FanFiction Pokemon | LE TENEBRE IGNOTE (scritta da Nicolo' Lumus De Simoni di DarkNike | FanFiction Zone

 

  LE TENEBRE IGNOTE (scritta da Nicolo' Lumus De Simoni

         

 

  

  

  

  

LE TENEBRE IGNOTE (scritta da Nicolo' Lumus De Simoni   (Letta 443 volte)

di DarkNike 

2 capitoli (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaPokemon

Genere:

Avventura - Azione - Drammatico - Fantascienza

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Siamo 7 eroi e noi salveremo Kanto dall'oscuritá


  

Da qualche anno, le tenebre più buie avevano avvolto Kanto, prosciugando i fiumi, seccando le piante, e condotto alla morte molte specie di pokèmon. Non si sapeva né come né perché, l’oscurità avesse colpito la nostra regione. E, se è per questo, erano ignote anche le ragioni delle morti di molte persone, pokèmon e perfino piante. Si sapeva solo che delle ombre minacciose si materializzavano ed uccidevano a più non posso. Ma questo, per ora, era accaduto solo alle città più oscure, come Lavandonia. Lì le tenebre si verificarono per prime, avvolgendo l’intera città sterminandone i cittadini. Da quando successe questa disgrazia, i raggi del sole che illuminavano la città, scomparvero via per sempre. C’era chi attribuiva la colpa a Darkrai, chi a Giratina e chi, invece, alla terrificante Torre Pokèmon di Lavandonia. Fatto sta, che nessuno ancora era riuscito a scoprire il vero.Era una gelida sera di febbraio ed il sole, timido, si nascondeva dietro i grandi nuvoloni grigi carichi di pioggia. Io me ne stavo lì, davanti al grosso fiume di Biancavilla, uno dei pochi che ancora non si era prosciugato. Al mio fianco c’era Robb, il mio migliore amico. Eravamo davanti alle acque del fiume, intenti a pescare qualcosa, pur sapendo che le probabilità di abboccare sarebbero state rare.«Ti ricordi …» disse lui. «…Quando il fiume era limpido e pulito? Quando non c’era ombra di sporcizia …»
«Eccome se me lo ricordo. Un tempo non solo il fiume, ma anche il resto della regione, era pulita, senza traccia di oscurità. Peccato che possiamo vivere solo di ricordi.»
«Cosa intendi dire?»
«Intendo che non tornerà mai più come prima, se qualcuno non farà qualcosa.»
«Cosa vuoi che faccia la gente? O sono spaventati o sono andati a vivere in un'altra regione.»Ad un tratto si udì il rumore di un megafono e la voce del professor Oak.«Penso stia per incominciare il discorso.» dissi io, poggiando per terra la canna da pesca.«Che discorso?» chiese Robb, con aria confusa.«Quello che ha intenzione di fare il prof.Oak, ricordi? Questa sera parlerà di come ha intenzione di cambiare la situazione a Kanto. Andiamo ad ascoltare, magari dirà cose sensate.»
«Oh, già, me ne ero dimenticato. Andiamo.»Ci incamminammo fino a raggiungere il laboratorio del professore, davanti al quale c’era una gran folla di gente e davanti a questa vi era Oak.
«Come già sapete …» cominciò il professore, parlando col megafono. «… Kanto è ormai da tanto, troppo , tempo vittima dell’oscurità. E’ incominciato qualche anno fa, con quella misteriosa pioggia di meteoriti, che ha anche dato alla luce nuovi pokèmon. Ma cosa peggiore, molti fra i leggendari più forti, sono vittime dell’oscurità e sono stati trasformati in esseri oscuri. Tutte le città, una ad una, stanno scomparendo, inghiottite delle tenebre più buie. Non possiamo rimanere a guardare, non possiamo rimanere fermi senza agire mentre l’oscurità ci spazza via come foglie al vento! L’unico modo per salvare la nostra regione, è quello di eliminare i Semi Oscuri: delle energie oscure, che rendono i leggendari vittime dell’oscurità. Questi Semi Oscuri sono custoditi da allenatori fantasma in varie città di Kanto. Ottenuti questi semi, sarà possibile fare accesso alla Via Tenebrosa, ove è segretamente custodito un enorme Seme del Caos, nonché la causa di tutta questa oscurità. Ma, ahimè, questo è protetto da Luxor, il terrificante pokèmon cannibale. Ma distrutto il Seme del Caos, tutto tornerà come prima e riprenderemo a vivere. Solo un folle, però, accetterebbe di partire in questa pericolosa missione, ma quel folle potrebbe riportare la luce a Kanto. Ed ora io vi chiedo: c’è qualcuno, tra voi, che avrà il coraggio di intraprendere questo viaggio per il bene della nostra regione?»
