FanFiction City Hunter | Sotto una pioggia di stelle... di marzia86 | FanFiction Zone

 

  Sotto una pioggia di stelle...

         

 

  

  

  

  

Sotto una pioggia di stelle... ●●●●● (Letta 9983 volte)

di marzia86 

30 capitoli (conclusa) - 153 commenti - 20 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Drammatico - Romantico - Umoristico - Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Attrazione 

E se le nostre vite fossero dettate da forze superiori? Traduzione di "Sous une pluie d'étoiles..." di Saoria. Una fanfic un po' magica diciamo ^^ Spero vi piacerà! Buona domenica a tutte!!


  

Appartamento City Hunter

Era la vigilia di Natale e quell’anno Kaori aveva deciso di invitare tutti i suoi amici a passare le feste da lei e Ryo. Per questo si stava dedicando a tal compito da una buona settimana. Aveva fatto una lunga lista per non dimenticare nulla e aveva trascinato Ryo nel negozio all’angolo alla ricerca dell’abete più bello. Ovviamente era stato riluttante ad accompagnarla, lui non era come Kaori che adorava quel periodo dell’anno, per lui era un giorno di Dicembre come gli altri e la cosa peggiore in tutto quello era che le più belle “miss mokkori” indossavano ampi cappotti, con sciarpe e berretti e perciò non poteva nemmeno rifarsi gli occhi.
Sì, semplicemente detestava quel periodo dell’anno, ma per Kaori avevo deciso di fare uno sforzo dato che, contrariamente a lui, era il suo periodo preferito.

L’alba di un nuovo anno si profilava all’orizzonte con la speranza segreta che potesse essere quello buono. Sì, un anno diverso, dal punto di vista sentimentale e amoroso, un anno diverso per il lavoro, un anno con più clienti e quindi con più soldi e meno problemi finanziari, dunque meno chiamate incessanti da parte della banca.

Kaori si rese conto che effettivamente tutta la sua vita era una sorta di circolo vizioso che ruotava attorno a RYO. Lui era il suo centro gravitazionale e siccome non poteva vivere senza di lui, si adattava a tutte le sue piccole imperfezioni che qualche volta le rendevano la vita davvero faticosa.

Ma ora tutto quello che più contava, era l’acquisto di quel magnifico abete.
Ryo si era immediatamente diretto verso quelli più piccoli, ma Kaori ne voleva uno grande come quando era bambina.
Adocchiò un albero immenso che Ryo fece una fatica da cani a portare fin casa. Kaori cercò anche di aiutarlo, ma ogni volta che si avvicinava a lui o all’albero Ryo brontolava, perciò lo seguì a buona distanza con un bellissimo sorriso sulle labbra e glielo fece sistemare vicino alla finestra.

- Ecco qua, sei contenta?! – le chiese reggendo l’albero nel punto esatto in cui lei lo voleva. – Madame è soddisfatta!? –

- Molto soddisfatta! – gli rispose lei unendo le mani e portandosele contro il cuore, immergendo lo sguardo nel suo.

Anche se Ryo faceva il difficile e si lamentava di dover sempre fare tutto lui, dentro di sé gioiva dell’allegria di Kaori, perché influenzava anche lui.
Se lei era felice, allora non poteva che esserlo anche lui ed era innegabile che in quell’istante lei fosse realmente entusiasta e la dimostrazione era quel magnifico sorriso che illuminava il suo dolce e bel viso.

Una volta posizionato l’albero, Ryo crollò sul divano a peso morto.

- Non mi aiuti ad addobbarlo? – gli chiese Kaori, sorpresa di vederlo raggiungere il divano e gettandogli addosso una ghirlanda che gli arrivò dritta in faccia, nascondendogli le divine “miss mokkori” che si trovavano sulla carta lucida dei suoi giornaletti preferiti.

Sorpreso, si alzò con la ghirlanda che sembrava una corona sulla sua testa e, vedendolo, Kaori scoppiò a ridere e la sua risata cristallina riempì tutta la stanza. Adorava vederla così.

