FanFiction Digimon | Anche se non vuoi, Sora di HikariKanna | FanFiction Zone

 

  Anche se non vuoi, Sora

         

 

  

  

  

  

Anche se non vuoi, Sora   (Letta 650 volte)

di HikariKanna 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaDigimon

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

[...]Takenouchi…Non sarebbe bello essere semplicemente te stessa?[...] Ti guardi la mano, che prima stringeva quella di Yamato. Aveva una stretta forte, sicura. Non ti avrebbe mai lasciato cadere. E invece… ti ha ferito con poche parole, lui. Taichi non


  

“Non ti arrabbieresti tanto,
Senza un buon motivo,
Se non fossi tanto presa come sei…
Anche se non vuoi”


Anche se non vuoi, Sora

“Così, oggi c’è il tuo primo concerto, Yamato?”
Lo chiedi con dolcezza, ricordando quando, mesi prima, lo avevi creduto impossibile.
Che Yamato, quel rude Yamato, quello che non parlava tranne che per rare e preziose perle, potesse addirittura pensare a metter su una band. Anche se dev'essere una cosa di famiglia, suo padre era bassista!
Adesso, è estate, e tu tra poco compierai quattordici anni.
Ti sembra così incredibile che siano passati due anni da quando vi siete conosciuti tutti.
“Be’…”
Sembra sul punto di voler dire qualcosa, ma è come se la sua mente lo scacciasse con forza.
“Sei sempre così vivace, Yamato!”scherza Taichi, steso sul prato, nel campetto dove prima giocavi anche tu.
Ricordi con un sospiro quando è stato un inaspettato intervento di Yamato ad aiutarti, nel dire a Taichi che volevi provare il tennis.
Il biondino sembra arrossire.
Gli sorridi, gli vuoi comunicare “Lascia perdere”.
Taichi è sempre stato così, ma, d’altronde, è il tuo migliore amico anche per questo.
L’amicizia tra te e Yamato è appena sbocciata, è…un po’ diversa.
“Non vedo l’ora di sentirti! Magari, chissà, sei bravo!” dice il moretto in tono canzonatorio.
“Taichi! Lui non ama stare al centro dell’attenzione come te!” lo sgridi. Si vede lontano un miglio che lo sta mettendo in seria difficoltà. Yamato non è abituato a scherzare così tanto, a volte, anzi, è un po’…suscettibile. E’ diventato color peperone; immagini sia davvero spaventato.
Yamato che affronta il pubblico.
Ti scappa un sorriso, anche se non vuoi.
“Lo vedi?! Anche a te viene da ridere!”ti accusa Taichi, alzatosi.
Yamato borbotta un “Piantatela, tutti e due” e s’incammina verso casa. Con quel qualcosa rimasto segreto.

“Sora! Hai finito in quel benedetto bagno?!”
Tua madre bussa per la terza volta.
Solo che, ehm, il mascara messo così ti fa sembrare un panda.
Maledetta Mimi! Perché doveva emigrare e dirti di truccarti, per stasera?
Yamato sembrava restio, al pensiero di stasera.
Pare strano che, dopo così poco tempo, Yamato già riesca ad esibirsi. Dev’essere proprio bravo!
Pensi alle tue lezioni di piano, bellamente finite nel dimenticatoio. Preferivi tirare due calci al pallone, e tua madre ti voleva un tantino più femminile.
Ti sciacqui il viso per l’ennesima volta.
“Finalmente! Si può sapere che stavi combinando, lì dentro?”
Fai spallucce, ma tua madre nota subito lo sporco sull’asciugamano.
“Tesoro”fa comprensiva. “Se proprio ci tieni a truccarti, ti aiuto io. Ma sei così bella anche al naturale, soprattutto ora che, ringraziando il cielo, inizi a comportarti come una ragazzina.”
Alzi gli occhi al cielo.
“Non è vero. Non ho niente da mettere e ho degli orribili capelli corti e…”
La signora Takenouchi ti guarda come se fossi un’altra persona.
“Hai sempre voluto avere i capelli corti. Non ti sei mai curata del tuo guardaroba. Dicevi sempre che ti dovevano giudicare solo dall’interiorità.”
Ti mordi un labbro, correndo in camera.
Lo sai che eri così, li ricordi tutti i battibecchi con tua madre.
È che…è tutto maledettamente diverso, ora.
Non sai neppure quando è iniziato quell’ora, ma ad un certo punto hai voluto mettere un fermaglio nuovo. E da lì, è stato tutto un preoccuparsi del proprio aspetto. Quando prima tornavi piena di graffi.
“Ci tengo al mio aspetto, tutto qui. Da quando in qua è un problema?”
Tua madre ti sorride. Hai come l’impressione che ti dica “Ora, cominci infine a capire le mie insistenze”.
“Allora…Che cosa c’è di così importante stasera?”
“Yamato dovrebbe cantare per la prima volta in pubblico.”
“Yamato è quel ragazzino taciturno che è venuto l’altra volta?”
Sorridi apertamente.
Da aprile, siete compagni di classe. E vi siete ripromessi di diventare amici-o meglio, gli hai strappato la promessa, dopo che ti aveva fatto arrabbiare così tanto!

