FanFiction L'attacco dei giganti | NON RIESCO AD ODIARTI di Krilin89 | FanFiction Zone

 

  NON RIESCO AD ODIARTI

         

 

  

  

  

  

NON RIESCO AD ODIARTI   (Letta 448 volte)

di Krilin89 

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Sezione:

Anime e MangaL'attacco dei giganti

Genere:

Drammatico - Erotico - Introspettivo - Angst

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Armin Arlet - Annie Leonhart

Coppie:

Armin Arlet/Annie Leonhart (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Lei era una viscida bastarda e assassina, ma quel ragazzo non c'entrava niente con tutto quello. Sapeva che doveva allontanarsi da lui, eppure non era ancora pronta a farlo.


  

Salve a tutti. Qualche tempo fa mi è venuta l´idea di creare questa piccola One-Shot su Armin e Annie. Volevo provare ad immaginare cosa sarebbe successo se Annie avesse intuito da subito cosa la aspettava dietro la proposta di aiutare Eren a scappare. Scusatemi per gli eventuali errori che troverete ma volevo creare una One-Shot su questi due personaggi. Comunque adesso la smetto di rompere, e vi auguro buona lettura!



NON RIESCO AD ODIARTI

Armin era pronto in linea con il piano ideato da lui stesso. Questo piano prevedeva di catturare Annie che dopo accurate ricerche si era rivelata il Gigante dalle fattezze femminili. In teoria sarebbe andato tutto bene, la sua mente aveva ideato quella strategia e i suoi compagni si erano complimentati  con lui. Solo che adesso veniva la parte più difficile. Ingannare Annie significava ingannare il suo cuore, quello stesso cuore che impazziva e batteva a un ritmo fortissimo quando pensava a lei. Doveva farla cadere in trappola ne andava della salvezza del genere umano, eppure Armin non credeva che questo incentivo sarebbe bastato. Ma ormai era giunto il momento. Si calò il cappuccio e si diresse verso il distretto di Stohess...
Annie si svegliò di malumore. Il giorno prima si era lasciata sfuggire Eren, e questo era molto grave per quanto riguardava la sua "missione".  Si alzò dal letto con tutta l´intenzione di rapire Eren il  prima possibile. Si vestì e poco dopo giunse nel distretto di Stohess. Stava per seguire i suoi compagni del corpo di Gendarmeria, quando una voce che lei conosceva molto bene si fece sentire.
"Annie?"
La ragazza si guardo intorno, e dietro uno vicolo scorse una figura incappucciata. Lo raggiunse, e quando lo vide il cuore perse un battito.
"Armin? Ma che ci fai tu qui?" 
Prima di rispondere il ragazzo la osservò dalla testa ai piedi. 
"Vedo che alla fine sei diventata un membro effettivo del corpo di Gendarmeria!"
Annie lo osservò a sua volta  senza espressione, o almeno questo era quello che traspariva dal suo volto, mentre invece il suo cuore galoppava a mille. Il giorno prima stava per ucciderlo, ma qualche cosa nel suo animo l´aveva fermata.
 "Sono qui per chiederti un favore."-riprese  lui con sguardo triste. 
Per Armin non era facile ammettere che Annie fosse in realtá il gigante dalle fattezze femminili. Dopo quella scoperta aveva ideato un piano per farla catturare, anche se questo gli dispiaceva.
"Allora?"-gli chiese Annie confusa."Cosa ti serve?"
"Eren rischia di essere ucciso e solo tu puoi aiutarmi!"-gli rispose il ragazzo. "Ci serve un modo per far fuggire Eren dalla città, ma per farlo abbiamo bisogno di qualcuno che appartenga al corpo di Gendarmeria. Per superare i controlli."
Prima di rispondere la ragazza sospirò. Tra tutti quelli che conosceva,Armin era l´unico al quale si era legata. Forse perché lui non la considerava un mostro. Decise di dirgli subito la verità, anche se ciò andava contro gli obiettivi della  sua missione. Lo abbracciò e gli disse all´orecchio. 
"Smettila con questa farsa Armin. Io sono il Gigante dalle fattezze femminili, che ha ucciso molti dei tuoi compagni." 
Armin rimase di sasso. Non si aspettava che lei dicesse da subito la verità, e questo complicava  le cose. Il piano prevedeva di attirarla con l´inganno sotto i tunnel della cittá, di modo che trasformarsi per lei sarebbe stato difficile.Avrebbe dovuto odiarla per tutto il male che aveva causato. Voleva odiarla per tutti quegli innocenti a cui lei aveva portato via la vita. Eppure non ci riusciva. Si staccò da quell´abbraccio e anche se il cuore gli urlava di no,prese le lame.
 "Bene Annie arrivati a questo punto non ci resta altro che combattere!"
 La ragazza con un´abile mossa lo privò  delle armi facendolo finire a terra. Gli mise un piede sul petto per immobilizzarlo.
"Armin ti ho detto di smetterla! E poi lo sappiamo entrambi che non saresti mai in grado di farmi del male." 
