FanFiction Tokyo Mew Mew | Tu ed Io di Scrittrice_Per_Caso | FanFiction Zone

 

  Tu ed Io

         

 

  

  

  

  

Tu ed Io ●●●● (Letta 915 volte)

di Scrittrice_Per_Caso 

2 capitoli (in corso) - 2 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaTokyo Mew Mew

Genere:

Azione

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Primo capitolo 

 


  

Tu ed Io
Premessa: salve Ú da un po' che non aggiornavo, come alcuni di voi avranno notato (andando nel mio profilo) ho eliminato alcune mie ff, per varie ragioni. Non temete le pubblicher˛ non appena verranno riscritte. Passiamo all'attualitÓ xD allora questa nuova ff parla ormai ( Ú una tradizione, credo di essere diventata prevedibile...) della nostra bella coppietta Kisshu ed Ichigo! Ora la domanda con la quale scriver˛ questa fanfic: cosa succederebbe se Ichigo fosse rapita da Kisshu? E portata in un'altra dimensione ? E.. Bella domanda Ú? Immagino ci abbiano lavorato in molti, ma ve la vorrei riproporre anche io, poi se non sarÓ di vostro gradimento mi fermerˇ :) una cosa importante, il rating (come l'altra ff) Ú variabile, per ora Ú arancione ma Ú possibile che successivamente si alzi. Pertanto vi avviso prima ;) un'ultima cosa, penso che questa ff non sarß molto lunga, aggiornerˇ lentamente ma cercher˛ di darvi dei capitoli corposi ( il mio limite Ú di 5 pag di word nn di pi¨ xD)


Primo capitolo ~

Ormai era diventata una routine. Giorno dopo giorno c'erano nuovi attacchi, non erano complicati ma nell'insieme erano davvero pesanti, avvenivano sia di giorno che di notte e le mewgirls erano davvero stanche di quel ritmo massacrante, ognuno di loro aveva i propri impegni: scuola, lavoro e altro. Era diventato tutto molto pi¨ pesante, per non parlare degli alieni, sembravano ogni giorno sempre pi¨ decisi e combattivi, mentre le ragazze non desideravano altro che porre fine a un ennesimo attacco, un lato positivo (nei primi tempi) c'era: all'inizio le sfide di quei tre potevano sembrare improvvisi e calcolati, pronti per coglierle di sorpresa, ma adesso era tutto diverso. Si andˇ avanti in quel modo per mesi, ma arrivˇ il momento in cui i nemici presero il sopravvento. Nessuno se lo aspettava, fino ad ora, anche per il rotto della cuffia, erano riuscite a vincere. L'incubo stava per iniziare e non restava altro che combattere, con quelle poche forze che rimanevano.

Era notte fonda, tutta la cittÓ stava dormendo, nei paraggi c'erano solo i viaggiatori notturni, i semafori e i lampioni ad illuminare le strade buie ed umide, per non parlare di qualche cane o gatto che frugava in angoli tetri del quartiere in cerca di cibo per la loro magra ed insipida cena. In un'altra dimensione, stava per essere creato una creatura orrida, che solo il male stesso poteva partorire, era spaventosa (come guardare la morte in faccia), tozza, con un corpo ripugnante, da mettere i brividi, lo stomaco si contorceva alla sua vista ed un forte conato di vomito saliva fino alla gola, le gambe tremavano e la voce si annullava. Quello si che era un mostro, non si capiva che fisico avesse, troppo brutto per essere un animale e un uomo al tempo stesso, ma questa creatura si nutriva degli incubi, delle paure, angosce, rabbia di altri esseri viventi per poi prenderne la forma. Solo cosÝ poteva sopravvivere, era dunque un parassita, viveva alle spalle degli altri, nutrendosi di ciˇ che li rendeva deboli e insignificanti.
Lo creˇ lui, stanco di quei tentativi senza successo che facevano i suoi compagni. Era stanco delle prediche del "supremo" Deep Blue, stanco di tutta quella situazione, c'era bisogno di un taglio netto e quel taglio lo avrebbe fatto lui stesso, quella notte stessa, senza indugi.