- Non ne ho voglia! – fece con aria imbronciata togliendosi la ghirlanda. – Gli addobbi sono un lavoro da donne, non da uomini! -

- Piantala di fare il macho e vieni ad aiutarmi... è divertente! –

Più di ogni altra cosa, Kaori desiderava creare dei ricordi con il suo socio come quelli che conservava nella memoria con suo fratello e che ancora oggi custodiva con cura.

- Non vedo cosa ci sia di divertente a decorare un albero. Se magari gli addobbi fossero delle miss mokkori nude – e dicendo quello assunse un’espressione idiota, quasi perversa – direi di sì, ma questo... – fece posando il giornaletto ed abbandonando il divano per ridarle la sua ghirlanda - .... Che cos’è questa? – chiese con disprezzo sollevandosi e prendendo una pallina tra le mani.

- Delle palline a forma di babbo natale, perché? -

- Sono troppo brutte! Perché non fanno la stessa cosa, ma con delle belle "miss mokkori" vestite da Mamma Natale? -

- Perché con te tutto deve sempre girare attorno al mokkori? – gli disse lei con aria abbattuta.

- Ma perché è questo che mi fa andare avanti, tesoro mio, ed è questo che fa girare il mondo! -

Lui le lanciò la pallina, che lei afferrò in extremis, e riguadagnò il divano.

- Unicamente nel tuo mondo da pervertito! -

- Ti lascio ai tuoi giochetti da bambina e torno alle mie occupazioni da uomo! -

Riprese il giornaletto tra le mani e cominciò a sfogliare le pagine una ad una sfoggiando una faccia da maniaco.
Vedendolo così Kaori sentì la voglia di tirargli un martellone bello grosso, ma non fece nulla. Nonostante non avesse avuto alcuna voglia di andare a prendere l’abete, l’aveva comunque accompagnata ed era stato lui che si era incaricato di portarlo a casa e per questo l’avrebbe lasciato in pace.
Continuò a decorare l’albero gettandogli di tanto in tanto delle occhiate discrete. Non le mancava ancora molto.
Quell’anno aveva avuto il tempo di confezionare delle piccole decorazioni con la faccia di Ryo e altre di lei che brandiva un martellone. Appendendole non poté fare a meno di ridacchiare, cosa che attirò lo sguardo di Ryo. Aveva quasi finito, le rimaneva solo la stella in cima all’albero. Montò sulla scala, ma nonostante tutto era ancora troppo bassa. Si mise allora sulla punta dei piedi.

Quando Ryo la vide in quella posizione deglutì. Indossava dei pantaloni aderenti neri con una specie di poncio a forma di trapezio bianco e siccome si stava allungando al massimo per raggiungere il suo obiettivo, quest’ultimo era pericolosamente salito.
Ryo allora si alzò subito in piedi, nel suo cervello era germogliata un’idea che permetteva di avere una migliore visuale del suo reggiseno che poteva quasi già vedere.
In punta dei piedi, si avvicinò fino ad essere quasi sotto la scaletta e allungò la testa di lato per infilarsi tra le gambe della scaletta. La visuale che aveva da lì, gli diede l’accesso al Santo Graal. Poteva vedere il reggiseno rosa in pizzo con dei piccoli intrecci di Kaori.
La donna non sospettava nemmeno della presenza del suo socio ai suoi piedi. Stava facendo una fatica pazzesca a raggiungere la cima e non riuscendoci si decise a chiedere l’aiuto del suo socio.

- Ryooooooooo! Puoi aiutarmi? Sono..... troppo bassa! - esclamò frustata di essere così vicina al suo scopo, ma allo stesso tempo così lontana.

