FanFiction Dragon Ball | SEMPLICEMENTE... BULMA E VEGETA di JUNKO87 | FanFiction Zone

 

  SEMPLICEMENTE... BULMA E VEGETA

         

 

  

  

  

  

SEMPLICEMENTE... BULMA E VEGETA ●●●●● (Letta 30187 volte)

di JUNKO87 

28 capitoli (in corso) - 61 commenti - 16 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaDragon Ball

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Lo so, lo so... di fan fic su come è nata la storia d'amore tra Bulma e Vegeta (a mio parere una delle più interessanti dell'universo degli anime) ne sono state scritte a centinaia... ma io vorrei cmq condividere con tutti voi la mia personale visione del...


  

CAPITOLO 1: Vite Parallele

Bulma si svegliò di soprassalto. Un tremendo temporale estivo infuriava fuori dalla finestra della sua camera. Di tanto in tanto, i lampi illuminavano il suo letto, e lei sapeva che non sarebbe riuscita a prendere sonno. Fissò il soffitto. Un senso di inquietudine la attanagliava.
Qualche settimana prima, la Terra aveva rischiato di nuovo grosso con il ritorno di Freezer e, se quello strano ragazzo del futuro non fosse intervenuto, probabilmente lei non sarebbe stata nemmeno li a rigirarsi nel suo comodo letto. Il pensiero le fece venire i brividi.
'Già...chissà chi era... aveva solo 17 anni... dove sarà ora? E poi, a che scopo fare un viaggio così pericoloso nel tempo per aiutarci? Sono convinta che quell'adorabile ragazzino abbia qualcosa a che fare con tutti noi, ma non riesco a capire cosa....' pensò Bulma, mentre cercava di trovare una posizione comoda, che le permettesse di riaddormentarsi.

D'un tratto, sentì bussare alla porta della sua stanza.
Si alzò controvoglia per aprire.
“Heilà, come va?” disse Yamcha, con la sua voce squillante.
Bulma era esterrefatta! Erano le due di notte e quel tipo osava disturbarla.
Si era stabilito anche lui alla Capsule Corporation dopo l'incontro con il giovane del futuro, e seguiva un allenamento tutto suo.
“Senti Yamcha, spero che tu abbia qualcosa di serio da dirmi per avermi svegliata nel cuore della notte!” gli urlò contro la ragazza. Lui la fissò per un instante e si fece stranamente serio:
“Posso entrare?”.
Con uno sbadiglio, Bulma accese la luce, fece entrare Yamcha e andò a sedersi sul letto.
Il ragazzo chiuse la porta e la guardò.
Bulma indossava una camicia da notte estiva, molto corta, di raso.
I capelli, che aveva fatto tornare lisci come un tempo, erano tutti scompigliati e lei si stropicciava pigramente gli occhi. Era davvero bellissima.
“Allora, si può sapere che vuoi?” l'incanto, in cui lui si stava crogiolando, si ruppe sentendo Bulma lamentarsi con i suoi modi poco delicati.
Yamcha si sedette accanto a lei sul letto e iniziò a parlare, senza guardarla negli occhi:
“Sai Bulma, è da settimane che penso a quello che Goku ci ha detto...”
“Cavolo, ancora con questa storia del bambino!” disse Bulma, interrompendo il fidanzato.
“Te l'ho già detto un mucchio di volte, Yamcha! Non so per quale motivo Goku abbia fatto riferimento ad una mia presunta maternità, ma ti assicuro che non ho la minima intenzione di avere un figlio in questo momento!” sbraitò Bulma, alzandosi dal letto e dando le spalle a Yamcha, che rispose:
“Senti, non dico che voglio avere un figlio subito, ma almeno dovremmo tentare di...”
“Ha...ora capisco tutto!Dunque ti sei intrufolato in camera mia per questo...” disse Bulma ironicamente.
“Stammi a sentire almeno!” disse Yamcha, che stava iniziando ad alterarsi.
“Ti pare normale che dopo NOVE anni, e dico, NOVE anni che stiamo insieme, ancora tu non voglia venire a letto con me?! Ho una mia dignità di uomo, accidenti a te! Se gli altri lo sapessero, mi prenderebbero per pazzo!” disse tutto d'un fiato.
'In effetti no, forse non è normale' pensò Bulma tra sé, fissando fuori dalla finestra.
Sapeva che il suo interlocutore si aspettava una risposta. Ma la verità era che non sapeva cosa dire.

