FanFiction Bleach | Natsumi's Adventure di _Akana_ | FanFiction Zone

 

  Natsumi's Adventure

         

 

  

  

  

  

Natsumi's Adventure ●●●●● (Letta 560 volte)

di _Akana_ 

2 capitoli (conclusa) - 1 commento - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaBleach

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Irruzione alla sesta brigata! 

Cosa succede se tuo padre scopre il tuo segreto? Scopriamo cosa succede a Natsumi Kuchiki quando il suo padre trova una strana foto in camera sua...


  

È arrivato il primo giorno di scuola superiore per Natsumi Kuchiki, cresciuta da sempre all’interno del casato Kuchiki, educata secondo le regole della nobiltà e di suo padre, ora era finalmente libera. Dopo molte ore di discussioni erano arrivati a un compromesso: avrebbe frequentato la scuola che voleva a condizione che rispettasse i canoni d’insegnamento della sua nobile famiglia. Era ora di cominciare a vivere davvero, come aveva detto Rukia la sorella della sua defunta madre. La faceva facile lei che aveva in pratica una vita perfetta: era una shinigami molto apprezzata all’interno della sua unità, aveva degli amici stupendi e un uomo niente male! Nastumi era rimasta ferma davanti al cancello fissando da lontano l’edificio scolastico, non si era tenuta alcuna cerimonia d’apertura quindi non aveva avuto modo di conoscere nessuno e, per sua grande fortuna nessuno sapeva ancora chi era, almeno per ora. Aveva scelto una scuola semplice, non troppo sfarzosa o “da ricconi”, ma che rientrasse negli standard che secondo Byakuya doveva avere una buona scuola. Ovviamente era una scuola per “apprendisti shinigami” e per questo tutti avrebbero indossato l’uniforme che lei riteneva tanto antiquata ma che era obbligata a portare. Un respiro profondo e cominciò a incamminarsi verso l’ingresso stringendo al fianco la sua bellissima Hi-ryū. Le bastarono pochi minuti d’osservazione per imparare a memoria tutte le aule, i corridoi e gli altri luoghi dell’edificio. Al suono della campanella corse entusiasta nella sua aula; a quanto pareva la prima lezione riguardava la disastrosa storia della Soul Society negli ultimi secoli. Nastumi ascoltava con attenzione la storia che aveva sentito centinaia di volte da suo padre, da Rukia o da suo marito Ichigo, dal suo adorato Hanatarou o dal tanto sospirato Renji. Lezione dopo, lezione le ore passarono fino a quando non suonò l’ultima campanella. Uscì da scuola e camminò tranquillamente tra le strade del Seretei, quando era sola, tutti la salutavano normalmente come le piaceva fosse fatto; arrivata davanti casa, si sistemò gli abiti e si sistemò il Keinseikan tra i capelli. Questo gesto di prevenzione era diventato un’abitudine ora mai. Quando usciva di casa sola non voleva sentirsi superiore agli altri per questo toglieva la maggior parte delle cose che simboleggiavano la sua nobiltà ma, appena rientrava a casa era costretta a re indossare quell’accessorio che non le piaceva affatto se non voleva subirsi altre due ore di ramanzine del padre. “Logorroico” ecco come lo definiva; in pubblico ostentava quasi a parlare ma in casa era di tutt’altro avviso.

Quel giorno avrebbe potuto anche non farlo, suo padre era impegnato alla sede della sesta brigata, non avrebbe fatto ritorno prima di cena. Con un sospiro di sollievo fece il suo ingresso nella grande casa, dove gli unici ad aspettarla erano i domestici…

- Bentornata a casa Ojo-sama –

- Kotomi-san quante volte ti ho detto di chiamarmi semplicemente Natsumi quando BakaTo-san non c’è? –

- Ojo-sama vi chiamerò per nome solo quando porterete un po’ di rispetto per vostro padre –

- Va bene, va bene. Allora, poiché To-sama non è in casa che ne dici di chiamarmi

