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  DuckTales: la storia di Lena

         

 

  

  

  

  

DuckTales: la storia di Lena   (Letta 68 volte)

di AndreaMicky 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Comics e CartoonsUniverso Disney

Genere:

Introspettivo

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Lena - Amelia la fattucchiera

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 DuckTales: la storia di Lena 

Nel reboot di DUCKTALES sono rimasto affascinato dal personaggio di Lena, al punto che ho deciso di scrivere la storia delle sue origini. NDA: Scrissi questa storia prima dell'episodio 1x10 e quindi, troverete una certa incongruenza nella storia.


  

DuckTales: la storia di Lena 
by Andrea Micky

Si dice che l’infanzia sia un periodo spensierato, ma certe volte si verificano degli eventi che mettono in dubbio la veridicità di questa convinzione. 

Lena era una piccola papera fra i 5 e i 6 anni di età, che viveva nello stato del Calisota, insieme ai genitori. 
La piccola però non aveva dei bei ricordi d’infanzia, in quanto sua madre e suo padre litigavano spesso fra loro, finendo così col trascurarla.  
Lena soffriva molto per questa situazione e quando i litigi fra i 2 s’intensificarono proprio in occasione del suo compleanno, la piccola pensò che i suoi genitori si sarebbero dimenticati di quell’importante ricorrenza. 

Il giorno del suo compleanno, Lena rincasò da scuola prima dei genitori e trovò un pacchetto infilato nella buca della posta. 
“Ma allora, si sono ricordati del mio compleanno” pensò la piccina, sorridendo felice. 
Ma la gioia di Lena svanì subito, perché quel pacco non era un regalo per lei, ma una consegna per i suoi genitori, proveniente dall’Italia. 
“Su, aprì la scatola” la incito una voce femminile, con uno strano accento. 
Spaventata, Lena si guardò intorno, ma non vide nessuno. 
“Apri la scatola” ripeté la voce misteriosa, fattasi più fievole. 
Leggermente spaventata, la piccola aprì il pacchetto e ci trovò dentro un medaglione dorato, con una gemma violacea al centro. 
Guardando meglio, Lena si accorse che sotto il monile c’era un biglietto, con su scritto
Alla mia cara nipotina Lena.
Con affetto, zia Amelia
“Zia Amelia? Mai sentita nominare” rifletté la paperetta. 
“Perché i tuoi genitori hanno rinnegato il retaggio di famiglia” spiegò la voce misteriosa, tornata udibile come prima. 
Terrorizzata, Lena vide la sua ombra cambiare forma, assumendo quella di una papera adulta, con 2 occhi rossi. 

“Ciao, Lena. Sono la zia Amelia” disse l’ombra. 
“Zia Amelia? Ma perché sei un’ombra?” chiese spaventata la piccola papera. 
“Non c’é tempo per spiegare, ora. Prendi le tue cose e vieni con me” incitò Amelia. 
“Ma non posso lasciare mamma e papà” obbiettò Lena. 
Con tono gentile, Amelia disse “Lena, perché vuoi rimanere? I tuoi genitori non fanno che litigare e si dimenticano sempre di te. Oggi, non si sono neanche ricordati che era il tuo compleanno. Io, invece, ti vorrò sempre bene e mi prenderò cura di te nel migliore dei modi”. 
Ascoltando quel discorso, Lena si fece seria e pensò al da farsi.  

Poco ore dopo, i genitori di Lena erano in commissariato, a redigere un verbale sulla scomparsa della loro figlioletta. 
“Non avete idea del perché vostra figlia sia scappata di casa?” chiese loro il commissario. 
“Probabilmente, perché litighiamo spesso e crede che non le vogliamo bene” singhiozzò la madre. 
“E pensare che adesso dovremmo essere con lei, a scegliere il suo regalo di compleanno” aggiunse tristemente il padre. 
“Se é ancora in città, la ritroveremo” assicurò il commissario. 

