FanFiction Drama Coreani | Boys Over Flowers Drama - Quando nasce una stella di k66 | FanFiction Zone

 

  Boys Over Flowers Drama - Quando nasce una stella

         

 

  

  

  

  

Boys Over Flowers Drama - Quando nasce una stella   (Letta 1076 volte)

di k66 

4 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Serie TVDrama Coreani

Genere:

Romantico - Drammatico

Annotazioni:

What If

Protagonisti:

Gu Jun Pyo - Geum Jan Di

Coppie:

Gu Jun Pyo/Geum Jan Di (Tipo di coppia «Het»)

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Eccolo qua, il seguito di "Sirio e procione", come avevo anticipato. Non c’è dubbio che ho una mente perversa e crudele, perché ho avuto il coraggio di concepire questa storia dopo tutto quello che la nostra amata coppia aveva già passato! ^^


  

Anche perché mi sono detta: possibile che quei due non abbiano un’esperienza particolare anche in occasione della nascita del loro figlio?! Gli è capitato di tutto, perché non anche questo?! Gu Jun Pyo ha senz’altro la forza, il coraggio e la tempra per reggere anche questa esperienza, e quindi…eccola qua, una ff che è un po’ un mini-seguito (ma proprio mini) dell’altra che ho scritto prima, e in pieno stile BOF (ovvero se non ti faccio crepare d’infarto, NON E’ BOF!!!!!^^). E poi, quando nasce una stella, fa sempre un gran botto, no? ^__- Buona lettura! ^__^

