FanFiction Cyborg 009 | Il teatrino di famiglia di meg9 | FanFiction Zone

 

  Il teatrino di famiglia

         

 

  

  

  

  

Il teatrino di famiglia   (Letta 871 volte)

di meg9 

10 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCyborg 009

Genere:

Umoristico - Commedia - Demenziale - Parodia

Annotazioni:

Generic

Protagonisti:

Tutti

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 2- La famosa tirata 

Sono anni che m'immagino 007 costringere tutti gli altri a recitare nei sabati tranquilli e nei pomeriggi di pioggia. Godetevi perciò i Nostri in una serie di interpretazioni non solo scespiriane e... non solo probabili. Si parte con un vero classico...


  

2– La famosa tirata

–Avanti, su, su, su! Coraggio! Si va in scena! Attacca!
–Ehm… devo proprio?
–Muoviti! Non si disubbidisce al regista!
–Sigh… okay…

È assai ben poca cosa!
Se ne potevan dire… ma ce n’erano a josa,
variando di tono. – Si potea, putacaso,
dirmi, in tono aggressivo: «Se avessi un cotal naso,
immediatamente me lo farei tagliare!»
Amichevole: «Quando bevete, dée pescare
nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto!»
Descrittivo: «È una rocca!… È un picco!… Un capo affatto!
Ma che! L’è una penisola, in parola d’onore!»


–Pfff…
–Cosa?! Cosa state dicendo?!
–Ma no, ma no, non è niente… vai avanti.

Curioso: «A che serve quest’affare, o signore?
forse da scrivania, o da portagiojelli?»
Vezzoso: «Amate dunque a tal punto gli uccelli,
che vi preoccupaste con amore paterno
di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno?»
Truculento: «Ehi, messere, quando nello starnuto
il vapor del tabacco v’esce da un tale imbuto,
non gridano i vicini al fuoco nella cappa?»


–Ehi, non ci avevo pensato! Se avessi bisogno di un camino…
–Guarda che ti ho SENTITO!
–Era un semplice commento innocente da intenditore…

Cortese: «State attento, che di cotesta chiappa
il peso non vi mandi per terra, a capo chino!»
Tenero: «Provvedetelo di un piccolo ombrellino,
perché il suo bel colore non se se vada al sole!»
Pedante: «L’animale che Aristofane vuole
si chiami ippocampelofantocamaleonte
tante ossa e tanta carne ebbe sotto la fronte!»
Arrogante: «Ohi, compare, è in moda quel puntello?
Si può infatti benissimo sospendervi il cappello!»
Enfatico: «Alcun vento, o naso magistrale,
non può tutto infreddarti, eccetto il Maestrale!»


–Eh eh eh…
–Pfff… ah ah ah…
–Eh, no! Ora basta! Stavolta me ne sono accorto! Io me ne vado!
–Ma senti, questo è un monologo comico… bisogna ridere!
–Esatto! Vuol dire che stai recitando benissimo!
–Voi non me la contate giusta…
–Vogliamo andare avanti, per favore?

Drammatico: «È il Mar Rosso, quando ha l’emorragia!»
Ammirativo: «Oh, insegna da gran profumeria!»
Lirico: «È una conca? Siete un genio del mare?»
Semplice: «Il monumento si potrà visitare?»
Rispettoso: «Soffrite vi si ossequii, messere:
questo sì che vuol dire qualcosa al sole avere!»
Rustico: «Ohè, corbezzole! Dàgli, dàgli al nasino!
È un cavolo gigante o un popon piccolino?»
Militare: «Puntate contro cavalleria!»
Pratico: «Lo vorreste mettere in lotteria?
Sarebbe il primo lotto!» O in fin, parodiando
Piramo, tra i singhiozzi: «Eccolo, l’esecrando
naso che la bellezza del suo gentil signore
distrusse! Or ne arrossisce, guardate, il traditore!»


–HAW HAW HAW!!!
–Io ti…
–Stop! Buono! Piano! Fermo! La scena del duello viene DOPO!
–E tu non riesci a stare SERIO almeno per cinque minuti? Il Visconte dovrebbe avere un’aria ALLIBITA… dai, non rovinatemi la scena!
–Mica ci posso fare niente se il protagonista è così TAGLIATO per il ruolo… har har har…
–Grrrr…
–Avanti! Forza, prima finisci e prima puoi prenderlo a spadate!
–Vado avanti solo per questo, pelato… SOLO per questo…

Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste
se qualche po’ di spirito e di lettere aveste.
Ma di spirito voi, miserrimo furfante,
mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante
quante occorrono a far la parola: cretino!
Aveste avuto, altronde, l’ingegno così fino
da potermi al cospetto dell’inclita brigata
servirmi tutti i punti di questa cicalata,
non ne avreste nemmeno la metà proferito
del quarto d’una sillaba, ché, come avete udito,
ho vena da servirmeli senz’alcuna riserva,
ma non permetto affatto che un altro me li serva.

–Edmond Rostand, Cyrano di Bergerac, Atto I, Scena IV

CLAP CLAP CLAP
–Bravo!
–Che interpretazione!
–Che verve!
–Visto? Alla fine ci fai una bellissima figura…
–E allora, Visconte? Dai che la battuta è tua… arriviamo al duello…
–No, scusate. Io mi prendo pausa. Se lo guardo in faccia… eh eh eh… mi viene ancora da rotolarmi per terra. Riprendiamo la prova dopo.
–Ma… ma… ma…
–Ehm… vedila così… merito della tua forza recitativa, no?
–Questa è tutta colpa tua! Te l’avevo detto che non volevo fare una parte del genere!
–Ma dai! Se adori le storie in costume con le spade!
–E poi ti sei praticamente OFFERTO… non vedevi l’ora di interpretare la parte principale…
–Perché non sapevo che era QUESTA! Vi vedo che state ancora ridacchiando tutti quanti sotto i baffi!
–Su, su. Poi piangeranno nella parte tragica. Vedrai che sarai eccezionale.
–Rossana ti adorerà. Del resto è questo che dice il copione, no?
–Per ora mi sembra che Rossana stia a tubare con Cristiano nell’angolino…
–Esigenze sceniche, mio caro. Eh eh.
–Stiamo solamente ripassando la parte.
–Seeee, come no. Vabbe’. Dai, saltiamo alla scena della battaglia.
–Ah, finalmente ti stai appassionando? Ne sono davvero felice!
–Non proprio. Però in questo momento pestare cento buffoni da solo ha il suo fascino. E avvisate il Visconte che quando torna glielo faccio a strisce quel suo didietro teutonico, con la ballata o senza.

     


                     





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