FanFiction Drama Coreani | Boys Over Flowers Drama - Sotto un cielo di stelle, ancora e sempre Sirio e Procione di k66 | FanFiction Zone

 

  Boys Over Flowers Drama - Sotto un cielo di stelle, ancora e sempre Sirio e

         

 

  

  

  

  

Boys Over Flowers Drama - Sotto un cielo di stelle, ancora e sempre Sirio e Procione   (Letta 690 volte)

di k66 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Introspettivo - Romantico - Soprannaturale

Annotazioni:

Missing Moment

Protagonisti:

Gu Jun Pyo - Geum Jan Di

Coppie:

Gu Jun Pyo/Geum Jan Di (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

E con questa ff concludo finalmente la saga su Boys Over Flowers, che in ultima analisi quindi risulta così composta: 1° ff "Sirio e Procione", 2°ff "Quando nasce una stella, 3° ff "Personal Preference", 4° ff "Gu Jun Pyo e la cicogna",


  

5° ff "Paris, Mon Amour" e infine questa.
Qualcuno di voi potrebbe obiettarmi che non ne ho scritta una specifica su Yoon Ji Hoo...è vero, ma di lui ho parlato di straforo nelle varie ff facendo intuire le varie fasi della sua vita e comunque la mia scelta è voluta: quel personaggio, per quanto mi sia piaciuto molto, mi ha fatto molto penare perchè ho sempre temuto che finisse per prevalere su Gu Jun Pyo...non ho avuto la forza di parlarne per conto suo, ho preferito lasciarlo nell'ombra...così Gu Jun Pyo è più contento, no? ^__-
Buona lettura e un saluto alle appassionate di BOF! ^__^

P.S.: Questo non vuol dire che non mi capiterà mai più di scrivere su BOF...Essendo un drama che amo così tanto, non posso escludere niente! ^^