Un giorno, Taichi era andato a trovare la nonna, ma tu avevi assolutamente bisogno di qualcuno che ti desse i suoi appunti di scienze.
Temevi che Yamato avrebbe detto di no, e invece, s’era mostrato insolitamente disponibile.
In un soffio, ti aveva confidato, mentre tua madre preparava una composizione floreale sul terrazzo, che era stato solo a casa Yagami. Come case di...amici, intendeva. Ti eri sentita deliziata del privilegio di venire appena dopo Taichi, per lui.
“L’avrai trovata un porto di mare.”
“Beh…a casa mia ci siamo solo io e papà. Spesso solo io…Takeru…viene raramente. Mia madre…anche meno.”
Sapevi che era l’argomento che Yamato toccava meno di tutti, se pure non esistevano degli argomenti di cui parlava volentieri.
“Anche qui, in fondo, siamo solo io e mamma. Papà è sempre in giro per lavoro, quindi…ti capisco.”
Quel “ti capisco”sembrava aver sancito la vostra appartenenza a due mondi simili.
Yamato aveva abbassato gli occhi.
“In cos’è che avevi difficoltà?”
Era paziente come insegnante, e chi l’avrebbe pensato?
Ti diceva che amava poche cose nella vita, anche se non esplicitamente. Amava la musica, che gli permetteva di esprimere i suoi sentimenti più nascosti…E il mondo della scienza, perché offriva certezze o, comunque, leggi sperimentate cento volte. Non c’erano cose lasciate al capriccio dei sentimenti…O bianco o nero.
“Sai, in fondo non sono cambiata molto.”
Yamato aveva alzato gli occhi, sorpreso. Non si era ancora abituato alla tua voglia di raccontarti e di ascoltare quel poco che lui voleva dire.
Tuttavia, non aveva detto niente, come suo solito.
“Giocavo a calcio per Taichi…”
Yamato aveva abbassato nuovamente lo sguardo, divenuto assente.
“…E ora gioco a tennis per mia madre.” avevi sussurrato a bassa voce.” È stata lei a darmi i rudimenti. Ma in fondo…è un gioco più femminile, suppongo. E il fascino che esercitava su di me Taichi all’epoca…”
Ti eri fermata, incerta. Lo sguardo di Yamato era davvero di ghiaccio.
“…Credo sia solo amicizia, oramai.”
Il cuore ti batteva forte, anche se non avresti voluto; però, eri certa di aver visto l’ombra di un sorriso negli occhi suoi.
“Takenouchi…Non sarebbe bello essere semplicemente te stessa?”


