FanFiction Romantico M/F | Hey, furidashita ame ... di _Misaki_ | FanFiction Zone

 

  Hey, furidashita ame ...

         

 

  

  

  

  

Hey, furidashita ame ...   (Letta 473 volte)

di _Misaki_ 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Storie originaliRomantico M/F

Genere:

Romantico - Fluff

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

                

  


  

 Capitolo unico 

"Allungo la mano verso il libro con l’intenzione di sfogliarlo ma la tua mano sfiora la mia ... Sui tuoi capelli c’è qualche goccia di pioggia, sei anche tu qui perché non hai l’ombrello?" - Ispirata dal singolo giapponese degli SHINee "Your Number"


  

Hey,降り出した雨 。。。
Hey, furidashita ame...

Mentre la pioggia cade coperta dagli altri frastuoni, le goccioline scorrono sul vetro formando righe che si diramano o si uniscono. Non è così male la pioggia, è poetica e confortante, eppure si preannuncia una terribile giornata. Vorrei solo essere a casa, nel mio letto caldo ad ascoltare la pioggia che scroscia cadendo sui tetti e sulla strada. E’ un suono così rilassante che per un attimo mi fa sognare di essere altrove. Una brusca frenata del treno mi riporta alla realtà. Il cigolio delle ruote, le chiacchiere e i passi di chi si alza per uscire, sono tutti rumori così fastidiosi, sono le cose che odio. Anche oggi ho la conferma che sarò sola e ciò non fa altro che peggiorare il mio umore. Mi assicuro che il display del cellulare sia in stand by e lo ripongo in tasca. Sistemo la sciarpa leggera e appoggio stancamente i manici della mia borsa sulla spalla. Prima ancora di scendere dal treno si preannuncia il clima freddo decisamente in contrasto con il sole splendente di ieri. Scendendo le scale del binario mi stringo nelle spalle nel tentativo di scaldarmi. Cammino immersa nei miei pensieri, programmi, risentimenti, tristezza e desideri. Vorrei solo tornare a casa, solo tornare a casa. Facendo forza su me stessa proseguo verso il luogo dove si terrà la lezione. Ho così poco tempo eppure mi sembra di passare la mia vita ad aspettare. Aspettare che inizino le lezioni, aspettare i mezzi pubblici, aspettare che arrivi il mio turno, aspettare le persone, aspettare che le amicizie si rivelino tali, dando chance su chance, trattenendo la rabbia e la delusione. Ma tutto ciò che senso ha, non piaccio alla gente, sono ingenua, educata, silenziosa … in altre parole anonima. Se sapessero quello che ho dentro probabilmente non gli sarei indifferente, mi odierebbero. Se sapessero cosa penso di loro, come li giudico e quanta rabbia posso provare nei loro confronti. Eppure mi tengo tutto dentro, come se fossi la prima ad avere bisogno di credere di essere quella che non sono.
Dopo qualche ora finalmente posso tornare a casa. Di nuovo sola esco lasciandomi colpire in pieno dal vento gelato e stringendomi nelle spalle. Faccio pochi passi e inizia di nuovo a piovere. Sollevo il braccio sinistro e poi quello destro nella speranza di trovare l’ombrello appeso al mio polso, ma non c’è. Devo averlo dimenticato in aula ma ormai chissà che fine avrà fatto. Mi affretto verso la stazione ma appena arrivo al coperto ho una brutta notizia. Le corse dei treni sono sospese, per tre ore. Il primo impatto è di sconforto totale, un attimo dopo vorrei lanciare in terra la borsa e imprecare, poi ho uno strano groppo allo stomaco e in un attimo tutti i brutti pensieri che mi assillano da stamattina si affollano nella mia mente e avrei voglia di piangere. E’ ora di pranzo ma non ho fame, me ne sto lì, in piedi davanti al tabellone, con i capelli bagnati dalla pioggia, e penso a cosa fare. L’odore dei ristoranti mi dà la nausea, il mio stomaco teso e dolente non ne vuole sapere di cibo. Il mio sguardo cade sulla libreria della stazione, fedele compagna delle mie attese. Ogni volta che devo aspettare per molto tempo e non posso tornare a casa vengo qui, almeno i libri mi sono un po’ di conforto e mi danno l’illusone di non star buttando interamente via il mio tempo. Quasi in automatico i miei passi mi portano dentro alla libreria e mi ritrovo a girare fiaccamente tra gli scaffali. I libri più venduti, le guide turistiche, i manuali di cucina, i saggi, i classici, i gialli e infine … i libri romantici. Non sono mai stata appassionata del genere, troppo semplice, troppo scontato. O almeno questo è ciò che dico agli altri … La verità è che è troppo lontano da me, non posso