***

“Non ci posso credere….Riesci ad arrabbiarti anche adesso?”
Forse era stato solo uno scherzo dei suoi occhi stanchi, eppure le era proprio sembrato che…sì, la luminosità della stella per un breve istante aveva pulsato!
“Sei sempre il solito, non hai un filo di pazienza…lo sai che le mie gambe non ce la fanno più a camminare in fretta come una volta!” borbottò con un misto di irritazione e divertimento, poi si dedicò al difficile compito di sedersi.
L’artrite non le dava tregua, rendendole complicati anche i movimenti più semplici, se poi si aggiungevano i problemi al cuore che le davano l’affanno il quadro desolante era completo.
La vecchiaia la stava assediando da tutte le parti: per un po’ l’aveva combattuta strenuamente, più per i suoi figli che per sé stessa, ma ora aveva una gran voglia di arrendersi.
Gu Jun Pyo le mancava così tanto…ogni giorno di più.
Sentiva la sua voce risuonarle nelle orecchie e chiamarla e parlarle costantemente, in un dialogo che nemmeno la morte aveva interrotto, ma era stanca di sentire solo la sua voce: voleva vederlo, voleva toccarlo, voleva abbracciarlo, voleva provare ancora la gioia sublime di essere sua…
Il suo corpo poteva anche essere invecchiato ma nel cuore era ancora la ragazza che in un giorno lontano si era scoperta innamorata del ragazzo più arrogante, viziato, prepotente e meraviglioso del mondo…e lui le mancava più del suo stesso respiro.
Finalmente riuscì ad accomodarsi sulla panchina e tirò un sospiro di sollievo, poi afferrò il telescopio e con un gesto che tradiva una lunga consuetudine cercò la stella che le interessava.
“Eccoti lì. Proprio come ti ricordavo.”
Sirio la stava osservando brillante e imperturbabile nella sua algida bellezza.
Era un po’ di tempo che non riusciva a compiere quel rito serale, costretta a letto dai suoi acciacchi com’era stata in quell’ultimo periodo, ma quella era una serata speciale e aveva fatto di tutto per sfuggire alla morsa della governante e alla stretta sorveglianza dei figli, così con un po’ di fortuna e molta caparbietà era riuscita a organizzare la sua piccola fuga di mezzanotte.
Ridacchiò come una bambina, sentendosi finalmente libera, poi si ricompose: non erano ricordi infantili che era venuta a rinverdire.
In quel giorno, parecchi anni prima, lei e Gu Jun Pyo si erano sposati: per questo Gu Jun Pyo quella sera l’aveva chiamata con più forza, e lei non aveva saputo resistere al suo richiamo...
Jan Di osservò con più attenzione la stella e di nuovo notò quel breve scintillio pulsante che aveva notato poco prima ad occhio nudo.
“Lo so, ci ho messo un sacco di tempo ma non è facile nelle mie condizioni, cosa credi? E i tuoi figli sono dispotici come te, mi trattano come una fragile fanciullina e non mi danno pace!” replicò un po’ immusonita, come se stesse rispondendo ad un rimprovero stizzoso del suo consorte.
Non era una scusa, era una sacrosanta verità.
Gli stessi figli che un tempo aveva allevato e cresciuto tra pappe e pannolini per poi guidarli con mano ferma e amorevole tra i marosi della vita ora erano diventati i suoi teneri tiranni, che sorvegliavano come falchi le medicine che doveva prendere, i suoi pasti e i suoi sonni.
D’accordo che si dice che diventando vecchi si torna bambini ma a volte le loro attenzioni la facevano davvero soffocare….però doveva stare zitta perché era comunque fortunata: era amata e seguita, molti anziani non avevano un destino tanto favorevole.
Ed erano anche bravi ragazzi, di cui si poteva essere orgogliosi!
Gu Se Young, che era diventata un affermato architetto, si era sposata con il figlio maggiore di Yoon Ji Hoo, Yoon Ji Hwan , avvocato penalista, e insieme avevano avuto due figli, anche loro ormai già grandi e sposati.
Gu Yoon Yin, il loro figlio minore, aveva preso in mano le redini del Gruppo Shinhwa e si era fatto onore traghettando la multinazionale in tempi veramente difficili, riuscendo ad aumentare il fatturato ed a difendere il patrimonio e il buon nome della famiglia. Sua moglie, la dolce So Eun Soo, figlia di So Yi Jung e Chu Ga Eul, lo aveva sempre sostenuto in quel difficile compito trovando anche il tempo di sfornargli tre figli che una volta cresciuti avevano raggiunto con le loro forze posti di prestigio nell’azienda di famiglia, garantendo così anche la futura successione.
Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse stato per il loro unico, grande rimpianto.
Gu Jin Sung.
La morte del loro amato primogenito era stata il grande dolore della loro vita, fonte di indicibile sofferenza e tormento.
Gu Jun Pyo non vi si era mai rassegnato, pungolato anche da un atroce rimorso.
Il ragazzo aveva ereditato il pallino per i motori dal padre e aveva perso la vita a venticinque anni, nel pieno della giovinezza, in uno stupido incidente con un auto da corsa mentre la stava provando su quello stesso circuito in cui da bambino aveva visto correre tante volte anche suo padre, ammirando la sua guida veloce e spericolata.
Nulla le levava dalla testa che il giorno di quel tragico incidente anche suo marito avesse iniziato a morire lentamente: non se lo era mai perdonato, e mai più era stato lo stesso.
Era riuscito a riprendersi ma nei suoi occhi era comparsa una luce di infinita tristezza che non era mai più svanita fino al giorno della sua morte, avvenuta dieci anni prima.
Se non avesse avuto quella perdita Gu Jun Pyo avrebbe lottato di più per vivere, non avrebbe ceduto così presto al cancro che lo aveva colpito ai polmoni.
