FanFiction Le situazioni di lui e lei | Ciliegi in fiore di Tomoyo | FanFiction Zone

 

  Ciliegi in fiore

         

 

  

  

  

  

Ciliegi in fiore ●●●●○ (Letta 1145 volte)

di Tomoyo 

5 capitoli (in corso) - 1 commento - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaLe situazioni di lui e lei

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 1 - Fuga 

Ciao a tutti!! questa Fan fic l'ho pensata avendo in mente un personaggio che rimane molto sullo sfondo, ma che alla fine risulta essere uno dei pochi essenziali per i due protagonisti principali... e visto che la fine del manga originale sotto questo pun...


  


Non ricordo il momento preciso in cui non mi sentii più bene a casa mia.
Per un bambino piccolo la “casa” è tutto, è un luogo caldo ed accogliente dove ti senti protetto “dal resto”.
Anche se “il resto” è bello.
Anche se “casa” non è bella.
Anche se vorresti essere in tutti gli altri posti del mondo purché non lì, tutti gli altri posti fanno comunque paura.
E vorresti solo tornare a casa.
Credo davvero che la mia famiglia mi abbia voluto bene, almeno finché non sono cresciuto. Il mio carattere è emerso abbastanza presto, già all'asilo ero il bambino più bello, tutti volevano viziarmi, ed io mi lasciavo viziare.
Credo che fu in quel periodo che mio padre inizò ad odiarmi.
Può sembrare che io sia duro, magari che esageri anche, ma fu così.
Lui mi odiava.
Lui mi odiava perché aveva odiato suo padre ed io glielo ricordavo terribilmente.
Ma che colpa ne avevo io se suo padre, ovvero mio nonno, non aveva fatto altro che far soffrire sua moglie e suo figlio?
Che colpa ne avevo io?
Ormai è una domanda alla quale ho rinunciato a rispondere. Anche se trovassi una risposta non credo che vorrei ascoltarla.
Non voglio riaprire una ferita che ho fatto tanta fatica a chiudere.
Ho fatto davvero molta fatica....
Esistono persone che sono felici solo entro le mura della propria casa.
Esistono persone che sono felici solo al di fuori di quelle stesse mura.
Io appartenevo alla seconda categoria, tanto che già alle medie passavo più tempo fuori che non dentro casa. Nessuno si è mai preoccupato del contrario del resto.
Per anni ho aspettato che qualcuno lo facesse.
Per anni ho aspettato che qualcuno chiedesse “Ma dove sei stato Hideaki, mi sono preoccupato...”.
Queste parole le ho sentite....
Ma mai pronunciate da persone che avessero il mio stesso sangue.
Da loro ho ricevuto solo sguardi sprezzanti pieni di odio ed invidia. Con il tempo ho cercato di farmeli scivolare addosso, ho cercato di non farci più caso.
Facevano male comunque però... maledettamente male...
Un bambino non dovrebbe mai sentire quegli sguardi su di sé.
Alle superiori però ho conosciuto un ragazzo... se non fosse che non sono per niente portato per le relazioni tra persone dello stesso sesso, sarebbe stato la mia anima gemella.
In lui vedevo il mio stesso animo ferito, ma mentre io ero riuscito a sopravvivere nonostante tutto lui era ancora imprigionato dalle tenebre. Avrei voluto risparmiargli tutta quella sofferenza.... tutto quel dolore... ma a Soichiro ha pensato Miyazawa. Una ragazza terribile dal carattere egocentrico ed egoista.... ma capace di un amore infinito. Anche io, nonostante i primi tempi non la sopportassi, mi sentivo come riscaldato dalla sua presenza... è davvero una persona eccezionale.
Loro due si sono sposati alla fine dell'ultimo anno di liceo, anche e soprattutto perché lei aspettava una bambina.
Una bambina dolcissima.... non mi sono mai affezionato a nessuno prima di averla presa in braccio. L'ho capito in quel momento. Lei è la prima persona che abbia amato veramente in vita mia...
Non che non abbia voluto bene a Soichiro o a Miyazawa o alle ragazze con cui uscivo... ma non era amore. Quando lo provi davvero ti rendi conto di quanto il resto fosse solo una pallida imitazione.
Sakura.... “fiore di ciliegio”
Non poteva esserci nome più adatto per quella creatura.
Dalla sua nascita ho iniziato a pensare che avrei vissuto la mia vita in solitudine, amando solo quella famiglia che era anche un po' la mia.... mi ero quasi rassegnato.
I figli di Arima sarebbero stati anche un po' i miei... e sarei vissuto felice.
L'ho creduto davvero. Fino a qualche giorno fa.
Sakura ha compiuto sedici anni... io ho più del doppio della sua età... eppure mi ha detto che mi ama... se l'avessi incontrata tempo fa non ci sarebbe stato uomo più felice di me su questa terra, davvero. Ma ora...
L'ho vista nascere, crescere... come potrei amarla come donna? Per me sarebbe come commettere incesto... e poi non vorrei mai sapere cosa potrebbe pensare Arima di me.... potrebbe uccidermi. Nel senso letterale del termine... mi terrorizza alle volte.
Io vorrei che quella ragazza fosse felice. Che avesse per sé tutta la felicità del mondo. A costo di essere infelice io, a costo di non vederla più... anche se so che è intelligente, anche se so che non avrebbe detto mai una cosa del genere per scherzo, anche se so che deve averci pensato parecchio, io non posso fare a meno di pensare che non sappia quello che sta facendo.
Ho la sgradevole sensazione che dovrò abbandonare tutto ciò a cui tengo per non romperlo in mille pezzi.
E la cosa distrugge me...
Essendo un pittore vado spesso all'estero per lavoro... credo che da oggi i miei viaggi saranno sempre più frequenti.
Mi sembra di essere tornato un bambino piccolo che nessuno voleva. Vorrei piangere....