“Sora?”
Tua madre ti richiama alla realtà.
“Sì, il biondino semi-francese…”mormori, rossa al pensiero di esserti persa in fantasticherie. Non è da te, sei sempre stata così concreta!
“Tesoro, perché vuoi apparire diversa da come sei per il suo concerto? Non che non mi faccia piacere”si affretta a dire “…però…com’è che è così importante?”
Ti mordi l’ennesima volta il labbro.
“È che…Yamato sarà molto teso. Vorrei dimostrargli che ci tengo che vada tutto per il meglio, che credo in lui.”
Tua madre sembra pensarci un po’ su.
“È un secolo che non vedo Taichi”
La fissi sconcertata.
“Cosa c’entra Taichi adesso?!”
“Oh, niente, pensieri sconnessi. Devo andare ora…divertiti stasera, chiamami se ti devo venire a prendere.”
Ti da un bacio sulla fronte, uscendo di casa.
“Bene, lei sì che sa come risolvere i problemi!”
La tua rabbia non è indirizzata contro tua madre, né contro Mimi, che adesso ti ha lasciata qui da sola, né contro Taichi, che oggi non ha fatto parlare Yamato, né contro quest’ultimo, ché per capirlo, ah, cosa daresti!
Piuttosto, è una rabbia cieca, contro il tuo corpo in cambiamento, contro questi continui sbalzi d’umore, contro l’adolescenza in generale. Come vorresti avere tutte le risposte, come Koushiro! O non porti domande, come sembra fare Taichi.
A proposito, chissà che intendeva tua madre.
E poi, tu e Taichi siete già amici, qui bisogna insistere sul versante Yamato!
Afferri una gonna- se ti potesse vedere la te stessa di un paio d’anni fa!- e una maglietta leggera. Agosto è quasi finito, ma il caldo non accenna ad andarsene.
Tra una settimana precisa è il tuo compleanno, e, come ogni anno, organizzi una piccola festa a casa tua.

“Mia madre vuole invitarvi tutti per il mio compleanno” avevi comunicato con naturalezza, al fresco interno di un bar.
Davanti a te, Taichi che trangugiava un gelato con voracità e Yamato che sorseggiava lentamente un the al limone.
“Mmm, sì, non vedo l’ora!! Tua madre cucina benissimo!” aveva esclamato il moro, allegro. “Tu vieni, vero, Yama?”
“Suppongo di sì.”
Avevi sorriso. Quell’anno, lui non ti avrebbe presa in giro per il cappello. Era un pezzo che non ti prendeva in giro. Eppure, potevi giurare, ogni tanto ti sentivi osservata da lui, che, se incrociava il tuo sguardo, subito abbassava il suo. Era sicuramente per trovarti altri difetti, ma eri contenta che non ne trovasse più da un po’.
Taichi se n’era andato presto, voleva tornare da Hikari, a letto con la febbre.
“Perché festeggi ogni anno, Takenouchi? Io a stento festeggerò quando sarò maggiorenne.”
Era, ogni volta, una gioia sentire Yamato fare delle domande. Vedere come lui volesse saperne più di te.
“Ma passerà un secolo! Io non posso aspettare più di cinque anni per festeggiare di nuovo!”
Non avevi comunque risposto alla domanda.
“Mia madre tiene parecchio all’organizzazione di questi eventi. Dice che le piace vedere che ho tanti amici sinceri. E a me piace renderla felice.”
Yamato non rispondeva.
“Vorresti dire che non ti diverti?”avevi provato a scherzare. “Beh, se è così non t’inviterò più!”
“Non ho detto questo. Le tue feste…non mi dispiacciono.”
Sorridevi intimamente.
“Inoltre…è un modo per stare tutti insieme, non trovi?”
“Tranne Mimi.” Ti aveva ricordato in un soffio.
“E Takeru”
“Sai che lui e mia madre si ritrasferiscono ad Odaiba? Si parla dell’anno prossimo, scolasticamente parlando.”
“Ma dai! Sarai contentissimo!”
E tu eri così felice che lui si confidasse con te.


Ma sarà così sbagliato fare qualcosa per gli altri?
“…Non sarebbe bello essere semplicemente te stessa?”
Ripeti le parole di Yamato come in trance.
No, sicuramente no.
Ho giocato per Taichi, gioco per mamma, scriverò a papà che è programmata una gita a Kyoto. E stasera voglio essere carina per Yamato.
Deglutisci. Carina? Per Yamato?
Arrossisci, anche se non vuoi. È tremendo diventare del colore dei propri capelli nelle situazioni più impensate!
Un messaggio appena arrivato trilla, attirando la tua attenzione.
È Taichi, che ti comunica che il concerto di stasera è stato annullato.