Quando se n’era andato lo aveva fatto quasi con sollievo: voleva ritrovare il figlio e avere l’occasione per chiedergli perdono, perdono per avergli trasmesso la passione maledetta che lo aveva ucciso prematuramente.
Era così preso da quel desiderio che lei non aveva potuto fare altro che lasciarlo andare, soffocando l’immenso dolore della separazione e nascondendogli le sue lacrime.
“Non è stata colpa tua…” mormorò ancora una volta, e quasi le sembrò di vederlo mentre scuoteva la testa con gli occhi tristi, come a dire che non riusciva a crederle.
Gli occhi le bruciarono e ricacciò le lacrime indietro: quella era una sera di festa, non voleva sprecarla piangendo come una donnetta!
“Sai, oggi è venuto a trovarmi Yoon Ji Hoo: l’ultima volta che l’avevo visto era stato al funerale di Song Woo Bin, e mi aveva fatto preoccupare perché era molto giù. Stavolta l’ho visto meglio, invece: ha qualche problema di salute ma tutto sommato sta bene, anche se ancora non si è adattato alla vedovanza e…Oh, fammi il piacere, non sarai ancora geloso di lui, vero? Non penserai che ci metteremo insieme adesso che siamo due vecchi rottami?!”
Un pulsare più vivo della stella le disse che era proprio così.
“Sei incorreggibile. Che cosa pensi che possiamo fare alla nostra età, scambiarci le dentiere o correrci dietro sulla carrozzina?!” buttò lì con feroce autoironia, nascondendo meglio che poteva un segreto autocompiacimento.
Gu Jun Pyo aveva sempre avuto quel tallone d’Achille: per quanto avesse passato la vita a convincerlo che la cotta per Ji Hoo era stata solo un sentimento fugace e passeggero, il perfetto accordo che aveva sempre avuto con quello che era comunque il suo migliore amico e per molti versi la sua anima gemella lo aveva sempre tenuto sul chi vive e a nulla erano valse le sue infinite rassicurazioni di essere il suo unico e insostituibile amore.
Neanche il matrimonio di Ji Hoo era riuscito nell’impossibile impresa di eliminargli quel tarlo nella testa!
Tutto sommato non era stato un male: in quello stato d’animo non aveva mai potuto darla per scontata e non era una brutta condizione per una moglie avere per le mani un pungolo perenne per ottenere le attenzioni del marito!
“Mi ha detto che Ha Jae Kyung ha intenzione di tornare in America, anche se il viaggio alla sua età un po’ la spaventa: è troppo triste per lei restare a Seoul senza suo marito, non hanno avuto figli e così..mah, le auguro che cambiare aria le faccia bene…è sempre stata un’irrequieta, non è cambiata neanche un po’. Io non sono triste per lui invece: scommetto che voi due vi state di nuovo divertendo insieme…” Sospiro un po’ malinconico e invidioso per la riunione dei due vecchi amici, pausa di riflessione, poi continuò: “Anche a lui sua moglie manca ancora tanto, ma non quanto tu manchi a me. Gu Jun Pyo…non è ora che tu mi prenda con te? Non ce la faccio più…” sospirò chinando la testa.“Sono stanca…sono tanto stanca e…..”
“Allora riposati. Qui, appoggiati alla mia spalla.”
La voce del suo adorato marito le arrivò così nitida e chiara che sollevò di scatto la testa, pensando di essere impazzita.
Ma cosa…?!
Restò sbalordita nell’incontrare lo sguardo scuro e profondo di Gu Jun Pyo, così come lo ricordava tanti anni prima.
Era tornato giovane come quando si erano conosciuti, con la stessa espressione scanzonata e arrogante che riusciva ad affascinarla almeno quanto la faceva imbestialire.
Incerta sollevò una mano per accarezzargli il viso.
“Tu…sei vero? Sei..reale?”
Lui sorrise strafottente
“Ya, ti sei bevuta il cervello?! Pensi forse di parlare con i fantasmi? Se mi tocchi e mi vedi certo che sono reale!”
Lei spalancò la bocca per rimbrottarlo poi si fermò di botto: ma come, litigava anche con un morto?!
Comunque fosse doveva fargli abbassare la cresta, non poteva lasciargliela passare liscia nemmeno adesso!
Alzò la mano puntandogli un indice contro ma prima di riuscire a parlare fu distratta da un fatto strabiliante: la sua mano era diversa!
Non era più nodosa, con le dita contorte dall’artrite e le macchie scure della vecchiaia sulla pelle.
Erano tornate le sue mani di quando era ragazza…con quelle stesse mani si sfiorò il viso e sentì la pelle liscia e morbida come non l’aveva più sentita da anni.
Non aveva uno specchio ma ne aveva la certezza: era tornata indietro nel tempo, la Jan Di che era prima.
Lo stupore di quella scoperta le tolse la voglia di litigare e sospirò.
“Mi sei mancata. Era una noia senza di te, non mi divertivo senza qualcuno con cui litigare!” le disse il suo adorabile spudorato accarezzandole il viso.
“Sei uno stupido.”
“Però ti sono mancato lo stesso. Se mi avessero dato dei soldi per ogni volta che mi hai invocato mi sarei costruito un impero anche qua.”
“Idiota.” borbottò Jan Di arrossendo.
Lui non si scompose e rise.
La sua risata piena e sonora le strappò un sorriso, poi anche lei cominciò a ridere gioiosamente.
“Siamo proprio matti!”
“E’ vero.” ammise lui senza problemi. “Ma due matti innamorati come il primo giorno.”
Lei non potè negarlo e lo guardò con gli occhi scintillanti d’amore, sollevando il viso in un chiaro invito.
Gu Jun Pyo non si fece più pregare e le cercò le labbra, catturandole con una passione che le incendiò il sangue in modo devastante.
Sì, ora poteva di nuovo respirare….e volare, e dilatarsi nell’infinito insieme al suo imperituro amore.
Felice si abbandonò tra le sue braccia e desiderò di non svegliarsi mai più dal quel sogno stupendo.

