FanFiction Inuyasha | Shin Hajime - Nuovo Inizio di FrancyT | FanFiction Zone

 

  Shin Hajime - Nuovo Inizio

         

 

  

  

  

  

Shin Hajime - Nuovo Inizio   (Letta 375 volte)

di FrancyT 

1 capitolo (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaInuyasha

Genere:

Altro - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Kagome - Inuyasha - Altri

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 1. Io 

Tutto in quel posto mi urlava che ero dove non dovevo essere. In quel momenro il controllo era l'unica cosa che contava davvero. Avevo imparato che pianificando, calcolando e osservando si potevano evitare un bel po' di problemi: rischi inutili, delusioni...


  

Tutto in quel posto mi urlava che ero dove non dovevo essere. In quel momenro il controllo era l'unica cosa che contava davvero. Avevo imparato che pianificando, calcolando e osservando si potevano evitare un bel po' di problemi: rischi inutili, delusioni ma soprattutto sofferenze, Pianificare tutto per evitare i problemi non era però sempre facile, cosa di cui mi ero resa ben conto quella sera nelle luci soffuse di quella grande casa. Le numerose fotografie, i mobili nuovi, quell'odore diverso... Quella casa era cambiata e non sarebbe mai tornata come prima. Nei sei anni trascorsi dalla separazione dei miei quella era la prima volta che ci tornavo e avrei voluto spaccar tutto. Il cambiamento non mi avrebbe fatto scordare ciò che era accaduto lì dentro, stavo ricordando tutto, e ciò non mi piaceva. Riaffiorarono nella mia mente i ricordi di quella mattina e il mondo sembrò cadermi addosso. Era estate, ciò significava niente scuola, niente sveglia alla mattina, eppure, quel giorni mi erso svegliata presto e, decidendo di restar sdraiata ancora un po', iniziai a pensare... Immaginavo cosa avrei fatto quel giorno, a cosa avrei giocato, se sarei andata a trovare la mia cuginetta appena nata, ma i miei pensieri felici furono come troncati dal suono del campanello. Aperta la porta cominciò l'inferno... grida, pianti, bugie... Quella che mi sembrava una giornata come tante si trasformò nell'inizio del mio incubo, fingevo di dormire, di trattenere le lacrime, di non sentire nulla. Ricordo ancora il volto di mia madre rigato dalle lacrime e il comportamento burbero e iroso di mio padre prima di andarsene via. Volevo piangere, ma qualcosa me lo impediva, non versai una lacrima fino all'arrivo di un'amica di mia madre. In qualche modo era riuscita a leggere nei miei occhi ciò che cercavo di nascondere e, dopo le sue parole, tutte le lacrime che avevo trattenuto scesero copiosamente. Non ricordo più nulla dopo quell'accaduto, so solo che mi svegliai per la voce troppo alta di mio padre. Era tornato e avrebbe portato via me e il mio fratellino. Infatti, come avevo ben udito, mio padre ci portò via con se, lontano dalla mia mamma. "Vi porto in un bel posto e vi compro una bella cosa" aveva detto e, infatti, fu proprio così. Aveva comprato delle biciclette e come se nulla fosse ci portò alla villetta per insegnarci a portarle, cosa che prima non aveva mai fatto. Dopo un pomeriggio passato tra cadute e scivolate ci portò in pizzeria da mio zio dove, sempre grazie al mio udito, sentì mio cugino dire una cosa tipo "Chissà come la prenderanno ora." Proprio quando pensavo che ci avrebbe riportato a casa, cambiò nuovamente via, portandoci da mia nonna e così continuò per tutta l'estate, facendomi vedere mia madre solo poche ore. In quello stesso anno, due mesi dopo l'accaduto, un'altra persona entrò a far parte della mia vita. Quella che si era presentata come l'amica di mia zia, mi sconvolse totalmente l'esistenza. In poche settimane mi ritrovavo con due famiglie, non feci ritorno in quellla che avevo da sempre chiamato casa. Nei fine settimana mio padre ci portava da mia nonna dove avrei potuto fare solo certe cose e in una certa maniera, mentre l'unico appartamento che aveva trovato mia madre e che da quel momento era la mia casa sembrava una piccola topaia messa anche male. Il primo anno di medie stava iniziando male, non riuscivo a concentrarmi nello studio, avevo problemi di salute e stavo subendo una violenza psicologica, già, mio padre mi stava mandando il cervello fuori uso. Ero da mio nonno materno quando sentì una strana conversazione. Mia madre ara al telefono, urlava