FanFiction Yuri on ice | Anime di Neko_Hana | FanFiction Zone

 

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Anime   (Letta 328 volte)

di Neko_Hana 

1 capitolo (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 16 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaYuri on ice

Genere:

Drammatico - Angst - Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Victor Nikiforov - Yuuri Katsuki

Coppie:

Victor Nikiforov/Yuuri Katsuki (Tipo di coppia «Yaoi»)

 

 

              

  


  

 1. Distruzione (Victor) 

Sei bravo a capire l’anima delle persone, lo sei sempre stato. È stata una sorta di benedizione, un qualcosa che ti ha aiutato ad andare avanti, impedendo al tuo cuore di essere martoriato più di tanto.Sei stato tu a volerne concedere un pezzetto, lascian...


  

Sei bravo a capire l’anima delle persone, lo sei sempre stato.
È stata una sorta di benedizione, un qualcosa che ti ha aiutato ad andare avanti, impedendo al tuo cuore di essere martoriato più di tanto.
Sei stato tu a volerne concedere un pezzetto, lasciando credere all’amante di turno di essere totalmente nelle sue mani, per poi riprendertelo senza emettere fiato.
E non una volta che tu ti sia sbagliato, erano tutte anime corrotte. Tutti fermi nella convinzione che tu fossi una sorta di creta modellabile a loro piacimento. Solo per scivolargli tra le dita.

Ti ricordi i loro occhi Victor?

Dio, non potrai mai dimenticarli. In loro vi erano riflessi un susseguirsi di sentimenti contrastanti, di cui l’amore non ha mai fatto parte.
Alla fine hai capito che per loro non eri altro che un buon lasciapassare, un modo come un altro per finire su quelle riviste patinate tanto ambite. Per questo viene spontaneo paragonarti ad una delle tante medaglie d’oro che hai conquistato, ma che fanno compagnia alla biancheria nel primo cassetto del tuo armadio.
Sapientemente celate agli occhi degli altri, così come la tua anima ormai alla deriva.
Stai andando avanti in questo modo da ormai troppo tempo, trascinando passi incerti nel timore che prima o poi si apra una voragine sotto di loro.

Per quanto ancora riuscirai a continuare così?

La risposta è semplice, la senti tu stesso serpeggiare sulla lingua e spingere per uscire dalle labbra serrate.
Ma decidi semplicemente d’ignorarla, lasciandoti condurre dal tuo amante di turno all’interno della stanza di quest’anonimo albergo.
La porta sbatte con forza facendoti sussultare. È solo un attimo, prima che l’alcool assunto alla festa ti annebbi del tutto i sensi.
Ti lasci condurre sino al letto addossato alla parete, senza opporre resistenza, e non protesti neppure quando, poggiandoti le mani sul torace, ti dà una spinta secca facendoti finire sul materasso.
Sospiri e dischiudi lentamente le palpebre, ritrovandoti addosso il suo sguardo traboccante di desiderio. Ti scivola addosso, studiando ogni particolare del tuo corpo, ancora fasciato dal tessuto dell’abito firmato.
“Bellissimo!”
Un sussurro che sfugge alle sue labbra, quando scivola su di te facendoti avvertire la durezza del suo corpo.
Non fiati. No, non avrebbe nessun senso farlo. Ti ritrovi semplicemente a fissare i suoi occhi grigi, cogliendone le varie sfumature.
Un sussulto ti scuote, quando una delle sue mani s’insinua tra i tuoi capelli spargendoli in maniera quasi maniacale sulla coperta logora.
“Ho desiderato toccarli sin dal nostro primo incontro,” mormora con il fiato che puzza eccessivamente d’alcol, obbligandoti a voltare la faccia. Fissi la crepa che si estende sulla parete ingiallita.
“Così morbidi.”
Ti mordi il labbro con forza, reprimendo la voglia di allontanarlo, nonostante il fastidio generato da quel gesto, chiaro segnale del fatto che abbia appena oltrepassato il limite che avevi imposto alla vostra passeggera intimità.
D’altronde sei stato tu ad insistere perché le sue attenzioni continuassero in un luogo più appartato.
Quindi ora non dovresti lamentarti delle sue mani che ti afferrano il viso con forza, riportando i tuoi occhi su di lui.