capirlo. Improvvisamente mi cade l’occhio su un libro che parla d’amore, la copertina è semplice e non ha nulla di speciale, eppure ha catturato la mia attenzione. Chissà come dev’essere innamorarsi? Voler così bene ad una persona da voler trascorrere tutto il tuo tempo con lei. Allungo la mano verso il libro con l’intenzione di sfogliarlo ma la tua mano sfiora la mia. Sollevo lo sguardo verso di te, sei carino, e non mi capita spesso di pensare una cosa del genere di una persona. Sui tuoi capelli c’è qualche goccia di pioggia, sei anche tu qui perché non hai l’ombrello? Mi accorgo di aver ritirato la mano e noto in me una strana agitazione «Scusa …» rispondo istintivamente.
«Figurati, prendilo tu …» mi rispondi così gentilmente porgendomi il libro.
«Sicuro?»
Tu mi fai cenno di sì col capo e mi sorridi. Allora ti sorrido a mia volta e prendo il libro dalle tue mani. Tu prendi un altro libro e come me ti siedi su una delle poltroncine della libreria a sfogliarlo. Cerco di concentrarmi sulla lettura ma non resisto, ogni tanto ti osservo da lontano, furtivamente, solo per qualche secondo, poi distolgo subito lo sguardo, ho paura che tu te ne accorga. Fuori ha smesso di piovere, te ne sei accorto da un po’, eppure non te ne vai. Ogni tanto ho la sensazione che anche tu mi stia guardando nello stesso modo in cui ti guardo io. Ho la sensazione che tu voglia rivolgermi la parola, perché anch’io vorrei farlo. Forse sei imbarazzato come me? Forse non te ne vai perché stai aspettando l’occasione giusta? Casualmente i nostri sguardi si sono incrociati per poi separarsi immediatamente con un certo imbarazzo. Ne sono sempre più convinta, entrambi vogliamo parlarci ma non troviamo le parole, non troviamo il coraggio. Magari stai pensando che io ti stia giudicando, forse mi credi una di quelle persone così intelligenti che riescono a capire anche i libri più difficili e ciò ti mette in soggezione. Forse credi che io abbia già capito tutto di te. Ma non è vero, voglio parlarti, voglio conoscerti. Temo che da un momento all’altro tu decida di andartene, che tu ti alzi salutandomi con la mano e sparisca per sempre dalla mia vita nello stesso modo in cui ci sei entrato. Improvvisamente, quando meno me lo aspettavo. I nostri sguardi si incrociano di nuovo e si distolgono l’uno dall’altro in un misto di imbarazzo e scusa. Il tempo scorre, tra poco non ce ne sarà più. Se aspetto ancora le prossime parole che ti rivolgerò saranno anche le ultime, dovrò salutarti per sempre. Ho preso la mia decisione, se non lo faccio lo rimpiangerò sicuramente. Se non sarai tu a parlarmi per primo allora sarò io a rivolgerti la parola. Chiudo il libro posandolo sulle mie ginocchia, spingo in avanti le braccia intrecciando le dita per stirare leggermente la schiena, prendo un respiro e mi volto verso di te. Un attimo dopo anche tu mi guardi. Questa volta non mi tiro indietro, ti sorrido e anche tu ricambi il gesto. Ora ti rivolgo la parola, so che ti sembrerà banale, ma non so davvero da dove cominciare, non sono brava in queste cose.
«Finalmente ha smesso di piovere …»
«Già!»
«Speriamo torni il sole!»
«Speriamo …»
«Che stai leggendo di bello?»
«Oh, nulla di interessante, a dire il vero non sono un grande lettore …» fai una pausa, forse ti sto mettendo a disagio? Eppure conosco il tuo imbarazzo, è l’imbarazzo di chi vorrebbe tanto dire ma teme di non essere capito, di risultare molesto. Non lo sei, non ho intenzione di giudicarti come faccio con gli altri, non susciti per nulla in me quel solito atteggiamento polemico che ho verso le altre persone. Poi finalmente parli.
«Posso sapere il tuo nome?»


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Salve a tutti~
Questa fanfiction ormai scritta anni fa mi è stata ispirata dalla canzone "Your Number" degli SHINee. Dopo aver tradotto il testo mi è sembrato davvero carino e dolce, così non ho saputo resistere XD
Il finale è volutamente aperto; nella canzone a dire il vero non sappiamo nemmeno se lui trovi il coraggio di parlarle alla fine, ma mi piace pensare che sia successo ^^
Il titolo è semplicemente la prima riga della canzone e in giapponese significa "Hey, ha improvvisamente cominciato a piovere ..."
Mi sono già dilungata abbastanza, spero vi sia piaciuta e che vi abbia tenuto un po´ di compagnia senza stancarvi :)
Alla prossima~

     


                       





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