- semplicemente per nome? –

- Certamente, Natsumi-sama –

- Sempre meglio di niente… -

Sorrise e si diresse verso la propria camera. Era molto ampia e ben illuminata perfetta per leggere. Sostituita l’uniforme con uno yukata nero decorato da vari disegni si mise a sedere sul tatami. Di fianco a lei c’era il suo libro preferito che rileggeva di tanto in tanto senza stancarsi mai. A segnare la sua parte preferita c’era una foto molto speciale che le era costata ore di appostamenti fuori dai bagni maschili della sesta brigata. Lo prese tra le mani e con un gesto automatico cercò il suo tanto speciale segnalibro che…era sparito! Nastumi rimase pietrificata. Se qualcuno avesse trovato quella foto sarebbe stata una ragazza morta, di più se fosse stato suo padre a trovarla! Disperata mise a soqquadro tutta la stanza ma niente. Passò al setaccio ogni angolo della casa ma niente. Per un secondo si fermò a pensare: i domestici non si sarebbero mai permessi di frugare tra la sua roba quindi non potevano averla loro, Rukia-neesan le avrebbe fatto il terzo grado per saperne di più, anche Ichigo avrebbe fatto lo stesso. L’unica terrificante possibilità era che fosse stato davvero il suo logorroico padre a trovarla! Molto preoccupata cercò la governante per chiedere informazioni.

- Kotomi-san! Ho bisogno di te! –

- Mi dica Ojo-sama! –

L’aveva chiamata ancora così, ma non era quello il momento di puntualizzare c’era in ballo la sua vita e la carriera di qualcun altro!

- Per caso questa mattina To-sama sembrava più arrabbiato con il mondo del solito quando è uscito? –

- Bhe, in effetti, Byakuya-sama sembrava leggermente irritato e continuava a farfugliare qualcosa…mi pare che centrasse anche Renji-san…probabilmente era una questione di lavoro… -.

- Oddio! Sono morta! Io esco un attimo, Ciao! –

Kotomi-san rimase confusa nel vedere la ragazzina in yukata correre fuori dalla casa come una furia. Stava per urlare di cambiarsi con qualcosa di appropriato prima di uscire ma Natsumi era già corsa fuori di casa con quell’abito stravagante, calzando i geta e con il Keinseikan ancora nei capelli.

Ci mise qualche minuto prima di raggiungere la sede della sesta brigata, non aveva un pessimo senso dell’orientamento come la sua amica Yachiru, ma lo yukata le impediva di saltare liberamente da un tetto all’altro obbligandola a correre, cosa che odiava fare. Quando finalmente arrivò davanti al portone, l’ansia aveva lasciato il posto alla rabbia: va bene che era suo padre ma che si fosse permesso di frugare tra le sue cose non le andava per niente! Prima ancora che le guardie potessero riconoscerla e farla entrare, Natsumi sfondò il grande porticato e si fece strada tra i detriti verso l’interno. Nell’esatto momento in cui distrusse la porta, scattò l’allarme e tutti cominciarono a cercarla. Intanto la furia in kimono percorreva a grande velocità ogni corridoio di quel posto alla ricerca si suo padre.

- BakaTo-san vieni fuori! Immediatamente! –

Urlò la ragazzina furiosa. Quando gli shinigami al suo inseguimento la sentirono pronunciare quelle parole si fermarono di colpo: era la figlia di Byakuya-sama, il loro capitano, non avrebbero potuto torcerle un solo capello. Intanto nell’ufficio del capitano Renji si stava sorbendo da tre ore ormai una ramanzina senza valore a proposito di una foto che aveva trovato in camera di sua figlia. Spazientito dalla stupidità del suo tenente Byakuya fece per estrarre la foto che ritraeva Renji mezzo nudo, con i capelli sciolti e intento a spogliarsi del tutto. L’angolazione era perfetta e sembrava che lui si fosse messo in posa per farsi fotografare, per questo Natsumi ne andava tanto fiera. Nel momento in cui la tirò fuori dal kimono, la porta si aprì violentemente e Natsumi fece il suo ingesso. Era talmente furiosa che i suoi occhi verdi erano diventati coler del fuoco così come la sua reiastu che andava aumentando.

- Natsumi cosa ci fai qui? –

- Prova a indovinare BakaTo-san! –

- Sei qui per questa? –

Trafiggendo la figlia con lo sguardo sventolò la foto con nonchalance.

- Scemo! Non sventolarla così! –

Con uno scatto improvviso Natsumi si riprese la foto e la nascose dentro il suo yukata. I presenti rimasero a bocca aperta, tranne Byakuya ovviamente, era stato lui a insegnare lo Shunpo alla figlia. Con un altro salto si portò sopra il tavolino e cominciò a scrollare il padre.

- Adesso spiegami perché diavolo hai frugato tra le mie cose? Eh? –

- Bhe un padre ha il diritto di sapere se la figlia ha i giusti interessi e… -.