La voce del suo angelo distrasse Ryo dai suoi dolci pensieri lussuriosi.
Spaventato dall’idea che lei potesse beccarlo sotto la scala a sbirciarle il seno, Ryo andò nel panico.
Volendo estrarsi al più presto da sotto la scala, la sua gamba inciampò su un piede di quest’ultima facendola ondeggiare. Kaori, che si trovava sulla punta dei piedi in una posizione delle meno stabili, si sentì vacillare. Perse l’equilibrio, cercò di aggrapparsi a qualcosa per non cadere, ma non c’era nulla a cui potesse farlo. C’era l’albero, certo, ma rischiava di trascinarlo con sé nella sua caduta e farsi ancora più male.
Terrorizzata, lanciò la stella in un ultimo tentativo disperato perché raggiungesse il suo posto mentre si sentiva cadere.

- AAAAAAAAHHH!!!! – urlò chiudendo gli occhi.

Vedendola cadere di lato Ryo reagì immediatamente mentre il suo cuore perdeva un battito.
Passò sotto la scala e la accolse tra le sue braccia, tuttavia furono proiettati al suolo sotto la violenza dell’impatto della presa ed entrambi terminarono la loro corsa sul pavimento. Kaori aveva gli occhi chiusi e lui la teneva fermamente tra le braccia... c’era mancato poco. Mezzo secondo in più ed i suoi riflessi non sarebbero stati così pronti e di sicuro Kaori in quell’istante sarebbe incosciente al suolo e certamente ferita. Solo pensare a quello che sarebbe potuto succedere se lei fosse caduta da quell’altezza, Ryo sentì il sangue gelarsi nelle vene.
Rimasero cosi distesi sul pavimento nel più grande silenzio dei lunghi secondi come se il tempo si fosse fermato.

- Appena in tempo. – si disse, realizzando che teneva tra le mani il suo fardello più prezioso. Sentiva ancora l’adrenalina scorrergli nelle vene e allora si stese di nuovo per far diminuire la pressione e sospirò di sollievo.

Stranamente Kaori non sentiva alcun dolore, al contrario, stava meravigliosamente bene, mentre intorno a lei alleggiava il dolce profumo del suo socio.

- Strano! – si disse Kaori a voce alta – da quando il pavimento è così morbido... – si lasciò sfuggire, tastando il corpo del suo socio.

- Non è il pavimento, sciocca, è il mio corpo!... E poi alzati che mi schiacci! – le disse con difficoltà.

Al suono della voce del suo socio, Kaori sorpresa aprì gli occhi. L’aveva presa e ancora una volta le aveva appena salvato la vita.
Immergendo lo sguardo in quello dell’uomo, gli sorrise. Poteva fare il pagliaccio e dire un sacco di stupidaggini, ma ciò non toglieva che era sempre lì per lei.

Se fosse stata a conoscenza della posizione nella quale si trovava e soprattutto dello stato della sua maglia non gli avrebbe sorriso a quel modo.

Infatti, Ryo era disteso completamente al suolo, e aveva preso appoggio sui gomiti mentre Kaori si trovava a cavalcioni su di lui con le mani appiattite sul suo petto. Le aveva fatto riparo con il suo corpo perché non si facesse male e le aveva protetto la testa con le mani stringendola contro di lui. Perciò, prima che si rialzasse, lei si trovava tutta contro di lui ben stretta al suo ampio petto. Era stato solo al suono della sua voce che si era rialzata ed aveva aperto gli occhi.

Neppure Ryo aveva fatto attenzione al poncho di Kaori che era rimasto impigliato al gancio sul lato della scala e che l’aveva strappato interamente da cima a fondo. Era stato così spaventato nel vederla vacillare di lato che si era sentito restringere il cuore nel petto. Aveva avuto paura, realmente paura, e questo aveva spazzato via tutto il resto.

Dunque Kaori si trovava sempre su Ryo e gli sorrideva soddisfatta per aver finalmente raggiunto il suo scopo da sola senza l’aiuto del suo socio, ma soprattutto aveva un sorriso pieno di tenerezza rivolto unicamente a Ryo per averla salvata. Troppo felice, non si soffermò nemmeno sulla frase meschina del suo socio riguardo al suo peso.

