FanFiction City Hunter | Little Moments di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Little Moments

         

 

  

  

  

  

Little Moments   (Letta 889 volte)

di MarySaeba92 

11 capitoli (in corso) - 0 commenti - 3 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Angst - Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Traduzione

Protagonisti:

Un po' tutti

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 1. Un'atmosfera soffocante 

L'ondata di calore regna su Tokyo, ma non in alcuni cuori congelati. Se non c'è Kaori a tenere insieme City Hunter, Ryo è solo l'Angelo della Morte e tutto il gruppo di sweeper perde il suo pilastro centrale.


  

Questa fanfiction è la traduzione di una storia in francese che potete trovare e leggere nel link che metto di seguito.
 
Titolo originale: Little moments
 
Nota della traduttrice: questa storia è la prima di una saga composta da tre fanfiction, denominata dalla stessa autrice ´Moments´. Mi occuperò di postare tutte e tre le storie, spero di aver fatto un buon lavoro, assicuro che non è stato semplice perché i capitoli sono lunghi e pieni di dettagli da seguire con attenzione per poter capire bene...buona lettura!
 

In quel primo pomeriggio di giugno il sole era alto nel cielo e la temperatura elevata. Attualmente il clima giapponese batteva i record di calore dal mese precedente. Ovunque si andasse, si potevano vedere giovani donne camminare per le strade con sempre meno tessuto a ricoprirle, bambini che giocavano intorno alle fontane o che si rincorrevano con pistole ad acqua, innamorati che si dividevano un gelato. Il quartiere di Shinjuku, allo stesso tempo uno dei più malfamati e dei più vivaci ad eccezione del Kabukicho, non faceva eccezione alla regola, eppure...
Eppure un osservatore abituato al quartiere avrebbe capito che, nonostante ciò che si poteva credere all´inizio, il tempo sembrava congelato e l´atmosfera presante. Il punto più eclatante? Si sentiva nella confusione della folla: risate, discussioni, ma niente urla penetranti, niente rumori alti e fastidiosi. Già da un mese...da un mese, i commercianti del quartiere erano grigi e rammaricati, da un mese i vagabondi e altri cialtroni dei bassifondi di Tokyo si seppellivano il più possibile, cercando di mimetizzarsi nei muri. Da un mese, un locale non aveva ancora riaperto, da un mese i due pervertiti più temuti del Giappone non erano saltati su alcun paio di gambe...da un mese, nessun martello era stato assestato.
Fuori da Shinjuku, lontano dalla vita frenetica che ancora cercava di riprendere il sopravvento nelle strade, un uomo dai vestiti ricoperti di sangue si trovava di fronte a una tomba.
"Non portarmela via"
Era un ordine, sembrava una supplica nel silenzio soffocante e gelido che regnava intorno a lui. Un´ombra imponente fece un passo indietro sotto la calotta formata dagli alberi che fiancheggiavano il cimitero. Aveva voluto andargli incontro, vedendolo lì immobile. Erano passate settimane da quando stava affondando ogni giorno un po´ di più nel suo silenzio. E a poco a poco, ogni giorno un po´ di più, vedeva rinascere un uomo che aveva creduto fosse sparito...un uomo che faceva paura perfino a lui, Hayato Ijuin. Naturalmente gli altri avevano visto bene come si era chiuso nei confronti di tutti, ma nessuno sapeva fino a che punto, né Saeko, né Miki, né Reika o Kazue...nemmeno Mick poteva sapere. Solo lui, Falcon, sapeva cosa c´era dietro quell´aura che l´uomo emanava un po´ di più ogni giorno. Solo lui conosceva davvero l´Angelo della Morte. Certamente anche Mick, il suo ex compagno di lavoro lo conosceva, ma non tanto quanto Falcon, che sapeva di cos´era capace quando non aveva alcuna ragione a trattenerlo, quando nient´altro aveva importanza. Nessuno, tranne lui, sapeva che l´uomo che aveva davanti a sé non era nemmeno più Ryo Saeba. Lo aveva cercato dappertutto, contando di parlargli, cercando di riportarlo un po´ in sé, prima di ritrovarsi lì. Ma apparentemente, considerando le sue condizioni e soprattutto quelle dei suoi vestiti, l´Angelo della Morte aveva finito per trovare la sua preda. Falcon non voleva neanche immaginare cosa le fosse successo.