Il ragazzo aveva le lacrime agli occhi. "Perchè Annie? Perché tu?"
"Non abbiamo tempo per questo. Ascoltami bene Armin io ora mi trasformo e ti porto via con me. Avremo modo di parlare con più calma. Ma stai tranquillo, non voglio farti del male."
"NO ANNIE ASPETTA!"
Purtroppo per il ragazzo, in mezzo secondo Annie si era trasformata ferendosi con un´anello che aveva un´aculeo alla sua estremitá. Senza dare tempo di reazione il Gigante prese Armin tra le sue mani e corse verso le mura. Distrusse tutto ciò che gli si parava davanti ma fortunatamente non fece vittime. "Non ancora"-pensò Armin. Il Gigante scavalcò le mura e poco dopo sparì verso l´orizzonte.A niente erano valse le proteste del ragazzo. Tra le mani di quel Gigante non c´era molto che potesse fare, ma in fondo forse sarebbe stato meglio così. L´attenzione di Annie si sarebbe concentrata solo su di lui. Malgrado la situazione non fosse delle migliori,Armin si sorprese molto della velocitá di Annie trasformata. Al momento neanche Eren poteva raggiungere quella rapidità. Verso sera i due raggiunsero il bosco di alberi giganti. Armin ci era già stato in precedenza, e ed era stato proprio lì che aveva visto morire il suo caposquadra e tanti altri compagni a causa del Gigante dalle fattezze femminili, che ora rispondeva al nome di Annie. Il Gigante si guardò intorno come per accertarsi che non ci fosse nessuno oltre a loro nella pronditá della foresta. Poi dal corpo del Gigante inizio a fuoriuscire del vapore,e dalla collottola uscì fuori Annie con un balzo. Armin nel frattempo era riuscito a liberarsi della stretta di quella mano gigantesca. Quando fu libero si scagliò verbalmente contro Annie.
"Adesso siamo abbastanza lontani Leonhardt! Cosa significa tutto questo? Perché mi hai rapito?"
"Perché dovevo parlarti mi sembra di avertelo già detto. Armin tu sei l´unico che non mi ha mai guardata dall´alto in basso, e sei l´unico che ancora non mi odia, nonostante tutto quello che ho fatto. In qualche modo mi  hai fatto rivalutare l´essere una persona."
"Annie...senti io non sò, e non riesco a immaginare per quale motivo tu ci abbia traditi. Anzi a dirti il vero io non voglio ancora credere che tu sia così malvagia! Non ce la faccio! Quindi dimmi ti prego che cosa ti abbiamo fatto? Perché odi così tanto il genere umano?"
La ragazza non rispose subito. Aveva il cuore esulcerato  e diviso a metà. Da una parte c´era la sua missione, mentre dall´altra c´era lui,  Armin. Cosa sarebbe successo se gli avrebbe detto la verità? Avrebbe aiutato il genere umano certo, ma così facendo Armin si sarebbe trovato in una situazione difficile. Quelli della sua terra Natale, non avrebbero accettato una cosa del genere e lo avrebbero ucciso. Questo Annie non poteva permetterlo. No assolutamente. Lei era una viscida bastarda e assassina, ma quel ragazzo non c´entrava niente con tutto quello. Sapeva che doveva allontanarsi da lui, eppure non era ancora pronta a farlo. Voleva imprimere Armin nel profondo del suo cuore ammesso che ne avesse ancora uno. Si avvicinò al ragazzo che tentava inutilmente di fermare le lacrime che scorrevano sul suo viso.
"Ascoltami Armin. Non posso rivelarti quello che disperatamente tenti di sapere. Quello che ho fatto non è stata una mossa contro il genere umano, anche se le mie azioni possono suggerirti il contrario. Credimi vorrei tanto togliermi questo peso, ma non posso!" 
Armin adesso non piangeva più. Voleva disperatamente smuovere la parte di quella che un tempo era stata una amica, e forse qualcosa di più.
"Ti prego Annie! Dimmelo. Io posso aiutarti anzi posso fare in modo che tutto quello che hai fatto ti sia in qualche modo perdonato. Certo dovrai scontare nelle prigioni sotterranee qualche tempo, ma sempre meglio che essere vivisezionata no?"
"Armin tu non capisci..."
"CHE COSA NON CAPISCO ANNIE?"-aveva urlato il ragazzo. "Dimmelo una volta per tutte!"
"Se ti dicessi la verità tu morireresti  questo lo capisci? Ho già ucciso tante persone, ma mentirei se ti dicessi che mi dispiace. Tu però...sei diverso. Almeno la tua vita non voglio averla sulla coscienza!"
"Ma come fai a vivere così Annie? Io non capisco. Dici che uccidere innocenti non ti scalfisce più di tanto, ma non riesci a farmi del male? Perché? Cosa ho io di diverso da tutti gli altri?"
La ragazza si avvicinò ancora di più e senza pensarci bacio Armin il quale all´inizio rimase fermo. Dopo essersi staccati la ragazza parlo di nuovo.
"Ora lo capisci Armin? Capisci perché non posso e non voglio farti de male?"
