FanFiction Kuroshitsuji - Black Butler | La storia di Grell lo Shinigami di kurolily | FanFiction Zone

 

  La storia di Grell lo Shinigami

         

 

  

  

  

  

La storia di Grell lo Shinigami   (Letta 137 volte)

di kurolily 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaKuroshitsuji - Black Butler

Genere:

Drammatico - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Grell Sutcliff - William T.Spears - Sebastian Michaelis

Coppie:

Grell Sutcliff/William T.Spears (Tipo di coppia «Shonen Ai»)

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

 


  


Grell Sutcliff è il mio nome e questa la mia storia..
Sono nato e cresciuto in una famiglia di alta borghesia, ero l'ultimo figlio dopo due gemelle che si somigliavano esteticamente ma internamente erano i due opposti e questo lo potei capire quando crebbi. Ero ormai quasi arrivato alla maggiore età quando i miei familiari decisero di cacciarmi di casa. La decisione era stata unanime.. Tranne per mia sorella Melody.. Lei mi amava molto e mi accettava anche se ero "diverso".
Non potevo accettare di essere cacciato via dalla mia famiglia e di non essere più considerato parte di essa così decisi di suicidarmi.
Ero in camera mia, l'unico luogo in cui mi sentivo realmente protetto. Presi una delle forbici che tenevo per il loro manico, rosso. Rosso come il sangue che iniziò a zampillare dalle mie vene quando passai l'affilata lama su di esse facendole spezzare uno dopo l'altra. Osservai quel colore che amavo riempire le lame e scendere lungo le mie braccia. Seguii il suo percorso fino a quando mi sentii annebbiare gli occhi e persi i sensi. Rimasi vivo per pochissimi minuti per poi esalare l'ultimo respiro.
Il vuoto.
Il nulla.
Il nero pece mi stava avvolgendo finché non notai una luce...
Era bianca.
D'un tratto riaprii gli occhi ritrovandomi steso su un campo di papaveri rossi, i miei fiori preferiti assieme alle rose.
Mi guardai intorno e poco più avanti scorsi un tappeto rosso.
Lo attraversai finendo davanti un grande cancello nero lucido.
Entrai.
Poco più avanti un cartello "accademia degli shinigami" vi era scritto..
Varcai la soglia che si trovava pochi metri più avanti ritrovandomi in quello che ho scoperto poi essere un dipartimento.
Mi guardai intorno fino a notare una rosa rossa, ci andai e la presi tra le mani godendo del suo inebriante profumo.
Ero persa in quel delizioso aroma quando un ragazzino pochi anni più grande di me mi si parò davanti sistemandosi un paio di occhialetti sul naso.
«dobbiamo andare a lezione.» mi comunicò serio e impassibile dirigendosi poi verso un'aula.
Io lo seguii ma qualche passo più avanti mi caddero gli occhiali che non sapevo neanche di stare indossando.
Non ci vedevo più.
Che mi era accaduto? ..non lo sapevo!
Una figura mi si avvicinò e mi porse i miei occhiali che indossai immediatamente.
Davanti a me vi era un uomo alto, poco più di me con lunghi capelli bianchi che gli coprivano gli occhi, indossava un vestito scuro e un cilindro in testa come quelli che ad halloween si mettono nelle zucche per renderle più spaventose.
Lo osservai con maggiore attenzione e notai che aveva diverse cicatrici sul viso e una che gli adornava il collo.
Avrei voluto dire qualcosa ma subito scomparve e io mi diressi verso quella stanza dove era entrato quel ragazzo di poco prima.
Appena misi piede in quella stanza spalancai gli occhi.
C'erano orde di ragazzi tutti con la stessa divisa nera e lo stesso paio di occhiali, per non parlare degli occhi.. Tutti di uno strano colore verde che cambiava in giallo di tanto in tanto.
Mi sembrò molto strano finché non mi balenò in testa una stana paura, e se anch'io fossi cambiato?!
Mi precipitai a cercare uno specchio e appena lo trovai rimasi inorridito quasi. I miei splendidi occhi color ghiaccio erano stati sostituiti da un colore verde giallo ed erano contornati da un paio di occhiali decisamente fuori moda per non parlare del completo.. Nero e bianco.
Dov'era finito il bellissimo vestito rosso che avevo preso in prestito dall'armadio delle mie sorelle?!
Mentre continuavo a farmi domande ecco di nuovo quel ragazzino, aveva i capelli perfettamente pettinati e uno sguardo davvero serio.. Quasi affascinante e attraente avrei detto finché i nostri sguardi non si sfiorarono a vicenda.
Il mio cuore perse un battito e mi sentii quasi mancare.
Lo vidi dirigersi in quella che doveva essere una classe e lo seguii mettendomi poi a sedere qualche posto dietro di lui.
La lezione iniziò e scoprii il suo nome, William T. Spears.
Poco dopo sentii pronunciare il mio nome e non appena mi alzai tutti gli occhi furono puntati su di me. Arrossii non poco e tornai a sedermi.