“Soichi, hai notato che ultimamente Hide-kun è molto giù di morale? Non esce praticamente da casa....”
“Mpf... non m'interessa...” l'ispettore continuò a scrivere la propria relazione sul suo portatile, restando in silenzio.
“Anche Sakura non è del solito umore... ho chiesto ai gemelli, ma mi hanno risposto in maniera molto evasiva... che quei due abbiano litigato?” la donna finì di sistemare la cucina e si sedette vicino a suo marito.
“Io non mi preoccuperei tanto Yuki. Cosa vuoi che pensi quella testa di rapa? Per Sakura non saprei dirti... non ci sono molto a casa, lo sai. Quella ragazza, però, è molto giudiziosa e non ci farà preoccupare, tranquilla.” chiuse il portatile soddisfatto e diede un bacio alla propria moglie
“Ok, ma vai a fare un salto di là e chiedi che succede, ok?” la donna sorrise a suo marito “io ora però devo davvero andare a letto.. domattina ho un intervento importante e devo essere super precisa... e poi c'è in consiglio d'amministrazione dell'ospedale, e quel pranzo di lavoro... in pratica sarà una giornataccia tra vecchi bacucchi ammuffiti e tante scartoffie!”
“Ah ah... ok, ora passo da Asaba...arrivo tra poco, non preoccuparti” la baciò e andò dall'amico, ovvero dall'altra parte del pianerottolo, i due erano vicini di casa.
“Asaba! Apri, sono io!” suonò molte volte al campanello, ma dopo non aver ottenuto risposta scelse una chiave dal suo mazzo di chiavi, la infilò nella serratura e l'aprì. Davanti alla porta c'era una valigia, i mobili erano tutti coperti da un telo, sembrava che il proprietario stesse per partire per un lungo, lungo viaggio... era tutto abbastanza strano.
“Hideaki!! Ma ci sei? Rispondi!” cercò in ogni angolo, lo trovò nel suo studio, davanti ad una tela già terminata. Ne rimase stupefatto. Era un quadro che rappresentava sua figlia. La sua meravigliosa Sakura era lì che lo guardava con uno sguardo mai visto. Era bellissima...
“Hideaki... che ci fai qui da solo?” il pittore si riscosse, non l'aveva sentito arrivare.
“Arima...” rimase in silenzio per alcuni minuti. Sembrava che cercasse le parole per spiegarsi, l'amico attese paziente.
“Ho deciso di partire. Non so per quanto tempo sarò via... ma io... io devo... io ho bisogno... di pensare.”
“Questo quadro è bellissimo.”
“È lei che è perfetta.” lo disse quasi senza riflettere, a mezza voce. Abbassò gli occhi “Io... io... lei... mi ha detto che è innamorata di me. Ma non è possibile questo. Non è possibile...” si alzò di scatto, fissando il quadro e serrando i pugni “Non è possibile!” si ritrovò quasi ad urlare.
Arima non riusciva a credere a ciò che stava sentendo. Sua figlia... la sua bambina... innamorata di un uomo che ha il doppio della sua età... del suo migliore amico...
“Tu hai mai...” i suoi occhi erano due buchi neri. La voglia di uccidere si stava materializzando in lui come la nebbia. Il biondo lo guardò negli occhi sapendo dove andava a finire quella domanda.
“No. L'ho sempre amata come se fosse mia figlia. Né più né meno di questo.” i suoi occhi erano sinceri, l'aria si placò un poco.
“È per questo che devo andare via Arima....devo... devo fare in modo che le passi questa infatuazione che lei ha per me. Che sia felice senza di me...” la pena che provava era palpabile. “Devo partire stasera. Se non fossi venuto tu ora t'avrei chiamato... non riesco a salutare anche Yukino... non ne ho il cuore” sorrise tristemente “occupati tu di casa mia. Vi farò sapere mie notizie... il quadro è per voi.” lentamente mosse un passo, e poi un altro, e poi un altro ancora, come se fosse immerso in un incubo senza tempo arrivò alla porta, prese la giacca e la valigia, si infilò le scarpe e partì.
Non salutò nessuno.
E nessuno seppe mai che un uomo pianse mentre i lasciava tutte le cose più belle della propria vita alle spalle...
Arima contemplò ancora per un po' il quadro che ritraeva sua figlia.
Sapeva che era sua figlia eppure non era lei....
Quella era una donna, non una ragazzina.
Quella era una donna vista dall'uomo che la ama, ovvero bellissima.
Era così che lui vedeva Yukino... ogni giorno, in ogni situazione... era così che lui vedeva la sua dea, il suo amore...
Si riscosse quando una folata di vento entrò nella stanza facendo ondeggiare la tenda.
“Stupido idiota!!” serrò i pugni, chiuse la finestra e tornò a casa propria.

La sua espressione doveva essere molto turbata perché Yukino se ne accorse subito nonostante tutti i suoi sforzi per fare finta che non fosse successo nulla.
“Cos'è successo?”
“Hide è partito. Starà via per un po'. Ha lasciato un quadro. Te ne parlerò domani” lei capì che aveva fatto uno sforzo enorme per dirle quelle poche parole. E decise di aspettare.
“Va bene. Ora vieni, è stata una giornata dura per entrambi...” lo invitò sotto le coperte, spense la luce e l'abbracciò. Ne avrebbero parlato l'indomani con calma, dopo che i fantasmi della notte fossero fuggiti lontano.


- Pensieri a Ruota Libera -

eccomi qui con una nuova FF su questa bellissima opera.... è uno dei miei manga preferiti ^^
Spero davvero che possa piacervi..... un saluto a tutti!!!

Tomo



 

     


                     





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