Ti precipiti a casa Ishida.
Stai per entrare nel portone, bagnata perché colpita da un bel temporale estivo, quando ecco Yamato che sta per uscire di casa. Quando ha cambiato taglio di capelli? Nel corso di un pomeriggio?
Per un attimo, i suoi occhi, diventati quasi grigi- riflettono il cielo- ti paralizzano.
Non sono come quelli di Taichi, profondi e accoglienti.
Gli occhi di Yamato spaventano, sembrano avvertirti che, se li vuoi conquistare, dovrai patire.
Se li vuoi conquistare…Ma come ti vengono in mente certe cose? Non vorrai conquistare Yamato Ishida?
Nemmeno fosse una di quelle guerre che imparate a scuola!
E poi cos’è questo continuo operare il raffronto tra i due amici?
“Sora! Sei fradicia!”
Starnutisci prima di avere il tempo di replicare.
Yamato ti prende per mano e ti conduce a casa sua.
Raramente sei stata a casa sua, lui dice sempre che è un tale casino.
Quando gli sono cresciute tanto le mani?
“Mettiti una mia tuta, intanto che i tuoi vestiti si asciugano.”
Non è un consiglio, piuttosto un ordine lievemente mascherato.
Ti cambi in fretta nella sua stanza, dopo avergli lasciato la mano che gli è cresciuta ultimamente. O forse non avevi mai stretto le sue mani davvero.
“Ti va un po’ grande, scusa.”
“Ehi, Yama-kun, se avessimo la stessa taglia, mi preoccuperei”provi a scherzare.
Rimanete in piedi, così, senza molto da dirvi. Da dov’è uscito quello Yama-kun, precisamente?
“Etcì!”
Oh, no, non ci voleva il raffreddore adesso.
Yamato ti porge un fazzoletto.
“Posso sedermi sul divano?”
“Certo!”
Lui si siede accanto a te, imbarazzato.
“Così, hai cambiato taglio di capelli.”dici per introdurre un qualsiasi argomento.
“Papà. Ma questo ciuffo…”
Istintivamente, gli sistemi la ciocca di capelli ribelle. Ha dei capelli morbidi. Sembravano ispidi.
Un po’ come lui…Una scorza dura, quasi impenetrabile. E un grande cuore, dentro. Te ne sei accorta, per la prima volta, quando ti ha salvato, assieme a Jyou, quella volta a Digiworld.
Yamato è stato costretto a crescere anzitempo, ma, in fin dei conti, è come me.
“G-grazie.”
Altro silenzio.
“Stavo per venire a casa tua. Non volevo che lo sapessi da Taichi.”
“Il concerto è stato annullato, ma non mi sembra che sia poi questo grave dramma! Volevo solo capire perché.”
“Non so, il proprietario del locale non ci ha fornito un motivo ben preciso.”
Poi, come se fosse colto da uno sgradevole pensiero, chiede: “Taichi non ti ha detto tutto, vero?”
“Tutto cosa?”
“Il concerto è stato posticipato di una settimana.”
Scatti in piedi, nervosa.
“Come, una settimana? E la mia festa?!”
Yamato abbassa lo sguardo, grave.
“Ti prometto che, non appena finisce il concerto, verrò a casa tua. Farò di tutto per concludere prima.”
Nella rabbia, non noti il suo sguardo sinceramente dispiaciuto.
“Ma…la mia festa finirà sicuramente prima del concerto! Non puoi disdire?”
Nemmeno finisci di dirla, e già ti sembra un’idea idiota.
“Takenouchi, non posso davvero spostare l’impegno…Perderei tutta la band e il lavoro fatto finora…”
“Poco male, Ishida , visto che le mie feste, tu le odi! Ed è evidente che odi anche me!”
Scappi da casa sua, sentendo le gocce di pioggia mischiarsi alle tue stille salate.