Nei giorni precedenti era stato un vero incubo. Yamcha distribuiva il suo tempo tra allenamenti e azioni persecutorie nei confronti di Bulma.
Le parole dette da Goku, dopo la conversazione con il misterioso ragazzo del futuro, (“mi raccomando Bulma, partorisci un bel bambino!!”), avevano indotto Yamcha a pretendere da Bulma ciò che lei era sempre riuscita ad evitare. Non faceva che saltarle addosso in continuazione, sperando che prima o poi lei gli si concedesse completamente.
Bulma, che in un primo momento si era trovata spaesata davanti a tanta passione, aveva pensato di rivedere le sue priorità. In fondo, pensava anche lei che forse era arrivato il momento di lasciarsi andare con il suo uomo.

Il sesso era sempre stato un grosso punto interrogativo per lei.
Quando lei e Yamcha si erano messi insieme, era solo una ragazzina e un bacio sulla guancia rappresentava il massimo del romanticismo. Poi, col tempo, erano venuti i primi baci adulti, le carezze, i momenti di passione.
Ma quando Yamcha la toccava, insinuandosi sotto i vestiti, o tentava di spogliarla, Bulma sentiva un peso enorme invaderle la mente e il cuore.
Spesso quel contatto la infastidiva, ma lei non aveva mai confessato quei sentimenti al suo fidanzato.
'Ormai sono una donna, e Yamcha ha perfettamente ragione a volere questo da me!' pensava tra sé e sé, cercando di negare a sé stessa che non sarebbe mai riuscita a fare l'amore con lui.
Dai racconti delle sue amiche e dalle ricerche che aveva fatto di nascosto, risultava che il sesso doveva essere qualcosa di unico, di speciale, di eccitante... qualcosa di molto piacevole, che univa un uomo e una donna in modo profondo.
Allora, perché lei provava solo angoscia ogni volta che Yamcha la toccava?
Aveva 25 anni, ma si rendeva conto che quelli erano pensieri da adolescente.
Cosa avrebbero pensato tutti i suoi amici nel venire a conoscenza di quei dettagli della sua vita? Proprio lei, che appariva sempre così sicura di sé... ma la verità era che non le importava.
Non le importava di essere ancora vergine, perché dentro di sé sentiva che era la cosa giusta.
“Mi dispiace Yamcha” disse ad un tratto, sentendo la sua voce emergere dai suoi pensieri.
Si voltò e guardò la faccia sconvolta del ragazzo.
“Che significa mi dispiace? È tutto quello che hai da dire?” rispose.
“Senti forse... forse sono io che ho qualcosa che non va...forse non sono ancora pronta per il sesso...”
“Ma ormai siamo adulti Bulma!” disse Yamcha “sento questo discorso da quando avevamo 16 anni...mi sono stufato! Che cosa c'è che non va? Tutte le donne di questo mondo prima o poi fanno sesso, e non è morto nessuno per questo! Dovresti solo lasciarti un po' più andare, essere meno tesa... vedrai che poi le cose verranno da sé...”. Yamcha si avvicinò a lei, le accarezzò il viso e la baciò dolcemente. Lei ricambiò il bacio ma non mosse un muscolo, nemmeno per abbracciarlo.
Lui allora approfittò del momento e fece scivolare la camicetta da notte dalle spalle di lei, lasciandola con le sole mutandine addosso.
Bulma non se la sentiva proprio di ferirlo, ma non era preparata ad un nuovo assalto notturno e non aveva escogitato nessuna scusa per fermarlo.
Qualcosa tipo “Aspetta, arrivano i miei!”, oppure “ho il ciclo”, o ancora “il mio oroscopo oggi dice che devo starti lontano”...
Quante assurdità si era sempre inventata! Bulma sapeva che tutti quelle bugie erano solo un rimandare il problema. Si era sempre vantata di essere una persona sincera e schietta, e invece si trovava mezza nuda e avvinghiata ad un ragazzo che avrebbe solo voluto cacciare via dalla sua stanza.
'Basta Bulma! Ormai non puoi più tornare indietro... no aspetta...potrei dirgli che ho letto un articolo secondo cui la prima volta è meglio farlo in bagno, così potrei farlo uscire dalla porta e chiudermi dentro a chiav... ma no, che vado a pensare! Su, basta con gli stratagemmi! Concentrati... concentrati su di lui... humm...ora che sta facendo questo idiota? Non vorrà già levarmi gli slip? No, non ancora... ha...cavolo...perché mi deve toccare così? Che fastidio... vorrei morire... accidenti... questa fase dei preliminari la conosco bene, perché non abbiamo fatto altro in questi anni...