Ryo cercò di nuovo di lanciarle una battuta sul suo peso, data la posizione, anche se era delle più piacevoli, perché sapeva che non avrebbe tardato ad attirare le ire della sua socia poiché il suo migliore amico cominciava a risvegliarsi.
Già, quest’ultimo trovava quell’improvvisa promiscuità molto allettante e ci teneva a farglielo sapere.
Ryo stava dunque per aprir bocca per far uscire una stupidaggine quando il suo sguardo si bloccò sul busto della sua socia che metteva in mostra la sua pelle bianca e lattea. Spalancò gli occhi e si rese conto di quello che stava succedendo. Kaori era seduta a cavalcioni su di lui mezza nuda. Da lì, aveva una vista impareggiabile sul suo superbo reggiseno rosa in pizzo che gli mostrava il profilo di un seno opulento e divinamente ben disegnato.
Era più che turbato dalla posizione della sua socia, ma soprattutto lo era per il fatto di averla di fronte a lui in reggiseno. Poteva sentire gli effluvi del suo profumo solleticargli le narici mentre la sua pelle cosi lattea lo stregava, sembrava chiamarlo.
Le mani cominciarono a prudergli, da lì a poco sarebbe stato incapace di controllarle. Cominciava ad essere nervoso, non voleva che Kaori lo vedesse così, almeno non quando era lei la causa.

- Scusami Ryo, non ti sei fatto male, vero? – gli chiese inquieta con voce dolce - .... Grazie. –

Alcuna risposta, il silenzio assoluto.
Ryo sembrava assente, come sotto shock. Kaori sperava che non avesse sbattuto la testa cercando di afferrarla.

- Ryo...... tutto bene?...... Ryo... Mi senti? – Preoccupata posò una mano contro la guancia del suo socio, cosa che lo elettrizzò.

Nonostante l’insistenza di cui lei dava prova, Ryo sembrava assente.
Tuttavia il suo sguardo era... il suo sguardo era, come dire, brillava di un bagliore che non riconosceva in lui perché non le era mai stato destinato prima di quell’istante. Quel bagliore lei lo conosceva bene, era quello che provocava in lui il desiderio quando c’era una “miss mokkori” nei paraggi.

Perché la stava guardando così? In sei anni, non si era mai permesso neppure mezza occhiata di quel tipo mentre adesso quasi la divorava con lo sguardo? Le sembrava di essere una caramella davanti ad un bambino con la bava agli angoli della bocca.
Guardò allora cosa potesse attirare l’attenzione del suo socio in quel modo. Lentamente portò il suo sguardo su di lei pensando di avere una grossa macchia sulla maglia e in quel momento, con il massimo dell’orrore, si rese conto che questa era strappata, lacerata da cima a fondo, mettendo in mostra il suo seno alla luce del sole, cosa che spiegava lo sguardo quasi perverso del suo socio davanti al suo petto spoglio. Quest’ultimo si stava rifacendo gli occhi gratuitamente a sue spese!

Come aveva fatto a ridurlo in quello stato?
Rendendosi conto della posizione tendenziosa nella quale si trovava, arrossì violentemente richiudendo i lembi di quello che restava del suo poncho e lanciando un urlo pazzesco, si lasciò cadere leggermente all’indietro.
In quel preciso istante, infatti, si era seduta completamente contro il bacino di Ryo che aveva reagito in un lampo. Lo sfioramento del sedere di Kaori contro il suo bacino aveva avuto ragione sul suo autocontrollo, e perciò sentendo il vigore della sua anatomia contro di lei, aveva lanciato uno strillo facendo marcia indietro con sollecitudine.

- Aaaaaaaahhhhhhh, razza di maniaco pervertito!!!! – gli urlò folle di rabbia perché si era permesso di adocchiarla come se fosse stata una di quelle ragazze dei suoi giornaletti e allo stesso tempo anche rossa di vergogna per aver potuto sentire il suo mokkori contro di lei.
Materializzò un martello e lo fece volare fino all’altro lato del salotto.

