FanFiction Digimon | Non e' da te, Yamato di HikariKanna | FanFiction Zone

 

  Non e' da te, Yamato

         

 

  

  

  

  

Non e' da te, Yamato   (Letta 576 volte)

di HikariKanna 

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Sezione:

Anime e MangaDigimon

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

[...]Credevo non l'avresti mai fatto. Non è proprio da te, Yamato![...] Sora diceva sempre tutto quello che pensava. Ma quand'è che le persone cambiano? O forse è un discorso da applicare solo alle ragazze? Dopotutto, Taichi non è mica cambiato. Tu nemm


  

“Credevo non l'avresti mai fatto. Non è proprio da te, Yamato!”
Dovresti borbottare qualcosa in risposta, possibilmente scontroso per non perdere la tua reputazione da duro.
Ma poi, come può avanzare Sora commenti del genere e, soprattutto, ridere di quello che hai appena finito di dire, quando ha quel calzettone bianco destro abbassato del tutto?
Che fai, le fissi le gambe, Yamato?
Tutto, pur di non dover sostenere il suo sguardo.
Il tramonto si confonde sui suoi capelli, e tu daresti volentieri via in palio i montepremi dei più famosi quiz del mondo per capire perché gliel'hai detto.

“Ma ci pensi, alle medie stiamo tutti e tre insieme! Io, te e Taichi! Non è fantastico?”
E tu, per tutta risposta, che le hai detto?
“Ho deciso che non suonerò più l'armonica”
Poi, cosa c'entra?
Forse, volevi ricambiare con una piccola confessione tutta quell'improvvisa esplosione d'affetto.
Ma no, evidentemente è contenta di stare con Taichi...e ti ha incluso nel novero solo perché oggi lui non c'è e state parlando esclusivamente voi due.
Avete mai parlato davvero insieme, soli?
Comunque, lei ti ha replicato che non è da te.
Con un assurdo sorriso sarcastico, degno del miglior Taichi.
“Cosa ne sai tu di quello che è o non è da me?”
Ecco, ora sì che sei stato acido.
L'hai ferita col tono, si vede dai suoi dolci occhi nocciola.
“Saprei molto di più se tu ogni tanto ti decidessi a parlarci di te!”
“Volevi dire...parlarmi
Sora arrossisce; non risponde.
Ovvio che includeva anche Taichi.
Che stupido, a pensare che volesse sapere veramente di te.
“Ti sei tolta quello stupido cappello.”
Avresti anche potuto evitare lo stupido.
Stavolta la sfumatura cremisi di lei è più tendente alla rabbia.
Qualcuno, in occasione dei miei tredici anni, mi ha rinfacciato che somigliava più a un casco slacciato. E che era semplicemente ridicolo entrare nell'adolescenza ancora con quello sempre addosso.”
Sorridi.
“E da quando segui i miei consigli?”
La osservi per un secondo, cercando di decriptare il suo sguardo.
Ma chissà poi perché, in queste occasioni non riesci mai a sostenerlo.
“Devo tornare a casa, mamma sarà in pensiero. Comunque, puoi anche suonare la chitarra e fondare un gruppo. Dico solo che non mi sembra da te, ecco tutto. Ma hai ragione...Io non ti conosco affatto.”
Potresti giurare di aver visto scendere una lacrima, mentre corre forsennata.
“Sora!”
Nulla da fare, è già lontana.

