza. 
“Per la millesima volta, é lui che ha copiato me, non viceversa” sbraitò infuriato il criminale. 
“Come dici tu” sbottò Rose, prima di andarsene. 

Sospirando tristemente, Slado si sedette ad un tavolo libero, incrociando poi lo sguardo dei Titans.
“Scusate, ma non sono in vena di lottare” disse il criminale. 
“Va tutto bene?” domandò gentilmente Stella Rubia. 
“Certo. É solo che...io e mia figlia abbiamo un rapporto complicato” rispose Slado. 
“Non lo avrei mai detto” ironizzò Corvina. 
“É che una volta facevamo tutto insieme. Le ho anche regalato le sue spade -proseguì Slado- Ma adesso, per lei é come se non esistessi. Non mi ascolta, fa le cose di testa sua e giurerei che la metto in imbarazzo” 
“Tua figlia é semplicemente cresciuta: abituatici” gli disse Corvina.
Ignorandola, Slado confessò “La mia irruzione di stasera era solo un pretesto per passare del tempo con Rose e far tornare le cose come prima”. 
“Che cosa dolce, sebbene criminosa” commentò Stella Rubia.
“Perché ci stai dicendo questo?” volle sapere Robin.
“Perché volevo chiedervi di combattere nuovamente ai Laboratori Star -rispose Slado- Così, voi avrete la vostra lotta epica e io riavrò un rapporto sereno con mia figlia”.
“Questo potrebbe essere un trucco per impossessarti del chip che volevi rubare” lo accusò Cyborg.
“Non sto usando uno dei miei trucchi per ingannarvi. Io desidero solamente che mia figlia mi voglia di nuovo bene” giurò Slado, alzando la mano destra e mettendo la sinistra sul cuore. 
“Allora, credo che si possa fare” decise Robin. 
“Sì” concordarono quasi tutti gli altri Titans.

“Io non ci sto” disse Corvina, facendo apparire un portale accanto a lei.
“Ma Corvina, anche se é una criminale, Rose rimane tua amica e dovresti aiutarla a sistemare le cose con suo padre” obbiettò Stella Rubia. 
“Per esperienza diretta so che c’é poco da fare con un genitore invadente” replicò Corvina, con l’aria di chi la sa lunga. 
“Non essere impertinente, ragazzina” la rimproverò Trigon, mentre il suo gigantesco occhio copriva tutte le finestre del locale. 

Una volta tornata al suo rifugio sotto il ponte, Rose si mise a giocherellare coi suoi coltelli, fino a quando Slado la raggiunse. 
“Rose, posso parlarti?” domandò il criminale. 
“Fai pure, ma spicciati” rispose la ragazza. 
“Rose, io voglio ancora rubare l’X3, ma mi serve il tuo aiuto per disattivarne la protezione. Se agiamo adesso, coglieremo tutti di sorpresa e una volta in possesso di quel chip, potremo realizzare il mio nuovo piano” disse Slado. 
“Non m’interessa” replicò Rose
“Ma se il mio piano funziona, potremo dominare il mondo” insisté Slado. 
“Non m’interessa comunque” ripeté Rose.
“E se pagassi a te e a tutte le tue amiche un giro di frullati?” domandò indispettito Slado. 
“Affare fatto” accettò Rose, sorridendo soddisfatta. 

Poco dopo, padre e figlia si trovavano nei Laboratori Star, sebbene situati in punti diversi dell’edificio. 
Grazie alle sue spade, Rose distrusse il quadro elettrico dell’edificio, causando così un black-out, che disattivò sia l’allarme che il campo di forza che proteggeva l’X3, permettendo così a Slado di prenderlo. 
Ma mentre era in attesa di ulteriori istruzioni, Rose udì dei rumori di lotta provenire dal punto esatto dell’edifico in cui suo padre avrebbe dovuto trovarsi in quel momento. 

Sperando in una bella rissa, Rose raggiunse la sala dell’X3, dove trovò suo padre intento a combattere i Titans (privi di Corvina), mentre l’X3 era ancora al sicuro nella sua teca. 
“Rose, dammi una mano” incitò il padre.
“Bene! Avevo proprio voglia di picchiare qualche perdente, stasera” si compiacque la ragazza.
“Cyborg! Bibi! Fermatela voi” ordinò Robin. 
“Ok!” risposero all’unisono i 2 amici.

“Beccati questo” disse Cyborg, mentre si preparava a sparare un raggio laser verso Rose. 
“Così tanta tecnologia, eppure così poco cervello per usarla” lo canzonò la ragazza. 
“Ouch!” gemette Cyborg, prima di andare in blocco a causa di quelle parole offensive. 
“Nessuno può insultare un mio amico” intervenne Beast Boy, mentre si trasformava in un gorilla. 
“Non hai bisogno di trasformarti in un animale per puzzare” gli disse malignamente Rose. 
“Effettivamente puzzo, ma non m’importa” replicò Beast Boy, lanciandosi all’attacco. 
Ma Rose aggirò l’avversario con un balzo e lo attaccò alle spalle, mettendolo KO con una sola mossa di combattimento. 
“Questa é mia figlia” si compiacque Slado. 
“Allora, la recita può finire?” domandò sottovoce Robin. 
“Solo un altro paio di minuti” gli rispose sottovoce Slado. 

