FanFiction Ranma 1/2 | Vorrei non essere mai nato di lo_storico | FanFiction Zone

 

  Vorrei non essere mai nato

         

 

  

  

  

  

Vorrei non essere mai nato ●●●●● (Letta 950 volte)

di lo_storico 

2 capitoli (in corso) - 2 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaRanma 1/2

Genere:

Introspettivo - Avventura

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Ranma

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 L'inizio del viaggio 

Ranma sta per iniziare un viaggio diverso dal solito, che lo porterà ad interrogarsi di più su se stesso e a porsi numerose domande.


  

Ranma iniziò a svegliarsi lentamente e cautamente, ancora confuso e stordito: la testa gli ronzava come uno sciame d´api impazzito, sentiva un dolore intenso alla nuca e alle ossa del corpo e non riusciva ad aprire le palpebre, tanto gli sembravano pesanti. Non ricordava bene cosa fosse successo, sebbene i ricordi si stessero facendo più chiari: aveva salvato da morte certa un bambino finito per caso sulla strada, subendo l´urto della macchina al posto suo. Il ragazzo capì allora che poteva essere finito in ospedale per il trauma subìto: quando aprì del tutto gli occhi, si guardò intorno, credendo di vedere le grigie ed anonime pareti della stanza dove era stato trasportato, ma capì subito che c´era qualcosa che non quadrava. Infatti, ovunque posasse lo sguardo, non vedeva altro che uno spazio vuoto ed indefinito e il buio assoluto, mentre anche i suoi vestiti erano strani: certo, si trattava ancora della sua tenuta da combattimento, con la differenza che era di colore completamente bianco, incluse le scarpe. - Che succede? - si domandò: - Che posto è questo? Dove mi trovo? Credevo di essere stato investito da un´auto e di trovarmi in ospedale, invece...  Un pensiero orribile lo pervase fino alla sua anima: - No, non può essere... Io...  sono ... morto...? - 

All´improvviso, una voce si materializzò come dal nulla, distogliendolo dalle sue elucubrazioni: "Non temere, giovane Ranma, non sei morto. Per lo meno, non ancora". Ranma si girò di scatto e balzò in una posizione difensiva, gridando: "Chi sei? Fatti vedere!". La voce rispose: "Sono proprio qui, non agitarti". Appena udite queste parole, l´artista marziale si voltò e vide il suo interlocutore: era un vecchio, dall´apparenza fragile ed innocua, con la testa quasi calva, una lunga barba bianca che arrivava fino al petto, con indosso una tunica bianca stretta in vita da un sottile cordoncino, sandali ai piedi e una lanterna in mano. Ranma lo valutò attentamente per qualche secondo (una buona regola che suo padre gli aveva insegnato era quella di non sottovalutare mai l´avversario che ti si para di fronte), e ancora guardingo gli chiese: "Chi sei tu? Che posto è questo?". Il vecchio abbozzò un sorriso sornione e gli rispose: "Ho molti nomi, a seconda delle persone che vengono qui e della cultura dalla quale provengono. Tu puoi chiamarmi Gaido". Il sopracciglio del ragazzo si alzò un poco a sentire quel nome: in giapponese infatti gaido vuole dire "guida", e non capiva in cosa lui dovesse essere guidato. A dissipare questi dubbi ci pensò il diretto interessato: "Non temere Ranma, capirai tutto a tempo debito. Per ora sappi che sei destinato ad intraprendere un viaggio, al termine del quale si valuterà i l tuo destino: io sarò il tuo accompagnatore durante il tragitto". Lo stupore ebbe la meglio sul ragazzo, che gli gridò in faccia: "Per tutti i Kami, tu puoi leggere nella mia mente?". Sospirando un poco, Gaido gli rispose: "Oh sì, posso fare questo ed altro. Se volessi, potrei facilmente sottometterti alla mia mercé, malgrado il mio aspetto senile, perché questo è il mio dominio. Ma credimi, non è ciò che voglio fare: il mio compito, come ho detto prima, è quello di condurti in un viaggio interiore, che tu stesso hai invocato, alla scoperta di te stesso". "Invocato?", ripeté con foga il ragazzo, "Io non ho invocato proprio niente. Basta con le mezze spiegazioni, vecchio, voglio una risposta certa: dove sono esattamente e come posso tornare indietro? Sono... morto oppure in un limbo tra la vita e morte? Rispondi!". Ranma lo aveva praticamente urlato, sebbene alla menzione della morte il suo tono avesse vacillato un pò. 

Gaido sospirò di nuovo e disse: "Non sei morto, Ranma Saotome, ne sei nel limbo tra vita e morte, come hai detto tu: sei in una dimensione onirica, creata a seguito del tuo desiderio, espresso prima dell´incidente occorsoti". Quando vide che Ranma stava per ribattere, il vecchio lo prevenne: "Dimmi, ricordi cosa dicesti prima che quell´auto ti investisse?". Ranma, ancora stupito per l´intera faccenda, iniziò a spremersi le meningi: la memoria non era il suo punto forte, specialmente dopo l´allenamento con i gatti, che avevano danneggiato gravemente i suoi ricordi. Poi alcune parole gli sovvennero: "Ho detto che... vorrei non essere mai nato...", terminò, ansioso e inquieto. Al che, Gaido riprese a parlare: "Esatto ragazzo. Prima del tuo incidente hai in pratica desiderato di non essere mai venuto al mondo. Proprio per questo il sinistro stradale ha avuto luogo: dovevi risvegliarti in un luogo avulso dal mondo in cui vivi per poter osservare da un´altra prospettiva le conseguenze delle tue scelte. Io ti condurrò attraverso questo sentiero, al termine del quale deciderai cosa fare". Ranma, ancora scioccato da tutto questo nuovo capitolo incasinato della sua vita, rispose distrattamente: "Cosa fare? Che vuoi dire?". Gaido quindi spiegò più dettagliatamente: "Ranma, vedrai la vita di tutti i tuoi conoscenti in un mondo dove tu non sei mai nato. Potrai vederli, ma sarai etereo e non interagirai con loro: ciò è proibito. Al termine del viaggio, dovrai scegliere se continuare fino in fondo il tuo desiderio, o tornare a come era prima". Udendo ciò, il giovane artista marziale capì di cosa si trattava: "Andare fino in fondo vuol dire... scomparire per sempre, vero? E dove finirò?", disse con una punta di preoccupazione. Gaido alzò la mano e lo fermò subito: "Non correre troppo, giovane Ranma. Per ora, non sono autorizzato a dirti di più, ma al termine di tutto sarai edotto di ogni cosa. Quindi, ora che le domande sono finite, possiamo iniziare il nostro viaggio?". Ancora sovrappensiero per l´enormità di ciò che gli era e che gli stava per succedere, il ragazzo annuì distrattamente con la testa: fu allora che la lanterna nelle mani della vecchia guida iniziò ad essere più luminosa del solito, fino a provocare un lampo enorme di luce che inghiottì entrambi, lasciando nuovamente il luogo buio e silenzioso.





















     


                     





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