“La prossima volta metto un filtro tra bocca e cervello”mugugni strano. “ Vorrei capire che ha da piangere!”
Il giorno dopo, Sora non ti degna di uno sguardo.
Taichi è tornato, fresco come una rosa dopo un brutto raffreddore.
“CIAO YAMAAAAAAAAA!”
Che avrà da essere così gioioso? Non sono passati nemmeno cinque giorni..forse sette.
“Taichi, allora sei vivo”riesci appena a sussurrare, prima di essere stretto dal suo abbraccio fatale.
In realtà, sei così contento che qualcuno ci tenga a te che ricambieresti di cuore il gesto, se solo non fossi così emotivamente scarno.
E ti scuseresti con Sora.
La osservi piano, timoroso, mentre lei sorride allo strano quadretto composto da te e...sì, il tuo migliore amico.
Però, appena si accorge del tuo sguardo fisso su di lei, diventa immediatamente imbronciata.
Ecco cosa fai al mondo, fai passare a tutti le emozioni positive.
Ti stacchi dal vigoroso Taichi-non si direbbe che è convalescente- e abbassi lo sguardo.
Perché hai combattuto digimon mostruosi, addirittura stando per un periodo da solo e non riesci a guardarla negli occhi?
Fa venire una rabbia.
Inoltre, dovrebbe essere lei a chiederti scusa, no?
Non crede nel suo progetto di creare una band, bè, la farai ricredere.
“Sora??Che hai, è quel periodo del mese?”
Taichi si becca uno schiaffo in faccia da Sora che, imbufalita, va a sedersi al suo posto.
Si massaggia una guancia, stupito.
Non puoi fare a meno di ridere(e di ricevere uno sguardo truce da lei), al vedere il volto da cagnolino bastonato di Taichi.
“Le cose sono due:o veramente ha le sue cose, oppure qui qualcuno le ha fatto qualcosa. Tu cosa sai?”
“Senti, Sherlock, è meglio se ci sediamo. La professoressa arriverà a momenti.”
Non lo vuoi dire nemmeno a Taichi, del vostro piccolo diverbio di ieri, perché, in fondo, lo sai di aver torto e di esserti comportato da vero orso.
“Watson! Allora lei è coinvolto, eh?”
“Piantala, idiota”sorridi, fingendo di picchiarlo.
E pensare che l'hai picchiato davvero. Solo perché non riuscivi a vedere le cose da differenti punti di vista.
Magari è così anche con Sora.
Peccato che Sora non sia Taichi, lui è così diretto ed esplicito!
Eppure, ricordi durante una lezione mortalmente noiosa di storia antica, nemmeno Sora era così.
Sora diceva sempre tutto quello che pensava.
Ma quand'è che le persone cambiano?
O forse è un discorso da applicare solo alle ragazze?
Dopotutto, Taichi non è mica cambiato.
Tu nemmeno.
O è l'adolescenza?
È questo che significa essere adolescenti? L'eterno senso di smarrimento e il perdere la propria salute mentale a cercare di capire determinati atteggiamenti?

“Sono arrivato alla conclusione che Sora ce l'abbia con te, sai, Yamato?”
Bravo il mio genio della lampada, vorresti dirgli.
Invece, rimani imperscrutabile.
“Ah, sì? Cosa te lo fa pensare?”
“Bè, prima mi parlava normalmente. Segno di nessuno squilibrio ormonale. Però, appena ti ha visto uscire dall'aula, s'è immusonita e s'è allontanata per andare a casa. Di solito ci aspetta.”
Di solito ti aspetta.
No, decisamente Taichi non è cambiato.
È sempre stato il primo a capire le cose, a Digiworld. Il primo ad avere fiducia. Anche il primo a sbagliare, sì, ma d'altronde gli errori sono il portale della conoscenza(*).
Tuttavia, per questo tipo di cose...non ci arriva.
Rifletti un attimo, Yamato. Questo tipo di cose? Ma quale tipo di cose?
“Preferivo Digiworld”bofonchi a mezza voce.
“Come, scusa?”
“Dicevo che magari non si sente tanto bene. Domani vedremo, no?”