Udii tutti i nomi dei miei compagni di classe ma nessuno mi attirò particolarmente come William.
Al termine delle lezioni mi aggiravo in modo dispersivo tenendo tra le braccia pochi libri che mi avevano prestato. Ero l'unico ad essere un novellino di quella classe scoprii poi per merito di un attraente ragazzo che mi aiutò a portarli fino a quella che doveva essere la mia stanza per tutta la durata dell'Accademia.
Dopo aver salutato quel simpatico, e decisamente carino, ragazzo mi buttai sul letto.
Chiusi gli occhi e ripensai agli ultimi avvenimenti.
Avevo perso i miei abiti e i miei occhi. I primi potevo benissimo ricomprarli ma i secondi no..
Iniziarono a scendere lacrime salate dai miei nuovi occhi che furono fermate da un ragazzo che entrò in quella che oltre la mia era anche la sua di camera.
Mi spiegò che gli occhi "nuovi" erano per far si che il lavoro andasse meglio e che avevo bisogno degli occhiali perché senza sarei stato quasi totalmente cieco.
Io annuii alla sua spiegazione e poco dopo mi misi sotto le coperte addormentandomi sfinito da quell'insolita giornata.
Mi risvegliai il mattino successivo e mi rinfrescai rimettendomi poi quella monotona divisa. Andai a fare colazione alla mensa per poi cercare seguire con attenzione le lezioni dato che ero continuamente distratto da quel William.. Il ragazzo più affascinante che avessi mai visto.
Da quel giorno in poi le mie giornate erano sempre le stesse tranne per il fatto che ogni giorno ne escogitavo una per attirare l'attenzione del ragazzo che mi aveva rubato il cuore e la mente con un solo sguardo.
Lui puntualmente rendeva vani i miei tentativi di conquista finché un giorno, precisamente il giorno prima degli esami per diventare uno shinigami a tutti gli effetti, cadde nella mia trappola e riuscii a ricevere uno sfioro delle sue labbra che scoprii essere morbide e deliziose.
Ne volevo ancora.. Anzi, di più, ma non riuscii più ad assaporare quelle labbra per parecchi anni.
Quando arrivò il giorno della prova finale fui messo a coppia con lui e insieme facemmo fuori la nostra prima vittima.
Era così bello quando si muoveva da risultare perfino provocante.
Come ci si aspettava entrambi ci diplomammo, diventando shinigami a tutti gli effetti e ricevemmo le nostre falci e un paio di occhiali fantastici fatti su misura che rispecchiavano la nostra personalità.
Appena presi in mano la mia falce i miei occhi presero a luccicare e immediatamente andai a farla vedere a quello che era diventato un'ossessione.
«Will! - sorrisi andando da lui e mostrandogli la mia bellissima motosega e i miei occhiali rossi - guarda che spettacolo!» esultai correndo poi nel mondo umano senza neanche lasciargli dire una parola.
Mi misi alla ricerca di quelli che un tempo mi avevano usato e li uccisi tutti. Uno per uno godendo delle loro urla strazianti e di quel sangue che schizzò il mio viso e i miei vestiti.
Già..I miei vestiti.
Essendo ormai uno shinigami a tutti gli effetti potevo indossare tutto quello che volevo e non persi tempo a mettere dei vestiti che esprimevano me stesso.
Passarono diversi mesi e i miei capelli diventavano sempre più lunghi. Finalmente potevo tenerli come volevo e non perdevo occasione di attirare l'attenzione su di me.
Persi anni a provarci con William, mio unico amore, ma in lui non sbocciava nulla così un giorno notai un attraente demone dagli occhi scarlatti che scoprii si chiamasse Sebastian.
Iniziai a provarci con lui anche se andava contro le regole dato che le nostre razze si odiano e dopo diversi anni, quasi un secolo direi, lui mi fece sua.
Ormai mi consideravo una donna e mi piacque infinitamente quel rapporto così intimo.
Sebas-chan, come lo chiamavo io, era rude e dava forti spinte che mi facevano godere immensamente, c'era solo un problema. Non mi amava.
Mentre io e il demone stavamo "consumando" arrivò davanti ai nostri occhi William, ormai diventato supervisore del dipartimento, che strappò con forza il demone da dentro il mio corpo iniziando a picchiarlo e finendo quasi per ucciderlo mentre mi riconosceva come "sua".
Quando il demone fu ormai in fin di vita il supervisore lo lasciò lì inerme e prendendomi poi tra le sue braccia mi baciò.
In quel bacio potei avvertire un infinito amore e quelle braccia che mi tenevano stretto mi infondevano protezione.
«tu sei mio Grell Sutcliff.» si limitò a dire con serietà, prima di riprendere a baciarmi con sentimento, quel sentimento che cercavo da un'intera vita.. L’amore!

     


                     





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