Il ragazzo non riuscì a fare a meno di essere felice. Forse Annie non era così crudele. Certo aveva ucciso innumerevoli compagni e questo era gravissimo. Ma cosa poteva fare lui se il suo cuore non la smetteva di battere per lei? La fissò con gli occhi lucidi per l´emozione.
"Quindi cosa hai intenzione di fare Annie? Lo sai che sei sotto l´attenzione di tutti. Quale è ora il tuo obiettivo?"
Prima di rispondere la ragazza lo costrinse a sdraiarsi sopra di lei sul terreno.
"Io farò ritorno alla mia terra. Li c´è qualcuno che mi sta aspettando. Questa sarà l´ultima volta che ci vedremo. Io scomparirò per sempre, ma prima di questo voglio portare con te il mio ricordo. Non sará come vederti tutti i giorni, ma almeno è qualcosa. Vieni Armin"
Il ragazzo non ce la fece a resistere. Una potente erezione si era fatta largo nei suoi pantaloni. Il pensiero di non rivederla mai più lo opprimeva, ma non l´avrebbe fermata. Si spoglio dei vestiti e aiuto Annie a fare lo stesso. Quando entrambi furono nudi si guardarono negli occhi prima di compiere que passo.
"Annie io ti..."
"Non dirlo Armin. Fammi tua e basta."
Armin inizio a baciarla prima sulla bocca, poi con lentezza scese fino agli addominali perfettamente scolpiti della ragazza che sotto quel tocco non riuscì a trattenere un gemito. Scese ancora di piu assaporando ogni centimetro di quella pelle pallida, ma che aveva un sapore buonissimo. Dedicò molto tempo al punto più intimo di lei, che presa dalla foga del momento spinse la testa di lui proprio intorno a quel punto. 
"Sei sicuro di voler andare avanti Armin?"-gli chiese Annie con la voce affannata.
"Lo voglio Annie."
"Allora continua ti prego!"
Armin diede sfogo alle sue emozioni. Cinse la ragazza per i fianchi e la penetrò. Annie ad ogni spinta lo stringeva a se provando un piacere tale che per farla breve se ne fotteva di tutto quanto, di chi lei fosse veramente, della sua missione. Era li con Armin punto. Nel frattempo il ragazzo spingeva in profondità il suo membro provando un piacere dolce e amaro allo stesso tempo. Lui sapeva che la ragazza con cui stava facendo l´amore era una assassina, sapeva che il suo essere un soldato che aveva giurato di offrire il proprio cuore all´umanitá non avrebbe mai dovuto compiere quei gesti. Ma Armin stava bene nonostante lei fosse un´assassina, stava bene nonostante lei fosse il male. Però lui non sarebbe mai stato in grado di odiarla, non ci sarebbe mai riuscito, perché lui quella donna, quella fottuta assassina l´amava e basta. Alla fine l´orgasmo li travolse entrambi. E poco dopo lacrime solcarono  il viso di Armin poggiato sulla pancia di lei. Piangeva perché sapeva nel cuore che poco dopo lei se ne sarebbe andata via per sempre. La ragazza aveva ancora il fiatone a causa di quell´amplesso così passionale. Si accorse di qualcosa di umido sulla sua pancia e quando vide le lacrime di Armin rimase suo malgrado sconvolta. Con una mano si portò il viso di lui davanti al suo.
"Perché piangi Armin?"
"Fai la finta tonta? Piango perché sò che non ti rivedrò mai più."
Poco dopo i due si rivestirono e quando si fissarono negli occhi entrambi ci videro delle lacrime.
"Armin ti prego! Non rendermi le cose più difficili."
"Mi chiedi l´impossibile Annie! Io sò che non ho la forza di fermarti, ma te lo chiedo lo stesso. NON MI LASCIARE!"
"Armin lo sai che non posso farlo! Ma se ti può far piacere sappi che non cercherò più di catturare Eren. Tornerò nella mia terra natia e li affronterò la punizione che mi attende." 
Armin cadde in ginocchio. La notizia che lei non avrebbe più recato danno al suo migliore amico avrebbe dovuto rallegrarlo, ma non gli bastava.
"E se venissi con te Annie? Potrei proteggerti!"
Annie si girò verso di lui e gli disse con le lacrime agli occhi.
"No Armin tu non verrai con me! Non riuscirei a sopportare l´idea che ti uccidono perché è questo che ti accadrebbe!"
"Ma io..."
"Armin devi essere forte. Non per Eren o i tuoi amici, ma per te stesso. Promettimelo e io me ne andrò col cuore più leggero."
Il ragazzo la strinse a se di nuovo. Ormai era finita per loro.
"Te lo prometto Annie, ma solo se tu mi prometti di non farti uccidere!"
"Ci proverò"- gli disse lei spostandosi da lui. Poco dopo Annie riassunse la sua forma di Gigante, ma prima di andarsene con un dito asciugò una lacrima dal viso di Armin. Fatto questo Annie scappò via inoltrandosi nella foresta. Il ragazzo la osservò con la morte nel cuore e disse a se stesso. "Ti prometto Annie che non mi arrenderò mai! Perché io in fondo Non riesco ad odiarti"
 





     


                     





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