L’impiegato addetto al rilascio dei biglietti aerei stava fissando perplesso la piccola papera, che gli aveva chiesto un biglietto per l’Italia.
“Non sei un po´ piccola per viaggiare in aereo da sola?” chiese l’impiegato. 
Per un breve istante, Lena ebbe paura di non farcela, ma la voce della zia le suggerì “Resta calma e fai come ti ho detto”. 
“Io posso andare dove voglio da sola e tu non mi hai mai visto” rispose Lena, stringendo forte il suo amuleto, mentre una strana luce violacea le brillava negli occhi. 
“Tu puoi andare dove vuoi da sola e io non ti ho mai vista” ripeté meccanicamente l’addetto, consegnando un biglietto alla bambina. 
Lena prese il biglietto e senza aggiungere altro, salì a bordo di un aereo diretto in Italia. 

L’aereo giunse a destinazione alcune ore dopo, atterrando all’aeroporto di Napoli e da lì, Lena s’incamminò verso una casupola ai piedi del Vesuvio. 
“Siamo arrivati” annunciò Amelia. 
“Questo posto non mi sembra granché” ammise la paperetta. 
“Aspetta di aver visto l’interno prima di giudicare” replicò Amelia, facendo cenno alla nipote di aprire la porta. 
Lena fece ciò che le era stato indicato e una volta aperta la porta, la bambina si ritrovò in una stanza poveramente arredata, piena di mobili impolverati. 
“Prendi quel libro” le ordinò Amelia, indicando un vecchio volume, che giaceva abbondato in una libreria dall’aspetto antiquato. 
Lena obbedì nuovamente, ma non appena toccò il libro, nel muro si aprì un passaggio segreto. 
“Wow!” esclamò sorpresa la bambina. 
“E ancora non hai visto niente” assicurò Amelia, sorridendo soddisfatta. 

Dopo aver disceso una rampa di scale, Lena giunse in un vecchio laboratorio, pieno di libri e altri strani oggetti. 
“Wow, questo posto sembra il laboratorio di un mago” disse estasiata Lena. 
“Infatti é così, perché io sono una fattucchiera” ammise Amelia. 
“E perché sei ridotta ad un’ombra?” domandò Lena. 
“É una lunga storia, che ti racconterò più avanti -le rispose Amelia- Adesso, é importante che tu impari ad usare la magia al posto mio”. 
“Ma ci vorrà un sacco di tempo, zia” notò la bambina. 
“Lo so, ma al momento non abbiamo altra scelta” replicò la fattucchiera, facendosi seria. 
Nei mesi successivi, Lena si esercitò nella varie formule magiche che la zia le insegnava, imparando a realizzarle sopratutto grazie al suo amuleto, diventando piuttosto abile. 
Ma per quanto riguardava l’educazione della nipote, Amelia non se ne occupò più di tanto e man mano che cresceva, Lena sviluppò un carattere acido ed irrispettoso verso l’autorità degli adulti. 

***

Erano passati 10 anni dalla fuga di Lena e la bambina era ormai diventata un’adolescente. 
“Adesso che sei pronta, ti spiegherò il perché di tutto il nostro lavoro” le disse Amelia. 
“Sono tutta orecchie, zia” le rispose Lena. 
Stringendo gli occhi, Amelia raccontò “Al mondo, esistono oggetti magici molti potenti e uno di questi é la Lancia di Selene. Ma quando l’ho trovata, un miliardario di nome Paperon de’ Paeroni se ne era già impadronito, senza però rendersi conto del suo enorme potere. Quando cercai di sottrargliela, sua nipote Della usò la lancia contro di me, riducendomi come sono ora, per poi fuggire senza dire a nessuno dove sarebbe andata, portando con sé quel prezioso oggetto”.
“E io cosa dovrei fare?” chiese Lena. 
“Tu dovrai infiltrarti a Villa de’ Paperoni e scoprire dove si trova la Lancia di Selene, in modo che io possa usarla per tornare alla normalità” rispose Amelia. 
“Non ti deluderò, zia” promise solennemente Lena. 
“Lo spero, nipote mia” replicò Amelia, che pensò “Anche perché, se lo farai, te la farò pagare cara”. 
Poche ore dopo, Lena era bordo di un aereo diretto a Paperopoli, la città dove viveva il ricco de’ Paperoni. 

Durante il viaggio, l’aereo fece uno scalo a Parigi e Lena ne approfittò per visitare la città. 
Per una fortunata coincidenza, quel giorno un gruppo musicale chiamato “I Peso Piuma” aveva in programma un mega concerto, a cui la ragazza volle assistere...ed arricchire con una delle sue birbonate. 