Ryo si spiaccicò come una crèpe contro il muro e scivolò fino ad atterrare nuovamente al suolo.

- E’ cofi che fi ringrafi? (E’ così che mi ringrazi?)

- Così impari a guardarmi in quel modo! – gli disse rialzandosi e dirigendosi verso le scale.

- Io non ti guardavo, non ti ho mai guardata in sei anni, perché dovrei cominciare adesso??!! – replicò Ryo alzandosi e rimettendosi apposta le vertebre.

Kaori non ci era andata leggera. Lui l’aveva salvata da una caduta pericolosa e lei cosa faceva per ringraziarlo?... lo incastrava sotto un martello!

Era colpa sua se il suo poncho si era strappato?

Era colpa sua se il suo seno si era ritrovato all’aria?

Era colpa sua se lei si era ritrovata a cavalcioni su di lui?

Era colpa sua se aveva accidentalmente strofinato il suo bacino contro quello dell’uomo, risvegliando cosi il suo amico più fedele che ovviamente aveva voluto farle una sorpresina?

NO, NO e ancora NO.

Ma sul serio, c’erano dei giorni in cui essere disponibili era ancora più pericoloso che essere un pervertito.

- Ah, no?! E cosa stavi facendo allora se non mi guardavi? – gli chiese lei sfidandolo con lo sguardo mentre le sue mani cercavano di nascondere quello che poteva essere nascosto del suo seno.

- Kaori, io sono un uomo prima di tutto... quando vediamo un seno scoperto, generoso o no, lo guardiamo, è nei nostri geni. -

- Cosa stai insinuando?... Cosa dovrei capire? – gli chiese lei serrando i denti.

Era arrabbiata e Ryo lo percepì dal suo tono di voce e dal suo respiro calmo che dimostrava che si tratteneva per non esplodere.

- Ma niente, Kaori… niente di che! – le disse sorridendole, più che felice del turbamento che aveva fatto nascere in lei.
Qualche parte di lui era felice di aver ricevuto quel martello. Era talmente tanto tempo che lei non gliene tirava uno. C’era da dire però che da qualche tempo era veramente gentile con lei e si comportava bene, e questo spiegava l’assenza di crisi isteriche da parte della sua socia.

Kaori raggiunse la sua camera stringendosi le braccia al petto. Chiuse la porta della sua camera e si lasciò scivolare contro questa per ritrovarsi seduta per terra. Le gambe le tremavano ancora.
Ripensando a quello che era appena successo ed alla sua posizione sopra Ryo arrossì violentemente portandosi le mani alle guancie per calmare l’eccitazione nascente.

- Mio Dio, si è eccitato! – sussurrò con un filo di voce totalmente sbalordita da quanto faceva fatica a crederci.

Lei gli aveva fatto effetto, o almeno il suo seno. Questa constatazione l’aveva completamente scombussolata.
Ryo si era mokkorizato da solo, alla vista del suo seno, aveva sentito l’effetto del mokkori. Non riusciva a crederci.
Si sentiva strana, ma stranamente bene perché era felice, lo aveva eccitato nonostante lui affermasse sempre il contrario.
Le sembrava talmente inimmaginabile, irreale, quasi un sogno, che forse allora... ????????? Non voleva neanche pensarci talmente camminava sulle nuvole.

Felice di questa constatazione, si alzò e si piazzò davanti allo specchio per guardarsi.
Il rossore del suo viso le fece abbassare gli occhi verso il suo petto. Si gettò sul letto tutta eccitata e nascose la testa sotto il cuscino ridacchiando, come avrebbe fatto una liceale dopo aver ricevuto il suo primo bacio una volta sola nella sua camera ricordando quell’istante magico.