-E ora? Ora che cos´hai intenzione di fare, Ryo?-
Era quella la domanda che si poneva quando l´uomo più temuto del paese lo fece uscire dai suoi pensieri...l´uomo più temuto del paese...l´uomo più temuto del paese era arrivato a non rendersi conto della sua presenza e a dare ordini a una tomba, ma malgrado tutto, Falcon comprendeva la sua supplica. Quella supplica lo fece indietreggiare nell´ombra, non volendo disturbare un momento privato, che gli dava speranza. Forse...forse Ryo Saeba esisteva ancora da qualche parte. E se era quello il caso, solamente un Makimura avrebbe potuto farlo tornare in sé.
"Pensi di avere il diritto di riprenderla quando vuoi?! La cosa ti diverte?! Tu l´hai data a me! L´hai data a me, Makimura! Non hai il diritto di richiamarla quando ti pare!"
L´uomo diede un calcio alla tomba, come se volesse suscitare una reazione.
"Tu me l´hai affidata! Mi hai chiesto di proteggerla ed è quello che ho fatto! L´ho protetta per otto anni! Per otto anni l´ho seguita ovunque per poterla proteggere da tutto, senza che lei se ne accorgesse! Per otto anni l´ho tenuta al mio fianco per proteggerla, perché almeno se è davanti ai miei occhi, so che pericoli corre!"
L´uomo cadde in ginocchio davanti alla tomba.
"Maki, l´ho protetta perfino da me, per otto anni l´ho vista diventare ogni giorno un po´ più bella senza mai toccarla, per paura di farle correre più rischi...per paura di sporcarla se mi fossi avvicinato troppo"
Hayato Ijuin sentì una lacrima scorrere lungo la sua guancia, ma non fece nulla per eliminarla, era immobilizzato dall´angoscia che poteva sentire per la prima volta nella voce dell´uomo che nulla sembrava aver sfiorato fino a quel giorno. Fino ad allora tutti i pericoli della loro vita come sweeper sembravano essere scivolati su Ryo senza mai raggiungerlo, quell´uomo era una roccia e si stava incrinando davanti a lui, e lui non poteva fare niente per impedirlo. Sperava solo di essere in grado di raccogliere i pezzi in seguito.
"Il grande Ryo Saeba che ha paura! Cosa significa per te, Maki? Cosa significa sapere che sei la persona che ha fatto entrare la paura nella mia vita? Mi hai maledetto decidendo di affidarla a me e per questo ti odio! Ringrazio il cielo ogni giorno per avermi permesso di incontrarla. Ma ogni giorno ti odio di avermi introdotto nella sua vita. Sai che hai fatto in modo che l´uomo più perverso del Giappone, diventasse il più fedele della Terra? No? Che ogni volta che tocco una donna, è tua sorella che vedo? Che ogni volta, mi disgusto perché è come se la stessi ingannando? Ma cosa sto dicendo, non oso nemmeno più toccare una donna. Avevo l´impressione di sporcarla vedendola nelle altre donne che conquisto e che si concedono senza alcun ritegno, senza nemmeno cercare di sapere a chi si donano così liberamente...ma non ho nemmeno il diritto di toccarla...lo stallone di Shinjuku! Starai ridendo lassù, Maki! L´eunuco di Shinjuku, altroché!"