L'indomani la situazione non migliora per niente.
Sora è sempre lì, a guardarti in cagnesco.
“Che avrai fatto di tanto grave?Avanti, spara.”
“Niente, Taichi.”
“Non ti credo.”
Sospiri.
Non te lo scollerai così facilmente di dosso, quindi tanto vale dirgli com'è andata.
“Stavamo tornando a casa. Ha detto qualcosa tipo 'Oh, che bello, tutti insieme appassionatamente come a Digiworld'! Non vedo dove, visto che mio fratello chissà in che parte di Tokyo si trova...Comunque...Io le ho detto che sto imparando a suonare la chitarra. E che...voglio fondare un gruppo.”
Arrossisci senza controllo.
Taichi ride, tenendosi la pancia.
“Ehi, te l'avevo già detto, no? Perché ridi così sguaiatamente?”
Sei risentito.
Se nemmeno lui ti prende sul serio, chi lo farà?!
“Rido perché sei tutto rosso! Ti sei confidato a Sora e sei arrossito! Che carino che sei, Yamato!”
Naturalmente, grida, quindi Sora sente benissimo il suo nome. Incrocia per un attimo lo sguardo di Yamato, curiosa, e lo vede terribilmente imbarazzato.
Nonostante tutto il risentimento, ti sorride, scuotendo leggermente la testa.
Sembra dirti: "Taichi è fatto così, guarda, non ci puoi proprio fare niente”.
Quell'improvviso secondo di intimità di sguardi fa sorridere entrambi.
“E lei cosa ti ha risposto?”
“Che non è proprio da me, secondo lei.”
Ritrovi l'antico livore- praticamente infondato, e lo sai-. La magia è spezzata.
“Lo sapevo. Tipico di Sora.”
“Cosa?”
“Dire le cose a metà, imbarazzarsi, incaponirsi e perseverare nella testardaggine. Sono certo che non intendeva dire che non ti vedrebbe bene a cantare, è che non se l'aspettava. A Sora...Non piacciono i cambiamenti. Vorrebbe avere sempre tutto controllo, conoscere esattamente le reazioni di chi la circonda. Non credo ritenesse possibile che il tuo amore per la musica ti portasse a fare questo.”
“Bel modo di esprimere la propria sorpresa!”esclami, non del tutto convinto.
“Ha parlato mister 'Io-sono-la-dolcezza-in-persona'! Sicuramente ti sarai arrabbiato, le avrai detto che non ti conosce quasi per nulla, lei si sarà risentita...E ora non vi parlate.”

Arrossisci. Ancora.
“È...proprio così palese?”
“Vi conosco entrambi. Lei un po' meglio, certo...Ma per noi maschi è diverso, loro si fanno troppi problemi. A noi è bastato un paio di pugni per costatare che siamo diversi e un paio di conversazioni ed avventure per dichiararci amici.”
Sora si avvicina a voi due.
Da dov'è uscito quel fermaglio tra i capelli? È carino.
Lei è carina.
Vorresti dirgli che ti dispiace, ma come al solito non esce niente.
“Taichi...non verrò agli allenamenti oggi. Anzi...Non verrò mai più. Mi sono iscritta a tennis.”
“COSA?! Ma adoravi il calcio!”
“Sono l'unica ragazza...”
“Lo sei sempre stata!E non è mai stato un problema!”
Taichi è fuori di sé. Ecco, questa è una delle cose appartenenti a quel tipo di cose che Taichi non capisce.
“Dai, Taichi, lascia stare. Non vedi che è imbarazzata?”
Provi a intervenire.
Sora sembra stupita del tuo intervento gentile.
“Yamato! Da che parte stai?! Ha sempre giocato con noi...”
Sospiri.
“Taichi, proprio non ci arrivi, eh? È una ragazza. Presto lo spogliatoio diventerebbe un serio problema-se già non lo era-, per almeno una settimana al mese sarà debilitata per motivi naturali, e poi, voi mica usate premure! Potrebbe farsi seriamente male, ed è molto più delicata di noi!”
Cos'è tutto questo fervore?
Il tuo migliore amico ti guarda sconvolto.
Sora è interdetta.
“Non sono una donzella da salvare. Anche il tennis potrebbe provocare infortuni...Però...Yamato ha ragione, Taichi. Non posso più giocare con voi.”
Sora si inchina, a mo' di scusa, e parte.
Almeno non ti fissa più come se ce l'avesse a morte con te.
“Io non capisco, Yamato. Quand'è diventata così suscettibile, così irascibile, così attenta alle minuzie, così sensibile? È così diversa dalla Sora che ho conosciuto anni fa. Quand'è cambiata? ”
“Quando siamo cambiati, Taichi...”