ma dovrebbe piacermi, PERCHE' NON MI PIACE??!!! Ho letto che baciarsi e toccarsi dovrebbe farmi eccitare per favorire poi la penetraz... ha no, no no!!! Non mi piace quando mi tocca in quel modo... eppure a lui sembra piacere... è talmente sicuro di sé... ma dove diavolo avrà imparato?'
Quel pensiero accese una lampadina nella mente di Bulma.
Prese Yamcha per le spalle e lo scaraventò a terra con tutta la forza che aveva. Lui scattò in piedi come un grillo:
“Ma insomma che ti è preso? Stavolta stavamo andando bene!” disse esasperato.
Bulma era impietrita. Si, era vero, Yamcha aveva sempre avuto quell'atteggiamento da provolone con altre ragazze però...
“Parla per te!” rispose Bulma accigliata, coprendosi il seno con il lenzuolo. “A me non piaceva proprio per niente! Dimmi una cosa, 'mister dignità maschile ferita', tu con chi hai fatto pratica per essere così sicuro di te stesso? In fondo, questo chiodo fisso di fare l'amore con me ti è venuto da poco! Prima, non ti sei mai sforzato così tanto per ottenere qualcosa dalla sottoscritta! Come lo spieghi?” disse lei.
“He no! Non cambiare le carte in tavola bella!” disse Yamcha, che si stava ricomponendo. “Io ci ho sempre provato con te, ma se non sbaglio sei stata tu a respingermi in continuazione no?” le rispose imbarazzato.
Quanto gli costava dover dire ad alta voce di essere stato sempre rifiutato e proprio dalla sua ragazza!
Bulma prese la camicia da notte e la indossò. Un gesto che segnava la fine di un altro vano tentativo di approccio.
Yamcha, sempre un po' tardo nel capire cosa frullasse nella mente di Bulma, disse:
“Insomma non capisco il motivo di questo atteggiamento ora!”
Bulma lo fissò, con sguardo risoluto.
“Ora ti farò delle domande e tu dovrai essere sincero, d'accordo?” gli disse. Il ragazzo annuì.
“Mi ami Yamcha?” iniziò lei.
“Ma si... certo...” rispose lui, in un tono così piatto che Bulma intuì da sé cosa si nascondeva dietro quelle parole vuote.
'Non si dovrebbe affermare di amare qualcuno con così poca enfasi' pensò Bulma, e continuò:
“Mi desideri?”
“Si che ti desidero!” disse Yamcha, questa volta senza esitazione.
“Mi hai mai tradita?” disse lei con fermezza.
“Ma...ma... che stai dicendo Bulma?!” disse Yamcha sconcertato.
“Sai io...lo capirei...” continuò Bulma, distogliendo la sguardo e fissando nuovamente fuori dalla finestra. “Con me ti sei negato il piacere fisico, ma non per questo tu non hai bisogno... e poi io sono arrogante, presuntuosa e vanitosa... non sono facile da sopportare e me ne rendo conto... però... però Yamcha, invece di arrivare a tradirmi, avresti potuto comportarti da uomo e lasciarmi, piuttosto che farmi sentire in colpa per le mie mancanze!” disse lei con voce decisa.
Lui prese a fissare il pavimento. 'Come ha fatto a scoprirlo? Da quanto lo sa?' pensò il ragazzo.
“Vuoi davvero sposarmi?” chiese Bulma tutto a un tratto.
Ecco, quello era il colpo di grazia.
“Io... io...” rispose Yamcha balbettando.
“Yamcha , il matrimonio è una cosa seria...possiamo dire che io e te fin'ora ci siamo divertiti e siamo stati bene insieme ma... ora ho bisogno di essere totalmente sincera con te... io non posso più fingere che tra noi possa andare avanti...lo stesso fatto che non riesco a lasciarmi andare con te vorrà pur dire qualcosa! io... io... ti voglio bene, Yamcha, ma non credo più che tu sia la persona giusta per me... dentro di me lo sento da troppo tempo ormai per continuare a stare zitta...”
Guardò Yamcha in silenzio.
Finalmente ci era riuscita! Aveva detto ad alta voce tutto quello che fino a quel momento aveva paura persino a immaginare!

Nonostante la situazione, si sentì orgogliosa di se stessa.


     


                     





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