***

“Mamma?”
Gu Se Young si inoltrò nel giardino continuando a chiamare la madre con voce sempre più affannosa.
Ma dove si era cacciata, possibile che nelle sue condizioni fosse riuscita ad arrivare così lontano?
Non sembrava possibile visti i dolori che aveva ultimamente alle gambe, e poi il suo cuore era sempre più debole e…dove, dove poteva essere andata a nascondersi?
Se non fosse riuscita a trovarla al più presto avrebbe dovuto chiamare anche suo fratello e Dio solo sapeva quanti rimproveri le sarebbe toccato di subire da Gu Yoon Yin per la sua distrazione.
Ma che ci poteva fare se sua madre aveva la mentalità di una bambina avventurosa e monella piuttosto che la saggezza e la ponderatezza di una persona anziana?
Un bagliore biancastro attirò la sua attenzione e subito puntò la torcia ai piedi di un cespuglio: al buio lo aveva scambiato per un lembo di stoffa invece era solo un pezzo di carta che era rimasto impigliato tra i rami.
Doveva dire due parole al giardiniere, non era ammissibile che la spazzatura fosse lasciata in giro per il parco!
Questo però non risolveva il suo problema più urgente e con una punta di scoraggiamento si fermò, cercando di riflettere.
Doveva mettersi nella mente di sua madre: quale poteva essere la sua intenzione se…
Un ricordo improvviso le chiarì il mistero: era l’anniversario del matrimonio dei suoi genitori, quindi c’era un solo posto dove la madre poteva aver desiderato così ardentemente di andare!
Sicura della sua meta si guardò intorno e si rese conto che non era molto lontana.
Doveva solo superare le siepi di bosso, girare intorno alla quercia e…
La panchina era lì e subito vide la figura di sua madre seduta di spalle con il telescopio lì vicino.
Gu Se Young sospirò di sollievo: finalmente l’aveva trovata!
Più calma si diresse con passo leggero verso la madre.
“Mamma, non dovresti stare fuori con questo freddo. E poi camminare così tanto da sola, hai rischiato di cadere e di farti male e io poi cosa avrei potuto dire a…”
Fu costretta ad interrompere la litania dei rimproveri quando si trovò davanti al viso della madre.
Non ebbe bisogno della luce della torcia per vederne l’espressione, un piccolo lampione che era lì vicino dava luce sufficiente perché la potesse vedere senza altro aiuto.
Geum Jan Di aveva gli occhi chiusi e un sorriso felice sul viso.
La testa era un po’ reclinata di lato ma tutto sommato era dritta, il che le aveva dato l’illusione che fosse ancora viva… ma non lo era.
Si sedette al suo fianco e con delicatezza le prese una mano, lasciando che lacrime silenziose le rigassero le guance.
Era da tempo che sua madre desiderava morire e raggiungere suo padre: ora finalmente lo aveva fatto.
Sollevò il viso verso il cielo e cercò la stella di suo padre, Sirio, e poi quella di sua madre, Procione.
Le due stelle non erano mai state così scintillanti come quella sera, sembravano brillare di una gioia selvaggia, e lei ne conosceva il motivo.
Ora finalmente erano insieme, riuniti: questo le diceva il sorriso di sua madre.
Suo marito era venuto a prenderla per stare insieme per sempre, quindi non c’era nulla di cui essere tristi.
Si chinò sul viso di sua madre e lo baciò con affetto.
“Addio, mamma. Sii felice con papà e aspettami: un giorno anch’io vi raggiungerò e saremo felici tutti insieme.”
Era stato così in passato e lo sarebbe stato di nuovo, ancora e per sempre.

THE END

PERSONAGGI


Gu Jun Pyo
Geum Jan Di (moglie di Gu Jun Pyo)
Gu Jin Sung (figlio primogenito di Gu Jun Pyo e Geum Jan Di)
Gu Se Young (figlia di Gu Jun Pyo e Geum Jan Di)
Gu Yoon Yin (figlio di Gu Jun Pyo e Geum Jan Di)
Yoon Ji Hoo
Yoon Ji Hwan (figlio di Yoon Ji Hoo e marito di Gu Se Young)
Song Woo Bin
Ha Jae Kyung (moglie di Song Woo Bin)
So Yi Jung
Chu Ga Eul (migliore amica di Jan Di e moglie di So Yi Jung)
So Eun Soo (figlia di So Yi Jung e Chu Ga Eul e moglie di Gu Yoon Jin)




     


                     





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