***

Odiava sferruzzare!
Che cosa mai le era venuto in mente di cercare di creare con le sue mani incapaci un paio di scarpine da neonato, quando persino una misera sciarpa era un compito superiore alle sue forze?!
Quello che stava venendo fuori era una specie di guazzabuglio informe che ben poco aveva che fare con una scarpina, inutile negarlo.
Disgustata di sé stessa Geum Jan Di posò sul cuscino gli odiati ferri da maglia, poi si accarezzò il pancione con un sospiro.
Ormai da mesi si sentiva una specie di balenottera spiaggiata sulla riva, da quanto tempo non si vedeva più i piedi?!
Non vedeva l’ora che il bambino nascesse…
Non riusciva più a dormire bene, la schiena la stava uccidendo e le gambe si gonfiavano molto facilmente: per quanto ancora sarebbe durata quella specie di tortura?!
Si strofinò automaticamente la base della schiena, cercando di dare un po’ di sollievo al suo indolenzimento.
Se Gu Jun Pyo l’avesse vista in quel momento non sarebbe stato molto contento: più volte le aveva raccomandato di riposarsi di più e di non abusare delle sue forze, ma adesso lui era via per un breve viaggio di lavoro e quindi non poteva starle addosso con i suoi soliti assillanti rimproveri, giusto?
Un sorriso le fiorì sulle labbra al ricordo delle attenzioni quasi ossessive che le stava riservando da quando gli aveva annunciato la gravidanza il Natale precedente.
Controllava ogni minima cosa che la riguardasse con una puntigliosità da gendarme: quello che mangiava, quello che beveva, quanto dormiva…persino i prodotti che usava per la pulizia del corpo!
Non si era perso uno solo dei suoi controlli medici, facendo i salti mortali per dribblare i suoi impegni, e poi l’aveva costretta a mettersi a casa dal lavoro ben prima di quanto sarebbe stato necessario.
A dirla tutta lei aveva brontolato un bel po’ per quell’imposizione, tacciandolo di sfacciata tirannia, ma in realtà per quanto amasse la sua professione era ben contenta di poter dedicare un po’ più di tempo a sé stessa, in preparazione della nascita.
L’arrivo di un bimbo nella loro vita avrebbe avuto l’impatto di un ciclone, già lo sapeva, e avrebbe dovuto praticare un delicato gioco di equilibrio tra le esigenze del figlio e del marito, che non brillava certo per pazienza ma piuttosto per possessività e gelosia.
Eppure all’inizio anche Gu Jun Pyo avrebbe dovuto rassegnarsi a farsi un po’ da parte!
I neonati nei primi mesi della loro vita sono quanto di più esigente si possa immaginare, tra poppate notturne, cambi di pannolino e colichette varie, e il suo tempo sarebbe stato inesorabilmente fagocitato da una piccola creaturina urlante che non avrebbe sentito ragioni e l’avrebbe pretesa tutta per sè.
Tra l’altro il tipetto che le aveva invaso la pancia aveva già dato prova di essere dotato di un certo caratterino, visto che la subissava di vigorosi calcetti, manco fosse un calciatore in erba.
Tutto suo padre, non le dava tregua già da adesso in cerca di tutta la sua attenzione!
Ridacchiando accarezzò teneramente il piedino che stava premendo con forza dall’interno contro le pareti del suo ventre, poi adocchiò il poggiapiedi e decise che quella piccola concessione a Gu Jun Pyo poteva anche farla.
Con una certa fatica si chinò e lo tirò verso di sé, poi ci appoggiò sopra le estremità doloranti.
Ahh, così andava decisamente meglio….
Si abbandonò all’indietro, appoggiando anche la testa sulla spalliera del divano, poi chiuse gli occhi e ricominciò a praticare il suo passatempo preferito, e cioè contare le ore e i minuti che mancavano al ritorno a casa del suo bel marito.
Non era stato facile convincerlo a partire, lui non voleva assolutamente saperne a così breve distanza dal parto (mancavano appena due settimane alla data prevista!), ma la sua presenza a Hong Kong era davvero necessaria e Geum Jan Di aveva insistito.
“Una primipara di solito partorisce più tardi, non più presto. La mia gravidanza fin qui è stata perfetta, non c’è nessun motivo di pensare che succeda qualcosa prima del tempo! Vai, e fai quello che devi fare.”
Così gli aveva detto.
Lui l’aveva squadrata corrucciato, poi non fidandosi del suo giudizio aveva chiesto anche il parere del suo amico Ji Hoo, che era il suo medico curante, e solo allora si era deciso finalmente a partire!