Il silenzio dominava sulla cittÓ, in ogni casa non si muoveva niente. L'alieno si posizionˇ di fronte ad una grande casa, dietro a qualche cespuglio, avrebbe iniziato a provare la sua creatura sulla "principessa". Immaginava quello che sarebbe successo e non vedeva l'ora di aprire le danze!
Quell'essere comparve accanto al letto della ballerina, mentre il "padre" di quell'abominevole COSO se ne stava tranquillamente appollaiato ad un ramo guardando la scena dalla finestra di fronte.
L'essere si avvicinˇ al letto, fissando il viso dormiente della ragazza. Ma il buio e i suoi difetti fisici non gli permettevano di scorgere oltre le parti basilari di un viso. Se solo avesse visto quell'essere... Gli occhi erano larghi, di un colore verde scudo, il naso e la bocca cosÝ deformati da non sembrare tali, come se non bastasse emanava un odore rivoltante, quasi di rancido.
La ragazza storse il naso ed emise un lamento impastato dal sonno, era ancora addormentata profondamente per capire cosa stesse succedendo e la sua era un turbinio di immagini, cominciava a non distinguere un sogno dalla realtÓ. Il mostro si avvicinˇ al suo viso, odorˇ la pelle, sapeva di fresco, Minto si girˇ nel letto per prendere la posizione supina, evidentemente pi¨ comoda. Lui la osserv˛ intensamente, quasi a voler imprimere la sua immagine nella mente. Entrˇ spudoratamente, senza il permesso della ragazza, nel suo subconscio. Vagˇ nei suoi ricordi pi¨ intimi, viaggiˇ nel tempo, attraversando anni e luoghi. Ma si fermˇ appena vide un puntino, che piano piano cresceva, fino a diventare un animale: un ragno, scuro e peloso, che camminava su qualsiasi piano con quelle esili zampe. Di fronte a quel ragno c'era una graziosa bambina con due chignon in testa formati dai suoi capelli corvini. Lo guardˇ, fiss˛ quel ragno, sgranˇ gli occhi alla sua vista, non sapeva cosa fare, le gambe non rispondevano ai suoi comandi, un tremolio si diffuse per tutto il suo corpo. Voleva gridare! Per chiedere aiuto, qualcuno l'avrebbe sicuramente sentita urlare. Non ci riuscý, le mancˇ la voce, uscý solo un suono rauco.

L'essere uscý da quello stato di trans in cui era entrato, aveva giÓ visto abbastanza, ora sapeva qual era il punto debole della sua prima vittima. Non ci colle molto per prendere le sembianze di un gigantesco ragno. Era alto minimo 3 o 4 metri a occhio e croce, grosso quanto cinque uomini. Non sarebbe stata una passeggiata, nel fra tempo l'alieno fuori dall'edificio cominciava a prepararsi per lo spettacolo che stava iniziando.
Minto si rigirˇ fra le coperte, quel calore che era servito a rilassarla durante il sonno adesso le faceva mancare l'aria, le morbide coperte erano diventate opprimenti. Tutto stava cambiando, si sentiva a disagio, come se qualcuno l'avesse spogliata dei suoi segreti pi¨ intimi ( ed era cosÝ!)
L'animale emise un sibilo acuto che fece svegliare di soprassalto la ragazza. Non credeva potesse accadere, appena i suoi occhi misero a fuoco la figura davanti a sÚ gettˇ un urlo forte (a differenza di quello che era successo nel sogno) mi se le mani davanti alla nocca, tremava spaventosamente, era completamente bloccata dalla paura.
-No! Non Ú possibile, deve essere un incubo!-
Le lacrime uscirono immediatamente dai suoi occhi, attanagliati dalla paura. GiÓ paura era quella che scorreva nel suo corpo, paura era ci˛ che vedeva davanti ai suoi occhi. Tutto poteva pensare, tranne di trovarselo di fronte.
Era un animale spaventoso! Inumano e innaturale. Un ghigno crudele si formˇ sulle labbra dell'alieno. Come si sarebbe comportata adesso?

     


                     





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