Ci mancavano i decimi di febbre.
Tua madre non ha osato chiederti spiegazioni sul perché tu ora non sia ad un concerto a divertirti, né come ti sia buscata questo brutto raffreddore, né tanto meno perché tu avessi addosso una tuta maschile.
Cos’è questa bruciante delusione? Perché hai avuto quello scatto tremendo di isteria? Non è colpa di Yamato se quel maledetto ha spostato il concerto.
Aspettavi davvero che Yamato rifiutasse, visto il tuo compleanno?
Che sciocca.
Ma allora che cos’è? Dev’essere la crescita. Ultimamente te la prendi per troppe cose.
Ti guardi la mano, che prima stringeva quella di Yamato. Aveva una stretta forte, sicura. Non ti avrebbe mai lasciato cadere. E invece… ti ha ferito con poche parole, lui.
Taichi non agisce così. Taichi ti dice le cose in faccia, con candore, così come le pensa. Ishida non parla affatto. Devi essere sempre tu a sondarne l’animo…
Ma Taichi non ti ha mai fatto piangere in questo modo. Come ha potuto riuscirci l’altro, se siete veramente amici da pochi mesi?
O forse, non siete amici.
Forse, lui ti ha mentito, solo per farti stare zitta. Forse, lui non ti vuole come amica.
No!
Yamato non lo farebbe, Yamato non è cattivo.
Poteva sembrarlo, a Digiworld.
Ma Yamato è…dolce, a tratti divertente.
Yamato è serio e diligente.
Yamato è troppo grande per la sua età.
Yamato…È terribilmente carino.
Oh. Ha degli occhi che ti rapiscono l’anima.
E forse la tua, Sora, ce l’hanno già da un po’.
Anche se non lo ammetterai mai.

Il giorno dopo stai un po’ meglio, anche grazie alla visita dei fratelli Yagami.
Quant’è cresciuta Hikari! Devono essere state le famigerate febbri di crescita.
Ti sembra che tutto il mondo sia andato avanti senza di te. Tu sei ancora la ragazzina che non sa mai quel che vuole.
“Che ci fa la tuta di Yamato qui?!”
No, forse Taichi non più di tanto. Ma non ti va di rispondere.
“Taichi, va a prendere due bicchieri d’acqua e prepara del the caldo.”ordina Hikari, perentoria.
Sorridi debolmente per ringraziarla. Quanta autorità, per una ragazzina di dieci anni.
“Takeru tornerà a vivere a Odaiba”
Con una curiosa espressione, Hikari sorride a sua volta.
“Chi te l’ha detto?”
“Yamato”
Hikari sospira.
“Che altro ti ha detto?”
“Che non verrà alla mia festa, deve suonare”
Hikari sembra afferrare il senso del tuo malessere.
“Sora, sii sincera. Se non fossi venuta io, avresti avvertito così la mia mancanza?”
“Certo! Sentirò da morire la mancanza di Mimi e Takeru…Proprio per questo, volevo che ci fosse anche lui! Sembra che ci stiamo sfaldando, come gruppo…”
“Solo per questo?”
Ci rifletti su.
“Pensavo che il nostro rapporto fosse migliorato. Pensavo che fossimo davvero diventati amici. Ma mi sono illusa…Ishida non vuole essere mio amico.”
“Ishida?”
“Beh, lui non sembra volere la confidenza che serve per chiamare per il nome proprio! Mi chiama sempre Takenouchi!”
“Ma perché t’ arrabbi tanto? Sono certa che anche a Yamato dispiace. No, non dirmelo…Scommetto che sei scappata via senza nemmeno dargli tempo di replicare.”
Brontoli per l’estrema saggezza della ragazzina. Soprattutto se confrontata alla tua, evidentemente scarsa.
“Sono sempre io a cavargli le cose di bocca, sempre io che lo cerco! Quanto vorrei che i miei sforzi venissero ricambiati…”
“Sono solo i tuoi sforzi a voler essere ricambiati?”
“Io…Non lo so. Ci ho pensato bene, ieri. Ho cercato i lati negativi di Yamato, e sì che ce ne sono!Ma… prevalgono invariabilmente quelli positivi. È cambiato tantissimo, se solo potessi vederne i miglioramenti come li vedo io! E…Faccio sempre il confronto con tuo fratello, so che è sbagliato, eppure non posso farne a meno! Puntualmente, però, mi vengono in mente i suoi occhi azzurri, e la mano che stringe la mia, la sua tuta, lui che mi racconta i suoi ricordi più tristi, e ieri che fa? Mi dice che non potrà venire alla mia festa!”
Ti prendi la testa tra le mani, confusa e triste.
“Perché la prendo così male, Hikari?”
Taichi irrompe con il the, come solo lui sa fare. Taichi è un raggio di sole che penetra violentemente dalla finestra, costringendoti a svegliarti.
Yamato è come il the. A volte freddo, a volte caldo, può essere acido se al limone, e delicato…ti scalda piano e ti riempie la vita, o ti gela in un istante, lasciando uno strano vuoto.