Vedendo i suoi amici in difficoltà, Stella Rubia attaccò Rose coi suoi raggi, che la criminale deviò usando le sue spade come una superficie riflettente. 
Una volta deviati, i raggi distrussero la teca dell’X3, lasciando così il chip alla portata di Slado. 
“Perfetto” disse il criminale, avventandosi sul chip. 
“Hey, questo non faceva parte dell’accordo” protestò Robin. 
“Lo so, ma io non ho mai avuto intenzione di rispettarlo” replicò beffardamente Slado. 
Infuriato, Robin si avventò sul criminale facendo roteare il suo bastone, ma Slado fermò la rotazione con un duplice colpo delle sue spade. 
Dopo di che, il criminale si scansò improvvisamente e Robin, a causa dello slancio preso per il suo attacco, andò a finire addosso agli sconfitti Cyborg e Beast Boy; contemporaneamente, Slado estrasse da dietro la schiena uno strano apparecchio bianco simile ad un telecomando con l’antenna, in cui inserì l’X3 appena rubato.
Vedendo il suo compagno in difficoltà, Stella Rubia cercò d’intervenire, ma Rose l’attaccò alle spalle, scagliandola addosso ai suoi amici sconfitti. 
“Adesso, collaudiamo il mio apparecchio” disse Slado, premendo un pulsante sul marchingegno che teneva in mano. 
Subito dopo, dall’antenna dell’apparecchio uscì una grossa bolla verde, che intrappolo i Teen Titans al suo interno. 
“Ce l’ho fatta!” esultò soddisfatto Slado. 

Ripresosi dalla batosta ricevuta, ognuno dei Titans cercò di distruggere la bolla col proprio super potere, che però non si attivò.
“Non riusciamo più ad usare i nostri poteri” esclamò sorpresa Stella Rubia.
“Non arrendetevi, Titans. Continuate a provare” incitò Robin. 
“É tutto inutile: quella bolla può annullare tutti i poteri del super eroe che ingloba” spiegò Slado. 
“Io però non ho super poteri” ricordò Robin, prima di colpire violentemente l’interno della bolla col suo bastone.
Ma la bolla si rivelò incredibilmente elastica e l’unico risultato che il leader dei Titans ottenne fu quello di colpirsi da solo sulla fronte.
“La bolla é anche eccezionalmente elastica, in modo da aumentare la sua resistenza” aggiunse Slado.
“Credo che quei perdenti lo abbiano già capito da soli” ghignò Rose, mentre si avvicinava al padre.
“Tutta la storia del rapporto con tua figlia era un trucco, Slado” accusò Cyborg.
“Ma avevi giurato che dicevi sul serio” ricordò Stella Rubia. 
“Avevo le dita incrociate durante il giuramento” replicò il criminale, mentre la sua finta mano sinistra si staccava dal polso, a causa di quella vera che riemergeva dalla manica dell’abito. 
“Comunque, io non sapevo nulla del piano di mio padre e la sua pietosa richiesta di aiuto per riconquistarmi era vera” precisò Rose, leggermente infastidita.
“Ehm, già. Quel che conta é che con il mio dispositivo potrò intrappolare ogni super eroe del mondo in una bolla indistruttibile, così che nessuno possa più ostacolare i miei piani di conquista globale” disse Slado, alzando trionfalmente le braccia.

Improvvisamente, un portale magico si aprì proprio sotto i piedi di Slado. 
Colto di sorpresa, il criminale precipitò al suo interno, lasciandosi sfuggire di mano il suo dispositivo, che venne preso al volo da Rose, che sparò un raggio verde verso il padre. 
Subito dopo, Slado riemerse dal portale, intrappolato dentro una bolla di contenimento, spinta verso l’alto da Corvina. 
“Corvina!” esultarono gli altri Titans. 
“Presto, Rose. Rinchiudila dentro una bolla” ordinò Slado. 
“Spiacente papà, ma così facendo, farei fallire il nostro piano” replicò Rose. 
“Quale piano?” domandò Slado. 
“Prima che tu andassi da Rose, io l’avevo avvertita di quello che tu e i miei amici stavate organizzando. Così, io e lei abbiamo elaborato un piano tutto nostro” spiegò Corvina. 
“Ma perché vi siete coalizzate contro tutti noi?” domandò Stella Rubia. 
“Io volevo far capire a mio padre che non deve più interferire nella mia vita” rispose Rose.
“E io volevo far capire ai miei amici che non ci si deve impicciare dei problemi di famiglia altrui” rispose Corvina. 
“Quindi, adesso che ci avete dato una lezione, ci libererete. Esatto?” domandò Beast Boy, sorridendo nervosamente. 
“No” risposero all’unisono Rose e Corvina, dopo essersi scambiate uno sguardo d’intesa. 
E senza aggiungere altro, le 2 ragazze lasciarono la stanza, dopo aver abbandonato il dispositivo a pochi centimetri dalle bolle di contenimento. 
Nel tentativo di liberarsi, Slado cercò di allungare la sua mano per toccare un tasto del dispositivo con su scritto PROCEDURA D’EMERGENZA, ma l’elasticità della bolla glielo impedì.
“Accidenti a quando ho ideato queste bolle” brontolò il criminale.

Poco dopo, Corvina e Rose erano intente a bere frullati insieme a Iella e Terra. 
“Bevete pure. Stasera offre mio padre” disse allegramente Rose. 
“Ma Stella Rubia non viene?” domandò Iella. 
“No. É in punizione insieme al resto al resto della mia squadra” rispose Corvina. 
Sebbene incuriosite, Iella e Terra non chiesero ulteriori delucidazioni e il resto della serata trascorse piacevolmente per tutta la combriccola.

Nel frattempo, Slado e i Titans continuavano a fluttuare inermi all’interno delle loro bolle di contenimento.
“In questi cosi c’é un bagno?” domandò ad un certo punto Beast Boy.
“No di certo” gli rispose Slado. 
“Allora, la nostra situazione sta per peggiorare” avvertì il ragazzo verde, prima di emettere una flatulenza tanto rumorosa quanto pestilenziale. 
“Yeeech!” si lamentarono gli altri Titans, mentre si tappavano il naso con le dita. 

FINE

     


                     





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