Nell´ombra, si poteva vedere del fumo fuoriuscire dagli alberi, ma il caldo non c´entrava niente. Nonostante la reazione che non poté controllare, Falcon si disse che non tutto era perduto. Anche se scopriva Ryo sotto una nuova luce, le sue parole lo rassicuravano, era tornato un po´ in se stesso malgrado le circostanze. Era quello che Falcon sperava. Sentì l´aura rabbiosa prendere il sopravvento su Ryo e lo sentì colpire la tomba.
"È questo che volevi per lei?! Che finisse qui con te?! In un posto dove non le si presta attenzione, in mezzo agli altri corpi decrepiti?"
"Non è ancora morta, Ryo"
L´interpellato si voltò così bruscamente che quasi perse l´equilibrio, in tempi normali sarebbe stato impossibile. Anche durante il sonno, quell´uomo poteva sentire le aure più nascoste. Ma niente era come al solito, si disse il gigante. E la pelle di Ryo si incupì ancora di più quando vide chi gli aveva parlato.
"Non è ancora morta, Ryo" ripeté Falcon. "Sta combattendo, sta combattendo come ha sempre fatto"
"Zitto"
Il tono era netto, non aveva nemmeno alzato la voce, ma la minaccia era chiara.
"Ryo, dovresti andare a casa, farti una doccia, sei coperto di sangue"
Un´esplosione di risa lo interruppe e l´espressione che incontrò lo ghiacciò.
"Ryo..."
"A casa! A casa, dici? La mia casa è scomparsa, Umi"
Il soprannome era amichevole, il tono era infido.
"La mia casa giace in un letto d´ospedale da 28 giorni. La mia casa ha così tanti tubi che escono dal suo corpo da non poterla nemmeno riconoscere"
Il silenzio gli rispose. Ma Ryo non voleva il silenzio.
"E la tua casa, Umi? Che sta facendo in questo momento?"
Il gigante fece un passo indietro. Non poteva sbagliarsi, era una minaccia, la prese come tale. Nonostante tutto, strinse i pugni e rimase sul posto.
"Si è ripresa dallo shock? Ha capito che potrà pulire i suoi vestiti quanto vuole, ma il suo sangue non se ne andrà mai? Si sveglia urlando di notte? Dimmi, Umi. Come sta la tua casa?"
"Ti dimentichi che nel giorno del mio matrimonio ho visto un proiettile attraversare il corpo di mia moglie"
Falcon guardò il suo vecchio amico alzarsi e affrontarlo, con un sorriso freddo disegnato sulle labbra.
"Allora è normale? È questo che intendi? Dopo quello che è successo al tuo matrimonio, è solo una cosa reciproca?"
Il mercenario scosse la testa, non era quello che intendeva.
"Solo che si tratta di Kaori! Kaori, Umi! E a differenza di me, Miki sapeva benissimo i rischi che le faceva correre! A differenza di me, non ha cercato di proteggerla!"
"È la sua migliore amica...Ryo...pensi davvero che potesse prevedere..."
"Questa è l´unica ragione per cui non ho ancora il suo sangue sulle mie mani"
Falcon impallidì, ebbe paura. Ryo lo spaventò. Era serio. L´idea gli aveva davvero attraversato la mente. E a vedere i suoi occhi, c´era ancora.
"Hai davvero intenzione di incolpare la tua famiglia, Ryo?"
"Famiglia? La sola ragione per cui siamo una famiglia è Kaori...l´unica ragione per cui Saeko viene sempre da noi è Kaori. L´unica ragione per cui Mick è ancora vivo è Kaori. L´unica ragione per cui sei vivo e sposato è Kaori. L´unica ragione per cui Kazue è insieme a Mick è Kaori. E l´unica ragione per cui tua moglie è viva è Kaori...senza di lei...non siete niente"
Ryo gli voltò le spalle e si avviò lentamente verso l´uscita del cimitero.
"Oh! E chiedi a tua moglie da dove le è venuta l´improvvisa voglia di andare in vacanza"
Umibozu lo guardò andarsene, la verità delle sue parole gli risuonò in testa, ma soprattutto l´ultima frase che si era lasciato dietro. Poteva essere che Miki gli nascondesse qualcosa? Ryo Saeba era un sacco di cose, ma non era un bugiardo...e allora perché...
L´uomo uscì dal cimitero, turbato come quando vi era entrato.

     


                     





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