- Cazzate! Sei solo fastidiosamente invadente! –

- E quella foto? Non credi che Renji abbia il diritto di sapere che tu… -

- Chiudi quella fogna!!!!! Non ti azzardare a fare parola di quello che hai visto in quella foto ok? –

- Nemmeno a Rukia? Non credi che dovrebbe saperlo? –

- Non ci provare! Se Ichigo viene a saperlo mi tormenterà fino alla fine! –

- Come la mettiamo allora? O lo dico a Renji o a Rukia e Ichigo… -

- Fai come ti pare…l’importante e che non lo dici a lui…intesi? –

- Certo, certo…ora potresti mollare la presa? Mi stai sgualcendo il kimono. –

- Uhm. Vedi di mantenere la tua promessa BakaTo-san o la pagherai cara. –

- Va bene, ora, però va a casa. –

- Ti tengo d’occhio BakaTo-san…e fossi in te, terrei d’occhio la tua amata collezione di sciarpe di sete…non verrei che casualmente prendessero fuoco…Sayōnara ~.

- Ragazzina impertinente… -

Natsumi lasciò la stanza in parte soddisfatta del compromesso raggiunto mentre tutti quelli che erano rimasti nella stanza non riuscivano a credere ai loro occhi: in fondo nessuno ci avrebbe creduto se non lo avesse visto di persona. Probabilmente quella ragazzina è l’unica persona al mondo che riesce a parlare così a Byakuya-sama; ecco cosa pensarono tutti all’unisono in quella stanza mentre il loro capitano si sistemava il kimono e si rimetteva al lavoro. Byakuya era infastidito dalla presenza di tutte quelle persone nella stanza; con uno sguardo che metteva paura, mise in fuga tutti i presenti.

- Renji…un’ultima cosa -

- Si capitano? –

- Prova a sfiorare mia figlia con un dito ed io ti stacco le braccia, intesi? –

- Eh? –

Altro sguardo pauroso…

- O-ok…come vuole Capitano. -

- Bene è tutto. –

- Certo… -

Si voltò e uscì dalla stanza chiudendosi la porta dietro di se. Era molto confuso, sia Natsumi-chan sia il suo capitano avevano fatto più volte il suo nome nella loro conversazione e adesso quest’ultimo l’aveva praticamente minacciato di morte... Povero Renji, non era mai stato il massimo dell’intelligenza di suo e quella confusione non aiutava il suo cervello a risolvere il mistero. A un certo punto si fermò di colpo in mezzo ad un corridoio e, mentre tutti lo osservavano di punto in bianco, si diede una botta in testa e disse:

- Ma certo, ci sono arrivato! –

Finalmente era riuscito a trovare una soluzione….

- Chiederò direttamente a Natsumi-chan! –

…che era la meno adatta. Ma, finche ne era convinto lui…era ok, suppongo.

Nello stesso momento Natsumi passeggiava tranquillamente per il Seretei. In tutto il tempo che Renji ci aveva messo per trovare una soluzione lei era passata dall’Undicesima Brigata a salutare Yachiru e Ken-chan al quale stava sorprendentemente simpatica, forse perché era l’unica che aveva il coraggio di tenere testa a Byakuya. Quando lasciò il Dojo dell’Undicesima per dirigersi a fare un saluto a Hanatarou trovò un ostacolo sulla sua via. Renji se ne stava li, fermo a fissarla cercando di capire qualcosa. Lei di rimando cercava con lo sguardo una via di fuga, dopo la pubblica discussione con suo padre era l’ultima persona che voleva vedere. Purtroppo l’unico modo per scappare era correre.

“ se solo non indossassi uno yukata, potrei anche riuscire a seminarlo…”.

A ragionamento fatto capì che non vi erano scappatoie, doveva affrontarlo. Il suo cuore cominciò a martellarle nel petto, era talmente forte che pensava le sarebbe uscito . Regnava il silenzio, lui continuava a fissarla senza dire una parola, incerto su come incominciare la discussione; lei, con lo sguardo basso non sentiva altro che il battito frenetico del suo cuore.

- Ehm…ho bisogno di chiederti una cosa… -

- Hei guarda lassù c’è Ichigo che ti fa le smorfie! –

- Dove? –

Natsumi approfittò del momento di stupida distrazione di Renji per darsela a gambe; non aveva alcuna intenzione di iniziare una discussione con lui!

- Fuga~~~ -

- Ehi! Non scappare!! –

Cominciò così un folle inseguimento non solo all’interno del Seretei ma per tutto il Rukongai.

     


                     





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