Tutti tacquero. Nessuno volle accettare la missione, poiché questa era solo un biglietto di sola andata per la morte. Ma io infatti NON ero nessuno, io ero qualcuno. Ero un ragazzo pieno di sogni e tra questi c’era riportare la purezza a Kanto.
«IO.» gridai a voce alta.Ci fu un istante di silenzio, in cui gli sguardi della gente si posarono su di me.
«Nico, che ti salta in mente?!» domandò preoccupato Robb.«Lasciami fare, non temere per me.» risposi, mentre mi incamminavo al fianco del professore.Tutti mi fissavano, pronti a vedermi aprir bocca.
«Sei sicuro, ragazzo?» chiese Oak.«Certo che sì. Non ho più nulla da perdere, i miei genitori sono morti durante la pioggia di meteoriti. Non ho famiglia, non ho casa. Ho solo un sogno, e questo è riportare Kanto a com’era prima dell’età oscura che la sta avvolgendo»Le persone mi guardavano preoccupate, temevano che un ragazzino di quindici anni come me, potesse rimanerci secco in quella missione. «Se Nicolò partirà per questo viaggio …» disse Robb. «…Dovrà sopportare la mia presenza, perché con lui parto anche io!»
«Robb che stai facendo?! Non devi venire! Resta qui, tu hai una famiglia che ti attende. Io no.»
«Te lo scordi, amico. Non lascerò partire, per un viaggio impossibile, il mio migliore amico. Combatteremo insieme e riporteremo la luce.»
«Non capisci? E’ una missione quasi impossibile, potrei anche morire!»
«Ebbene, se così fosse, moriremo insieme.»«
Robb… sei sempre in tempo per ripensarci, sei sicuro di voler partire con me?»
«Sicurissimo!»
«Ebbene…» cominciò Oak. «Abbiamo due volontari!»
«No, ne avete tre.» disse una voce misteriosa. Si fece largo tra la gente per venire da noi, e ci fu possibile vederlo in faccia. Era Nike, un nostro amico di vecchia data.
«Mi chiamo Nike, e quest’oggi partirò anch’io con loro. Da soli sarebbe una follia, ma insieme si può tutto.»«Allora avrete anche un quarto volontario. Il mio nome è Andrea, e sono pronto a partire.»
«Vi correggo, cinque volontari. Sono Adriana, e starò con voi in questa terribile missione.»
Tutti e tre erano nostri amici, di vecchia data che, vedendoci rischiare la vita in quell’impresa, vollero venire con noi per far sì che tutto sarebbe stato più facile, insieme.
«Ragazzi! Perchè fate questo? Non siete obbligati a seguirci.» chiesi io.
«Perché gli amici non si abbandonano.» rispose Nile.«Ed ovunque andrete …» disse Andrea.«…Noi vi seguiremo.» continuò Adriana.
«Nel bene o nel male.» aggiunse Robb.
Il professor Oak, stupefatto, ci disse:«Il vostro è un atto di grande coraggio. Ve la sentite di partire?»
«CERTO!» risposi.
«Ebbene, vi dirò però alcune informazioni importanti. Gli allenatori fantasma sono spesso nascosti, dovrete essere voi a scovarli ed a sconfiggerli. Una volta che avrete tutti i Semi Oscuri, e liberati i leggendari dall’oscurità, dovrete dirigervi a quella che un tempo era chiamata Via Vittoria, ma che ora è chiamata Via Tenebrosa. Ricordatevi, quando libererete i leggendari, sarà possibile evocarli in battaglia. Di sicuro vi aiuteranno. Ma c’è un leggendario, che si è creato da poco, che dovrete liberare. Questo si chiama Dark Gengar, è come un normale Gengar ma in più ha grandi dimensioni, artigli affilati ed una lunga coda che usa come arma. Tutto chiaro?»
«Sì, tutto chiarissimo!»
«Bene. Preparate le vostre cose, domani mattina vi saranno dati dei pokèmon, ed avrà inizio la vostra avventura.»

     


                     





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