“Per quante persone dovrò preparare la torta?”
E’ una pigra mattinata di settembre, ma per te rappresenta un traguardo importante.
Quattordici anni.
“Saremo io, Taichi, Hikari, Koushiro e Jyou, mamma.”
“E Yamato?”
“Non può venire”
Reagisci con una certa stizza, al ricordo. Non gli parli da una settimana.
D’altronde, dovrebbe farsi vivo lui. Non ti ha fatto nemmeno gli auguri! E tu che credevi…
Sì, questo risentimento è eccessivo, ma è una reazione completamente nuova e ti ritrovi furibonda, anche se non vuoi.

La sera sembra giungere così in fretta.
È arrivato anche tuo padre, per farti gli auguri, e questo ti ha fatto dimenticare gran parte della tua rabbia.
È così bello vedere i tuoi insieme.
Per un secondo, anche se non vuoi , la tua mente vola a Yamato. Cosa darebbe lui, per avere i suoi genitori così? Quanto sei fortunata tu, al confronto?
L’orologio segna le 21.
Yamato avrà iniziato il concerto?
Gli hai tolto tutto il pubblico amico. Magari gli hai fatto anche un favore, lui si sarebbe vergognato da morire.
Che nervi, toglietemelo dalla testa!

È proprio vero che, in compagnia delle persone che amiamo, il tempo vola.
Tra i regali, i giochi, i meravigliosi stuzzichini che tua madre ha preparato e che finiscono tutti per Taichi, le risate non si sprecano e la gioia sembra far dimenticare anche gli assenti, giustificati o no.
I tuoi genitori tirano fuori la torta, con la crema come piace a te. È un po’ più grande del dovuto, ma forse tua madre già sapeva che tuo padre sarebbe tornato a casa.
La rialzate leggermente per le foto che seguiranno, e quattordici candeline vengono accese.
Che desiderio vorresti, Sora?
Che alcune persone fossero qui…Che Yamato avesse scelto me.
Ti vergogni della seconda parte. Perché Ishida avrebbe dovuto rimandare il concerto e litigare con la band, se fino a pochi mesi fa vi sopportavate a fatica?
Le luci si spengono.
Pensi ai numerosi temporali di fine estate o a uno scherzo di Taichi; lo sa che detesti il buio.
Digrigni i denti, fingendo di star bene.
“Taichi Yagami! Riaccendi immediatamente le luci!”
Poi, rumori sinistri di porte e finestre che sbattono, e… la melodia inconfondibile di “Happy birthday!”.
Cantata da una voce calda e dolce che non avevi mai sentito.
Non appena la canzoncina infantile finisce, Taichi pigia nuovamente il pulsante che fa scorrere l’elettricità in casa.
“Mi hai fatto prendere un infarto!”sorridi mestamente.
Pensavi davvero che il desiderio si avverasse? Che stupida.
Peggio di un romanzetto rosa, la protagonista sogna e, puff!, ecco il suo lui.
Ma tu pensavi che il tuo lui fosse Taichi, ne eri convinta, ricordi?
La vita non è così semplice come in un manga, e queste riflessioni adulte ti ricordano che un altro anno è passato. Il tuo primo anno come teenager è finito.
“Non sono stato io” tossisce Taichi.
Ti giri, confusa.
“Yamato?”
Eppure è lì, di fronte a te, in carne e ossa. Nello stupore, dimentichi anche che l’hai chiamato col nome proprio, come due veri amici.
Yamato.
Ha cantato lui per te.
Ha finito il concerto ed è venuto da te.
Ora sì che ti senti ad una festa.
Yamato è lì per te.
Lo abbracci di slancio, allora anche lui vuole esserti davvero amico!
Dovresti sentirti offesa comunque, ma non ci riesci; tutto quello che puoi fare è sorridere, e piangere. Che strano mix, e che cos’è questo nodo alla gola?
Lui ti sussurra uno “Scusa, Sora” sincero, come mai credevi di poterne sentire da lui, seguito da un tuo semplice “Grazie”.
Hai imparato che Yamato non parla mai più del dovuto, che a volte tu, al contrario, sei logorroica e vorresti esprimere troppe cose…Ma nel tuo “Grazie”, sono racchiuse tutte le emozioni che la vostra neonata amicizia ti regala, momento per momento.
In un attimo, ti rendi conto che ti ha chiamato Sora.
Arrossisci vistosamente, lì, nel soggiorno di casa tua, con i tuoi a vederti, con tutti gli altri straniti. Con emozione e il cuore che batte all’impazzata.
Anche se non vuoi, Sora.