Lo vedi il suo sorriso ipocrita, vero Victor?

Rimani a fissarlo in silenzio, prima che le dita scendano ad accarezzarti il collo e il suo viso si avvicini maggiormente.
“Non baciarmi,” strepiti.
Strabuzza gli occhi. È confuso, ma tu non hai intenzione di fornirgli spiegazioni.
E come se nulla fosse tira fuori un sorriso che dimostra tutta la sua falsità, tenuta sepolta siano a quel momento dietro la faccia da bravo ragazzo.
Non hai sbagliato neanche questa volta.
“Capisco,” inizia, mettendosi a cavalcioni sui tuoi fianchi. “Sei il tipo da scopata e via,” resta un attimo in silenzio. “Sai che non l’avrei mai detto. Ma sarò discreto e rimarrà un nostro segreto.”
La sua risata rimbomba tra le quattro pareti di questa stanza impersonale.
Dovresti spingerlo via, alzarti da questo sudicio letto e lasciare la stanza. Sei ancora in tempo per farlo, per ricucire la lacerazione che si è formata all’altezza del cuore.
Ma non lo fai, inizi semplicemente a spogliarti.
“Quanta fretta,” mormora divertito, togliendosi gli ultimi indumenti prima di spingerti ancora una volta sul letto, che si piega sotto il vostro peso e lascia andare un cigolio eccessivo.
“Sei bellissimo!”
Parole che si ripetono, annullandone il vero significato. Le avverti sempre più lontane, concedendo spazio ad altre voci che con ferocia ti urlano nella testa.
Vuoi solo che smettano, per questo allarghi le gambe in un muto invito, che lui non tarda ad accogliere.
Si fa strada dentro di te, con prepotenza, senza la minima cura. Spinte violente che non servono altro che ad annullarti.
Perché è questo che cerchi ogni volta. Dolore che ne copra altro.

Servirà davvero a qualcosa?

Non preoccuparti, la risposta arriverà quando ti ritroverai da solo. Una volta che fisserai allo specchio la figura di quell’essere inutile che hai costruito, sostituendolo al giovane uomo che amava pattinare.
“Ti ringrazio,” inizia, l’uomo di cui non ricordi neppure il nome. Sorride, pronto ad uscire. La mano è sospesa sulla maniglia. Si volta appena. “Potremmo rivederci, che ne pensi?” continua, appoggiandosi alla porta, prima di tirare fuori dalla tasca il cellulare. “Dammi il tuo numero dai, per te sarò sempre disponibile.”
Lo dice con un’espressione così esaltata, sicuro della risposta che gli darai.
“No.”
Solleva il viso di scatto e ti guarda disorientato.
“Come?”
Non hai voglia di parlare, ma sembra non voler capire.
Quel sorriso ipocrita che ancora una volta si fa spazio sul suo volto ti costringe a mettere in chiaro le cose. Che non è stato altro che uno dei tanti amanti di passaggio.
Ti metti seduto sul bordo del letto, allontanando con un gesto casuale della mano alcuni ciuffi argentei dal viso.
“Allora?” chiede spazientito.
Ti alzi. Non t’importa di essere totalmente nudo e neppure delle gocce di lubrificante che ti scendono lungo le gambe, che attirano irrimediabilmente il suo sguardo.
Ti fermi di fronte a lui, che sollevando il viso ti sorride, immaginando chissà che cosa.
“Non ci sarà un’altra volta.”
“Ma… Io pensavo…”
“L’avevo messo in chiaro da subito.”
Come ogni volta Victor. Tranquillo non sei stato tu a dimenticarlo, è solamente lui ad essersi illuso.

È stato proprio il fatto di non creare legami a spingerti tra le braccia di vari amanti. Lo ricordi vero?

La sua espressione ferita muove qualcosa dentro di te, per questo allunghi una mano per sfiorargli la guancia.
“Mi dispiace” sussurri.
Ma sono parole che si perdono nel silenzio di una stanza vuota.

     


                     





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