Ryo, che aveva avuto improvvisamente caldo sentendo Kaori seduta su di lui, non riusciva più a controllarsi.
Sì, aveva sentito come un fuoco ardente nascere in lui al contatto del corpo di Kaori sul suo. Aveva sognato talmente tante volte quella scena, Kaori nuda su di lui che, anche se lui era completamente vestito e lei mezza nuda, quello l’aveva consumato molto più che nei suoi sogni.
Era vero, vedere il suo angelo a seno scoperto, seduta a cavalcioni su di lui, aveva risvegliato la sua immaginazione, ma soprattutto nella sua testa aveva cominciato a farsi un filmino malizioso. Risultato: il suo migliore amico aveva fatto una piccola apparizione e lui sperava solo che Kaori non se ne fosse accorta.
Aveva bisogno di una bella doccia gelata. Solo una doccia fredda era in grado di calmare i suoi ardori e fermare la proiezione privata di quel film intimista, quasi erotico nella sua testa.
Passando davanti alla camera di Kaori, però, la sentì ridacchiare.

- Kaori tutto bene? -

Sorpresa di sentire la sua voce si alzò bruscamente, troppo bruscamente dato che rotolò giù dal letto cadendo a terra.

- Ahi!!! – esclamò rialzandosi.

Preoccupato, Ryo afferrò la maniglia, pronto ad aprire. Lo sguardo di Kaori si posò allora sul pomello che il suo socio stava girando.

- Non entrare, non sono vestita! – urlò nel panico che la trovasse così tutta sottosopra, il viso cremisi mentre del vapore le usciva da tutto il corpo. Era veramente sotto pressione.

- Ti ho sentita urlare! -

- Non è niente, adoravo questa maglia, è per questo. -

- Te ne comprerò un’altra, l’importante è che tu non abbia niente! -

A quel punto, Kaori si raddrizzò completamente. Aveva appena sentito che Ryo si era proposto di compragliene un’altra?

A quel punto, Ryo realizzò di essersi scoperto un po’ troppo. Cosa gli era preso di dirle una cosa del genere! In sei anni non le aveva mai comperato niente e adesso???????? Si affrettò a raggiungere il bagno. Aveva veramente bisogno di una doccia fredda per rimettere apposto le idee e soprattutto fermare quel film che girava in tondo nella sua testa, ancora e ancora. Continuava a vedere Kaori in posizioni sempre più audaci, che indossava della biancheria sempre più stuzzicante, e questo metteva a dura prova la sua resistenza.

Kaori si era precipitata verso la porta, che aveva aperto per fronteggiare il suo socio, ma il corridoio era vuoto. Fu allora che sentì il rumore del getto della doccia. Un po’ delusa, ma comunque felice da quell’inizio delle feste, si cambiò e andò a terminare le decorazioni dell’appartamento affinché fosse tutto impeccabile per la sera della vigilia.

Di ritorno in salotto, sistemò la scala e si diresse verso la cucina per preparare dei piccoli dolcetti. Desiderava veramente che tutto fosse perfetto, voleva che quel Natale con Ryo fosse il segno annunciatore di una nuova vita per loro, ma questa volta realmente a due.

Un quarto d’ora più tardi, Ryo riapparse in salotto.
Poteva sentire la presenza della sua socia nella cucina. Decise allora di recarcisi con il sorriso alle labbra.
Passò davanti all’albero e il suo sguardo si fermò sulle decorazioni in pasta di vetro. Alla vista del suo viso, gli occhi gli uscirono dalle orbite. Aveva osato... Kaori aveva osato... Ryo iniziò a fulminare... l’aveva premeditato! Adesso capiva a cosa erano dovuti gli sghignazzi di Kaori.
Strappò allora la decorazione con un gesto brusco, assicurandosi che non c’è ne fossero altre, poi con passo pesante si diresse verso la cucina per dirne quattro a colei che gli faceva da socia e che aveva osato oltraggiare la sua persona e la sua dignità relegandolo in forma, in forma di......... non trovava nemmeno le parole!!!


     


                     





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