Mentre faceva le valige l’aveva seppellita con una valanga di raccomandazioni, e l’aveva talmente indisposta che a stento aveva resistito alla tentazione di soffocarlo con uno dei suoi calzini.
Sapeva essere veramente asfissiante!
Ma sapeva anche come farglielo dimenticare…
Gu Jun Pyo non aveva voluto che lo accompagnasse all’aeroporto, per tema che si stancasse troppo, quindi l’aveva salutata nella loro camera da letto: le aveva stretto le mani sulle spalle e l’aveva guardata a lungo, come se volesse imprimersi la sua immagine nella memoria e dovesse andarsene per mesi e mesi, e non soltanto per tre giorni.
Poi l’aveva stretta tra le braccia (per quanto lo consentiva la mongolfiera che si ritrovava come pancia!) e infine le aveva dato uno di quei suoi baci lunghi, umidi e devastanti con i quali l’aveva resa sua schiava per la vita.
Un certo languore l’assali anche in quel momento al solo ricordo, e un sospetto brivido di eccitazione le serpeggiò lungo la schiena.
Possibile che gli ormoni della gravidanza fossero così infidi e indecenti?!
Il suo desiderio per lui in quel lunghi mesi si era addirittura accresciuto, e con sua grande sorpresa anche per lui era stato lo stesso!
Non si poteva certo dire che il suo corpo fosse molto attraente al momento, eppure Gu Jun Pyo sosteneva che non era mai stata più bella e non aveva mai cessato di dimostrarle la sua passione e la sua tenerezza in tutti i modi possibili, domando la sua solita irruenza solo quanto bastava per non far del male al bambino.
Aveva passato lunghissime ore ad accarezzarla, facendola impazzire di eccitazione e…no, basta, non doveva più pensarci, già le mancava l’aria!
Un po’ sovraeccitata sbirciò l’orologio: un paio d’ore prima Gu Jun Pyo le aveva telefonato per dirle che sarebbe atterrato all’aeroporto nel giro di pochi minuti, poi si sarebbe recato in ufficio per consolidare i risultati del suo viaggio ed essere così completamente libero per lei per un po’ di tempo senza altri intralci…
Sì, nella peggiore delle ipotesi nell’arco di un altro paio d’ore se lo sarebbe visto comparire a casa, pronto ad assillarla di domande sulla sua salute ma anche a baciarla fino a farla svenire.
Ed era per quella parte che lo stava aspettando con tanta ansia!
Un espressione estatica e insieme impaziente le sbocciò sul viso.
Stava per abbandonarsi di nuovo alle sue dolci e incendiarie fantasie quando la porta del salotto venne aperta bruscamente, poi sua suocera irruppe nella stanza con un’espressione molto tesa che la fece irrigidire.
“Jan Di, non hai ancora visto il telegiornale, vero?”
Geum Jan Di corrugò la fronte: come mai tanta agitazione per una domanda così semplice? E perchè sua suocera era già a casa, prima ancora di suo marito?! Avrebbe dovuto trovarsi in ufficio per aggiornare Gu Jun Pyo su quello che era successo durante la sua assenza…
Scosse la testa, sentendo che un senso di allarme cominciava suo malgrado a dominarla.
“Allora devi vederlo. Mi spiace dovertelo dire proprio io, ma…c’è stato un problema all’aeroporto.”
A Geum Jan Di il cuore fece una capriola in petto degna di un’acrobata, poi si conficcò con invidiabile precisione dritto dritto in gola.
Che sua suocera fosse in quello stato non poteva voler dire niente di buono…
Con mani tremanti afferrò il telecomando che era sul tavolino e si sintonizzò sulla prima rete nazionale.
La suocera si sedette sul divano al suo fianco e le prese la mano.
No, neanche quello era un buon segno, anzi, era decisamente pessimo!
Il loro rapporto nel tempo era diventato più disteso e cordiale ma i gesti di affetto erano ancora piuttosto rari e sporadici, sia da parte dell’una che da parte dell’altra.
Le sue brutte impressioni vennero confermate sin troppo in fretta: lo schermo era quasi totalmente invaso dal faccione di un giornalista calvo con gli occhiali che parlava in tono molto concitato.
Era evidentemente un’edizione speciale del telegiornale ma all’inizio Geum Jan Di per l’agitazione non riuscì a mettere in fila le parole per ricavarne un significato di senso compiuto.
Quando finalmente ci riuscì, il senso di quanto veniva detto assunse contorni a dir poco mostruosi.
