FanFiction City Hunter | Sugar Boy di scoiattolo17 | FanFiction Zone

 

  Sugar Boy

         

 

  

  

  

  

Sugar Boy ●●●●● (Letta 5983 volte)

di scoiattolo17 

20 capitoli (conclusa) - 23 commenti - 4 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Avventura

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Il ritorno di Kaori porta qualche novità a Shinjuku (e qualche rospo da ingoiare al caro Ryo). Una nuova sfida ricca di insidie per i nostri due sweeper, anche se la vera sfida dovranno combatterla i loro cuori. siate clementi!!! sono alle prime armi... :...


  

La ragazza sedeva sul treno. Posto vicino al finestrino per poter ammirare meglio il panorama. Lo sguardo poteva sembrare perso nel vuoto ma non era così. il cielo azzurro ed il paesaggio lineare della campagna illuminavano il suo viso.
L’erba verde contrastava con il rosso forte dei papaveri che si inchinavano al passaggio del treno e dei suoi vagoni.
Capelli dai riflessi rossicci, occhi color nocciola. Vestiva semplice: jeans e maglietta. Poteva sembrare una normale ragazza sulla venticinquina ma un attento osservatore avrebbe sicuramente notato le nocche delle mani sbucciate e contuse, un lieve taglio sullo zigomo ed una determinatezza nello sguardo difficile da trovare in una donna così giovane.
Il susseguirsi del verde paesaggio lasciò presto posto alla grigia periferia e poco dopo alla caotica stazione della città.

L’uomo dai capelli corvini attendeva qualcuno quel giorno alla stazione di Shinjuku, camicia nera e lucky strike accesa; inspirava il fumo sentendo un dolce calore riscaldargli il petto, cercando di mantenere la calma per quanto possibile.
Avrebbe rivisto la sua Kaori. Dopo ben un anno di lontananza, e solo dopo qualche breve telefonata in cui diceva di stare bene. Doveva vederla, guardarla come se riuscisse a toccarla, a scalfire quella barriera di indifferenza che aveva creato nei suoi confronti. A toccare la sua anima attraverso i suoi grandi occhi nocciola che ormai da quasi un anno gli mancavano terribilmente. In verità non sapeva nemmeno lui cosa avesse scatenato in lei quella voglia di andarsene lontano. Forse dopo quello che era successo al matrimonio di Miki e Umi aveva parlato troppo. Forse lei aveva colto la palla al balzo e quando Miki l’aveva invitata nella loro casa in montagna per una vacanza rilassante e lontana dalla malavita di Shinjuku, Kaori non era proprio riuscita a dire di no.
La vacanza di Miki ed Umi era iniziata per far guarire completamente Miki e rimetterla in sesto dalle ferite riportate al suo matrimonio, ed anche per tranquillizzare Falcon e poi si era protratta nel tempo tanto da tenerli lontano da casa e dal bar per quasi un anno e mezzo. Sotto consiglio ed invito dell’amica, Kaori non aveva rifiutato l’offerta di una pausa, cosa che accettò ben volentieri e senza pensarci due volte. Solo che il mese programmato fuori divennero due, poi quattro, fino a tenerla lontana da Ryo per quasi un anno.
Ryo era andato a trovarli solo una volta, ma poi si era arreso all’idea che un po’ di lontananza avrebbe giovato ad entrambi. E poi non poteva certo andare là e caricarsela in auto. Era abbastanza matura adesso per fare le sue scelte. Non era certo più la ragazzina diciottenne che le era stata affidata da Maki.

Il via vai di gente che veloce si aggirava per la stazione lo fece riflettere. Gente comune, persone normali, pendolari che facevano avanti e indietro nella loro quotidianità. Tutto ciò che lui non poteva essere. Tutto ciò da cui era stato escluso sin da quando era bambino. I suoi giocattoli erano le armi, la sua quotidianità la sopravvivenza. Si sentiva una specie di macchia nera in un mare bianco. E proprio lui che difendeva silenziosamente quella stessa città dal crimine si ritrovò presto a desiderare di farne parte, di far parte di quel gruppo di persone che tentava di proteggere ogni giorno. Una vita normale… cosa significava in fondo? Non lo sapeva… solo una persona faceva parte della sua quotidianità e quella stessa persona era sparita dalla circolazione per più di un anno, dimenticandosi di lui, dimenticandosi di loro. Per un momento provò rabbia. Perché lei se ne era andata, lasciandolo lì, solo. Ma più rabbia provò nei suoi stessi confronti, perché non aveva fatto nulla per fermarla, perché nonostante gli anni passati assieme ancora non si era deciso a confessarle apertamente quanto in verità tenesse a lei.
Questi mesti pensieri furono presto interrotti quando qualcuno gli puntò una pistola alle spalle, premendola sulla schiena
-Saeba stai perdendo colpi…- sorrise una voce familiare dietro di lui
-Sugar Boy non ti sembra di avermi fatto aspettare un po’ troppo questa volta?- ironizzò l’altro voltandosi a guardarla.
Ma il suo cuore perse un colpo quando la vide. Dio se era bella. I capelli leggermente più lunghi le cascavano in ciuffetti ribelli sugli occhi nocciola. Occhi luminosi e sorridenti ed una bocca dalle labbra leggermente arrossate. Le guance le si erano tinte di rossore ed il sorriso era scaturito naturalmente nel salutarlo. Non indossava niente in particolare ma i jeans stretti delineavano le sue curve da modella e quel giacchettino di pelle che indossava la rendeva particolarmente sexy ai suoi occhi.
-cosa credi di fare con quella??- ammiccò Ryo indicando la piccola pistola giocattolo con cui la sua socia l’aveva minacciato poco prima
-niente… era solo per fare scena!- sorrise quella prendendo il suo borsone ed incamminandosi verso l’uscita.
Ryo la guardò voltarsi e camminare elegante verso l’uscita della stazione. Tanti sguardi le si poggiavano addosso ma lei sembrava non rendersene conto. Era bella. Molto bella. Chissà quanti uomini avrebbe potuto avere ai suoi piedi se solo avesse voluto. Eppure non le importava o forse non le era mai passato per la mente. Ryo la guardò imbambolato per un po’ fino a che quella non si girò nuovamente:
-Che fai Ryo?? Resti qua??-
-ehm.. no no! Eccomi!!-

     


                     





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