FanFiction Pokemon | Mewtwo: le origini di DarkNike | FanFiction Zone

 

  Mewtwo: le origini

         

 

  

  

  

  

Mewtwo: le origini   (Letta 517 volte)

di DarkNike 

1 capitolo (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaPokemon

Genere:

Avventura - Azione - Drammatico - Fantascienza

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

La vera storia della malvagitá di mewtwo


  

L’umo, violento e distruttivo, porterà sempre dietro di se una lunga scia di caos e distruzione. E’ capace di creare qualcosa, perfino di creare QUALCUNO, ma ciò che non può fare, è decidere per quel qualcuno. Io sono Mewtwo, e questa è la mia storia.
Tutto iniziò un giorno qualunque, in un laboratorio colmo di scienziati in camice. Volevano creare l’essere perfetto, volevano clonare il leggendario Mew.
C’erano riusciti, od almeno così credevano. Era il sei febbraio, quando il mio embrione si formò in una grossa colonna trasparente colma d’acqua. Pensavano ch’io non fossi altro che un esperimento, ma così non era. Io ero VIVO. Potevo sentire, respirare, provare emozioni e pensare. Ma da quando nacqui non aprii mai gli occhi. Era come se non fossi del tutto vivo, come se qualcosa mi impedisse di svegliarmi. Ero come precipitato in un lungo sonno che non vedeva fine alcuna. Dei cavi erano attaccati al mio corpo, fornivano dati ,sul mio stato, ai computer degli uomini. Sentivo quei maledetti parlare di me, di cosa mi avrebbero fatto, di come mi sarei chiamato. Volevano pianificare la mia vita, capite? Ancora non sapevano in cosa stavano andando incontro.
Arrivò il giorno in cui crebbi, divenni grande e pieno di rabbia. Ero stufo di dormire in eterno, di essere usato solo come un esperimento privo di sentimenti. Io ero vivo, io lo sapevo, ero vivo, ne ero certo. La voglia di vivere una vita VERA, al difuori di quel laboratorio, cresceva sempre di più dentro di me. Così, un giorno, aprii gli occhi affacciandomi, per la prima volta, nella vita reale. Solo uomini in camice che discutevano su di me, ecco cosa vedevo. Sporchi uomini che si erano macchiati di molteplici omicidi di vari Pokèmon, pur di dare vita a ME. Quei maledetti uomini che pensavano solo al successo, alla fama, al denaro. Mi facevano così schifo. Stufo di essere prigioniero delle mani umane, distrussi la colonna che mi imprigionava.
«EI GUARDATE! MEWTWO SI E’ SVEGLIATO!» gridavano gli scienziati mentre tentavano di fermarmi. Mewtwo … dunque era questo il mio nome … sussurravo il mio appellativo a testa bassa, pensando a cosa stesse accadendo.
Poi alzai lo sguardo e decisi di giustiziare tutti, facendomi vendetta. Divisi a metà il corpo degli scienziati, che invano cercavano di bloccarmi e controllarmi. In poco, le mattonelle del laboratorio, si colorarono del sangue delle mie vittime. Sangue … era ovunque, sulle pareti, sui computer, sugli abiti dei momentanei sopravvissuti. E più ne versavo, più l’ira dentro me aumentava ingigantendosi sempre più. Mi feci strada tra i corpi, ridotti a brandelli, degli uomini malvagi e mi avvicinai all’ultimo sopravvissuto: un folle che tentava di registrare su di un video-diario tutto ciò che stava accadendo.
«Mewtwo …» disse. «…Cosa stai facendo? Ti ordino di fermarti!»
«Folle uomo …» risposi io. «Pensi che basteranno le tue stolte parole, a fermare l’ira che è in me? Io sono VIVO e come tale voglio vivere, ma non qui, non in questo laboratorio maleodorante, procuratore di sciagure. Voglio vivere là fuori, perché SO che là fuori c’è un mondo che mi attende.»
«Non commettere sciocchezze! IO ti ho creato, devi obbedirmi! Sei solo un clone, non puoi fare nulla, non puoi vivere fuori di qui.»
«Un clone… così è questo che sono … solo un clone del pokèmon perfetto. NO, io sono molto più di questo! Dimostrerò a tutti che non sono solo un esperimento di laboratorio.» e dopo queste mie parole, sollevai in aria lo sventurato scienziato e lo feci esplodere in aria, vedendo il suo sangue fare da mantello all’intera stanza.
Ma questo è solo il passato … è una storia vecchia, che tutti voi conoscono. Ma ciò che sto per dirvi ora, sono in pochi a saperlo.
Un’era oscura coprì Kanto, portando con sé malattie e disgrazie. Gli incubi avvolgevano i cittadini, nel pieno della notte. Il sole era divenuto quasi una rarità, mentre l’oscurità era ormai diventata un’abitudine. Io ero tornato in quel laboratorio, a distanza di anni, perché quasi provavo rimorso, quando … All’orizzonte mi sembrò di intravedere l’ombra di un pokèmon, ma non un pokèmon qualunque, quella del temuto Darkrai.
Mi si avvicinò trascinando i suoi neri stracci, che incutevano timore.
«Mewtwo …» disse con voce fioca e terrorizzante.
«Darkrai … cosa vuoi da me? Sei forse tu, la causa di tanta oscurità qui a Kanto?»
«Esatto, ma tranquillo, Kanto non è l’unica regione caduta in balia delle mie ombre. Presto lo sarà l’intero mondo e, chissà, anche l’universo. Ma per fare ciò, necessito di alcuni leggendari, non pokèmon qualunque, capisci cosa intendo.»
«Di cosa parli? Vuoi forse il mio aiuto, per regnare sulla Terra? Scordatelo!»
«Sapevo che avresti rifiutato, così mi son preparato a farmi aiutare da te, con le cattive.» dopo le sue tetre parole, creò una sfera nera come la notte dalla quale plasmò una mia sagoma, fatta di uno strano fumo rosso.
Quella figura mi si scaraventò contro gettandomi in terra. Era invulnerabile, imbattibile. Assorbiva ogni mio attacco ed era pronta a respingerla. Mi mise le mani al collo, cercando di entrare nel mio corpo.
«C-chi sei t-tu?» domandai con ira.
«Sono l’oscurità che è in te, Mewtwo. Non vedi questo fumo? Il rosso che lo avvolge è dato dal sangue che hai versato in passato. Sangue indelebile che ti macchia a vita, facendo di te un servo di Darkrai.» detto questo non riuscii a liberarmene ed entrò nel mio corpo. I miei occhi si colorarono di rosso ed il mio busto di nero. Quando mi alzai da terra ero diverso, ero cambiato. L’oscurità aveva preso possesso di me, ed anche se all’interno del mio corpo gridavo dal dolore e tentavo di tornare indietro, la mia rabbia mi impediva di uscire e così comandava la mia mente.
«Non ti preoccupare, non sarai solo, a te si aggiungeranno gli altri leggendari, Dark Mewtwo.» disse Darkai.
E dunque ormai è questo il mio nome … Dark Mewtwo, ed il mio compito è versare ancora sangue. Ma presto tutto questo finirà ed io avrò la mia vendetta.

     


                     





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