Dopo il mega concerto parigino, tutti i membri dei Peso Piuma andarono nei rispettivi camerini per riposare. 
“Oggi abbiamo fatto un’esibizione strepitosa” disse il leader della band, mentre si toglieva la sua maglietta a righe, per poi appoggiarla su di una sedia. 
“Un omaggio per il leader dei Peso Piuma” avvertì una voce femminile all’esterno del camerino, accompagnata da un lieve bussare sulla porta. 
Compiaciuto della cosa, il musicista andò ad aprire, senza però trovare nessuno; e il suo stupore crebbe ulteriormente, quando si accorse che, durante quei pochi secondi di distrazione, la sua maglietta a righe era rubata da qualcuno. 
“Chi ha osato farmi questo scherzo?” domandò infuriato il leader della band. 

Ridacchiando soddisfatta, Lena stava correndo verso l’aeroporto, con la maglietta rubata sotto il braccio. 
“Dovevi proprio usare la magia per rubare una stupida maglietta?” domandò indispettita Amelia. 
“E dai, zia. Vedilo come un allenamento per il lavoro che dovrò fare” replicò Lena. 
La fattucchiera non replicò, ma rimase indispettita dal comportamento della nipote. 

L’aereo su cui viaggiava Lena atterrò a Paperopoli poche ore dopo, quando in città era mattino inoltrato. 
La prima cosa che la ragazza fece una volta scesa a terra fu guardarsi intorno, illudendosi di vedere i suoi genitori che l’attendevano, senza però alcun risultato. 
“Andiamo subito al porto” ordinò Amelia, notando la tristezza della nipote. 
“Si, zia” replicò quasi meccanicamente Lena. 

Poco dopo, Lena si stava aggirando per i moli del porto di Paperopoli. 
“Zia, perché mi hai fatto venire qui?” chiese Lena. 
“Da queste parti c’é la casa galleggiante di Paperino, l’altro nipote di Paperone. Adesso lo rintracceremo e lo terremo d’occhio” spiegò Amelia. 
“Oppure, qualcuno potrebbe farlo per noi” suggerì Lena, notando un gabbiano che le volava sopra la testa. 
E con un movimento fulmineo, Lena lanciò un incantesimo che non solo schiavizzò il volatile, ma le permise anche di vedere attraverso i suoi occhi. 
“Bella mossa” si complimentò Amelia, sorridendo deliziata. 

Completamente soggiogato, il gabbiano volò in cielo, appoggiandosi sopra ogni barca che trovava, per controllare chi c’era sopra, senza però imbattersi in quella giusta.
Ad un certo punto, il volatile si sentì stanco e perciò, si fermò a riposare per un momento sul pennone di una barca, che si rivelò essere proprio quella che cercava.  
Grazie alla magia, Lena vide Paperino portare i suoi nipoti a Villa de’ Paperoni, per poi andarsene da qualche parte. 
Ipotizzando che stesse succedendo qualcosa d’importante, Lena lasciò il gabbiano di guardia per diverse ore alla villa, durante le quali un dragone uscì dal garage e la casa galleggiante di Paperino venne spostata nella piscina. 
“Si, sta proprio succedendo qualcosa d’importante li dentro” disse Lena, pensando agli strani avvenimenti a cui aveva assistito.

Sapendo di non poterla spuntare con gli adulti, Lena decise di concentrarsi sui 3 nipotini del riccone e li tenne d’occhio, ricorrendo nuovamente al gabbiano che aveva schiavizzato. 
Pochi giorni dopo il trasferimento a Villa de’ Paperoni, l’uccello pedinò il trio fino alla fermata di un bus e smise quando i nipoti di Paperone vennero sbattuti fuori dal veicolo a causa del comportamento eccentrico della loro nuova amica Gaia, che era la nipote della governante.

“Quella ragazzina é fuori di testa” commentò Lena, osservando la scena grazie alla magia. 
“La cosa può giocare a nostro vantaggio, però” rifletté Amelia. 
“E in che modo?” domandò la ragazza. 
“Tu farai amicizia con lei e una volta che ti sarai guadagnata la sua fiducia, potrai visitare Villa de’ Paperoni, accedendo così a tutti i suoi segreti” stabilì la fattucchiera. 
“D’accordo, zia” rispose Lena, che stava già pensando ad un modo per “fare amicizia” con il suo bersaglio.

FINE

     


                     





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