Lo so, lo so...Dovrei aggiornare tante altre cose, dovrei studiare, etc etc :P La verità è che, non so perché, m'era venuta voglia di Sorato, un'inspiegabile voglia di Sorato, di quello autentico, senza troppi fronzoli AU e OOC :) Quindi, rieccomi qui! L'idea, l'ispirazione, la devo a Delphinium_Love :) Spero che, come sequel, ti sia piaciuto! A me, personalmente, questa fanfiction ha fatto penare! 'E se è troppo smielata(e lo è, santo cielo xD)?' 'Non sarà eccessiva?' e cose così...Ma il risultato è questo, e inspiegabilmente, mi piace ^^ Magari non come la 'prima', ' Non è da te, Yamato ', però, a suo modo, mi piace molto ^^ Adoro questa coppia, forse descriverla dal punto di vista di Sora avrebbe dovuto significare ampliare maggiormente il suo rapporto con Taichi, ma non era questa la direzione che volevo dare ai personaggi! Volevo che nemmeno la digiprescelta dell'amore avesse chiaro il suo sentimento, che i lettori e gli spettatori-Hikari, in questo caso- invece lo comprendessero bene :) Sono sempre stata convinta che, nella coppia Sora-Yamato, sia Yamato ad innamorarsi per primo. Non so perché, forse sarà la presenza di Taichi, ma l'ho sempre visto così ^^ Perciò, Sora doveva apparire ancora più confusa ed irrazionale di lui :P Che poi sia stata Sora a fare il primo passo, beh, questa è un'altra storia xD Per la cronaca, la notizia che il padre di Yamato fosse bassista, che Sora scriva al padre che andranno in gita a Kyoto, non sono frutto della mia fantasia, ma vengono da determinati Drama-CD di Digimon che si pongono a cavallo tra le prime due serie(fonte: Wikipedia) ;) E' stato molto divertente cercare di capire come Sora abbia potuto interessarsi a Yamato...Secondo me, è nato tutto dalla preoccupazione che Sora mostra per Yamato, già alla fine della prima serie. È come se sentisse in dovere di scoprire di più sul suo conto. E poi, Yamato cambia tantissimo: basti vedere che mette su una band, o il suo carattere, più ironico e leggermente aperto. Quindi, ho 'giocato' su queste cose, e sull'intrinseca cecità che si mostra quando ci s'innamora di un proprio amico :) L'ho provato, pertanto so bene come si tenda a minimizzare tutto, o catapultarsi nei flash più assurdi, pur di non vedere davvero com'è la realtà! E, in questo caso, per Sora e Yamato sarà solo questione di tempo ;) Scusate, la lunga parentesi(e non era Takari, figuriamoci xD)...Un grazie infinito va a chi ha recensito il prequel di questa storia:
Padme Undomiel, per tutto il lavoro che fa puntualmente per me e per lasciarmi recensioni così belle ç_ç,
Sae, tesoro, che ha scritto Sorato così belle da togliere il fiato-grazie, grazie davvero-
rubarubina, che spero troverà presto il coraggio per recensire altre storie-non mangio mica xD-
Delphinium_Love, per aver messo in moto il mio cervello bacato e avermi fatto partorire questa fanfiction-spero davvero ti piaccia, fammi sapere ^^-
hinata hyuga 1995, lieta di sentirtelo dire ^^ Mi auguro con tutta me stessa che piaccia anche questa!
BlackMoonRising, ehm, non sono così certa che qui io non sia scaduta nel melenso XD Ho un'innata propensione per il miele ;) E confido di non aver snaturato nemmeno Sora ^^°°
E , infine, alla mia 'mammina' virtuale, Sora89, grazie anche solo per esserci stata, in questi 4 anni e mezzo.
HikariKanna
PS: La canzone d'inizio, citata, è “Ti vada o no”, di Paola e Chiara, il theme di Hercules :)

     


                     





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