“….e quindi la situazione è in fase di stallo. Riassumiamo gli ultimi avvenimenti per chi si fosse collegato soltanto in questo momento. Circa due ore fa un uomo travestito da guardia aeroportuale si è introdotto all’interno di un aereo privato appartenente al Gruppo Shinhwa che era appena atterrato con provenienza da Hong Kong. L’uomo è armato e prima di asserragliarsi all’interno dell’aereo ha lanciato alcuni volantini farneticanti in cui asserisce che il capitalismo è il male del mondo moderno e che la sua missione è sradicarlo e distruggerlo anche con la forza. Da fonti certe sappiamo che su quell’aereo stava viaggiando il Presidente del Gruppo Shinhwa, Gu Jun Pyo, insieme al suo staff dirigenziale, quindi un bersaglio perfetto per gli scopi proclamati da questo folle. Gli uomini dell’antiterrorismo hanno prontamente circondato l’aereo e hanno avviato una frenetica trattativa via telefono con quell’uomo per il rilascio degli ostaggi, ma fino ad ora non…no, un momento….SI SENTONO DEGLI SPARI PROVENIRE DALL’AEREO!!! STA SUCCEDENDO QUALCOSA E…
La voce del telecronista divenne sempre più alta e febbrile, ma Jan Di non la sentiva più.
Davanti agli occhi aveva una miriade di puntini neri e un fastidioso ronzio le tormentava le orecchie.
“Jan Di, ti senti bene?”ansimò la suocera cercando di sostenerla, mentre lei ondeggiava sotto l’urto del panico crescente.
Gu Jun Pyo…il suo Gu Jun Pyo era in pericolo!
Forse era già morto e…
Una fitta lacerante al ventre la costrinse a piegarsi in due per contenere il dolore, poi la porta sbattè e qualcuno entrò nella stanza con impeto.
“Jan Dià!”la chiamò Ji Hoo preoccupato, precipitandosi verso di lei.
Si chinò ai suoi piedi scrutandola in viso, poi le prese la mano per ascoltarle il battito del cuore dal polso.
“Perché glielo ha lasciato vedere?! Non doveva succedere!” sibilò aspro verso Kang Hee Soo, che era vistosamente impallidita.
“Io…non credevo che…Gliel’ho tenuto nascosto finchè ho potuto, ma poi ho pensato che dovesse sapere, nel caso che…” si difese debolmente.
“Sapere COSA?! Nessuno ancora sa niente di certo, nemmeno quell’imbecille lì che urla tanto!” ringhiò Ji Hoo facendo sdraiare Jan Di sul divano.
No, non andava niente bene, maledizione: il polso era troppo accelerato e le smorfie di dolore di Jan Di gli dicevano che le contrazioni erano iniziate!
“Respira lentamente, Jan Di, devi ritrovare la calma, va bene?” la incitò con voce suadente, accarezzandole la fronte sudata con la mano.
“Ma…Gu Jun Pyo…”
“Se la caverà, ne sono sicuro. Sai che lui è in grado di pensare a sé stesso: tu invece devi pensare al bambino e a te stessa.” le ricordò severo, poi si rivolse all’altra donna in tono aspro. “Spenga quella dannata tv, una buona volta!”
NO!” si oppose subito Jan Di. “Ti prometto che cercherò di restare calma, ma voglio vedere cosa succede!”
A malincuore Ji Hoo glielo concesse, ma continuò a monitorare strettamente l’andamento del suo polso.
Forse, con un po’ di fortuna, era stato solo un falso allarme, un effetto sgradevole dello shock…
I minuti cominciarono a scorrere lenti e densi, quasi eterni.
Che stava succedendo?
Perché non dicevano più niente?!
Il telecronista non faceva che ripetere le stesse cose, senza che si capisse cosa fosse realmente accaduto dopo gli spari che diceva di aver sentito, poi all’improvviso l’audio saltò, lasciando scorrere sul video soltanto le immagini di un incubo che non sembrava aver fine.
Quando vennero inquadrati gli uomini dell’antiterrorismo che si avvicinavano all’aereo e vi facevano irruzione Jan Di sospirò: forse era davvero tutto finito!
Si premette il cuore al petto, cercando di contenere l’ansia, sospinta anche dallo sguardo sollecito di Ji Hoo e da quello preoccupato della suocera.
Gu Jun Pyo doveva essere salvo, sì, non poteva essere altrimenti e….
Sullo schermo in quel momento comparve l’immagine di una barella che veniva fatta scendere dall’aereo.
Un lenzuolo copriva l’uomo che vi era sdraiato, e ad un certo punto una mano inerte scivolò fuori dalla barriera di tessuto e venne inquadrato dalla telecamera un orologio.
Un elegante orologio d’oro da polso, molto bello e costoso, con incise le iniziali GJP…l’orologio di Gu Jun Pyo!
NOOO! GU JUN PYO!!!!” urlò Jan Di incapace di trattenersi, poi perse pietosamente conoscenza.
CHIAMI L’AMBULANZA, PRESTO!!!” gridò anche Ji Hoo disperato.
Kang Hee Soo si precipitò al telefono e cominciò a pigiare freneticamente sui tasti.
Mio Dio, che cosa aveva fatto!

***

     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.