che qualcuno sarebbe finito in ospedale, che sarebbe andato a finire dallo psicologo. Capì di chi parlavano solo quando pronunciò il mio nome. Parlava con mio padre del fatto che con tutti quegli interrogatori che mi faceva quando mi recavo da lui mi avrebbero solo creato danni psicologici, mi avrebbero turbato, ma ormai era troppo tardi... Anche se mia madre, tutt'oggi, non lo sa, tutte quelle domande mi hanno segnato a vita. Mio padre mi ha fatto sentire derisa, mi ha fatto assumere colpe, mi ha fatto sentire in gabbia... Ricordo ancora la tensione che accumulavo, la paura di guardare negli occhi mio padre, l'ansia che mi assaliva ogni venerdì. Tutto ciò mi ha cambiato, mi ha fatto diventare insicura, asociale, scorbutica, nervosa... Non riesco più a parlare con nessuno, mi si forma sempre un forte nodo in gola che mi impedisce di parlare. Tutto ciò andava peggiorando e la mia salute diminuiva. Quel piccolo appartamento mi stava pian piano uccidendo, l'umidità con cui convivevo mi faceva ammalare in continuazione. Forse per questo mia madre decise di traslocare, cominciò a cercare appartamenti fin quando non decidemmo di trasferirci in quella che finalmente potei chiamare CASA. Traslocammo da mio nonno materno, dopo la morte della nonna non potevamo lasciarlo vivere da solo e, detta la verità, questo ci aiutò anche economicamente, non pagare l'affitto era solo un vantaggio. Casa di mio nonno era un tempietto che si trova a Tokyo, il tempio Higurashi, un tempo molto frequentato dai fedeli, ma con il passare del tempo quasi dimenticato. Lì tutto è così tranquillo, niente smog, niente urla, nessuna gente che si fa gli affari altrui parlando con cattiveria, solo aria pulita e il lieve canto degli uccellini. Fra tutta quella meraviglia però, una cosa era realmente speciale... la mia stanza. Quello era il luogo dove mi sentivo realmente al sicuro, non ho mai capito se dovuto all'imenso albero di fronte la finestra, o i disegni che ne ricoprivano le pareti, l'unica cosa certa era che lì mi sentivo al sicuro.. Tra liti del mantenimento, avvocati e sentenze giudziarie trascorse anche il secondo anno, eppure i guai stavanno apppena arrivando... Pensavo di aver superato il mio blocco, che ormai avrei potuto parlare con tutti senza bloccarmi, quando un venerdì sentì quello che non volevo sentire. La compagna di mio padre era incinta, aspettava un bambino ed io mi sentivo... non lo so a dire il vero. Non ero gelosa, non provavo rabbia, forse era solo la consapevolezza che mio padre si stava facendo una nuova vita, il fatto che avrei avuto un fratello che non sarebbe nato da mia madre... un mezzo fratello, un fratellastro. Come da ormai più di due anni, nascosi ciò che provavo chiudendomi sempre più in me stessa... E così, continuando a tenermi tutto dentro arrivò Settembre e con lui, la nascita del mio fratellino. Già, nonostante tutto non riesco a chiamare quella piccola creatura fratellastro, anche se è una stampa alla madre, non riesco a provare disprezzo per lui. Purtroppo la nascita portò un altro cambiamento alla mia esistenza... Il ritorno in quella grande casa. Quell'abitazione che mi ha visto crescere, quelle quattro mura che hanno fatto crollare il mio essere. Sentivo già gli occhi riempirsi di lacrime, volevo fuggire via, allontanarmi da quella casa, dalla famiglia che mio padre si era ricreato, da quella stramaledetta città... Volevo scappare da me stessa... Odiavo il mio passato, il mio presente... speravo solo che in qualche modo il mio futuro mi riservasse qualcosa di speciale. Forse fu per questo che quella notte decisi di creare una pagina Facebook, un qualcosa che mi aiutasse a sfogarmi e che mi 'salvasse' dagli incubi che mi tormentavano.
Angolo di Francy;
Salve ^^
Questa FF è tratta da cose realmente accadute quindi mi scuso se cose riguardanti scuola giapponese e italiana non corrispondono, ma è una FF, quindi ho deciso di lasciare 'l'ordine' (se posso dir così) Italiano, per evitar di far calcoli e magari sbagliare ulteriormente. Qui i personaggi saranno un tantino diversi, sia come carattere che aspetto, ma come li cambierò lo scoprirete solo leggendo.
Voglio precisare che ho già scritto tutta questa FF e postata su EFP, solo che ho deciso di cambiare un po' lo stile.
Francy <3

     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.