Il disgelo sembra andare meglio.
Taichi oggi va da tutt'altra parte, proprio per gli allenamenti.
Ti aspetti di dover fare la strada da solo; invece, Sora è lì, sorridente.
Ti giri, confuso.
Sorride. “No, aspettavo proprio te, Yamato.”
È più bella quando sorride. È come se il mondo ritrovasse l'armonia.
Sei rimasto bloccato, ad osservarla con la bocca semi aperta.
“Non..non ti va, forse?”
“Oh”
Incespichi nelle parole.
Questo non è da te, Yamato.
“No...Solo che...Pensavo...Niente”

Silenzio.
La primavera è gravida di promesse, quest'anno. I fiori stanno sbocciando, uno ad uno, seguendo il proprio ritmo naturale.
Sora non parla, ma è bello stare con lei anche solo a passeggiare.
Taichi ti stona con tutto ciò che ha da dire; Sora, no.
Anche se vorresti sentirla parlare di sé come Taichi si lamenta della cucina della madre.
Che strano pensiero da farsi.
Dopotutto, Sora potrebbe non aver voglia di raccontarsi.
Come te, no?
“Grazie per oggi. Taichi...ci metterà un po' a metabolizzare la notizia.”
Sospira dolcemente, con lo sguardo vacuo.
Ed eccola lì, la domanda fastidiosa, che ti pungeva prima.
“Non è solo per quello che lasci...Giocavi per vedere Taichi, vero?”
Adesso è lei a non sostenere il tuo sguardo inquisitore. I tuoi occhi non esprimono mai troppo, sono stati allenati ad essere di ghiaccio non solo nell'iride.
Abbassa lo sguardo.
Sai di avere ragione.
Ma, per una volta, avresti preferito non averla.
“Ho conosciuto Taichi su un campetto da calcio. Volevo rivederlo. Mi sono iscritta, contro la volontà di mia mamma, alla prima scuola calcio che ho trovato e...C'era lui. Incredibile, eh?È da quel momento che siamo...amici.”
Sorride anche negli occhi.
“Sei proprio la digiprescelta dell'amore.”
Il tuo tono dovrebbe essere freddo, invece è intriso di un qualche sentimento strano. Forse...delusione. Anzi, disillusione.
“Ero piccola! Non capivo la metà delle cose che facevo e...”
“Ma perché me lo racconti? Non sei tenuta a farlo”
Tono acido, troppo.
Continui ad andare avanti, con gli occhi bassi, un peso opprimente nel petto.
Ma che cos'è...?
“Non sono tenuta, è vero, ma voglio farlo.”
Ti giri verso di lei.
È rimasta indietro, ferma, con una grinta negli occhi che prima le vedevi spesso. Forse nemmeno Sora è così cambiata...
“Perché?”
“L'altro giorno, mi sono resa conto di averti detto una cosa...non da amica, ecco.”
Si sta scusando.
Quando dovresti farlo tu.
“Come...come posso pretendere che mi parli di te, se io non ti dico di quello che sogno e penso io? D'ora in poi, te lo dirò sempre! Ma tu dovrai fare lo stesso con me! Promesso? Possiamo diventare davvero ottimi amici... se lo vuoi.”
Ti tende la mano, sorridente, ancora.
Il suo sorriso è così contagioso, ma su di te provoca una strana smorfia sghemba.
La stringi piano, quasi avessi paura di rovinare quella piccola mano delicata.
Continuate a camminare, finché non arrivate sotto casa di lei.
“Allora, ciao, nuovo Yamato! Ricorda, adesso, siamo legati da una promessa!”
Ti fa l'occhiolino.
“Sora!”
Riesci a chiamarla, ignorando il rossore e il pudore che ti stanno dicendo di fermarti.
“Voglio entrare in una band perché forse così migliorerò un po' nel dire quello che davvero voglio dire...mi farò nuove amicizie...Non voglio mai più stare troppo solo.”
Sora ti prende le mani.
“Era questo che intendevo, quando ti chiedevo di parlarmi di te. Perdonami se...credevo che il progetto della band fosse stupido. Non avevo capito. Non avevo capito niente di te. Perciò...ricominciamo! Non sarai mai più solo!”
Ti lascia ed entra in casa, dopo un ultimo sorriso.
Cos'è quel viso scarlatto?
Perché il tuo cuore batte all'impazzata?
Non è da te, Yamato.
Giusto una chicca Sorato, per chi ci crede fermamente :) A Sae, memi, DenaDena, Sora89(anche un po' per gli esami, che vi porti fortuna ) perché loro me l'hanno fatto amare così...A Padme e alla sua spettacolare pazienza :) A tutti quelli che leggeranno :) Grazie a tutti :) PS: (*) viene da James Joyce, non è farina del mio sacco xD
HikariKanna

     


                     





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